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Skyfall: il mio nome è Bourne, James Bourne.

Premessa: 1) non sarò breve 2) non ci sono spoiler ma qualche mezzo-spoiler forse si 3) fottesega

Antefatto: Un padre Bondiano fino all’osso, un infanzia segnata da Roger Moore e i suoi 007 pirotecnici, i Natali scanditi dai vari Big Jim simil-007 e i suoi avversari simil-Spectre… E poi il 100% su Rotten Tomatoes, quattro e cinque stelle che si sprecano pressochè ovunque e l’unanime consenso di critica\parenti\amici\negozianti di fiducia\passanti. Diciamo che stavolta entro in sala con curiosità ma anche un filo di ansia da prestazione e coinvolgimento emotivo. Io e mio padre abbiamo superato i tipici momenti difficili padre-figlio anche parlando di Bond, il primo film che vidi al cinema con mio padre fu “Mai dire Mai”, perchè Sean Connery tornava a fare James Bond dopo vent’anni e mio padre non poteva permettere che suo figlio crescesse senza poter dire di aver visto lo 007 di Connery in prima visione al cinema… E per i 50 anni di Bond torno al cinema con mio padre per vedere Skyfall; così non pago il biglietto e mi faccio pure offire la roba da mangiare e prendo anche la Coca da un litro, agitata non mescolata. Tutto ha il sapore dell’occasione solenne.

E Skyfall è un film solenne, a suo modo per alcuni versi e linearmente per altri. Tutto in Skyfall celebra Bond: a partire dai titoli di testa -vero genere a parte nel cinema quelli bondiani- sulla colonna sonora di Adele che per magia diventa praticamente Shirley Bassey, fino alla chiusura del film che si conclude con l’iconico Bond-barrel, tutto nel mezzo celebra Bond, in un modo o nell’altro. Lo si celebra citando cose del personaggio o demolendone archetipi ma sempre per ricordarti che iconicizzato o destrutturato Bond è qua da cinquant’ anni ed è qua per restare, adeguandosi ai tempi. C’è da subito una summa di situazioni bondiane, un bignami di locations e situazioni che spaziano dagli inseguimenti mozzafiato alle scazzottate sul treno piuttosto che un terrario orientale pieno di varani in odore fortissimo di Roger Moore e via con giri tra Scozia e Istanbul, tra Macao e Shangai, tra spari e scoppi.

scoppi tipo così

All’inizio tutto sembra fatto per metterti a tuo agio, stai vedendo esattamente quello che ti aspetti da un film per i cinquant’anni di Bond, mutuato nella forma ipercinetica dell’era Craig. “Been there, done that” dici, ma come ci annuncia la succitata Adele nelle prime parole con cui si apre la colonna sonora del film: “This is the end”. Perchè da un certo punto in poi il Bond euclideo, quello sornione capace di tutto e di uscire indenne da tutto con un sorriso beffardo mentre si aggiusta la cravatta, muore. Letteralmente, o almeno così crediamo; poi torna ok, ma ormai dal cielo è bello che caduto e il ritorno in terra per Bond è duro ed è un bel volo tutto di grugno. Da qui in poi tutti gli elementi topici di 007 vengono ripercorsi spesso infrangendoli, e vediamo un James Bond come non si era mai visto: vulnerabile, insicuro, minato nelle certezze e nel fisico; lo vediamo sbagliare, perdere la calma e perdere la mira, bere birra; lo vediamo bastonato e avvilito. Per capirci amici miei: vediamo Bond piangere. Mio padre era visibilmente scosso e io non riuscivo a buttare giù quel boccone di hot-dog manco con la Cocacolona da un litro.

bella cera mr Bond

“I tempi cambiano”, come gli fanno notare nel film dal reparto “Q”, che ai tempi della crisi a Bond ormai in dotazione gli passa solo un localizzatore radio e una pistola: è passato il tempo delle vacche grasse e dei gadgets tutti matti ma anche delle spie gentiluomo e delle penne esplosive. Nel mondo di Bond ora si uccide con i mitra e con i coltelli, come da noi. Nell’era della “plausibilizzazione” delle icone invincibili, anche Bond come Batman ha il suo “Knightfall” fumettisticamente parlando, o il suo “Dark Knight Rises”cinematograficamente parlando. Come Batman, qui Bond trova il suo Joker in un Javier Bardem eccezionale ed eccezionalmente non-bondiano: non è mosso da calcolo, potere e soldi ma dalla semplice vendetta viscerale, e lo fa in maniera piscopatica, istrionica e plateale come la sua tintura bionda. Sempre come Batman, anche Bond paga infine il suo prezzo e perde un po’ dell’ icona per diventare umano. Ma, in fondo: lo vogliamo ‘sto James Bond umano?

James te lo dico, questa tintura è di-vi-na!

Questo è quello che ci chiedevamo io e mio padre: alla fine a voi è mai fregato di sapere come si sente Bond quando torna a casa? Di voler empatizzare coi suoi errori? A noi forse no, forse volevamo solo divertirci con un amabile e arrogante stronzo a cui va tutto liscio per il rotto della cuffia e che si rimorchia delle mega femmine e guida bolidi veloci. Ci piaceva quella figura di cartone un po’ misogina e a volte ridicolmente virile, ma sempre divertente… Come tutte le tradizioni maschili del resto, e per me e mio padre Bond è una tradizione da cui la mamma è esente (con sua grande gioia). Ci piace il Bond che non sacrifica mai il suo aplomb e le sue trovate, anche se forzosamente, perchè è quello che lo distingue da altre spy-story d’azione odierne. Insomma l’effetto “James Bourne” del titolo si fa un po’ sentire. Nel suo diventare umano, nel suo cambiare per rimanere al cinema, si perde una parte di fascino del personaggio… Forse per acquistarne un altro, ma solo il tempo ce lo potrà dire.

James Bond di paglia

Nell’ultima scena però, dopo tutto questo tribolare umano e mille casini rotanti, in un crescendo che ci porta addirittura dalle parti di “Cane di paglia che flirta con Commando” (ringrazio l’amico Marco Triolo per la calzante descrizione anticipatami qualche giorno prima) in una location da Mastino dei Baskerville, tutto torna nei ranghi in una sequenza in cui ogni elemento sembra provenire da una scena del Bond di Connery, tutto torna familiare quasi ad ammiccarci e a dirci beffardo “ci avevate creduto, eh?” o comunque a suggerire che Bond è sì cambiato, ma solo per snellirsi un po’ e tornare con tutti i suoi elementi classici rivisti e corretti, alla prima occasione, non appena gli si rimargineranno le ferite.

Venendo al film in senso stretto: è un bel film, pensato bene e girato meglio. Sam Mendes è il primo regista che affronta Bond arrivando dal cinema “d’autore”, e si vede secondo me nell’intelligenza con cui affronta gli omaggi al personaggio, mai con feticismo e sempre con gusto, come nella scena del cecchino al buio e la conseguente lotta in silhouette contro una proiezione di meduse che sembra citare l’estetica di silhouettes delle aperture degli 007 degli anni sessanta, o il volutamente sfacciato e surreale sbucare della Aston Martin DB5 direttamente da Goldfinger come nulla fosse, mitragliette  e pulsante per espellere il sedile inclusi, a salvare il culo a Bond un ultima volta.

Le scene d’azione, per quanto più dosate del solito come quantità, sono comunque al massimo possibile, tra metropolitane che ti piombano in testa, castelli che scoppiano, combattimenti efficaci quanto belli da vedere, CGI usata pochissimo ma oculatamente, e quasi ogni veicolo conosciuto viene impiegato e distrutto.

“l’avevo tenuta per un occasione speciale”

È un grande film di e su Bond, oltre il retrogusto un po’ amaro che può lasciare perchè mette di fronte al fatto compiuto che “i tempi sono cambiati” e che certa roba al cinema non funziona più; ma la tematica del film è anche questa: il confrontarsi di presente e passato in un cozzare di simboli e situazioni attuali e superate, in cui presente e futuro sono ugualmente risolutivi e dannosi, in cui la tecnologia risolve tante cose ma ne complica altrettante e in cui la situazione viene salvata “alla vecchia maniera” esattamente come agendo “alla vecchia maniera” certe volte si viene fregati dalla tecnologia, ed è un avvicendarsi di figure nuove che vanno a sostituire figure vecchie in un film in cui per ricominciare si è costretti (anche fisicamente) a tornare all’inizio di tutto, per affrontarlo e ovviamente farlo scoppiare in mille pezzi. Un film che ha riportato al cinema me e mio padre dopo vent’ anni, appunto: presente e passato che si confrontano. Con una Coca-Cola da un litro in mano.

DVD-quote suggerita:

“È un grande Bond, succede un sacco di roba e poi scoppia tutto!”

Darth Von Trier, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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129 Commenti

  1. Bello, bello. Tanto.

    La sequenza di Hong Kong è una delle cose più fighe mai vista nella serie.
    Voglio un film tutto così.

  2. Magnum Pgreco

    Ho notato che molti evidenziano un certo fastidio nei confronti di Quantum of Solace.
    Quel film non funziona del tutto (soprattutto la seconda parte ambientata in Bolivia) ed è una spanna sotto l’intensità del precedente Casino Royale, ma la sequenza dell’incontro del Quantum celato in bella vista durante la Tosca è una delle più eleganti nella storia del franchise. Parere personale.
    Ancora niente Skyfall, dovevo andare con una ragazza stasera e m’ha dato buca perchè depressa. Lo dico sempre che al cinema ci si deve andare solo ed esclusivamente in virile compagnia.

  3. Magnum Pgreco

    Per chi non lo avesse mai visto.
    Remix musica e video di 50 anni di James Bond:
    http://www.youtube.com/watch?v=i6xaUkZYU_8

  4. Aldo

    Se dobbiamo fare anche un toto-Bond io vorrei Jonathan Rhys Mayers.
    E un regista ideale? Robert Rodriguez. Anni fa si era addrittura parlato dello stesso Tarantino… lui sì che avrebbe rispetto per l'”icona pop” James Bond.
    E poi, ultimo desiderata, rivoglio John Cleese come Q. E Moneypenny. E la sigla con le donnine nude.

  5. @aldo: Rhys-Meyers? Ma se è la versione senza carisma di Keanu Reeves (e ce ne vuole)…

  6. Pad

    Da fanatico della serie, ho amato questo film almeno quanto ho odiato l’ultimo con brosnam (quello dove fa kite sullo tzunami), ottima recensione, se c’è da aggiungere qualcosa, è che questo è il bond più vicino a quello dei libri di Fleming che sia mai stato girato, è duro combattuto e sofferente. (consiglio a tutti di leggere almeno “vivi e lascia morire” dove Bond affronta un nuotata subaquea gonfio di whisky e anfetamine)

  7. Sir Roger Moore ha (varie volte, ma nello specifico mi riferisco all’intervista post-screening di Skyfall) dichiarato che Craig è il miglior Bond di sempre e se continuassero a scriverlo\dirigerlo come in questo film probabilmente diverrebbe il metro di paragone per Bond, sostituendo Connery… CHe per lui è stato il suo metro di paragone.

    Di lui dice che è effettivamente più in linea con il Bond di Fleming e che il cinema di oggi può accettare come eroe una spia dal volto duro, che sovente è anche un killer a sangue freddo più di quanto sia un amante sofisticato sornione e dandy, cosa che prima fu un modo per poter portare il personaggio al cinema in maniera indolore.

    Sir Roger has some good points.

  8. Il Presidente

    SPOILERAME
    Bellissimo pezzo. Bellissimo film. A parte essere un bel film in sè, mai mi sarei aspettato così tante citazioni dai vecchi bond (la Aston Martin, titoli citati a caso come Solo Per I Tuoi Occhi e Bersaglio Mobile…), aggiornamenti di vecchi classici (Q, il nuovo M), infrazioni gustose di tabù (Miss Moneypenny trombata ancora prima di essere Miss Moneypenny!). Davvero divertente.
    Sulla questione di ‘Bond Umano vs Bond Superuomo’: per me va bene così come stanno facendo adesso. Ok, è un Bond più ‘realistico’ ma che alla fine cade sempre in piedi e fa ancora robe astrogicafikose (negli ultimi film ci sono inseguimenti spettacolari come quello del negro volante in Casino Royale o le moto ad Istanbul in questo), sennò si finiva a perseverare con la roba ultima di Brosnan e Bond con la macchina invisibile e a fare kite sugli tsunami.

    Consiglio da vederci in accoppiata il documentario sul cinquantenario “Everything Or Nothing” e lo speciale di Top Gear su 50 anni di auto di Bond.

    Sì, Bondologo anche io :D

  9. @ Il Presidente
    Attenzione… Come per il Bond storico, non sappiamo che sottotesto ci sia tra Bond e Moneypenny neanche stavolta.
    Quando Bond va a letto con una donna si vede, fa parte del gioco. Qua invece non si sa bene come sia finita quella notte a Macao, e in questo Bond sarà su questa ambiguità che sarà basatala tensione sessuale che c’è sempre stata tra i due personaggi.
    Anche nel Bond classico Moneypenny cita cose dal passato tra i due e si ammiccano (e si palpa una certa piccata gelosia), ma non si sa mai bene che cosa ci sia stato.

  10. Data79

    Bello bello bello,
    m’è piaciuto sempre, anche Bardem tinto di biondo (sopracciglia comprese) m’è piaciuto, perché ci stava con il personaggio.

    Grande la Dench, una meravigliosa e perfetta Bond Girl, in linea tra l’altro con Vesper, perché questo di Craig è il Bond che perde le cose che ama e si vendica.
    Grandioso l’attacco al maniero, l’entrata in scena a Skyfall di Bardem (un perfetto super-cattivo), l’attacco durante la commissione, lo stesso Finnes è perfetto per la parte che fa.

    Molto meglio di Quantum of Solace, che nonostante abbia grandi scene (qualcuno ha citato la più bella, quella durante la Tosca, ma a me è piaciuta parecchio anche quella girata sul lago di Garda), non ha funzionato bene.

  11. Data79

    A parte che è Fiennes e non Finnes, ho una domanda per i Bondiani di ferro: mi pare che sia il primo film in cui Londra è così al centro dell’azione, dai miei ricordi solitamente da Londra si parte per poi spostare l’attenzione su luoghi esotici, ricordo male? Stessa cosa per la Scozia, non mi pare si sia mai usata come ambientazione.

    Nota a margine: stupendo lo scambio di battute con Q nella galleria d’arte!

  12. Dévid Sfinter

    Bonddellamadonna. Supera anche CR. Oliatissimo. SPOILER! Perfetto anche per come mi liquida la Bond girl di turno. Asciutto e senza troppi pensieri. Bond può cedere all’emozione al massimo una volta per film. Questa volta è M la bond grandma, il vero ponte col passato. Q un tantino fastidioso. Il resto da manuale. Adesso toglieteci il canale sky007 per disintossicarci, mamma che vecchi gli 007 con P. Brosnan!

    Ps
    Fass nuovo bond ci sta a bombissima. Anche Gosling se aggiustato di capelli potrebbe…

  13. Il Presidente

    @Dart: ma dai? Io davo per scontato che avessero sfiocinato! :D Avevo ancora lo scotto di una Olga Kuryolenko lasciata incredibilmente intatta! :D

    @Data: sì è il primo Bond con così tanta azione a Londra, ma se non ricordo male ce n’era uno con Brosnan che si faceva un giro per i canali di Londra con un motoscafo stealth corazzato. Ma potrei anche sbagliarmi.

  14. @ Il Presidente
    Eh, in un altro film lo avrei pensato anche io, dati i presupposti… Ma in Bond quando si infiocina ci tengono sempre a tenerci aggiornati quindi se non si vede non è detto che sia accaduto… E dato si che l’equilibrio tra quei due personaggi è quello che sappiamo, credo proprio che la questione non ci verrà mai chiarita (per fortuna) :)

  15. Schiaffi

    SPOILER
    non so nei film vecchi, ma in questa trilogia effettivamente, ogni volta che daniel craig si chiava una, questa automaticamente fa una fine orrenda.

    PS
    tirar fuori ryan “signor nessuno” gosling mentre si discute fassrobot si/fassrobot no, è triste proprio.

  16. Hellblazer Joestar

    @Il Presidente: l’inseguimento di cui parli è nel teaser di Il mondo non basta, quando Bond insegue “la ragazza dei sigari” (manco il nome le hanno dato) interpretata dalla Cucinotta. Anche in quella scena c’è un attentato contro l’MI6 che si deve trasferire in un castello fuori Londra, non ricordo se fosse in Scozia anche quello.
    E sì, penso sia il Bond con più scene a Londra in assoluto (Bond nella metro all’ora di punta!).

  17. Hellblazer Joestar

    @Schiaffi.
    Sempre successo. Le Bond girl che sono arrivate vive a fine film sono pochine. E nei libri è anche peggio.

  18. Steve Blowjobs

    @Darth: quando Fleming scriveva Bond pensava a Cary Grant. Ora, con tutta la buona volontà e l’ausilio di varie sostanze psicotrope, faccio fatica ad accostare Cary a Craig. Anzi, a me, quest’ultimo pare che abbia più il fisico del ruolo di chi viene mandato a picchiare Bond. Deve esserci riuscito.
    Quanto al film: è bellino, ma non fa venir voglia di rivederlo, come invece continua a fare Casino Royale, per esempio.

  19. Hellblazer Joestar

    @Steve
    Sono abbastanza sicuro per averlo letto (non ricordo dove, però) che il modello di riferimento di Fleming fosse Hoagy Charmichael, e che avesse suggerito David Niven come interprete per i film. Quando conobbe Connery lo detestò, salvo poi rimanere folgorato dopo aver visto Licenza di uccidere.

  20. Steve Blowjobs

    @ Hellblazer: buh, io avevo letto di Cary Grent, ma può anche essere come dici tu. In ogni caso, anni luce da Daniel Craig.

  21. Steven Senegal

    Il mio momento amarcord-Bond con mio babbo è legato a questo

    http://www.youtube.com/watch?v=4F9D4Y21M9s

    che noi si era poveri e non avevamo manco le tende alle finestre. Roba di un secolo fa e poi il nulla. Cresci e 007 non lo vedi più e ti rimane solo qualche reminiscenza che ti riaffiora con i suggerimenti garbati di Mendes.
    Ma questo mi porta a fare una considerazione.
    Mettiamo che io di Bond sappia poco e niente, giusto l’essenziale: agente segreto, Aston Martin e poche altre cose.
    Di quanti passi si muove Bond nella mia direzione con Skyfall?
    Riformulo. Barbara Broccoli, alla domanda su come abbiano intenzione di guadagnarsi nuove nerd-leve-bondiane risponde di puntare su uno 007 come “tradizione”, come un Babbo Natale da celebrare e su tanti ex piccoli Darth che portano alla sala i loro piccoli Darth, nipoti di nonno Darth.
    E se fosse tutta un’immensa furbata?
    Ragazzi, vi teniamo fermi due punti due del Bond che è stato così il papà ancora si ricorda che è a vedere la spia, però lo facciamo nuovo come quella frocia di Nolan ci acchiappa i regazzini di oggi, in crisi, tormentato, in caduta. Ci mettiamo la sua fotografia, il suono giusto e vaffanculo.
    Non a caso, altrove, ho ironicamente suggerito di fare così anche il nuovo Conan.
    Coerenza. Ci vuole coerenza.

    A me il film non è piaciuto. Sarà che avevo in casa una copia di merda mandatami da Mendes in persona, non lo so, ma ad una certa mi ha pure annoiato.

    Se dovete entrare a menarmi, aspettate che mi svesto e mi cospargo di grasso.

  22. Steven Senegal

    Dimenticavo. A me ha sempre fatto tristezza il toto-Bond. Roba che neanche Studio Aperto che saranno 10 anni che dice: il prossimo zerozerosette me lo fa uno di quelli di Manchester che ci piacevano alla mì sorella, sentiamo l’autorevole panettiere.

  23. @ Steven Senegal
    Non c’è paraculismo a mio avviso ma una sana (per quanto un franchise megamilionario possa essere sano) voglia di far girare il personaggio meglio dei primi episodi del reboot e per fare questo c’è bisogno di una rottura da Brosnan ok ma anche dal Craig prima di Skyfall e dal Bond dandy classico. Forse eh, vedremo… Da quanto si capisce il prossimo film partirà con in senno il lato conservatore di nonno Darth e il lato paraculo per i miei nipotini. Vedremo cosa succederà, per ora promette più bene che male.

    Il mio paragone con Nolan (di cui non sono fan) è solo perchè ci sono affinità nel metodo di porsi di fronte a un personaggio incrollabile e classico nel periodo storico in cui viviamo (di cui non sono un fan), ma secondo me Mendez ha avuto una classe che Nolan non ha mai avuto in nessuno dei 3 film nel gestire “l’icona” e la sua rottura.

    Poi, pour parler, anche il Bond di Connery era una mediazione tra quello letterario (dei papà di allora) con i latin lover del cinema di allora (dei figli di allora).
    Nessuno gridò allo scandalo per questo compromesso, credo. L’importante dei compromessi è farli bene, non il non farli.
    O forse ci stiamo scandalizzando per un blockbuster che è furbo? No vero?

    A me del toto-Bond fottesega, se me lo gestiscono così bene sono con Sir Roger Moore e mi tengo Craig.

  24. Steven Senegal

    @ Darth

    chiarisco onde evitare fraintendimenti.
    La domanda completa alla Broccoli era questa:
    “Nell’era di Jason Bourne e dei film di Mission: Impossible, come vi avvicinate alle generazioni più giovani per farle innamorare di Bond?”
    Il difetto maggiore a mio parere risiede proprio nel paraculismo del temere che altri prodotti più giovani possano insediare il regno e dire il falso. Nulla di male se il blockbuster è furbo. Niente in contrario se si vuole far girare meglio il personaggio. Tutto lecito. Anche il compromesso tra i vari Bond di cui parli.
    Quello che non mi va e che la produzione dichiari che Bond, per incassare, debba essere vissuto come un rituale sacro padre-figlio, un’epifania da celebrare da un lato come in maniera molto bella racconti tu (ed io ti riporto il mio ricordo senza nessuna ironia) e poi dall’altro si prenda la direzione di ri-scrivere un personaggio secondo l’aria che tira nel mercato. Come minimo, rilevo un’incongruenza e di contro invoco coerenza come ho fatto.
    Eh no, cara Broccoli non ci siamo.
    Per Mendes ho parlato di garbo e confermo. Ne ho gradito la “confezione” finale.
    Il riferimento alla Darth prole era utile solamente per indicare una categoria di utenza, la stessa imbrogliata dalla Broccoli, e quindi nessun sarcasmo in proposito.
    La critica alla “via Nolan” non è per il paragone che fai tu, con cui concordo in merito all’esito finale di Mendes. E’ evidente che ci siano dei rimandi e tanti, oltre te, lo hanno rilevato. Perciò anche qui, nulla di personale.
    La critica va alla “via Nolan” per la scrittura del personaggio. La domanda è questa: è possibile una rivisitazione diversa di un personaggio classico nei tempi che viviamo? C’è una terza strada diversa dal “classico” e dall’attuale “tormentato-in crisi-che si rialza”?
    Boh, chi lo sa.

    Per il toto-Bond confermo la mia tristezza. Ma è un sentimento che riservo per tutti i toto-qualcosa.

    Darth, ad una prima lettura della della tua risposta ho trovato una sorta di avvertimento a non ripetermi nella vesti di tale Harry Piotta.
    Dal momento che mi piace leggervi, ho capito di chi si parla.
    Ora purtroppo non mi ritrovo più quella tua parte di risposta o forse ho solo sonno e non la leggo. Mi dici in cosa ti avrei ricordato tale personaggio?

  25. Aldo

    Concordo pienamente con Steven Senegal.
    E non è la prima volta che il franchise Bond si era adeguato alle mode del momento: quando uscì “Guerre Stellari” ecco che 007 si fece fantascientifico con lo spettacolare “Moonraker”. (a me piace sempre un casino, specie le scene a Venezia). Blackexpolation? Ecco “Vivi e lascia morire” con un cast di attori abbronzati. Anche lo stesso “Goldeneye” era molto legato ai suoi tempi.
    …ma rimanevano sempre classici 007!!!

    Il fatto è appunto che “i giovani d’oggi” li snobbavano.
    Dei miei conoscenti (e io ho l’anni de Cristo) nessuno amava 007, figuarsi i più giovani. Lo schifavano, era vecchio, pattume. Quando ho visto “La morte può attendere” c’era una 20ina di persone in sala, tutte ultra 50enni.
    Al fottutussimo “Casino Royale” sala principale dell’Adriano ho trovato gli ultimi posticini in fondo in fondo a lato.
    Potenza del marketing.

  26. Il Presidente

    Io dico. Craig già si lamenta di essere vecchio, quindi gli do un altro Bond.
    Poi Fassbender con Tarantino alla regia (una cosa di cui si era già parlato ai tempi di Casino Royale).
    Ho detto.

  27. @ Steven
    Ma secondo me il personaggio non subisce un vero stravolgimento ma in parte uno snellimento di un po’ di tutta la sovrastruttura piaciona\paraculona del Bond classico e in parte un aggiornamento della figura della spia ai giorni nostri.
    La volontà di riportare tutto rivisto e corretto sui binari del classico Bondismo è tutto nell’ultima scena, ovviamente bisogna vedere come nel prossimo film verrà preso quel bell’incipit.
    Poi si, io sono legato ai Bond passati (anche quelli più scemi come Octopussy) e a quell’idea di Bond li ma non è detto che questo Bond meno charmante e senza giocattoli non abbia il suo perchè (anche alla luce di una sua maggiore attinenza col Bond letterario) o non ne acquisisca ulteriore con una gestione sapiente. Insomma, se tra me e mio padre sono io quello più nostalgico non voglio essere però reazionario.
    Per me il compromesso è stato fatto in maniera furba ma anche dignitosa, o meglio è stata aperta la via ad un bond 2.0 di sciuro più nelle mie corde di quello dei primi due film del franchise… O di quello di Brosnan che sembrava sguazzare nelle cose peggiori dei film vecchi di Moore.

    Tra l’altro è stato in maniera completamente casuale che io e mio padre lo siamo andati a vedere assieme: doveva andare con mia madre, che ha approfittato di un accenno di raffreddore per sfangarsela.

    La cosa che non trovi nel commento è perchè l’ho tolta. Qualcosa aveva stuzzicato il mio senso di ragno ma poi ho visto che forse si sbagliava.

    @ Il Presidente
    Tarantino su Bond è uno scenario brutto.

  28. Steven Senegal

    @ Darth
    Diobono, mi metti le teste di cavallo nel letto e poi mi lasci con un “forse si sbagliava”? :)

    Maro’, tranquillizzami, che so’ ancora un regazzino. Mi fido del tuo senso di ragno e ti tengo in forte considerazione. Se vuoi, dimmi cosa non va. Sono un fancalcista giovane che si segna in un quadernetto le dritte che ci date e i riferimenti che non afferro (storia vera) per poi fare i compiti a casa.
    Che qua ci ho solo da imparare.

    Forse me la sono presa troppo dimenticando che loro “sono sempre pronti a uccidere cuccioli di foca” (Casanova docet), ma rimango dell’idea/paura che noi quel maledetto anglo-yanqui lo stiamo sottovalutando e di qui a fra 5 anni, tutti ma proprio tutti i nostri eroi avranno imboccato la Nolan Strasse. Non so come viene percepito qui, ma spero che mi si salvi almeno Aquila della Notte che è un ricordo del mi’ babbo.

    Un abbraccio maschio.

  29. @ Steven
    Tranquillo, tuttabboston! (sempre Casanova docet)

    Ma secondo me la Nolan Strasse è bella e finita, la gente già al terzo film della saga faceva “Nolan però eccheppalle, ok questo va bene ma abbasta”.
    Anche perchè quel tipo di operazione, portata all’estremo con un personaggio come Batman risulta più forzosa che con uno come Bond, che oltre (poter) agire in un ambito più realistico può avere una gamma di sfumature di realismo a seconda della situazione. Per dire nel fil tutta la sequenza nel casinò di Macao è assolutamente Bond in tutto e per tutto laddove in altre parti c’è più nolanismo.
    Il prossimo film, piazzo la mia scommessa, sarà nel segno più classico del franchise ma rivisto con un occhio più smaliziato come tipico di questi tempi (ché Nolan lo additiamo tutti in quanto esempio lampante ma chi più chi meno, ogni pesonaggi di fantasia passa sotto questo trattamento da anni e anni, nei fumetti adirittura da lustri).
    Ad esempio mi figuro un ritorno della Quantum\Spectre con cattivi più stilizzati e magari qualche improvvisata di un Odd Job 2.0, che ti fa le arti marziali con le lame nascoste in indumenti, ma senza esagerare con il “camp”.

    Perchè ormai un Odd Job come era ai tempi il pubblico può accettarlo solo se in chiave “ironica” (che merda l’ironia signori miei).
    Purtroppo nel 2012 ci piace sognare ma non slacciare del tutto le cinture, il mondo ci ribadisce che è talmente tutto una merda di continuo che non vogliamo dimenticarcelo per troppi minuti consecutivi, neanche al cinema.

    Io sono con te nell’elegia della fantasia al potere (e chi mi legge qua sopra lo sa bene, a volte in maniera anche naif, quanyo parteggio per la sospensione di credulità), lo ho detto sia nella recensione che nei commenti precedenti, ma devo anche prendere atto di come stanno le cose qui & ora e, dove possibile\dove ce la faccio, anche godermele.
    Qua me la sono goduta: il gioco di bastone e carota tra passato e presente nel suo equilibrio è riuscito nel suo intento.

    Virili abbracci a te.

  30. @ Aldo
    Ma tu c’eri alla 400tv al Big Star?
    Perdonami, ho dei ricordi un po’ accavallati tra nomi e volti.
    Hem.

  31. E’ la miglior e più bella recensione che abbia mai letto fino ad ora, sul cinema oltre che su Skyfall. Hai descritto benissimo il film come l’ho visto anch’io. Grazie mille della piacevole lettura non ne capitano molte così sul cinema!

  32. @ Steve Best
    Oh, grazie mille, commosso e arrossito.
    Però se questo nella tua idea mi fa entrare in squadra con tipo Morandini e la Tornabuoni ti vengo a cercare col Tie-Fighter eh :)

  33. Marvin Scortese

    Bello, m’è piaciuto. Però vi voglio raccontare un aneddoto, quindi sedetevi a gambe incrociate ai piedi del letto. Ero in sala alla fine del film, corcato di M&Ms e birrette, e siccome sono un integralista islamico al cinema devo rimanere seduto fino alla fine dei titoli di coda. Di solito lo faccio per leggermi i cognomi che mi fanno scompisciare, tipo “Montaggio: Frank Saltamerda”. Beh son lì che mi trastullo a guardarmi i cognomi, e mi vedo che come Visual Effects Artist passa il nome di uno che conosco. Dico boh, è impossibile, me lo ricordo con l’occhialetto e la pashmina che si beveva gli sprizzetti, come cacchio è finito a fare Skyfall? E invece pare che oltre ad aver fatto quello ha fatto anche Total Recall e Dark Shadows, e vive e lavora a Londra come il Cobretti nazionale.
    True story. Per la cronaca, è questo qui:
    http://www.imdb.com/name/nm4826306/

  34. Lollo

    Questo non è James Bond (come da titolo della rece).
    Non capisco perché si ostinano a chiamarlo così anche dopo l’ultimo film interpretato da Sean Connery… evidentemente dev’essere un caso di omonimia.

  35. Magnum Pgreco

    Bond è morto.
    W Bond!

    A me il film è piaciuto e molto. Se me lo consentite esprimo le mie opinioni qui dopo averne discettato bendato x giorni (James Bondage).
    Dopo aver creato il più longevo franchise della storia del cinema (50 anni e 23 film) la EON azzarda un’operazione (non so quanto del tutto pianificata) di reboot radicale declinato in 3 film.
    In Casino Royale viene presentato il JB del III millennio, che nell’intro si guadagna il doppio 0, con le sue incertezze, le sue fragilità e forse alla ricerca di una vita diversa (lascia il suo lavoro per una donna).
    In QofS viene introdotto il nostro mondo, complesso e ambiguo nella sua realtà nonché quello che (secondo me) diventerà il nuovo arci-nemico già nel prossimo film, un’organizzazione tentacolare, potente, ben inserita, senza volto e senza anima.
    In Skyfall viene assemblata la nuova squadra del MI6, i personaggi si incontrano (e si scontrano) ma creano quel legame tra loro che nei film originari erano dati per scontati, originale la presentazione di Moneypenny (anche se devo dire che era una rivelazione piuttosto prevedibile)
    Il prossimo film sarà (previsione da Otelma) un ritorno alle origini, con uno schema più tradizionale, ma sempre inserito in un mondo cupo e pericoloso in cui il nemico non ha più volto e quindi più che mai servono fantasmi per combattere altri fantasmi (come dice M).
    2 note in chiusura sulla regia:
    La sequenza dell’omicidio a Shangai è vera e propria arte visiva prestata al cinema d’azione
    Mendes dovrebbe essere additato ad esempio nelle scuole di cinema. E’ un Autore con la A maiuscola che non ha piegato il mito bondiano alle sue esigenze, ma che al contrario ha servito con gusto ed intelligenza. Alla faccia di tutti quei presuntuosi che pensano di poter fare tabula rasa del passato solo perchè hanno visto due cazzate coreane

  36. Magnum Pgreco

    @ Steven Senegal
    a me questo Bond è piaciuto anche e soprattutto perchè si è tirato fuori dalla corsa all’ultimo gadget dei suoi epigoni (Mission Impossible su tutti).
    Bond se ne fotte delle maschere e dei laser. E cosi si fa una spy-story pura&dura (SPOILER): un agente sacrificato per ragion di stato cerca vendetta impossessandosi e poi diffondendo informazioni segrete.
    Bond se ne fotte delle location tropicali. Un film all’80% British tra Londra e la Scozia. Questo film segna la nascita di Bond anche territorialmente.
    Bond è un mito cosi forte che può dire: come ho creato le regole del genere (ed i clichè), cosi le posso distruggere per crearne di nuove.
    Non a caso qui l’Aston Martin finisce in fiamme.
    Questo 007 è l’araba fenice che va in cenere per poi rinascere a nuova vita

  37. @ magnum
    Ma grandissimo tipo concordi con me parola per parola quindi!
    Son cose che fanno effetto, ti abbraccio.

  38. Steven Senegal

    @ Magnum P.

    Lo dico fuor d’ironia, sia ben chiaro. Mi è molto piaciuta la tua interpretazione, “romantica” (passami il termine che mo’ non me ne viene un altro che sia efficace per quello che intendo) e viscerale. Stai a vedere che tu e Darth mi convincete.
    Però a sto’ punto mi viene una curiosità.
    Entrambi mi avete dato quella che è la vostra previsione per il prossimo Bond e mi pare di capire che sarà una direzione che approvate. Quale sarebbe invece un passo falso nel prosieguo del franchise, dopo il reboot uno e trino, secondo voi? Valgono solo gli scarti plausibili, ovvio.

    Ps. Schhh! Non dirlo più Badtas… Sei matto? ;)

  39. @steven: rimanendo nel campo dei plausibili, l’unico Bond sbagliato è quello brutto. Bond è come Madonna, sono decenni che si adatta di continuo, non ha più senso stupirsi/indignarsi.

  40. Steven Senegal

    Amen.

  41. Magnum Pgreco

    @ Darth:
    per come si sono messe le cose direi di si. La fase di Reboot è terminata e si è creata la squadra tradizionale: M grigio funzionario ministeriale, Q incline alla critica a Bond, Moneypenny dalla battuta salace e ovviamente JB, il meglio figo del bigoncio (come si dice a Fulham). Tutto pronto per ripartire con Craig, almeno per un film. Poi al N 25 dovranno decidere se chiudere il ciclo ovvero lanciare un nuovo attore. Per quanto con fisico bestiale, il bel Daniel ha cmq 44 anni

    @ Steven Senegal:
    credo che la EON della Broccoli (tra l’altro l’ho vista nelle interviste, ormai ha 50 anni, ma fino a qualche anno fa era una Milf assoluta) abbia attraversato una palude letale e ne sia uscita trionfante: 300 Mil $ d’incasso in una 10 gg e senza ancora essere sbarcato in US (perchè Bond è British e quindi anche Europeo, e noi siamo choosy: andiamo in America quando ci pare). Mi fido quindi della produzione che ha dimostrato grande abilità. La strada da seguire è quella già intrapresa: fare del cinema di genere con qualità. Questo film è clamoroso proprio xkè affida a registi e sceneggiatori di livello (e non come da tradizione a validi mestieranti) la plancia di comando.

    @ tutti (questione seria) – SPOILER:
    ma insomma…come dire…ma Bond secondo voi se la scopa Moneypenny prima di andare al casinò di Macao? O si fermano allo shave teasing?

  42. Magnum Pgreco

    chiedo scusa per la mia intensa attività di spamming: ci sono la bellezza di 10 miei commenti qui, spero di non essere stato troppo invadente

  43. Hitler Ledger

    L’ultima mezz’ora di questo film da sola dà la merda a quelle pagliacciate di vecchi bolsi di expendables 1 e 2.
    Gran bel film, fotografia stupenda.

  44. Cristoforo Nolano

    So che qui a i400calci non si potrebbe dire, ma American Beauty è uno dei miei film preferiti e ho sempre considerato Mendes un grandissimo regista.
    Avevo ottime aspettative per questo Skyfall, e sono uscito dalla sala bello soddisfatto. Mendes ha preso un cliché stanco che era stato rispolverato, ci ha giocato sopra, l’ha reso più umano e ha confezionato un film di Bond anche per i non fan di Bond. Tanto di cappello.E Bardem cattivone busone mi ha intrippato una cifra.

  45. @ hitler
    I know right?!

    @ Cristoforo
    Si.

  46. James Beruschi

    Bello! Non più del primo ma di sicuro del secondo. Lo dice uno che ha riscoperto Bond con Craig, dopo aver bypassato in maniera assolutamente indolore, tutto cio che è venuto dopo Connery. Film poi rivisti anche di recente grazie alla rassegna di Rai3, che mi hanno dimostrato quanto poco mi fossi perso. Come Cristoforo anche io ho sempre ammirato AB di Mendes e qui ho avuto la conferma della sua bravura, idem per Bardem, scoperto con il film dei Cohen. Ulteriormente contento di avere per M un altro dei miei attori preferiti, Ralph Fiennes del mio film culto, Strange Days. Ora, mi auguro solo di non dover aspettare altri tre anni o più per un nuovo capitolo.

  47. Giulio

    Per me era cane di paglia incontra mamma ho perso l’aereo. Ma anche Commando va bene eh.

  48. rionero

    Scusate, chi mi spiega una scenuccia del film, piccola, giusto una sequenza minima, che non leva e non mette, ma che non ho capito? Allora, quando Bardem fugge dalla prigione di vetro dell’ MI6 e Bond lo insegue prima nei cunicoli della metropolitana, e poi dentro la metropolitana, prima che salgano sul treno, Bardem incrocia due poliziotti (lui non si è ancora travestito da sbirro), e mentre scende le scale, i i due agenti salgono, lui passa in mezzo a loro due, e immediatamente dopo gli compare tra le mani un pacco abbastanza voluminoso (che dovrebbe, credo, a questo punto, contenere la divisa). Ma che cazzo di scena è? Errore di montaggio? O non l’ho capita?

    (ottimo Bond, comunque. Due ore e passa alla grandissima)

  49. Andy Crop

    Ci sono degli sparsi SPOILER
    La Dench se n’è andata dopo 17 anni,attraversando due importanti rinascite della serie e del personaggio.
    Ora sta a Fiennes essere M nella fase completamente rilanciata della serie.
    Perchè purtroppo Casino Royale è bello,ma se lo sono rimangiato con Quantum of Solace (che per me non è brutto,ma so bene di essere uno dei pochi a pensarlo) e oltre tutto non rendeva la formula meno schizofrenica(abbiamo case veneziane che crollano in modo improbabile,ma anche un Bond più vicino al pubblico dal punto di vista empatico e che si innamora).
    Skyfall invece prende l’idea di base del film del 2006 e rende tutto più uniforme,con un risultato più apprezzabile nella sua completezza.
    E questo film ha finalmente portato la serie nell’OGGI(persino Roger Moore,quello che fra gli attori bondiani è rimasto nella parte più a lungo,ammette che Craig e questo film definiscono il personaggio quasi meglio di quanto avesse fatto Connery),totalmente.
    La colonna sonora invece la trovo in molte parti un’occasione mancata.
    Newman è bravo in ciò che fa,ma ciò che fa non è esattamente adatto a questo tipo di film e non lo dico partendo da una prospettiva bondiana,ma in termini di mero risultato:
    E’ adeguata,ma spesso anonima e priva di melodie espresse(molto più del David Arnold di “Quantum”).
    Ottimi i titoli di testa di Daniel Kleinman,che è tornato al suo posto in grande stile.
    La canzone di Adele ha una bella melodia,ma il testo è al limite dell’accettabile.
    Dov’è Don Black quando serve?! XD
    Il finale era coinvolgente,un pugno nello stomaco,causa di una lacrimuccia.
    Trivia finale privo di spoiler:
    La casa di M rappresenta l’omaggio più discreto del film:
    Era quella del compianto John Barry.
    ps:
    Non so se sono l’unico ad averlo pensato fra gli spettatori o le spettatrici,ma io Q me lo porterei a casa a fargli vedere la mia…collezione di farfalle.

  50. FALLENDOWN

    Come al solito, e’ la sceneggiatura che frega il film…il tipo si becca una palla e cade da circa 100 metri (di schiena), sparisce per tre mesi, e quando ritorna..tarallucci e vino. Si toglie dalla spalla schegge di uranio impoverito (!) e con quelle i geni trovano il killer (che aveva innaffiato delle stesse pallottole mezza Istanbul). Stacco sull’ Asia, con lotta tra i Komodo (!), scopata con la Bond Girl di turno (che fa la fine piu’ insulsa fra TUTTE le Bond Girl fin dal 1962), il Bond che diventa un’ icona gay, e ci ritroviamo a Londra, con il Bond che fa le faccine peggio di Will Smith, mentre si prende treni in faccia, l’ MI6 formato da incompetenti abissali, il cattivone immortale che si ciuccia il cianuro manco fosse Mitridate, si fuma gli uomini stile Distretto 13 Le Brigate della Morte, i due vecchiacci che scappano con le torce accese e si rifugiano nell ‘ UNICA costruzione nel raggio di duecento chilometri (sempre sventolando le torce), il capo che ci lascia le penne in una scena che sembra presa da Otello, ed alla fine il Bond, invece di essere trasferito alle Falkland per tutte le cazzate che ha fatto durante il film, e’ pronto per la prossima missione (e che fine ha fatto il disco rubato ?).
    In conclusione, un film che non rivedrei neanche se mi pagassero; una presa in giro per lo spettatore che vorrebbe, da un film, almeno una MINIMA coerenza. L’ unico Bond valido della strisciata Craig e’ Casino Royale, basato, per sua fortuna, sul libro originale di Ian Fleming. Sono d’ accordo sul fatto che il James Bond dell’ era Roger Moore era una macchietta, che il James Bond dell’ era Sean Connery deve rimanere negli anni sessanta (lasciamo perdere “Una cacata di diamanti”), che il James Bond dell’ era Timothy Dalton era un telefilm allungato, che il James Bond dell’ era Pierce Brosnan era valido SOLO grazie al protagonista, ma se vogliamo inserire l’ icona James Bond nella realta’ del XXI secolo, facciamolo con un minimo di intelligenza e di rispetto per lo spettatore; se voglio un’ elegia di James Bond, un montaggio degli spezzoni dei suoi film me lo faccio da solo…e poi magari lo metto su Youtube.

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