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L’orco non è così brutto come lo si dipinge: la rece di Bright

«Le fate del ghetto, zio…»

A Los Angeles “l’orco” di solito è quello che deve stare ad almeno un chilometro dalle scuole elementari e dai parchi giochi.

Secondo Max Landis, Artista della Metafora, “l’orco” a Los Angeles è invece un vero orco, orecchiette appuntite e pelle verde e fissa con i clan e il sangue. Un Uruk-Hai, un cazzo di Uruk-Hai che ascolta i Cannibal Corpse e va a ballare nelle disco rock con i motociclisti. E se la polizia lo ferma stai sicuro che scatta la perquisa, magari due botte in faccia, un proiettile. Sapete come si chiama un orco che finisce a fare il poliziotto? “Traditore”, o “codardo”. Sapete cosa, invece, per qualche motivo non cambia mai, neanche nella Los Angeles di Max Landis, Pittore di Simboli, questa Los Angeles dove le creature fantasy vivono spalla a spalla con gli esseri umani e nessuno batte ciglio? Le gang di latinos, quelli sono sempre criminali e ascoltano l’hip-hop in spagnolo e sono tutti tatuati e fanno brutto. Tipo gli orchi, solo che siccome sono umani e non orchi nessuno batte ciglio.

È un gran pasticcio, questa Los Angeles di Max Landis, Acrobata della Cultura Pop. Un luogo di brutalità e bacchette magiche, dove Noomi Rapace Ariana è l’1% e vuole evocare un certo Signore Oscuro per motivi non del tutto chiari visto che appartiene alla classe sociale dominante e sembra passarsela piuttosto bene. Un mondo fantasy stupidissimo che immagina non solo la coesistenza di umani, elfi, orchi e altri ammennicoli, ma che questa coesistenza non abbia avuto alcun effetto sullo sviluppo socioeconomico, culturale, politico dell’intero pianeta. Los Angeles è sempre Los Angeles e l’LAPD è sempre l’LAPD, Napoleone ha sempre perso a Waterloo e Carlo Magno è sempre stato incoronato nell’800, solo che in più ci sono gli orchi e gli elfi. Un baraccone di world building di una pigrizia unica, sul quale Landis, Scrittore, innesta una storia di amicizia tra poliziotti e accettazione del diverso che dovrebbe risuonare metaforica e simbolica e importante ma che, di fatto, si riassume in quella che ho appena deciso diventerà la SIGLA!

Sono stato cattivo cattivissimo prima, vero? Un po’ Bright se lo merita, soprattutto se lo merita Max Landis che più passano gli anni più si convince di essere un genio sovversivo, e avrebbe bisogno di qualcuno che lo rimettesse al suo posto. Il che significa anche ridimensionarne il contributo: d’accordo, l’idea di Bright è sua, il pitch con cui lo vendi a chiunque, «facciamo un film di poliziotti solo che uno dei due è un» «nero in cerca di riscatto sociale?» «orco in cerca di riscatto sociale» «tipo quelli di Tolkien?» «sì», e Netflix ha pagato una cifra spaventosa per la sceneggiatura.

Ma nell’istante in cui il progetto è passato di mano ed è diventato “il prodotto Netflix più costoso di sempre”, Bright si è trasformato in un sacco di altre cose: un Film Di Will Smith, prima di tutto, quella categoria dello spirito che fa sì che Will Smith interpreti da anni sempre lo stesso personaggio in tutti i suoi film, da Sette anime a Suicide Squad – il padre di famiglia con il figlio/la figlia da proteggere e le scelte difficili davanti. Un film di David Ayer, anche (e sorprendentemente). L’inizio di un nuovo franchise e una produzione Netflix molto francamente da sala, se non nella distribuzione quantomeno nell’intento. Una specie di mostro di Frankenstein di interessi più o meno collimanti, una condizione che paradossalmente riesce a fare del bene al progetto: Bright è troppo impegnato con il suo equilibrismo per avere il tempo di andare a fondo di metafore e simboli che non reggerebbero a un’oncia di analisi, e preferisce galleggiare nella mediocrità e nel divertimento da fast food (una sparatoria interessante qui, un dialogo più brillante del solito là).

«Cosa vedi?» «Un orco»

È davvero, in molti sensi, poco più di un film di David Ayer, un ennesimo End of Watch con meno camere in macchina a seguire le quotidiane conversazioni tra i due protagonisti e più bacchette magiche. Will Smith è Ward, al quale hanno appena sparato probabilmente perché il suo partner, un orco, ha salvato la vita a un fratello con la pelle verde invece che arrestarlo. Joel Edgerton è Jakoby, il suo partner, un orco. Il dipartimento di polizia vorrebbe vedere l’orco morto; a Ward basterebbe che lo licenziassero. Cosa deve succedere perché i due finalmente si avvicinino e si capiscano e diventino, forse, persino amici? Una Profezia!, e l’arrivo di Elfa McGuffin, che porta con sé una bacchetta magica di proprietà di Noomi Rapace Ariana. Segue David Ayer che fa un remake virato al blu di Blues Brothers: i due poliziotti fuggono in giro per la città perché hanno la bacchetta e nel tragitto si inimicano chiunque, e vengono inseguiti da orchi, poliziotti incazzati, agenti federali e gang di sudamericani, fino al Grande Scontro Finale per salvare Elfa McGuffin e sconfiggere Noomi Rapace Ariana.

Per qualche motivo che credo abbia a che fare con la professionalità, o con il perdere le scommesse, Ayer affronta questo pastrocchio con la faccia serissima di quello che non vacilla neanche di fronte a questo:

Sopra: Uruk-Hop.

E gira quindi un thriller urbano tesissimo e a tratti persino brutale, popolato da figli di puttana corrotti e gentaglia senza morale, un buco nero nel quale Ward e Jakoby galleggiano come i due stronzi da nulla che sono, provando a non annegare. A tratti assomiglia sospettosamente a quello che il secondo atto di Suicide Squad voleva disperatamente essere: una storia minuscola e quotidiana nella quale l’elemento soprannaturale è integrato con maestria e trattato come parte del substrato, non come la stranezza sulla quale puntare il riflettore.

Poi però arriva Will Smith che ci parla di sua figlia. O arriva un altro spiegone, l’ennesimo, a base di bacchette magiche e Signori Oscuri. O una battuta che non fa ridere. Bright inciampa in continuazione, su se stesso e sulle sue ambizioni, e sulla confusione creativa e ideologica; e David Ayer, che poverino ce la mette tutta per salvare la baracca, sta cominciando a farmi tenerezza. Eppure davvero, alla base di tutto c’è un approccio così stronzo e superficiale alla scrittura fantasy che il fatto che il risultato finale sia innocuo, salvato dalla mano del suo regista e, tutto sommato, dal talento dei suoi protagonisti, è quasi lodevole. Con Orgoglio, pregiudizio e zombie, per dire, era andata peggio.

«Oh…» «Già»

Ma quindi, alla fine, questo Bright è davvero “il peggior film del 2017” e la dimostrazione che l’apporto di Netflix al mondo del cinema non è più solo innocuo ma attivamente dannoso? O è un prodotto di qualità media, un’ottima confezione intorno a un cioccolatino di merda che risulta piacevole finché si lecca solo la superficie e non ci si affonda tutti i denti? Grazie della domanda, la risposta è sì. Anche perché le storie originali servono come il pane, oggi.

Magari, ecco, smettiamo di farle scrivere ai cretini.

DVD quote:

«David Ayer salva storie cretine: The Movie!»

>> IMDb | Trailer

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87 Commenti

  1. Pete Bondurant

    Pensavo peggio. Dategli tre o quattro seguiti di tempo poi Tarantino Fincher e Mann vorranno metterci mano

    • Norton Antichrist

      Sì beh, in effetti il sogno di Tarantino/Fincher/Mann è quello di girare un film di poliziotti&orchi come si deve.

  2. Anonimo

    Quando ho sentito la prima volta del progetto, ho pensato “Shadowrun. Ci ho già giocato. Mi pareva scritto meglio del film”.
    Non so se ce la faccio, ora trovo insopportabile la categoria “film di Will smith”.

  3. sarcazzo

    Invece non è per niente malvagio, ma da ste parti si tende a considerare capolavoro wheelman… bah!

    • Pitch f. H.

      Se non erro, la recensione di Wheelman è stata abbastanza positiva, ma non certo esaltata come al cospetto di un capolavoro.

      E, per quel che può valere, per me Wheelman è, paradossalmente, il film meno calcista di sempre.

    • GGJJ

      Anche secondo me alla fine non è del tutto malvagio, ma questo lo dice anche la rece. Ma Wheelman cinematograficamente è di un altro livello..

  4. Riccardo

    La compagnia dell’anello aveva lo stesso budget. Shape of water è costato un quarto. Netflix dovrebbe farsi qualche domanda.

  5. Ciak Norris

    ma ci sono le esplosioni verdi?
    gente che entra ed esce volando?

  6. Lucas Leivaitiotispacco

    Tutto ciò che ha in seno “insulti a Max Landis” ha la mia approvazione e il mio consenso a prescindere

    • Bradlice Cooper

      Guarda, ero venuto a scrivere un commento originale, ma il tuo riassume perfettamente il mio punto di vista.

    • Fra X

      Io ormai sono fuori dal giro. Che ha fatto mò di male il figlio di John Landis? XD

  7. Pitch f. H.

    Cito dalla recensione:

    “[…] questo Bright è davvero “il peggior film del 2017” […]?”

    No, perché comporterebbe in ogni caso associare questo imbarazzante vomito dal culo al termine “film”.

  8. sarcazzo

    Parlando di wheelman si sono messi in discussione Drive, baby driver e quasi tutti i film dove qualcuno guida dopo una rapina, mi pare abbastanza per un film dove il massimo dell’azione è inquadrare un cerchione. In confronto Bright è Kubrick.

  9. Cristoforo Nolano

    Al netto delle contaminazioni fantasy un buddy cop discreto, con un Will Smith meno orrendo del solito. Non mi spiego però per cosa sia stato speso il budget (anche immaginando un ingaggio stratosferico per il principe di Bel-Air).

    • Donnie Harlin

      Mi sono chiesto la stessa cosa alla fine del film (che mi aspettavo molto più fantasmagorica), davvero non capisco come possano aver speso tutti quei soldi, viste le scenografie piuttosto innocue e l’apparente scarsità degli effetti digitali…boh?!

  10. Past

    ma questi veramente senza cinema, senza home video, senza vod, riescono a rientrare da un investimento cosi importante…90 mioni…con i soli abbonamenti…?

    ho i miei sinceri dubbi.

    sul film, prima o poi si guarda, però ayer ho è il regista più sfigato del mondo a qualche sistematicamente i producer cattivoni rovinano sistematicamente film, oppure è un tantino sopravvalutato…

    • Steven Senegal

      di sicuro sceglie a cazzo

    • Zaku

      Hanno già ordinato il sequel, quindi…

    • Pitch f. H.

      Con quasi 110 Milioni di abbonati worldwide (fonte: https://www.statista.com/statistics/250934/quarterly-number-of-netflix-streaming-subscribers-worldwide/ ), ognuno dei quali paga un minimo di 8 dollari/mese, direi che possono permettersi questo e altro…

    • Il Reverendo

      ma non è che sceglie a cazzo, ha sfiga con i produttori. il film con arnold poteva davvero essere un capolavoro se non ne avessero tagliato una roba come 40 minuti per poi rimontarlo in modo da cambiare le dinamiche dei personaggi. e anche così è venuto fuori un film godibilissimo, cazzuto e violento.
      suicide squad sulla carta poteva essere pure quello un filmone. me lo immagino ayer ad insistere fino all’ultimo perchè glielo lasciassero fare violento e non pg13,e poi l’inculata finale di togliergli di mano il film senza lasciargli proferir verbo sul montaggio finale, fatto da gente che con il montaggio dei film non c’entra una minchia, e che gli ha tagliato via intere sottotrame. si trova su internet l’elenco delle scene tagliate all’ultimo e reimmaginandolo con quelle sarebbe venuto fuori dieci volte meglio di com’era. sono sicuro che nel bidone dei rifiuti di qualche produttore di hollywood giace il montaggio iniziale di ayer e che è un film della madonna che non vedremo mai.
      e il resto della sua roba io lo salvo tutto, senza mezzi termini.

    • Steven Senegal

      bè vabbè io però non so quanto possiamo credere al fatto che di punto in bianco arrivano i produttori cattivi e gli stravolgono il lavoro o gli impongono il pg13 senza che ci fosse una qualche indicazione o accordo iniziale. E anche fosse, è un tale regista e perché no autore della madonna, che dovrebbe avere pure il peso e la forza di opporsi alla distruzione del suo operato. Se così è. Di sicuro non è un piangina come Padilla, altro tizio con una sua visione autoriale che con il remake di Robocop ha dato la colpa ai produttori cattivi mangiabambini. Ma se poi alla fine il nome in cartellone che risulta un po’ danneggiato è il suo, qualche domanda se la dovrebbe pure fare eh

    • Steven Senegal

      e a me piace da morire eh, end of watch poi il dvd me lo rivedo spesso

    • Il Reverendo

      @senegal
      hai ragione, la cosa del pg13 è una speculazione mia, il montaggio che è stato affidato a quelli del trailer è cosa nota, poi non è dato sapere quanto e se lui si sia opposto o visto che comunque è stato pagato fior di paperdollari abbia fatto buon viso a cattivo gioco. lui comunque ha avuto le palle di dire che il film era suo e non ha incolpato nessuno.

      quello che dico è che quando gli lasciano libertà a me piace di brutto.

      ecco, avevo dimenticato che ha fatto anche fury, bello cazzuto pure quello.

    • Steven Senegal

      madonna se è una bomba fury

  11. Djenco Unchained

    Concordo di massima con la rece. Ad oggi – a fronte di una produzione di serie TV ottima – gli unici film Netflix degni di menzione credo siano il già segnalato Hell Or High Water e il non calcista The Meyerowitz Stories (ma a me la combo “commedia con ebrei a New York” rapisce sempre). Bright alla fine mi ha divertito soprattutto per quella boutade di fare Arma Letale con gli Orchi e il richiamo a una serie di topos del genere buddy cop che mi mancavano, anche se ha dei seri problemi di ritmo e coerenza narrativa interna. “Peggior film del 2017” mi sembra l’ennesima iperbole da gregge internettiano, altrimenti Justice League cos’è? Ad ogni modo, un sequel con un migliore world building sarei però curiosissimo di vederlo.

  12. Alimentare Watson

    Mi è piaciuto, prima del finale forse c’è qualche momento che si perde un po’ per strada, ma sono dettagli;
    Sembra però un pilot di una serie tv da 2 ore, molte cose sono accennate ma credo vengano ampliate nel seguito che pare sia già in cantiere.

    (cmq per me “film più costoso di sempre di Netflix” e “peggior film del 2017” escono dalla stessa agenzia pubblicitaria)

  13. Poisoned Ivy

    Stanlio non ho capito:
    “Ma quindi, alla fine, questo Bright è davvero “il peggior film del 2017” e la dimostrazione che l’apporto di Netflix al mondo del cinema non è più solo innocuo ma attivamente dannoso? O è un prodotto di qualità media, un’ottima confezione intorno a un cioccolatino di merda che risulta piacevole finché si lecca solo la superficie e non ci si affonda tutti i denti? Grazie della domanda, la risposta è sì. Anche perché le storie originali servono come il pane, oggi.”

    La risposta è si a tutte e due le domande? Solo alla prima? Solo alla seconda? Perdonatemi ma il lavoro mi ottunde.

  14. Ridley Scotti

    Mah.. io l’ho trovato orribile. Roba che pure Suicide Squad l’ho trovato meglio di questo, perché era scritto più accazzo ma almeno ti strappava qualche risata: questo mi è parso di una pesantezza insostenibile

  15. Finku

    Basta un corto di 8 minuti, ma scritto bene, per fare meglio di Bright, che ha il grande difetto di una scrittura debole e fondamentalmente poco originale, puoi anche spendere 100 trilioni ma senza questa componente la torre non regge. Nel complesso è un film che si lascia guardare, interessante è vedere se i prossimi sviluppi possano apportare qualcosa di positivo, ma per ora mi sembra un investimento esagerato per il risultato ottenuto.

  16. Axel Folle

    boh io al netto di qualche inciampo mi ci sono divertito.

  17. Bolo Hues

    Dal trailer ha un qualcosa di Nazione Aliena con James Caan…

    • Gorgon Gekko

      io ho pensato esattamente lo stesso vedendolo. E’ Alien Nation – Scifi + Fantasy, con una spolverata di Colors solo con Will Smith anzichè Robert Duvall. quelli secondo me erano dei gran bei film, questo è un produttino che promette chissà cosa ma mantiene assai poco.
      Abbiamo il solito villain che vuole distruggere il mondo per farne che? qualche scazzottata, personaggi al contorno che non si capiscono (i federali), personalità tagliate con un accetta arrugginita.
      voto complessivamente basso

  18. Anthony Poppins

    L’etichetta di “peggior film del 2017” credo che paradossalmente l’abbia aiutato.
    Ragionandoci, quanti di quelli che l’hanno guardato, l’hanno fatto solo per curiosità, come quando si rallenta in auto per guardare meglio un incidente stradale, e quanti di questi alla fine si son ritrovati a pensare che non fosse un incidente poi così tragico?
    Se i guru delle rece non gli avessero affibbiato quel giudizio, probabilmente sarebbe finito inosservato nel dimenticatoio.
    Sicuramente non è un capolavoro, ma per passare 2 orette in cazzeggio fa il suo mestiere e sticazzi.

  19. Pretzel Whashington

    Ma soprattutto, la soluzione barbina identica a training day che poi viene messa da parte e non portata fino in fondo, denota davvero, ma davvero una pigrizia pantacruelica.

  20. L'ozio è il padre di Virzì

    Boh… Mi è parso il solito filmetto innocuo buttato nel mucchio. Hai la star da mettere nel cartellone (Smith), il claim giusto (film più costoso di Netflix), il regista di nome in cerca di riscatto (Ayer), l’idea buona e potenzialmente vincente (uomini e fantasy)… Ma il risultato? Un film mediocre. Sceneggiatura che tocca mille punti e ne approfondisce manco mezzo. Non è un fantasy puro, non è un thriller, non è un buddy movie, non è una commedia, non è un film con metaforone. E’ un mix con pochi ingredienti di tutto quanto che annacqua il risultato finale e ne fa uscire una pellicola da domenica pomeriggio da divano e cellulare in mano per il cazzeggio. Leggero e dimenticabile ma non è certo questo che si voleva dal “film più costoso di sempre” di Netflix.

    • Axel Folle

      boh ma sui film Netflix ad oggi le aspettative devono stare a zero. Bright è forse il primo lungometraggio che per lo meno diverte in mezzo a tutta l altra f uffa…

    • L’ozio è il padre di Virzì

      Oh, forse sono io. Alte aspettative e mi sono ritrovato a guardare un filmetto innocuo.

    • Axel Folle

      eh magari quello sì. cioè io mi aspettavo una cazzatella però diretta da Ayer che sul poliziesco è uno che sa gestire i tempi e quello ho trovato.

    • Fra X

      ” Bright è forse il primo lungometraggio che per lo meno diverte in mezzo a tutta l altra f uffa…”

      Già! Sperando poi sia il punto di partenza che faccia diventare Netflix una Carolco, Orion… si prende una storia sulla carta interessante, si prende una star, anche se ultimamente in patria un pochino in declino… così si fa il cinema. Almeno quello che ha sfornato un sacco di filmoni! XD

  21. Elvis Prequel

    Quando ho visto l’icona su Nflix pensavo fosse tipo un documentario su un tipo tatuato alla cazzo de cane, poi ho visto trattarsi di un film di poliziotti con gli orchi, sempre fatto alla cazzo de cane.
    Insomma non l’ho visto. Ma posso capire (ma non giustificare) il pessimo world building, sopratutto se in un film (e non magari in una serie da quattro stagioni) si vuole raccontare altro oltre che al rapporto tra uomo-orco e l’accettazione del diverso e tutte quelle cosette originali lì: insomma, per immaginare una realtà con gli orchi nella società, devi proprio stravolgere un sacco di cose, che in realtà non lo so, ma credo che sarebbe una società completamente diversa. Almeno in District 9 si sono presi la briga di cacciare subito tutti i diversi più diversi nella baraccopoli senza dire “ah”.
    Non guarderò un brutto baddi Cop muvi, non dopo aver visto Hot fuzz da così poco: sarebbe… come dire… ingiusto.

  22. Snapsy23

    Solo per segnalarvi che nel prossimo capitolo di Bright il caro Max Landis non sarà dei nostri. Netflix ha confermato tutti tranne lui.

  23. Donnie Harlin

    Film assolutamente innocuo. Se lo guardi a cervello spento ti passi anche un paio d’ore in serenità (succedono cose a caso, ne esplodono altre, gente che si spara, gente che si mena, auto che si schiantano, la Rapace che spacca culi, etc.), ma se ti menti a riflettere per più di 5 secondi sulla sceneggiatura il tutto si fa imbarazzante. Alcuni dialoghi sono abbastanza da unghie sulla lavagna, il film, per quanto abbia una struttura semplice, è pieno di incongruenze (se non di cose senza senso), la premessa e l’ambientazione non vengono sfruttate che in minima parte, il finale è davvero minimalista (e non in senso buono)…boh…non mi pento di averlo guardato, ma è roba che te la dimentichi subito dopo averla vista.
    Sarei comunque interessato a vedere il seguito, ma con una sceneggiatura solida (la cui assenza sembra ormai il requisito necessario per ottenere un grosso budget).

  24. There Wolf

    Visto, anche con piacere, per una seratina leggera e senza impegno. Diciamo che per come è impostato il world building forse meriterebbe una serie, piuttosto che un film. L’unica cosa che non ho sopportato (e che non sopporto da tempo) è il solito padre di famiglia coi problemi che fa Will Smith.
    Il discorso dei soldi spesi a me poi lascia sempre indifferente, in questa come in altre produzioni.

  25. Lucas Luke

    La cosa che ha maggiormente attirato la mia attenzione di tutto quanto scritto sopra su sto filmetto è lo spunto “la dimostrazione che l’apporto di Netflix al mondo del cinema non è più solo innocuo ma attivamente dannoso?”.
    Parliamone…

    • Parliamone! L’idea non è mia, è di Chris Nolan e Tarantino e in generale di tutti coloro che credono che la scelta di Netflix di produrre film, e poi di non distribuirli se non online (vedi il caso Okja), sia il primo passo verso la morte del cinema “da sala” in favore di un intrattenimento omogeneizzato casalingo. E Bright, con il suo budget altino, i grossi nomi, ne sarebbe uno dei profeti più credibili: “se la gente fa solo film per Netflix che può buttare 90 milioni per questa cagata” si chiedono in molti “perché qualcuno dovrebbe volerne investire il doppio per un film da sala che tanto poi la gente al cinema non ci va perché ha Netflix?”.
      Queste mi pare siano le argomentazioni a favore del “Netflix ci ucciderà tutti”. Io non sono d’accordo, ma mi sembrava corretto far presente che c’è anche chi l’ha vissuta così.

    • Lucas Luke

      Stanlio, grazie per la risposta veloce e per le informazioni sulle “fonti” che onestamente non conoscevo. Ma più o meno quello era già anche il mio pensiero a riguardo, solo che io ho la tendenza ad essere un pò più drammatico e se vogliamo antimoderno. Mi spiego: io ho anche il timore che se a produrre film, e quindi cinema, sia una piattaforma digitale specializzata in serie, lo farebbe in una modalità vicina al suo target di riferimento, appunto quello delle serie. Con un appiattimento qualitativo e una standardizzazione dei prodotti che per me si tradurrebbe a danno del cinema in senso stretto: i tempi dilatati delle serie, la tendenza alle serialità da sequel, fotografia, scenografia e quant’altro in stile più televisivo, in generale la concezione mordi&fuggi dell’intrattenimento visivo. Il tutto, come dice Quentin, a portata di mano e comodi comodi in casa propria. Sarò io catastrofista, ma mi fa pensare all’involuzione che c’è stata nella musica tra la fruizione ragionata data dal dover pagare un supporto fisico e il passaggio all’iperascolto dato dalla possibilità di scaricare intere discografie o usando i vari siti/portali

    • Steven Senegal

      spunto interessante e ovviamente mediato dalla percezione personale o di categoria (registi, produzioni etc) nel peso attribuito a netflix. Credo che le discriminanti nella fruizione e quindi produzione per la sala possano però essere altre. Nel senso, la moltiplicazione delle opportunità legali e delle fonti a scrocco + un generale ripiego dei cristiani verso il domestico esistono a prescindere da netflix. Prima c’era reale differenza nel vedere al cinema o in vhs 1 anno dopo. Però la gente ha iniziato a chiudersi in cameretta a prescindere (dai social, allo streaming etc). L’altra discriminante in una certa misura è e sarà sempre la qualità. Finché una piattaforma digitale spenderà soldoni per sfornare cagatone, un dunkirk in sala non dovrebbe aver ragione di temere. Poi ci sarebbe pure da interrogarsi sulla qualità altissima di certe serie rispetto a cose orrende uscite in sala con la possibilità di rimanere ingannati da trailer e senza spendere in anticipo 13 euro quando con 10 ho un mese di possibilità illimitate di iniziare a vedere, bloccare e poi passare ad altro se non mi garba. Viceversa se il pay x view va in malora nella programmazione (sky cinema anni fa es era il non plus ultra poi iniziarono a trasmettere film di serie b o fare canali dove davano h24 gli stessi 3 film) non c’è comodità del divano che tenga.
      In generale sarà curioso aspettare quando arriverà il 1° film di nolan su netflix con una retromarcia clamorosa peggio di un autista slavo in a1. E state certi che accadrà

    • L’ozio è il padre di Virzì

      Bella discussione e tanta carne al fuoco caro @Steven.
      Sono parzialmente d’accordo. Ora un prodotto ottimo e qualitativamente alto (Dunkirk) non ha problemi a reggere l’urto della concorrenza casalinga di Netflix. Ma c’è pure il rovescio della medaglia. Se Netflix becca l’idea vincente e con un investimento pesante pesca il jolly (tipo un Mad Max) e contemporaneamente un grosso nome (Nolan o Tarantino) cicca l’uscita cinematografica con un filmaccio, sai quanto ci mette la gente ad abbonarsi in massa alla tv a discapito de cinema?
      Mi pare di essere tornato indietro ai tempi di Napster quando si discuteva dei pro e dei contro: “Tanto la gente il cd o la cassettina originale lo comprerà sempre e Napster serve a far conoscere a tutti più musica possibile!”. Siamo arrivati nel 2018 e gli U2 (non Gigi d’Alessio!) regalano un album intero via mp3.
      Credo che Netflix prima o dopo cambierà l’industria cinematografica. E temo in peggio.

    • Steven Senegal

      boh forse sì,
      io però mi preoccuperei più del discorso che faceva lucas luke di prodotti ricalcati sugli stilemi della serie (roba che poi già avviene in casa marvel) visto che ora come ora non ne seguo nemmeno una che sono un mentecatto incostante e già mi sono rotto l’ostia che mi fermano pure per strada per chiedermi cosa ne penso della 3a stagione del sequel del reboot della minchia.
      perché per per quanto riguarda la fruizione, rimarrà sempre una delle fonti alternative e non LA fonte

    • L’ozio è il padre di Virzì

      Ma ormai quello è già in corso. Purtroppo. Un buon 50% di quello che esce è un sequel, prequel, sequel del prequel (o prequel del sequel), spin-off, remake, reboot, stocazz,…
      Le idee valide e originali in uscita ogni anno si contano sulle dita di una mano.
      Il futuro sarà quello delle serie tv (o del format ricalcato su quelle, cioè filmettini del cazzo usa e getta) con qualche clamorosa eccezione in sala.

    • Gorgon Gekko

      temo anche io la deriva “seriale” del cinema prodotto da Netflix. e quel che mi spaventa è proprio quello che segnala Steven Senegal: l’economicità dell’accesso abbassa le aspettative e quindi alla fine anche la qualità dell’offerta. Mi spiego: Bright è costato un sacco di milioni, è un prodotto di qualità bassa ma alla fine è stato visto da 11 milioni di persone le quali probabilmente hanno pensato (io tra di loro) “tanto non mi costa niente me lo vedo” ed il risultato è che faranno un sequel. fosse stato un prodotto cinematografico sarebbe stato un flop perchè col cacchio che spendo 10 euro per vederlo e gli studios avrebbero capito che tali cagate non vanno proposte.
      poi non è Dunkirk a dover temere Netflix, è una corazzata talmente potente da non rischiare nulla. sono le produzioni tipo “Alien Nation”, “Essi vivono”, “I guerrieri della notte” ecc. produzioni a medio budget di qualità. Perchè produrre a X un film per le sale quando con stessa cifra posso produrre 1 o 2 film per la piattaforma dove tanto sarà visto?

    • Lucas Luke

      Gordon Gekko, la parte finale del tuo intervento temo che abbia centrato in pieno il nocciolo del problema. Io non l’avevo ancora realizzato in questi termini, ma purtroppo mi pare lo scenario a lungo (?) termine più drammaticamente possibile. Cthulhu non voglia, ma questa sì che sarebbe la catastrofe

    • Corto Russell

      È anche vero però che le produzioni originali a budget medio o basso trovano già difficoltà nella produzione e nella distribuzione proprio per il loro essere originali, che significa che i produttori non possono essere sicuri di trarne profitto: è il motivo per cui Adam Sandler si becca 80 milioni l’anno e Joel Potrykus tra un film e l’altro fa le rapine alle poste. Magari col modello Netflix più persone riusciranno a vedere più prodotti originali, a meno che non si incaponiscano a dare soldi a the spawn of Landis

    • Jack Brutton

      io non sono cosi’ catastrofista… fin che Netflix si produce le sue cose destinate al suo canale per me si tratta solo di moltiplicazione dell’offerta, voglio dire diverso sarebbe se un film da sala dopo 1 mese venisse messo in libera fruizione sul canale allora si che potremmo tutti gridare “Netflix sta uccidendo il cinema” ma non vedo perché vedermi “Bright” una sera cagato sul mio divano dovrebbe essere una limitazione ad uscire la sera dopo e andarmene al cinema per gustarmi un film valido in cartellone…
      il problema invece purtroppo è proprio nella qualita’ dell’offerta cinematografica dell’ultimo periodo, negli ultimi anni pure i Blockbuster costati fantastiliardi sono riusciti a deludere critica (basso problema) e appassionati del genere (grosso problema), quindi ditemi, ad esempio, per quale motivo perchè io, che non stravedo per il genere “gente in calzamaglia”, dovrei uscire di casa magari sotto la pioggia per regalare 10 euro alle DC/WB… intendo che con un film del genere a grosso budget dovresti cercare di accendere l’interesse di una fetta molto allargata di pubblico ma se il tuo prodotto è qualitativamente scadente sotto molteplici punti di vista hai fallito netflix o non netflix.

      Qualcuno qualche commento sopra si chiedeva chi oggi andra’ al cinema a vedere produzioni di medio Budget tipo “Essi Vivono”, la risposta è poche molto poche proprio come nel 1988 quando “Essi Vivono” (che oggi è giustamente un CULT) dalle mie parti rimase in cartellone 1 settimana, io lo vidi di mercoledì pomeriggio a prezzo ridotto ed ero l’unico in sala… di sicuro non è stata colpa di Netflix…

    • Fra X

      Si, ma all’ epoca ti rifacevi in popolarità con l’ home video e i passaggi TV. Ora sul web la gente non vede film che hanno poca distribuzione per la maggior parte, ma i soliti film di successo.

  26. Killing Joke

    Alien Nation film da recuperare assolutamente, due spanne sopra a ‘sta roba

  27. Carlito Brigante detto Charlie

    Io non l’ho visto e non voglio giudicare il prodotto in sè, anche perchè aborro il genere fantasy quindi non ho nessun titolo per parlare, ma una domanda semplice la voglio fare?: ma perchè cazzo bisogna mettere uno sbirro orco in un film? A cosa serve, a chi giova? Ma perchè fare cross-over di generi distinti come un buddy cops movie e il fantasy? Cioè un training day con Frodo o come cazzo si chiamava che fa lo sbirro me lo spiegate perchè qualcuno dovrebbe volerlo non dico vedere (che può capitare), ma ricordare di averlo visto? Non potevano farlo fare ad Alfonso Ribeiro il partner del fresh prince mettendo come cattivissimo Tom Jones?

    • Bradlice Cooper

      Perché nella testa di Max Landis questa era un’idea troooopppo figa cioè tipo un orco, che ridere capisci?. L’intero film è costruito su situazioni del genere, in cui senti l’autore che sghignazza per quanto è stato simpatico a trovare quest’idea o questa gag.

      In realtà se guardi bene il problema non è che un crossover fantasy è sbagliato di per sé, ma è che ogni singola idea è trattata con una superficialità indecente.

    • Fra X

      Meno male che “Arma non convenzionale”, “Predator”… non escono oggi! Sennò vai: “Ma perché mischiare film con poliziotti e militari con alieni”? XD

      “non è che un crossover fantasy è sbagliato di per sé, ma è che ogni singola idea è trattata con una superficialità indecente.”

      Quoto!

  28. peterpeter

    Su netflix c’era Mindhunter, e io ho perso tempo a guardare ‘sta cagata.

  29. mki
    • Esperanza Villalobos

      Non posso dire che il primo non mi sia piaciuto in toto e lo difendo ancora…..ma è stata comunque una delle più grandi delusioni della mia vita…
      Quindi hype il giusto: ormai babbo Natale non esiste e la sorpresa dell’uovo fa sempre cagare….

  30. avdf

    L’ho visto, e tutto sommato si è lasciato vedere fino alla fine, pur senza mai convincermi.
    Soprattutto la deriva fantasy è completamente inutile ai fini della storia, anzi forse dannosa… poi va beh, sarò un po’ di parte in quanto purista ed elfi e orchi li vedo solo in ambientazioni D&D.
    A quando un bel film sulla fuga di drizzt dall’underdark? (cupo e cattivo, purificato dall’eccessiva innocuità e fanciullezza di Salvatore)

  31. stefano

    Io non ho visto il film (non ho netflix e ne faccio a meno con gioia) ma ho la certezza che il pubblico “intossicato” da netflix coincida con quello dei film pigiami e vaccate varie, ossia under 25 26, gente che anagraficamente è cresciuta nel formato video youtube e che in linea di massima si annoia se un film dura più di due ore ma guarda diciottomila puntate di una serie che non ha niente da dire.
    E’ gente che ormai boccia un film se non gli viene spiegato ogni singolo passaggio, che critica le sceneggiature esaltando la linearità di Lost, che se fosse cresciuta negli anni 80 non avrebbe cagato un solo film di quelli che adesso gli vengono riproposti con lo stampino in quei medley patetici tipo stranger things.
    Ben vengano 100 di questi filmacci che poi tanto come la gente si è stufata di pagare per i dvd si stuferà anche di pagare quei tre soldi per netflix.

  32. stefano

    Io ho 48 anni, mio figlio 14 .. abbiamo trovato questo filmucolo indecente tutti e due. A me ha ricordato “alien nation” , ,, ma will smith NON è james caan.
    troppe incongruenze, un mondo in cui orchi ed elfi sembra siano apparsi tutto d’un tratto senza cambiare una virgola. E poi… che ci stanno a fare 2 centauri se poi non c’entrano una ceppa con la storia? Perchè all’inizio si vede un cartello che avverte di “uomini rettili” e poi non ci sono? perchè l’orco si è limato i denti? perchè l’elfa comincia a morire dopo aver fatto resuscitare? MA quando mai si vede un cattivo che uccide un buono nonostante abbia salvato SUO FIGLIO??
    e mi vengono in mente altre 2000 domande su questa “cagata pazzesca”. Per fortuna non ho netflix e ho visto il film aggratis … altrimenti cancellavo subito l’abbonamento.

  33. Stefano Splinbergo

    Però se
    Netflix = Napster Allora DVD=CD E Cinema=Concerti, e mi pare che la gentw ai concerti ci vada ancora, l’intarteiment non è solo cinema, è anche videogame e tv (ovviamente non solo) senza le quali, per esempio, non avremmo Black Mirror, che è meglio del 90% dei film che ho visto, e poiché pago per tutto ciò che vedo Netflix mi da la possibilità di vedere “cose” a nio comodo e legalmente. Poi se gli impegni me lo consentono e ne ho voglia vado al cinema, ne piu ne meno di come facevo prima, anche se ora ho netflix, il megatv e il dolby. Mi vergogno a dirlo, ma quando seguo una serie quello a cui rinuncio è la lettura.

  34. Easter Leeno Banphy

    Elevo a dogma senza riserve la chiusa “le storie originali servono come il pane, oggi”. Anche solo per questo Bright merita di esistere. E poi ogni dieci stronzate statisticamente ci scappa un soggetto buono, magari per errore.

  35. Francamente trovo questa recensione troppo severa.
    Al netto di una classica storia Buddy cop, che più classica non si può davvero, Bright è un film godibile, scritto abbastanza bene con un setting e una ambientazione potenzialmente pazzeschi.
    Poteva essere una cavolata atomica e invece è diretto con testa e mano salda, in un equilibrio che lo fa funzionare alla grande.
    Certo, non è perfetto, ne tantomeno un capolavoro, ma si lascia vedere molto volentieri.
    Ad avercene di fantasy così.

  36. Bud Spacey

    Bellissima recensione

  37. Il Reverendo

    stante l’antipatia per max landis che ci accompagna tutti, sento veramente una cattiveria e una severità esageratissime nei confronti di questo film.

    quel tizio che l’ha definito il peggior film del 2017 è una nullità umana che di cinema non capisce un cazzo, e questo è un fatto tanto quanto l’antipatia di max landis.

    cioè dai, world building e cazzi e mazzi, ma chissenefotte. c’è una premessa che porta ad una storia piuttosto originale e figa, un bel crescendo d’azione e personaggi che convincono il giusto, riprendendo l’idea del buddy cop movie ma senza scimmiottare nulla. ovvio che tutto il positivo venga fuori da ayer, che trasforma il film in un SUO film, riprendendo un po’ di end of watch, un po’ di training day, un po’ del bellissimo harsh times (sempre, sempre, sempre la stessa premessa: due amici in macchina attraversano la merda di los angeles, le conseguenze e le storie che ne conseguono sono sempre diverse).
    è sempre ayer a far sì che la relazione tra ward e l’orco non puzzi eccessivamente di già visto. è ayer che riprende los angeles come più gli piace. è ayer che sa fare in modo che degli orchi vestiti da rapper facciano ”brutto” (e lo fanno davvero). è ayer, non landis. landis non verrà richiamato per il seguito non perchè il suo tocco ha rovinato il film, ma perchè il suo tocco era inutile, non si sentiva. ciao max, quando il tuo tocco si sente fa schifo, quando non si sente sei inutile. ne prendono uno meglio ma speriamo solo che ayer abbia la libertà che ha avuto qua.

    se questo è il cinema che fa netflix ( e io su netflix la penso come quentin e fincher), ma ben venga.
    anche perchè al di fuori di questo c’è solo una sterminata landa di roba pg13 in cgi e allora fanculo, avercene di azione scema e violenta e stilosa come qua.

    si fotta il world building, meno male che non c’è.

  38. TreAsterischi

    è un B movie di grana grossa, ma fatto con abbastanza soldi da passare per guardabile…

    La sceneggiatura è scopiazzata da tutte le parti: l’elfa McGuffin è un rip-off della Jovovich del Quinto Elemento, Will Smith ricicla pezzi di suoi precedenti personaggi (spara come Deadshot, è un poliziotto Bad Boys, affronta questioni razziali come l’Agente Spooner con i Robot, è un padre di famiglia ecc… è il giochino “trova la citazione”)

    Nel complesso si guarda, la cosa positiva è che è compreso nell’abbonamento Netflix, quindi non ho pagato direttamente per questo… ^^”

  39. Stefano

    Guardato con aspettative molto basse e devo dire che è proprio una super cagata…diciamo che la grande produzione Netflix la damo al gatto

  40. Past

    aldià della stronzata fantasy, cioè prima di vedere il film lo sai che ci sarà quella roba, prendere o lasciare, il problema principale è che non fa ridere un cazzo, l’aspetto comico, i batti becchi tra i due, le battute in generale, sono più loffi di una scorreggia di ferrara, lo avesse scritto un shane black sarebbe già cult cosi invece è roba usa e getta.

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