Poliziotti Fuori è il primo film il cui titolo è stato tradotto con Google Translator e piazzato sulle locandine che tappezzano le sale italiane da questo fine settimana. Fosse stato tradotto in qualsiasi altro modo, probabilmente ci avrebbe fatto girare comunque i coglioni. Cara, stasera voglio andare a vedere Cop-a-Rolla -non funzionerebbe, dai. Continuiamo a chiamarlo Cop Out, non sarà originale ma si risparmia qualche battuta.
Cop Out è il primo film di Kevin Smith non scritto da Kevin Smith. I film di Kevin Smith sono film in cui un gruppo di attori della sua ballotta recita battute davanti a una telecamera fino a fare il minutaggio. La qualità delle battute definisce la qualità del film, che era notevole in Clerks e bassissima in ogni film successivo. La fanbase di Kevin Smith è composta di gente pronta a tutto pur di trovare risvolti positivi al cinema del proprio eroe, il quale sulla base dei tiepidi entusiasmi che l’hanno coperto ad ogni occasione dal suo film d’esordio in poi, ha potuto svicolare fino ad oggi senza dover imparare a fare il regista. Cop Out è una specie di informale Grande Occasione per andarsene al cinema a vedere Kevin Smith che schiude le ali: attori grossi, progetto pompato, distribuzione garantita nelle sale e testo non suo. Come se la caverà il Nostro?
(Male, grazie)

(nel contesto sembra una cosa relativamente normale)
Parentesi: Cop Out è stato accolto a sonore scorregge dalla critica e dal pubblico. Se vai a vedere Rottentomatoes, Cop Out sta sotto il 20% -per capirci, New Moon arriva a 27 e Alice sta verso il 50. Qualsiasi nefandezza che avete voluto vedere con lo scopo dichiarato di farvi una risata alle spalle del produttore esecutivo ha un punteggio doppio. Naturalmente è una questione di parentele e/o legami: in mancanza di un gusto proprio, la gente aspetta la luce verde per iniziare a tirar torte a destra e a manca. L’aggregatore come specchio di una realtà critica è una palla curva, mette fuori gioco il senso della vergogna e si pone come strumento di misura della nostra epoca malata -consenso VS dissenso, un po’ come giudicare i governi dai risultati elettorali. Quelli che stanno distruggendo Cop Out a forza di risatine sono gli stessi che giudicano Zach and Miri un grande prodotto di cinema indipendente.
Cop Out è un film di Kevin Smith nel senso più classico del termine: niente regia, pochissimo ritmo, tutto il peso sulle spalle degli attori. è un film di quelli che sembrano scritti nel momento in cui li giri: Kevin se ne sta dietro la macchina da presa, salta fuori con un’idea, Bruce Willis ci va sotto e inizia a improvvisare. La sceneggiatura non sarà di KS, ma è sicuramente alla KS. Nella prima sequenza Tracy Morgan spiaccica la faccia di un sospettato contro uno specchio e inizia a recitare battute a caso tratte da una trentina di film, mentre Bruce Willis sta dall’altra parte dello specchio, disegna un cazzone sul vetro appannato e fa finta di spingerglielo in bocca. Il film va avanti per un’ora e cinquanta accumulando gag che sembrano buttate fuori sul momento.

dicevamo.
Andando avanti per il minutaggio ci si trova di fronte a un sacco di cose tremende. Una coppia di poliziotti antipatici composta da Adam Brody e Kevin Pollak, una ragazza messicana in pericolo messa ad minchiam dentro al plot, le schermaglie amorose di Tracy Morgan con Rashida Jones, un signore della droga fissato col baseball, rendersi conto che QUELLO è davvero Jason Lee, e tutto il resto. Comprendo il fatto che a qualcuno possa non andare giù, ma a che prezzo?
Esiste una nobile tradizione del buddy movie che prevede che a un certo punto (al minuto due, più o meno) tutto quanto finisca in vacca. Il capostipite di questa gloriosa tradizione è Insieme per forza, quello con James Woods e Michael J Fox, ma nel corso degli anni abbiamo avuto i due Bad Boys e Showtime, e persino L’ultimo boyscout a fare da ponte tra la tradizione più austera e quella più svaccata. Le scaramucce amorose tra i due poliziotti sono il sale della questione, gli spin-off sono quello che tiene in piedi il film. Se lo sbirro-spalla è nero lo spettacolo ne guadagna.
Tracy Morgan è una BOMBA, lo metti davanti a una telecamera e il film prende vita a prescindere, anche doppiato, anche quando non sta facendo nulla in particolare. Bruce Willis ha l’aria di chi ha voluto fare il proprio spin-off poliziesco/comico (stile Fermati o mamma spara) con una dedizione che ha del commovente. Gli altri sono tutti bravissimi: Seann William Scott attraversa il film con una parte che sembra palesemente infilata sul momento, tanto per buttare su altri dieci minuti di gag.
Ogni cinque minuti succede qualcosa che fa esplodere la sala, e tu ripensi a tutte le recensioni in cui stava scritto che Cop Out è un compendio di comicità stantia e volgarotta: lo capisco, ma vi siete mai chiesti il prezzo della vostra austerità di cinefili indie? Che guardate Kevin Smith a fare?




