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Skyfall: il mio nome è Bourne, James Bourne.

Premessa: 1) non sarò breve 2) non ci sono spoiler ma qualche mezzo-spoiler forse si 3) fottesega

Antefatto: Un padre Bondiano fino all’osso, un infanzia segnata da Roger Moore e i suoi 007 pirotecnici, i Natali scanditi dai vari Big Jim simil-007 e i suoi avversari simil-Spectre… E poi il 100% su Rotten Tomatoes, quattro e cinque stelle che si sprecano pressochè ovunque e l’unanime consenso di critica\parenti\amici\negozianti di fiducia\passanti. Diciamo che stavolta entro in sala con curiosità ma anche un filo di ansia da prestazione e coinvolgimento emotivo. Io e mio padre abbiamo superato i tipici momenti difficili padre-figlio anche parlando di Bond, il primo film che vidi al cinema con mio padre fu “Mai dire Mai”, perchè Sean Connery tornava a fare James Bond dopo vent’anni e mio padre non poteva permettere che suo figlio crescesse senza poter dire di aver visto lo 007 di Connery in prima visione al cinema… E per i 50 anni di Bond torno al cinema con mio padre per vedere Skyfall; così non pago il biglietto e mi faccio pure offire la roba da mangiare e prendo anche la Coca da un litro, agitata non mescolata. Tutto ha il sapore dell’occasione solenne.

E Skyfall è un film solenne, a suo modo per alcuni versi e linearmente per altri. Tutto in Skyfall celebra Bond: a partire dai titoli di testa -vero genere a parte nel cinema quelli bondiani- sulla colonna sonora di Adele che per magia diventa praticamente Shirley Bassey, fino alla chiusura del film che si conclude con l’iconico Bond-barrel, tutto nel mezzo celebra Bond, in un modo o nell’altro. Lo si celebra citando cose del personaggio o demolendone archetipi ma sempre per ricordarti che iconicizzato o destrutturato Bond è qua da cinquant’ anni ed è qua per restare, adeguandosi ai tempi. C’è da subito una summa di situazioni bondiane, un bignami di locations e situazioni che spaziano dagli inseguimenti mozzafiato alle scazzottate sul treno piuttosto che un terrario orientale pieno di varani in odore fortissimo di Roger Moore e via con giri tra Scozia e Istanbul, tra Macao e Shangai, tra spari e scoppi.

scoppi tipo così

All’inizio tutto sembra fatto per metterti a tuo agio, stai vedendo esattamente quello che ti aspetti da un film per i cinquant’anni di Bond, mutuato nella forma ipercinetica dell’era Craig. “Been there, done that” dici, ma come ci annuncia la succitata Adele nelle prime parole con cui si apre la colonna sonora del film: “This is the end”. Perchè da un certo punto in poi il Bond euclideo, quello sornione capace di tutto e di uscire indenne da tutto con un sorriso beffardo mentre si aggiusta la cravatta, muore. Letteralmente, o almeno così crediamo; poi torna ok, ma ormai dal cielo è bello che caduto e il ritorno in terra per Bond è duro ed è un bel volo tutto di grugno. Da qui in poi tutti gli elementi topici di 007 vengono ripercorsi spesso infrangendoli, e vediamo un James Bond come non si era mai visto: vulnerabile, insicuro, minato nelle certezze e nel fisico; lo vediamo sbagliare, perdere la calma e perdere la mira, bere birra; lo vediamo bastonato e avvilito. Per capirci amici miei: vediamo Bond piangere. Mio padre era visibilmente scosso e io non riuscivo a buttare giù quel boccone di hot-dog manco con la Cocacolona da un litro.

bella cera mr Bond

“I tempi cambiano”, come gli fanno notare nel film dal reparto “Q”, che ai tempi della crisi a Bond ormai in dotazione gli passa solo un localizzatore radio e una pistola: è passato il tempo delle vacche grasse e dei gadgets tutti matti ma anche delle spie gentiluomo e delle penne esplosive. Nel mondo di Bond ora si uccide con i mitra e con i coltelli, come da noi. Nell’era della “plausibilizzazione” delle icone invincibili, anche Bond come Batman ha il suo “Knightfall” fumettisticamente parlando, o il suo “Dark Knight Rises”cinematograficamente parlando. Come Batman, qui Bond trova il suo Joker in un Javier Bardem eccezionale ed eccezionalmente non-bondiano: non è mosso da calcolo, potere e soldi ma dalla semplice vendetta viscerale, e lo fa in maniera piscopatica, istrionica e plateale come la sua tintura bionda. Sempre come Batman, anche Bond paga infine il suo prezzo e perde un po’ dell’ icona per diventare umano. Ma, in fondo: lo vogliamo ‘sto James Bond umano?

James te lo dico, questa tintura è di-vi-na!

Questo è quello che ci chiedevamo io e mio padre: alla fine a voi è mai fregato di sapere come si sente Bond quando torna a casa? Di voler empatizzare coi suoi errori? A noi forse no, forse volevamo solo divertirci con un amabile e arrogante stronzo a cui va tutto liscio per il rotto della cuffia e che si rimorchia delle mega femmine e guida bolidi veloci. Ci piaceva quella figura di cartone un po’ misogina e a volte ridicolmente virile, ma sempre divertente… Come tutte le tradizioni maschili del resto, e per me e mio padre Bond è una tradizione da cui la mamma è esente (con sua grande gioia). Ci piace il Bond che non sacrifica mai il suo aplomb e le sue trovate, anche se forzosamente, perchè è quello che lo distingue da altre spy-story d’azione odierne. Insomma l’effetto “James Bourne” del titolo si fa un po’ sentire. Nel suo diventare umano, nel suo cambiare per rimanere al cinema, si perde una parte di fascino del personaggio… Forse per acquistarne un altro, ma solo il tempo ce lo potrà dire.

James Bond di paglia

Nell’ultima scena però, dopo tutto questo tribolare umano e mille casini rotanti, in un crescendo che ci porta addirittura dalle parti di “Cane di paglia che flirta con Commando” (ringrazio l’amico Marco Triolo per la calzante descrizione anticipatami qualche giorno prima) in una location da Mastino dei Baskerville, tutto torna nei ranghi in una sequenza in cui ogni elemento sembra provenire da una scena del Bond di Connery, tutto torna familiare quasi ad ammiccarci e a dirci beffardo “ci avevate creduto, eh?” o comunque a suggerire che Bond è sì cambiato, ma solo per snellirsi un po’ e tornare con tutti i suoi elementi classici rivisti e corretti, alla prima occasione, non appena gli si rimargineranno le ferite.

Venendo al film in senso stretto: è un bel film, pensato bene e girato meglio. Sam Mendes è il primo regista che affronta Bond arrivando dal cinema “d’autore”, e si vede secondo me nell’intelligenza con cui affronta gli omaggi al personaggio, mai con feticismo e sempre con gusto, come nella scena del cecchino al buio e la conseguente lotta in silhouette contro una proiezione di meduse che sembra citare l’estetica di silhouettes delle aperture degli 007 degli anni sessanta, o il volutamente sfacciato e surreale sbucare della Aston Martin DB5 direttamente da Goldfinger come nulla fosse, mitragliette  e pulsante per espellere il sedile inclusi, a salvare il culo a Bond un ultima volta.

Le scene d’azione, per quanto più dosate del solito come quantità, sono comunque al massimo possibile, tra metropolitane che ti piombano in testa, castelli che scoppiano, combattimenti efficaci quanto belli da vedere, CGI usata pochissimo ma oculatamente, e quasi ogni veicolo conosciuto viene impiegato e distrutto.

“l’avevo tenuta per un occasione speciale”

È un grande film di e su Bond, oltre il retrogusto un po’ amaro che può lasciare perchè mette di fronte al fatto compiuto che “i tempi sono cambiati” e che certa roba al cinema non funziona più; ma la tematica del film è anche questa: il confrontarsi di presente e passato in un cozzare di simboli e situazioni attuali e superate, in cui presente e futuro sono ugualmente risolutivi e dannosi, in cui la tecnologia risolve tante cose ma ne complica altrettante e in cui la situazione viene salvata “alla vecchia maniera” esattamente come agendo “alla vecchia maniera” certe volte si viene fregati dalla tecnologia, ed è un avvicendarsi di figure nuove che vanno a sostituire figure vecchie in un film in cui per ricominciare si è costretti (anche fisicamente) a tornare all’inizio di tutto, per affrontarlo e ovviamente farlo scoppiare in mille pezzi. Un film che ha riportato al cinema me e mio padre dopo vent’ anni, appunto: presente e passato che si confrontano. Con una Coca-Cola da un litro in mano.

DVD-quote suggerita:

“È un grande Bond, succede un sacco di roba e poi scoppia tutto!”

Darth Von Trier, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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128 Commenti

  1. James Flop

    @FALLENDOWN
    stavo leggendo incredulo la recensione ed i commenti tutti…il film peggiore dell’anno (salvo qualche trovata visiva e la scena a Shangai), la truffa del secolo peggio dei BOND argentini e qui tutti a smanacciarci, a darsi pacche sulle spalle, ad apprezzare e festeggiare la morte del cinema, la morte della sceneggiatura, la morte del pubblico sano di mente.
    Questo non è un film, è un’accozzaglia di citazioni da niubbi, cartoline, un po’ di bourne che viene sempre comodo, un po’ di londra con la pioggia e la metropolitana, un fiume di parole inutili, qualche migliaia di MACCOSA (forse record dei record qui, potrei elencarli per ore), una poesia da rotfl (sì una poesia, nel momento del climax ahahah), un po’ di scherzoni alla mamma ho perso l’aereo, qualche nerd 18enne che fa pietà per far felici i pischelli, una copia mal riuscita del barnem dei Coen, una intro scadente in computer grafica che se guardi quella di casino royale la porti al MoMA subito, attori peggio del cine-panettore e 2 ore e mezza di funerale al cinema…per fortuna ho letto l’ultimo commento prima del mio e ho richiuso la finestra da cui stavo per lanciarmi per farla finita. Se questo è il cinema che piace e che si ritiene “riuscito” (senza capire, ottusamente, quanto sia anni luce distante l’ottimo Casino Royale) chiudere l’internet e tornate a casa.
    Il più grande fail dei 400calci da quando vi leggo (e stimo)…spero sia tutta colpa di quella coca cola da un litro sorseggiata con il proprio padre, che rende dolce qualsiasi cagata amara sia diventata il cinema di nostri giorni fetenti

  2. Schiaffi

    Madò, ti distrai un attimo, lasci la porta socchiusa ed ecco che vieni invaso da un’orda di gente noiosa.
    Che poi le opinioni sono liberissime eh, comunque mi viene un malessere a pensare a qualcuno che riesce ad annoiarsi guardando un film strapieno d’azione e girato da Cristo come questo.

    Ah, opinione condivisibile o meno, l’unico fail umano che vedo qua è un poverino che cerca di fare il massiccio, parla di 18enni, pischelli, stronzate varie a cui nessuno darà peso e poi se ne esce con il più triste dei termini: “niubbo”. Termine utilizzato soltanto dai poveri teenager deficienti con la vocina da castrati e la fissa per i videogiochi.
    Ti ci dovevi lanciare con la rincorsa da quella minchia di finestra con addosso il tuo bel vestitino da pagliaccio di Ronald McDonald.

  3. James Flop

    non ci casco nel flame idiota dell’attacco personale, non siamo sui forum del calcio/politica/rissa-a-piacere

    una scena d’azione fatta da d’io salva un film, ne basta una soltanto (e qui ce n’erano almeno due, l’intro e shangai)

    tante scene d’azione stupide, senza trama, con i vecchi con la torcia che girano per campi, offendono lo spettatore e chi paga il biglietto per vedere opere di gente che pensa e viene pagata per pensare.
    Altrimenti ci facciamo i clippini con gli spara spara, una locandina e una canzoncina e diventiamo tutti registi del cinematografo.
    Se un film è stupido è stupido chi lo fa e chi lo apprezza, me lo diceva mia madre quando mi pagava la coca cola

  4. Schiaffi

    Nessun attacco personale, scegli le parole con maggiore cura, non usare “niubbo” e “fail” senza un minimo di cognizione di causa e vedrai che nessuno avrà da ridire su una tua personalissima e noiosissima opinione.
    Mi piacerebbe sapere che film ha da consigliarmi un palato fine come il tuo, se mi stupisci giuro che vedo di farti avere la giacca di Prodi con le toppe sotto i gomiti.
    La cosa di tua madre e della coca cola comunque non l’ho capita e penso sia meglio non tirare in ballo quella povera donna che ha già la sventura di essersi ritrovata in casa una noia di figlio.

  5. James Flop

    io sarò noioso quanto vuoi ma tu sei distratto e non ti applichi: la storia della cola è nel testo della recensione (non è che ti leggi solo i commenti eh?), poi ti ho già scritto e riportato Casino Royale come esempio perfetto di film bondiano e tu vieni ancora a chiedermi? mmmhh tanto brillante quanto attento.

    Nel 2012, quando pago 16 euro due biglietti di carta, pretendo una sceneggiatura degna almeno di una terza elementare. Poi possiamo metterci tutte le citazioni per far felici i papà e i giornalisti, possiamo metterci tutte le scopiazzature di Nolan che volete (dall’eroe acciaccato che ritorna, all’isola di inception, al nemico jokeriano, etc…), possiamo fare gli sparacchini con i fucili da caccia per divertirci e persino giocare a mamma ho perso l’aereo con babbo natale, i candelotti e la vecchia con la torcia.
    Ma la sceneggiatura perd’io, dedicate almeno mille euro del budget ad uno che ha la prima media per farne una semplice semplice, che almeno possiamo chiamare FILM una raccolta modaiola di clippini che si diverte a fare un regista e un direttore della fotografia cazzuto se gli dai tanti soldi senza una storia.

  6. Schiaffi

    Il protagonista acciaccato c’era già in Arma Letale e Die Hard 4.
    Altro che nolan e nolan…

  7. Davide

    complimenti, davvero una splendida recensione

  8. testuo kurosawa

    dunque il fatto che dopo aver parlato di dieci ore di metropolitane piene bardem faccia saltare l’unica vuota non ha senso

    la parte finale e’ pallosetta e un po’ irritante (la gente che possiede un mitra va tutta a 5 cm da bond cosicche’ lui glielo prenda e li ammazzi)

    detto cio’ la sequenza di shangai non e’ solo la migliore sequenza di qualsiasi bond, e’ una delle migliori sequenze dell’anno in ogni film

    l’intro colle moto sui tetti non e’ male, il resto regge, bardem e’ un grande, berenice e’ figa, per me basta e avanza

  9. Calvin

    Son tutto meno che fighetto e noioso andando in sollucchero per Sly ogni volta che sento Marion Cobretti dire “tu sei il male io sono la cura”. Ciodetto sono andato finalmente a vedere lo Skyfall anche spinto da codesta splendida recensione, e sono rimasto piuttosto basito (parola dell’anno 2009, vintage). Amici, la trama fa troppa troppa acqua. Fa acqua dappertutto. Il piano del cattivo è il solito superpiano dove tutto ovviamente fila liscio e lo si sgama dal 22° secondo, Tennyson qui Tenniyson li’ e già mi vedevo chisapetevoi fare la fine chesapetevoi in quel momento al posto che trascinarsi per un’altra ora di film, il piano finale del signor Bond l’ha rubato al film di Van Damme dove alla andava in campagna dal vecchio per difendere la tizia, immagino che fermarsi in un’armeria a far spese fosse troppo difficile, cosi’ come chiamare i Navy Seals che si occupassero di quella banda di cattivacci. Ma anche il cattivaccio onnipotente che persegue la sua vendetta e va bene cosi’, ma la storia dei 5 nomi da rilasciare ogni settimana che senso ha? Boh, in lingua originale Craig è un manico di scopa (quindi perfetto), Bardem ha l’accento spagnolo giusto e le movenze dello psicopatico ma era assolutamente piu’ inquietante “Non è un paese per vecchi”, la Dench brava, bravissima ma con un personaggio tutto sommato piatto… Spiegatemi, vi prego, le ragioni del vostro innamoramento come fareste con un bambino di 5 anni perché qui mi sembrate tutti intelligenti assai e mi piace abbeverarmi alla vostra saggezza come Guybrush coi tre rispettabili pirati all’inizio di MI2.

  10. James Boh

    Devo dire che mi trovo più con l’opinione di James Flop che con la recensione.
    Sui 400 calci, dove di solito fanno i peli del culo a film dove la sceneggiatura c’è eccome (come Dark Knight Rises) mi trovo a leggere di un fantomatico capolavoro, film d’azione e tuttecose.
    Premetto che siamo andati al cinema a vederlo spinto dalle recensioni e di amici e di riviste del settore. Il film è un elogio al vecchio (vintage perché fa figo) con la morale che poi alla fine, so vecchietto si ma je l’ammollo ancora *strizzatina d’occhio.
    I dialoghi e la sceneggiatura sono veramente di bassissimo livello, in molti casi anticipavamo le battute degli attori con conseguente occhio incredulo una volta sentite dall’attore in questione -.-
    Sia chiaro a me piacciono i film d’azione, anche se la trama è un po’ in secondo piano, ma qui è un susseguirsi di scene e comportamenti senza alcun senso.
    All’inizio quando la tipa deve sparare al corriere e Bond sente il fatto che sta per sparare mica si abbassa, sta li fermo come un cazzone a prendersi il proiettile. Ammesso che anche il sacrificio di Bond fosse un “danno collaterale” cosa spinge la dolce cecchina a non sparare a ripetizione al fine di uccidere il tizio non si capisce. Oppure tutti che cercano di ucciderlo ma poi alla fine quando ne hanno l’occasione gli preme il culo di fargli la paternale per mezz’ora aspettando l’espediente (il deus ex machina) che prontamente salva il culo della nostra amata spia inglese. Insomma son cose che oggi fanno storcere la bocca. Altra che mi viene in mente è quando i “cattivi” alla fine si dirigono verso la sua casa paterna, scendono dalle loro auto circa 1 km prima per farsela a piedi non si capisce bene per quale motivo. Forellano la casa di continuo e solo dopo che Bond li fa secchi tutti arriva un elicottero a sparare con un calibro maggiore… Ma non poteva arrivare prima l’elicottero e magari sparare un missilino direttamente ecc ecc? Se poi non sanno giustificare ‘ste scelte magari se la potevano pure evitare la scena dell’elicottero no? :)
    Insomma il film è zeppo di scene con comportamenti senza alcun senso, illogici (cosa che si può aspettare da un film spara e spacca e basta ma non dal fantomatico capolavoro di bond).
    E devo dire che questa recensione mi ha stupito, parecchio. Veramente non me l’aspettavo.
    Moh via con il fatto che non capisco un cazzo ecc ecc. A voi la parola.

  11. @ James Boh
    Tu sei uno di quelli che quando guardava Jeeg Robot d’Acciaio si chiedeva perchè non sparasse direttamente il raggio protonico o Daitarn 3 non sparasse subito l’attacco a energia solare, visto che tanto vincevano sempre con quelli dopo svariate mazzate inutili?

    Secondo me è un gran film di Bond perchè è un meta-Bond, non fa il vintage “perchè fa fico” ma punta a un neoclassicismo Bondiano in cui certi clou del personaggio vengono celebrati, demoliti, citati e in cui anche le cazzatone (e ce ne sono meno che in gran parte di altri film) sono incluse nel prezzo, ed è una cosa che il personaggio al cinema ha dai tempi di Connery (con percentuali variabili a seconda del periodo).

    Comunque amici, “qui sui 400 calci” vuol dire una dozzina di persone con dodici pensieri critici diversi, la linea comune & univoca è impossibile e manco voluta.

  12. Mi sembra che le due critiche a Bond provengano da persone che non hanno mai visto un film di Bond e si aspettavano, che so, Il braccio violento della legge.
    La punta alla sceneggiatura la si fa quando il resto del film non e’ in grado di rimediare.

  13. James Boh

    @darth e ce lo sapevo che ti mettevi a fare quello che è infastidito :)
    Il fatto di fare un patto con lo spettatore è l’assunto, ma da Bond di certo non mi aspetto che ci siano magie o robe da supereroi ad esempio, se siamo d’accordo continua a leggere altrimenti fermati qua.
    Ogni film, a seconda della tipologia ha diversi tipi di patti che si stipulano con lo spettatore, se vado a vedere Superman il minimo che io mi aspetto è di trovarmi davanti ad azioni fatte da un superuomo per l’appunto, e li di certo non mi vado a stupire se ci sono cose non reali.
    Detto ciò in un film di spie, un thriller, azione e poco più mi aspetto dai personaggi dei comportamenti LOGICI nelle situazioni che gli si prospettano.
    Se tu sai che ti stanno per sparare ti abbassi, se devi arrivare in un luogo e hai la macchina non ti fermi 1 km prima per arrivarci a piedi, perché non ha senso.
    Però se a te chiaramente questa cosa non da fastidio sono molto contento che ti sia riuscito a godere un film che io sinceramente ho trovato ridicolo.
    Da qui a sfottere l’interpretazione e il parere degli altri però ce ne passa eh :)
    Non ho scritto stronzate come quelle che tu riporti dei cartoni animati, però lo so, la tentazione di fare quello che la sa lunga è troppo forte.
    @nanni per la verità tranne quantum of solace e quelli con Bronsam (che non mi piace come attore) li ho visti tutti i film di bond.
    E mi pare che in una frase ho proprio scritto che al giorno d’oggi non è più possibile fare cose irrealistiche, perché da fastidio.
    Però chiaramente è una voce fuori dal coro. Continuiamo a scrivere sotto una recensione che dice che è bello il film il fatto che sia bello e siamo tutti contenti.
    Tanto per dire, vedere i voti e le recensioni su siti come imdb potrebbe aiutare a capire che c’è anche una fetta di mercato che il film non l’ha tanto gradito. E dire che questa fetta di mercato non capisce un cazzo a priori perché non gli è piaciuto mi sembra sciocco.
    Seguo molto il sito e mi piace come andate a spulciare le imprecisioni e le cose che non reggono nei film proprio perché dimostrate di non essere spettatori fanboy, ma su questa recensione lo siete eccome.

    My two cents

  14. @james boh: che è buffo, perché non sono mai stato un fan di Bond, però lo conosco abbastanza da non aspettarmi niente di quello che elenchi tu. Bond al cinema ha sempre messo stile, glamour e spettacolo oltre il realismo, che è il motivo per cui una versione lievemente più umanizzata come quella di Daniel Craig fa tanta impressione ed è l’ovvio primo punto di paragone. Tu dai l’idea di esserti confuso davvero con Bourne, perché ti lamenti di cose che Bond fa regolarmente da 50 anni.
    E ripeto: in generale, quando un film nel complesso ci è piaciuto, abbiamo raramente perso tempo a fare le pulci a un dettaglio come la sceneggiatura, perché se tutti gli altri elementi funzionano abbastanza da rimediare non c’è motivo.
    A parte questo, la parola “capolavoro” in questa recensione e commenti non l’hai letta nè da me nè da Darth.

    Poi ho già fatto questo discorso una volta e non lo voglio ripetere, perdonami e accontentati della sintesi: IMDb non è indicativo di niente, su nessun film.

  15. @ James Boh
    Io ti ho stringatamente ed educatamente risposto.
    Non ti ho detto ne che sei scemo, ne che sei ritardato se non ti è piaciuto il film.
    Ho ribadito la mia opinione e ti ho fatto notare che le improbabilità nella sceneggiatura Bond le ha da sempre.
    Altresì tu hai detto che ho riportato delle “stronzate” e che faccio “quello che la sa lunga”, quindi sei tu che stai andando su dei toni un po’ insultivi.
    I fatti -o stronzate come di tu- che ho riportato sui cartoni animati sono esattamente delle falle logiche a servizio di un divertimento spettacolare tanto quanto usare quella dell’elicottero alla fine di Skyfall.
    Da qui il mio parallelo.

    Sulla pluralità di opinioni, in ultimo, varie persone hanno detto qua nei commenti che non gli è piaciuto e non ho aperto bocca.
    Tu nel dirlo mi sembrava invece che fossi rimasto deluso da cose che ad esempio io davo per scontato che ci sarebbero state più o meno.
    Quindi ho cercato di contestualizzartelo meglio, perchè che ci sarebbero stat dei crolli di realismo pesanti io lo mettevo in conto.

  16. @ James Flop
    Nel rileggere i commenti precedenti per rispondere a James Boh, ho notato quello in cui mi dai dello stupido, mi era sfuggito.
    Ti lascio col silenzio imbarazzante che cala attorno ai maleducati.

  17. James Boh

    @Darth dove è che ti darei dello stupido scusa?
    Il tuo paragone con i cartoni animati è completamente fuori luogo, ripeto ancora una volta che a mio avviso “AL GIORNO D’OGGI” non è più tollerato un comportamento illogico in film dove tutto sommato non ci sono presenti elementi soprannaturali per loro natura, ma dove si tende semplicemente a mitizzare una figura di un agente speciale (vedi bourne). Quello che fa Bourne è molto probabilmente impossibile nella vita reale, ma è totalmente PLAUSIBILE nel contesto del film, perché non è che si mette a fare i salti da 200 metri senza morire o robe illogiche per l’appunto. Bond al giorno d’oggi in tanti casi cerca di scimmiottare questa cosa ma poi si perde sui comportamenti che ho lungamente scritto prima, determinando (chiaramente solo nella mia persona) una calata di stile narrativo veramente notevole.
    Detto ciò ho riletto i miei due commenti e non mi sembra di averti dato dello stupido, ho scritto “stupito” forse hai letto male?

  18. @ James Boh.
    Leggi bene, la faccenda dello stupido era @ James Flop.
    Tu sei stato maleducato in altro modo.

    Per il resto: continui a non mettere in conto il fatto che Bond è così da sempre, fregandosene se è il 1960 o il 2012, in buona sostanza e in maniere differenti; perchè legare Connery al tavolo con la sega laser invece che sparargli il laser subito e via? Citando una scena celeberrima… Perchè è più fico così, nel mondo di Bond e non in quello di Bourne.
    E a noi piace anche per questo, Bond.
    Quindi non mi dilungherò oltre, non ci convinceremo mai.
    A ognuno la sua e ciao.

    PS
    Il mio paragone tra l’arma segreta usata sempre troppo tardi dei cartroni animati e l’uso dell’arma segreta-elicottero che arriva solo alla fine in Bond è assolutamente rettilineo, non c’è discrepanza logica. Poi vedila come ti pare ma se è una questione sul “al giorno d’oggi” bhè ti informo che anche all’epoca c’era chi se lo chiedeva il perchè appena non arriva il mostrone Jeeg non gli sparasse un raggio protonico in da la fazza e la finisse li… L’espediente della spettacolarizzazione a danno di logica su alcuni funziona su altri no, dipende da con che idea ti siedi a guardare, forse. Con me funziona, con te no… Amen.
    Nondimeno il parallelo che ti ho fatto è sensato.

    Ari-ciao.

  19. James Boh

    @Darth, a scusa, deve avermi portato fuori strada il titolo dell’articolo, che a questo punto non capisco, a parte l’assonanza, a cosa dovrebbe rimandare :)
    Ti riporto alla memoria ancora una volta la scena iniziale quando Bond viene colpito.
    M dice alla tipa di sparare in ogni caso, anche se Bond muore è molto più importante che non scappi il corriere. Ma subito dopo, appena lei spara, questa importanza vitale (tale da sacrificare persino Bond) decade. Sarebbe stato più logico che avesse preso lei la decisione di sparare e poi per il rimorso si fosse fermata a vedere il suo collega che cadeva, ma così non è. Sarebbe stato meglio qualcuno a sorpresa che le spuntava dietro la schiena e le impediva di sparare, ma no partiamo con le illogicità messe a forza nel film. Queste sono le cose che io definisco “ridicole” perché fosse stato bond che con un qualche tipo di magheggio suo riusciva a mettere fuori combattimento il tipo sarebbe stato perfetto.
    Tanto più che in questo film come hai scritto anche tu non ci sono gadget, quindi si vuole chiaramente riportare sulla terra un personaggio che è sempre stato in qualche modo un supereroe. Bond di per sé in tutto il film è molto più che umano, come hai scritto è fragile e vulnerabile, plausibile. I comportamenti sono ridicoli, non plausibili e assurdi.
    Poi il darmi del maleducato mi sfugge il perché ma vabbè, me ne farò una ragione.

  20. @ James Boh
    La citazione nel titolo è proprio per questa “stranezza” del film, che è sospeso tra il Bond classico e la visione più contemporanea del super agente segreto a-la Bourne. A me è piaciuto proprio questo suo inserire elementi di un certo tipo in un allure di tutt’altro taglio, e che comunque nel finale (la scena in ufficio) si va tutto a concludere come l’inizio di ogni Bond classico… Come dico nella recensione probabilmente questo trattamento più contemporaneo è servito a ristabilire un nuovo stato di Bond, sospeso tra i vizi di forma passati e delle idee nuove (quale delle due sia la parte buona lo dirà il tempo)
    Il prossimo film credo che sarà un film classico di Bond in tutto e per tutto ma con un taglio diciamo 2.0 per quanto riguarda le trovate “camp” dei vecchi film (un Odd-Job che fa arti marziali a base di lame nascoste nei vestiti invece che nella bombetta-lama rotante, per dire).

    Sei stato maleducato perchè io non definirei mai “stronzate” quello che dici, così come non ti accusserei di voler fare quello che la sa lunga (che è un modo più pulito di dare del paraculo).

  21. @james boh: (a parte che leggo e rileggo la scena che descrivi e continuo a non capire esattamente dove sia la cosa gravemente illogica) stiamo pur sempre parlando di James Bond e paragonandolo agli altri film di James Bond. Che quello di Craig sia piu’ umano e’ innegabile. Aspettarsi che sia totalmente umano e realistico e’ da illusi. Skyfall, rispetto agli altri Bond, ha meno esagerazioni. E altre cose che sono, nel peggiore dei casi, esagerate uguali (ma niente che arrivi al livello del cappello tagliente di OddJob in Goldfinger o della macchina invisibile dell’ultimo con Pierce Brosnan). Nella media, insomma, e’ molto meno cartoonesco. Questo non lo trasforma di colpo in Serpico.

  22. Grande Darth, abbiamo citato Oddjob insieme senza che leggessi prima il tuo commento! Viva Oddjob.

  23. James Boh

    @Nanni
    E’ illogico il fatto che se prima james è sacrificabile pur di uccidere il corriere, dopo aver sparato non è più importante il fatto di uccidere il corriere ma è bene guardare James che cade nel fiume. Se è sacrificabile significa che la cosa più importante è uccidere il corriere, quindi continui a sparare per compiere il tuo obiettivo. Stop. Mi sembra così semplice :)
    Poi si, son io che mi attacco a queste cose probabilmente, ma sono proprio queste cose che mi fanno cadere gli zebedei quando vedo un film di azione “similrealistico” se vogliamo. In tutto il film non ci sono azioni che fanno dire “seeeeeeeeeeee” quando vengono compiute, sono tutte più o meno plausibili. Non è per nulla plausibile il comportamento dei personaggi nelle varie situazioni. E questo penso di averlo ripetuto abbastanza. Non ci sono cappelli con lame che volano per capirci, non ci stanno dentiere di acciaio che tranciano cavi, c’è finalmente bond che accusa il colpo, cosa che è effettivamente diversa rispetto al trend antecedente, e quindi rende più “verosimile” il film. Tranne nei comportamenti, quelli no, restano assurdi a priori.
    La cosa particolare di questi film a mio avviso è che non dovrebbero essere solo per i fan di bond ma dovrebbero essere film d’azione belli di per sé, anche se uno non sa chi sia la figura di james bond. C’è una trama che si apre e si chiude nell’arco temporale delle 2 ore dopotutto, non deve esser necessario amare e conoscere un personaggio da prima per doverlo andare a vedere al cinema. E io su questo ci avevo sperato, mi aspettavo un bel film d’azione, thriller, un po’ Bourne perché no. Se la sceneggiatura è nuova, è bella, lo è nonostante le scene potenzialmente assurde. Qua semplicemente la sceneggiatura non è bella, è l’ennesimo trito e ritrito della vendetta, per nulla innovativa.

  24. @james boh: in realta’ nel film spiega che quella era l’ultima occasione per sparare prima di perdere di vista il treno e chiunque ci fosse sopra. Mancato il colpo, la frittata era fatta.
    E sintetizzando quello che dici tu: in pratica sei entrato a vedere un film di Bond pretendendo che non fosse un film di Bond. Ci sono novita’ evidenti per chiunque si e’ sparato gli altri film della serie, ma non gli si puo’ chiedere di reinventarsi da capo.

  25. Andy Crop

    @Nanni
    Concordo pienamente.
    Io da anni sulla serie di Bond ho una teoria che spiego ogni volta così “La serie di Bond è come andare a vedere l’opera o il balletto,la si guarda per vedere cosa faranno degli artisti diversi sul medesimo canovaccio.Tutto cambia e tutto rimane lo stesso.Si guarda l’evoluzione,non ciò che è rimasto identico.”
    Da appassionato di Bond posso dire che è un una pellicola ottima,da cinefilo invece che è ben lontano dall’essere una pellicola rilevante per il genere di appartenenza,pur essendone comunque un esponente dignitoso.
    Ciò che è cambiato dal 1962 è che la serie non è il più famoso e apprezzato esponente dell’azione/spionaggio.

  26. Calvin Clausewitz

    Io l’avevo capita cosi’: Casino Royale aveva rebootato la serie di Bond su canoni piu’ da XXI secolo. Trama semplice ma con i giusti incastri e qualche colpo di scena per mantenere interessato lo spettatore, inseguimenti, sparatorie ed esplosioni del miglior cinema d’azione, Bond meno glamour e piu’ militare (vedi battuta sul Martini “fammelo come ti pare”). Quantum of Solace è stato una mezza delusione causa storia noiosetta e già vista, ma rispettava lo schema di cui sopra: temi da spy story moderna (petrolio, monopolio dell’acqua, servizi segreti che difendono interessi economici), bei botti ma poca anima bondiana. Skyfall mi è sembrata una reazione spropositata alle critiche ricevute da QoS, per cui eccoci con un plot da fumetto pieno di buchi tipo i film di Moore, Bond con una verve leggermente piu’ glamour (vedi Macao), reinserimento nella carreggiata dei vecchi Bond (M torna uomo, Moneypenny, Q…). Insomma tutto è cambiato affinché nulla cambiasse. Io continuo a preferire (e di gran lunga) Casino Royale, che mi sembra il migliore dei “nuovi Bond”. Di Skyfall ricordero’ per lo piu’ l’imbarazzo provato (per gli sceneggiatori) mentre la storia si dipanava e l’omaggione alla DB5, quello si apprezzato.

  27. BellaZio

    Sapete cosa c’è? Skyfall è il primo bond che ho visto per intero in vita mia. E mi è piaciuto un sacco! Semplice, lineare, veloce, esplosivo, probabilmente proprio perché è action al 100 per 100, e pochissimo spionaggio, gadget e cazzate “bondiane” che non ho mai potuto soffrire.
    Più che bourne a me ha ricordato un die hard, bardem è degno di irons nella categoria dei migliori cattivi di sempre. James bond whit a vengeance.

  28. Enrico

    L’unica cosa che salva questo film e permette la visione fino alla fine è il COLOSSALE Javier Bardem, che salva la baracca con una semplice cosa, il puro talento.
    Mi dispiace per gli amici inglese, che comunque per la brexit avranno sempre la mia gratitudine, ma ormai il loro 007 è superato, aveva senso negli anni 60, quando gli inglesi si leccavano le ferite per l’impero ormai perduto e per i gadget incredibili, tipo l’orologio con ila calamita o il filo per strangolare, ma ormai queste cose le trovi anche nel negozietto sotto casa; simbolo della fine di un epoca è che la Juguar di Bond, se la sono comprati gli indiani della Tata.
    http://4.bp.blogspot.com/-WtZpC6aLwng/TxfmUgIOsYI/AAAAAAAACTk/Iqomncfcka0/s400/Indian-Jaguar-Model–39430.jpg
    L’impero è proprio finito da un pezzo, forse l’unica cosa azzeccata è l’atmosfera di decadenza che si sente nel film.

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