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SUICIDE GIRLS MUST DIE? Si, tutte quante, dolorosamente.

06/07/2010 | recensioni | di Bongiorno Miike

Una prima premessa di un Miike dubbioso:
non so se sia io ad avere un karma negativo o se quelli dei 400k hanno un concetto di training nipponico in stile mr. Daimon.
Fatto sta che ogni volta che penso di essermi beccato il peggio, ecco che dietro l’angolo mi aspetta qualche sorpresa.

Una seconda premessa di un Miike crudele (e spoilerico):
No, niente orgia sadolesbomasochista alla fine.

Una terza premessa di un Miike benaugurante e neo-folk:


Ok possiamo iniziare.

La trama: prendi un tot di Suicide Girls (che sono tipo le conigliette di playboy ma con più voglia di spinterogeno), mandale in una casa sperduta abbandonata da dio e dagli uomini, fai accadere delle cose dell’horrore (tipo farle scomparire una a una) e filma tutto come se fosse un reality (confessionale compreso).
Risultato: 1 ora e mezza di “OMG! <inserire nome> è SCOMPARSA!” [mostra un capezzolo] “OMFG <inserire nome> è DAVVERO SCOMPARSA E C’E’ DEL SANGUE NEL MIO ASSORBENTE!” [mostra un capezzolo e il pube depilato].
Bene, questo era quello che speravo di vedere.

tensione emotiva

tensione emotiva

In realtà questo Suicide Girls Must Die si è rivelato essere una…

No, allora, ricomincio.

Prendiamo il concetto di vagina tatuata (d’ora in poi chiamato “lo stile fosbury”) e… ahhh… al diavolo…

È NO, ok? Ma proprio NO! Mi piacerebbe dire NI e darvi una speranza… ma questo film è NO!
Vorrei avere l’ironia colta di Dolores per poterne parlare con sagacia e pertinenza dissacrante, o la comicità di Nanni per farvelo apprezzare di riflesso, o la moglie di Wim (ma quello per altri motivi), in realtà mi devo accontentare dei poveri mezzi che ho a disposizione (e dovete accontentarvi anche voi): volendo buttarla sul paragone si può dire che questo SUICIDE GIRLS MUST DIE è in grado di rendere Bitch Slap un capolavoro del neorealismo veterofemminista contemporaneo.
Volendo essere diretti possiamo dire che una cosa simile non è un film. Nemmeno per la TV, ma neanche per i circuiti di culto. Ma neanche per le pugnette dei 17enni in pieno sviluppo ormonale. Volendo trovare una collocazione nel panorama dell’entertainment a questa cosa possiamo individuarla (forse) come il retro bottega di un’edicola di seconda mano in provincia di Biella. Ed è comunque essere buoni perché, sinceramente, il vecchio TV7 gli da pure dei punti.
Vedete, nel trailer di questa…

di questa…

di questa MERDA (no davvero, non so come scriverlo altrimenti) veniva calcata la mano sul fatto che non ci fossero attori e non ci fosse una trama.
Al che uno pensa “niente attori professionisti, e niente trama preconfezionata” e invece no!
NON CI SONO ATTORI (neanche involontari) e NON C’È ALCUNA TRAMA (neanche improvvisata).

più tensione

più tensione emotiva

Cosa è allora questo Suicide Girls Must Die? Volete davvero saperlo?
È un FOTTUTISSIMO DVD di Sexy Bar firmato dal cugino scemo (se mai ne avesse uno) di Corrado Fumagalli (che saluto con affetto).
Sono 50 minuti, su un’ora e mezza, di SOLO shooting fotografico in cui non accade NULLA. Non avete capito? Ripeto. 50 minuti di videoclip in puro MTV style che intervalla riprese con la camera inclinata a zoom lenti su degli still frame, il tutto condito con tanti capezzoli, inguini depilati e diversi cameltoe ma NULLA D’ALTRO (se non la colonna sonora di Darwin Deez): giuro che a un certo punto ho rimpianto i momenti musicarelli di Baywatch perchè c’era più trama.
Hey, capiamoci: a me la gnocca tatuata piace, e anche tanto… ma quando è troppo è troppo.
E non sto parlando di cose tipo “il rispetto della figura della donna” ma di NOIA, incredibile NOIA, totalizzante NOIA, insopportabile, smarronante, compulsiva NOIA.
Per 50 minuti.

tensione emotiva quasi insostenibile

tensione emotiva quasi insostenibile

Ma ho tenuto duro, prima o poi doveva accadere qualcosa e infatti al minuto 52 ecco che iniziano a scomparire le ragazze: prima una, poi ne trovano un’altra legata e coperta di sangue, sale il thrilling.
E poi un bello stacco su un altro shooting fotografico delle rimanenti SG e a puttane altri 15 minuti.

E siamo a quota un’ora e 10. Su un’ora e trenta.
Poi alla fine succedono delle cose, c’è gente che piange e si utilizza come escamotage narrativo la parola FUCK.
Ma è tutto ciò che potete vedere -intendo dire, proprio tutto- nel trailer di 30 secondi.
La regista di questa roba è una delle Sucide Girls che si chiama Sawa Suicide (si chiamato tutte Suicide di primo nome,  un po’ come i puffi). Ve lo dico così sapete con chi prendervela.

DVD QUOTE:

Un film NO come pochi altri.

Bongiorno Miike. i400calci.com

o più onestamente

un film che mi ha fatto salire l’odio per le donne filmmaker ma Nanni mi ha fermato prima che Dolores e Cicciolina mi spaccassero l’internet in testa

Bongiorno Miike, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Un horror con le Suicide Girls

19/02/2010 | news | di Nanni Cobretti

Serve altro?
Il titolo: Suicide Girls Must Die.
La trama: si radunano una dozzina di Suicide Girls in una baita isolata in montagna e poi, senza script, si gioca loro una candid camera in cui le si fanno sparire a turno facendo credere alle altre che siano state rapite/ammazzate. Seguono isterismi ingiustificati e vagamente fastidiosi per un’ora e mezzo.
Ok se mi fermavo al titolo del post era meglio, mi sa che è esattamente il tipo di progetto in cui più nei sai più l’entusiasmo crolla, nonché dopo Midgets vs. Mascots un altro esempio di come mandare in vacca l’idea potenzialmente più geniale dell’Universo.
Comunque qui c’è il trailer, tristemente safe for work:

Più cresco più mi chiedo checcazzo avevo fumato per quei 15 minuti in cui ho creduto che le Suicide Girls fossero meglio delle più tradizionali ma sempre affidabili conigliette di Playboy.