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Ninja Assassin

10/12/2009 | recensioni | di Casanova Wong Kar-Wai

Oh Tigre dalla testa di Ninja.
Io ti invoco, tu e la tua ridda di guerrieri in calzamaglia.
Arma la mia mano, falla artiglio silente
per divellere e affogare nel sangue il Terribile Norton.

Laghetto, Ninja Core
da Sonate in Bu Minore Per Quattrocento Scimmiette Urlanti

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Ninja, Ninja… dove mi porti? Chi l’avrebbe mai detto che il 2009 segnasse il ritorno di una delle figure più belle di sempre del cinema action su grande schermo? Tutti a dire che è il (secondo) anno dei Vampiri, qualcuno che butta lì la possibilità di un ritorno in grande stile delle Streghe e invece… Ninja! Perché oltre a Ninja Assassin c’è anche Ninja, di cui vi parleremo a tempo debito. E due film in un anno sono quasi tre indizi che, come si sa, fanno una prova. Certo però, c’è modo e modo di fare le cose. E in questo caso specifico, Michael Dudikoff is not amused. Come probabilmente saprete, alla guida di questo film c’è il simpatico James McTeigue. Forse vi ricordate di lui per film come V per Vendetta (piaciuto? non piaciuto? Non son più carabiniere…) e per aver diretto la seconda unità per gente come George Lucas, Martin Campbell… ma soprattutto per Larry Wachowski e Andy Wachowski. I quali, poverini, non se la passano bene: dopo essere tagliati fuori dai giochi da soli con i seguiti di Matrix, hanno fatto Speed Racer che non ha aiutato per nulla la loro carriera (ed è un peccato perché Speed Racer, a mio personalissimo avviso, va rivisto e va difeso…) e al momento si trovano un po’ alle strette. Dato che la supervisione dell’esordio solista di McTeigue aveva portato bene, perché non insistere? E quindi ecco qui Ninja Assassin

Questa sera ci vediamo da Franco che è... Halo Night!

Questa sera ci vediamo da Franco che è... Halo Night!

La genesi del film è questa. Ora, prima di leggere quanto segue, riflette bene su questa cosa: i Wachowski (e con loro Joel Silver) probabilmente sono delle persone molto molto difficili. Per un certo periodo la loro parola non era solo Oro in quel di Hollywood. Era oro + platino + soldi + potere + qualità + autorialità + ancora altri tantissimi soldi… La loro parola era TUTTO. Per cui è presumibile che, ora che le cose sono leggermente differenti, loro siano un po’ pazzarielli e che lavorino in base a delle decisioni che noi persone normali magari potremmo giudicare “avventate”. Allora, Speed Racer l’avete visto? Ecco, tra quelle due o tre cosine che si vedevano in quella pellicola, c’era anche tale Rain. Ve lo mostro…

Mmmmh... quanto mi piacciono i Ninja!

Mmmmh... quanto mi piacciono i Ninja!

Chi è costui? Rain è il nome d’arte di Jeong Ji-hoon, un attore coreano. Non solo attore, scusate. Modello, ballerino, entertainer, cantante e designer. Lo guardi in faccia e non ci daresti due lire e invece sulla sua pagina wiki c’è scritto che è un Businessperson. Vabbeh. I Wachowski, impressionati dalla personalità che Rain mostra in quelle poche sequenze di Speed Racer, decidono di costruire un film tutto su di lui. “Cosa gli facciamo fare a questo ragazzo dal fisico incredibilmente definito e dall’espressione vacua ma in un certo qual modo incredibilmente attraente?” Ci pensano un minuto, due minuti… poi si rompono i coglioni e uno dice: “Ninja!” L’altro, contemporaneamente dice “Assassin!”. E viene fuori l’idea di fare Ninja Assassin. Ah, oh… ve l’ho detto. Questi sono artisti. Non lavorano al Dì per Dì. Non fanno la fila alle Poste. Se gli viene una roba in mente, la fanno. Per scrivere una sceneggiatura basata sulla non proprio clamorosa idea “Dai cazzo che figata ci mettiamo i Ninja e quello lì fighissimo!” i fratellini si affidano a un personaggio clamorosamente discontinuo come Joseph Michael Straczynski. Se siete appassionati lettori di fumetti, sapete di chi stiamo parlando. L’uomo a cui va imputato uno dei più grossi crimini letterari degli ultimi anni. La terribile saga dedicata a Spider-Man, Soltanto Un Altro Giorno. Che io solo a ripensarci… guarda… ma perché? Perché? Però è anche uno che ha scritto The Twelve che è la cosa più vicina a Watchmen nell’ambito della Nona Arte da un bel po’ di tempo a questa parte. Comunque… poco ma sicuro, il simpatico Straczynski non doveva essere in formissima quando gli hanno proposto questo copione. Vediamo un po’.

Vi avverto: non che sia importante but i got 99% of spoiler but a bitch ain’t one

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