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Jackie Lang

Dogman + Rabbia Furiosa = il film perfetto

Grazie a tutti

In un mondo perfetto i cinema darebbero Dogman e Rabbia Furiosa uno dopo l’altro (in quest’ordine), per un clamoroso double bill a tema Canaro della Magliana. In quello in cui ci tocca vivere però almeno i due film esistono insieme, se non altro quest’operazione così vecchio stampo del film di serie B che esce poche settimane dopo quello di serie A, trattando il medesimo tema con molta più attenzione al genere e una realizzazione più svelta, è davvero accaduta. E grazie al cielo dietro di essa c’era Sergio Stivaletti.

Dogman è un film da festival su un tema duro, che non ha nessun interesse a menare molto le mani, far schizzare il sangue e via dicendo ma quando lo fa non sbaglia niente e che centra perfettamente il senso recondito della violenza: l’oppressione, la paura e la brutalità allo stato puro. Quand’è l’ultima volta che avete visto un attore in un film italiano dare due cazzotti con il perfetto stile del pugile? Quando un personaggio di un film italiano spacca una macchina da videopoker a testate? E quando è stata l’ultima volta in cui un film italiano ha davvero raccontato un personaggio memorabile per quanto terribile?

Dall’altro lato qual è stato l’ultimo film italiano ad avere effetti tutti pratici di teste che si mozzano, cervelli che vengono scoperchiati, cazzi tagliati e dita mozzate di netto, tutto in primo piano, ben inquadrato con luci chiare e credibile? Rabbia Furiosa è lo splatter movie italiano definitivo degli ultimi…. boh…. 20 anni? C’è una quantità di sangue così ben dosato, di efferatezze così ben riprese che anche il nome altisonante di Stivaletti non bastava a garantirle.

Rabbia Furiosa e Dogman insieme fanno il film perfetto e noi insieme li recensiamo.

True story

Non ci sono garanzie che la storia del Canaro della Magliana sia quella che conosciamo, la vulgata del quartiere sostiene che il toelettatore di cani trasformato in aguzzino sia stato in realtà messo lì dalla mala locale, che non abbia fatto niente di quel che è documentato ma che si sia preso la colpa per volere del crimine organizzato. Di fatto però la storia come la conosciamo in sé è perfetta: una trama fatta di accumulo di frustrazione e rilascio di violenza. In entrambi i film c’è una tensione rabbiosa fortissima, che addirittura con un’intuizione da Corman Stivaletti incanala in una nuova droga allo stato liquido dal colore verde, una cosa che davvero non vedevo dagli anni ‘80, una droga che dà anche una forza straordinaria. Pura fantastoria!

Il canaro di Stivaletti vede montare dentro di sé la rabbia del titolo e alla fine sconfinerà con tutti e due i piedi nel cinema di fantasia, con una notte di passione e urla mentre intorno a lui i cani cominciano ad ululare alla Luna. È una trasformazione morale che lo prepara alla violenza ma Stivaletti la riprende come una trasformazione fantastica, come se diventasse l’uomo-cane. C’è una voglia e un desiderio di fantastico che scappano da ogni inquadratura nel finale di questo film.

Preraffaeliti

Dall’altra parte la colluttazione migliore sta nel film di Garrone, in cui il povero toelettatore non diventa mai rabbioso ma vuole solo dare una lezioncina al suo aguzzino e rimarrà coinvolto in una rissa faticosa, impari ma molto realistica e risolta con l’astuzia. Sono due mitologie irreali. Non vera quella di Dogman perché proprio va a parare altrove, nei territori addirittura della tenerezza, e non vera quella di Rabbia Furiosa perché sostituisce la cocaina con cui pare si fosse fomentato l’omicida a questa droga che aumenta le prestazioni e giustifica la maniera in cui un succube mingherlino ribalta il rapporto.

Ma la vera differenza tra i due film sta nel pugile. Quello di Dogman è Edoardo Pesce tutto modificato dal trucco per sembrare uno a cui i pugni hanno gonfiato la faccia, è un vero idiota bullo, che conosce solo la violenza, una macchina da sopruso e cazzotti che non fa calcoli e si inimica anche gli unici dalla sua parte, uno insomma che ha le ore contate, qualcuno prima o poi lo farà fuori. Però è davvero un animale, corre con la moto avanti e indietro senza senso e il solo rumore di quel mezzo annuncia la sua presenza: è arrivato!

Bullo di paese starter’s pack

Invece quello di Stivaletti è interpretato con molta meno abilità da Virgilio Olivari ma ha un look impeccabile da vero coatto di periferia anni ‘80, veramente insopportabile, un po’ mafiosetto, furbo, calcolatore ma anche dotato di una doppiezza strana, il tipico vorrei ma non posso del nostro cinema di genere che fa così tenerezza da essere adorabile. Per quanto non recitato al livello che sarebbe necessario per una simile sottigliezza il suo Claudio è gentile con il toelettatore ma anche bastardo, ha una specie di disturbo bipolare, è sia premuroso che violento, fa cose terribili ma poi parla con parole d’affetto, è davvero il bullo della scuola che da solo si comporta in una maniera e pubblicamente in un’altra. E alla fine quindi quando inizia il massacro, sarà doppiamente più bestiale la regressione del canaro perché priva di pietà sul serio.

Dogman è il film di cui ha bisogno il cinema, qualcosa di viscerale e potente, così deciso e maschile nella maniera in cui mette al centro della vita del protagonista una piramide di bisogni che è costituite da figlia, amici, lavoro, da risultare quasi commovente quando la manda in pezzi solo per vedere come reagisce qualcuno di così mansueto.
Rabbia Furiosa è invece il film di cui abbiamo bisogno noi per tornare a guardare un mondo di violenze indicibili in cui si flirta con il fantastico, in cui le donne stanno a casa e sono strumento di ricatto o vittime designate, mentre gli uomini se le danno senza mezze misure. Un film in cui tutti i problemi possibili sono di ordine maschile (il bisogno di affermazione del pugile, quello di supremazia del canaro, le dinamiche di branco, la pedofilia…) e in cui l’efferatezza è la regola. Un mondo in cui Romina Mondello è ospite più che attrice.

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12 Commenti

  1. jax

    Edoardo Pesca si mangia il film e tutto quanto. UNA BESTIA IN TUTTI I SENSI. grazie per aver recensito entrambe i film

  2. Martino Scorsese

    Purtroppo non ho fatto in tempo a vederli al cinema. Aspetterò i DVD.

  3. Stefano

    visto il film “nobile” e c’è poco da fa é con distacco il miglior regista italiano e a differenza dei sorrentino di turno ci prova anche in generi o atmosfere che magari non gli competono e quindi gli si perdona qualche magagna tipo il racconto dei racconti (per me bellissimo ma forse un filo noioso)

  4. Lucas Luke

    Visto solo Dogman, per ora. Mi è decisamente piaciuto, anche se l’ho trovato un filo troppo “autoriale”, nel senso che come la gran parte dei film italiani recenti (io comincerei a parlare di in questo senso ormai) non rinuncia a mettere una spruzzata di realismo e di introspezione su una storia che avrebbe potuto essere semplicemente cruda, asciutta e cattiva.
    E quindi benissimo venga la versione altra di Stivaletti che, se è come mi aspetto, potrebbe essere esattamente complementare all’altro, in addizione (violenza e morbosità) e in sottrazione (definizione umana dei personaggi e loro empatizzazione). Certo, vista la stagione e il bucodiculodel mondo in cui vivo non credo sarà facile vederlo al cinema, ma ci spero

  5. Clockwork Alex

    Dogman eccezionale, come buona parte dei film di Garrone. Probabilmente il più grande Autore italiano vivente. Sono arrabbiatissimo invece con la distribuzione di Rabbia Furiosa… è stato fuori pochissimo e in una manciata di sale, neanche in tutte le regioni, e manco una a Milano. Non ci potevo credere. Non per campanilismo ma, insomma, almeno nei capoluoghi, cristo.
    E dopo questa rece sono ancora più incazzato perché, come immaginavo, è il perfetto lato B di Dogman. Aspetterò il Blu-ray…

  6. Marlon Brandon

    Bello vedere che dopo Tulpa il cinema italiano è ancora più vivo che mai!

  7. GGJJ

    Io quando è uscito Dogman mi sono reso conto di una cosa che, da romano, mi ha stupito moltissimo. Parlando con colleghi provenienti da altre zone d’Italia ho scoperto che la storia “der Canaro” non è universalmente nota (o forse non lo era fino a questi film). Cioè chi non è di Roma poteva anche non averne mai sentito parlare. Mi ha sorpreso perchè è stato un evento talmente d’impatto, talmente efferato e stupefacente che credevo fosse, almeno in ambito nazionale, notissimo a TUTTI.

  8. Er Canaro.
    Immagine grezza e truce che evoca anche nel suono un’umanità priva di coscienza e incapace di qualsivoglia forma d’empatia.
    Io vi odio a voi romani, tutti quanti.
    O, meglio, invidio il vostro idioma barbaro, volto a perculare e sminuire ogni cosa, financo la morte, con una spontaneità che par trarre origine dalle fosse gladiatorie.
    “Chi se fa pecora, er lupo s’a magna”.
    E chi se fa cane?

  9. Iena Kinski

    Dogman è un film eccezionale a cui, però, manca un certo nonsochè: Rabbia furiosa.
    Mi sarò distratto un attimo, ma il film di Stivaletti nella mia zona (Arcadia Melzo e Bellinzago, The Space Vimercate, UCI Cinemas Pioltello) NON SI E’ VISTO.
    A quando il BlueRay?
    :-(

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