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The Tony Scott Thunder Challenge: Top Gun

Conoscete Roberto Recchioni? Secondo me sì.
Nel caso strano che no: 1) ha co-creato John Doe e ha messo mano a quasi tutti i fumetti più famosi d’Italia, e 2) Wikipedia.
Roberto (da qui in avanti “RRobe”) è anche un enorme appassionato di film d’azione. Con lui condivido un santino di Shane Black nel portafoglio, e l’amore incondizionato per il più furbo dei fratelli Scott.
E insomma: l’altro giorno mi ha contattato e mi ha proposto una sfida a cui non potevo rinunciare.
Siete pronti?
Si tratta di

THE TONY SCOTT THUNDER CHALLENGE

Concentratevi che vi spiego le regole. Concentratevi, eh?
Le regole:
Tony Scott, ad oggi, ha diretto 16 film. Io e RRobe ne recensiremo otto a testa, in ordine cronologico, due alla settimana ogni giovedì a partire da… adesso. Otto a testa in totale fanno: tutti. Retrospettiva completa. Ah no?
– ogni giovedì quindi, qui su i400Calci.com leggerete il film che ho recensito io, mentre a casa di RRobe leggerete quello che ha recensito lui.
– siccome NON ESISTE che io faccia una retrospettiva su Tony Scott senza l’appoggio del nostro tonyscottologo di rappresentanza Wim Diesel, ho ottenuto pure che Wim andasse a casa di RRobe a fare un commento aggiuntivo a sbafo sui film che recensisce lui. Lui per vendetta mi manderà ogni volta Mauro Uzzeo.
– voi vi sfogate nei commenti, sia da noi che da lui, dopodiché verrà decretato un vincitore con l’applausometro (credo).

Ci siete? È tutto chiaro? Guardate che non le ripeto, eh? Se non è chiaro rileggete bene e chiedetemi le cose che non avete capito. Perché “Thunder”? Perché SÌ.
Nel frattempo, a voi la mia recensione di oggi: Top Fuckin’ Gun.

Top Gun, amici telespettatori! Rendetevi conto.
Top Gun, nel caso non lo sappiate, è una di quelle storie che dovrebbero raccontare nelle scuole di cinema. È il trionfo dei peggiori valori, della malvagità assoluta. Guardatevi gli speciali del dvd/bluray se non ci credete, è tutto lì. Top Gun è la storia di come Don Simpson e Jerry Bruckheimer abbiano compiuto con coscienza e arroganza tutte le scelte più sbagliate, stupide, insensate e deplorevoli possibili, in senso sia morale che tecnico/artistico, e di come il risultato — non senza una sproporzionata dose di fortuna — sia stato un successone mostruoso, un fenomeno culturale che ancora oggi a quasi 30 anni di distanza viene etichettato come grande, immortale classico. E per di più con indubbia ragione, cazzo!
L’idea di fondo: fare un mega-spot dell’aviazione militare prendendo lo schema base del film sportivo, con protagonista il classico talento ingovernabile dal passato tragico e futuro incerto che arriva nella squadra dei sogni, impressiona, trova l’amore, perde l’amico, si deprime e si riprende in tempo per trionfare nel match finale; sostituite il football con gli aerei militari e i gol con piloti russi morti, e il gioco è fatto.
Il tutto viene dato in mano a un regista che viene dalla pubblicità solo perché in curriculum ha appunto uno spot con un aereo in mezzo: il nostro Tony Meraviglia Scott, reduce dall’esordio nel lungometraggio con quel qualcosa di completamente diverso che era Miriam si sveglia a mezzanotte. Viene assunto un consulente della vera Top Gun, l’espertissimo veterano Pete “Viper” Pettigrew, che viene poi bellamente ignorato su quasi tutto e persino preso per i fondelli con scene inutili e assurde come lezioni di teoria all’aperto tra il rumore dei jet, e il pilota che gira per l’accademia con un berretto da cowboy manco fosse Animal House. Per le scene di aerei viene strappato il permesso di filmare esercitazioni random per due giorni, e poco altro: a questo si aggiunge del girato casuale con gli attori coperti da maschera, in modo da poter cambiare i dialoghi a piacimento in qualsiasi momento. Nei suddetti speciali i montatori ricordano, con aria ancora provata oltre 20 anni dopo, di essersi ritrovati praticamente a dover inventare un film da un mucchio di riprese aeree senza senso, e rivendicano i loro diritti di co-sceneggiatori/co-registi. Questi sono i contenuti speciali di Top Gun: gente che si lamenta, più Bruckheimer che si esalta per le sue idee ignoranti che non sa nemmeno lui come abbiano fatto a funzionare, e Tony Scott che, dall’alto di una carriera che in seguito ha avuto tutto il tempo di consolidare sia i suoi meriti commerciali che quelli artistici, incarna lo spirito più puro del concetto di “fottesega”.

Dell'essere pericolosi

Detto questo, leviamoci subito di torno il tema dell’omosessualità latente.
Ho visto Top Gun per la prima volta nell’86, avevo 8 anni e ovviamente non potevo accorgermi di nulla. Una cosa che noti già a 8 anni però è che quando Tom Cruise e Kelly McGillis si baciano in controluce lui tira fuori la lingua. Era la prima volta che entravo a conoscenza di una tecnica simile. Ricordo che pensai “mmm, interessante”, che nelle modalità espressive di un bambino di 8 anni si traduce con il cappottarsi dalle risate, ma mantenni comunque l’informazione archiviata per un’eventuale analisi successiva. Nel giro di qualche anno tale nozione si rivelò indubbiamente utile.
Nel 1994 esce Il tuo amico nel mio letto, che contiene il famoso monologo di Quentin Tarantino sul sottotesto gay di Top Gun. Nel 1994 io ho 16 anni, che sono già sufficienti per drizzare le antenne. Inizia la lunga fase del “che ridere trovare i sottointesi omosessuali nei film d’azione”. È stata bellissima, eh? Non lo nego. Ne conservo dei ricordi favolosi, tipo quella volta quattro anni fa che rividi Point Break al cinema e la gente rideva ad ogni vago accenno di doppio senso gay, ovvero in media ogni 90 secondi.
Poi uno inizia a riguardarsi tutti i film d’azione a cui è affezionato, ma anche qualsiasi film d’azione in generale, che sono cose che a gente come il capo dei 400 Calci capitano veramente con una frequenza poco normale, e si rende conto che non ha molto senso come discorso. Diciamocelo: casi clamorosi come X-Men: l’inizio fanno ancora molto ridere, ma per il resto cercare il sottotesto omosessuale nei film d’azione è come cercare il product placement negli episodi di Sex & The City. Non è che in realtà non fa ridere, è proprio che grazie al cazzo che c’è, è parte integrante del concetto stesso del genere. Dinamiche come quelle tra Tom Cruise e Val Kilmer, uno l’eroe ribelle e l’altro il suo rivale n.1, sono normali e necessarie per un film di questo genere. Poi potete sbellicarvi quanto volete perché si fissano di continuo, si tirano le frecciatine, si parlano a mezzo centimetro dalla faccia e ci sono circa 18 scene in cui sono seminudi negli spogliatoi, ma è semplice questione di aderenza ai luoghi comuni di questo tipo di storia. E sono seminudi perché Top Gun aveva capito di dover attirare entrambi i sessi, che è forse la vera chiave del suo successone. C’è Tom Cruise, non Arnold Neanderthalenegger.
La famigerata partita di beach volley viene poi spiegata negli speciali dallo stesso Tony Scott senza mezzi termini: “non capivo esattamente che senso avesse, per cui l’ho girata come se fosse un porno”.

"I am Pete 'Maverick' Mitchell and I approve this message"

Poi c’è la questione Ronald Reagan. Bello l’86, eh? Si aveva tutti un nemico comune. Un nemico comune cazzuto e con l’accento buffo e inconfondibile. Un nemico comune grosso, vero, umano, che incarnava paure reali. Una volta si poteva fare. Una volta c’era l’embargo reciproco USA-URSS, e a nessuno gliene fregava niente di fare bella figura con l’altro. Confrontate questa situazione con oggi, dove un film per rientrare dei propri costi deve vendere un casino in tutto il mondo, paesi minori insulsi inclusi, per cui non ci si può più permettere di offendere nessuno. Il risultato? Tocca usare gli alieni dallo spazio e girare cose senza senso come World Invasion.
È abbastanza ovvio che un altro obiettivo di Top Gun fosse ingasare i giovani americani e convincerli ad arruolarsi in aviazione (cosa che puntualmente accadde): la via per farlo, oltre che ricalcare i film sportivi anziché quelli di guerra, era dipingere l’Accademia Top Gun come un fighissimo misto di adrenalina, emozioni, cameratismo da college, divertimento, istruttrici gnocche e karaoke. I nemici sono Mig 28 pilotati da anonimi col casco integrale, e ogni tanto invadono lo spazio aereo USA senza motivo per cui c’è da ricacciarli indietro a missilate, che è come un videogame in cui muovi il mirino col joystick e poi premi il pulsante rosso in mezzo. In Top Gun succedono cose che nella realtà sarebbero scoppiati disastri diplomatici e guerre mondiali per molto meno, ma che qua vengono risolte con quattro spari o — nel caso della prima scena di battaglia — con un dito medio e una polaroid in volo rovesciato. La vittoria è una festa al pub e il giorno dopo a scuola come prima.

Perché loro valgono

Poi c’è la musica. Davvero, guardatevi gli speciali. Jerry Bruckheimer confessa di aver scelto i brani della colonna sonora facendosi mandare una montagna di demo da chiunque, e ascoltando solo i primi sette secondi di ogni pezzo. Lo dice come se fosse il trucco più geniale di questo mondo. E tu vorresti anche ribattere qualcosa, poi però ti ricordi che ha venduto papermiliardi di copie (e tu ne hai in casa due, in musicassetta e cd) e che ha portato a casa persino un Oscar grazie a Take My Breath Away. Com’è?
La musica ovviamente nel film è importantissima: un’altra cifra stilistica tipica della metà degli anni ’80, di cui Top Gun è fiero rappresentante anche se in modo meno estremo di un Rocky IV, è imballare il film di canzoni per farlo assomigliare a uno zapping su MTV (dico l’MTV di allora, quando trasmettevano appunto musica). Le canzoni della colonna sonora accompagnano praticamente tutto il film, spesso per intere sequenze. La primissima scena mostra aerei in partenza prima sulle note dell’immortale tema composto da Harold Faltermeyer, poi sull’arcinota Danger Zone di Kenny Loggins. I due pezzi si sentono quasi per intero, uno dietro l’altro, prima ancora che inizi uno straccio di narrazione. Poi c’è la partita di beach volley su Playing With The Boys, sempre di Kenny Loggins, ci sono le sequenze romantiche appunto su Take My Breath Away, e ci sono due scene di pseudo-karaoke dove i nostri protagonisti improvvisano You’ve Lost That Loving Feeling e Great Balls of Fire. E ogni tanto spunta la magica chitarra di Steve Stevens.

"Miserereeeee miiiiisero meeee... però, brindo alla viiiiitaaaaa..."

E il nostro Tony? Al suo secondo film, Tony si piega già a 90 alla macchina Hollywood, incassa l’assegno, sposa in pieno la missione tamarra della pellicola e vi applica il suo occhio patinatissimo e il suo già impeccabile senso del ritmo. E a reggere il resto del film ci pensano i suoi convintissimi protagonisti: Tom Cruise, tutto grinta, nervi e sorrisoni nel film che lo ha trasformato in una star; Val Kilmer, dal carisma già strabordante; Kelly McGillis, la sexy-donna in sexy-carriera; Anthony Edwards, buffo e tenerone come le migliori spalle comiche, e il suo equivalente rivale Rick Rossovich (“Slider? Tu puzzi”); i cazzutissimi istruttori con le facce di pietra di Tom Skerritt e Michael Ironside; uno dei primissimi ruoli per una Meg Ryan tutto pepe; e ovviamente Sguardone… no, scusate, Sguardone era in Hot Shots. In ruoli minori compaiono anche James Tolkan (il preside di Ritorno al Futuro) e John Stockwell (che finirà a dirigere filmaccissimi come Turistas), più Tim Robbins e Adrian Pasdar nei ruoli semi-anonimi di piloti di contorno.

In conclusione: il film è stupidissimo, ma è un capolavoro, un miracolo e un capolavoro, non passa un anno senza che me lo riguardo e lo amerò per sempre.
E pensare che di norma io ODIO i film con gli aerei.

Il commento di Mauro Uzzeo:
I film preferiti di mia madre sono il secondo Star Wars, il terzo MadMax, tutti i Robocop (compresa la serie televisiva) e Top Gun. Me lo fece vedere tre volte, sufficienti per capire che sì, le riprese aeree come nessuno mai, sì, le luci di Ridley filtrate da Tony, ma soprattutto, sì, la colonna sonora. Convocai la Femmina Che Non Me L’avrebbe Mai Data e iniziai facile: Otis Redding, scelta colta e neutra. Poi You’ve lost that lovin’ feeling dei Righteous Brothers, espertissimi in materia di sesso autoparcheggistico e a quel punto, il colpo di grazia: Take My Breath Away. Le nostre lingue umiliarono quelle di Cruise & McGillis (per i completisti, durante la scena di sesso, la lingua di Maverick colpisce cinque volte, quella di Charlotte, misere due) poi lei si fermò d’improvviso. “A proposito… te l’hanno mai detto che sei uguale identico a Goose?”. Nonostante le mie Great Balls of Fire spensi tutto e la mandai via. La troia.

Che gran paese gli Stati Uniti d'America

DVD-quote:

“Lassù, con il meglio del meglio”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

E ora, per l’altra parte della sfida, leggetevi la rece di RRobe di Miriam si sveglia a mezzanotte, con commento aggiuntivo del nostro Wim Diesel

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92 Commenti

  1. friends with benefits è bellissimo, MH.

    una cosa che ho fatto per la prima volta in occasione dello speciale, comunque, è stata guardare top gun in chiave “film del regista di Miriam”. che è una bella botta, perchè in qualche modo si giostra col tempo e lo spazio in un modo del tutto diverso. è stupido dirlo di un film che è stato stroncato (forse giustamente) per motivi perlopiù ideologici, ma quanto cazzo è western Top Gun rivisto oggi? uno potrebbe ributtarlo in sala uguale e sembrerebbe un film fichissimo e contemporaneissimo. beh, a parte giubbotti e capelli.

  2. umbem

    @ nanni: che poi è il meccanismo degli spot delle automobili – scelgo il target di riferimento e piazzo canzone manifesto di quella corrente di quella generazione.

    @ stanlio: sono d’accordo, in effetti mi son bruciato quella distinzione, son due cose diverse, anche se – credo – il risultato nello spettatore in termini di “retrolampo” sia molto simile: ascolti take my breath away e apri il varco spazio-temporale su top gear gun (cosa che succede su moltissimi pezzi) / ascolti take the a train e apri il varco spazio-temporale su W.A.

  3. @Nanni: ecco, sì, era proprio quello che intendevo.

  4. Grandissima recensione!

    Un solo appunto: Top Gun parla dell’aviazione di marina (US Navy) e non dell’Aviazione (USAF)…

    Sennò non avrebbero senso poi i film con Louis Gosset Junior dedicati all’F16, con i soldi dell’aviazione che aveva perso un sacco di reclute, tutte corse in marina, perchè lì si era vestiti di bianco e si ciulava come dei ricci giocando a beach volley…

    Cordialità

    Attila

  5. Clark Kentucky Fried Chicken (10% in più di panatura croccariella)

    Magistrale.
    sono di parte, ho letto entrambe le recensioni ma amo Nanni e quindi il mio voto va a lui (RRobe non sfigura di certo, anzi)

    attendo con ansia il prossimo giovedì.
    mi complimento per l’ottima iniziativa!

  6. Cleaned

    A rivederlo in alta definizione ho notato per la prima volta il “sopracciglio unico” di Tommaso Crociera

  7. DoneBabyDone

    Nanni Win, sbrodolo anch’io nell’attesa dell’Ultimo dei Boy Scout.
    Ho rivisto Rocky III l’altro giorno e quando Apollo e Rocky corrono sulla spiaggia abbracciandosi a rallentatore nell’acqua è -cristoddio- più gay di ShortBus.

  8. Ah ecco io non l’ho detto ma lo speciale tutto è un’idea sbrodolante e in particolare attendo con ansia il momento di True Romance, colpevolmente scoperto in tarda età (cioè tipo due anni fa) e per cui ho una grande e divorante passione.

  9. Dévid Sfinter

    @stanlio rimosso purtroppo, ero piccolo. ricordo solo l’amore totale che provavo per Patricia Arquette prima che diventasse un travesta.
    cast che nemmeno Soderbergh tira su.
    ecco c’è da dire che l’ufficio casting di Tony non sbaglia un colpo.
    Se parti con Bowie, Sarandon e Deneuve…

  10. @Dévid (e poi mi ammutolisco sull’argomento finché non è il momento): preparati bene e riguardatelo. Io che sono tardo non ho neanche la scusa della nostalgia: è un bellissimo film, anche molto sorprendente (almeno per me).
    Top Gun, invece, per tornare in topic, è uno di quei film che trovo complicato riguardare: di solito i films del quando ero piccolo amo riguardarli in compagnia, e regolarmente tutti coloro con i quali solitamente mi rispondono “ma a me non era mica piaciuto, non ho voglia di rivederlo”. Dovrò affrontare la ri-visione in solitaria, è davvero tipo quindici/vent’anni che non.

  11. Gigos (vengo quasi in pace)

    Per ravvivare ulteriormente la sfida si potrebbe fare che il perdente alla fine avrà 3 giorni per (a scelta):
    – togliersi la vita
    – guardare al cinema Ti stimo fratello, legato tipo cura Ludovico.

  12. John Who?

    I maligni direbbero che Rrobe si è inventato questa sfida solo per reinsediare Nanni al ruolo che gli spetta di diritto e invertire un trend ultimamente un po’ loffio. Quanto sono maligni i maligni.

    (Comunque grazie)

  13. Kairos

    Ma guarda te se deve essere una maschia bromance come quella fra te e Recchioni (Tony Scott vi fa una sega, a voi due) per farmi uscire dal mio comodo lurkeraggio. Eppure stavolta devo espormi al pubblico ludibrio. Devo.

    E sì che sono d’accordo praticamente su tutto. Nanni, se c’è una cosa che apprezzo nelle tue recensioni (oltre a come scrivi, che mi piace un sacco) è la tua onestà intellettuale. Intendo dire che riesci a far convivere in modo mirabile una critica di merito che non nasconde i difetti di un film dietro la lente rosa dell’appassionato con quell’amore che è la molla che dovrebbe sempre muovere (e purtroppo non sempre muove) chi scrive professionalmente di cinema.

    Magari i miei gusti non saranno esattamente collimanti coi tuoi. Magari il mio oggetto d’amore primario – cinematografico – è più il fantastico che non l’azione in quanto tale. Ci sta. Ma il punto è che, come critico, ti ho inquadrato. Nel senso che so dove stai rispetto ai miei gusti, e una volta capito come orientarmi la tua affidabilità come recensore, ormai sperimentata innumerevoli volte, è uno dei motivi che mi fanno tornare con regolarità sui 400 calci. Davvero Nanni, sei una sicurezza. Che poi, non è neanche che orientarmi sia così difficile. Diciamo che mediamente sto dove stai tu, al netto di quel surplus di amore che io evidentemente ripongo altrove.

    E allora succede che mi trovo d’accordo con praticamente tutto quello che hai scritto, ma non posso esimermi dall’intervenire quando, al termine di una recensione che fin lì ho condiviso al 100%, trovo associato a Top Gun il termine ‘capolavoro’. Perché no. Perché, davvero, NO.

    E lo so che lo sai anche tu. Lo so che quel ‘è stupidissimo ma è un capolavoro’ significa ‘è stupidissimo ma io lo AMO’. E va bene così, ci mancherebbe. Lo so anch’io cosa significa. Ma mi piacerebbe che lo ammettessi, perché solo così mi sentirei a mio agio, per una volta, a stringermi con la popolazione di questo sito in un virile abbraccio collettivo in nome dell’ammore. Altrimenti me ne resterò in disparte, frustrato come di fronte a un orgia gay a cui vorresti partecipare, ma non osi, perché in fondo non ti senti gay abbastanza.
    Lacrimuccia.

  14. @kairos: grazie mille, apprezzo davvero molto. Per essere un capolavoro nel senso comune letterale quasi tutte le premesse di Top Gun avrebbero dovuto essere diverse. Ma per come e’ partito e soprattutto come e’ stato gestito e’ comunque un film dieci volte migliore di quello che meritava di essere. Ha ragione Wim quando commenta che di diverso da un film di oggi ha solo giubbotti e pettinature. E’ un capolavoro in questo senso. E anche perche’ lo amo.

  15. Kevin Mac Nappara

    Ragazzi, Harry è ancora vivo. E lotta con voi. Forse verrà dimesso già questa notte. Fiuuuu… Paura eh ?
    Mi ha comunicato che l’infarto era dovuto al connubio con il flatulente rrobe, ma la rece di cainannibal gli era piaciuta tanto.
    Dai raga, possiamo dormire sonni tranquilli, il King of Cocco si fará !
    Comunque Cruiser ha una certa… Nappa !

  16. @Kairos: ehnnòpperò! Non si fa così! Fai una premessona lunghissima in cui dici un sacco di cose, arrivi al punto («Top Gun non è un capolavoro») e poi non motivi!
    No, ma serio: sono curioso, per vari motivi. Perché dici che TG proprio no?

  17. babaz

    ma che sottotesto gay, quella è bromance, solo che gli yankee reaganiani ancora non conoscevano il termine (noi sì!).
    Ho pensato la stessa cosa di Stanlio, “80’s … those were the times!”

    non riesco a pensare a qualcosa di più figo di questo film
    è figo e basta

  18. Michael Jail Black

    Fntastica rece!!! Non posso permettermi di dire altro che, siete gente di un altro livello.

  19. Mashiro Tamigi

    Nanni, se io fossi un pilota russo il tuo sarebbe il più bel dito medio della mia (nell’86 breve) vita! Non si può fare un commento ulteriore, la rece è perfetta. Ogni critica a top gun, per quanto vera, legittima ecc ecc va spazzata via con un bel “Fottesega!” Top Gun è e rimane FIGO e voi siete e sarete sempre dei bulli!
    Virili e maschi saluti, me la fuggo in sella alla Kawasaki con occhiali da sole e tramonto alle spalle; se mi fermano i vigili gli dico che mi hai dato il permesso tu, posso?

  20. Kairos

    @Stanlio: La risposta breve potrebbe essere perché, al contrario di Nanni, non lo amo.

    Altra premessa (oggi esagero, ma visto che presto tornerò al mio comodo lurkeraggio, per stavolta me lo permetto): sono del 1970. Il che vuol dire che ho vissuto i ’70 e gli ’80 indiscutibilmente elle età giuste: bambino nei primi, teenager nei secondi. Cioè, voglio dire: Guerre Stellari visto a 8 anni. I cartoni giapponesi sparati in vena, quando ancora vigeva la programmazione selvaggia, quella delle tv private, prima della normalizzazione mediaset; lo Spielberg migliore visto al momento giusto. E potrei continuare. Nel 1986 avevo 16 anni, ed ero nella fase in cui cominciavo ad appassionarmi davvero di cinema, e a farmi delle domande. Magari le risposte erano sbagliate, ma capite il concetto.

    Siccome ero già allora un fottuto relativista, cominciali a capire che il capolavoro, o più in generale il grande film, era quello che mi lasciava dentro qualcosa che ruminava, non necessariamente di facile decifrazione. E che ragionare sul perché un film era grande voleva dire analizzare più questo ‘qualcosa’ che non il film in sé. La critica come introspezione, insomma.

    Cito un po’ di esperienze a caso: l’inquietudine che ti resta addosso dopo il primo Rambo, che non è solo un film d’azione; il piacere fisico (suo e nostro) e quasi fine a se stesso che percepisci nella perfetta padronanza della macchina cinematografica propria del primo Spielberg; l’ironia nera di Dante, il migliore dei sui allievi; la perfetta gestione della tensione di un McTiernan, prima che rincoglionisse. Voglio dire, solo nel 1986 sono uscite bombe come La mosca e Aliens: come pensate che il sorrisone di Maverick potesse avere una chance? Poi è ovvio, avevo 16 anni e mi gasai. Ma l’ingasamento per Top Gun non era quello del grande film: somigliava piuttosto a quello che provai quando andai a vedere un rally dal vivo, e vidi con i miei occhi passare la mitica Delta HF Integrale, e la sentii rombare, e dopo una curva e una frazione di secondo era già sparita; ma in quella frazione cavolo se godetti. Quello di Top Gun era l’ingasamento di chi voleva volare ai comandi di quello che all’epoca era l’aereo più figo di sempre, o correre in moto verso il tramonto inseguendo un jet in decollo, o slinguazzare una come Kelly McGillis. Top Gun era un sogno bagnato per teenager, e io lo ero. Era il senso di ogni possibile poster alla parete espresso in forma di film. Era quello che tutti noi avremmo voluto essere. In questo senso lo presi in pieno, e lo ricordo ancora con grande affetto. Ma non lo scambiai mai per un grande film, e da allora non ho mai particolarmente desiderato rivederlo (qualche volta, in tv, è successo di sicuro, ma è passato tantissimo tempo).

    Top Gun è un perfetto rappresentante della sua epoca, su questo non c’è dubbio. Ma i protagonisti erano meri stereotipi, e si vedeva già allora. Per quanto le sequenze aeree siano spettacolari, non c’è mai un momento di vera tensione. I russi sono mere cartoline il cui unico scopo era di far risaltare la figaggine dei protagonisti. Che Iceman, con tutto il suo carisma, andasse in palla in quel modo non ci hai mai potuto credere, e, anche restando nel più stretto rispetto delle regole, già allora avresti voluto che si fossero inventati qualcosa di meglio. Ma questi sono peli nell’uovo, e Nanni è stato anche più puntuale di me nella disanima dei difetti. Il punto vero è che, passato l’ingasamento immediato, dietro non mi rimase nulla, se non un bel ricordo dei miei 16 anni. E forse, in questo senso potrei anche rivalutarlo: Top Gun come uno dei migliori film sull’adolescenza mai realizzati. Non un film sugli aerei. Non un film d’azione. Ma un film sui sogni più ingenui di una generazione, cristallizzati in un immaginario talmente anni ‘80 da far male. Ma ripensandoci di nuovo, anche in questo senso un film ‘vero’ come Ritorno al futuro funzionava meglio.

    Per concludere: è un icona del suo tempo. È, indubbiamente, un classico. Lo si può amare. Per quello che è e che è stato, smentendo alla fine quello che ho detto all’inizio, lo amo anch’io. Ma capolavoro, o grande film, questo no.

    Mi taccio.

  21. Secondo me, togliendo di mezzo sentimentalismi e passioni, una ragione per cui Top Gun è un film DAVVERO importante, c’è:
    il modo in cui Scott usa la fotografia e le luce e la sua fottuta paletta cromatica.
    Prima non c’era. Poi è stata solo sua per qualche tempo. Poi l’hanno iniziata a usare tutti. Michael Bay, senza Tony Scott e la sua paletta cromatica, non sarebbe proprio esistito.

    Varrebbe pure la pena di parlare del montaggio ma quello è un derivativo dei video musicali dell’epoca.

  22. @Kairos:
    Tu stai giocando. E pensi che tutto stia andando bene. Poi una cosa va storta. Un’altra.
    E un’altra. Tu provi a reagire, ma più cerchi di lottare, e più sprofondi. Finché non riesci più a muoverti.
    Non riesci a respirare, perché sei sopraffatto. Come nelle sabbie mobili.

    Questa e’ roba profonda…
    E guardare Top Gun ancora oggi e’ fottersene della merda.
    Entiendes?

  23. Slum King

    Dopo un conteggio dei vari “io voto” abbastanza sommario, sia qua che di là, Nanni è in vantaggio tipo di 10.
    Così per fare statistica.

  24. Kairos

    @Sughrue: ad essere, sincero, non molto.

  25. Harry Piotta - King of Cocco (Kumitè)

    Me la sono vista brutta, ma sono tornato.
    Buoni, buoni. No dai niente applausi. Grazie. Grazie.
    Tutto molto bello: la rece di Nanni. Ma questo cross over con rrobe mi ha lasciato infartato. Come è possibile prestarsi alle baggiante da parrucchiera partorite da rrobe ? E poi l’obbligo di andare sul suo sito, altrimenti non saprai mai come si completa la rece (!).
    Anyway.
    La più grande cazzata l’ha sparata proprio, lui: rrobe.
    Eccola:

    una ragione per cui Top Gun è un film DAVVERO importante, c’è:
    il modo in cui Scott usa la fotografia e le luce e la sua fottuta paletta cromatica.
    Prima non c’era. Poi è stata solo sua per qualche tempo. Poi l’hanno iniziata a usare tutti.

    Ora, mi chiedo: quanti film hanno la fottuta palette cromatica ? tutti. Quanti hanno i colori che solo loro ce li hanno così ? altrettanti. Ma poi, questo MODO in cui Scott fa le cose, quale è ? perché non viene descritto ? No perché sennò qualunque cretino può parlare di tecnica, così senza dire niente di tecnicamene rilevante.
    Poi faccio notare che per rrobe la fotografia e la luce sono due cose diverse. Eh sì. Le indica entrambe. Come se fotografia non significasse già scrivere con la luce. Ecco, intanto rrobe ci spieghi questo piccolo capolavoro, che altrimenti uno pensa tu sia analfabeta.

    Quella di rrobe, è la tipica frase che la parrucchiera dice alle amiche per far vedere che lei sa, lei conosce, si informa, e parla di cose di cui loro non sanno nulla. Peccato che queste frasi facciano venire la pelle d’oca per la vergogna. Sono frasi prive di senso. Come dire che un film è bello perché… è bello. Ma si può ?
    La fotografia di Tony Scott, specie in TP, è una fotografia semplice, di una banalità sconcertante ma eseguita con grande perizia, sebbene sia anche pacchiana, da camionista intenditore di fotografia. C’è il fitro graduato tabacco sul cielo, ragazzi. Quel filtro che si usa nei matrimoni. Lammerda, insomma. Quei filtri che trovi nelle cartoline esotiche, quella deriva di piacioneria cicciottosa che affiora nelle cartoline. Come e peggio dei lens flare posticci. Rendo l’idea ?
    Ecco: per rrobe hanno iniziato ad usarla in tanti; stiamo parlando di una “fotografia” “luce” “palette” che i camionisti conoscono da secoli, si badi bene. Beh, allora citamene almeno una dozzina, di questi registi che copiano il nulla (visto che non sai nemmeno definire ciò di cui parli).
    Come si può pensare che una cosa vecchia come il sole possa essere non solo inventata, ma anche copiata ? La fotografia dei Tony Scott, incluso il mio adorato Boy Scout, è roba da camionisti, roba che va bene, ma niente di nuovo, niente che non possa essere riprodotto da tecnici bravi.
    E la frase con cui rrobe incide la sua propria ingnoranza, è metastasi di tutto il male possibile esistente nel cinema. Nella frase di rrobe, insomma, c’è Lombardi. C’è il Dario Argento di Dracula 2000. C’è lammerda. E adesso è qua, con i 400.
    Sic!

  26. Harry Piotta - King of Cocco (Kumitè)

    E poi voleva parlare anche del montaggio ! Dico: del montaggio. LUI. il cieco.

  27. Perché la rece di Top Gun non è mia, Harry.
    Un giorno mi metterò a parlare dell’uso del colore di Tony Scott e di come abbia influenzato l’immaginario collettivo, e tu imparerai qualcosa.
    Contento?
    Adesso, dai, respira tranquillo che nessuno ti sta togliendo nulla.

  28. Gustavo Lafava

    Piotta-Rrobe 20-0.

  29. Da banalissimo e scopiazzante scribacchino sul cinema, dico che harry è un violento! Un bullo! Un arrogante isolato! E che però serve come il pane, non lascia buttar via frasi liquiditor superficiali e frettolose, che andrebbero invece benissimo per una gran quantità di lettori. Poi ovviamente passa all’offesa personale perché è un cattivo che neanche Maverick. Però serve. Quindi Harry…ti vengo dietro!

  30. Harry Piotta - King of Cocco (il kumité)

    @effettococco
    Tutta invidia !
    Solo perché hai capito di non essere in grado di partecipare al King of Cocco, cerchi di delegittimarmi. In modo da annullare anche il kumitè a cui non puoi partecipare. Dico bene ? Ti ho beccato.
    Se però fosse come dici, avrei toppato clamorosamente. Infatti il mio intento era umoristico. Nonché veritiero. E le mie osservazioni rimaste senza contraddittorio sono lì a dimostrare che avevo ragione. Ma pensavo anche di essere stato scherzoso nell’argomentare il mio dissenso. No ?
    Sappi però che non ho offeso nessuno. Infatti rrobe è sempre contento di ritrovarmi e grazie a me ha capito alcune cose che finora gli erano sfuggite.
    Comunque, nel dubbio (che tu dica il vero), mi dimetto. E se mi richiamate, come le altre volte che me ne sono andato, beh questa volta non torno. Capito ?
    Perdincicocco.

  31. Clark Kentucky Fried Chicken

    la fotografia nei film di Tony la poteva curare pure Biascica.

    “Smarmello?”
    “Apri tutto, smarmella cazzo!”

    e con gioia e una punta di fremito intestinale che mi dichiaro incredibilmente d’accordo con Harry il Nappuomo redivivo.

  32. Jean Claude Bam Bam

    Ok a me non frega niente del contest, adesso voglio vedere RRobe e Piotta che si azzuffano.

  33. ho due culti assoluti: Top Gun e Giorni di Tuono. spero che Cobretti si occupi pure di quest’ultimo.

  34. Harry Piotta - King of Cocco (il kumité)

    Buonasera e Buon cocco a tutti.

    Ma per mille Nappuomi dalla nappa zebrata, visto che sono un violento, mi congedo. Ma ci tengo a ribadire che con Rrobe non ce l’ho personalmente (manco so chi sia) ma solo per quello che scrive. Uno che dice fotografia e la distingue dalla luce e dal colore, merita una minzione spciale. Eccheccocco ! Non si tratta solo di cinema o fumetto: è proprio la lingua italiana a soffrire e non per l’ortografia, ma per i concetti, per il significato delle parole che viene a mancare. Così. All’improvviso.

    Adesso me ne vado, ma prima lascio la parola a Kevin MacNappara, l’AD del King of Cocco.
    Kevin, a te:

    Kevin MacNappara says: ma io non ho un cazzo da dire !

    Occocco! Intendevo Kevin MacCocco. Kevin, a te.

    Kevin MacCocco says: Grazie Harry. Ma porco cocco ! Ci lamentiamo tanto delle boiate che scrive Maltese (e a ragion veduta) e poi chiamiamo un altro analfabeta a immettere “marmella” ? e poi di chi sarebbe la colpa ? Tua. Ecco, Harry, tu sei un martire. Un eroe della luce. Un grande applauso a te, così parsimonioso, leale e paziente.

    Beh, Kevin: grazie. Sono molto legato alla famiglia MacCocco. E ora, chi vuole, può dare il proprio contributo scrivendo un commento contenente le parole:

    Forza Harry ! Forza Cocco! 

    Ai più veloci verrà inviata una foto del Nappuomo che prende a nappate Maltese.

    p.s.
    @ Bam Bam, Fried Chicken, EffettoCocco
    Grazie amici. Uniamo le nappe, la vittoria ci arriderà !

  35. Per dio Harry, qui a parte quell’antisemita di Schiaffi (che dio l’abbia inviso) non ho mai letto nessuno che faccia sul serio. Va’ pure in vacanza, ma torna presto. Non partecipo al giuoco del cocco perché odio ferocemente la batida.

  36. Harry Piotta - King of Cocco (il kumité)

    (si accende un sigaro cubano)
    (inala ed espira pacatamente)

    Checcocco gente ! Checcocco !

    Beh, dopo questo trionfo della ragione e della logica heisenbergeriana, mi sento in diritto di avanzare un richiesta. Oltre ad essermi ri-assunto al volo con tutti gli onori. Ebbene sì: richiedo espressamente la rece espressa del sequente film del 2009:

    RUN! BITCH RUN!

    @Kofiannanni
    lo chiedo a te, naturalmente. Ma accetto anche l’ipotesi che diventi una punizione per Miike.

    For you consideration, le tette :
    http://imageshare.uk.to/?v=BMcF.png

    For you consideration, una coltellata in culo come mai si era vista (e non si capisce se è un lui o una lei a riceverla, anche se temo la prima):
    http://imageshare.uk.to/?v=7xSwH.png

    E ora, chi può privarci del conforto di questa rece ?
    Dai che non vedete l’ora…

  37. Gabriel Puntello

    Wow! Arrivo con X anni di ritardo… e chi lo sapeva che avevate recensito pure Top Gun?! Mio film mito da sempre, SEMPRE! Non il migliore, non il più bello (lì regna incontrastato “Heat – la sfida”, con “Collateral” molto vicino…), ma quello che mi ha fatto più sognare. Sarà la passione per i caccia (che prima non avevo!), sarà per la colonna sonora… sarà per quella miriade di frase fatte tipiche USA che un po’ ti fanno storgere il naso ma non possono non mancare, tipo “…There are no points for second place…”, sarà che ti faceva schizzare l’adrenalina a mille durante le scene di combattimento, oppure per una sorta di cameratismo presente… chissà?
    Noto invece con disappunto che riguardo alla colonna sonora, più che Kenny Loggins o i Berlin sono stati i Cheap trick con la loro “Mighty Wings” a rendere questo film mitico, tanto che le varie tracce instrumental sono presenti in quasi tutti gli scontri aerei. Ci sono addirittura dei video su YT con queste isolate dai dialoghi, ma con presenti i rumori dei turbo reattori… qualcosa tipo questo:
    https://youtu.be/TV7EnGmDat4

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