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“Easy Rider: The Ride Back”. Ovvero: Born to be WHY?

Cari amici, buon anno!
Eccomi ad inaugurare il mio nuovo anno calcistico con voi, per l’esattezza il mio terzo anno calcistico con voi.

Per l’occasione abbiamo con noi un film veramente brutto.

Vi vedo già lì a dire: “Eeeh Darth, capirai, che novità!”, ma fidatevi se vi dico che è brutto. Di film brutti qua sopra, è vero, ne sono passati tanti e di inutili anche. Poi con tutta la moda dei remake, prequel, reboot negli ultimi anni ne abbiamo riempito le fosse, dato che quasi sempre monnezza inutile si sono dimostrati.

Ah! Quanta monnezza abbiamo smaltito gioiosamente su queste pagine assieme a voi! In primis il mio illustre collega, il cattedratico dei film “che manco al peggior nemico”, l’illustre ed eroico Bongiorno Miike, offerto in sacrificio per voi con la sua maledizione: la temibile “Curse of Miike”.

discarica rifiuti

Bongiorno Miike mentre riordina i DVD

Ma questo film, signori miei, fa specie a parte nel Brutto, è un fuoriclasse: è insalvabile come presupposti, rancido nelle origini e pessimo nella fattura. Non parliamo mica di un instant-movie stile Moccia scritto e girato in tre mesi eh, parliamo invece di un mostro che si è sviluppato nel corso di dieci anni di preparazione, che scopro così essere il tempo di maturazione perfetto da “una pessima idea” fino al “Brutto in senso assoluto”, passando per “un disastro annunciato”. Quindi amici prendetelo come una bottiglia speciale, un “Single Barrel”  di “povertà qualità oro” che apriamo per farci gli auguri.

Inziamo dal lontano principio, ma prima però, come sempre: sigla!

(No non vi metto nulla dalla OST di Easy Rider)

Phil Pitzer è un ricco avvocato di Cincinnati con una fissa per Easy Rider, è palestrato, tinto e con una certa somiglianza con Peter Fonda,  uno di quelli che a furia di dirgli al bar “Aò ma lo sai che sei uguale a Tizio?!” poi basa la sua vita su quello. Costui con una estenuante battaglia legale senza esclusione di colpi si assicura i diritti per il sequel di Easy Rider e già qui si sente odore di guai, perché insomma diciamocelo: quale perverso può voler fare un sequel di Easy Rider?

Jodie+Fisher+Phil+Pitzer+2010+American+Film+obQ1zZ3I8xdl

“Eccomi, chi mi cercava?”

Lo dico da persona che apprezza Easy Rider ma non ne ha il mito intoccabile eh! Da ragionevole entusiasta mi chiedo comunque: “Ma che cazzo ti dice la testa, Phil?”

È un’operazione suicida mettere mano ad Easy Rider, è un film che ha trasceso l’identità di “film” ed è diventato un’icona epocale, musicale, attitudinale, persino motociclistica (quanta gente sapeva cosa fosse un chopper prima del film?). Meritatamente o no è così, e a torto o a ragione è una cosa che è meglio lasciar stare dove sta perché non ne uscirai mai pulito a metterci mano.

E, no, non vale neanche farne un’operazione “postmoderna” come con lo Psycho di Gus Van Sant: non te la faranno passare mai liscia.

In questi casi “Ovunque te ne andrai, qualunque cosa fai, tu sempre pietre in faccia prenderai”, dice il saggio.

Ottenuti quindi nel 2003 i diritti di sfruttamento, solo allora Pitzer rivela l’ampiezza del suo piano… Non era solo uno scaltro avvocato, palestrato e tinto, a caccia di un brand da rigirare a qualche studios a caro prezzo. No! Era un uomo con una visione, uno con un piano: voleva scrivere, dirigere ed interpretare lui stesso il sequel! Altro che Gus Van Sant. Siamo oltre l’amatoriale e l’indipendente: siamo al capriccio personal-ombelicale, al delirio personale di un fanboy ricco.

Il progetto parte nel 2007 con le riprese e si snoda, tra tragedie, rimaneggiamenti e rinvii infiniti per dieci anni esatti, fino al 2013 con l’uscita DTV del film “così come doveva essere” secondo gli autori. Beh se il film avesse dovuto essere brutto fin dalle intenzioni, allora è missione compiuta.

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“Misiòn acumplida. Tranquìlo.”

La trama segue le vicende odierne e passate del fratello di Wyatt “Capitan America” Williams, Morgan Williams (Pitzer appunto), il quale vive da auto-esiliato in Messico e che in seguito ad un’emergenza familiare decide di ritornare negli USA a trovare il padre morente, onorando la memoria del fratello travestendosi da lui e facendosi accompagnare da un amico suo travestito da Dennis Hopper, per la gioia del papà probabilmente. Ci sono flashback (girati male) dagli anni ’50 agli anni ’70 che analizzano il rapporto turbolento della famiglia Williams, la loro passione endemica per le motociclette.

cosplay

“Quest’ anno poi abbiamo fatto il cosplay di Easy Rider, c’è costato un cifrone ma ne è valsa la pena eh”

E basta… Cioè le somiglianze con Easy Rider sono solo nella somiglianza grottesca dei personaggi, nel fatto che ci siano “delle moto che viaggiano in autostrada” e nella faccenda del legame di parentela con Capitan America, che ha un’importanza molto relativa… A chi è , infatti, che vedendo Easy Rider è mai venuto in mente che famiglia avesse Captain America?

Quindi: perché questo film? È brutto da vedere, penoso da ascoltare, girato amatorialmente e scritto senza la minima idea. In alcuni momenti, quelli peggiori, sembra un film porno anni primi anni ’90 ma senza il porno, e nei momenti migliori ha l’appeal di un episodio di Renegade con Lorenzo Lamas.

Non ha nemmeno tutto quello che fa di un biker-movie un biker-movie: c’è droga consumata da gente che dai gesti rivela non averla mai vista manco su internet, nudità da Disney Channel, violenza blanda, monologhi interiori da self-help ed un sentimentalismo da film-dossier.

costumi

“The Costume Department is RRRAGIN’ bro!”

Il “Perché?!” che ho visto riecheggiare incredulo in giro su internet per molto tempo dalla circolazione della notizia, ed esploso con la DVD release, non ha nemmeno la risposta più cruda ma ragionevole di sempre, ovvero: “per farci i soldi”. Perché i soldi qua non ce li faranno, a naso il solo costo dei diritti sarà già maggiore dell’incasso.

Sembra più tutto una scusa per travestirsi e fare una fan-fiction ad alto costo su Easy Rider, un cult tirato in ballo da un’egomania ipertrofizzata, a suon di soldi cacciati di tasca propria.

carotecosta

Caro t’ è costato levarti ‘sta soddisfazione, Phil

Se ci pensate il film originale si conclude, prima della morte (?) dei due protagonisti, con una riflessione ambigua sulla loro recente condizione, i quali ormai avevano svoltato i soldoni ed erano in procinto -forse- di cambiare vita grazie a questa ingente somma, e questo avrebbe significato fottere per sempre quello stile di vita celebrato in tutta la prima parte del film. Quel “We blew it” iconico e magistrale che chiude i giochi in Easy Rider, quell’ “Abbiamo mandato tutto a puttane” implicitamente per colpa dei soldi.

Quella considerazione e la successiva morte brutale dei due protagonisti, sancivano la fine dell’illusione degli anni ’60. L’inizio del film era l’apologia del sogno di quegli anni, mentre la fine ne è la cronaca del tramonto, “la strada” da lì in poi sarebbe diventata quella individualista, nichilista dei Vanishing Point o crepuscolare dei Two Lane Blacktop. Benvenuti negli anni ’70, insomma, nella “me generation” e nella disillusione.

Quel “We blew it”, dicevo, mi è risuonato sarcasticamente in testa più volte guardando questo filmetto, brutto fuori e pure dentro.

Come dici Dennis?

bird

Dennis Hopper appears here courtesy of “quando ce vò ce vò”.

DVD-Quote suggerita:

“We blew it”
Darth Von Trier, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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15 Commenti

  1. Past

    Almeno blues brothers 2000 aveva le canzoni e i musicisti che non rendevano la visione totalmente inutile…qui invece nisba a quanto pare…

    Easy rider cult immortale…personalmente ad ogni sparata che mi faccio in macchina o in moto la scena iniziale del film mi torna in mente sempre!

  2. Biscott Adkins

    Buon anno anche a te Darth!
    Quando ho visto la locandina del film in questione pensavo fosse uno scherzo di qualcuno; quando ho scoperto che era vero mi sono messo in un angolo a piangere….
    Comunque in che senso ‘c’è droga consumata da gente che dai gesti rivela non averla mai vista manco su internet’? Vengono sovvertite le basi dell’assunzione di stupefacenti oppure gli effetti sono totalmente inventati tipo euforia e voglia di fare dopo assunzione di Marijuana?
    Vabbè corro a recuperarmi Two Lane Blacktop che manca.

  3. Io mi sono perso nella foto del tizio con le due bionde: la bionda a sinistra sta palesemente cercando di storcergli le dita perché ritiene che la mano sia troppo in basso! Già la foto è un WTF!

    Questo avvocato è un eroe!!!

    Cordialità

    Attila

  4. Anchio fossi ricco e sfondato farei come lui. La Stima.

  5. dino riise

    bentornato darth! l’avvocato sembra la versione ultimate del cantante dei pooh

  6. Hayao Mikakazzi

    Sì, anch’io, forse non avrei fatto i lsequel di Easy Rider, ma mi sarebbe piaciuto fare il Robbie Rodriguez + attore nella parte principale nel remake di The One.

  7. Lobo

    Hola hombre! Bentornato su i400Calci! Non sapevo dell’esistenza di questo film… Certo che alcuni produttori (?) non hanno alcuna vergogna! Ho apprezzato tantissimo il link ‘Single Barrel’, you know…

  8. Rispetto per la follia homeriana dell’avvocato. Per quanto, pur adorando “Easy Rider” e (quasi) tutta la filmografia di Dennis Hopper, c’avessi i soldi io da buttare mi darei piuttosto ai sequel dei film di Russ Meyer.

    Ma piuttosto: il simil-Billy/Dennis Hopper è nientemeno che Jeff Fahey.
    Lui è un altro mito: frequenta da sempre la serie C del cinema con quell’aria triste da vero attore ex-famoso che ha imbroccato un paio di film ad inizio carriera e che ora accetta malinconicamente di girare dieci film all’anno. Un tipo alla Michael Madsen, no? Poi si fa mente locale e ci si accorge che non è mai stato famoso e non ha mai imbroccato un film che sia uno. A meno di non voler considerare “Il tagliaerbe” un mito al contrario o mettergli in conto un bel film di Eastwood (Cacciatore bianco cuore nero), ma tra i meno noti e dove comunque nessuno ricorda mai che a fianco di Clint c’era anche lui.

  9. Calvin Clausewitz

    Estendo il WHY alla recensione, e’ stata aperta una sezione “trash”???

  10. Il Reverendo

    vanishing point, quello si che è un film della madonna. per tanti versi anche superiore a wasy rider. e two lane blacktop è sulla lista dei film da vedere da un bel po’, forse è giunto il tempo.

    comunque all’avvocato una certa somiglianza con peter fonda la riconosco, ma non guarderei mai questo film, nè tantomeno mi farei difendere in tribunale da un tipo del genere!

    anche se da un certo punto di vista meglio il cosplay di easy rider che quello di naruto, su quello non ci piove…

  11. Sly Raccon City

    Quoto sopra, non mi sembra molto calciabile o sbaglio? Adesso non insultatemi, ma per esempio La desolazione di Smaug mi pare sia più inerente al sito e nessuno se l’è cagato

  12. In effetti la recensione di La desolazione di Smaug me l’aspettavo qui

  13. jena123

    @TOMMASO Stavo appunto pensando a cosa farei se fossi ricco sfondato come ricco fanboy al cinema,avevo in mente una marea di cose e poi ho letto il tuo messaggio,ho pensato… meno male che non sono l’unico ad’avere di queste fantasie,ce tanta gente la fuori che come me vuole più tette e più sangue. IO produrrei al volo film d’animazione con personaggi di Meyer che si mischiano,tipo l’agente Margò che si reca su in Canada per un’indagine e va a dormire a casa di Vixen e via cosi discorrendo,come ho scritto da qualche parte qualche giorno fa girerei un film di Druuna domani stesso magari con la tecnica del Performan Capture,o magari un film live action su Heavy Metal con protagoniste tipo Hitomi Tanaka o Sexy Venera. Girerei l’horror tratto dal fumetto Watchmen Il vascello nero e poi…. ok basta se no non finisco più. Fanculo il maledetto PG 13,la vera rovina di questi tempi.

  14. kyokuto ziokan

    Il pilota di riserva di lost deve passarsela proprio male se ha accettato un contratto per un film così di merda.

  15. Beh, ma augurarsi di vedere recensioni di altri film nulla toglie a un doveroso riconoscimento di coraggio dei 400Calci, per l’aver visionato una roba del genere (importante testimonianza dell’avvento dell’Apocalisse, che se non qui, dove?). Cose da raschiarsi via gli occhi con un pelapatate pur di non soffrire oltre (le ricostruzioni storiche! L’Orrore… l’Orrore…).
    Però il forte legame con il classico c’è nell’uso della DROCA: massiccio e imprescindibile tra gli attori per l’interpretazione dell’originale, massiccio e imprescindibile tra il pubblico per la visione di questo.

    Non guarderete mai più con gli stessi occhi foto di zia Tilde nel villaggio Alpitur, quando incontrò un pirata maproprioveroveroverissimo.

    P.S. Anche se non ci sono inquadrature di cadaveri in Easy Rider, credo che la morte dei due nel finale sia da darsi tristemente per certa. Almeno a me non sembra ci sia un voluto spazio per altre ipotesi.

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