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It’s that time of the moooooonth: “Predators”, “Splice”, “Centurion”.

Se volete, immaginate un crampo mestruale come cinque artigli arroventati che vi strizzano un organo interno a intervalli tra i 30 e i 60 secondi.

Se questa cosa dovesse diventare una rubrica, dico PRIMA! per questa foto come header.

Se questa cosa dovesse diventare una rubrica, dico PRIMA! per questa foto come header.

Non faccio un lavoro privilegiato, ma un vantaggio ce l’ho: al primo accenno di ciclo chiamo il mio supervisore e gli comunico che domani non mi vedranno nemmeno in teleconferenza da ORIONE. Capite, da noi i crampi mestruali sono considerati un motivo valido e dignitosissimo per prendersi un giorno di malattia, come il doposbronza in Inghilterra. Perciò una volta al mese sto a casa a trangugiare antidolorifici, preparare zuppe di lenticchie, bere té verde e guardare uno in fila all’altro una pila di film tutti sangue azione e violenza. I DVD li metto da parte apposta. Poi la sera mi vesto e vado fuori a mangiare il cacciucco. E’ per questo che sono arrivata dove sono. Bela Lugosi aveva ragione. Il legame indissolubile tra la Donna e l’Agonia del Parto. You want to score with a young lady, you take her to see Dracula.

Certi giri vanno meglio di altri giri.

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“You know man, if we ever make it home… I’ma do so much fucking cocaine. I’m gonna rape so many fine bitches… Yeah, what time is it? 5:00? Damn. Time to go rape me some fine bitches. You know what I’m saying?”

“Oh yeah, totally. Like, 5 o’clock… bitch-rapin’ time.”

La battuta che avete appena letto, tanto stigmatizzata da persone tanto degne di stima, non può essere presa fuori dal suo contesto: è la reazione di un tipo terrorizzato di fronte alla sparata di qualcun altro, è accompagnata da una mimica facciale chiarissima, e nel secondo DOPO che è arrivata tu sei lì che ti ci strozzi dal ridere. “Bitch-rapin’ time” : 2010 = “quel finocchio di Cobain” : 2008.

Anzi, sapete che c’è? Vi faccio vedere la scena.

Detto ciò, “Adrien Brody = mercenario” è solo la prima tra le paure più o meno giustificate per cui io e Predators s’è reciprocamente nicchiato fino a venerdì scorso. “Se ci hanno messo una donna sarà una faux action girl“, oppure “se Nimrod cade stavolta si fa molto male”, oppure “la lettera S”. Ma soprattutto Adrien Brody. Il pianista = la linea tracciata nella sabbia, e varcando la linea “Adrien Brody” > “sopportabilità”. (Oppure ero io che con lui, in precedenza, avevo visto solo i film belli: mai sottovalutare la botta di culo spettatoriale nella valutazione del cursus honorum di un attore.) “Un buon Adrien Brody” = “un ictus molto leggero”, “un buon Avati”, “uno tsunami a tempo determinato”. Per la prima metà ho sovraimposto la testa di Ken Watanabe al corpo di Adrien Brody. Poi è scattato qualcosa e ho smesso. Forse c’era soltanto da farci l’abitudine, direte. La pazienza, alle volte. Il discorso reggerebbe se Adrien Brody non andasse a sfidare il Predator a mani proporzionalmente nude, non si strappasse tutto, non risultasse non solo whoa, ripped ma PAVIMENTATO DI CICATRICI OVUNQUE e non corresse nel fuoco e non facesse AAAAAAAH. E a differenza di Kim Rossi Stuart non mi risulta che Adrien Brody abbia mai interpretato Gesù. Il problema se mai è che lui si metta a citare Hemingway nel fragor della battaglia, o quell’accenno di guyliner che gli spunta in sottofinale, ma in fondo sono cose perdonabili. I Predator hanno I CANI. Tutti capiscono tutto e molto più in fretta di chi starebbe lì a snocciolare freddure consapevoli del genere. Topher Grace che quando abbiamo letto quella cosa là ci siamo messi una mano in faccia in tanti. La donna che giustifica abbondantemente la propria presenza in scena. Il duello a spadate tra il giappo e il Predator. Topher Grace che invece. Walton Goggins che percorre la ricca e gratificante strada del Caratterista del Cuore dei 400 Calci. Noi abbiamo un cuore, ma ce l’hanno anche le peggio bestie, lo dice pure questo film. Ho un amico che dice che Adrien Brody tiene la voce bassa per imitare Jason Statham. Non lo so, la voce non mi ricordo ce l’abbia mai avuta alta. UUUUUU. Ringhio. Predators è anche un film dove a un certo punto un essere umano dice “siamo noi i predatori”. E mi immaginerei volentieri il coro di MA DAI, GIURA che avrebbe accolto una battuta del genere in un cinema normale, non fosse che il pubblico americano è tremendo da quel punto di vista (e il pubblico nerd riesce a essere peggio di quello non nerd, fidatevi), e magari l’ha accolto come il segno che Predators è sì un film d’azione, ma fa anche pensare, eh? Senti, Nimrod, ti perdono solo perché il discorso arriva a un’ora su un’ora e mezza di film e subito dopo c’è uno che gli strappano la spina dorsale. Se ve la mimassi con le ombre cinesi la morale risulterebbe “scopiamo su un pianeta condannato a morte”. Colpa di QUEL finale. E’ l’unico tipo di finale in grado di mettermi in ginocchio. Nimrod, per me significa molto. Nimrod, non sacrificare le tue allegorie cristologiche con chi non ha nemmeno visto The Descent. Sul serio, Nimrod, a un certo punto se non fai selezione finisce che esci con tutti. Me and Nimrod here, we go way back. Nimrod Best Name Ever Antal.

FYC premi Sylvester 2011: miglior sequel/prequel/reboot, miglior Adrien Brody, miglior combattimento (giappo vs Predator; Predator vs Predator), miglior battuta (“Oh yeah, totally. It’s like, 5 o’clock, bitch raping time”; “Well, let’s find a way off this fucking planet”), miglior cameo (Larry Fishburne). In effetti per Larry il premio alla carriera ci starebbe tutto, mi dicono che ne ha bisogno.

DVD-quote suggerita, anzi, due:

“Meglio di quanto pensate! Dategli una possibilità!”

(Dolores Point Five, i400calci.com)

“Hey, what’s up with Topher Grace? Sorry I asked.”

(Dolores Point Five, i400calci.com)

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Che Splice testasse la pazienza dello spettatore ficcando in bocca a chiunque dei dialoghi da avanspettacolo lo sapevo perché mi avevano avvisato in tempo. Tutto il resto è stato come la placenta di un dingo che ti atterra sul parabrezza. Classico film con i sottotitoli, che infilza una serie di cosa non va al mondo oggi e te li rimarca tutti in continuazione (tecnica che altri hanno battezzato nel nome di raped in the face). Per inciso: l’unico film con i sottotitoli a essermi piaciucchiato era Teeth, che a tratti correggeva il tiro prendendosi UN FILO meno sul serio. Questo è un pippone anti-scienza rivestito di psicanalisi da bar, non ho capito se molto mal assimilata o proprio frullata a bella posta in modo da convalidare i terrificanti mommy issues dei realizzatori. C’è anche una terza possibilità: che tutto sia stato figliato dal desiderio di Essere Presi Sul Serio Finalmente. E se così fosse Splice sarebbe un film di genere che danneggia il genere, perché si illude di “utilizzare” l’horror per farti il discorso delle api e dei fiori. GUARDA MAMMA, SENZA ARCHETIPI. La cosa che gli riesce meglio è il simil-Baby Jane della parte centrale, ma anche lì i personaggi restano dei cartonati a grandezza umana messi lì ad aspettare il SIMBOLO, tutti. Sapersi infilare il pugno in bocca non significa che poi con gli stessi denti sei pure capace di tagliarci un cordone ombelicale e ti devo dare ragione sui confini tra Scienza e Fede. Se volete rendere l’esperienza più interattiva aspettate il minuto 25, dopo di che a ogni ingresso in campo di Adrien Brody dite UN CARRO DI BUOI. Se io subito dopo averlo visto avevo sgravato l’equazione Specie mortale > Splice, in ventiquattr’ore s’era già dilatata a Specie mortale 2 > Splice. Sarah Polley ha detto di accettare i film soltanto quando rispecchiano le sue idee socio-politiche, e questa è la dimostrazione lampante del fatto che gli attori non dovrebbero mai rilasciare interviste. Lo sapevate? Ogni donna contiene in sé la propria madre e la propria figlia. A volte due figlie. Ba-da-boom. Vincenzo Natali va’ a casa a leggerti il manuale DSM. Stavolta magari non capovolto.

E comunque Adrien Brody è quello che a credibilità se la cava meglio, fate voi.

DVD-quote suggerita:

“Il complesso della Scuola Radio Elettra”.

(Dolores Point Five, i400calci.com)

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Centurion attacca su Michael Fassbender mezzo nudo e sanguinante che corre nella neve con le mani legate davanti. Se avesse avuto le mani legate dietro la schiena avrei fatto arrestare Neil Marshall per abuso di fanservice. Così serve da prologo a una storia che funziona su più livelli, come le preparava mamma anni fa: il pubblico maschile stolido pensa boia pesissimo, il pubblico maschile smaliziato lo ribattezza “Camera due, vai con la decapitazione” e se la vostra fidanzata vi salta addosso dopo la visione rivolgete un silenzioso ringraziamento alla buona vita che vi è caduta in grembo, ma ricordate che metà di quel tutto appartiene a Neil Marshall. In quel momento voi siete gli avatar di Neil Marshall. E che sarà mai al giorno d’oggi. Dite grazie a Neil Marshall. Sono tutti giochi e scherzi finché qualcuno non finisce ricoverato per ustioni di terzo grado.

Per chi ci segue da casa: Dog Soldiers < The Descent > Doomsday = Centurion.

La differenza, con tutto l’affetto che provo per lui, ed è immenso: Doomsday ha delle calate di ritmo paurose e si risolleva grazie alle parti divertenti. (E perché capisci quasi subito il meccanismo e sai che dopo massimo 10′ CLOMP CLOMP CLOMP si aprirà un altro schermo.) Questo si fa mezz’oretta di stabilimento trama / personaggi / conflitto / ambiente, ma alla fine ha preso un tiro tale che potrebbe durare un’ora in più e nessuno troverebbe nulla di storto nel meccanismo, e nessuno si lamenterebbe per timore di ricevere una visita a domicilio dal Fassbender, ormai talmente calato nel ruolo da Protagonista-Tipo di Film di Neil Marshall da poter essere scambiato per un pezzo del paesaggio. This summer, Michael Fassbender is The Self-Repairing Unstoppable Machine Of WIN. Parentesi necessaria: il DVD di Centurion ce l’avevo da UN MESE, e ho tardato perché aspettavo il momento giusto. Volevo che fosse speciale. E anche perché avevo letto un pezzo uscito su AV Club, un portale di persone che sempre più spesso mi sembrano brave e competenti su tutto tranne il mixed genre, e che infatti hanno recensito Centurion facendolo passare per quello che non era: lamentandosi che l’allegoria politico-contemporanea non fosse abbastanza definita, ad esempio, stabilendo paragoni con Valhalla Rising (perché?) e accusando Neil-Bello di essersi rifugiato nella convenzionalità aggiungendo al film un personaggio femminile “locale” estraneo al conflitto. Allora, SI’ ma lei sta sullo schermo A STENTO cinque minuti, manda avanti la trama (giuro), e non è come se la storia si fermasse per buttarci dentro una donna e telegrafare a casa il messaggio ZOMG LA GUERRA MI HA DEPRIVATO DELL’UMANITA’ CHE AVEVO UN TEMPO FANCIULLO. Neil, sei il numero uno. Ho sbagliato a dar retta ai pettegolezzi. C’è gente cattiva là fuori. Adesso tra l’altro il Fassbender ci diventa famoso, quindi state tranquilli che lo faranno scopare in modi infinitamente più forzosi. Questo lo ricorderemo come una raccolta di margherite. Si scrive Centurion ma si legge DIMOSTRAGLI CHE SBAGLIANO. Sembra anche un film dove tutti si sono fatti un mazzo a tarallo, e non vorrei mai vedere un dietro le quinte con gli attori intenti a bere caffé e cantare Touch Me facendosi gli sberleffi, anche se spero per il bene di tutti quanti che sia andata così. Chi vuole vederci un’allegoria dell’intervento americano in Corea / Vietnam / Iraq / Bosnia / Afghanistan ce la può vedere, però non è necessario per generare un cortocircuito di gradimento tra la persona e il film. EHI, FA PENSARE. Centurion > s’apre il dibattito. E poi, cosa c’era da sottolineare, che LA GUERRA E’ BRUTTA? Chi sottolinea forse non sa che Neil Marshall sta ownando lui e sua sorella con una mano dietro la schiena. Pole la donna permettisi di pareggiare con l’omo? No. Sì. Se non sosteniamo un film simile abbiamo perso come popolo. Se non sosteniamo le cose giuste abbiamo perso e hanno vinto GLI ALTRI. Se non sosteniamo quelli che sanno lavorare Marcus Nispel ci prenderà mentre dormiamo. Pictured above: Neil Marshall, owning. In un parziale tentativo di giustificare il fatto che il Fassbender sappia fare TUTTO e sopravvivere nelle circostanze più estreme viene detto che è figlio di un gladiatore. Perciò, care teenager di oggi, se avete visto questo film potete andare direttamente a vantarvi al bar senza passare dal test di gravidanza. Belli i riti di passaggio, deh.

FYC premi Sylvester 2011: miglior film action/horror, miglior regista action/horror, miglior manzo, miglior attore di The Wire in ruolo action/horror (Dominic West, che amo), miglior combattimento (l’assalto al forte finale), miglior badass (Olga Kurylenko), miglior battuta (il monologo sull’assenza della speranza come elemento chiave perché una storia possa entrare nella leggenda, che altrove sarebbe stato solo meta-qualcosa e invece qui gli è venuto BELLO, nonché esempio di leadership coi controcazzi da parte del capo di un gruppo in pericolo), miglior decapitazione, miglior omicidio (vale tutto). Motivaci, Neil.

DVD-quote suggerita:

“LA MADONNA.”

(Dolores Point Five, i400calci.com)

Sigla.

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28 Commenti

  1. ratto inetto

    We love you, dolores.

  2. Bongiorno Miike

    Una delle migliori Dolores di sempre, libera e felice, come una farfalla. E mentre la vediamo fare paracadutismo o lanciarsi in evoluzioni da ginnasta (come la doppia ruota) ai giardini pubblici non possiamo che gioire con lei

  3. Dolores santa subito

  4. Ommioddio, e adesso chi dorme più pensando che Nispel possa prendermi mentre dormo?

    Grandissime rece dolores, un unica curiosità: ma non ti viene mai l’impulso irrefrenabile di scrivere la parola “naso” dopo o prima il nome di Brody? No, perchè io non riesco a resistere a tale impulso…

    Cordialità

    Attila

  5. Glen Grant

    Scusi, io ho seguito un po’ la questione, le donne incazzate e via e via… ma ‘nsomma, la donna, la donna, la donna… o l’omo?

  6. lilli

    uh, quanto mi manca The Wire.

    questo è il post dell’Amore Universale.
    <3 <3 <3

  7. Attila, se vuoi puoi aggiungere tu la parola “naso” ogni volta che leggi quel nome. Io l’ho fatto, mentalmente.

    (La mamma la mamma la mamma… o il babbo?)

  8. Preciso: la cosa del cantare “Touch Me” facendosi gli sberleffi accade veramente nella mia Eccezione Meritevole dell’anno, il documentario di guerra “Restrepo”, la cui visione caldeggio:

    http://www.youtube.com/watch?v=-DjqR6OucBc

    (Il trailer lo penalizza.)

  9. Jo

    @Attila: ci si era accordati per evitare quelle quattro lettere assieme quando si parla di Brody, per decenza si era trovato un succedaneo

    NANO!!!

    Che dire della mega triplice recensione? Whoa.. just.. whoa! Centurion mi ha incuriosito lo guarderò di sicuro! Splice lo metto nel gigantesco calderone del “se proprio non hai niente di meglio da vedere”

  10. Dolores, sposami.

  11. Jo

    @RRobe: a Harry si spezzera il cuore a leggere questa tua dichiarazione a Dolores…

  12. @Dolores però Brody in The Jacket ha fatto la sua porca figura

  13. overdoze

    Posso dire la mia? Marshall con Centurion m’è proprio caduto, io quel film non l’ho proprio digerito, palloso, scontato e con la Kurilenko cattiva che fa ridere, mah.

  14. Cleaned

    Ma il giorno che resti a casa coi crampi devi sbatterti ad andare dal doc per il certificato o ti giochi il jolly del permesso?

  15. Certo che quell’Adrien Brody c’ha un gran xxxx

    Ma non si può proprio dir ch’egli sia un xxyx.

  16. @Dolores Questa la metto nel mio MOTD ;)

  17. Hap Collins

    Sono arrivato in fondo alla (bellissima tripla) recensione con il fiatone poi mi sono buttatto a terra a fare cinquanta flessioni per scaricare la tensione! Gran bomba! I primi due ancora mi mancano ma su Centurion sottoscrivo tutto, tra l’altro se i premi cinematografici venissero assegnati in base al numero didecapitazioni e alla brutalità degli ammazzamenti, Neil Marshall si porterebbe a casa l’Orso D’oro! Ti voglio bene Neil!

  18. alessandro

    Olga Kurylenko m’attizza un botto. I film sui Romani m’attizzano un botto. Inutile dire che i film in cui la gente crepa m’attizzino un botto. Ma voi l’avete vista Olga in versione vampira? ( E indovinate un po chi è il regista? Il buon Vincenzo Natali!)
    http://www.youtube.com/watch?v=YjO1EywRC8Q

  19. Cicciolina Wertmuller

    Sì però se scrivi “un buon Avati” poi vengono i crampi mestruali anche a me nel periodo sbagliato del mese. Dai che ccc’ho gggià i miei probbblemi.

  20. Alessandro, l’avevo visto qualche anno fa (non mi ricordo, quando è uscito il flm comunque) e l’avevo rimosso – visto ora mi conferma che il CARRO DI BUOI è l’author tract di Natali Vincenzo e che quando le robe le gira mute gli vengono meglio.

    No, cioè, però, stasera esco con la xxxx
    Me la porterò a veder “Galline in xyxx”.

  21. alessandro

    @Dolores: Sembra un pò il mio pensiero su Spielberg.

  22. LA SO LA SO! “Galline in fuCa”

    cosa ho vinto? sant’iddio cosa ho vinto!?

    un’altro riddle? CI STO

  23. Appena finito di vedere Centurion, cazzo che ficata!

    Aggiungo solo due cose lette nella board di Twilight: una tipa dice “ROMAN SOLDIERS ARE THE NEW TWILIGHT VAMPIRES”, e un tizio che si lamenta della poca manliness del film, perché alla fine il tipo dopo aver ammazzato voi-sapete-chi non dice “HEY BABY, DID YOU GET THE PICT-URE?”

  24. OVVIAMENTE intendevo la board di IMDB

  25. La board di IMdB è il posto dove vado se voglio assistere a discussioni con più di 50 interventi sul tema “quando lui ha girato la moglie e l’ha presa da dietro se l’è inculata oppure no?”. Per tutto il resto non posso dire di apprezzarla molto.

  26. Mi inchino dinanzi alla saggezza di Dolores.
    Io, umilmente, ho detto la mia su Centurion qua:
    http://invenzionesenzafuturo.splinder.com/post/23537084/centurion-2010-neil-marshall-ovvero-di-teste-mozzate-e-di-amazzoni-incazzate

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