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Premium Rush. Guarda mamma! Senza Freni!

Da quando mi sono sposato con Oliva Wilde Kar-Wai, mi sono trasferito a vivere a Milano. Lei va pazza per lo shopping in centro al sabato pomeriggio e ci sballa abbastanza anche per il Birrificio Lambrate per cui, dopo averla piegata ai miei desideri, mi sono piegato ai suoi voleri. Ho fatto su baracca e burattini e ci siamo trasferiti qui a Milano. Prima quando eravamo solo fidanzati, abitavamo nel Sesto Pianeta del sistema di Hoth e Olivia non era per niente amused che non c’era manco un Birrificio Lambrate e per fare shopping dovevamo andare nel Terzo Pianeta del sistema di Hoth che è carino, ma è molto scomodo da raggiungere. Adesso stiamo a Milano e mi sono reso conto che effettivamente in città ci abita della gente strana. Non sono tantissimi, eh? Ma un po’ in giro se ne vedono. Sono quelli che alcuni chiamano hipster, riempiendosi la bocca con questo termine come se l’avessero inventato loro e se fosse una cosa nuova. Questi hipster finché hanno 18, 19 anni sono abbastanza inoffensivi. Quando invece hanno passato i 30, mettono una grande amarezza. L’altro giorno ne ho visto uno che ne avrà avuti 35 di anni e, per l’amarezza che mi ha comunicato, l’ho soppresso lì sul posto, con una stellina ninja lanciata a bruciapelo in da la fazza. Jeans stretti stretti che non si spiega come cazzo facesse a respirare, magliettina dei Bangalore Choir comprata non si sa a quanto su ebay e pimpata con lo spacco a V sul collo, giacca rubata dall’armadio del nonno, occhialini d’ordinanza un po’ fuori moda, almeno 400 euri spesi dal barbiere per avere baffi e barba curatissimi e soprattutto “il Banana“. La Banana. Il Banana. Boh, non lo so come si dice, ma si tratta di uno skateboard di plastica di un colore tipo fosforescente, un po’ più stretto rispetto a quelli usati dalle persone normali e centomila volte più inutile. Però gli hipster lo utilizzano perché va di moda e fa molto figo spostarsi da locale a locale col banana. Vi rendete conto? Mamma mia, che babbi. Che poi il più delle volte nessuno di questi babbei lo usa realmente, che alla fine non è così comodo andare col banana per le strade di Milano tra pavé, traffico e motorini, per cui lo si usa per portarlo in giro sotto il braccio tutto il giorno. Gesù, che babbi. Incredibile. Ma è la moda del momento e questi evidentemente non ne possono fare a meno. Prima del Banana c’era stata la moda delle Scatto Fisso. Avete presente? Le biciclette senza freni che costano come la Germania. Ci sono pure quelli che le usano ammodo, eh? Per farci dei tricks che con quelle normali non puoi fare, oppure per andare velocissimi in pista o in città con delle piste ciclabili normali. A Milano, no. A Milano ci sono i babbi di minchia che ne hanno subito approfittato per andare dal Plastic al Bitte per poi legarla non ai pali, ma a delle inferriate messe più in alto del dovuto. Perché anche quello è di moda. Cioè, se uno ha la scatto fisso non la lega come una persona normale, ma la mette più in alto di tutti gli altri. Perché è di moda. La moda di come legare la bici. Mamma mia, come vi disprezzo. I 30 Seconds To Mars, che sono uno di quei gruppi che dovrebbero chiamarsi col loro vero nome, ovvero Gli Inculagiovani, ci hanno fatto pure un video un po’ di anni fa sulle scatto fisso. Ve lo faccio vedere così vi rendete conto della gravità della questione.

Tra rallentì a casaccio, silhouette come se non ci fosse un domani, citazioni a Banksy e la città che va a fuoco a causa del nostro amore che è più forte di tutto e tutti, c’è anche il momento forse più alto e sublime delle tecniche per inculare i giovani degli ultimi anni. Tre ragazzini colle felpe fosforescenti e col cappuccio se ne vanno tranquilli in bici. Dal nulla spunta una macchina, un berlina nera che già grida “Corporation del male!” solo a vederla. Ovviamente prende in pieno uno dei tre giovani, che rimane a terra. Dalla macchina del male scende un uomo in giacca a cravatta, simbolo di questa società decadente che ci vorrebbe tutti omologati, a lavorare in borsa, a guidare berline nere e a vestirsi come dei consulenti di Tecnocasa. Lui ha investito un giovane libero che girava sereno e tranquillo con la sua scatto fisso. Uno che a forza di bici senza freni voleva cambiare il mondo, uno che sognava un posto migliore dove poter crescere, un luogo fatto di felpette col cappuccio, Jared Leto e e chiavi del 12 sempre nella mano destra. E invece il Signor Capitalismo l’ha messo sotto. Ma ecco il colpo di genio del video. Dal nulla, di notte, per le strade di New York e ovviamente al rallentì, spunta un Cavallo Bianco. Proprio mentre il ritornellone del pezzo sta montando. E passa di fianco ai giovani che sono lì in terra a curare il nostro ragazzo che sembra essere morto, mentre l’uomo in abito nero probabilmente è al telefono con l’assicurazione noncurante della gravità di quello che sta accadendo. Il Cavallo Bianco passa proprio di lì, evocato dal magico potere della musica e delle scatto fisso e riesce a far tornare in vita il ragazzo. Si alza, sale di nuovo sulla sua bici e se ne va per la sua strada a raggiungere i suoi simili e a cantare a squarciagola la sua gioia di vivere. Mentre il consulente di Tecnocasa se ne sta lì senza capire quello che ha appena visto, accecato da una serie di valori sbagliati che l’hanno trasformato in un mostro senza cuore.

Ho detto: "Uccidi quei giovani!"

Ho detto: “Uccidi quei giovani!”

Uno dei video più belli di sempre, nevvero? Lo guardo spesso per incazzarmi a modo e poi uscire di casa a tentare di farmi menare da qualcuno. Eppure un tempo le cose non erano così. Un tempo le biciclette nei video o nei film erano realmente simbolo di libertà e fanciullezza, non di felpette e moda. Noi che siamo cresciuti con negli occhi e nel cuore il simbolo della Amblin Entertainment ce lo ricordiamo bene e sappiamo che era così. Quelle sequenze e sequenze che abbiamo visto di ragazzini con la loro BMX che corrono a perdifiato per le stradine delle loro città con le villette a schiera dove mi sarebbe tanto piaciuto crescere. Quei film non ci sono più: quei bastardi si sono presi tutto. C’è la nostalgia di un film come Super 8 dove ovviamente la sequenza con le bici non mancava, ma è ormai citazionismo archeologico. Adesso le bici sono una roba per i fighi.

good ol'days

good ol’days

Premium Rush è una specie di istant movie contentino per coloro che usano le scatto fisso a New York. Ovviamente la moda viene da lì, da New York e poi s’è sparsa nei paesi meno simpatici, tipo da noi. Ora, non fate quelli che si sentono offesi se anche voi avete la fixed e non siete dei fighetti, ma delle persone che hanno dedicato la loro vita al ciclismo. Chiaro che voi siete nel giusto, ma potete anche serenamente ammettere che l’80% di quelli che si vedono in giro conciati come Cyndi Lauper che adesso si bullano della loro biga, andrebbero mandati a lavorare al casello di Brescia per mesi e mesi senza mai una pausa, ok? Comunque, Premium Rush è ambientato a NY e ha come protagonisti dei giovani fisicati che fanno le consegne per la città in bicicletta. Ci sono quelli che hanno la bici normale, quelli con la biga colle marce e quelli con la fixed. Il nostro protagonista, Joseph Gordon-Levitt, aka il ragazzino colla faccia di plastica e gli occhietti da manga che ci fa tanta simpatia, appartiene a quest’ultima categoria: è un fanatico della scatto fisso. Anzi, per lui avere i freni è un pericolo. Dice che in una città come NY frenare in bici equivale a morire. Joseph è un po’ uno spaccone, ok, ma sa quello che fa. Come pedala lui, non pedala nessuno. Quando lo vedi scartare da una corsia all’altra, evitando taxì che ti tagliano la strada, pedoni in mezzo a un incrocio o camioncini che non rispettano la segnaletica, è come guardare qualcosa di magico. Jospeh è un illuminato della bici: come spiega David Foster Wallace (sempre per rimanere in ambito di riferimenti hipster) in Roger Federer Come Esperienza Religiosa, l’atleta ha un rapporto con lo spazio e col tempo diverso da quello che abbiamo noi persone normali: loro vedono “attraverso”, prevedono, capiscono. Quando Jospeh si sta avvicinando a folle velocità a un incrocio e non ha i freni, vede tutte le possibilità che ha (e noi con lui). Vediamo che se tenterà di superare quel furgoncino e passare dietro a quella macchina, verrà preso in pieno da quel taxì che arriva da destra. Vediamo che se deciderà di passare a sinistra di quel palo, cozzerà contro un pedone e si sfrocerà dunque al suolo. Vediamo infine che l’unica soluzione è quella di sgommare evitando quella macchina, salire sul marciapiede e risaltare in strada appena prima che quel camion si fermi ostruendogli il passaggio.

Lei non ho capito bene cosa faccia nel film, ma ha un gran telaio. (Inside Joke per i fissati colla fixed)

Lei non ho capito bene cosa faccia nel film, ma ha un gran telaio. (Inside Joke per i fissati colla fixed)

Joseph è un drago a fare le consegne, ma un giorno succede qualcosa di strano. Una sua amica gli da una busta e gli dice che non deve assolutamente perderla. Appena sta per mettersi in moto, Joseph viene raggiunto da quel figo di Michael Shannon che gli dice che non ci sono cazzi e che quella busta deve finire in mano sua. E parte una caccia all’uomo. Uno in bici con una busta. E l’altro in macchina che lo vuole assolutamente fermare. Si scopre (non è spoiler, tranquilli) che Michael Shannon è uno sbirro corrotto, pazzo e con il vizio del gioco che non può permettersi di non prendere quella busta, a meno che non voglia finire ucciso e gettato in un bidone della spazzatura. Dall’altra parte capiamo anche che se Joseph perde la busta la sua amica non farà una bella fine. E il film è tutto qui, tra inseguimenti mozzafiato tra macchine e bici, tra bici e bici e tra moto e bici. Quello e Michael Shannon che si diverte a fare il pazzo tipo Nicolas Cage (con tutto un suo corollario di faccette) Joseph che fa il figo e mette simpatia, due o tre momenti comici e tanta tanta adrenalina. Non male, if you ask me. Certo, non proprio un capolavoro di scrittura, eh? Ma un bel filmetto da 6 al 7 che ti guardi bel sereno. Il merito è di quella vecchia volpe di David Koepp, regista e sceneggiatore di mestiere, già dietro a progettini come Echi Mortali, Secret Window. Cioè, per altri ha scritto robe come Carlito’s Way o Spider-Man, quando invece vuole fare le sue cosine, realizza degli onestissimi filmetti divertenti girati con stile. Niente di più, niente di meno. Per me roba da amare e da rispettare.

Michael Shannon TVB

Michael Shannon TVB

Dvd-quote:

“Un bel filmettino con tante belle bici”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb Trailer

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71 Commenti

  1. BellaZio

    Vedo grande confusione sul concetto di Hipster. Ognuno ha la sua…
    Quello che posso dire è:
    -Fanculo la bici, viva il mio Scarabeo 100 di 10 anni fa
    -Che cazzo è lo scatto fisso? (già il fatto che sappiate cos’è mi fa dubitare di voi, per me il top fu la bmx, il resto è merda inutile o un normale mezzo di trasporto primitivo.
    -Occhiali a montatura grossa, vestiti che costano un botto senza nessuna ragione (tipo maglie con su la foto di Onassis che io scambio per Rocky Roberts da 90 euro), capello tipo Borriello, fan di roba tipo Editors. Per me quello sono gli Hipster.
    -Basta stare con un po’ di gente UK per capire che essere UK fa schifo, mi tengo il mio essere italiano.
    -La barba: dipende. Io credo nella barba, sta bene, è carina. Però vedo un esponenziale crescita di gente con la barba in giro, barbe curate (non zz top). La mia solitamente sta lì per qualche mese, poi viene tagliata a forbici a caso e quando fa troppo schifo via tutto.
    -Birre che fan schifo, non so, non bevo.
    -Megan Fox piace a qualsiasi eterossessuale hipster o non hipster.

    Poi continuo a pensare che voi su a Milano siate strani forte… già essere di o a Milano ai miei occhi è una cosa hipster…

  2. Diffido di tutti quelli a cui quando chiedi qual e’ l’attrice preferita ti rispondono con una che recita davvero.

  3. vespertime

    @bellazio giuro che invece no. mi è stato detto oltre allo “zarra” che è tutta rifatta consigliando come attrici belle gente che son dovuto andare a cercare su google immagini rimanendoci pure male. Per certa gente anche la patata deve essere ricercata.

    @nanni è uno dei motivi per cui non mi perdo un resident evil.

  4. @Nanni, dio bono, teorema sulla questione birra: qual è il pub più hipsterico che conosci? La Pembury Tavern. Che birre vendono alla Pembury Tavern? le sconosciutissime ales delle microbreweries più inculate. Poi a me le ales piacciono a bestia e me le scolavo prima che la Pembury Tavern diventasse hipster, infatti non sono una hipster. Quindi scommetto che gli hipster che becchiamo alla Pembury quando vanno al cesso vomitano la Marcus Aurelius e vogliono fortissimo la Heineken di merda.

  5. @cicciolina: e’ un bel dilemma, sai? Il punto e’ che la Pembury era cosi’ anche anni prima che Hackney venisse invasa da quegli hipster che non potevano permettersi di stare a Dalston. Atmosfera casalinga, giochini di societa’, birre sconosciute… era naturalmente predisposta, anche quando ci andavamo solo noi e i vecchi. Personalmente le birre che hanno la’ non mi hanno mai convinto del tutto anche se fai sempre un figurone a portarci chi non la conosce. Poi pero’ hanno due punti che, hipster o no, gli fanno perdonare di colpo qualsiasi cosa: le pizze preparate da pizzaiolo italiano con forno a legna, e NIENTE MUSICA. E ok, anche che ce l’ho dietro casa.

  6. @Nanni: occhio, perché dici “pizza” e via di hipsterici italioti. Quando ci andavo io da sola, prima che arrivassi anche tu, facevano dell’indecente pub grub che non riscuoteva successo nemmeno fra i vecchi…

  7. valerio

    Visto che del film non parla nessuno ed è diventato un blog di costume, posso sfogarmi anche io e dire che le birre che stanno invadendo tutti i locali sono imbevibili in confronto alle 6-7 birre che si bevevano fino a 5-6 anni fa?
    Se non sono fruttate/fermentate/maltate/affumicate/… non te le servono più. In compenso bevo meno o bevo a casa.

  8. Michael Jail Black

    @Schiaffi
    Cristo santo ma questa gente e’ il male!

  9. Anakin Rossi Stuart

    @Casanova: m’hai spaventato a morte parlando di ‘sto film partendo dagli hipster, che tra Koepp, Gordon-Levitt e Shannon sono mesi che lo attendo, non con fotta, ma con parecchia curiosità… meno male, và…

  10. Steven Senegal

    Non lo so. Non capisco.
    Ho visto il video.
    No.

  11. @cicciolina: oddio, se la pizza è hipster allora io sono fiero di essere hipster da quando ho i denti…

  12. Schiaffi

    L’unica birra degna di esistere è la santissima Tennent’s Super

  13. solero

    ..che mi ha sempre fatto risparmiare un capitale a brick lane.. ok, ho provato a frequentare il posto, ma solo perchè lavoravo zona spitalfield.
    Lo so, sto accampando scuse..volevo essere cool anch’io.

  14. solero

    se qualcuno se lo fosse perso vi segnale questo: https://www.youtube.com/watch?v=lVmmYMwFj1I

  15. Rainer Werner Fassbender

    Chiude il libro di Norman Mailer
    Poggia la pipa di radica
    Accavalla le gambe e poggia entrambe le mani su in ginocchio

    Veramente hipster è un termine che esiste dagli anni ’40 quando indicava i ragazzi bianchi middle class che ascoltavano jazz copiando lo stile di vita dei neri

    L’ho letto pari pari su wikipedia

  16. Jean Pieri

    @solero: flawless victory!

  17. sì, quando scrissi: “Sono quelli che alcuni chiamano hipster, riempiendosi la bocca con questo termine come se l’avessero inventato loro e se fosse una cosa nuova” intendevo proprio il fato che è una roba che esite dai ’40 e che la gente utilizza come se fosse una niusité. comunque, quelli di oggi, fanno cagare.

  18. Michelle Pate'

    Non sono interessata a tendenze varie e non capisco un cavolo di tutti questi aggrovigliatissimi discorsi su ‘sti benedetti ‘hipster’ che è’ un po’ come discutere sull’esistenza di dio (e non mi riferisco a Cobretti ) . Il film l’ho visto e lo consiglio a chi vuole godersi qualcosa di poco impegnativo ma che abbia un ritmo decente, senza momenti morti. Troppo buonista per i miei gusti.

  19. ratto reietto

    al prossimo che accosta gli hipster alla barba e alle tute ci mando a casa Max cavalera a fine serata

  20. Rainer Werner Fassbender

    Beh, Casanova, a sentire la wiki anche quelli di 70 anni fa non mi pare brillassero poi tanto di più

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