Passiamo subito alla mia scena preferita.
La nostra protagonista “Joey” sta mostrando il video-manifesto del cattivo del film, “Noah”, al fratello “Michael”.
Noah (in video): La vera follia è guardare questo pianeta morire mentre non facciamo niente al riguardo…
Michael: Non capisco, è la verità…
Noah (in video): Per guarire la Terra, bisogna controllare il virus umano.
Joey: Sì lo so che è vero, ma questo?
Noah (in video): Non esiste una nuova alba, non una che includa gli uomini. La nostra estinzione è inevitabile, meritata e necessaria.
Michael: Sì, ok, questo non va bene.
Ah, il grande classico.
Il cattivo – che non so se avete notato ma ha un nome metaforico – ha teoricamente ragione.
Purtroppo però, per una serie di sfortunate coincidenze, è matto con qualche rotella fuori posto, per cui qualsiasi altro parametro viene annullato e di conseguenza merita di essere ammazzato di morte.
Ok, magari messa così non rende: magari state ancora pensando che sotto sotto non bisogna liquidare superficialmente i suoi ragionamenti anche se sembrano un po’ troppo estremi. Però davvero, dovreste vederlo: è losco. Cioè, mette i bastoni fra le ruote alla nostra protagonista Joey! Non si fa! Dimostra davvero scarsa empatia, una certa freddezza, un certo subdolo compiacimento sembra trasparire se vogliamo durante i suoi atti più discutibili… È davvero antipatico. È questa la cosa grave, no? La goccia che fa traboccare il vaso.
Niente di nuovo: il nostro cervello funziona così. Simpatico = bene, antipatico = male, tutto questo supera in priorità e impatto la sostanza di pensieri e azioni. E chi fa cinema – o più generalmente comunicazione – lo sa meglio di chiunque altro.

Però a un certo punto mi è sorto un dubbio.
Il cattivo prende in ostaggio una serie di riccastri durante un party in un grattacielo, e il suo scopo è metterli di fronte alle loro malefatte contro l’ambiente facendoli confessare in video.
Loro cedono e confessano, è tutto vero: hanno fatto dei danni giganteschi per pura ingordigia, e intralciato la giustizia con metodi illeciti per farla franca.
E non so se vi rendete conto: questi in un qualsiasi altro film sarebbero stati i cattivi principali. Miliardari corrotti che ammazzano il pianeta per il loro personale vantaggio. No? E invece qui fanno gli ostaggi da salvare. Sono antipatici pure loro, eh? Il film mica ce lo nasconde che sono stronzi. Però… boh, sarà che in quel momento sono disarmati, sarà che hanno ammazzato e ammazzeranno milioni di persone in modo più o meno indiretto totalmente fuori campo, sarà che non ci raccontano l’intera biografia malvagia… Purtroppo – per via di come percepiamo le cose – il tizio che va da loro, ne spara giusto un paio per dare l’esempio e poi ridacchia come se avesse goduto, ci sembra istintivamente molto peggio.
Però non lo so raga, secondo il mio personale punto di vista si potrebbe tecnicamente aprire il dibattito.
Anche perché non è vero: sono quasi sempre gli eco-terroristi, per qualche ragione, ad essere i cattivi nei film: chi vuole salvare l’ambiente con eccessiva foga (Thanos!), e non gli inquinatori. Prima stavo cercando di pensare a un esempio di miliardari anti-ambientalisti cattivi e mi è venuto in mente solo Avatar, e non è nemmeno il nostro pianeta quello che rovinano! E quando sono loro i cattivi, raramente ci si accontenta di dire che stanno inquinando l’ambiente e ammazzando gente a grandi numeri di riflesso: bisogna sempre calcare la mano facendo vedere che sparano qualcuno a sangue freddo davanti ai nostri occhi, altrimenti non ci sembrano abbastanza cattivi. Fa un pochino riflettere, giusto?
E questo film ovviamente non problematizza una sega: è solo contentissimo di dire “Hey! Il titolo Cleaner si riferisce sia alla protagonista che fa la lavavetri sia al fatto che la situazione ostaggi ha a che fare con l’inquinamento ambientale!!!” (e gli sceneggiatori sono effettivamente in tre, per cui pensare a Boris viene automatico). Il massimo accenno di problematicità è quel dialogo che ho messo qua sopra. Il resto è giocare a fare Die Hard con meno mezzi sia pratici che intellettivi.
Sono iper-sensibile in questo periodo: o introduci un tema e lo affronti – non dico mica che devi fare l’elevated action, il messaggio non deve stare a tutti i costi in primo piano, mi basta capire che hai pensieri coerenti – oppure inscena una cara vecchia rapina e siamo contenti tutti. Queste vie di mezzo invece, dove si menziona un “argomento caldo” tanto per sembrare attuali e buona lì, ultimamente mi fanno sbuffare.

Porcamiseria mi sono distratto e quasi non vi parlavo del film.
Cleaner! Come dicevo, siamo di nuovo ricascati nel glorioso (?) filone dei cloni di Die Hard. Abbiamo avuto Trappola in alto mare con Steven Seagal, che è “Die Hard ma in una nave”; Air Force One con Harrison Ford, che è “Die Hard ma in un aereo”; Skyscraper con Dwayne Johnson, che è “Die Hard ma con Dwayne Johnson” (paragrafo semi-copiato dalla mia rece di Sanak, che è “Die Hard ma in ospedale”). È un sottofilone inesauribile, oserei dire… “duro a morire” – hahahahahaha (uhm).
Cleaner è “Die Hard, ma a Londra”.
La protagonista, ex-soldato con passione per il parkour, pulisce i vetri nei grattacieli, e qui è dove il budget aiuta: la si tiene piantata sulla sua piattaforma al trentordicesimo piano per oltre metà film, con una soluzione che sembra voler accennare al one location movie (Locked, Buried, ecc…) che però non è. Ero inoltre convinto che ci avrebbero raccontato di una traumatizzata in disintossicazione per fare il triplete di interpretazioni del titolo, e invece per qualche motivo questa cosa sfugge in favore di appiopparle come ingombro morale un fratello autistico (così ha 1. qualcuno da salvare che 2. non si lamenta di essere stato de-virilizzato).

Quando Daisy Ridley fu pescata dal completo anonimato per interpretare “Rey” in Star Wars, era fin troppo facile scommettere che sarebbe stato un vicolo semi-cieco per la sua carriera. E per carità, le sta andando sicuramente molto meglio dell’anonimato da cui fu pescata, però a occhio la cosa migliore che ha fatto in carriera dopo Star Wars è stato annunciare a una convention della Disney che forse ne farà un altro. Qua però non mi è dispiaciuta! Ha un accentissimo inglese di quelli che probabilmente il pubblico americano metterà i sottotitoli, però è piena di simpatica grinta. Cioè, a dirla tutta sembra una rubata a quelle vecchie commedie inglesi irriverenti tipo boh, Cattiverie a domicilio per dirne una recente. Avete presente quelle commedie per signore in cui un personaggio ben vestito a un certo punto sbotta e – dopo un attimo di indecisione perché sta per spararla davvero grossa – dice una parolaccia tipo “cacca”, ed è sufficiente per far scattare quelle risate grasse fuori controllo con retrogusto di proibito perché in chiara violazione delle buone maniere dell’alta società? “Fa ridere perché è qualcosa che non direi mai a una cena di gala!!!”. Ecco, per me Daisy è perfetta per quella roba lì, in cui ti raccontano che ogni tanto è salutare ribellarsi all’etichetta e che ne so, fare una linguaccia (io arrossisco al solo pensiero, non so se ne sarei capace). Però pure qua se la cava. Non riesco a odiare una che ce la mette chiaramente tutta.

Il motivo per cui mi sono sparato una roba del genere è che comunque è diretta da Martin Campbell. Ora non è che sto a dirvi che un uomo che ha messo la firma anche su Green Lantern non ha mai sbagliato nulla, però vi dico 1) che l’uomo che ha resuscitato James Bond non una ma due volte merita diversi bonus, e 2) che spiace si sia ridotto a progetti del genere invece che essere ancora lassù a lottare coi migliori, ma riesce ancora a confezionarli in modo dignitoso. E quando dico dignitoso intendo nel senso letterale del termine: lo script ha zero idee (tranne quella di dare a Clive Owen appena quattro minuti di screentime), e il buon Martin ci mette giusto la professionalità che serve per farlo filare liscio. La mia opinione è che con un buon script e un budget adeguato la porterebbe ancora a casa, e sarebbe tranquillamente nel gruppo dei grandi 70enni.
A parte questo, Cleaner è il classico film che vi scordate il giorno dopo.
Però ecco, secondo me se l’eroe fosse stato il buon vecchio Jena Plissken la questione sarebbe finita diversamente.
Streaming-quote:
“Obladi-Oblada, wanker!”
Nanni Cobretti, i400calci.com




Visto un po’ di tempo fa, confermo che ho dovuto leggere la rece per ricordarmi chi fosse la protagonista, mi veniva in mente solo la Kurylenko, che avrei preferito di gran lunga a questa qui. L’avevo guardato perché era un Martin Campbell, e più che i suoi ultimi james bond, preferisco Fuga da Absolom, Legge Criminale, i vari Edge of Darkness, ma anche Foreigner e Protege. Si guarda eh, però mi sembra un occasione sprecata
Ne approfitto per ripubblicare una mia vecchia fissa, ovvero l’idea per la quale nell’universo cinematografico di Star Wars Daisy Ridley e Felicity Jones sono state clamorosamente ingaggiate al contrario, cioè l’una avrebbe dovuto fare il ruolo dell’altra.
Ho parlato.
Sai che non hai tutti i torti? C’è però da notare che Jones ha 8 anni in più, sono cose che ci guardi quando cerchi la protagonista di una saga potenzialmente lunghissima.
Gli star wars sarebbero stati comunque film di merda, almeno ci teniamo un buon RO con l’ attrice migliore tra le due
…negli escrementi..scusate perchè le cose van dette….negli escrementi!
Bella rece piena di rimandi esterni, da Villaggio alle commedie inglesi. Anche se uno dei rimandi migliori forse è involontario: la prima frase mi sembra quella di Mike Wazoski quando incastra il suo capo!
La quote immagino sia la versione britannica del motto di McClane.
Il film non credo che me lo vedo, ma è stato interessante leggerne, per essere aggiornato su questi talenti, che adesso sembrano relegati a titoli laterali. Però Ridley di notevole aveva fatto anche quella Ofelia che non ho visto, ma che sembrava interessante.
SONDAGGIONE
A Voi dotti specialisti e palati forti QCalcisti, CHI tra le seguenti attrici, quando corruccia tutta convinta le soppracigliucce con severo cipiglio cattivo-cattivoh vi spara più fuori dalle risate da qualsivoglia sequenza action che si accinga ad interpretare, non importa quanto girata bene (lol):
A_ Gal Gadot
B_ Daisy Ridley
FIGHT!
Non ci avevo mai pensato, ma hai ragione da vendere. Passando al sondaggio non saprei, è uno Scontro di Tetani…
Beh ipotizzare che Gal Gadot possa corrucciare tutta convinta le sopraccigliucce in una qualsiasi evenienza di messa in scena è già dare alle sue doti recitative fin troppa fiducia
Concordo che è un testa a testa serrato (no pun intended) però credo che le risate maggiori/peggiori me le farebbe fare Gal Gadot.
YOU WIN!
DVD quote da antologia.
Mi sono capottato dal ridere!
ma quindi hanno fatto un film intero basato sul finale di “Fateful Findings” di Neil Breen?
“… ISN’T THAT IMMORAL?!?…”
(eccetto che là finiva in modo molto più interessante, mi sa)
Fortuna che nessuno ha mai scoperto che Luigi Mangione si era scaricato tutti i film di Neil Breen
ditemi che è vero!
E comunque il momento di gloria dei lavavetri fu il ‘95:
https://www.youtube.com/watch?v=hwkZ-1fi_H0
Rilancio con uno dei corti d’esordio del Maestro Francesco Ebbasta, che poi lanciò i Jackal
https://m.youtube.com/watch?v=BpJi0k2ElG8
E apriamolo sto dibattito!
Allora: hai ragionissima a sbuffare per la superficialità, e hai ragione a notare il solito schema: l’eco-terrorista diventa il matto, i ricconi colpevoli vengono ridotti a ostaggi “non proprio simpatici ma pur sempre vittime”. Però secondo me, oltre alla pigrizia, c’è anche un riflesso più antico e profondo.
I miliardari inquinatori fanno il male “classico”, quello terreno, fatto di avidità, corruzione, omissioni. Male odioso, ma in qualche modo “gestibile” — ci si oppone con indagini, processi, contro-poteri, almeno in linea teorica.
Il cattivo invece fa il male “assoluto”: pretende di sostituirsi a Dio (o alla Giustizia, o al corso naturale delle cose) e di correggere il mondo con la forza, invocando la catastrofe come strumento di purificazione. È la malvagità che non lascia spazio al confronto o al rimedio, perché vuole imporre una sentenza definitiva.
E questo, sullo schermo, risulta inevitabilmente più “antipatico” e più immediatamente leggibile come “il Male”, anche se a monte parte da una verità condivisibile.
Secondo me la dicotomia non è tanto buono/cattivo bensì status quo/rivoluzione.
Alla fine vogliamo essere rassicurati, vogliamo Batman e Spidey che puniscono la criminalità ma non ne eliminano le cause.
No ma infatti non è vera pigrizia, anche se a un certo punto diventa riflesso condizionato. Però la base è sempre quella: l’innato istinto umano di considerare molto più grave uno che ammazza una persona davanti ai tuoi occhi di uno che ne ammazza un milione che non puoi vedere, e in modo più indiretto (ma comunque decisivo). Però hey, Hollywood continua a preferire prendersela coi pesci piccoli – o a rendere quelli grandi irriconoscibili – e a furia di giustificarsela con “è più facile da raccontare” si distorcono un po’ i valori. Un’altra cosa che fa ridere di questo film è che a un certo punto specificano pure che il villain su Youtube ha poche decine di followers.
E come dice Gigos, l’altra cosa che bisognerebbe smettere di fare idealmente sarebbe difendere lo status quo, e invece le storie di rivoluzione riguardano sempre i piccoli paeselli inventati o i marziani.
i separatisti *laici* del Burmini
Secondo me i film statunitensi hanno un grande timore di essere moralmente ambigui e penso che i film ambigui di solito siano insuccessi (tranne Point Break?). Il mio esempio preferito è Salt, in cui il twist di metà film è che Angelina Jolie è un agente sovietico che sta cercando di riportare in vita l’URSS. Penso che per uno spettatore americano questo fosse un livello di ambiguità inaccettabile (mente io dicevo tra me e me “vai Angelina Jolie, guidaci verso il sol dell’avvenire! Il sogno non è finito!”)
Visto che c’è uno spazio apposito…
Il Sistema crea i propri nemici per indirizzare il malcontento degli elettori che questo sistema lo alimentano e legittimano. Ad esempio una ragazzina denuncia il problema ambientale globale? Campagna di delegittimazione e denigrazione per renderla antipatica così i suoi argomenti acquisiscono una nomea negativa.
Nel frattempo le persone al potere che utilizzano questo Sistema per arricchimento personale ottengono un elettorato abbastanza schierato e/o distratto da non accorgersi che mentre stanno protestando contro la ragazzina di cui sopra stanno perdendo sempre più ambiente, diritti, istruzione, soldi, lavoro, sanità, benessere, futuro, opportunità.
Anche ammettendo la buona fede di una filmografia che punisce “l’ambientalista pazzo” perché estremista, sarebbe comunque una soluzione semplice e di comodo a un problema complesso, mettendo a tacere per qualche mese le velleità di protesta degli spettatori.
A nessuno fa piacere sentirsi dire che il proprio stile di vita è dannoso e va cambiato, la maturità sta nello stabilire e accettare le responsabilità e fare dei sacrifici. Visti i tempi però vedo poche possibilità
Allora, provo a dire una cosa che mi frulla in testa da un po’ ma che NON ESAURISCE il discorso. Sia chiaro eh. Provo solo ad aggiungere un pezzettino ad un discorso profondo, complesso, sfaccettato e trasversale a tutta la storia umana. Il pezzettino – che penso comunque di avere già scritto – è il seguente: che i cattivi, nelle storie, sono quelli che vogliono cambiare il mondo, i buoni quello che lo vogliono salvare. Se si tolgono di mezzo le considerazioni sullo status quo, l’allergia del potere alle rivoluzioni (specie dal basso) e tante cose già affrontate in altri commenti (e non per questo non degne di nota sia chiaro), rimane secondo me una cosa molto antica circa le concezioni di bene e di male: chi pensa che il mondo sia buono e quindi sempre meritevole di essere salvato, nella sua imperfezione. Chi pensa invece che il mondo sia cattivo malvagio e ingiusto, e quindi meritevole di essere bruciato. Sta roba c’è nella filosofia greca, nel vangelo, nel dialogo tra batman e joker, permea i pensieri di ciascuno che spesso ondeggiano tra questi due estremi.
Io personalmente sono anti rivoluzionario, ma specifico in che senso: penso che le rivoluzioni siano momenti pericolosi e violenti e destinati a fallire se non hanno agganci in alto. Tali agganci, finiscono alla fine per appropriarsene e sostituire i vecchi padroni con i nuovi. I progressi, a mio modesto, sono lenti e costanti e portati avanti dal buon cuore delle persone per bene. Ovvero: siamo in una società senza più schiavitù formale (permangono sacche sostanziali), una società che si prende cura di bambini e anziani come mai prima (con eccessi, senz’altro) e tante altre belle cose che non sono riconducibili ad una “rivoluzione” in questo senso, ma ad una spinta costante. In questo senso, anche l’attenzione all’ambiente da parte dei molti ha prodotto chiari miglioramenti nelle nostre città, laddove l’appropriazione di taluni del tema lo ha molto depotenziato.
Le narrative classiche e archetipiche secondo me identificano anche queste dinamiche. Non sono sicurissimo di avere detto qualcosa di originale.
Carino…6000 annetti di Civiltà Varie che s’indagano sulla faccenda in fantasiose ed innumerevoli maniere, da Gilgamesh Vs Enkidu, l’Etica Nicomachea e l’I Ching, passando per Moshe Maimonide, Agostino, Hegel & Co, e si finisce a parlarne qui. ❤
Non si tratta di pigrizia, ma di Fisica Fondamentale, se percepiamo i concetti Dualistici di Bene e Male e sono banalmente e basicamente eelementari..
Duale è tutto quello che c’ è intorno a noi. Buio/Luce Caldo/Freddo Bagnato/Asciutto Vita/Morte Dolore/Benessere Adrenalina/Endorfina Possedere/Mancare.
Sappiamo però anche bene ed istintivamente che siamo parte di questo sistema al di là della quale meccanica non riusciamo a vedere, come dimostrato da Godel.
Il Male non è possibile eliminarlo perchè scomparirebbe anche il Bene. Da cui deriva che la “morale” o “l’ideologia”di un antagonista o di una Nemesi soggiaciano sotto il principio d’Indeterminazione di Heisemberg, quindi pura questione di circostanze e soprattutto di Narratore. Senza di Lui nulla sapremmo di tutti questi contrasti se non per le nostre piccole e meschine miserie quotidiane individuli, ed ecco anche perchè come ebbe a dire un saggio”Un morto è un omicidio efferato, 10 un massacro,100 una tragica strage, 100.000 una statistica”.
Chiediamoci piuttosto perchè una grossa fetta dei Villains degli utimi 100 anni c’hanno il pallino per la cattivissima e bruttissima Eugenetica (aiutino: Adolfo l’Austriacio non c’entra)
Sulla questione cattivi ecologici/cattivi capitalistici ha ragione Nanni Cobretti, punto e basta. I numeri parlano chiaro ed è vero che il messaggio di alcuni film (non tutti: alcuni) sembra essere “Sì ok, i ricchi sono brutti e cattivi, però lasciamoli arricchire in santa pace, dai”. Meno male che qualcuno come Nanni lo nota e insinua il sacrosanto tarlo del dubbio nella mente degli spettatori. Non è altro che buon senso. Non occorre che io aggiunga “Dopodiché, siamo tutti d’accordo: un film d’intrattenimento è un film d’intrattenimento e bisogna valutarlo di più per altre cose”, ma lo aggiungo lo stesso, tanto qualcuno che caca il cazzo, perché gli piace essere sodomizzato dalla classe dirigente lo trovo comunque. Già che sono lanciato, vado all in: su Ridley sono schifosamente ma soprattutto fieramente di parte, ma a differenza di altri (tipo i suoi hater stracciacazzi, per esempio) sono in grado di essere oggettivo, oltre che modesto. E’ una buona attrice che sa fare il suo lavoro, che ha commesso il peccato più grande che un attrice possa commettere: ha raggiunto la notorietà con una saga multimilionaria tra le più odiate della storia del cinema. Sono crimini che non ti verranno mai perdonati, da lì seguono anni di insulti, umiliazioni, saggi enciclopedici sul perché e il percome fa cagare lei, la sua recitazione, la sua faccia, il suo corpo e pure la sua anima nera. Quando subito dopo Il risveglio della Forza bene o male un po’ tutti concordavano nel dire che era una bella promessa. Poi per le attrici che si sono formate in pieno periodo MeToo sono tempi durissimi: chiedere conferma a Emily Blunt che da anni fa lo slalom per evitare di finire il progetti banali sull’argomento. Inutile dire che Ridley i livelli di Meryl Streep non li vedrà mai manco col binocolo, ma lo dico lo stesso. Il microfono non lo lascio cadere a terra ma ve lo tiro direttamente in faccia. Perché sono un gentleman (sorrido e inforco gli occhiali da sole),
Ma il grattacielo è uno di quelli iconici della City, tipo lo Shard o il Suppostone, o generico inventato?
È forse il palazzo più riconoscibile di Canary Wharf, io l’ho sempre chiamato “il matitone”. Gli esterni sono per la maggior parte in green screen ma l’ingresso è quello vero, girato in location. Poi non so se per gli interni hanno potuto usufruire di un piano inutilizzato o se sono stati rifatti in studio.
UH… Matitone evoca Matitone: una versione italiana ancora più low budget (Die Hard, ma a Genova) potrebbe essere ambientata appunto nel capoluogo ligure, magari risuscitando anche suggestioni di poliziottesco come nel secondo capitolo di Mark il poliziotto…
(Gabriele Mainetti invece lo girerebbe nel Palazzo della Civiltà Italiana, all’EUR, edificio iconico peraltro già presente in moltissime altre produzioni…)
Beh ma anche “28 giorni dopo” comincia con gente che credeva di fare del bene liberando delle simmie su cui gli scienziati facevano esperimenti crudeli, peccato che poi questo causi una catastrofe nazionale
Io lo vorrei vedere un film dove il protagonista arriva alla fine del film e capisce che il villain ha ragione, decide di abbandonare la missione e di dare il via alla rivoluzione. Però non so se Hollywood vuole far crescere una una generazione di protestatori in mezzo alle strade, soprattutto in questo periodo.
@Killing Joke: non è appunto quello che ho detto? Cioè, stavo pensando proprio a quello mentre scrivevo…
@Nanni: ero indeciso tra quell’esempio o “L’Esercito delle Dodici Scimmie” (anche se lì c’è da dire che Brad Pitt che per tutto il film è sospettato di essere la causa della fine del mondo alla fine voleva fare solo un gesto dimostrativo)
Sì ma il succo è appunto che gli eco-terroristi pazzi abbondano.
@Tex Willeneuve: beh, direi che il film che cerchi esiste ed è Il Cavaliere Oscuro.
Alla fine Joker riesce a trasformare il cittadino esemplare Harvey Dent in un assassino. Di fatto il Joker in quel film vince ed è lo stesso Batman ad ammetterlo, poi si assume la responsabilità degli omicidi compiuti da Dent per non far perdere la speranza alla gente che credeva in lui
@Tex Willeneuve: la “rivoluzione” peraltro è solo rinviata ed è quella di Bane nel film successivo
Non mi sembra che stiate descrivendo la situazione che chiede Tex. Il fatto che Joker vinca non vuol dire che Batman gli abbia dato ragione, e la mossa che fa è appunto nell’ottica di cercare di evitare la rivoluzione invece che appoggiarla. Non è che Batman si schiera con Joker e Bane. Per me dopo Jena Plissken c’è il vuoto o quasi.
@Killing Joker Infatti il terzo film di Nolan é quello considerato più di “destra” nella trilogia. Sul secondo invece non concordo, l’obiettivo del Joker é fare in modo che la Gotham speranzosa torni ad essere quella che era, una città dominata dal crimine e dalla corruzione e che sprofondi in un terra dove dove vige la legge del più forte con il Joker che si gode lo spettacolo, mi pare quindi che Batman si sacrifichi per un bene superiore.
@Nanni Cobretti Mi ero dimenticato del buon Snake Plissken, siamo già a quota uno.
Da qualche tempo il cattivo non è più totalmente cattivo. Forse, renderlo ecologista è diventata la “quota di Giusto” più pigra
Immagino già il finale con il killer ecologista che vola giù dal grattacielo e i miliardari liberati che uscendo e ringraziano tutti ma all’uscita trovano la polizia ad arrestarli e quindi tutti felisci felisci… comunque il discorso che ormai i “cattivi” dei film partano spesso da un concetto corretto è effettivamente allarmante e non si sa dove evolverà in effetti. Io rivoglio i cattivi con piani cattivi, la pseudo zona grigia che darebbe profondità ormai è un cliché che rende tutto meno efficace, a meno che a scrivere storie e personaggi del genere non ci sia gente coi controcazzi…
‘scusi chi ha fatto palo?’ … mi ha fatto ribaltare!!!!
Io credo che, facendo il giro completo, ormai si scelgano come cattivi degli ecologisti proprio perché è mainstream considerare gli ecologisti come gente malvagia. In fondo è la tesi sostenuta da vari governi molto popolari incluso quello italiano (vedi il decreto sicurezza che va a colpire specificatamente extinctiom rebellon)
Nanni carissimo, mi par di ricordare che ci sia una sorta di scommessa (ancora in corso) sulla carriera di Daisy Ridley post Star Wars. Non ricordo però bene quale fosse il tuo pensiero a riguardo…
Il mio pensiero al riguardo è che sto ancora vincendo. Però non è che me ne vanti, mi dispiace per lei…
Si si semplicemente non ricordavo bene quale fosse la previsione
Qua si pettinano le bambole e intanto il profeta woke Steven Seagal fare Sfida tra i ghiacci trent’anni fa (e ricordiamo la parrucca in-cre-di-bi-le di Michael Caine).
Giustissimo. Anche se hey, tecnicamente nemmeno lì ci si accontenta del disastro ambientale ma si mostra Michael Caine freddo mandante dell’omicidio di tutti quelli che scoprono il suo piano. Però sì, il fatto che non mi sia nemmeno venuto in mente dimostra quanto i miei rapporti con Steven Seagal siano ultimamente un po’ – diciamo – compromessi. Per chi volesse approfondire, ne parlammo qui: https://www.i400calci.com/2024/02/gli-stranissimi-sfida-tra-i-ghiacci-400-live-189/
daje nanni, la mia breve recensione su lbxd dovuta solo al tentativo di sfogare il fastidio era “Ah, la classica pratica hollywoodiana di dipingere gli attivisti che lottano per qualsiasi causa ragionevole come terroristi nei loro prodotti di intrattenimento senza pretese.”
fossero solo gli ecoterroristi, invece va bene per tutto (vedi michael jordan in black panther e centomila altri film)
nel migliore dei casi è superficialità, nel peggiore il GOMBLOTTO tipo “ragazzi state lontani dalle cause che poi si diventa estremisti”
“Però… boh, sarà che in quel momento sono disarmati, sarà che hanno ammazzato e ammazzeranno milioni di persone in modo più o meno indiretto totalmente fuori campo, sarà che non ci raccontano l’intera biografia malvagia… Purtroppo – per via di come percepiamo le cose – il tizio che va da loro, ne spara giusto un paio per dare l’esempio e poi ridacchia come se avesse goduto, ci sembra istintivamente molto peggio.”
No.
Da ormai venti anni a questa parte, no.
Neanche un meteorite su una città mi sembra peggio di questa gente.
Sono una disgrazia che ci è capitata e che mo ci teniamo, pagheremo colpe che non abbiamo fino all’estinzione dell’umanità.