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Chiama mr. Spazzaneve, questo è il mio nome, questo è il mio nome AKA la recensione di Un uomo tranquillo

“Ragazzi mi serve lo Stellan Skarsgaard americano” disse Hans Peter Molland il giorno in cui Hollywood lo chiamò al telefono per avvertirlo che o faceva il remake di In ordine di sparizione lui o lo affidavano a Olivier Megaton. E lo disse ad un gruppo di norvegesi saturi di vino, sigaretta pendente fissa, davanti ad un tavolo di formica con panze ben in vista e occhio a mezz’asta che tradisce scarsa lucidità. Uno di loro prese uno smartphone dalle dimensioni dello schermo esagerate nel quale ogni tasto della tastiera sembra una tessera dello scarabeo, ci digitò con dita gigantesche di grasso un unico nome: LIAM NEESON.
Ecco: no.

Madonna gli schiaffi in da la fazza che gli darei io a questo….

Avete assistito ad una ricostruzione che mi pare abbastanza affidabile degli eventi che hanno portato il pianeta ad un remake di In ordine di sparizione. Il resto è tutto venuto da qui, dall’idea di prendere Liam Neeson e così ingannare tutti. Mi spiego meglio: Un uomo tranquillo probabilmente non sarebbe nemmeno stato da noi coperto non fosse che un film con Liam Neeson in locandina con tagline “I buoni sono buoni fino a che non lo sono più” è come un gigantesco omone che quando sei al bar ti viene dietro e ti bussa sulla spalla con una forza incredibile per attirare la tua attenzione. Finirà male ma se non gliela dai è pure peggio. Così eccoci qua. Cari amici calcisti.

Vabbè….

Fermo restando che di Un uomo tranquillo ce n’è uno solo e contiene quella che (all’epoca) era la più lunga scazzottata della storia del cinema, praticamente una rissa che è come una festa in mezzo alla quale i contendenti si fanno una bevuta insieme (questo è il momento in cui ci si inginocchia e ci si fa anche il segno della croce in caso si sia credenti in John Ford) ma de che stamo a parlà…. (si chiude nel mutismo per 10 minuti guardando il vuoto).

“Ma dove avevo lasciatoil furgone…”

Vabbè quindi questo “secondo” Un uomo tranquillo, che nulla a che vedere con il primo, è una specie di tarantinata fuori tempo massimo, un film che vorrebbe tanto essere arguto, violento ma con ironia e divertente. Vorrebbe godersi una trama criminale con fratelli che si sacrificano, i grandi indiani pieni di dignità e un uomo che cerca solo una vendetta, con continue risate e ironie grottesche. Ma è tutto così sbagliato che nulla può riuscire.

“Indiani duri?” – “Check!”

Per l’appunto il casting di Liam Neeson. Non devo stare qui a spiegarvi ad oggi cosa simboleggi Liam Neeson in un film in cui gli fanno fuori il figlio e lui cerca i colpevoli, sinonimo universale di violenza a buon mercato, inarrestabile, dura e gran carisma. Invece non è così, il personaggio non è vero killer, non fa una strage ma arranca, cerca aiuto e nella grande carneficina finale (c’è davvero una carneficina alla fine??? Sì, ma non vi eccitate, ora ci arriviamo) addirittura se ne sta in disparte.
Al posto suo seguiamo più che altro la malavita, questa specie di gangster in doppiopetto che vorrebbe crescere il figlio ai valori della forza ma in realtà è un incapace, un ricco “che non ha vissuto in strada” e quindi una macchietta. Seguiamo le sue guardie del corpo e la loro ricerca di chi sia questa persona che li sta cercando. In un momento imbarazzante che coinvolge un killer a pagamento il tarantinismo si trasfroma in coenismo e davvero viene voglia di spegnere lo schermo della sala con un telecomando da televisione.

“…questo è il mio nome, questo è il mio nome, chiama mr. Spazzaneve!”

E dire che qualche stimolo ci sarebbe pure. Perché Liam Neeson, di lavoro spazzaneve, che insegue le vittime con il suo gigantesco mezzo spazzaneve è una visione che sembra uscita da un thriller degli anni ‘70 o da un horror degli ‘80: l’automezzo killer. Ma tanto non va a finire lì questo film che promette, promette e promette con le sue immagini e non mantiene mai. Ci annunciano una carneficina con tutti gli indizi più tipici del genere e quando arriviamo alla fine e tutti sono armati c’è la più insoddisfacente delle sparatorie. Ma davvero? Ma di cosa stiamo parlando? Ci avete raggirato tramite Liam Neeson? E perché? Chi ha dato l’autorizzazione?

Dvd-quote suggerita:

“Quanti soldi vuole questo Tarantino? Mio nipote me lo fa per 30€”
Jackie Lang, i400calci.com

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16 Commenti

  1. avdf

    nuuu che delusione…e io che mi aspettavo un “io vi troverò” in salsa artica e nevosa….

    comunque c’è un altro quiet man, “he was a quiet man” con Christian Slater che fa l’impiegato che sclera, vuole uccidere tutti i colleghi ma viene anticipato da un altro insospettabile collega e lo uccide passando poi da eroe… bellissimo

  2. Ahahah! Il tasto con il nome di Liam Neeson è una trovata geniale… non sapevo nemmeno che fosse un remake del film con John Wayne, e a quanto pare effettivamente non lo è.

    Grazie della recensione/avvertimento!!!

  3. Maxnataeleale

    Ma quello con Skarsgaard merita?

    • Si’. Non perfetto neanche quello, ma molto divertente e ben fatto.
      Tra l’altro 3/4 della riuscita di quel film era trasportare una tipica trama da noir “pulp” americano in un contesto europeo e ancor di piu’ scandinavo. Riportare tutto in America non ha senso.

    • Maxnataeleale

      Thanks

  4. Cicciolo

    a me non è dispiaciuto. sarà che la gente si aspettava il classico revenge movie alla Liam Neeson e invece lui farà tipo 3-4 morti e il resto lo fanno gli altri. ogni volta che usciva la schermata nera sghignazzavo.

    comunque prendetelo per quello che è visto che probabilmente la carriera del buon Liam ha subito una battuta d’arresto perchè ha osato salirgli il razzismo una volta.

    • Cicciolo

      che poi ho visto degli spezzoni dell’originale e mi è parso sostanzialmente uguale. cioè pure lì c’era il fratello con l’amante asiatica, i due gay, il sicario che fa strafalcioni linguistici e il tizio in parapendio, per dire.

  5. L'ozio è il padre di Virzì

    E io che speravo nell’ennesimo thriller/action/telefonico con Neeson che si vendica e fa una strage in mezzo la neve. Magari lo vedrò o magari no, devo capire se mi passa la botta della delusione.

  6. Jebediah Winnfield

    Ma il film fa così amarezza che nemmeno Emmy Rossum merita una menzione?

  7. Daniele Day-Levi Strauss

    OFF TOPIC clamoroso….ma NON potevo esimermi dal farlo: Coming Soon ha appena lanciato la SUA app per poter guardare e commentare in diretta i film con i tuoi amici o con chi è stato invitato. Si chiama (rullo di tamburi) Simulwatch!

    Signori della giuria ho concluso.

  8. Io credo che Liam Neeson voglia sfondare nel genere commedia. Questo è il primo passo. Vedrete che nei prossimi film ammazzerà sempre meno e farà sempre più ridere. Da qualche parte doveva cominciare. Questo è un inizio perfetto. Io c’ero.

    • Past

      mi pare di averlo intravisto nel trailer dell’imperdibilissimo sequel-reboot-remake di man in black…quindi si, la cosa è probabile…

  9. Hellblazer Joestar

    Liam Neeson’s Mads Mikkelsen’s film?
    A parte gli scherzi, tra Polar, Arctic e questo torna in mente quel “Film con cui viene più confuso” della rubrica Memoria del Pesce Rosso.

  10. Mi scuso per l’OT, ma La Paranza dei Bambini verrà calciato?

  11. mei mato

    Il film è una merda ma da una partenza da film serio e drammatico ha una curva di stupidera così ripida e impensabile che finisce per tendere a “una pallottola spuntata”. Per questo dico: da vedere

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