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Eccezioni immeritevoli: la recensione di Contagious – Epidemia mortale

Oh, alla fine non somiglia a Last of Us! Tanto avevamo detto e supposto sul fatto che Contagious avesse lo stesso look del videogioco Naughty Dog che poi alla fine aveva ragione Henry Hobson quando diceva che forse qualcosa può ricordarlo ma poi in realtà è tutta un’altra cosa. E in effetti al netto della camicia da boscaiolo e del fatto che c’è un uomo adulto legato da una relazione filiale ad una ragazza (lì non era un legame di sangue ma uno che si costruiva, qui è effettivo) in un mondo di zombie, non si può negare che Contagious giochi in un altro campo da gioco, quello della depressione.

Riga da una parte = ruolo drammatico

Riga da una parte = ruolo drammatico

Siamo di fronte ad un’unica lunga scena drammatica in cui un padre deve rassegnarsi al fatto che la figlia è stata colpita dal morbo della morte. Punto e basta. Non c’è possibilità di salvezza, non c’è gente da fare fuori (Arnie ad un certo punto quasi ci prova ma poi qualcuno gli dice “S’era detto di no, ricordi?” e finisce tutto lì), c’è solo da ricordare quant’era bello il passato, da rimpiangere il fatto che la piccola con la scintilla di speranza negli occhi non vivrà mai una vita da adolescente come gli amichetti e che ad un certo punto papà Arnold rimarrà senza figlioletta. Quest’è.
Non fosse per la presenza di sua maestà nel ruolo protagonista non sarebbe nemmeno materia calcistica, perchè qui gli zombie hanno a che vedere con il film ancora meno di quanto non lo facciano in The Walking Dead, sono uno sfondo scolorito di una storia che parla d’altro ed esisterebbe ovunque.

Taglia la legna ma non è Commando

Taglia la legna ma non è Commando

La semi-truffa di Contagious sta proprio nella sua ambientazione. La storia di un padre che perde la figlia poteva svolgersi anche nel mondo normale, lei poteva avere un morbo della morte a caso che l’avrebbe portata inevitabilmente e in poco tempo al decesso, e nulla sarebbe cambiato. Invece qui ci agitano davanti l’ambientazione zombie e noi come ipnotizzati li seguiamo. Ci sventolano i morti viventi più Schwarzenegger, lo titolano (in Italia) Contagious – Epidemia mortale e senza ragionare ci facciamo guidare fino alle porte del cinema, poi gettano dentro la sala l’esca, noi ci fiondiamo e chiudono forte la porta. Tutto ciò dimostra che siamo noi gli zombie e alla fine ci tocca vedere Contagious. Ed è un film che non finisce più!
Un altro riassunto della trama potrebbe essere: Abigail Breslin non riesce a morire per circa un’ora e mezza, nonostante tutti (spettatori inclusi) le dicano che è la cosa migliore da farsi.

Ha una torcia ma non è Predator

Ha una torcia ma non è Predator

Tutto il dramma della storia sta nel fatto che i mozzicati dagli zombie solitamente vengono portati in quarantena e che la quarantena è in realtà un postaccio dove questi vengono trattati malissimo fino a che non muoiono (almeno così ci dicono). Per questo motivo la malata non ci vuole andare e il bravo papà vuole tenerla a casa a rischio della vita della propria famiglia, perchè ad un certo punto la trasformazione sarà incontrollabile e non c’è modo di prevedere quando accadrà. “Ma quindi ci sarà un clamoroso scontro finale zombie vs. Arnie????” No ragazzi, non me lo fate ripetere ogni due righe, in questo film non c’è azione, è un film drammatico, tipo quelli che fanno nelle sale accanto alla vostra quando vi recate a vedere Fast and Furious, quelli che non fanno nessun rumore molesto.

Non guarda in faccia le persone con cui parla ma non è Terminator

Non guarda in faccia le persone con cui parla ma non è Terminator

Detto questo io lo so che c’è un’altra cosa che vi state chiedendo: “Ma è vera sta storia che Arnie recita?!?”. Era quello l’altro selling point di tutta questa grande operazione commerciale: far recitare per la prima volta Schwarzenegger, dopo 46 anni di onorata carriera affrontata con un’espressione sola che è sempre bastata ed avanzata. L’obiettivo dovrebbe essere far aprire la bocca a tutti e fargli dire: “Hey non mi ero mai accorto che quest’omone sa fare anche lui le espressioni intense e sa recitare parlando piano” e se siete della categoria che intende questo per recitare allora si, Arnold recita. Recita benissimo! Almeno quanto altri mostri della recitazione come Patrick Wilson, Ashton Kutcher o James Marsden.
Se invece siete del partito che definisce “attori” non quelli che sanno abbassare il capo, fare la faccia intensa e sussurrare parole drammatiche imitando ciò che nella convenzione comune è un “ruolo drammatico” ma quelli che comprendono un personaggio, ne capiscono lo spirito e a modo proprio riescono a comunicare ciò che le parole dovrebbero lasciar intuire, andando anche oltre il verbale, utilizzando non solo la faccia ma anche i movimenti del corpo, beh allora no, Arnold non recita, semplicemente ha capito come fanno gli altri a farla franca e passare per attori.

Dvd-quote suggerita:

“Una prestazione superba da parte di Arnold Schwarzenegger che lo avvicina a maestri come Patrick Wilson o Ashton Kutcher”
Jackie Lang, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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72 Commenti

  1. jax

    Ouch. Bene mi hai convinto a non vederlo.

  2. paolo falcone

    Mmm… il film in originale NON si chiama Contagious, ma Maggie, quindi su questo il regista non ha barato. Ma siamo alla stessa storia dell’ultumo film di Refn (tra l altro sempre recensito da Lang), se una volta accertato chr il film non è calcista, che lo recensite a fare?!

    • C’e’ sfuggito un “in Italia” da qualche parte (ce l’ho rimesso) ma come dire, avevamo presentato pure il trailer. Per il resto, come per Refn, abbiamo pensato fosse giusto mettervi in guardia: a volte e’ piu’ facile cosi’ che dover rispondere a tutti quelli che chiedono “ma questo lo coprite o no”, soprattutto quando la situazione e’ effettivamente equivoca e il titolo italiano non aiuta.

  3. Attila Finch

    E la morale di questa recensione é : giocate a last of us

    • Arnold Schopenhauer

      Amen

    • BohBeh

      certi ti ucciderebbero a leggere “GIOCARE a Last of Us” ;) io presi la GOTY digitale qualche tempo fa ma devo ancora tirarla giù.

      a proposito del titolo, tanto valeva chiamarlo “se mi infetti ti mordo”, come tanti altri titoli di qualche anno fa “se mi fai qualcosa ti faccio qualcos’altro”

  4. Marlon Brandon

    Paolo Falcone mi hai anticipato, il film si chiama Maggie, come noto locale dalla dubbia moralita’ di Beijing…
    Si’ veramente il film e’una palla, c’e’ una scena di tensione “massima” quando la figlia ormai quasi allo stadio finale della trasformazione si avvicina al papa’che dorme sulla sedia e…bon guardatevelo!
    Il finale poi proprio se ci poteva essere un po’di riscatto per il povero spettatore invece nada!
    Evitatelo

  5. Past

    In giorni contati però il protagonista afflitto gli veniva abbastanza bene…certo è che li però c’erano pure i botti a giustificare i tempi morti.

    Vabu’ arny, il film del presunto riscatto esce tea 10 giorni.

  6. dai che il 7 luglio si riscatta!!!

    • BohBeh

      a quanto leggo in giro è un film ODIATISSIMO già da quando uscirono le prime immagini. addirittura gira già da tempo la sinossi completa del film <_< io credo che andrò a vederlo, ma prima devo rivedere gli altri.

  7. D’oh. Ed io che ci credevo duro in questo film. Mi hai smontato.
    Cioé sapevo benissimo cosa aspettarmi (chiaramente non un film d’azione), ma messa come l’hai messa, sembra più una palla al cazzo che un’interessante operazione in cui si sviscera l’argomento zombie/legame-padrefiglia/morte.
    Peccato

  8. Rocky Escobar

    Che poi a dirla tutta The Walking dead ERA una roba a base di zombie all’inizio, poi andando avanti sono diventati lo sfondo di una roba pallosa (vuoi perchè non sapevano come far andare avanti la situazione zombie, vuoi perchè qualcuno si sarebbe lamentato se il tutto si limitava al gore, vuoi perchè così gli andava di farlo…)

  9. John 4°DiMilius

    Con gli occhi confusi dal sudore, n riconoscerò mai a questo film lo status di noiso.

    @Marlon
    Dubbia moralità?
    Vai avanti continua a vendermelo…

  10. BlackPorkismo

    Anche nel videogioco Dead Rising 2 un padre doveva usare un medicinale per non zombificare la figlioletta,ma doveva combattere migliaia di zombi e i boss erano persone normali andate fuori di testa chiamati psicopatici………..
    Strano che nessuno ci abbia fatto un film.

  11. Marlon Brandon

    @John 4o Di Milius

    Di dubbia moralita’ c’e’ il locale omonimo Maggie’s…eheh, se passi di qua ti ci porto…!

  12. Djenco Unchained

    Sull’ultimo periodo sono morto di risate.

  13. Nero728

    A me non è dispiaciuto affatto, anche perché fin dal trailer era chiaro che di zombie non ce ne erano, ma che verteva solamente sul dramma padre figlia. Certo con l’ottica fancalcista è una grande occasione persa per vedere delle persone morire male e Arnie dare la giusta morte a un sacco di zombie, però se uno lo guarda consapevole di quello che in realtà è si gode un buon film con delle buone ambientazioni e un Arnie diverso dal solito.

  14. Per non farmi correre al cinema a vedere un film di Arnold..vi assicuro che ce ne vuole.
    Ebbene, già dal trailer, la voglia di corsa non mi è venuta.Figurati dopo la recensione…

    • Fede

      Va bene leggere le recensioni e farsi una idea se quel che si vuol vedere è meritevole o no ma ormai ci son così tanti modi gratis per vedere un film che decidere di non vederlo basandosi su una recensione o sulle opinioni di altri mi sembra un po’ esagerato….

  15. cutter

    anche a me non è dispiaciuto, a parte la fotografia slavata e senza personalità. Arnie non è così male come lo definisce Lang, anzi, è l’elemento perturbante di tutta la struttura.

  16. eppurO eppurO stasera o domani lo guarderò, che ad Arnie non riesco a non volergli bene.

  17. Sydney Pollock

    L’ho visto ieri sera e devo dire che non mi è dispiaciuto (chiaro, non grido al capolavoro), però di certo non è un film calciabile.
    Riguardo la performance di Arnold: in questo film hai ragione, ma secondo me ha già dimostrato di essere in grado di recitare alla grande (e proprio per questo speravo in meglio) in Escape Plan. In particolare, mi riferisco al monologo della cella, che faceva davvero ben sperare.

  18. LiDongAn

    @MarlonBrandon Ma dai, il Maggie’s di Ritan Park! Sai che in 7 anni a Pechino non ci ho mai messo piede? Comunque a questo punto devi portare John anche all’Elephant (I 400 Calci: l’unico sito dove se il film è una palla negli off topic si finisce a parlare dei peggiori bar asiatici)

    • conigliocattivo

      @MarlonBrandon @LiDongAn Per restare in tema col Maggie’s meglio cenare al Chocolate allora… ma quanti lettori dei calci ci sono a Pechino?

    • John 4°DiMilius

      Fate un po come ca**o ve pare, basta che n mi parlate troppo male di questo film!
      … (scappa via piangendo come il figlio del dr male)

    • LiDongAn

      Io sono rientrato nel 2013,ma mi pare di averne beccato almeno un altro, zen my ass. Quindi per i 400 calci c’è anche un #TeamBeijing

    • Zen My Ass

      Io vivo a Shenzhen e sto per trasferirmi a Sanya (ancora piu’ a Sud)… 5 anni che sono qua e non sono mai andato a Beijing, che vergogna!

    • LiDongAn

      Mai stato a Beijing perché hai HK a due passi (posso dire che Shenzhen non mi è mai piaciuta?)

  19. Steven Senegal

    Ecco io ero uno di quelli che pensava potesse persino recitare un minimo e tirare fuori alla grande un imbolsito uomo stanco della vita e invece…
    Cmq per quell’altro film che dite non capisco perchè venga promosso con spot tv-radio del tipo “il grande ritorno di Arnold Schwarzenegger”
    A parte il fatto che è tornato già da mo’. In seconda battuta, praticamente ogni suo film dall’allora è stato un fail. Quindi che si fa ora?

  20. Erri De Lucas

    Un drammone tipo i film antireaganiani degli anni 80, con la figlia zombie al posto della fattoria da salvare e Arnold nel ruolo di Sally Field, ma con un po’ meno grinta. Non male comunque.

  21. annaMagnanima

    meh…

  22. F.lli Edgar Wright

    Io ci credevo…

  23. Botte & Costello

    Beh all’inizio una scena da 30 secondi Arnie vs zombie c’è, e una mini-rissa Arnie vs poliziotto anche… Sicuramente poco eh, molto poco. Film pallosetto

  24. Anch’io questo giro, malgrado i difetti, sostengo che è un bel film.

    I difetti, qua concordo con Jackie e altri, sono che Arnie e Abigail non sono del tutto all’altezza per due parti che avrebbero richiesto attori molto più ferrati nel drama, però ad Arnie va comunque tutto il merito di aver prodotto questo script snobbato da tutti gli altri ma meritevolissimo.

    La struttura è quella del medical drama e non dell’horror, questo sì, ma secondo me qui abbiamo qualcosa di davvero intelligente e originale, sia nella rappresentazione della patologia zombi come processo più che come stato, sia in quella del realismo nei rapporti tra umani e zombi: qui gli zombi sono ritratti in tutto e per tutto come persone e non come mostri, e tali vengono considerati dai non contagiati.

    Sembra un’ideina banale, ma realizzata in un modo così convinto non s’è mai vista (in The Walking Dead ogni tanto ci si è provato, ma un effetto così potente non è mai stato raggiunto e si sono appiattiti presto sui “soliti” morti viventi). Come rivoluzione nel genere zombi, io Maggie lo accosto a Shaun of The Dead – rivoluzione comica in quel caso, drammatica in questo.

    Ripeto, con due attori davvero all’altezza ora forse staremmo tutti a parlarne come di un capolavoro, anche se magari non dell’horror in senso stretto.

    • Secondo me la vera differenza con un film come shaun sta nel fatto che Maggie poteva esistere ugualmente anche senza gli zombie, mentre in shaun of the dead sono indispensabili al senso del film

    • Non lo so, sai, Dark? In realta’ di roba simile ne ho vista a valanghe. Niente da indicarti un solo titolo, ma piglia un po’ di qua, piglia un po’ di la’, alla fine trovi tutto e le differenze sono minime. Questo e’ solo quello che piu’ di ogni altro decide di assicurarsi che non succeda assolutamente NIENTE per 90 minuti, che non e’ una rivoluzione molto interessante se lo chiedi a me…

    • @Jackie

      D’accordo che se la figlia avesse avuto il cancro al pancreas lo sviluppo sarebbe stato in gran parte simile, ma l’elemento zombi-horror non mi sembra accessorio. La differenza sostanziale è che nella malattia reale c’è pietà e – cinicamente – sollievo quando il malato muore e smette di soffrire, nel morbo zombi non c’è sollievo perché il malato non muore, sopravvive come spettro vivente (e pericoloso) che continua a infestarti l’esistenza.

      E, accanto a quella del padre e degli altri sani, anche la prospettiva della ragazza è davvero disturbante, riprende tutto il filone del doppelganger, cioè è lei ma nel contempo pure un suo gemello/spettro malvagio, e questo aspetto è trattato con molta cura (pur senza esagerazioni artistoidi).

      Quindi insomma per me almeno lo script si differenzia ed eleva di molte spanne sopra il medical drama classico.

      @Nanni

      Allora ti faccio io un (buon) titolo, per di più italiano: The Gerber Syndrome (2011). Stesso identico concept, però lì come di consueto è più virato sul mostrare gli zombi feroci e assassini. Di Maggie invece il “non succede nulla” mi sembra proprio l’idea vincente: del resto, dopo milioni di film di zombi, abbiamo ancora bisogno di vederli in azione? (Risposta: sì se fatto bene, ma ormai succede di rado).

      Qui invece si sceglie di lasciare tutto fuori campo, il vero centro dell’azione è quello che succede nella testa della ragazza e del padre. E, almeno a livello di script, per me i meccanismi di identificazione e immaginazione funzionano alla grande. Purtroppo la recitazione non è all’altezza e questo è un difetto imperdonabile, anche perché difficilmente – essendo un film usa – vedremo un remake con attori più adatti (ripeto, ci fossero stati che so Matthew McConaughey e Kiernan Shipka le rece in generale sarebbero state molto, molto diverse).

      Poi non so quanto ci sia di calcistico, credo poco o nulla, però di horror secondo me sì. Non in senso stretto, di visivo insomma, ma di robe perturbanti che il film sembra lasciare fuori dalla porta (lo zombi come mostro, insomma) ma poi rientrano dalla finestra quello sì.

    • La componente più originale di cui parli, quella del doppio, è davvero all’acqua di rose! È un accenno vaghissimo mai neanche iniziato ad approfondire. Le differenze con altri possibili scenari sono veramente superficiali e non costituiscono il centro vero del film che per me rimane sganciabile dalla sua ambientazione senza perdere (quasi) niente

    • @Darkskywriter ma il problema se non succede niente e nessuno veicola niente sta anche nello script. Mi e’ sembrata una paraculata che infila soltanto una serie di scene piuttosto ovvie rallentando tutto per arrivare a 90 minuti con due idee che appaiano universali e sperando che la profondita’ venga dagli attori che non ha (e dovrebbe sapere di non avere).

    • Ma in generale è proprio il lavoro di sottrazione e la banalizzazione del fenomeno zombi che mi funzionano, ci trovo coraggio e originalità nell’andare in un territorio toccato sì da molti ma da nessuno esplorato così a fondo. C’è pure un parallelo con Arnie che esplora per la prima volta un territorio a lui sconosciuto, un ruolo drammatico, senza nessuna concessione ai suoi cavalli da battaglia (da produttore avrebbe potuto imporre facilmente qualche pestaggio o scena action a lui più familiare di far trasparire le emozioni in silenzio, anche per attrarre più pubblico).

      Invece non cercano scorciatoie, né lui né il film, vanno belli convinti dove hanno deciso di andare fregandosene delle sbavature che si lasciano dietro. Da parte di Arnie c’è di sicuro anche un po’ (molta) vanità di volersi cimentare nel drammatico, però la genuina convinzione di voler realizzare un film spiazzante, che rompa le convenzioni del proprio genere, che stupisca i fan (sia dell’horror che di Arnie) c’è tutta. Eh beh per questo io lo tifo Maggie, è un film non perfetto ma con una visione precisa dietro.

    • Samuel paidinfuller

      nelle tue parole leggo quell’indulgenza che a volte ho anch’io e che mi fa trovare in film e altre opere significati e valori che il regista (o chi per lui) neanche si sognava di dare.

      io in maggie ho visto un’operazione furbetta che strizza l’occhio a vari tipi di pubblico senza accontentare nessuno fino in fondo e che si da una patina autoriale che diventa ridicola nel momento in cui recitazione e sceneggiature sono completamente sub-par rispetto alle presunte ambizioni e modelli di riferimento (v. esempio che ho fatto sotto sull’iniezione ma anche nella SPOILER scena in cui vengono a prendere il fidanzato di maggie la figura del padre gestita malissimo).

    • Samuel paidinfuller

      direi che SPOILER il finale copiato dal Gladiatore sintetizza perfettamente quello che ho appena scritto

    • Darkskywriter, il problema e’ che questa visione e’ rimasta ferma al soggetto. Manco alla sceneggiatura, proprio al soggetto. E cosi’ son buoni tutti.

    • Samuel paidinfuller

      aggiungo che, visto che è stato citato come esempio, Shawn of the Dead a maggie gli piscia in testa anche come film drammatico perchè lancia una serie di riflessioni e messaggi (che in alcuni casi sono vere e proprie breccole) mooolto più profondi e espliciti

    • In effetti giudicando da rotten la critica è proprio spaccata a metà (51% tra rece positive e negative) e ammetto che ci vuole un po’ di indulgenza per passare sopra ai difetti, recitazione in primis (ma pure regia, contando la scarsa esperienza) e portando a casa solo il buono.

      Però che sia stata un’operazione furbetta questo no, furbo era Warm Bodies dove il target di fan di Twilight era esplicito e calcolato a tavolino, Maggie invece (vedi anche lo scarso apprezzamento di pubblico) è più un salto nel buio che destabilizza tutti. Però l’idea di base è precisa, non una gratuita paraculata d’autore, ed è questo che apprezzo.

    • sono sicuro che come dici tu ci sia stata la voglia di fare qualcosa di diverso ma è rimasta voglia. Poi è successo che è entrato Schwarzenegger e tutti hanno capito che lui in un ruolo drammatico poteva essere il biglietto da visita più forte del film e mi pare che tutto sia virato in quella direzione. Non credo che, ci fosse stato un altro al posto suo, nel film avrebbero avuto tutta questa centralità le scene intense del padre.

  25. “Ha capito come farla franca” LOL

  26. Schiaffi

    L’ennesimo film merdoso di arnold post governatore, capirai che novità…

  27. pasqualobianco

    Scusatemi, ma il vero Contagious, oggi fa rima con:
    https://www.youtube.com/watch?v=UmE6n0HBojc
    (andando oltre il verbale e i movimenti delle dita)

    • BohBeh

      cavoli, ed è pure uscito l’altro ieri. “è bellissimo”, detto con la voce profonda della Arcuri nello spot de Il Labirinto Femminile.

    • pasqualobianco

      cavolini di bruxelles, quando si parlotta di zombies si deve stringare
      il contagio entro h/48.
      (Bella cernia l’ Arcuri, comunquemente)

  28. BellaZio

    Dai su, Patrick Wilson non è poi così male, non si merita un paragone con Ashton Kutcher!
    Arnie non è un attore, è qualcosa di diverso, se prova a fare l’attore con più di una faccia è ovvio che perde un po’ da tutti.

  29. Sergio Beone

    Vi siete assuefatti agli zombies. Lo sono anch’io eh, più o meno da quando i Cranberries hanno cominciato a rompere il cazzo. Il film non l’ho visto e me ne vergogno, ma criticare un film perchè usa gli zombies… boh, non mi pare mossa astuta. Cent’anni fa c’erano le streghe, ‘mo ci sono gli zombies e allora? Non capisco la frustrazione nell’andare a vedere un film con gli zombies dove non ci sia del gore. Poi se c’è tanto meglio però insomma ne abbiamo visto tonnellate in tutte le salse (ho 41 anni) quindi chissene. Punterei sull’incapacità attoriale dei due protagonisti, da quel poco che ho capito

    • Non c’è frustrazione nel vedere un film di zombie senza gore (anche in shaun of the dead non c’è) ma nel vedere un film in cui l’ambientazione zombie è totalmente pretestuosa, solo una maniera per attirarti a vedere qualcosa che nulla ha a che vedere con essa.

  30. Samuel paidinfuller

    questo l’ho visto (props to Yify!!) e ovviamente sono in linea con la stroncatura del Nanni.
    aggiungo un paio di cose:
    – fotografia e regia che aspirano altissimo cercando di prendere spunti da Interstellar e Tree of Life (aspe lo riscrivo per fare capire che non è un refuso o una forzatura del T9: Tree of Life) ma in realtà prendono solo una cantonata in faccia
    – (SPOILER) l’inspiegabile cosa (alla base del dilemma di Arnie) che l’iniezione letale data nella quarantena provochi una morte atroce e dolorosissima… MA PERCHE’ DEVONO SOFFIRE? almeno spiegala dicendo che il virus del morbo della morte è molto resiliente ai veleni e che non funziona l’inizione usata per i condannati a morte ordinari, oppure che è la soluzione più economica e quindi sticazzi se soffrono (ndr: è possibile che dicano qualcosa in merito ma non potete pretendere che mi sia ascoltato tutti i dialoghi di sta cosa)

    • Samuel paidinfuller

      edit: “(…) con la stroncatura del Lang (e del Nanni) ” pardon

    • Fede

      Premetto d’esser sempre pignolo su trama e spiegazioni ma in questo caso specifico se dovessero spiegare svariate questioni di codesto tipo allora ci sono anche altre cose che non tornano molto e lasciano un po’ perplessi… Son domande più che lecite da parte dello spettatore ma non credo che il problema del film sia questo… Riguardo l’atmosfera, ricorda “The Road” e se non t’è piaciuta nemmen quella beh allora abbiamo semplicemente gusti molto diversi…

  31. AndreaGnarluz

    per cui è roba da portarsi un cuscino al cinema e sogni d’oro?

    • Samuel paidinfuller

      è robba da torrente IMHO a meno che non hai l’aria condizionata a casa

    • E’ roba da fast-forward fra le scene in cui Arnold fa una faccia un tot piu’ intensa di quello che ti aspetteresti, se e’ il genere di esperienza che ti interessa.

  32. MichaelMcFly

    L’ennesima STRONZATA. Vado a scartocciare il dvd nuovo fiammante di Drive (ma prima di stasera mi sa che non potrò RiVisionarlo)

  33. alex9

    Comunque l’aveva capito tipo tutto il pianeta che questo non era il classico film d’azione. Tranne voi. E poi vi lamentate. Pure.

    • nessuno si aspettava azione, l’importante era fare un film onesto, questo era quello che ci aspettavamo. L’avevano capito tutti i lettori. Tranne te. E poi ti lamenti

  34. Secondo me parlate per parlare ottimo film,almeno suscita la nostra empatia ,o non lo avete visto ,o vi meritate di vedere fast and fourius tutta la vita

  35. Luca

    Secondo me e un grandissimo film , un film empatico…..,lento ,ma con buoni contenuti…….in primis fa riflettere sul rapporto che un padre ha con la propria famiglia in secundis ?come molti sbattono in clinica parenti in fase terminali…….e un film da guardare nel ptofondo e non nella superficie…..e poi se volete demoni di dario argento ……..compratevi il dvd

  36. Fede

    Condivido in pieno alcune parti della tua recensione (tra l’altro l’immagine di Schwarzy che taglia la legna ha ricordato anche a me “Commando”…), per esempio è vero che non è un film sugli zombie (sembra un po’ di vedere alcune stagioni di “Walking Dead” in questo senso, è proprio vero), non c’è azione, non è un horror ma tutto questo non è necessariamente un male: soltanto è giusto che la gente lo sappia altrimenti va a vederlo aspettandosi tutt’altro. E’ un film drammatico. Se si fosse ambientato a cavallo tra anni ’80 e ’90, poteva essere la storia di un padre la cui figlia ha contratto l’aids (e certe scene, specialmente all’inizio, mi hanno ricordato proprio storie del genere, con l’angoscia che comporta). Come atmosfera mi ha ricordato “The Road” con Viggo Mortensen, soprattutto i colori, la fotografia. Non succede molto, ma è una scelta voluta: viene lasciato più spazio al “non detto” o al “non dicibile” che a lunghe e noiose chiaccherate (appunto come accade in “Walking Dead”) o a scene d’azione potenzialmente ridicole. A mio avviso anche Schwarzy non dà un’interpretazione superba, come è detto nel trailer, ciononostante mi è piaciuto: m’è sembrato adatto a questa parte, non è mai sopra le righe come ci si poteva aspettare, e certo non è Alec Guinnes ma in questo caso da prova si, direi proprio di saper recitare decentemente. In conclusione, il mio parere è che non si tratti certo di un capolavoro, ma l’atmosfera che crea, attraverso la fotografia, la recitazione “minimale”, la storia, molto semplice, senza ridondanze di qualsiasi tipo e morbosità, è azzeccata e trasmette qualcosa. Più che vedibile, purché non ci aspetti Terminator vs Zombie….

  37. Nexus6.1

    Un bel film interessante il soggetto apocalittico tanto in voga in questo periodo con un ritorno agli anni 70′, ma lo avrei fatto qualche decennio fa perché Arnold Schwarzenegger sarebbe stato più giovane anche come padre di una adolescente; viene per scontato che a quasi 70 anni una persona cominci a cambiare espressione diventi più “docile”…

  38. CAFONE TV

    un cagatone

  39. CAFONE TV

    totale

  40. GTK

    Film bellissimo, mi è piaciuto dalla prima all’ ultima inquadratura.
    Certo non è un colossal e qualcosina sulla fotografia si poteva migliorare, ma ci stà benissimo, e anche la prestazione di Swartzy non è proprio da buttare, certo se uno si aspettava di vederlo salvare la donzella ammazzando il virus a colpi di fucile a pompa sarà rimasto deluso, ma hey, non tutti i film seguono lo stereotipo “zombie+fucile a pallettoni+attore d’ azione=capolavoro”, ogni tanto è anche bello vedere qualcosa di differente.

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