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Speciale Robottoni: Robot Jox. Crash and Burn, baby.

Ci abbiamo preso gusto. È un momento storico emozionante: i primi tre film dei Transformers hanno fatto un puttanaio di soldi, e Hollywood ha recepito il messaggio che sì, ne vogliamo ancora. Non necessariamente di Transformers, ma in generale di robottoni giganti che spaccano cose. E pian pianino li stanno preparando per noi. Per cui la redazione dei 400 Calci ha deciso di prendere una scusa come un’altra, nello specifico un imminente film per bambini con Hugh Jackman chiamato “Real Steel”, per immortalare il momento e fare una breve retrospettiva su una serie di film a caso con dei robot in mezzo. A voi lo SPECIALE ROBOTTONI.
(F.A.Q. –
Domanda: Dovete assolutamente metterci [inserire il titolo di un film con i robot qui]! Risposta: Comincia col chiedere “per favore”, maleducato!)

Partiamo dal presupposto che a tutti noi piacciono i robottoni. C’è qualcuno a cui non piacciono? Mamma mia, che sfortunati che siete. I robottoni hanno tutti i pregi del mondo. Primo: sono enormi. Le cose giganti, come è universalmente noto, sono belle e, come dice il mio amico Ratigher, fanno stare bene. Secondo: spaccano tutto. Oltre ad essere giganti, i robottoni hanno infatti un fottio di armi e gadgets utili solo a creare distruzione e armageddon generalizzato. Terzo: sono comandati da noi uomini. Sono come delle tute che indossi e che automaticamente ti trasformano nella cosa più figa del mondo. Una sorta di estensione umana ipermigliorativa. Mi sembrano tre motivi notevoli, non trovate.? Quando eravamo piccoli, quando la merenda a base di ritz e teino freddo era il pasto più importante della giornata, il punto di partenza di TUTTI i cartoni animati che valeva la pena guardare erano i robottoni. Ce ne siamo cibati, ci siamo cresciuti con quelle magnifiche idee. Una volta più grandicelli, però, ci siamo dovuti confrontare con la dura realtà. In primo luogo, nascosto tra le giostre del nostro parchetto della felicità di fiducia non c’era nessun robottone pronto a partire da una base supersegreta sotterranea per la salvaguardia del nostro pianeta. In seconda battuta, una volta cresciuti abbiamo smesso di essere circondati dai robottoni. I cartoni animati del club della merenda s’erano trasformati in piagnucolose storie di bambine con un parente a caso deceduto o disperso e nessun regista dei nostri film preferiti estraeva dal cilindro una pellicola tutta ferraglia CLANG! CLANG! Poi, è arrivato Stuart Gordon con il suo Robot Jox.

Fosse passato Andy Warhol...

Andy Warhol...

Nel 1990 Stuart Gordon si trovava ad un punto cruciale della sua carriera. In quel periodo (forse in quel periodo come non mai) l’horror era un genere strano, mutevole, coraggioso. Stuart Gordon – prima di Brian Yuzna e del suo Society – è riuscito, con due film come From Beyond e sopratutto con il cult Re-Animator, a creare un piccolo filone, se volete un sottogenere. Col senno di poi le letture di questa sua evidente volontà di esagerare, di sconvolgere (non solo lo spettatore, ma anche la carne e i corpi che riempivano i suoi film) si sono sprecate. A noi piace pensare che Gordon fosse un simpatico mattacchione che, con gli amici del pubbetto, si gasava al pensiero di rileggere Lovecraft con litri di sangue a buttare. Due titoli che gli regalarono un credito pressoché inesauribile; non solo con i fan duri e puri del genere, ma anche con produttori tutt’altro che marginali che, come scrivevamo poco sopra, in quegli anni erano forse più coraggiosi e aperti di quello che sono oggi. Insomma, nel 1990 Stuart Gordon poteva fare il grande salto e diventare un registone.

Ed è subito pelle d'oca.

Ed è subito pelle d'oca.

Robot Jox si apre nel migliore dei modi: c’è un lungo carrello su una landa desolata ed innevata. Un albero, qualche piccolo cespuglio, delle rocce. Contemporaneamente una voce over ci introduce al film. Siamo nel futuro. Troppe guerre hanno danneggiato l’umanità, lasciandosi alle spalle una lunga scia di  morti e distruzione. Per questo si è deciso di bandirle. Avete letto bene: basta alla guerra. Oggi ci sono solo due supepotenze – The Market e The Confederation – che si combattono i vari territori. In questo momento la voce over si interrompe e dal cielo cade un qualcosa di meccanico. Sembra un pezzo di un braccio. Un braccio di un robottone. Ehggià, amici cari: nel futuro le guerre non saranno combattute da numerosi plotoni di militari poverinos, ma da due robottoni. Esempio: c’è l’Alaska in ballo. The Market ha il suo robot. The Confederation ha il suo robot. Si scontrano, se le danno di santa ragione, lo schieramento che vince ottiene il territorio. I Robot Jox del titolo sono i piloti dei robottoni, coloro che rischiano la vita per la loro super potenza, ma che ovviamente hanno il pregio di essere idolatrati dai comuni mortali e che soprattutto comandano un robot alto come un palazzo di 12 piani.

Dodici piani di robottone.

Dodici piani di robottone.

Lo spunto iniziale di Robot Jox è pazzesco. Ricordo ancora che quando lessi la trama di questo film, mi si spaccò il cervello. Ancora oggi, con una storia del genere sembrerebbe impossibile sbagliare. E invece sfortunatamente le cose presero una brutta piega. Ripeto, i primi dieci minuti di Robot Jox sono clamorosi: arene, piloti, robottoni. Ma proprio una roba con il pilota che si mette la sua tutina bianca, un casco, entra in una specie di laboratorio pieno zeppi di operai dei robottoni, prende un mega ascensore, entra nella testa del robottone, zic zac, si infila due robe e poi c’è LA GUERRA. Roba fatta piuttosto bene dal grande Dave Allen, ovviamente in stop motion, con una certa cura e una certa intelligenza. Qualche zoommone rubato dai già citati catroni animati giapponesi e via. Fino a quando Stuart Gordon si limita a fare questo, Robot Jox vince a mani basse. Solo che non tutto andò per il verso giusto. Il problema era uno e uno solo: i soldi. Il film era nelle mani di Charles Band, grande appassionato di horror e patron della Empire Internation Pictures. Era stata proprio questa coraggiosa casa di produzione italo americana a produrre gli esordi di Stuart Gordon. Oltre a quello avevano buttato sul mercato titoli come Trancers, The Dungeonmaster e Ghoulies. Ma come abbiamo detto prima, il mercato in quel periodo era mutevole. Da un momento all’altro, la Empire si trovò economicamente in bruttissime acque. Peccato che quel momento coincise proprio con la lavorazione di Robot Jox.

Dave Allen sul set

Dave Allen sul set. Cristo...

I problemi di budget del film sono evidenti e se togliamo l’ottimo inizio e la sequenza finale tutto quello che c’è in mezzo semplicemente non si può vedere. Si allunga la brodaglia con puttanate di trama a cui nessuna frega nulla. Ci sono due o tre set che gridano “Verguenza! Verguenza!” e si manda tutto un po’ in vacca. Un vero peccato perché poteva essere uno dei film della vita. All’epoca ci fu una lunga guerra tra il regista e Joe William Haldeman, famoso scrittore di fantascienza nonché autore della sceneggiatura. Quest’ultimo, oltre a lamentare il fatto che il suo script fosse stato preso sottogamba e reso molto meno cupo e serio rispetto a come lo aveva immaginato, disse: “Per me è stato come vedere il proprio figlio che stava crescendo bene, soffrire di danni cerebrali”. Certo, cattivo. ma c’ha anche ragione. Se il mondo fosse un posto migliore, Robot Jox a Hollywood ci sarebbe la fila per rifarlo oggi e con un budget decente. Visto che sognare è lecito, ci piace pensare a un Robot Jox datato 2012 e con poco digitale. Gesù… mi viene da piangere.

DVD Quote:

“A tanto così da diventare uno dei più grandi classici della Storia del Cinema”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDbTrailer

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22 Commenti

  1. Michael Jail Black

    Fantastico articolo. E a proposito di robottoni e mazzate
    http://www.youtube.com/watch?v=ErrhNdIxQ_U&feature=player_embedded

  2. giovanni

    C’era dentro Haldeman?? Allibisco…

  3. Schiaffi

    Certo che gli spalti tipo oratorio con il pubblico di barboni a soli 2 metri di distanza dai robot che si pestavano, era qualcosa di troppo ingenuo anche per i tempi.

  4. Jean Pieri

    io però di robottoni cosi come intesi nell’articolo (giganti, con armi, pilota all’interno) non è che ne ricordi chissà quanti al cinema
    androidi e cyborg quanti ne volete, ma robottoni proprio nulla…

  5. Enea the doctor-X

    Colpisci e Spara!!!
    Con i compagni di casa all’università c’eravamo andati sotto e lo rivedevamo a ciclo continuo!!!

  6. Per favore, dovete assolutamente metterci… no niente, volevo solo chedere per favore.

  7. @ Jean Pieri
    Effettivamente in quel senso stretto non ce ne sono.
    Sarà uno speciale sui robot più che altro.

    @ Schiaffi
    Trovi sempre quel dettaglio che è bene evidenziare eh, che arguto.

  8. Djo!

    c’era questo per la televisione

    http://www.youtube.com/watch?v=M678PVOf5F0

    credo che in italia fosse su Odeon tv o qualcosa del genere.

    non facevano dodici piani ma era avanti.

  9. Luca Vanz

    Scusatemi, scusatemi davvero, ma proprio non riesco a non spammare. C’è uno speciale sui robottoni e ho appena fatto un fumetto sui robottoni, ho l’urgenza di condividere la cosa: http://issuu.com/baopublishing/docs/beta-preview
    Non me ne vogliate a male.

  10. Jessica Fellini

    Ma RobotJox era quello col robottone che si trasformava senza alcun motivo apparente in Pierangelo Bertoli, vero?

  11. Past & Fasul

    infatti oltre alla trilogia sui porno per robot di bay,non ricordo altri…

  12. PERDIO.

    commento preventivo solo perchè ho letto il titolo e so tutto (o quasi) di ROBOJOX.

    vado a leggere…spero che non mi farai del male…

  13. letto e concordo con tutto.

    posso fare il professorino? grazie.

    non tutti sanno che: RJ è stato girato quasi tutto in Italia e tra la crew ci sono tantissimi italiani.
    alcuni di loro hanno partecipato a turbodistribuzioni, da Mission Impossible III a Ladyhawke passando per Barbarella.

    ho concluso.

    P.S.: della megamotosega da pube di uno dei robottoni non ne vogliamo parlare?

  14. Schiaffi

    @Darth
    QUEL dettaglio, insieme al “colpo a lunga gittata”, sono le uniche 2 cose che mi sono sempre ricordato dall’unica visione del film.
    Dettaglio non da poco.
    Ah, e pure il tipo che viene chiuso dentro la cameretta con le porte fatte di carta.

    @Redazione
    Ma le 40 serie dei power rangers con i robot cubici mongoloidi verranno presi in considerazione?
    No perchè penso siano la serie robotica meno robotica di sempre.

  15. io mi ricordo nitidamente le scene in citta’ con i cartelloni pubblicitari dela PRENATAL… ho la vhs e il dvd (prima che ci fosse il dvd) per me e’ un cult assoluto lostesso e’ l’unico film che ci ha provato sul serio cazzo FANCULO I TRANSFORMERS W ROBOT JOX

  16. Insettomalvagio has tiger blood.
    winning.

  17. Rainer Werner Fassbender

    Io la merenda la facevo coi baiocchi. E il teino freddo.
    Però mi ricordo con gioia anche il pranzo a base di bastoncini findus e patatine fritte davanti ai transformers.

  18. Mi sono rimaste due videocassette in casa, ed una è Robot Jox… Francamente credo sia un caso !
    Comunque apro una sottoscrizione: se mettiamo via un po’ di soldi ci compriamo i diritti della storica prima serie di Gundam e ne facciamo una trilogia. Il successo sarà interplanetario e potrei finalmente comprarmi la Svizzera.

  19. Cavuccio

    Oh maronna mia!
    Finalmente! erano anni che mi arrovellavo su questa visione dell’infanzia di un film sui robottoni che associavo ad un ciclo di trassmissioni di Mino Damato “Alla ricerca dell’Arca”. ogni puntata era legata ad un film e ricordo un robottone in una di queste. Nello stesso ciclo fu trasmesso anche The Black Hole, il filmone di fatascienza targato Disney che ebbe veramente poca fortuna….

    Grazie Casanova

  20. tomas

    ma il tormentone “colpisci e spara!” cos’era in lingua originale? shhhake’nbake?

2 Trackbacks

  • Scritto da Trailerblast: Guerre di robot « I 400 calci il 09/11/2011 alle 07:01

    […] sì, non solo esiste un sequel semi-ufficiale di Robot Jox e voi non lo sapevate, ma ci sono sia Danny Kamekona che Yoji Okumoto, già padre e figlio cattivi […]

  • […] periodo, da finire anche su piccolo schermo. Gli anni Ottanta, come abbiamo già detto nel post su Robot Jox, hanno di gran lunga dato più spazio a questi comprimari piuttosto che concentrarsi sulla grande […]

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