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Premium Rush. Guarda mamma! Senza Freni!

Da quando mi sono sposato con Oliva Wilde Kar-Wai, mi sono trasferito a vivere a Milano. Lei va pazza per lo shopping in centro al sabato pomeriggio e ci sballa abbastanza anche per il Birrificio Lambrate per cui, dopo averla piegata ai miei desideri, mi sono piegato ai suoi voleri. Ho fatto su baracca e burattini e ci siamo trasferiti qui a Milano. Prima quando eravamo solo fidanzati, abitavamo nel Sesto Pianeta del sistema di Hoth e Olivia non era per niente amused che non c’era manco un Birrificio Lambrate e per fare shopping dovevamo andare nel Terzo Pianeta del sistema di Hoth che è carino, ma è molto scomodo da raggiungere. Adesso stiamo a Milano e mi sono reso conto che effettivamente in città ci abita della gente strana. Non sono tantissimi, eh? Ma un po’ in giro se ne vedono. Sono quelli che alcuni chiamano hipster, riempiendosi la bocca con questo termine come se l’avessero inventato loro e se fosse una cosa nuova. Questi hipster finché hanno 18, 19 anni sono abbastanza inoffensivi. Quando invece hanno passato i 30, mettono una grande amarezza. L’altro giorno ne ho visto uno che ne avrà avuti 35 di anni e, per l’amarezza che mi ha comunicato, l’ho soppresso lì sul posto, con una stellina ninja lanciata a bruciapelo in da la fazza. Jeans stretti stretti che non si spiega come cazzo facesse a respirare, magliettina dei Bangalore Choir comprata non si sa a quanto su ebay e pimpata con lo spacco a V sul collo, giacca rubata dall’armadio del nonno, occhialini d’ordinanza un po’ fuori moda, almeno 400 euri spesi dal barbiere per avere baffi e barba curatissimi e soprattutto “il Banana“. La Banana. Il Banana. Boh, non lo so come si dice, ma si tratta di uno skateboard di plastica di un colore tipo fosforescente, un po’ più stretto rispetto a quelli usati dalle persone normali e centomila volte più inutile. Però gli hipster lo utilizzano perché va di moda e fa molto figo spostarsi da locale a locale col banana. Vi rendete conto? Mamma mia, che babbi. Che poi il più delle volte nessuno di questi babbei lo usa realmente, che alla fine non è così comodo andare col banana per le strade di Milano tra pavé, traffico e motorini, per cui lo si usa per portarlo in giro sotto il braccio tutto il giorno. Gesù, che babbi. Incredibile. Ma è la moda del momento e questi evidentemente non ne possono fare a meno. Prima del Banana c’era stata la moda delle Scatto Fisso. Avete presente? Le biciclette senza freni che costano come la Germania. Ci sono pure quelli che le usano ammodo, eh? Per farci dei tricks che con quelle normali non puoi fare, oppure per andare velocissimi in pista o in città con delle piste ciclabili normali. A Milano, no. A Milano ci sono i babbi di minchia che ne hanno subito approfittato per andare dal Plastic al Bitte per poi legarla non ai pali, ma a delle inferriate messe più in alto del dovuto. Perché anche quello è di moda. Cioè, se uno ha la scatto fisso non la lega come una persona normale, ma la mette più in alto di tutti gli altri. Perché è di moda. La moda di come legare la bici. Mamma mia, come vi disprezzo. I 30 Seconds To Mars, che sono uno di quei gruppi che dovrebbero chiamarsi col loro vero nome, ovvero Gli Inculagiovani, ci hanno fatto pure un video un po’ di anni fa sulle scatto fisso. Ve lo faccio vedere così vi rendete conto della gravità della questione.

Tra rallentì a casaccio, silhouette come se non ci fosse un domani, citazioni a Banksy e la città che va a fuoco a causa del nostro amore che è più forte di tutto e tutti, c’è anche il momento forse più alto e sublime delle tecniche per inculare i giovani degli ultimi anni. Tre ragazzini colle felpe fosforescenti e col cappuccio se ne vanno tranquilli in bici. Dal nulla spunta una macchina, un berlina nera che già grida “Corporation del male!” solo a vederla. Ovviamente prende in pieno uno dei tre giovani, che rimane a terra. Dalla macchina del male scende un uomo in giacca a cravatta, simbolo di questa società decadente che ci vorrebbe tutti omologati, a lavorare in borsa, a guidare berline nere e a vestirsi come dei consulenti di Tecnocasa. Lui ha investito un giovane libero che girava sereno e tranquillo con la sua scatto fisso. Uno che a forza di bici senza freni voleva cambiare il mondo, uno che sognava un posto migliore dove poter crescere, un luogo fatto di felpette col cappuccio, Jared Leto e e chiavi del 12 sempre nella mano destra. E invece il Signor Capitalismo l’ha messo sotto. Ma ecco il colpo di genio del video. Dal nulla, di notte, per le strade di New York e ovviamente al rallentì, spunta un Cavallo Bianco. Proprio mentre il ritornellone del pezzo sta montando. E passa di fianco ai giovani che sono lì in terra a curare il nostro ragazzo che sembra essere morto, mentre l’uomo in abito nero probabilmente è al telefono con l’assicurazione noncurante della gravità di quello che sta accadendo. Il Cavallo Bianco passa proprio di lì, evocato dal magico potere della musica e delle scatto fisso e riesce a far tornare in vita il ragazzo. Si alza, sale di nuovo sulla sua bici e se ne va per la sua strada a raggiungere i suoi simili e a cantare a squarciagola la sua gioia di vivere. Mentre il consulente di Tecnocasa se ne sta lì senza capire quello che ha appena visto, accecato da una serie di valori sbagliati che l’hanno trasformato in un mostro senza cuore.

Ho detto: "Uccidi quei giovani!"

Ho detto: “Uccidi quei giovani!”

Uno dei video più belli di sempre, nevvero? Lo guardo spesso per incazzarmi a modo e poi uscire di casa a tentare di farmi menare da qualcuno. Eppure un tempo le cose non erano così. Un tempo le biciclette nei video o nei film erano realmente simbolo di libertà e fanciullezza, non di felpette e moda. Noi che siamo cresciuti con negli occhi e nel cuore il simbolo della Amblin Entertainment ce lo ricordiamo bene e sappiamo che era così. Quelle sequenze e sequenze che abbiamo visto di ragazzini con la loro BMX che corrono a perdifiato per le stradine delle loro città con le villette a schiera dove mi sarebbe tanto piaciuto crescere. Quei film non ci sono più: quei bastardi si sono presi tutto. C’è la nostalgia di un film come Super 8 dove ovviamente la sequenza con le bici non mancava, ma è ormai citazionismo archeologico. Adesso le bici sono una roba per i fighi.

good ol'days

good ol’days

Premium Rush è una specie di istant movie contentino per coloro che usano le scatto fisso a New York. Ovviamente la moda viene da lì, da New York e poi s’è sparsa nei paesi meno simpatici, tipo da noi. Ora, non fate quelli che si sentono offesi se anche voi avete la fixed e non siete dei fighetti, ma delle persone che hanno dedicato la loro vita al ciclismo. Chiaro che voi siete nel giusto, ma potete anche serenamente ammettere che l’80% di quelli che si vedono in giro conciati come Cyndi Lauper che adesso si bullano della loro biga, andrebbero mandati a lavorare al casello di Brescia per mesi e mesi senza mai una pausa, ok? Comunque, Premium Rush è ambientato a NY e ha come protagonisti dei giovani fisicati che fanno le consegne per la città in bicicletta. Ci sono quelli che hanno la bici normale, quelli con la biga colle marce e quelli con la fixed. Il nostro protagonista, Joseph Gordon-Levitt, aka il ragazzino colla faccia di plastica e gli occhietti da manga che ci fa tanta simpatia, appartiene a quest’ultima categoria: è un fanatico della scatto fisso. Anzi, per lui avere i freni è un pericolo. Dice che in una città come NY frenare in bici equivale a morire. Joseph è un po’ uno spaccone, ok, ma sa quello che fa. Come pedala lui, non pedala nessuno. Quando lo vedi scartare da una corsia all’altra, evitando taxì che ti tagliano la strada, pedoni in mezzo a un incrocio o camioncini che non rispettano la segnaletica, è come guardare qualcosa di magico. Jospeh è un illuminato della bici: come spiega David Foster Wallace (sempre per rimanere in ambito di riferimenti hipster) in Roger Federer Come Esperienza Religiosa, l’atleta ha un rapporto con lo spazio e col tempo diverso da quello che abbiamo noi persone normali: loro vedono “attraverso”, prevedono, capiscono. Quando Jospeh si sta avvicinando a folle velocità a un incrocio e non ha i freni, vede tutte le possibilità che ha (e noi con lui). Vediamo che se tenterà di superare quel furgoncino e passare dietro a quella macchina, verrà preso in pieno da quel taxì che arriva da destra. Vediamo che se deciderà di passare a sinistra di quel palo, cozzerà contro un pedone e si sfrocerà dunque al suolo. Vediamo infine che l’unica soluzione è quella di sgommare evitando quella macchina, salire sul marciapiede e risaltare in strada appena prima che quel camion si fermi ostruendogli il passaggio.

Lei non ho capito bene cosa faccia nel film, ma ha un gran telaio. (Inside Joke per i fissati colla fixed)

Lei non ho capito bene cosa faccia nel film, ma ha un gran telaio. (Inside Joke per i fissati colla fixed)

Joseph è un drago a fare le consegne, ma un giorno succede qualcosa di strano. Una sua amica gli da una busta e gli dice che non deve assolutamente perderla. Appena sta per mettersi in moto, Joseph viene raggiunto da quel figo di Michael Shannon che gli dice che non ci sono cazzi e che quella busta deve finire in mano sua. E parte una caccia all’uomo. Uno in bici con una busta. E l’altro in macchina che lo vuole assolutamente fermare. Si scopre (non è spoiler, tranquilli) che Michael Shannon è uno sbirro corrotto, pazzo e con il vizio del gioco che non può permettersi di non prendere quella busta, a meno che non voglia finire ucciso e gettato in un bidone della spazzatura. Dall’altra parte capiamo anche che se Joseph perde la busta la sua amica non farà una bella fine. E il film è tutto qui, tra inseguimenti mozzafiato tra macchine e bici, tra bici e bici e tra moto e bici. Quello e Michael Shannon che si diverte a fare il pazzo tipo Nicolas Cage (con tutto un suo corollario di faccette) Joseph che fa il figo e mette simpatia, due o tre momenti comici e tanta tanta adrenalina. Non male, if you ask me. Certo, non proprio un capolavoro di scrittura, eh? Ma un bel filmetto da 6 al 7 che ti guardi bel sereno. Il merito è di quella vecchia volpe di David Koepp, regista e sceneggiatore di mestiere, già dietro a progettini come Echi Mortali, Secret Window. Cioè, per altri ha scritto robe come Carlito’s Way o Spider-Man, quando invece vuole fare le sue cosine, realizza degli onestissimi filmetti divertenti girati con stile. Niente di più, niente di meno. Per me roba da amare e da rispettare.

Michael Shannon TVB

Michael Shannon TVB

Dvd-quote:

“Un bel filmettino con tante belle bici”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb Trailer

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71 Commenti

  1. A me la birra del Birrificio non piace, mica so perché, ma non mi piace. Però quando hai scritto di girare con la banana sotto braccio mi è venuto in mente il Bananartista. Ce l’hai presente il Bananartista, Casano’? È l’apice dell’hipster milanese che ci crede un casino since 199qualcosa.
    Con “Secret Window” non mi hai mica convinto a guardare ‘sto film però.

  2. Jax

    Molto curioso di vedere sto film. La recensione è tra le migliori dell’anno, sono morto dalle risate. Bellissima!

    ps secret window bleah! pure al cinema l’ho visto.

  3. Steven Senegal

    Sei malvagio. Voglio dire, io lui me lo immagino pure: si alza, accende il pc, fa colazione sorseggiando la sua solita sambuca+vodka alla menta, mette su i 400calci e…
    Legge di hipsters, jeans stretti stretti, tecnocasa, banana e scatto fisso, 30 Seconds To Mars… tutto in poche righe. La sambuca che cola in terra.
    Amico mio. Ti sono vicino.

  4. No scusate ritiro tutto, mi era sfuggito che David Koepp è lo sceneggiatore di Jurassic Park, ciao, Premium Rush film dell’anno.

  5. Il livello del ph di omosessualità di un uomo aumenta in modo direttamente proporzionale all’esposizione ad un video dei 30 seconds to mars (legge gauss-leto).

    Che poi c’è una nuova frontiera di generazione hipster, quella figlia della crisi e della multiculturalità. Siccome l’essenza hipster è medio-borghese e per comprarci la camicia a quadri e l’occhiale a montatura spessa e il cappellino con la retina di plastica dietro devi spendere l’equivalente del pil del Belize, i nuovi hipster, che non c’hanno ‘na lira ma vogliono vestirsi lo stesso come Chino Moreno dei Deftones, si riforniscono da Decathlon. Ed è lì che diventano KIPSTER (NB la Kipsta è quella marca sportiva low cost che fa cucire i propri prodotti in polivinilcloruro e altri derivati del petrolio dalle mondine sul fiume Giallo, che è giallo per via del mercurio). Come si fa a riconoscere un hipster da un kipster? In mancanza di segni evidenti è difficile. In genere dalla puzza dei piedi.

    Spero che questo film sia un ibrido tra quel telefilm con Jessica Alba che faceva le consegne a domicilio in bici in un futuro maleodoroso e quell’altro telefilm dove dei poliziotti attempati sbrogliavano casi di omicidio e traffici di droga come se Berlusconi si ricandidasse, sempre usando le mountain bike.

  6. Non ho capito cosa c’entra Chino Moreno con gli hipster. Io ero rimasto che faceva nu-metal equivoco e si vestiva in tuta dal ’97. La gente è molto confusa.

  7. Ma Chino fa il numetal ed è anche bravo. Solo che siccome ghe piase il skate, allora è diventato un idolo per emulazione bipartisan. E non di sola tuta vive Chino.

  8. Boh, io ero rimasto che gli hipster ascoltavano i Mumford & Sons. Uno si distrae per due mesi…

  9. Ah questo non lo so. Quando arrivano le mode qui da me è tutto già imbastardito e se ne perde il senso. Comunque non ho detto che ascoltano Deftones, ho detto che si vestono da Decathlon, come Chino, per stare comodo.

    Comunque l’ultimo dei Deftones è figo, per tornare in topic.

  10. ugo piazza

    Lo vedrò solo per Shannon. Comunque, avete presente quel cabinato con quel manubrio da scooter in cui bisognava scorrazzare per la città per consegnare la pizza? Ecco come m’immagino gli inseguimenti di questo film. Ho ragione?

  11. ugo piazza

    @Nanni le fighette ascoltano i Mumford. Gli hipster ascoltano di peggio…i Fleet Foxes, ad esempio :)

  12. 1berto

    Casanova capisco il tuo disprezzo per i consulenti tecnocasa. C’ho lavorato due anni e mi vergognavo un sacco.Un giorno una signora mi scambiò per un controllore dell’ autobus. Comunque w Michael Shannon!!

  13. Lo Hobby

    Codice della strada:
    “Art. 68 – Caratteristiche costruttive e funzionali e dispositivi di equipaggiamento dei velocipedi
    1. I velocipedi devono essere muniti di pneumatici, nonché:
    a) per la frenatura: di un dispositivo indipendente per ciascun asse che agisca in maniera pronta ed efficace sulle rispettive ruote”

    Le scatto fisso sono illegali in Italia, dovrebbero essere anche gli hipster… #denuncialohipster

    PS Lettore dagli albori, oggi primo commento, ma è appena arrivata la maglietta de i400Calci, è un giorno speciale!

  14. @ugo piazza: cos’è, una sfida a trovare le 10 differenze?

  15. Bomb La Tour

    il video mi ha messo una voglia matta di salire su un SUV a cercare dei cuccioli di foca e sgozzarli con una sega a motore che a va col petrolio piu puzzone che ci sia. mangiando un mc bacon

  16. Schiaffi

    Il termine hipster esiste dal 2010, quando il nerd mezzo frocio s’è fatto il weekend a londra e ha conosciuto Top Shop. Prima erano identificati con sigle molto più lunghe e che rendevano vera giustizia tipo: “quegli sfigati lì che prenderei a schiaffi”, “merde in giro con quelle bici del cazzo”, “quelle merde del plastic che pensano di fare i matti”.
    I 30 seconds bruciassero vivi, hanno contribuito a rendere merda svariati sotto-generi musicali, all’improvviso persino il live più underground ha smesso di avere un senso. Mi stupisco siano ancora in giro.
    Ah, non sono d’accordo con la rece, io l’ho trovato un film di merda noioso con poca azione e con la scena finale della banda di ciclisti copiata pari pari da California Skate. Sulla bici senza freni…boh, non ho parole…

    @Senegal
    non so a chi ti riferisci ma quando ho letto sambuca+vodka alla menta mi son sentito chiamato in causa

    Domanda aperta: ma quel coglione che stava fuori dal plastic che mi pare si facesse chiamare Lucrezia, gli hanno dato fuoco o sta ancora a fare il di più all’ingresso i quel postaccio di merda?

  17. ugo piazza

    @Nanni no è che i Mumford sono diventati leggermente mainstream, hanno suonato anche da Letterman.

  18. Steven Senegal

    @Schiaffi
    Ma sì, ma sì. E’ solo che, appena letto, mi sono detto: certo che, anche se il Casanova ci da contro, mettere insieme nello stesso post tutta quella roba lì, è proprio ‘na cattiveria… poro Schiaffi, chissà che incazzo. E un po’ m’è dispiaciuto.

  19. Schiaffi

    @Senegal
    più che altro mi domando quanti poverini a scatto fisso o iscritti alla lega nerd siano infiltrati qua dentro sotto mentite spoglie.

  20. Steven Senegal

    @Schiaffi
    Facile allora. Basta farsi un giro su Prometheus prima di Lindelof e ci sono nomi e cognomi.

  21. udokier

    @schiaffi
    secondo me c’e il pieno

  22. BellaZio

    Chino si veste ancora uguale solo che è ingrassato 40 chili. Non credo vada più in skate. Gli Hipster, che ai tempi d’oro di Chino e della sua band, non esistevano con quel nome lì, non sanno nemmeno chi sia Chino Moreno.
    Mi spiace ma io un film con Gordon-Levitt che fa le consegne in bici non posso guardarlo, non ce la faccio. Cioè, ma che minchia di senso ha?? A chi è che gli frega qualcosa di vedere la storia di uno che fa le consegne in bici?? Ok gli inseguimenti, ma tutti in bici?? Col caschetto magari??? Mi sembra il progetto più inutile di tutti i tempi!

  23. momenti di abraxas

    vado a scuoiare un cucciolo di foca, ci vediamo domani.

  24. Cristoforo Nolano

    Cristo, fra università, lavoro e uscite serali ho passato a Milano un bel po’ di tempo. E fino ad oggi ignoravo il significato dei termini “Banana” e “Scatto fisso”… che bello invecchiare.

    P.S. La birra del Birrificio di Lambrate fa cagare… andate a Lurago Marinone (buon vecchio BI) e fatevi un favore.

  25. Cicciolina Wertmüller

    @Schiaffi: il termine “hipster” io l’ho sentito usare per la prima volta a New York nel lontano 2008. Me lo hanno spiegato come “quegli sfigati che si vestono da American Apparel”.

    Ma quanto e’ bellino Michael Shannon truccato da Steve Buscemi!

  26. vespertime

    io al plastic ci andavo e qualcuno li mi conosce pure. e porto i jeans stretti. però ascolto black metal e odio lo scatto fisso e tutto quel giro che hipster è essenzialmente solo uguale a finto povero con uno proprio stile e dettame. Che poi ognuno può anche vivere come vuole. che si fà? mi volete bene lo stesso? Io si e se non fosse per questa rece il film lo snobberei tantissimo visto che mi dà quel senso di quei film sul parkhour che uscitono qualche anno fà. Ma di voi ci si fida.

  27. Ugo Piazza

    @Casanova
    Ma a parte tutto, Shannon ha uno screening soddisfacente? E cosa ben più importante, la sua parte è soddisfacente? Altrimenti passo e mi tengo il bel ricordo che ho di lui da Boardwalk Empire, grazie.

  28. Schiaffi

    @ugo piazza
    il gioco che dici te era questo spettacolo e no, non c’entra niente con sto filmetto: http://www.youtube.com/watch?v=21SgDNNYu1o

    @Cicciolina
    se vogliamo essere precisi, ho letto il termine hipster nel 2010 in un articolo di Cracked dove ci stava il video di una tizia che si infilava dei fagioli in fregna mentre leggeva qualcosa davanti a un gruppo di persone. (Purtroppo non riesco a trovarlo). Non sapevo che tipo di gente identificasse il termine, credevo feticisti di qualcosa di truce.
    Salto temporale inizi del 2012, torno in italietta e chiedo “com’è che c’è una cifra di gente vestita come il classico napoletano frequentatore di brick lane con cardigan, baffetto e capelli a banana?”. La risposta è “ah si? li chiamano hipster qua”. Fai te.

    @vespertime
    personalmente l’unica cosa che mi sta sui coglioni di quegli sfigati lì, a parte l’antipatia e inutilità con cui irradiano il mondo, è quel fare i british matti born in london quando non sanno manco di che cazzo parlano. E il plastic, il loro quartier generale è il posto che vuol essere UK meno UK in assoluto.

  29. Ugo Piazza

    Graaaaande Schiaffi. Proprio quello.

  30. vespertime

    @Schiaffi: purtroppo quello di cui parli è finito da diverso tempo. il british al plastic non si vede da parecchi anni sostituto da molta/troppa roba che non mi piace per niente. motivo per cui ho smesso di frequentarlo (almeno col british ecc riuscivi as ascoltare della musica decente). Ora come ora, e te lo dico perchè so di cosa sto parlando avendolo frequentato, di essere UK non gli interessa gran che e a volte si finisce per parlare spesso per luoghi comuni e compagnia bella. Su un certo tipo di atteggiamento (attuale) posso anche essere daccordo visto per questo e altro (musica, attidudine, mode brutte brutte, ho passato ormai i 30) preferisco evitare e fare se proprio proprio esco di casa. Amen. Per gli Hipster comunque è un discorso diverso. Al Plastic trovi gente orrenda si, ma gi hispter con scatto fisso li trovi al Pink is Punk (magazzini generali) o al Bitte (quello si) o alle serate elettro come l’ex Neon Disco e compagnia bella. Davvero altrove, fidati. Gente ancora più brutta che ascoltano “Pompo nelle Casse” (dai che sapete) e altro. Anche in quel frangente comunque (Hipster) c’è un sacco di confusione su cosa sia e cosa no e spesso si tende ad usare l’aggettivo un pò a cazzo. Hai la barba? sei hipster? vai in bici? sei hipster. Vai a serate elettro? sei Hipster. Di base son tutti generi con cui volente o nolente mi devo scontare (vivendo a Milano l’unico modo per evitarlo sarebbe chiudersi in casa) pur non appartenendo a nessuno (ormai evito di andare ovunque). Insomma, senza offesa ovviamente, nei tuoi commenti e in quelli di altri leggo un pò di confusione e spesso viene da gente che da questi locali è stata più che altro rimbalzata. Poi sono il primo a parlarne male e non mi interessa difendere proprio nessuno.

  31. Sergio Beone

    Casanova grazie grazie grazie!!! Fino a poco tempo fa non conoscevo la parola “hipster”. Pian piano mi son fatto l’idea che sia gente che ascolta musica indie e veste a cazzo. Ora, io ascolto prevalentemente musica indie e vesto a cazzo. E ho gli occhiali con montatura grossa. E vado pure in bici (ma son romagnolo, quindi non vale, credo…). Ho pure passato i 35 anni, quindi rientrerei nella categoria amarezza/meritevole di pizza in faccia. Dato che ai 400 gli hipsters stan sul cazzo e dato che io amo i 400, ho iniziato a sentirmi parecchio a disagio. MA GRAZIE A QUESTA TUA RECE credo proprio di non rientrare nella categoria, se sbaglio commenta eh.
    Essenso VECCHIO, per me la musica indie erano i Big Black, i My Bloody Valentine, i Napalm Death, boh insomma gente che non poteva permettersi un contratto “major” in quanto troppo fuori di testa. Ho ascoltato tutti i gruppi da voi citati come “indie” e li ho trovati disgustosi (e davvero ZERO indie, x quel che intendo io con indie) :) Sul vestire… che dire… non ho mai speso un soldo in vestiti, ma proprio ZERO. Per me è legge, ci son troppe cose (dischi, fumetti, viaggi, buon cibo, il cinema -cazzo- etc etc) in cui preferisco spenderli. Non vado in giro nudo eh, ma le mie tshirt c’hanno vent’anni e oltre, giacche e pantaloni sono dei miei nonni morti, scarpe ed altro me le danno i miei amici piuttosto che passarle alla caritas. Gli occhiali a montatura grossa erano quelli che costavano meno (ne perdo almeno un paio all’anno, quindi all’oculista dico “dammi quelli che costan meno, frangibili, scheggiabili, riflettenti, chemme frega, tanto tra qualche mese li perdo”).
    SOPRATTUTTO, mi stan sul cazzo le mode… quindi non sono un fottuto hipster, vero?
    PS (x non essere troppo OT): io sto film lo vedo sicuramente perchè c’è Gordon-Lewitt. Che, platonicamente, amo. Occhi da manga?!? Maddove, c’ha quegli occhietti gonfi da tipo che non gli frega del prossimo pugno in faccia! E i film che ho visto con lui erano tutti a loro modo bellissimi (inception, shadowboxer, hesher e quella bomba che è mysterious skin)
    PPS smettetela di scrivere cose tipo “io lo manderei a lavorare al casello”. Ci sono lettori tipo me che in quanto disoccupati ci farebbero la firma, a lavorare al casello, altrochè

  32. ad esser precisi il termine hipster si usa dagli anni 40, poi nell’accezione di oggi direi che possiamo andare a metà anni ’00 senza problemi.

    la bici a scatto fisso è illegale solo senza freno davanti, perché il contrasto alla pedalata è considerato un mezzo per frenare sull’asse posteriore

    non riesco a pensare a nulla di più distante di hipster e deftones, gli hipster ora si vestono ancora (per poco credo) come una versione passata in asciugatrice e lustrini di cobain, niente di diverso da quando all’epoca i fighetti radical chic venivano a scuola con golf slabbrati comprati a 150.000 lire in boutique.. ma erano così grunge, cribbio!

    per il resto sto film, rimanendo in tema di bici “senza freni” e cazzoni metropolitani, c’ha un quinto dell’adrenalina di “line of sight”, documentario di quel pazzo di lucas brunelle che per anni s’è sparato garette illegali in giro per il mondo con due telecamere montate sul casco, inseguendo quelli che di volta in volta gli venivano indicati come quelli da battere..

    sul banana non mi esprimo, che è meglio.

  33. ps: non ho una bici a scatto fisso, non mi vesto da hipster, non ascolto i mumford & sons e around the fur è uno dei miei dischi preferiti della storia intera.

  34. Dévid Sfinter

    Tante verità, tante verità. Direi quasi mainstream, il grande equivoco che accomuna gli hipster che dato che sanno di esserlo pensano che basti cambiare paio di calze per uscire dalla categoria. Poveri. Gente impedita che a trent’anni si mette ad andare in bici male ed in skate peggio come quel metecatto di Savino che però il salto l’ha fatto a 40. Amarezza.

  35. Marlon Brandon

    Devo dire che spesso ho osservato che alcuni attori bellini o fighi venissero maltrattati nonostante non fossero proprio dei cani e attori sicuramente interessantissimi ma comunque non esageriamo per favore incensati di brutto mi viene in mente a caso subito Jeremy Renner…che qualcuno abbia dei complessi mai risolti allo specchio?

  36. Schiaffi

    @vespertime
    non penso proprio di essere confuso al riguardo e le volte che andavo al plastic saltavo la coda e mi davano anche le consumazioni gratis (non che ci volesse una scienza, bastava conciarsi come i bring me the horizon e tra un pò quei 2 coglioni all’ingresso ti davano pure il culo), non parlo assolutamente per invidia o altre scemenze.
    Sul fatto di non voler essere UK non saprei, l’ultima volta che ci ho malauguratamente messo piede era il 2009 ed era la copia spudorata italica di posti come il Ghetto o il Barfly con la differenza che al posto della gente sfatta e/o presa bene, ci stavano solo stronze snob brianzole o finocchietti viziati.
    La quintessenza della noia insomma.
    Per il discorso electro, l’unica elettronica che apprezzano sti hipster, è quella che suonano tra di loro con i remix dei Cristal Castles o MGMT per farsi le seratine tra gente di merda dove si conoscono tutti (tipico di quella feccia). Vai a una serata con i Dj seri e vedi che di sti scemi non ne trovi manco uno dato che giocano fuori casa.
    Fondamentalmente è soltanto gente benestante ma sfigatissima che si crea degli habitat personalizzati dove sentirsi apprezzati perchè fuori da lì sono soltanto merda fumante con una lauta mancetta in tasca.
    Poi va bè…i miei sono pensieri confusi di uno che non sa le cose.

  37. La cosa più giusta che ho letto in tutti questi commenti è: Napalm Death.

  38. Mi dite solo per curiosità se è vera quella cosa che mi ha detto più di una persona che gli hipster pur di non rischiare di bere birre troppo conosciute piuttosto fingono di apprezzare birre che fanno schifo?

  39. @nanni: seh, confermo.. tutto nasce dalla “passione” degli hipster ammerigani per la pabst blue ribbon, ha fatto scuola.. l’hipster è un concentrato di idiosincrasie e contraddizioni che a tratti son difficili da inquadrare. bah.

    pure loro bevono pabst blue ribbon, però mi stan simpaticoni:
    http://youtu.be/vGgwZeYj57Y

  40. Dévid Sfinter

    @Nanni: si ma le bevono dentro i bicchieri di starbuks (anche se in Italia non c’è) mentre si taggano su instagram.

    @Schiaffi: Causticamente verissimo.

  41. Boh, io piuttosto che una birra che fa schifo mi bevo una Fanta all’arancia.

  42. Lazy Rebel

    Scatto fisso…. ho riso come un matto quando amici italiani scappati in australia anni fa mi fecero vedere le foto fatte in officina del telaio per la loro scatto fisso fatto su misura!… cazzo, non hanno freni e cambio shimano e mi costano un rene!… pazzi… e più pazzi i genitori che li mantengono dall’altra parte del globo.

    Cazzo Joseph Gordon-Levitt sta diventando uno dei miei idoli ma questo film mi spaventa!

  43. vespertime

    @Schiaffi: quello che hai affermato non esula da quello che ho detto io. Daccordissimo con quello che hai detto (che l’elettronica seria esiste e sta altrove, ovvio) e su un certo tipo di snobbismo (ho solo detto che gli Hipster non sono li ma altrove). Semplicemente siccome quando si parla di certe cose si addita il Plastic e un certo giro volevo solo puntualizzare. Poi fate vobis, come ho detto non mi interessa proprio difendere nessuno

  44. vespertime

    Gli hipster sono quelli che quando gli chiedi nomi di attrici bone ti tiran fuori sempre quell’attricetta sconosciuta francese che conoscono in 4 (e che non è manco tanto figa) e che quando gli nomini gente tipo MEGAN FOX ti dicono che è una zarra e ti guardano malissimo come se fossi frocio (true story).

  45. Schiaffi

    Tò, trovato il fantastico video che mi ha fatto conoscere il mondo hipster:
    http://www.wutang-corp.com/forum/showthread.php?t=98543
    Non lo ricordavo così truce comunque…

    Notare il pubblico vispo e pieno di personaggi simpaticissimi che piuttosto che averci a che fare, io mi staccherei la testa da solo.

  46. Ma io che ho la barba (non sempre, solo quando mi fa fatica tagliarmela) e vado in bici (perché è più comodo per arrivare in ufficio che camminare), mapperò non vado a serate electro, che tipo di hipster sono? Spurio?

  47. vespertime

    Stanlio hai una Lomo? :D

  48. Una che? No no a me piace la passera!

  49. vespertime

    Allora sei salvo

  50. Sergio Beone

    mica la sapevo ‘sta cosa delle birre che fan schifo ma son ricercate… io ero rimasto all’heineken (prodotta in italia, chè in olanda è buonissima) bah. rimane il fatto che sono MILIONI le cose schifose e/o stupide che si comprano per moda; il punto non sono certe birre o gli hipsters o altre cose del momento: il punto rimarrà sempre e solo la stramaledetta moda
    W LE COSE BELLE, BUONE E SINCERE.
    viva i 400calci

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