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Bro, do you even lift? La rece di Pain & Gain

Screen shot 2013-07-14 at 2.44.49 PMTEORICAMENTE QUESTA RECENSIONE LA DOVREI SCRIVERLA TUTTA COSÌ IN CAPS UN PÒ SGRAMMATICATO PERCHÈ IL FILM ANCHE È COSÌ E QUINDI SAREBBE SIMBOLICO E INTELLIGENTE.

Per fortuna vi voglio bene, e a Val Verde ho visto gente crocifissa per molto meno. Vi dice culo.

Sigla!

Pain & Gain è il più bel film di Michael Bay dai tempi di Bad Boys II, e il suo più interessante da più o meno sempre. Lo dice uno che non va molto d’accordo con i Transformers e quindi potete prendere le mie affermazioni con le pinze. Resta che dopo averlo visto ci ho pensato su una notte intera e alla fine ho deciso che mi è piaciuto anche se non ho ancora capito se il messaggio del film è «Michael Bay ci è» o «Michael Bay ci fa».

La storia, vera, si scrive da sola: Miami, anni Novanta, luce e colori irreali e ipersaturi, sembra di stare in una puntata di Dexter e viene anche da chiedersi se la Florida sia una specie di posto fatato dove esistono frequenze luminose che altrove stocazzo. C’è una palestra, la Sun Gym, un tizio che ci lavora e che è Mark Wahlberg che sembra vivere in un film autobiografico, un altro tizio che è Dwayne Johnson e ha appena trovato Cristo quindi si veste con le magliette con scritto Team Jesus, poi Anthony Mackie che ha il cazzo piccolo a causa degli steroidi. C’è che i tre sono insoddisfatti delle loro vite nonostante in palestra passi gente tipo la moglie di Sneijder, e Wahlberg fa pure il filosofo yuppie cocainomane a suon di «sogno americano» e «push harder», e quindi decidono di sequestrare un facoltoso cliente (Tony Shalhoub, che nella gara delle facce di merda fa arrivare secondo persino Wahlberg) e costringerlo a intestar loro tutte le sue proprietà. Per ottenere questo risultato lo torturano per giorni in modi sempre più orribili.

Ripeto: è una storia vera.

«Dimmi il nome del primo singolo di Marky Mark o ti faccio esplodere il cranio con il dito».

«Dimmi il nome del primo singolo di Marky Mark o ti faccio esplodere il cranio con il dito».

Secondo Bay, Pain & Gain è la sua “commedia indie tarantiniana”. Questo significa doversi aspettare: ironia, satira, violenza, gran parlare su sfondo di violenza, personaggi assurdi, one-liner, trucchetti visivi, montaggio bizzarro, citazionismo, Zooey Deschanel. Tralasciando per un attimo il dettaglio che 20 milioni di dollari di budget dichiarato – con tanto di attori che si riducono il compenso per starci dentro – sono un concetto indie più o meno quanto il risultato finale (= zero), a una prima occhiata Pain & Gain può effettivamente sembrare un film di Tarantino. Una specie di Pulp Fiction in palestra, ma con meno violenza; oppure una versione ‘muricana di un film di Martin McDonagh, quindi di fatto tarantinismo già filtrato.

La realtà è che si tratta più che altro di un film dei Coen categoria Burn after Reading, solo girato con la delicatezza e il tocco vellutato di Michael Bay. Sorpresa: è uno dei suoi punti di forza; Pain & Gain potrebbe essere una delle satire più feroci contro il machismo yankee che si siano mai viste, il che confonde considerando che arriva proprio da Bay. Sempre che non si scopra che non ho capito nulla e in realtà Bay è serissimo per tutta la durata del film. Salvo che magari in realtà è serissimo sì, ma per amplificare il messaggio satirico.

È il film dei “d’altra parte”, una sequela di idee e suggestioni contrastanti e soprattutto frastornanti.

I tre protagonisti, per esempio, sono degli idioti, dei bistecconi sempliciotti e incapaci di portare a termine anche i compiti più basilari tipo «uccidere un tizio inerme». La loro totale imbecillità sta alla base della parte più comica del film, con incursioni slapstick e momenti Griffin che farebbero molto più ridere se i dialoghi non fossero COSTANTEMENTE URLATI TIPO COSÌ. Sono tra l’altro i momenti in cui Bay si permette di giocare a fare il regista, tipo quando inscena uno dei suoi finti piani sequenza spettacolari in stile Transformers ma lo trasporta in interni gridando TARANTINOOO. Hanno la finezza del deodorante spruzzato su camicia pezzata di ascella sudata per coprire la puzza e ha perfettamente senso che sia così.

Also, cool guys don't look at explosions.

Also, cool guys don’t look at explosions.

Ha senso perché gli eroi della situazione sono di fatto pessime persone, e quando Bay li infila in situazioni ad alto potenziale di ridicolo non ha alcun interesse a preservarne almeno in parte la dignità, o a farli fallire in modo buffo sì da farci con loro immedesimare. Fin dalla prima inquadratura, un primo piano di Wahlberg che fugge dalla polizia sputazzando saliva in slo-mo, Bay ci tiene a farci sapere che abbiamo di fronte dei douchebag, i peggiori rappresentati dell’America peggiore, che faticano a nascondere i loro afflati omoerotici e le loro paranoie d’impotenza. Sono i poveracci che vogliono arrivare al top senza fare fatica, la depravazione del sogno americano («Puoi avere quel che vuoi se ti fai un culo così!») mutato in prepotenza e legge della giungla («Puoi avere quello che vuoi se te lo prendi con la forza a discapito di alcune povere vittime!»).

Tutto questo traspare ancora più chiaramente grazie a quello che incidentalmente è il più grosso difetto del film: i voiceover. Al plurale: sono almeno quattro, forse cinque, i personaggi che prestano la loro voce fuoricampo per raccontare eventi e/o esprimere opinioni e/o filosofeggiare di tutte quelle cose che ciascuno di loro è troppo idiota per tirar fuori nel corso di un dialogo normale. È una scorciatoia narrativa che posso anche rispettare se usata con parsimonia, ma che qui diventa – insieme agli improvvisi fermo immagine seppiati, ai buffi titoletti dati alle scene, alla pellicola sgranata usata a cazzo di cane – solo un altro metodo che Bay applica per dimostrare al mondo di essersi studiato – per l’ennesima volta – il suo Tarantino.

Il problema è che gli eroi di Tarantino erano appunto, in fin dei conti, eroi, i manzi di Bay sono più in territorio quei fratelli là, pessima umanità i cui metodi non sono giustificabili e che vorresti veder morire male dopo cinque minuti di film. Indovinate? In qualche modo bizzarro, funziona anche questo.

Re-indovinate: c'è Rebel Wilson che fa la pervertita.

Re-indovinate: c’è Rebel Wilson che fa la pervertita.

Se i “buoni” fanno schifo, i “cattivi”, le teoriche vittime, non sono da meno, il che quantomeno dimostra il coraggio che ha Bay nel dipingere gente che nella vita vera è stata vittima di torture e minacce di morte come dei viscidi parassiti della società, disonesti e arrivisti, che tutto sommato un po’ se la sono meritata. Pain & Gain sembra la condanna a tutto tondo di un vecchio scorreggione che se la prende con immigrati (il personaggio di Shalhoub è tipo un mezzo colombiano mezzo ucraino) e nuove generazioni – e non è un caso che l’unico personaggio davvero positivo sia il vecchio poliziotto Ed Harris –, con l’edonismo e lo yuppismo, con il culto del corpo e con il culto del successo. C’è persino un telepredicatore  all’americana, ovviamente truffatore, ovviamente motivatore di Wahlberg e della sua banda. Ci sono donne che sono poco più che pezzi del set in un trionfo di malcelata misoginia e machismo registico, piani sequenza ad altezza culo nudo che miracolosamente assumono tutt’altro sapore inseriti in questo contesto.

C’è, insomma, una gran confusione tematica e narrativa, una totale anarchia dove a dominare è solo il cattivo gusto elevato a sistema, ritratto con occhio clinico e cinico ma anche segretamente divertito e tutto sommato indulgente, come se legare un tizio a una macchina in fiamme e spingerlo contro un muro sia tutto sommato un gran riderone.

Sopra: e poi c'è lei, che voi non avete un'idea, no davvero non avete un'idea.

Sopra: e poi c’è lei, che voi non avete un’idea, no davvero non avete un’idea.

«Sì ma a me lettore dei 400calci che mi sono letto tutta questa spataccata di noia cosa consigli, lo vado a vedere questo film o non lo vado a vedere?».

Avete ragione. Allora. Sì, secondo me è un film da vedere indipendentemente dall’idea che avete di Michael Bay: dice su di lui e sul suo cinema più cose di quelle che diceva tipo Transformers 2. Poi: se non vi turba un film di oltre due ore in cui la violenza e l’azione sono concentrate in un totale di forse venti minuti/mezz’ora, se non vi disturba sapere che Pain & Gain è un film basato sui dialoghi e sulle interpretazioni (Johnson 10/10, Mackie 9,5/10, Marky Mark 8/10) più che sul sangue e sul ritmo, andate a vederlo. Se il morfotipo del douchebag da palestra americana e la sua abitudine di STRILLARE COSTANTEMENTE OGNI VOLTA CHE APRE BOCCA vi fanno venire l’orticaria, girate alla larga. Se volete vedere il suddetto morfotipo sfottuto a morte da uno che fino all’altroieri pensavamo tutti ne fosse invece l’alfiere, siete i benvenuti.

Se no quel che vi posso offrire è

Bar-Paly-Hot-HD-Wallpaper-from-Pain-and-Gain-MovieDVD-quote suggerita:

«America, FUCK! Yeah!»
(Michael Bay, traditore della patria)

«Un film dei fratelli Coen se i fratelli Coen fossero Michael Bay»
(Stanlio Kubrick)

«Bro, do you even lift?»
(Mark Wahlberg, attore)

IMDb | Trailer

 

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61 Commenti

  1. Cleaned
  2. Erri De Lucas

    Che sia una storia vera non rende il film meno farsesco. E Harris, più che un personaggio positivo, è l’unico con qualche connotato realistico. Comunque il film non è da buttare, le facce ci sono, il ritmo anche, anche se non fa molto ridere. Da Johnson mi aspettavo di più, per me Shalhoub se li mangia tutti. Voto 7-

  3. Steven Senegal

    Visto stasera e secondo me è un film enorme. Piaciuto un sacco. La roba dei voiceover strania specie all’inizio quando si alterna veloce tra i tre. E cmq nella prima ora soltanto mi sa. C’è ritmo, ho riso molto, sono ignoranti forte.
    THE ROCK.

  4. Sergio Beone

    @Stanlio ti voglio ancora più bene di quanto già te ne volessi: Primo film che vedo al cinema su consiglio dei 400 (perchè non ci vado mai chè son povero ma ieri ero col babbo che voleva tanto andare a un multisala e tanto pagava lui). Concordo 100% con la rece. Anche mio babbo, che gli ha fatto schifo e difatti detesta i film con la gente CHE URLA!

  5. Biscott Adkins

    un FILMONE. Non so neanche da che parte iniziare quindi dico solo THE ROCK

  6. Bee

    Io l’ho trovato molto, molto divertente e surreale e… intelligente.
    Ecco i Transformers mica mi piacciono tanto, quindi magari Bay non lo ha fatto intenzionalmente… Ma si può costruire un film ironico, surreale e intelligente per errore?
    E The Rock è grande! Nella parte del cocainomane completamente rimbambito io lo trovo irresistibile.
    E la Wilson tonda tonda in baby doll leopardato che parla delle noccioline al cioccolato di A.Mackie?! Hihi

  7. Casanova

    io l’ho visto ieri sera e l’ho trovato veramente bello.
    Dwayne tudofado al meeting della polizia del vicinato vale tutto
    oltre alla megapatata lì che è veramente da sangue dal naso

  8. axel folle

    me lo sono rivisto ieri e caso vuole che lo stanno dando ora ora su italia1 e me lo sto ri-ri-vedendo. L prima volta non mi aveva pienamente convinto, non che mi fosse dispiaciuto o mi fosse sembrato brutto eh, questo no però avevo sentito dei cambi di ritmo sensibili che invece ad una seconda visione sono completamente scomparsi e anzi il film mi ha esaltato alla grande in tutte le sue esagerazioni. Vedetevelo perché merita un sacco anche se maicolbei non vi acchiappa in genere (come a me coi transformi) qua si da veramente da fare aggiungendoci uno spessore che da lui non ti aspetti. In P&G Michael Bay assolutamente ci è e ci fa.

  9. Perle di saggezza

    Per me te sei solo un montato e un invidioso del cazzo!!!
    Il film è fantastico, e te lo sai ma non sei abbastanza uomo da ammetterlo
    Mark Wahlberg è davvero bravo a recitare, è guardati allo specchio prima di giudicare quell’altri

  10. Enrico

    La cosa che più mi ha sorpreso e scandalizzato di questo film è che è un film di Micheal Bay, un non regista, uno che ha Megan Fox in un film e non riesce a fargli una inquadratura decente, uno capace di dirigere solo robottoni in effetti speciali e non calare mai di ritmo, tanto che se ti vedi un suo film in tv e parte la pubblicità non ti accorgi del cambiamento, perché i suoi film sono proprio da pubblicitario e videoclipparo della peggior specie; invece ti ritrovi questo film dove ci sono attori che recitano, personaggi approfonditi, il ritmo che ogni tanto cala, ma non troppo(ma stiamo parlando di Bay), ma almeno lascia respirare la trama un pochino.
    Vero che già con The Rock aveva dimostrato queste corde registiche, ma qui le approfondisce di molto, con uno stile che più che tarantino e i fratelli Cohen, mi ricorda i fratelli Scott, sopratutto il compianto Tony; uno stile fatto di tagli pubblicitari, blocco immagine sui primi piani dei personaggi sui momenti topici, intermezzi pubblicitari che in questo film di solito sono glutei, (forse per rimettere a paro con le mancanze sulla Fox), ma di difetti va detto che c’è sempre il suo stile retorico e tronfio nelle inquadrature, anche quando rallenta il ritmo, fa vedere personaggi che corrono in slow motion(proprio non ce la fa), ma almeno qui c’è una storia da raccontare, poi ci sono anche attori veri come Mark Wahlberg, che si mangia Brad Pitt come interpretrazione del personal traner scemo, ma comunque con un cane come Pitt è facile, al contrario di Pitt infatti Wahlberg ha dimostrato di sapere recitare per davvero in ruoli diversi, The Rock (questo è il suo vero nome) dimostra di saper che significa provare a recitare, Tony Shalhoub dopo anni a fare il detective Monk ha avuto una buona occasione e non l’ha sciupata ed Ed Harris che è uno di quei attori che basta la sua presenza e ti alza il livello del film, un po’ come Tommy Lee Jones, poi c’è la gnoccona russa che però si perde in mezzo ad un mare di gnocche, da vedere in altri film.
    Quindi per finire, si vede che Bay si è stufato di farsi prendere in giro per i suoi film fatti solo di effetti speciali e ha voluto dimostrare di saper fare altro, con un film a basso costo, cosi non rischia niente se fallisce, comunque bisogna dire che c’è riuscito abbastanza bene.
    https://www.youtube.com/watch?v=hxgkXxa9c3s

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