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Se scappi ti esplodo AKA la recensione di Mission: Impossible – Rogue Nation

I crismi.
Mission: Impossible – Rogue Nation inizia all’aeroporto mentre tutti si chiedono dove cazzo sia Ethan Hunt, c’è il più classico dei “carichi pericolosi” che bisogna evitare parta a bordo di un aereo. C’è chi sta mimetizzato nell’erba (Pegg), chi armeggia con le comunicazioni vicino ai trasmettitori (Rhames, mai più inutile di così in un film) e chi sta alla sede centrale e monitora tutto (Renner, finalmente con il giusto equilibrio di “mi si nota ma non disturbo”), nessuno però riesce a poter fare niente per impedirlo, il carico sta partendo e tutti si chiedono dove cazzo sia finito Ethan Hunt. Arriverà a sorpresa (??) all’ultimo secondo camminando sulle ali dell’aereo in partenza con sotto il tema di Mission: Impossible e poi rimarrà attaccato fuori dall’aereo come abbiamo visto un milione di volte nei trailer e nelle foto.
Praticamente l’arrivo della cavalleria all’ultimo, il vero classico, l’entrata in scena fomento che si chiude con altrettanta enfasi (e poi parte la sigla, come fosse un pezzo dei calci).

Che poi non è tanto il decollo, è poi in volo evitare gli uccelli

C’è subito una cosa da dire su questa prima scena in cui c’è tutto quello che verrà e che è in grado di rappresentare alla perfezione questo nuovo quinto capitolo della serie: è la scena che più si sono giocati durante la promozione, quella che “Tom Cruise sta davvero attaccato all’esterno di un aereo in volo”, ed era prevedibilmente la più scialba, perchè tutta centrata su un elemento spettacolare di marketing. Invece è straordinaria per tempi, ritmo e idee visive. La partenza dell’aereo con lui attaccato funziona benissimo, ha un punto di inquadratura fantastico e la maniera in cui sono gestiti i tempi di attesa è magistrale. Rogue Nation è tutto così, pieno di cose clamorose gestite alla grande.
Ovviamente è la pre-credit scene di James Bond, nè più nè meno, del resto tutto M:I nasce per avere uno 007 alternativo e negli anni supera la (stanca) saga britannica. Questo quinto capitolo è legatissimo a Bond, forse è il miglior film di James Bond degli ultimi anni, perchè, come già il quarto di Bird, accetta la propria natura esagerata, abbraccia l’etica Marvel del divertimento nell’azione e del prendersi in giro. La sola idea di un gruppo di persone che sventa la partenza di un misterioso carico con attrezzature tecnologiche esagerate sembra far ridere loro per primi, e va bene così.

Prove a supporto: una jackiechanata fatta nella maniera giusta

Prove a supporto: una jackiechanata fatta nella maniera giusta

Potrei starvi a raccontare poi della trama ma a chi frega qualcosa? M:I è una saga fatta di scene e momenti e Rogue Nation è pieno di ottime sequenze legate insieme in maniera poco convenzionale. Viene da pensare che McQuarrie l’avessero legato e imbavagliato per anni per tenerlo lontano dalla regia e che lui di contro si fosse tenuto tutte le idee migliori per quando ci sarebbe arrivato (se ricordate già Jack Reacher aveva diversi momenti ottimi).
La storia del cinema di spionaggio potrebbe essere raccontata attraverso l’evoluzione del rapporto, quasi sempre inutilissimo, tra protagonista d’azione e donna della situazione. Dal funzionalismo degli 007 originali, fino al coinvolgimento sempre più deciso delle ragazze nelle scene d’azione (ma come suppellettili) fino a questo M:I che, suona strano scriverlo sui calci, ha capito tutto del romanticismo virile. Non quello che accade e che i due fanno, ma quello che vorrebbero e non accade, la maniera in cui si adoperano per e anelano a qualcosa che non succederà, senza dirlo mai. Le uniche volte in cui si toccano (geniale) è in momenti concitati di fuga o combattimento eppure la maniera in cui lo fanno, in cui si avvinghiano è esagerata, morbosa, sessuale e me l’ha fatto venire duro. Bravi! E in più non interferisce con quello che ci interessa davvero: le esplosioni.

Il momento in cui ho capito di essere davanti ad un film romantico in cui ci si può innamorare

Il momento in cui ho capito di essere davanti ad un film romantico in cui ci si può innamorare

Ancora di più, la vera e ultima dimostrazione del fatto che McQuarrie ha capito il segreto di pulcinella delle scene d’azione sta nella maniera in cui le usa per raccontare qualcosa. Non si fa a botte o non si fa esplodere qualcosa tanto per farlo, ma lo si fa perchè nel farlo si scopre qualcosa di importante della trama. È quel che accade in tutto Terminator (il primo), dove il racconto è fatto scappando, ma anche in Mad Max: Fury Road o ancora nell’incontro finale di Rocky IV, nel quale la maniera in cui si menano genera un twist narrativo (a sorpresa il pubblico passa dalla parte di Rocky). Rogue Nation ha una delle più belle scene d’inseguimento in moto mai viste, forte, potente e dotata di una maniera di rendere la velocità e il rischio invidiabili (ma solo parzialmente reale, ci sono molte cose al digitale sebbene Cruise realmente andasse in moto a buona velocità senza casco) e questa finisce con un colpo di scena che svela indirettamente un tratto della relazione tra Ethan Hunt e la sorca britannica di turno. Idem a parti rovesciate, per un altro momento davvero ben calibrato che è la lunga sequenza sott’acqua (ciak di 6 minuti alla volta da fare davvero in apnea per Cruise, un nuovo standard di lotta alla vecchiaia), tutta giostrata tra aspettativa e risultati.
Paradossalmente dando molto meno spazio alla linea romantica McQuarrie la esalta. Tutto il film, volendo, è leggibile come la tipica storia d’amore. Incontro, corteggiamento, innamoramento, idillio e rottura. Eppure nessuno dice niente e tutte queste fasi avvengono in scene d’azione in cui muore un sacco di gente, ognuna porta avanti una fase diversa.

La grande metafora

La grande metafora

Ma infine mi sento in dovere di spendere due parole per l’altra sequenza fondamentale del film, forse la più clamorosa in assoluto: i circa 20 minuti nell’Opera viennese. Quante volte abbiamo visto scene di tensione durante concerti di classica o l’opera? Troppe. Quante di queste citano L’uomo che sapeva troppo? Tutte. McQuarrie ne gira una praticamente identica a quella di Hitchcock solo pompata, come se le avesse somministrato della droga. C’è un omicidio da sventare ma i cecchini sono due, ci sono le botte sopra il palco (niente di più classico) ma c’è anche una confusione totale delle parti (chi spara a chi? perchè e da dove??) e una gestione dei tempi inusuale. Invece che correre come un matto, McQuarrie riesce in mezzo alla sequenza a fermarsi più volte, sfrutta la musica, non ha intenzione di fare solo delle botte ma di nuovo vuole raccontare qualcosa in mezzo. Come fosse sotto anfetamine alterna momenti di esaltazione pura ad attimi in cui rimane imbambolato davanti ad un’apparizione quasi eterea tra le scenografie, con in sottofondo la più banale delle Turandot (Ma il mio mistero è chiuso in meeeeeee…..). Chiusura con ironia. Perfetta.

Alla fine di tutta la fiera a questa lunga serie di straordinarie scene uniute dal leit-motiv dell’amicizia virile e della sete inappagata di fica che gli vuoi dire? Niente. Che è il miglior capitolo della serie e lunga vita a McQuarrie!

Dvd-quote suggerita:

“La storia d’amore con più vittime di sempre”
Jackie Lang, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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154 Commenti

  1. Will Gaiman

    Che sorca lei. E che ganzo lui, pure io da domani inizio una dieta a base di placenta. E che bello il film. Migliore della saga.

    • John Olmos

      Sono uscito dal cinema pronto a salire sull’ala di un aereo Ryanair; dopo il primo di DePalma (che per me rimane inavvicinabile), è sicuramente il migliore della saga per ritmo, personaggi e spettacolarità. Mi ha deluso un po’ lo scontro finale, per come Sean Harris si è fatto uccellare da fesso, dopo avercelo presentato per tutto il film come un genio calcolatore.
      La Ferguson bona da stare male.

  2. Steven Senegal

    A parte qualche caduta di ritmo, è un filmetto godibile. Stanno un po’ giocando al rialzo col wtf cafone ma tant’è. Scene dell’inseguimento in marocco da mangiarsi i gomiti e la giusta ridarola qua è là. Punto debole del film, il villain bonolis

    SPOILER
    che alla fine cosa avrà mai fatto di così terribile sto mentecatto, tra il perdonare in continuazione la fregna dei servizi uk e uccidere una commessa costretta a fare i turni di notte in un negozio di vinili nell’epoca del download digitale selvaggio (insomma, se accetti un lavoro così un po’ te la stai cercando)?
    È na macchietta che fa il verso al simon di jeremy irons e tutta la pantomima allestita alla fine per catturarlo ha dell’inaccettabile. Ok rendergli pan per focaccia ma far passare un po’ di gas dentro un camerino di zara sigillato come il peggiore degli affronti, tanto da voler a tutti i costi restituirgli il favore… mah, guarda, davvero mah
    FINE SPOILER

    • Schiaffi

      Quoto tutto e rilancio con una denuncia sociale contro la scena d’apertura risolta in meno di 5 min che nonostante l’assenza di cgi mi ha lasciato cmq con la poker face.

    • BohBeh

      vedo che non sono l’unico ad aver notato il “villain Bonolis” haha non guarderò mai più Avanti un Altro con gli occhi di prima. comunque cercando il nome era anche in Prometheus, ma era IRRICONOSCIBILE rispetto a qua (era il tizio col barbone rosso)

      il film comunque è notevole. ma non spiegano come ha fatto Hunt a memorizzare tutti quei dati. per me si è sniffato i trucioli della chiavetta mentre veniva trapanata.

    • Io non ci avevo pensato all’inizio, ma dopo aver letto il commento di Bomblatur è diventata inevitabile l’associazione e sono diventato un evangelist di Bonolis. Long Live Bim Bum Bam.

    • Fra X

      Oddio, sembra veramente il gemello malvagio di Bonolis! °_O XD

  3. Steven Senegal

    A proposito, ma quand’è che tornate? Ok che non c’è nulla di notevole questo mese ma di questo passo qua finiamo a vederci il film dei suppostoni gialli

  4. Il personaggio della Ferguson, per il fisico di lei e per come è gestito, è una delle più belle sorprese del film. Senza ricadere nello stererotipo della Lady Killer che castra il maschio fallocentrico bla bla bla, pienamente inserita nel genere senza troppi ammiccamenti scemi, una uallerona con i muscoli disegnati da Frank Frazetta che guizzano su qualsiasi superficie, che me fa venire i sudorini della dolce morte ogni volta che appare su grande schermo anche se potrebbe uccidermi con una schicchera in mezzo alla fronte (forse PERCHE’ potrebbe uccidermi con la schicchera).

    Mi piace molto che a livello funzionale sia il Tank della situazione, il power ranger picchiatore, quello che negli anime è sempre un ciccione turdo, ruolo mediamente appannaggio puro maschio: l’alleato che mena più del protagonista e abbatte lo scherano grosso del cattivo Bonolis.

    In pratica è Bautista, ma più desiderabile sessualmente. Bravoh!

  5. Hai capito esattamente come stanno le cose. È così.
    Essere badass non è il fine ma il mezzo per arrivare da un’altra parte. Fare quello che fanno tutte le ragazze-spalla-violente ma per comunicare qualcosa stavolta.

  6. Viola

    Lei è fighissima, preparata e finalmente un personaggio femminile che non è la solita damsel in distress ma agisce, esattamente come farebbe una donna preparata per questo. Bene bene bene!

  7. Cristoforo Nolano

    Buon film, ma continuo a preferire il primo e il secondo della serie.

    P.S. Ma far tirare quattro calci a Renner faceva così schifo?

  8. Fortebraccio

    Allora…
    NO! Non mi é piaciuto per niente; siamo rimasti molto delusi dal film.
    Poco ritmo, storia inconsistente, cattivo ridicolo, intreccio problematico, troppe, troppe scenette comiche a beneficio della platea sghignazzante.
    Salvo inseguimento in moto (francamente eccezionale) e lei, la nuova venere albionica, strepitosa e sexy come poche altre eroine del grande schermo.
    Peccato che anche il suo personaggio sia risibile, l’infiltrato meno credibile della storia del cinema: Vien da chiedersi se il (patetico) cattivo capo non l’abbia smascherata e uccisa solo perché lei é terribilmente gnocca o lui definitivamente mentecatto.
    In conclusione, attendiamo con ansia il Bond salvatore: Liberaci James dalle battutine e dalle stucchevoli faccette di Pegg!

  9. Augusto

    Dopo metà film ho avuto l’impressione di stare guardando I MERCENARI(che mi fanno schifo)…

  10. C’è una scena di dialogo in cui inquadrano Cruise in primo piano per un po’ (mi pare sia all’inizio, quando è in cella, ma potrei sbagliare).
    Sembra che abbia un naso da clown incollato sulla faccia.
    A metà del setto nasale c’è una riga e poi c’è sta patata tonda, più rossa del resto della carnagione. Non riuscivo a distogliere lo sguardo.

    Per il resto il film mi ha un po’ deluso, credo soprattutto per via della rece che me lo vendeva come super. Per me ci sono un botto di cose buone, ma alla fine la storia è un po’ noiosa ed il tutto è tirato eccessivamente per le lunghe.

    Mi sono divertito di più con Ant-man, per dire.

    • Simo

      Ciao Bello,

      a me Mi:5, assieme a Spy sono stati i due migliori film che ho visto questa estate! Evita accuratamente di leggere la recensione di un film che vuoi andare a vedere al cinema, se non vuoi rimanere deluso

      Ciao!

    • Fra X

      Oddio, dipende. A volte quando è negativa poi il film si rivela una sorpresa! ^^

  11. Magari

    eeeh beh: sono andato a vedere Minions ieri sera al cinema, ma il primo tempo è stato sufficiente a farmi rinsavire e ho cambiato sala su M:I 5 – e devo dire molto meglio.

    A parte la storia pretestuosa (il cattivonissimo che grazia l’eroina 3 volte? i vari maccosa sparsi? Lo smacco della vetrina di Zara?) il film si lascia guardare anche con gli occhi sbriluccicanti di entusiasmo.

    Insieme ad Ant Man direi che abbiamo sfangato una estate di filmettini d’azione che difficilmente lasceranno tracce, ma mi hanno regalato tanto entusiasmo per il genere!
    Viva i filmetti d’azione così!

    PS: Jackie Lang, la metafora del corteggiamento e del rapporto tra i protagonisti è magnifica, Magnifica! bravissimo, mi hai cambiato la prospettiva sul film prima ancora che lo vedessi, e per una volta non ho nulla da lamentarmi di questo.

    Magari

  12. jax

    Appena visto. Ottimo film, le scene in moto e all’opera veramente paseschew. Che gnoccolona la ferguson.

  13. Zen My Ass

    Visto ieri sera e piaciuto tanto: divertente, veloce, pieno di stunt incredibili, non si prende mai sul serio. Potrebbe tranquillamente essere il migliore della serie: un paio di spanne sopra il quarto senz’altro (diretto meglio e piu’ compatto e solido di Ghost Protocol, che alla fine era solo una serie di grandi scene d’azione).

    Sulla scena dell’Opera di Vienna si e’ detto tutto, e’ una sequenza magistrale: McQuarrie si e’ superato. Ferguson e’ il cuore pulsante del film, tosta e fragile allo stesso tempo, manipolatrice e manipolata, in piu’ fighissima e brava.

    Non tutto funziona, il villain e’ purtroppo debole (stesso problema di un po’ tutta la serie), la trama regge a fatica (ma non stiamo parlando di un film dei Coen alla fine), ma la formula e’ perfetta: mi piace come Cruise si ponga come un primus inter pares, piuttosta che stella indiscussa. Tutti hanno il loro spazio e il loro senso all’interno del gruppo.

    Boh, il film funziona e diverte, che volere di piu’.

  14. BellaZio

    Ottimo, migliore della serie no, ma ottimo. Il 4 faceva pena per me invece, il peggiore in assoluto.

  15. Fra X

    “abbraccia l’etica Marvel del divertimento nell’azione e del prendersi in giro.”

    Ed anche il non usare più i numeri nei titoli. XD Sembrano ormai un pò passati di moda. F&F ci giocava, ma nell’ ultimo li ha abbandonati anche questa saga. Pure GS ha ceduto! Peccato perché prima quasi solo la saga di Batman e die hard mi pare non li usassero.

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