Crea sito

Tits or GTFO: la recensione di Smiley.

 

Che merda.

Non guardatelo.

Se becco chi ha fatto questo film guarda…

Il mattino ha l’oro in bocca.

Caro diario…

Non so come cominciare.

Partiamo dai fatti: Smiley è un film su 4chan. Sul boogeyman che incarna tutto il Male di Internet fino a diventarne il boss finale. Sui rischi di conoscere gente su siti di incontri random tipo chatroulette. Sulla concettualizzazione verbosa dell’idea di LULZ e sulla sua trasformazione in manifesto programmatico di un ipotetico Movimento Nichilista dell’Interwebs. È un film disonesto, vetusto nei modi nei tempi nei contenuti, il tentativo di appropriarsi di (presunto) gergo e manìe dei giovani d’oggi, impossibilitati a distinguere on- e offline e conseguentemente galleggianti in un limbo a-morale e a-etico (si dice?) in cui si fanno le cose «just because».

Smiley vorrebbe essere per il web 2.0 quello che Scream fu per i telefoni e le musicassette e gli anni Novanta. Quello che ne risulta è un film ripieno, ricolmo, foderato, intriso, tappezzato, dipinto di SBAGLIO.

Sopra: quella che vedete è effettivamente una scena del film.

Michael J. Gallagher ha 24 anni, la chioma ribelle di uno che ha comprato il Nokia Lumia per distinguersi dagli amici, un passato da videomaker per Miley Cyrus e la stessa presa sulla realtà di Stoner Stanley. È un regista, ma potrebbe essere un netturbino o il ragazzo del pane, perché quello che l’ha spinto a girare Smiley non è, non può essere, il suo amore o il suo talento per il cinema o anche l’inesprimibile e insopprimibile istinto a raccontare una storia interessante; banalmente perché non ha niente di tutto questo. Quello che ha è un’idea molto vaga di cosa sia questa “la Rete”, i suoi miti e riti, il suo linguaggio e il suo slang, e una paura fottuta di quello che si trova online. Oltre una grande ammirazione per Kevin Williamson, ma neanche un’oncia della sua furbizia.

Smiley comincia, come da tradizione, con una scena probabilmente scollegata dal resto del film e che coinvolge una babysitter porca e la sua sitteranda (incidentalmente l’attrice migliore del film); non serve dire che la scena comprende “spiegone sul serial killer”, “omicidio di babysitter porca” e “titoli di testa”.

A proposito dello spiegone: l’omicida in questione è Smiley, un tizio che si è cucito occhi e bocca a forma di sorrisone dell’interwebs [ :) ]  e che compare nelle chat video quando uno dei due chattatori digita tre volte la frase I DID IT FOR THE LULZ. Compare E UCCIDE.

NB: se io fossi Michael J. Gallagher, e vi va bene che non lo sono, ripeterei questa spiegazione almeno altre tre volte nel corso del pezzo.

Messe in chiaro le regole del gioco con il cominciamento più scolastico nella storia dei cloni di Scream, parte il film. Che racconta di Ashley (Caitlin Gerard, magari l’avete vista in The Social Network, faceva Ashleigh, non dev’essere una furbissima) e della sua amica Proxy (Melanie Papalia, magari l’avete vista in Postal, faceva un personaggio). Ashley, che assomiglia molto a una mia ex compagna d’università, è una depressa bipolare che sta cercando di venire a patti con il suicidio della madre depressa bipolare gettandosi a pesce e senza medicinali nella vita da college: «I can do whatever I can!». Proxy è una bagascia quarantenne costretta a far finta di avere vent’anni, frequentatrice di 4chan e chatroulette – che qui furbescamente si chiama HideAndGoSeekChat – che abita in un’enorme magione donatale dal padre presumibilmente straricco, una camera della quale è riservata proprio ad Ashley.

Ashley è brava, buona e timorata di Gesù. Proxy è una ribelle che fuma erba («Hey, give me back my marijuana!»: è effettivamente una frase pronunciata nel film) e va ai party organizzati da /b/, popolati di ragazzi rigorosamente anonimi e dal ciuffo ribelle, da bei tenebrosi e da negri mattacchioni. Proprio come nella realtà. Ovviamente i due mondi si scontrano, e quella che ci rimane sotto è Ashley, che all’incirca al minuto 17 del film è già strafatta e ubriachissima che disegna cazzi sulla faccia di un 4channer e occhieggia, spermobramante, il simpatico Gabriel Omar Batistuta Binder. È qui, durante la festa che segna l’ingresso della nostra protagonista in quel mondo debosciato e senza morale che si chiama “il worldwideweb”, che Smiley colpisce ancora. Solo che questa volta Ashley lo vede, e da lì comincia l’incubo.

Sopra: … no, niente.

FAQS ABOUT SMILEY
ovvero: di cosa parliamo quando parliamo del killer
(here be spoilers)

D: È Smiley un serial killer in grado di tracciare gli IP di chiunque e poi ucciderli?
R: No. È l’incarnazione di tutto il Male che si aggira per l’Internet e in particolare per 4chan, nutrito e alimentato dai milioni di utenti che postano foto di gattini e parodie di Call Me Maybe. È un’entità disincarnata ma dannatamente reale, o come la definisce il Professor Nichi Lista (v. sotto), «l’evoluzione della specie».

D: Smiley compare quando uno scrive tre volte ecc. Ma chi ammazza, poi? Il digitatore?
R: No, quello che sta dall’altro lato dello schermo.

D: E allora perché Ashley, che è colei che digita, viene da lui perseguitata?
R: Per assolutamente nessun motivo plausibile.

D: Quindi Smiley è un fantasma/mostro/essere soprannaturale?
R: Sì. O forse no? Pensate a Scream! Dove starà la verità! E perché ci dovrebbe interessare?

D: Sì, ma almeno quando Smiley compare succedono delle cose violente che ti acchiappano?
R: No. Coltellata in pancia, stop. Le morti meno creative della storia dello slasher teen.

D: Ma senti, ma come fanno le Nostre Eroine a sapere che Smiley è reale e non si tratta di un elaborato scherzo di 4chan?
R: Hanno visto il sangue! Il sangue sull’Interwebs! E poi Ashley è stata inseguita fino in casa sua dall’assassino! Che l’ha quasi assassinata! Salvo che non è successo perché lei è una pazza che non prende le sue medicine da mesi. Slittamenti di senso, confusione tra realtà e fantasia, metafore della Rete come non-luogo in cui ci si perde e quel che sembra impossibile diventa vero.

D: Ma… tette?
R: ZERO SPACCATO. In un film su Internet.

D: Ah. Quella roba del LULZ, invece?
R: AH! Qui vi volevo. Ora parliamo del LULZ, perché è il fulcro concettuale e narrativo del film.

«LALALALALALA».

IL LULZ
ovvero: dove le speranze vanno a morire

Accennavo sopra al contesto in cui si manifesta Smiley. L’assurdità non è spiegabile, ma per fornirle una cornice concettuale il buon Gallagher utilizza il secondo stratagemma narrativo più usato nella storia dei cloni di Scream: il professore di filosofia che, parlando del rasoio di Occam e di altre amenità intellettuali durante le sue lezioni, fornisce en passant una giustificazione non del tutto plausibile alla presenza di un killer che viaggia nella fibra ottica e viene ad ammazzarti.

«Il Male» spiega il prof. Nicola Alfredo Lista, per gli amici Nichi «non ha bisogno di spiegazioni. Il leone non ammazza la gazzella perché è cattivo, ma perché è tutto quello che sa fare. L’uomo inquina, rovina, cementifica perché farlo è nella sua natura. Non c’è crudeltà, solo ineluttabilità. We do what we must because we can. E c’è qualcuno che è riuscito a fare di questo motto un vero e proprio sistema. Sono i ragazzi cattivi dell’Interwebs, che non si fermano di fronte a nulla né nessuno, negri, gialli, bambini handicappati. Fanno quello che fanno perché li guida quella che è l’espressione massima del nichilismo dell’uomo moderno: il LULZ».

(diamo la parola a Proxy, che ci spiega cosa sia il LULZ)

«LULZ! Like… laughing, like lolcats but with a Z, lulz! It’s… it’s the LULZ!»
(cit. effettiva del film)

«Il LULZ» conclude Nichi «è l’Internet reincarnato in una creatura di puro Male. L’uomo non è il fine, ma il mezzo, e la Rete che prende vita ne è la naturale evoluzione. Smiley è l’umanità 2.0, la materializzazione di una hive mind che comprende tutti i nodi che compongono lo spazio online. È una proprietà emergente del web, ed è qui per uccidere».

L’intento moralizzante è talmente smaccato che fa quasi tenerezza. Voi giovani, ci dice un ventiquattrenne al suo esordio, siete vittime inconsapevoli quando vi spacciate per carnefici. Ogni insulto ad Amanda Todd che postate online è come un lauto pasto per Smiley, dice Gallagher. Avete presente quando qualche anno fa ci fu la piaga dei ragazzi ricchi e annoiati che gettavano sassi dal cavalcavia? Prendete quella vicenda, trasportatela online e declinatela secondo i canoni dei pezzi scandalistici della colonnina destra di Repubblica: il risultato è questo film.

Sopra: morte a 10 megabit al secondo.

È avvilente il ritratto che Smiley fa degli abituali frequentatori della Rete. Per uno come me che volente o nolente passa su Internet dalle otto alle dieci al giorno è anche insultante. L’appropriazione indebita di gergo e situazioni tipiche della vita online («We troll for the LULZ!») è un’operazione che appartiene più a un editoriale su un quotidiano conservatore a caso che al cinema. Niente di quello che si vede nel film, hacker con la pistola, orge di 4channer, nerd che bulleggiano altri nerd e tirano loro contro le noccioline, corrisponde alla realtà. È una distorsione e una volgarizzazione di un fenomeno culturale indubbiamente non immacolato, ma certamente non malvagio al punto da richiedere il metaforone del serial killer soprannaturale per essere stigmatizzato.

CI SAREBBE ANCHE IL FILM
ovvero: pisciare sulla tomba delle suddette speranze

Una volta accettata (nel senso di: presa a colpi d’accetta) l’operazione ideologica, disonesta e irritante, rimane il film. E qui siamo dalle parti del disastro. Le scene che funzionano meglio sono quelle che clonano il già fin troppo citato film di Wes Craven, in particolare quelle di ambientazione casalinga. La suburbia americana resta dannatamente fotogenica quando si tratta di inscenare l’orrore domestico; o meglio lo sarebbe se almeno uno dei cagnacci coinvolti in questa pagliacciata ridicola avesse una minima idea di come si fa il proprio mestiere (= recitare).

Ashley frigna in continuazione, oppure sgrana gli occhioni di fronte al vasto mondo che le si para davanti. Proxy gioca a fare la tipa sgamata oh cioè yeah. Messe insieme, soprattutto a inizio film quando stanno facendo la conoscenza dei vizi e stravizi dello studente di college medio, sono l’epitome del “blonde seduced by lesbian brunette”, dialoghi, faccette porche e tutto quanto. I ragazzi protagonisti non meritano menzione, quella che invece si becca il prof. Lista, talmente compreso nel suo ruolo dell’intellettuale cinico e senza speranze da lanciarsi in infiniti monologhi recitati con voce profonda e drammatica, a metà dei quali il povero figurante che finge di fare l’attore e di interpretarlo si incarta spesso e si ritrova a fissare il vuoto cercando disperatamente di ricordarsi la linea successiva. Oltre al danno, la beffa: per circa quattro minuti totali compare su schermo il buon Keith David, uno dei miei nigga sarcastici preferiti della storia del cinema, un CV da paura nel cinema di genere (Pitch Black? La Cosa?) e quell’aria smarrita da cosa ci faccio qui, e cos’è questo fortissimo odore di cloroformio che mi pervade le nari.

Sopra: il direttore del cast di Smiley.

Ieri sera, mentre mi lavavo i denti e mi preparavo per andare a letto, ripensavo a questo film e mi ripetevo in continuazione: «Questa cosa la devo troppo scrivere», «non devo dimenticarmi questo incredibile MACCOSA», «vedrai che nei commenti la gente mi dirà: “No dai va bene tutto ma questo te lo sei inventato”». Purtroppo il sonno è oblio ed è dimenticanza ed è misericordioso format c:/, e so che nessuno pretenderà che io mi riguardi scene di Smiley solo per avere aneddoti bizzarri da riportare. Per esempio avrei voluto potervi scrivere del trucchetto “sembra che l’abbiano uccisa ma era solo un brutto sogno” utilizzato tre o quattro volte in venti minuti di film, o di quando l’hacker belloccio sclera e si proclama “l’uomo più potente del mondo” mentre punta una pistola contro Ashley, accusandola di essere responsabile dell’arrivo del serial killer nella loro vita. Oppure del terrificante doppio plot twist finale, che precede e segue i cinque-minuti-cinque di spiegone conclusivo razzato con violenza da… be’, sapete da quale film.

Oppure c’è l’altra alternativa: vi procurate Smiley, ve lo guardate e tornate qui a insultarlo con me. O magari mi fate domande nei commenti e io vi rispondo, spoilerando senza pietà: siamo su Internet, no? A ogni modo non fatevelo sfuggire, non ignoratelo, non gettatelo nel dimenticatoio con l’etichetta “uno di quei film che quei fighi dei 400calci mi hanno risparmiato di sorbirmi”. È un prodotto che quasi certamente non farà neanche 100.000 dollari di incasso e verrà dimenticato dopodomani, certo, ma è un prodotto, ribadisco, pericoloso e disonesto, e con abbastanza ganci da poter diventare, chissà, un piccolo caso.

E non lo merita.

DVD-quote suggerite:

«Vaffanculo»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

«Merda de cane»
(La redazione di i400calci.com)

«For the lulz!»
(Assolutamente nessuno)

IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

36 Commenti

  1. blueberry

    ma perchè quindi la trama sarebbe inverosimile?
    eppure è ciò che ritrae uno mattina e matrix. la vita di nichi (vendola) lista intendo

  2. Non so, a te è mai capitato di stare su chatroulette ed evocare un serial killer tipo Bloody Mary che ammazza quello dall’altra parte dello schermo?
    A me no! Né su Unomattina credo succedano queste cose. Succedono? Non sono uno spettatore assiduo di Unomattina.

  3. Ma lo sai che quando ho iniziato a vedere le prime foto di sto film mi sono preso bene? Il killer con faccina sorridente mi piaceva assai. Aspettavo la vostra rece ed esce fuori che è una merda senza se e senza ma? Tristezza.

    Fra le altre cose da quello che dici sembra una cosina partorita dalla mente di un Curzio Maltese qualsiasi che si è messo a lavorare per Studio Aperto. Oppure ho capito male io?

    Aspetto con ansia che qualcuno evisceri il significato di rotfl.

    Il sequel potrebbe vertere su asd.

  4. Marlon Brandon

    “Merda de cane!” LULZ

  5. joe d'angelo

    dici che devo farmi un giro più approfondito di 4chan prima di vedere il film? diciamo che il suo essere randomico mi mette assai ansia dal punto di vista “adulto vede foto di nipote di Mubarack”

  6. Steven Senegal

    @ blueberry per l’amor di Dio non andare su chatroulette che da quello che ho letto nei commenti di Hunger Games… No, Non Farlo!

    @ Stanlio c’ha ragione Marlon Brandon: “Merda de cane!”

    Stasera LULZ! Me lo guardo lo stesso!

  7. Ma c’è questo problema che comunque un po’ di noia traspare, qui e là, se no come cagatona di cui ridere grassamente potrebbe perfino funzionare. Ovviamente ridere DEL film, non CON il film.
    Il giro su 4chan non è propedeutico alla visione, se considerate tra l’altro che per tutto il film non se ne vede manco una schermata di striscio…
    Comunque ho già i soldi pronti per ASD – The Movie, ‘o famo?

  8. Schiaffi

    Sto 4chan non ho mai capito bene che è, so solo che è da lì che vengono cagate fuori meme, tormentorni, perseguitati cristiani e tutte quelle cose che dopo un pò vorresti far esplodere.
    Chatroulette è inutile e triste quanto un terzo capezzolo.

  9. BW

    Ma alla fine come finisce il film?
    Amo gli Spoiler…

  10. @BW:

    [SPOILERONE]

    Si scopre che tutti quelli che muoiono nel film uccisi da Smiley fanno parte di una cospirazione di gruppo per divertirsi alle spalle di Ashley. Alla fine le piombano in casa vestiti da Smiley, lei si caca e si butta dalla finestra, muore. Si tolgono tutti le maschere e celebrano “la trollata migliore di sempre” e dichiarano che Smiley diventerà il primo serial killer virale della storia grazie ai milioni di copycat che nasceranno in futuro. Plot twist copiato da Scream.
    Dopodiché quando se ne stanno per andare da casa di Ashley, compare il vero Smiley, creaturone soprannaturale cattivissimo boss finale dell’Internet, e li ammazza. Secondo plot twist assolutamente non telefonato!

  11. blueberry

    @stanlio
    uno-mattina è il meglio che c’è.
    non sono dotato di uebcam e quindi ciat rulet passo. ma mi è capitato di evocare serial chiller tramite forum. e intendo la trasmissione su rete4. o canale5 non sono aggiornato molto (eh guardo solo uno-mattina).
    per il sequel credo t’abbiano preceduto: ci sono già gli asdf movie.

    @steven
    perchè non devo andare su sta ciat? non ho capito bene bene (come tutto il resto, del resto)

  12. BigZo85

    4chan FINALMENTE HO CAPITO CHE ROBA E’
    ogni volta che digito 4 su google per cercare 400 calci, come primo risultato mi esce 4chan. Pensavo fosse uno di questi cantanti rap che vanno di modra fra i giovani.
    Da stanlio c’è sempre qualcosa da imparare

  13. 4chan è un posto talmente pericoloso che non compare neanche nella mappa dell’Internet di xkcd.
    Tutto questo non mi fa assolutamente fare la figura del nerd.

  14. Biscott Adkins

    @stanlio in verità compare a occidente di Here be antropomorphic dragons però è più uno scoglio che altro

  15. Figa due ore a cercarlo e non lo trovavo ed era lì sotto il mio naso.
    Sto invecchiando male.

  16. Schiaffi

    Boh, io non capisco nemmeno tutte ste sigle che vanno tanto di moda tipo imho, gotfl, rotfl messe sempre a cazzo pure nei commenti scritti in italiano e anche sta storia del lol mi ha sempre lasciato perplesso insieme al luv.
    Sono ancora fermo ai gazosa che cantavano www mi piaci tu

  17. Biscott Adkins

    massì sono gli effetti della #400tv

  18. BellaZio

    Bah io non avevo idea di 4chan allora mi son guardato il documentario We Are Legion e ho capito un po’ come funzionano quelle robe, quindi il background per guardare questa roba me lo sarei pure fatto… ma diciamo che mi hai fatto passare ogni voglia (cioè non ci stanno neppure le tette?!?!?! Allora vaffanculo sul serio!)

  19. Slug-es

    lo guardo e poi vengo qui ad insultarlo con voi amici…
    siamo una famiglia

  20. Terence Hell

    La definizione di SBAGLIO è troppo poco per un film sull’internet che genera mostri. Stanlio quali colpe devi espiare per meritarti una punizione simile? Hai ucciso dei cuccioli teneri ed indifesi di fronte al sommo capo?

    Posso già immaginare il sequel dove scrivendo per 3 volte Mosconi in chat un mona sbatte la porta.

  21. bARMAN

    Il modo in cui killer LOLZ viene “evocato” mi ha ricordato all’istante Candyman, che mi riguarderò presto perchè nel mio quartiere elogiato come uno dei migliori horror degli anni 90.

  22. @bARMAN…
    Anche a me è venuto in mente Candyman.
    Su quel che si dice nel tuo quartiere: tieni conto che è “uno dei migliori horror degli anni 90” anche perché di horror negli anni 90 se ne facevano pochini e quei pochini facevano abbastanza schifo.
    Diciamo che è carino e ha un’ambientazione urbana (ai tempi) parecchio originale, ma forse è più interssante che bello.

  23. Candyman, ma anche Candlejack o Bloody Mary o Satanasso in persona.

  24. bARMAN

    @Tommaso
    verissimo tutto quello che dici, io lo vidi a 10 anni appena uscito e mi turbò abbastanza, sarà per quello che mi è rimasto così impresso :)

  25. vespertime

    Ok ma quando parate di Excision ?

  26. Paletto Cromatico

    Pessimismo e fastidio. Io già immaginavo una specie di Jesse Slaughter + effettivo slaughter e invece è solo lammerda.

  27. Michael Jail Black

    Ok I’ll see it for the LULZ. LOL GTFO OMFG ZOMFG POWNED LAMMERDAVA!

  28. Fuz

    “Posso già immaginare il sequel dove scrivendo per 3 volte Mosconi in chat un mona sbatte la porta.”

    Questa mi ha fatto ridere ad alta voce.

  29. saputello

    un po’ di materiale per approfondire
    questo
    e questo.

  30. Morg

    Quoto Fuz, bellissima.

  31. alessandro

    Mi sento offeso dal film senza neanche averlo visto.
    Come si direbbe su 4chan: cancer.
    Comunque per rendere l’idea
    http://h9.abload.de/img/9gagdczoy.png

  32. Asia

    Ho visto personalmente il film..è si diciamo che all inizio era bello ma alla fine e in generale il finale era da buttare! Faceva schifo !

  33. io

    La qualità del film si capisce dai primi dieci secondi del film: un jump scare da quattro soldi… Più banale di così

  34. Leopoldo

    Non ho capito un cazzo di tutto il film..credevo fosse un film spettacolare ma ci sono rimasto male dalla trashata che é…la asylum sarebbe dire di loro

  35. Leopoldo

    Fiera*

One Trackback

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.