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Il Cavaliere oscuro – Il ritorno – La recensione

E quindi alla fine si scopre che Bane era Tom Hardy.
Sapete com’è, tiene la maschera su tutto il tempo, parla come Darth Vader, non c’erano i titoli di testa… quando finalmente per un istante lo si vede a faccia scoperta sono rimasto genuinamente sorpreso.
Un’altra cosa che ho scoperto è che il Commissario Gordon era Gary Oldman, ma questo solo grazie ai titoli di coda, perché nel film non toglie mai parrucca, occhiali e baffi da Ned Flanders.
Non so se contano come spoiler… lo erano? Se sì, chiedo scusa. Sapete che normalmente quando spoilero lo dico sempre, o prima o dopo.
E so anche che il film da voi esce tra un intero mese e che siete molto sensibili su questa faccenda, per cui mettiamoci d’accordo subito sul resto del post: quando vi faccio l’occhiolino, significa che sto per spoilerare, ok?
Anzi, facciamo che li lascio tutti alla fine del post e ve lo scrivo prima.
Procediamo.
La prossima sezione è SENZA spoiler.

"Si dia inizio alle danze!"

Le news probabilmente le avete lette: una delle cose più incredibili capitate di recente è la storia di Rotten Tomatoes che per la prima volta ha chiuso la sezione commenti per dopo che un critico che aveva stroncato Il cavaliere oscuro – Il ritorno (davvero? davvero lo chiamano così in Italia? ma questo è un attentato bello e buono alle mie sinapsi mentali) aveva ricevuto decine di minacce di morte da gente che non aveva ancora visto il film (la notizia è di martedì scorso, quando non era ancora uscito se non nelle proiezioni stampa). La prevenzione e chiusura mentale più spudorata, insomma. Nemmeno i fans di Twilight si erano spinti a tanto.
Se ci pensate, questo dice cose molto interessanti sui Batman di Nolan. Per me è una delle conseguenze di quello che già altrove credo di aver battezzato “effetto Bocelli”. Presente no? Uno fa il cantante lirico ma non è abbastanza bravo, per cui si affida a un repertorio pop e voilà, avendo abbassato le premesse di colpo non viene più considerato un mediocre cantante lirico ma un fuoriclasse del pop… quelle cose lì.
Nolan tutto sommato campa su un pasticcio simile. Ormai è chiaro che i suoi non sono film di supereroi ed è inutile che faccio finta di stupirmi. È anche inutile però che lui si nasconda dietro un dito: il suo non è un fumettone elevato a tematiche adulte, ma un film serioso ed ambizioso reso occasionalmente insensato per la strana fissa di alcuni personaggi di mettersi costumi ridicoli. Però, portando il marchio “Batman”, chiama dentro gente (tanta, tanta, tanta gente) abituata ai blockbuster fracassoni che, trovandosi davanti a riflessioni più complesse del solito sul significato dei simboli, della giustizia e della politica – riflessioni che, va detto, Nolan ripete a chiare lettere ben scandite affinché siano tranquillamente accessibili a tutti – si sente di colpo trattata da persona intelligente.
Concettualmente non ho problemi, tutt’altro, è una cosa molto interessante e oserei pure dire “importante”: alzare l’asticella intellettuale dell’intrattenimento su larga scala non può che essere un bene, genericamente parlando. Anche se il risultato è un’inevitabile via di mezzo, queste vie di mezzo sono importanti nella misura in cui tengono il cervello della gente un po’ più acceso del solito e la stimolano, la ispirano magari a provare qualcosa di più impegnativo. Ci siamo passati più o meno tutti. Pure io. Ho provato, ho detto “fa lo stesso” e sono tornato alle cose sceme di prima, ma ci ho provato ed è stato utile.
Insomma, fino a qua mi va benissimo. Ma quando leggo in giro che sarebbero capolavori… Dai, sono enormi paciughi, pesantemente condizionati sia dalle esigenze naturali degli studios che dai ripari logici offerti dal mondo fumettoso di Batman, a cui spesso e volentieri Nolan si appoggia per tappare i buchi ogni volta che non gli vengono in mente le soluzioni realistiche che piacciono a lui. Hai momenti seriosissimi di gente che discute filosoficamente di come gestire il problema del crimine organizzato, poi hai momenti action popolati da gente in pigiama che si lancia giocattoli – a cui tra l’altro Nolan succhia la vita con un’apatia che in questo terzo film raggiunge vette sbalorditive. Hai momenti in cui Bruce Wayne pianifica di farsi spedire l’elmo e i cornini del casco di Batman da due aziende separate affinché non facciano un compromettente collegamento, e poi COME CAZZO L’AVRESTI ATTREZZATA LA BATCAVERNA, DA SOLO COL MECCANO?

Weeeell, shake it up babyyy (shake it up baby) - Twist and shoooout (twist and shout)...

Questo terzo film, più di ogni altro, è una seriosissima, adulta epica criminale condita di contentini per bambini. Non ha senso. Prima si discute del ruolo di Harvey Dent e Batman nella situazione politica e morale di Gotham, poi si vede Catwoman che scappa da una finestra facendo un salto mortale all’indietro su tacchi 12. Sono cose che andrebbero fatte organicamente, con una certa coerenza, e invece è un continuo, schizofrenico dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Vi ricordate gli altri due capitoli, no? Un film intero a spiegarci per filo e per segno come Bruce Wayne abbia acquisito la forza fisica e le paranoie mentali per decidere di combattere mascherato per i suoi ideali, poi tre minuti netti per trasformare Harvey Dent nell’esatto contrario di se stesso. Se Nolan ha un’idea raffinata, ce la mette. Se non gli viene in mente nulla di brillante butta una pacchianata, spera che non se ne accorga nessuno e alla peggio dice “oh, è Batman”. Questo terzo film è peggio, perché è lampante, per ritmo, durata e sproporzione fra le parti, che Nolan non ha la minima intenzione di parlare di supereroi. Bane è mascherato, ma non è una sua scelta quanto un’esigenza puramente fisica, per cui non cambierebbe nulla se non lo fosse. Catwoman è mascherata, ma esclusivamente per proprio vezzo estetico anch’esso ininfluente. Batman… discorso simile, ma questa parte la lascio alla sezione spoiler. E questa schizofrenia dà fastidio, perché ti sballa continuamente le regole di riferimento: se vuoi vedere un film serio, ti tocca sopportare che ogni tanto qualcuno si vesta da scemo e inizi a fare cose impossibili; se vuoi un film d’azione… non so che dire, ce n’è poca e svogliata, in bocca al lupo. Sembra di fare zapping. Sembra che Nolan sia al telefono con te a parlare che so, dei tagli del governo Obama, e ogni tanto ti dica “scusami un secondo, ho mio nipote di 3 anni che mi tira i pantaloni e se non gli faccio due facce buffe non sta zitto”. E quando è in difficoltà fa due versi buffi anche a te nel tentativo di confonderti e avere ragione.
Per chiudere il discorso iniziale su Rotten Tomatoes: i fans di Twilight amano alla morte la loro saga, ma fondamentalmente sanno che si tratta di un film mirato ai loro specifici gusti e di essere relativamente soli in questo. Non ce li vedo a controllare le percentuali su Rotten Tomatoes. Ma prendete la carica e la corazza che si sente addosso lo spettatore insicuro che si ritrova l’appoggio dei cinefili di mezzo mondo… vabbuò, sociologia davvero spicciola, ma la cosa mi ha genuinamente incuriosito. C’è stato ovviamente un altro fatto di cronaca in qualche modo legato a The Dark Knight Rises, ma mi è sembrato che avesse ben poco a che fare con il cinema.

III've haaad the time of my liiiife... and I've neeever felt like this befooore...

Detto questo: per un’ora e mezzo Il cavaliere oscuro – Il ritorno sfascia i maroni che è una cosa da non credersi. Da. Non. Credersi. Un ritmo infangatissimo, chiacchere su chiacchere, schizofrenia tematica, la voglia di girare scene action come di accompagnare la moglie a fare shopping, qualche potenziale battutone infilato con pietosa convinzione. Idee interessanti, soluzioni sconcertanti, il raffinato che si alterna al grossolano, l’attenzione ai dettagli alla più plateale superficialità.
Poi finalmente, come per Inception, per aspettare di vedere Nolan che finalmente sa quello che fa bisogna attendere il finalone.
Perché Nolan gira bene, eh? Ha un colpo d’occhio incredibile. Scene come quella nel trailer in cui inquadra i ponti che esplodono sono mozzafiato, come quasi tutte le panoramiche che punteggiano il film.
Ma soprattutto, quando Nolan ha un obiettivo chiaro in testa, sa montare lunghi e incalzanti incedere epici come pochi altri – non al livello di creatività di Inception, ma decisamente lo stesso campionato.
Sapete le mie regole: la faccia con cui mi alzo quando finisce il film è la Faccia della Verità. E la verità è che il finalone, durante il quale anche le scene d’azione acquistano finalmente efficacia, piazza parecchi tasselli al posto giusto nel modo giusto e rimedia a quasi tutte le magagne precedenti.
The Dark Knight Rises non è un bel film perché alza il livello intellettuale dei film di supereroi o altre cazzatissime simili, ma molto semplicemente perché alla fine dei conti è girato maledettamente bene.
E se dicessi che non vale la pena sopportare tutto il resto per arrivarci in fondo, mentirei.

It's just a jump to the left - And then a step to the riiiiiiiiight...

VERSIONE CON TUTTI GLI SPOILER POSSIBILI IMMAGINABILI

Occupy Distributori Italiani!

Trama: sono passati otto anni da quando Batman ha fatto arrestare Joker e ucciso un Harvey Dent improvvisamente impazzito, e si è deciso di raccontare a Gotham una versione molto diversa, in cui un Batman cattivo ha ucciso Harvey l’eroe. Bruce Wayne si è di conseguenza ritirato e, in otto anni, non gli è guarito il menisco e ha altri gravi acciacchi fisici (più in là nel film guarirà da una schiena rotta in cinque mesi, ma è un altro discorso). Ma proprio mentre Bruce stava ritrovando la voglia di vivere grazie al doppio interesse per la ladra felina Selina Kyle e la visionaria imprenditrice Miranda Tate, succede un gran macello: il grosso picchiatore Bane arriva in città, compie atti di terrorismo ben mirati durante i quali manda Bruce Wayne in bancarotta, e in ultimo spezza la schiena a un ritrovato Batman buttandolo in un pozzo profondissimo e scatena l’anarchia a Gotham minacciandola con una bomba atomica, chiudendo tutti i poliziotti sotto un tunnel e impedendo ad ogni cittadino di uscire dalla città. Qualcuno deve fare qualcosa, e Superman è in un film diverso.
Ragazzi non so come dirlo, ma ce n’è di tutti i colori.
Catwoman: Anne Hathaway che si atteggia da femme fatale è il meno, lei è brava e ce la mette tutta e ci sta che il personaggio accentui forzatamente il proprio lato sexy come mezzo consapevole per ottenere ciò che vuole (è una ladra manipolatrice), indipendentemente dai risultati soggettivi per ognuno di noi; quello che proprio no, ma proprio un grossissimo ed enorme NO, è che meni le mani tanto quanto Batman. Che sia preparata in materia di autodifesa, ok. Che sappia cogliere di sorpresa qualcuno che la sottovaluta, ok. Che faccia continue acrobazie sui tacchi… va beh. Che sappia guidare la Bat-moto senza averla mai vista prima… uff. Ma che Anne Hathaway, ripeto, Anne Hathaway, combatta fianco a fianco con Batman e che insieme stendano una ventina di scagnozzi come nulla fosse, in un film con serissime pretese di realismo, no, no, NO e ti ho detto di NOOOOO. Enne. O. Per la cronaca, della sua mitologia c’è davvero pochissimo. È una ladra. Le piace vestirsi attillata e con una mascherina così, per sport. Su un giornale si legge di sfuggita che la chiamano “the cat”. Fine. Nessuno pronuncia mai la parola “Catwoman”, nè è davvero necessario che indossi quel ridicolo mascherino e nemmeno ci viene spiegato perché si ostina a farlo, se non per permettere agli spettatori di dire “è Catwoman”.

Ah - ha - ha - ha - Staying alive - Staying alive

“Blake”: nessuno, fino alla penultima scena, pronuncia la parola “Robin”, ma è lampante dal minuto 15 che il ruolo di Joseph Gordon Levitt è quello. Una cosa che mi è piaciuta molto, una rinfrescante concessione alle regole della plausibilità (poi puntualmente contraddetta da stronzate molto più grosse, ma di questo mi sono già lamentato in abbondanza) è il fatto che al minuto 15 Joseph Gordon Levitt entri nello studio di Bruce Wayne e gli dica “tu sei Batman, l’ho capito da come ti comporti perché anche a me sono stati ammazzati i genitori e so cosa si prova e poi ti ho guardato negli occhi e ho avuto la conferma”. Finalmente. Qualcuno tiri uno schiaffo dietro la testa a Lois Lane. È bello che in questo film molti bene o male capiscano che Bruce Wayne è Batman senza bisogno di coglierlo sul fatto. Poi naturalmente, la cosa che anche JGL ha i genitori morti e passi il resto del film ad aiutare Batman rende la rivelazione finale scontatissima. “Blake” è ovviamente il nome dei genitori adottivi, messo per sviare quelli di noi che se sentono “Dick Grayson” capiscono tutto troppo presto.
Alfred: Alfred rompe il cazzo per un’ora, poi dice “basta, ci sono troppi personaggi, me ne vado”, e sparisce completamente fino all’ultimissima scena. Giuro.
Bane: Tom Hardy è bravo, ma ha un ruolo ingrato. Tradotto: ha la maschera tutto il tempo, e per di più parla confuso e biascicato, per cui recita calcando l’accento strambo il più possibile e dandoci dentro quasi solo di fisico. Sfonda di cazzotti Batman, gli spacca la schiena come nel fumetto, e a tratti si vede l’esaltante, inarrestabile Tommy Conlon di Warrior ed è una vera goduria. Fa un bel discorso sull’anarchia. Poi arriva Catwoman, gli spara col fucile e finisce secco così, senza tante cerimonie. La cosa più fastidiosa, almeno in lingua originale, è che gli studios hanno accolto le lamentele sul fatto che nel trailer non si capisse un cazzo quando parlava e gli hanno alzato la voce nel mix almeno il doppio rispetto alle altre. Per cui in pratica hai tutti i personaggi che parlano in presa diretta, poi arriva lui che pare microfonato con un altoparlante e non capisci se c’è il Papa che sta parlando dalla terrazza o cosa.

Earth angel, Earth angel... will you be miiiiine...

Miranda Tate: anche qua, l’internet aveva capito tutto al volo e non c’era modo di fregarlo. Si tratta ovviamente di Talia Al G… aspetta, noto ora che l’hanno scritto anche su IMDb. Deficienti. La Cotillard che passa i mesi a smentire tutto furiosamente, il film che fa di tutto per depistare quello che dovrebbe essere il grande colpo di scena finale (per metà film cercano di raccontarci che il figlio di Ra’s Al Ghul è Bane), e IMDb rovina tutto così. Ma davvero bravi. La Cotillard comunque è una cagnaccia maledetta.
E sapete un’altra cosa che l’internet aveva capito prima di tutti? Non so perché, ma leggevo in giro di gente che chiedeva se Joker sarebbe tornato, con Heath Ledger digitalizzato o in altra forma, e mi stupivo a vedere la produzione che smentiva come se fosse una domanda che aveva senso. E guardate un po’? Senso ne aveva. Bane libera tutti i prigionieri delle galere di Gotham, e compare Cillian Murphy nel ruolo di giudice improvvisato del tribunale anarchico. Altra comparsata ingrata che si aggiunge alla fine ridicola che faceva nel Cavaliere oscuro, con l’ulteriore beffa che non ci viene nemmeno ricordato che lui era Scarecrow nel primo film, nemmeno un accenno. Però effettivamente, se le prigioni sono aperte e compare Scarecrow, sarebbe potuto comparire anche Joker. Ma non lo fa.
Ned Flanders Gordon: Nolan deve gestirsi mille personaggi e per facilitarsi le cose lo sbatte su un letto di ospedale per una buona oretta, ma ha i suoi momenti e forse, essendo quello tormentato dai dubbi più grossi siccome viene costretto a mentire sull’uomo che gli ha distrutto la famiglia, i discorsi più belli.
E infine, Batman: Batman, nel senso di Bruce Wayne vestito da scemo, avrà in totale sì e no 15 minuti di presenza sullo schermo, che si dividono tra scene infilate a cazzotti per esigenze di marketing, e scene in cui ok la corazza per ripararsi da botte ed eventuali proiettili ma il resto è filosoficamente inutile e forse pure di ingombro. Per una buona mezzora Bruce Wayne viene persino chiuso in un pozzo a non fare nulla. E alla fine, muore. O meglio: Nolan si affida ancora al vecchio trucchetto stile trottola di Inception per dare ad ognuno di noi il finale che preferisce e magari riempire i forum di inutili illazioni. Succede questo: Batman aggancia la bomba atomica con cui Bane minacciava Gotham City, la trascina via con la Bat-stronave, e si lascia esplodere lontanissimo. Poi, siccome che convenientemente in precedenza Alfred aveva raccontato il suo sogno di incrociare Bruce Wayne durante le sue periodiche vacanze a Firenze, vediamo appunto Alfred in vacanza a Firenze che incontra Bruce Wayne. La scena è girata e montata in modo volutamente rapido/neutro per rimanere aperta ad entrambe le interpretazioni sogno/realtà. E lo so che tra di voi c’è chi cadrà in tentazione e vorrà esaminare tutti gli indizi per scoprire qual è la risposta giusta… non lo fate. Ci sono mille dettagli loschi (Batman dice che la Bat-stronave non ha il pilota automatico ma – essendo soprattutto che suona da subito come una stronzata megagalattica, con tutti gli altri gadget futuristici inutili che avrà di sicuro – potrebbe mentire per convenienza, nel presunto sogno di Alfred compare anche Catwoman ma lui non sa che lei e Bruce hanno limonato, ecc…), ma fidatevi dello zio Nanni, quella è la definizione stessa da manuale di “finale stronzo aperto”. La risposta giusta NON esiste. Vogliatevi bene e non fatevi venire l’ulcera per niente.
UPDATE: uhm, salta fuori che mentre io e i miei compagni di visione eravamo impegnati a esultare ci siamo persi la scena in cui recuperano la bat-stronave e spiegano che sì, il pilota automatico c’era e quindi Batman è chiaramente vivo. Vabbè, ho scritto una puttanata in più, ma ne è valsa la pena per ribadire la mia crociata contro chi perde tempo a interpretate i finali ambigui. Maledetti.

And everybody in the whole cell block - was dancin' to the jailhouse rock...

Comunque: vorrei dire tante altre cose, ma ho mal di testa e sonno, e ho già scritto un romanzo, e sono il capo e faccio quello che voglio.
Per cui la finisco qui e magari aggiungo nei commenti.
Vorrei di nuovo sapere chi ha letto solo la prima parte e chi anche la seconda.
E vorrei anche che mi chiediate se mi sono riposato bene e sto meglio, eh?
Mi raccomando che altrimenti mi offendo e penso che non mi vogliate bene.
E lo ripeto: nonostante tutto, il film mi è piaciuto.

DVD-quote:

“Ok, grazie. Ora possiamo avere un film su Batman?”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

ATTENZIONE: vi ricordo, se commentate gli spoiler, di iniziare il commento scrivendo “SPOILER”. Cheers.

Nanni in persona, al cinema insieme ai due maestri di ballo

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412 Commenti

  1. Aldo Jones

    @BATBAT
    Perché era chiaramente una battuta sugli SPOILERS … e non si tratta certo dello humor più fine ed elaborato del mondo …
    Forse non l’hai recepito perché non sei un habitué de i400calci e non sai quanto sia un personaggio importante Tom Hardy da queste parti …

  2. BATBAT

    Ah, chiedo venia in questo caso…

    Tutto il pippone di varie righe per arrivare alla conclusione “La risposta giusta NON esiste” e poi “UPDATE: uhm, salta fuori bla bla bla… ” facendo i finti tonti, non l’ho capito; sarà fine umorismo per capiscioni di cinema.

  3. @BATBAT: no, in quello specifico caso mi ero davvero addormentato. Capita, dopo tutto e’ un film che fa venire due palle tante e quella e’ una scena di pochi secondi.

  4. BATBAT

    @NANNI COBRETTI

    W la sincerità.

  5. @BATBAT: grazie, sono qui per questo

  6. BATBAT

    Aggiungo che la batcaverna, realistica o meno che sia, è un vincolo da cui difficilmente ci si poteva liberare.

    Piuttosto farei le pulci a cose tipo il salto record da zoppo, oltretutto zavorrato con i viveri di diversi giorni (poteva lanciarli prima).

    Poi a chi accusa Nolan di scarso realismo, invocando Burton, vorrei solo ricordare la genesi di Catwoman Michelle Pfeiffer; una cosa imbarazzante.

  7. Damian Wayne

    Ragazzi, una cosa che non si può certo rimproverare a Nolan in questi anni, non è sicuramente quella di non aver fatto un buon Batman.
    Da lettore accanito del fumetto posso dire che nonostante le obbligate forzature che il batman cinematografico ha dovuto subire, sicuramente quello di Nolan al momento è quello che più si è avvicinato al fumetto.
    Tutti coloro che la vedono diversamente evidentemente hanno visto Bats solo al cinema e i loro pareri non fanno testo. Sorry

    Sono curioso di vedere cosa succederà con l’ennesimo remake di Superman….
    speriamo bene.

  8. Taccagno

    Recentemente l ho rivisto e non capisco le critiche segnate qui. Chi cavolo l ha detto che le soluzioni realistiche devono essere per forza escluse da un film con dei supereroi, dove sta scritto. Tra l altro Batman è uno di quegli eroi senza nessun potere e quindi ci stava pure un’impostazione più realistica, non è proprio campata per aria. Non possono essere tutti come quel film noioso con i dialoghi imbarazzanti e praticamente inutili, come si chiama…ah sì.. the avengers!

  9. sebach

    “Da lettore accanito del fumetto posso dire che nonostante le obbligate forzature che il batman cinematografico ha dovuto subire, sicuramente quello di Nolan al momento è quello che più si è avvicinato al fumetto.
    Tutti coloro che la vedono diversamente evidentemente hanno visto Bats solo al cinema e i loro pareri non fanno testo. Sorry”

    92 minuti di applausi.

  10. Fra X

    Mai dai su, in “Batman anno: uno” Batman nevrotico e monodimensiale? °_O Boh!
    Ma Ras e… secondo voi sono stati resi bene secondo voi rispetto al fumetto? Secondo me moooolto più nella serie animata! O.K., il realismo, ma così il personaggio me lo stravolgi anche più di Catwoman in BIR! Boh!
    La migliore comunque è Anne Hathaway! Batman c’ è e non c’ è, Bruce fa lo sdolcinato, Bane tosto, però fine un po in sordina, Talia passa da un eccesso ad un altro. Insomma, personaggi non al top. Però il film è godibile anche se un po inferiore ai primi due.

  11. Fra X

    Nolan che si avvicina di più al fumetto? Per quel poco che ho letto dalle varie epoche batmaniane insomma!

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