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“Ribalta la prospettiva, Johnny”: Cobra Kai

“È quasi magia, Johnny”

Il pezzo di Jackie Lang

Il production value della stagione 1 di Cobra Kai è sotto i piedi. Non è tanto questione di attori ripescati in una acid house e nemmeno della scarsità di location o della povertà di illuminazione, è proprio il feeling generale che grida webserie (facile dirlo visto che va su Youtube Red, difficile pensare che sia “fatto apposta”). Eppure è stata una delle migliori serie di menare dello scorso anno.
Adesso che sta per arrivare la seconda stagione (24 Aprile) Val Verde decide di mandare un segnale di apprezzamento, un sentito e silenzioso cenno col capo.

Chi è il vero bullo?

Cobra Kai fa quello che nessun reboot o sequel o quel che vi pare ha mai fatto, ribalta la prospettiva per rivedere tutto, anche gli episodi/film precedenti. Non è Maleficent che mette il cattivo nei panni del buono, Cobra Kai racconta la storia di Johnny Lawrence oggi, racconta il cattivo del primo film e il mondo attraverso i suoi occhi. Non ci dice che in realtà era una gran brava persona ma semplicemente cerca la storia dalla sua angolazione. Normale che quindi Daniel Larusso sembri un villain, normale che il suo mondo di violenza sia la norma e che non sia vissuto come un dogma ma con la complessità attraverso la quale ognuno vive le proprie convinzioni.
Cobra Kai decide di stare con i cattivi e vedere la realtà dai loro panni. Il mondo di Karate Kid era quello di un nuovo arrivato nella vallata che viene preso di mira dai bulli ma come racconta un noto video su Youtube, come tante altre storie può essere anche letto al contrario. Questo fa Cobra Kai. È sempre una storia di bullismo di un ricco su un povero. Ieri Larusso era il povero, oggi Johnny Lawrence lo è, è quello cioè non integrato, lontano dalle stanze dei bottoni, emarginato e bisognoso di affermazione tramite le arti marziali.
Questo tuttavia non basta assolutamente per renderla una delle serie di menare dell’annata. Quel che la rende tale è il fatto che parli della violenza, di quale sia l’uso che ne viene fatto e di come non sia prerogativa di chi mena ma sia presente a tutti i livelli. Soprattutto è tale perché non ha bisogno di concordare con i protagonisti per raccontarli. I cattivi non devono diventare buoni, il loro conflitto può essere messo in scena anche senza aderirci.
Così se Johnny Lawrence è il bullo che fa arti marziali per menare la gente, Daniel Larusso è quello che usa la sua influenza politica nella comunità in cui vivono per renderti la vita un inferno. Nessuno dei due è una brava persona in questa trama che segue fedelmente le idee del film originale. La violenza era lì una maniera per imparare disciplina e dimostrarsi superiori al bullo in un territorio controllato (il torneo), in questa serie è una maniera per ricostruire se stessi (mettere in piedi un nuovo dojo) e dimostrarsi superiori al proprio bullo.
Senza contare che finalmente qualcuno racconta in maniera tangibile il profondo fastidio nei confronti di chi promuove i bei pensieri e le solite banalità, le sentenze da filosofia spicciola e si fa scudo di tutto ciò che viene considerato giusto e buono solo perché contemporaneamente promuove i suoi interessi e perché lui, in quel mondo che segue le regole che la società impone a tutti, ci sguazza.

La nuova gang non assomiglia a quella vecchia

Il pezzo di Nanni Cobretti

Quando annunciarono Cobra Kai ero perplesso come tantissimi.
Ennesimo recupero nostalgico, stavolta nelle mani di Youtube (non esattamente HBO), e di un paio di protagonisti la cui ondata di popolarità finì più in fretta di quella di Hayden Christensen. Cosa poteva andare storto? Quasi tutto, di base.
Mi convinse qualche tocco qua e là. Non tanto il ribaltamento di prospettiva, quanto il ruolo affibbiato a Daniel Larusso: il venditore di automobili. Ecco: niente cazzate new age tipo il negozio di bonsai del terzo film, niente favole di illuminazione spirituale e di vita condotta con aura di santità. Chiunque abbia visto il primo film con attenzione lo sa: Daniel non è mai stato la classica vittima indifesa di bullismo. Daniel era sveglio e spigliato, aveva un caratterino e la parlata facile: era alienato solo perché era letteralmente appena arrivato in un posto nuovo e, per sfiga, aveva fatto incazzare la gente sbagliata praticamente al giorno uno. E aveva risposto subito per le rime. E le aveva prese. Il suo problema nel non sapersi difendere era letteralmente questione di non sapersi concretamente difendere, nel senso di non conoscere il karate abbastanza (ok, quello e il fatto che fossero sempre almeno in cinque contro uno, cosa che comunque non lo tratteneva dal cercare attivamente la vendetta). Aggiungeteci l’altra, sottovalutata passione di Miyagi, ovvero il collezionismo di automobili, e olé! Il Daniel LaRusso adulto, smargiasso, chiaccherone e galvanizzato dai suoi leggendari successi sportivi, è un proprietario di concessionaria perfetto.

La cera stavolta la dà lo stagista

Cobra Kai ha i tempi dilatati della web serie, e ne approfitta per lanciarsi in un ambiziosissimo equilibrismo: da una parte è costretto a offrire tributi alla nostalgia, e lo fa citando qualche battuta, ricalcando qualche scenetta, suggerendo ogni tanto schemi familiari; dall’altra evita del tutto la trappola in assoluto più fastidiosa – quella della parodia post-moderna affogata di meme – e racconta piuttosto una storia leggera ma non banale, con qualcosa da dire, che finisce per battere in scioltezza i sequel originali.
“Non esistono cattivi studenti, solo cattivi maestri” diceva Miyagi, ed è questo il mantra al centro dell’operazione.
I metodi del Cobra Kai erano quasi cartooneschi nel vecchio film di John G. Avildsen: il contrappunto inequivocabile, a portata di bambino, alla filosofia pacifista di Miyagi. In questo proseguimento della storia improvvisamente forniscono un parallelismo fin troppo facile con l’odierna scena alt-right, ma la mossa vincente è farlo da un punto di vista che oggi non azzarda quasi nessuno: quello che non si accontenta di riconoscere, puntare il dito ed etichettare, ma che si sforza di individuare cosa c’è realmente dietro. Quello che non dà le risposte che tutti si aspettano, ovvero che i cattivi sono i bulli ignoranti e arroganti, magari viziati e privilegiati figli di papà, ma che suggerisce quelle un po’ più delicate, ovvero che certe ideologie sono in realtà una calamita per insicuri ed emarginati veri che grazie ad esse risolvono problemi che dall’altra parte non vengono ascoltati. Trovano qualcuno che li accoglie, imparano metodi pericolosi ma efficaci per riguadagnare una forma di confidenza in se stessi, si riprendono il rispetto. Daniel Larusso aveva bisogno di riempire il vuoto di una figura paterna e di trovare pace, serenità e concentrazione, ma i veri perdenti, i veri bisognosi di riscatto, quelli che solitamente a Hollywood hanno ragione e il tifo di tutti, si iscrivono al Cobra Kai. E come diceva Jackie qui sopra, non è questione di schierarsi o giustificare: Cobra Kai si permette semplicemente di andare un po’ più in là di quanto si tende a fare mediamente oggi nel rappresentare scelte morali e farti notare – senza fare la paternale né compromettere l’andazzo generale da commedia leggera – che esistono motivi giusti che ti portano a compiere scelte sbagliate, ed esistono usi sbagliati delle scelte giuste.

Steve Bannon

Ralph Macchio è un atleta ridicolo: un adolescente scheletrico che nell’originale doveva imparare il karate in tre mesi e vincere con la forza del cuore, della concentrazione, dei pensieri puri e di qualche tecnica alternativa, e darti l’impressione che “ce la puoi fare anche tu!”. Dopo Karate Kid non ha combinato gran ché: protagonista nel megaflop Mississippi Adventure di Walter Hill, spalla semi-inutile in Mio cugino Vincenzo con Joe Pesci, poco altro. A 50 anni suonati pare un adolescente truccato da vecchio da Rick Baker.
Al contrario, William Zabka non solo si muoveva meglio già ai suoi tempi, ma ha continuato a praticare e la sua carriera ha trovato brevemente sbocco anche nei film di arti marziali veri e propri: oggi si fa trovare ancora in splendida forma, e tutto il menare reale della serie è merito suo.
La prima stagione di Cobra Kai sa benissimo cosa vogliamo vedere, e anche cosa crediamo di voler vedere ma in realtà no, e si gioca il loro rapporto splendidamente.
Nella speranza che l’imminente proseguimento riesca a mantenere lo stesso equilibrio, recuperatevi quello che a sorpresa si è rivelato come uno dei recuperi nostalgici più interessanti e intelligenti della recente, invadente ondata.

Lui sì che meriterebbe giustizia.

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35 Commenti

  1. Maxnataeleale

    Ne avevo sentito parlare bene ma ero rimasto scettico.. Ora non posso non guardarla

  2. IoMeMedesimo

    Ok…venduta.

    • Carote kay

      Questa serie è una chicca sulla quale non avrei scommesso un centro e che invece dimostra come una buona idea ben realizzata vinca sul budget.
      Uniche due critiche
      La prima è che avrei preferito un Lawrence meno autodistruttivo prima degli eventi. La storia dell’ex moglie e figlio facevano un po’ perdere empatia ad un personaggio ben scritto. Senza aggiungere niente in ritorno.
      La seconda è che la nuova generazione, seppur interessante e simpatica è scritta troppo col pennarellone. Soprattutto se paragonata All’ottima caratterizzazione del cast originale

    • Claudiano

      Aspettavo da un po’ il pezzo su questa serie, questa piccola perla comedy di menare….che ci regala hawk e una smutandata revenge degna di nota.
      Un piacere leggero ma non per questo meno godurioso di una mega produzione a caso qualsiasi. Attitudine vince contro soldi, no mercy

    • Abuji

      Vorrei nella terza stagione Miguel e Samantha insieme

  3. L’ozio è il padre di Virzì

    Me l’avete appena venduta alla stragrande. L’avevo snobbata perché di tutto sto recupero forzato degli anni 80 ce n’ho letteralmente le palle piene.
    Se mi scrivete questo post a 4 mani so per certo che devo recuperarlo.

  4. Ma si può vedere aggratis su youtube?

  5. Rocky Escobar

    Mi è piaciuta un botto poco da dire, semplicemente perfetta e i percorsi dei 2 protagonisti, come sono cominciati e come sono finiti/stanno proseguendo sono stati meravigliosi, da un lato abbiamo un Daniel che senza la guida di Miyagi è diventato il classico uomo comune di successo…non necessariamente “cattivo” ma che deve riscoprire la “spiritualità” e dall’altro Johnny che da fallito ritorna all’unica cosa “buona” della sua vita ma che comincia a nutrire dubbi sul fatto di essere tornato “troppo indietro” cioè ai metodi sbagliati del vecchio CK…e, cosa stranissima al giorno d’oggi, persino le “nuove leve” meritano parecchio

    insomma per quanto riguarda “l’attesa”:
    Cobra Kai 2 > Avengers Endgame

    non è un fatto tanto per ridere, sono serissimo

    p.s.per poco non mi commuovevo davvero alla scena al cimitero….

  6. Christopher L'Onan

    Il problema è che non mi va di vederlo sottotitolato. Risolveremo mai?

  7. Hellblazer Joestar

    Serie rigettata al volo al grido di GLI ANNI OTTANTA HANNO ROTTO IL CAZZO al momento dell’uscita, non gli avrei mai dato una chance se non lo aveste recensito così bene. Non è detto che la veda ma se non altro almeno ora dell’interesse c’è.

    • Francesco

      E comunque mississipi adventure di hill come film fa (abbastanza) schifo ma il tema era meraviglioso ( per me chitarrista in erba all’epoca) con uno steve vai da sballo!

  8. Incredibile. Siete riusciti a infilarci la Marvel pure nei commenti di questo.

    • Rocky Escobar

      E quindi ? c’è qualcosa di male ? mi devo essere perso quando al TG hanno detto che è divetato peccato nominare la Marvel invano…

    • Lino Banshee

      Io mi devo essere perso quando é diventata IL MALE ASSOLUTO da nominare come esempio negativo di OGNI recensione. Ma ok, continuate pure. Era solo una constatazione. Liberi di fare come vi pare se vi diverte.

    • Jarni

      ma rilassati

  9. Rocky Escobar

    Non ci posso fare niente se “c’hai la coda di paglia” e ci vedi chissà quale critica negativa, è un problema tuo che di sicuro non deve essere mio, ciò che ho OGGETTIVAMENTE scritto è che aspetto di più la seconda stagione di CK, un serial che costa ovviamente molto di meno e su cui in pochi avrebbero puntato, non è stata fatta alcuna considerazione NEGATIVA sulla marvel

    di certo non potevo trovare un termine di paragone migliore che non il film/evento del decennio, che esce pure LO STESSO GIORNO, per rendere l’idea

    p.s. la prossima volta che devo rendere l’idea di qualcosa che aspetto uso come termine di paragone un film in cecoslovacco con i sottotitoli in tedesco che conoscono in 3 gatti…paragone di cacca ma almeno i fanboy non si offendono

    • Lino Banshee

      Solo un paio di precisazioni:

      1) mi sembra che tu l’abbia presa un po’ troppo sul personale. Era un commento in generale su una tendenza che vedo da anni. Non ti avevo neanche citato perché appunto, parlavo di un qualcosa di generico (non mi ricordo i commenti di tutti, magari per assurdo é la prima volta che citi la Marvel qua, che ne so).

      2) non sono un fanboy della Marvel e mi sembra abbastanza stupido il ragionamento per cui se uno spende una parola in difesa di qualcosa allora é SICURAMENTE un fanboy senza senso critico.

      3) io non mi sono offeso.

      Detto questo, mi spiace che tu te la sia presa cosi’ tanto per un commento che voleva essere ironico (ho chiaramente sbagliato mira evidentemente) e la chiudo qua. Cordialitá.

    • Rocky Escobar

      1) se sono l’unico che ha citato la marvel è ovvio che stai parlando di me

      2) se spendi parole in difesa di qualcosa che NON è stato attaccato qualche “leeeeeeggeriiiiissimo” dubbio è lecito eh (se poi vedi quel paragone come un insulto significa che sei tu che hai un opinione negativa di CK…redimiti subito è la serie del secolo XD )

      3) meglio così…magari la prossima volta prima di dare dell’hater a qualcuno leggi meglio i commenti che sennò la figura di quello che si offende o del fanboy la fai lo stesso a prescindere dalle tue intenzioni
      Cordialità ;)

    • Francesco

      E comunque mississipi adventure di hill come film fa (abbastanza) schifo ma il tema era meraviglioso ( per me chitarrista in erba all’epoca) con uno steve vai da sballo!

  10. Johnny Pneumonic

    Se addirittura c’è il vostro Endorsement una chance la merita. E Ralph Macchio c’è anche in The Deuce dove fa (benissimo) lo sbirro corrotto.

  11. Arcibaldo

    Serie bellissima, non ci sono personaggi buoni o cattivi, ma solo persone, con le loro paure, le loro piccolezze e i loro pregi. Serie stupenda, forse proprio perché fatta con due spicci da gente che c’ha messo il cuore.

    • Apollo Creese

      Finita ieri sera la seconda stagione (in inglese con sottotitoli)
      Super
      Viva le Bananarama

  12. Francesco

    E comunque mississipi adventure di hill come film fa (abbastanza) schifo ma il tema era meraviglioso ( per me chitarrista in erba all’epoca) con uno steve vai da sballo!

  13. Francesco

    scusate, il cellulare mi ha fatto partire il commento (peraltro, non indimenticabile) almeno tre volte, chiedo umilmente agli amministratori di provvedere e mi cospargo il capo di cenere per la mia insipienza tecnologica.

  14. sniffo

    Visto che ero a casa in malattia me lo son rivisto tutto di un fiato.
    Veramente bello. Tra l’altro anche la durata degli episodi (una mezzoretta) per me lo rende molto più godibile dei 50 min/1 h. della durata media delle puntate delle serie odierne.

    Effettivamente alla fine non ci sono veri cattivi e veri buoni. Se proprio devo trovar fuori uno che mi stia antipatico è il figlio di Johnny. E’ quello che agisce con più malvagità e con intenzione di far male (al padre). E tuttavia alla fine viene redento in quanto vincitore morale.

  15. genes flash fhoward

    grazie 400 calci per farmi scoprire questo: veramente una grata sorpresa!

    nota nerd: ad un certo punto c’é una (probabilmente involontaria) citazione di fatal fury (gioco per neo geo che citava il film, praticamente Geese Howard era Johnny Lawrence) quando in uno degli ultimi episodi si sente una musica in stile rockaccio anni 80 con assolo di flauto giapponese: goduria.

    Reppuken!

  16. Michael Gnaglas

    Vista la prima serie tempo fa in streaming e adesso impaziente di vedere la seconda. A me l’idea e la realizzazione e’ piaciuta, Johnny e’ stato pensato in maniera molto interessante e a Daniel ( San ) la parte dello str**** calza a pennello. L’unica cosa che ho trovato un po’ troppo forzato e’ il fatto del figlio di Johnny che viene allenato da Daniel, e ovviamente la finale e’ fra i due pupilli. Per il resto lo sviluppo dell’idea del Kobra Kai come dojo di sfigati ci sta, e’ molto figa e al passo coi tempi. Mi ricordo ancora che all’uscita di Karate Kid 1 e complice la passione universale per Ken il guerriero, tutti noi ragazzini a provare e improvvisare mosse di karate. Al giorno d’oggi invece il karate tradizionale risulterebbe qualcosa di un retro’, e dunque anche un po’ da sfigati.

  17. Dio Kai

    visti i primi due episodi della seconda, non “riesce a mantenere l’equilibrio” della prima. peccato la prima mi era piaciuta.

    • madonna Cobra

      si tra l’altro il non mantenere l’equilibrio è abbastanza ironico visto i temi trattati nella seconda serie. :P

  18. Karate kinky

    Questo è il commento di un cinquantenne che si è commosso più volte durante la visione: Cobra Kay parla di quello che eravamo e di quello che siamo, dei vecchi che stiamo diventando e dei ragazzi che crediamo di essere, del esempio che portiamo e di quello che siamo realmente… Bellissimo e commovente, bisogna volergli bene

  19. Anonimo

    Vista la 2° serie.
    Forse non bella come la prima. Un paio di episodi all’inizio un po’ ridondanti ma gli ultimi salvano il tutto. Comunque piacevole e aspetto la 3° stagione considerando il finale.
    E’ diventata molto più corale. Mentre nella prima il tutto girava intorno a Johnny, Daniel, Miguel e Robby qui c’è molto più spazio per i comprimari (forse ha più spazio Hawk che Miguel).

    Spero che per la 3° serie la figlia di Daniel si metta un po’ in forma.

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