Crea sito

Die Hard: Un Buon Giorno Per Far Esplodere Tutto

E sai che siamo già lì in sala

E sai che siamo già lì in sala

L’altra sera, sabato, sono andato a cena a casa di amici. Sono successe alcune cose importantissime. 1) Ho conosciuto uno che si fa la doccia in continuazione. Tipo che torna a casa alle tre, dopo che è andato a un concerto o a ballare, e si fa la doccia. Poi si alza al mattino e si rifà la doccia, che se no non carbura. E vabbè – direte voi – anche io se non mi faccio la doccia al mattino non carburo. Certo, ma c’è una cosa in più. Il tipo, sotto la doccia, si beve un Billy (marca che non esiste più, ma che viene usata da noi 30-something per indicare un succhino di frutta in tetrapak). Capito? Lui, sta lì, sotto la doccia e si beve un succhino di frutta. È la sua passione, un piccolo piacere che si concede nella sua intimità. Che simpatico. 2) Marco Mengoni ha vinto il Festival di Sanremo. Non hanno vinto i Modà, che è un bene. Non hanno vinto gli Elii, che è un male. La cosa più importante è che l’Italia non sembra aver intuito che la Littizzetto è simpatica come una stenosi all’arteria addominale, ma ancora viene reputata una bomba di simpatica intelligenza. 3) Una volta finito Sanremo è iniziato il Cinematografo. Ecco, io non l’avevo mai visto il Cinematografo. E me lo sono guardato tutto.

il futuro

il futuro

E allora, dopo la visione de il Cinematografo, ho realizzato ancora meglio la funzione del sito che state leggendo. L’ultimo film in scaletta della puntata era proprio Die Hard: Un Buon Giorno per Morire. E, io non ci potevo credere, ma voi dovevate esserci. Dovevate sentire come è stato trattato. Al povero Gian Luigi Rondi è stata risparmiata la sofferenza, per cui non abbiamo potuto godere di quel bellissimo siparietto dove c’è lui, nel suo studio con dietro l’enciclopedia che mi fa subito cultura, con la sciarpa bianca tenuta ferma con degli spilli nella giacca. Però abbiamo recuperato subitissimo con altri bellissimi commenti sul nostro amato Die Hard che è stato ovviamente relegato come un filmetto inutile, scritto da cani e pieno di inutili esplosioni. Ma non avete idea dello schifo con cui l’hanno demolito. Ma neanche demolito. Peggio: l’hanno tipo ignorato, snobbato, sottostimato, chiuso in un angolo e insultato. Come se per loro non fosse manco degno di attenzione. Non come quegli altri film di cui s’era parlato durante la serata, che ovviamente erano stati definiti poetici e bellissimi e poi Toni Servillo è un grande attore. No. Lì non c’era nulla da dire. Il commento finale è stato affidato a Massimo Bertarelli che ha chiosato: “Secondo me Bruce Willis si fa pagare i film da una carrozzeria. Cioè, è un film dove si spaccano tantissime macchine. Una cosa pazzesca. Pim, pum, pam!”. Ok, perfetto: chiudiamo qui. A settimana prossima… con il Cinematografo!

Ho scritto su Google landa desolata

Ho scritto su Google landa desolata

Tutto qui. Niente. Non hanno detto nulla di nulla. Un film scritto male, d’azione, con tante macchine che esplodono senza senso. E parliamo della trasmissione più vista e importante in Italia. Anzi, per quanto ne so io, parliamo dell’unica trasmissione televisiva italiana dedicata al cinema. E allora ho capito che noi de i400Calci siamo la salvezza. Siamo il futuro in un paese destinato alla morte. In cui la vecchiaia, il pressapochismo e la miopia sono dei valori positivi, particolarità da portare avanti e che ti permettono di poter dire la tua a tutti, in televisione. Insomma, poi magari sono pazzo io che scopro solo ora il Cinematografo, ma mi sono realmente molto depresso da questa visione. Ci tenevo a raccontarvi tutto questo prima di mettermi a dirvi la mia sul film in questione. Perché è una cosa importante.

vedi Bruce? Lì facciamo pim pum pam!

Vedi Bruce? Lì facciamo pim pum pam!

A questo punto, cari amici, veniamo a noi. Com’è Die Hard: Un Buon Giorno per Morire? Un buon film. Direi che ci possiamo dire più che soddisfatti. Il nostro amico John McClane, a cui viene dato del nonno al 3° minuto di film da Sucre di Prison Break tanto per mettere le mani avanti, scopre di avere un figlio maschio sui 30 anni. Secondo me è strano, visto che in 25 anni di tempo e ben 4 film non era mai stato citato nessun figlio maschio. Cioè, conosciamo già la figlia, vista nel quarto film (il più brutto della serie) che tra l’altro ha anche il gradevole viso e corpo della nostra amica Mary Elizabeth Winstead, ma del figlio non se n’è mai saputo nulla. (Attenzione! Mi ha scritto il Boss in persona, per dirmi che sono un babbo che non mi ricordo che nel primo film si vede il piccolo John McClane Jr insieme alla sorellina Lucy). Però il figlio c’è, ha la fazza e le braccia gonfie di muscoli di Jai Courtney che abbiamo già visto proprio quest’anno nella parte del villain in Jack Reacher al fianco di Tom Cruise e soprattutto di Werner Herzog. Si chiama Jack McClane, non parla con suo padre da anni, è a Mosca ed è nei guai. Per metterci una pezza parte da New York il nostro vecchio amico John. Una volta che i due si incontrano parte un po’ di “un po’ ti amo, un po’ ti odio, ma in fondo in fondo un po’ ti apprezzo” e parte il tag team per sconfiggere i cattivi.

Ma direi che va bene!

Ma direi che va bene!

Già, perché ci sono anche i cattivi in Die Hard: Un Buon Giorno per Morire. Diciamo anzi che dove ci sono i cattivi c’è anche il lato debole della questione. Lo sceneggiatore è sfortunatamente quello Skip Woods che ha già regalato alla settima arte script del calibro di Codice: Swordfish, Hitman – L’Assassino, il film su Wolverine e l’A-Team. Non proprio dei filmoni memorabili dal punto di vista della sceneggiatura, insomma. E qui la storia fa obiettivamente acqua da tutte le parti. A un certo punto, a cazzo di cane, compare Chernobyl e c’è l’uranio impoverito e dei miliardari cattivissimi che uno ha la fazza che sembra Assange e un altro ha una figlia che ha questo fisico qui, ma noi la facciamo vedere per metà del tempo dentro una tuta antiradiazioni che a malapena si intravedono gli occhi. Bravo Skip.

La talentuosa ed espressiva Yuliya Snigir

La talentuosa ed espressiva Yuliya Snigir

Ok, la storia non si può sopportare: io non ve la racconto perché per altro ci sono anche quei due o tre colpetti di scena che se no ve li brucio, ma è a tratti imbarazzante. Soprattutto perché ci sono due aspetti da non dimenticare. Il primo è che fondamentalmente si sente la mancanza di un vero e proprio villain che si rispetti e poi perché tutta l’attenzione è concentrata su una sola questione: il passaggio di testimone. Molto probabilmente dovremmo dire addio al nostro amico John McClane e non lo vedremo più sparare all’impazzata con le sue mitragliette per cui s’è deciso di fargli succedere il figlio. E allora la gag è che per tutto il tempo i due si scambiano battutine sul fatto che Bruce è ormai old school, è vecchio, non ce la fa più e che da domani è la volta di Jai Courtney. E alla fine la vera sorpresa è che la cosa funziona abbastanza. Dopo i primi 10 minuti di film, in cui devo ammettere che Bruce risulta un po’ insopportabile, la dinamica dei ruoli comincia ad ingranare e le cose vanno al loro posto. E poi Jai funziona come action hero: ha la faccia giusta, il fisico giusto e la cartola adeguata. Fa simpatia e anche se non lo conosci, anche se non è, per dire, un Luke Goss per cui abbiamo fatto il tifo già in una dozzina di film, gli vuoi subito abbastanza bene. Non s’è fatto la gavetta, ma è uno ok e la cosa importante è che se domani uscisse il sesto film della serie con lui come protagonista, io andrei a vedermelo. E poi c’è, in conclusione, la cosa che a noi più interessa: le esplosioni. C’è un inseguimento in macchina a inizio film che levati da quanto spacca. Esplode tutto molto forte. E poi ci sono delle belle sequenzine dove c’è della gente che si spara, palazzi che vengono rasi al suolo da elicotteri che sparano razzetti, jeeppette che escono dal culo di altri elicotteri e altre prelibatezze varie. E poi tanti bei rallentì che noi giovani siamo più contenti se vediamo che le cose esplodono lentamente. Bruce, anche se c’ha una sua età, ancora è credibile quando fa le cose tutte matte e il regista John Moore, anche se non è proprio un fenomeno, è decisamente meglio di quel babbeo di Len Wiseman. Per chi ha visto il film: secondo me nella versione extended la pala di quell’elicottero finisce per staccare la testa alla statua di Lenin.

Qui è dopo che è esploso il tutto

Qui è dopo che è esploso il tutto

Dvd-quote:

“Storia del cazzo, ma esplode tutto molto forte. I ragazzi dicono Ok”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb| Trailer

BONUS: l’approfondimento di Nanni Cobretti!

LO SAPEVATE che questo è il primo film di Die Hard per cui la sceneggiatura è stata interamente scritta su misura? Gli altri quattro sono tutti riadattamenti da libri o altri script che non c’entravano niente, completamente slegati fra di loro. Storia vera. Così, per l’angolo dei trivia.
Comunque: per prepararmi a questo mi sono rivisto il quarto.
Ci vuole un po’ a non capire cosa non va nel quarto, perché sulle prime ce l’hai lì sulla punta della lingua, poi invece no, magari è un’impressione, magari è un idealizzare i sequel di un perfetto, intoccabile originale, ognuno dei quali dopotutto ha apportato i suoi cambiamenti, osservato regole e ignorato altre, e non è facile come sembra capire cos’avessero realmente in comune e cosa rimanesse di conseguenza di davvero sacro.
Poi ci sono arrivato.

Il quarto film, semplicemente, non era per noi.
Non era per i fans dei primi tre: era per introdurre John McClane ai regazzini (quelli del 2007).
Il primo indizio: il PG13, il ridurre violenza e annullare le parolacce in modo che anche i più giovani potessero andare in sala. Il “motherfucker” coperto dal colpo di pistola, il John che non fuma (ma non potrebbe più comunque, per le nuove regole di Hollywood) e non impreca (ed è qui che non lo riconosciamo). Non so se qualcuno di voi in questo momento sta pensando “ma la versione uncut uscita in dvd”: nel caso, vi blocco subito. La versione “uncut” di Die Hard 4.0 è uno specchietto per le allodole. Non è la versione integrale come vogliono farvi credere: è lo stesso film, ma con il “motherfucker” e altre parolacce gratis ridoppiate sopra, a volte su labiali palesemente diversi, più qualche schizzo di sangue in CGI aggiunto dove in realtà non era mai stato previsto. Una cosa posticcia e assolutamente patetica.
A tutto questo aggiungete la trama incentrata completamente sui computer e su un cattivo (non orribile ma largamente moscio rispetto agli altri) che ogni tanto spinge bottoni magici, Justin Long che fa la spalla nerd-comica nonché il rappresentante ufficiale del pubblico di riferimento (ruolo ingrato di default interpretato comunque meglio di come si rischiava), le scenette con Kevin Smith, il parkour, e la regia ultrafighetta di Len Wiseman che immerge tutto in un mondo irreale fatto di fotografia dai colori ripuliti e pompatissimi, scontri d’auto in CGI, e qualche pseudo-virtuosismo di camera di sticazzi a rovinare anche le scene genuinamente fighe.
Ma tutto sommato, nei limiti di quello che era – ovvero “John McClane il nuovo supereroe per bambini” – rimane un film piacevole.
John Moore, come minimo, ha la decenza di giocare lo sport giusto.
Ha problemi di budget, perché una cosa su cui continueranno a mentirvi per ancora qualche giorno è che il budget di questo film fosse alto. Non lo è. Confrontate il cast, per fare il primo esempio: il quarto era pieno di facce bene o male conosciute, oltre a Long e Kevin Smith c’erano Maggie Q e Timothy Olyphant, c’è Mary-Elizabeth Winstead, c’è il Cyril Raffaelli di District 13, e c’è persino un piccolo ruolo per il mitico Sung Kang. Tutta gente con un curriculum migliore di Jai Courtney, il tizio che qui vedete a condividere il poster con Bruce Willis. I cattivi valgono quelli di un DTV medio con Steven Seagal, l’ambientazione in Russia viene comoda per pagare pochissimo il resto del cast e della manovalanza. C’è la durata largamente inferiore al solito. Sorvoliamo per compassione sulla trama di per sè, ma spiccano comunque quei 40 minuti che passano dall’arrivo a Chernobyl al finalissimo durante i quali non succede niente di niente di niente: è un vecchio trucco da DTV, quello di spararsi gran parte delle (grossissime) cartucce all’inizio nella speranza di saziarti e averti ormai catturato fino alla fine. Infine, in diverse scene è lampante che non potessero nemmeno permettersi un trepiedi per la cinepresa.
Ma il film è decisamente per noi, e in ogni caso basta quel devastante inseguimento iniziale a Mosca per battere il quarto film in una mossa sola, anche se Moore pasticcia il montaggio rendendolo semi-impossibile da seguire, e anche se in nome dello spettacolo John McClane manda all’ospedale dozzine di innocenti senza neanche sapere bene perché. In quel momento, memore dei pixel che gli volavano addosso nel tunnel a Washington nell’episodio precedente, ero il bambino più felice del mondo. E lo ero di nuovo quando, per citarne un’altra a caso, in una mezza citazione dal primo film McClane padre e figlio sparano alle vetrate sul soffitto per avere la meglio sulla banda di cattivi (che non sono scalzi, ma si infastidiscono lo stesso). E comunque: il signor nessuno Jai Courtney è azzeccato. Il figlio di John McClane, leggendaria icona action, è promosso a pieni voti. Voglio dire, non c’era riuscito nemmeno Spielberg.
Detto questo: posso capire se qualcuno un po’ si lamenta, perché siamo sopra a Die Hard 4.0 ma a spanne di distanza anche da Die Hard 2, e perché c’è almeno un’inquadratura alla fine in cui la si fa troppo grossa (non la voglio nemmeno citare, la devo ancora digerire).
Ma prima che partiate a spararne di tutti i colori lasciate che vi dica io qual è il vero, unico peccato mortale del film.
Ovvero il seguente.
Succede che a un certo punto, viene inquadrato uno scagnozzo russo.
È grosso, enorme.
È muscolosissimo, con un collo largo come le spalle di Bruce Willis e “CCCP” tatuato sulla schiena: è una vera bestia.
È a petto nudo in una fredda notte di Chernobyl, in cui non si capisce se ne ammazza di più le radiazioni residue o i naturali -60° di temperatura.
E NON GLI FANNO MENARE NESSUNO.
C’è un articolo specifico nella Costituzione per prevenire queste dimenticanze, e ho visto carriere stroncate per molto meno.

duck face

duck face

A parte questo, mi son divertito molto.
Si parla di un sesto film: dipende ovviamente dagli incassi, e tematicamente non potrà che – dopo aver sistemato la questione figli – chiudere in qualche modo il cerchio anche con l’ex-moglie.
Ma dopo il tuffo di John e John Jr. nella piscina abbandonata di Chernobyl mi sento abbastanza sicuro di poter affermare che non ci saranno nipoti McClane.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

247 Commenti

  1. @manq: ma pure io, solo che a scene action invariate non è roba che mi manda il giudizio complessivo sotto la sufficienza

  2. jena123

    @ NANNI E vero,se Jason Statham avesso fatto stò film staremmo a gridare al miracolo.Ragionando a mente fredda questo film non è malaccio,non sò,forse un 6 e mezzo se lo merita. La verita e che la saga di die hard è per coloro che amano l’action qualcosa di,non dico sacro ma,sicuramente qualcosa di estremamente importante.Il quarto è stato digerito da quasi tutti molto bene,tutti concordi che i primi 3 erano i meglio,con un quarto molto buono,poi arriva il quinto e lo fanno uscire a s.valentino con costo di 2 milioni superiore al terzo del 95,assumi uno sceneggiatore che non scrive qualcosa di buono dal 2001(buono per me naturalmente=swordfish),un regista mestierante e la frittata è fatta. La colpa??? Della 20thfox di chi altri,con il quarto avendo speso 110 milioni e facendolo uscire in piena estate avevi la certezza che la compagnia sosteneva il progetto,con questi presupposti la senzazione e che se veniva male almeno si erano impegnati,ci credevano.Con DIE HARD 5 hai la senzazione contraria,non ci hanno creduto come dovevano e non è stato sostenuto come si meritava,e stato trattato male dalla compagnia e il fan di die hard non ci stà naturalmente.

  3. Hellblazer Joestar

    C’era traffico, sono arrivato solo ora e butto i miei 2 cents nel piatto.
    A me è piaciuto.
    Tolti ingiustificati paragoni coi primi tre (che tutti amiamo ma che sono semplicemente un’altra cosa), mi ha divertito.
    Il figlio mi è sembrato azzeccato. Non sono in grado di riconoscere fino a che punto sono effetti normali e quando sono CGI, quindi mi pongo poco il problema. Qualcuno su ha scritto che ci son solo 4 scene action. Se vogliamo è anche vero, ma io al cinema ho avuto la sensazione che durassero mezz’ora l’una, mi va benissimo.
    Poi fortunatamente la sospensione dell’incredulità mi ha salvato. Non ho fatto caso alla scena della macchina dei ceceni (ok, ora gli servono delle armi. Le prendono. Andiamo a incominciare) né al gas antiradiazioni (no, un attimo. Si capiva che fosse una cazzata, ma se non vuoi far stare tutti in tuta e far capire un minimo chi è chi allora un espediente del genere dovevano tirarlo fuori).
    Il MEH l’ho avuto su Chernobyl alla periferia di Mosca, questo sì. Non ci voleva tanto, solo dare l’idea di un viaggio un pò più lungo, o che i cattivi avevano bucato e hanno perso tempo: QUALSIASI COSA. Ma buttata così mi ha urtato.
    E l’altra cosa che mi ha urtato è stata quella zip del cazzo che doveva arrivare ALMENO all’inguine della figlia!

  4. VALORI M60

    @ Hellblazer Joestar
    Cinque alto, fratello, per la tua ultima nota di insoddisfazione: non pensando che il responsabile del montaggio definitivo faccia parte dei born-again Christians, né del Women’s Lib, credo di scoprire l’acqua calda se traggo la conclusione che lo strip del teaser – non a caso – serviva a vendere meglio prima il film in sala e poi, come extra, il DVD/BD. Vale a dire: due piccioni con una f…

    @ Nanni Cobretti
    Premesso un deferente saluto di (quasi) neòfita, mi permetto di citare un eroe che fuma il sigaro in un film del 2002: James Bond in “Die Another Day”. Ma il nostro agente era all’Avana, sotto copertura, e questo probabilmente gli valse una dispensa dal nuovo Codice Hays dell’integralismo salutista (la cui ispiratrice, Hillary Rodham Clinton, si era peraltro già dimostrata indugente verso tale specifica forma di tabagismo).

  5. VALORI M60

    Scusate il perfezionismo, ma devo ripubblicare il post perché “indulgente” scritto senza la elle, in chiusura, dava proprio un fastidio visivo.

    @ Hellblazer Joestar
    Cinque alto, fratello, per la tua ultima nota di insoddisfazione: non pensando che il responsabile del montaggio definitivo faccia parte dei born-again Christians, né del Women’s Lib, credo di scoprire l’acqua calda se traggo la conclusione che lo strip del teaser – non a caso – serviva a vendere meglio prima il film in sala e poi, come extra, il DVD/BD. Vale a dire: due piccioni con una f…

    @ Nanni Cobretti
    Premesso un deferente saluto di (quasi) neòfita, mi permetto di citare un eroe che fuma il sigaro in un film del 2002: James Bond in “Die Another Day”. Ma il nostro agente era all’Avana, sotto copertura, e questo probabilmente gli valse una dispensa dal nuovo Codice Hays dell’integralismo salutista (la cui ispiratrice, Hillary Rodham Clinton, si era peraltro già dimostrata indulgente verso tale specifica forma di tabagismo).

  6. Valori.M60

    Una correzione anche al nick e poi tolgo il disturbo (l’avevo in mente già dopo il sondaggio su “Bullet to the Head”, ma al momento opportuno – cioè poco fa – me ne sono dimenticato).
    Non posso figurare come l’unico fancalcista del Forum ad avere tutte maiuscole: va bene che è il mio cognome, ma potrebbe apparire più vezzo megalomane che uso burocratico.
    Perciò, da adesso, “VALORI M60” viene sostituito da un più sobrio “Valori.M60” (con carattere ingrandito, rispetto all’e-mail address, soltanto per le iniziali).
    Che la Forza sia con voi.

  7. Valori.M60

    (Avevo già mandato gli end credits, ma spero che siate ancora lì).

    @ Nanni Cobretti
    Un altro eroe che fuma impunemente il sigaro (e avrei anche voluto vedere!) è John “Hannibal” Smith, nell’adattamento cinematografico 2010 della serie “The A-Team”: lo strappo, in quel caso, sarà stato concesso grazie al fatto che il film – pur attualizzato – sia profondamente radicato nell’immaginario degli anni ’80, quando la regola della prima Presidente donna non aveva ancora colpito la Fabbrica dei sogni.

  8. Nessuno

    Non è Die Hard 5 è Taken 3!

    Hanno rubato la sceneggiatura e riciclata per l’occasione, per questo da qualche parte nel mondo un Neeson sta piangendo mentre affila i coltelli preparando la sua vendetta.

    La scena dell’auto rivaleggia con la figlia che lancia granate dai tetti ma in generale come numero di maccosa siamo lì.

    Non voglio entrare nella diatriba rimane Die Hard nonostante i cambiamenti-Non è Die Hard, però la sensazione è stata di vedere Rocky correre in aiuto del figlio diventando Rambo, McClane è un poliziotto, tosto, sopra le righe, refrattario ai regolamenti ma sempre uno sbirro, qui sembra uscito da Red ( altro film di Willis) è un uomo con una missione e al diavolo le casualità.

  9. Lo so sono in ritardo, ma il dibattito è stato interessantissimo e vorrei partecipare anche io.

    A me il film non è piaciuto, ma non perché nel confronto con i primi 3 capitoli della saga ne esce ovviamente distrutto o perché perde anche con il quarto, che era tutto strizzatine d’occhio ai sedicenni.
    Il film preso nel suo insieme è mediocre e purtroppo ha dei limiti nella sceneggiatura fortissimi, anche nella scrittura dei dialoghi, non solo nel modo in cui la storia si va spiegando.
    Riesce a gestire abbastanza bene le scene d’azione piazzandole nei punti strategici, ma l’aria complessiva è quella di una cosa che si trascina via per un po’ di tempo.
    Per carità esplodono pure macchine e interi piani di edifici e questo rende il film salvabile, ma solo fino ad un certo punto.

    A questo punto mi è pure sceso l’hype su Ten, quello con Schwarzenegger. Skip Woods su IMDb è accreditato come unico sceneggiatore. Ahi

  10. @Valori.M60: il sigaro non e’ incluso nella legge, e’ difficile vedere ragazzini delle medie chiudersi nei bagni delle scuole con un cubano

  11. A sto proposito volevo però chiedere perchè in looper è pieno di sigarette.
    Scusate l’ot, ma visto che è tornato fuori il discorso…

  12. Schiaffi

    Non mi va di riaprire il discorso, soprattutto non discuto con una banda di nerdoni ma è doveroso precisare che ho ri-visto DH5 al cinema con lo schermo grande grande e il volume bello alto come piace a voi.
    Questo è il responso:
    1 – l’inseguimento è MAGISTRALE e se non capite chi guida cosa allora siete degli ipocriti della peggior specie o avete grossi limiti mentali. Che il fancalcista medio ormai è soltanto un coglione qua a caso che ridacchia delle battutine e cerca di darsi un nerdissimo tono ormai è appurato. Che pena.
    2 – la parte parlata è molta meno che in Fast 5 e se vi lamentate di un calo di ritmo, allora siete come il punto 1. Fast 5 manco l’avete visto, siete qua solo per ridacchiare manco fosse un blog di hipsteroni.
    3 – la CGI è usata molto meno e fatta molto meglio piuttosto che in altri film da voi osannati (avengers??). Se vi lagnate siete come il punto 1. Andatevene a fare a cuscinate al pigiama party và.
    4 – l’auto dei ceceni, ok è una merda comica fuori luogo ma dura 3 secondi, non può minare 90 min di film. Che pena (2)
    5 – non siete dei puristi ma dei poveretti da intro ps3. Complimenti tornate a giocare a ninja gaiden.
    6 – farsi le seghe con tony stark e spaccare la minchia a un McClane (che resta comunque un’icona immortale) non dovrebbe essere titolo preferenziale (qua oltre all’hipster subentra lo sfiguz).
    7 – se il forum di badtaste vi annoia non dovete sentirvi in dovere di venire a sparar cazzate. Andateve su spinoza a fare i matti universitari/ estrosi/ ingegneri, cazzo ci state a fare qua.
    8 – siete gli stessi che hanno votato avengers invece che The Raid il che è tutto dire. Abbiamo sprecato 200 commenti per discutere con dei deficienti e fondamentalmente del film non s’è detto ‘n cazzo, vabbè ‘ndatevene affanculoMMerde.
    9 – ormai è appurato che state sui 400 solo a fare del poverissimo trollaggio con tutti i limiti della vostra nerdaggine. Fossi in voi farei qualcosa di più utile del tipo seppellirvi vivi.

    @pilloledicinema
    stavolta non ti supporto e mi duole vederti dar man forte alla massa di minorati. Che la parabola del figliol prodigo ti sia d’ispirazione e che Yayan il nazareno sia con te. Sei una delusione, mio buon amico. Una delusione.

  13. Valori.M60

    @ Manq
    Provo a risponderti io (almeno in prima battuta) perché sono colui che, a margine del prediletto argomento “Venere” (il perduto strip-tease di Yuliya Snigir rispetto al trailer), si era divertito a tornare indietro sull’argomento “Tabacco” (altrettanto perduto, rispetto alle origini di John McClane).
    In “Looper” non ci sono personaggi positivi tout court, ma c’è soltanto qualcuno che cerca di riscattarsi – magari in extremis – da un carico di colpe variamente gravi: e chi non è senza macchia, dicevamo, può mostrare anche quelle di nicotina senza per questo apparire diseducativo (anzi).
    La Sarah simil-Connor di Emily Blunt si era del resto già affrancata da tale vizio, insieme con gli altri della sua precedente vita dissoluta, nell’assumersi finalmente le responsabilità materne: hai certo ben presente la tenera scena in cui ella, seduta da sola sulla veranda, mima a mani vuote i gesti di una fumata immaginaria. La successiva – apparente – ricaduta, nell’intimità con il Joe simil-Shane di Joseph Gordon-Levitt, ha piuttosto il sapore di un’eccezione che interrompe la lunga e doppia astinenza, ma conferma la nuova regola morigerata.

  14. A quanto risulta a me (e chiedo smentite nel caso) il discorso sul fumo è legato ad alcuni studi che hanno deciso di bandire le sigarette dai loro film, non a una qualche legge americana.

  15. @ schiaffi: vedrai che alla prossima scanniamo il vitello grasso e ce lo mangiamo. Per ora però sto dall’altro lato perché Die Hard 5 ha troppi difetti. Non dico sia inguardabile, però ho trovato eccessivo l’entusiasmo per un film scritto male, montato con l’accetta e dove il regista non riesce manco a citare la scena della morte del cattivo. Cioè non è in grado manco di copiare bene.
    Epico quando dopo essere precipitati nella vasca d’acqua a Cernobyl escono e il figlio dice:- tranquillo è acqua piovana!
    Perfetto allora basta paracadutare la gente nei luoghi nuclearizzati per ripopolarli in tutta sicurezza? Dai è un film da quattro soldi. A quanto pare anche letteralmente.
    È arrivata la pappa dei maiali, vado a contendergli qualche ghianda!

  16. Giovi 88

    Tutto sommato un film discreto, siamo ai livelli del quarto capitolo ma qui c’è più azione. E questo è un aspetto positivo, inoltre le scene di azione (tante esplosioni e inseguimenti) sono girate bene e gli effetti speciali sono di buon livello, e non capisco come si fa a parlare male di questo aspetto. Più cha altro la storia rispetto agli altri episodi è piatta e anonima, e come dice il buon McClane senior si tende “ad improvvisare”, ma almeno c’è un piccolo colpo di scena sul finale che risolleva la situazione. I primi tre, specialmente il primo e il terzo firmati dal grande McTiernan, sono di un altro pianeta e nel quarto c’era questo discorso John McClane vs “fighetti tecnologicamente avanzati” che non era affatto male. Qui c’è la classica situazione padre-figlio che mette in mostra un Jai Courtney che di sicuro è meglio come spalla di un Justing Long qualsiasi, ma è indubbio che il regista poteva fare meglio su questo aspetto.
    La cosa però mi ha dato più fastidio però è aver relegato Bruce Willis a un ruolo più marginale per più di metà film lasciando spazio ad altri, e vedendo tutto il film alla fine è un peccato perché è proprio Bruce a regalare qualche spunto di classe tra una battuta e una sparatoria, passando per l’immancabile “Hippy ya ye!”. Esclamazione che è l’unica cosa rimasta della vecchia trilogia, infatti per uniformarsi al pubblico Die Hard è ormai cambiato dal 2007, e punta tutto sullo spettacolo ma senza quella ironia e quelle situazioni che hanno reso i vecchi film immortali. E gli incassi gli danno ragione, altrimenti si fa la fine (ingiusta) di Schwarzy e Stallone.

  17. Valori.M60

    Non vorrei annoiare, ma è risaputo che “la lingua batte dove il clito…ride”.
    Prendere una sventola come Yuliya Snigir per il nuovo “Die Hard” e poi farla spogliare soltanto nel teaser-trailer, mostrandone per un istante la lingerie, è come prendere Lionel Messi nell’Inter e poi mandarlo in campo, fra i titolari, soltanto nella partitella del giovedì alla Pinetina.
    Molto “die”, senz’altro gradevole, però – in quel senso – niente “hard”; soprattutto niente “bang”, se in un’accezione diversa dall’onomatopea dello sparo. E invece un corpo-a-corpo iniziale con McClane Jr. (è o non è uno “007”?) ce l’avrei visto proprio bene: forse si deve a questo tipo di ellissi estetico-diegetiche se lo sceneggiatore Woods si fa chiamare “Skip”.

  18. @valori.m60: occhio pero’, perché comunque quando l’ho vista nel trailer, dopo le prime dieci volte in cui ho applaudito molto forte all’undicesima mi sono anche detto “si’ pero’ e’ la cosa meno Die Hard che abbia mai visto in vita mia, non e’ che si sono confusi con il James Bond degli anni ’80?”. Sarebbe stato molto piu’ fuori luogo di tutte le sottigliezze che sono state elencate finora. Come smaschera-ipocrisia non era male.

  19. Phil

    pura cacca, un film inguardabile, sceneggiatura ridicola, regia penosa, montaggio agghiacciante, la scena dell’inseguimento iniziale, con cinepresa ballerina e continui zoom avanti e indietro è da denuncia, sembra presa da qualche scena di intermezzo di un videogame, sono, ero, un estimatore della serie, ma questo è troppo, il quarto capitolo, era molto migliore, non che ci voglia molto e anche il secondo, seppur diretto da Renny Harlin, uno dei peggiori registi di tutti i tempi, era decisamente migliore.
    Bruce che mi combini, non li leggi i copioni prima di accettare?

  20. Anakin Rossi Stuart

    Sono in mega ritardo ma solo oggi sono riuscito ad andare a vederlo, cercherò di essere stringato: tanta roba esplode in modo grosso e mi fa felice, l’inseguimento (pur con il relativo “tradimento” al personaggio sottolineato da Darth) ha delle acrobazie fantastiche (a un certo punto sale di sbieco su uno sparti traffico come fosse uno skate, dio bonino!!!), il rapporto padre e figlio anti stucchevole è stato un sollievo… se a John Moore avessero insegnato a usare una steady-cam anzichè tenere sempre e comunque la camera a mano direi che è girato davvero bene, mentre mi è sembrato il punto più debole del tutto facendomi preferire, ma è proprio questione di fastidio personale verso le riprese al parkinson, il quarto (che non vedo da un bel po’, quindi magari ricordo male)…

    Ci tenevo a dire che alla scena dell’elicottero citazione de L’ultimo boy-scout speravo come Stanlio e ho esultato come Quantum, ma uguale uguale uguale che mi sono un po’ inquietato leggendolo… BROFIST!

    Credo ci sia dell’altro, ma vabbè, sono stato già troppo lungo come al solito

  21. slask

    Il figlio maschio di MacLane si intravede nel primo film, si vedono tutti e due i suoi bambini..

  22. Grande slask che commenta prima di leggere la frase immediatamente successiva a quella a cui si riferisce.

  23. slask

    come siamo permalosi…

  24. overdoze

    Già che in un commento su die hard non si sappia che McClane ha due figli è sacrilegio, sui due figli e la colf messicana ruota mezza trama del primo film, non dico altro…
    inoltre sto quinto capitolo è un film di merda. E’ una ciofeca proprio perchè esplode tutto, McClane non è McClane, è solo un coglione che prende per il culo pure il figlio con un pezzo di ferro in una lonza. Suvvia, che tristezza cazzo, John Moore è un cane, l’ha dimostrato con max payne lo ridimostra con questa ciofeca, che tristezza.

  25. Cutter

    Tra recensori figgghi ci si deve intendere

    http://leortola.wordpress.com/2013/03/04/dai-ard-la-recensione/

  26. Cristoforo Nolano

    Visto nel weekend: indubbiamente meglio del quarto ma secoli indietro ai primi tre. Alla fine sono andato a vederlo con due amiconi, abbiamo sparato cazzate, mangiato popcorn, criticato le donne al volante di qualsivoglia mezzo e fatto propositi sul testing del coefficiente di assorbimento degli urti delle lastre di vetro. Ho passato serate peggiori in sala.

  27. kadath

    beh, anche se non stravedo per Il Cinematografo (un programma che sarebbe andato bene 50 anni fa) devo dire che hanno colto nel segno: Die Hard 5 è un film davvero brutto e insignificante. E per quanto possa far male, è vero: è tutto un crash/bum/bang che non ha senso di esistere. Trama piatta e sterile, ritmo noioso per quanto può essere un action ‘adrenalinico’, dopo un’oretta ho rischiato di russare. Cast orribile (preferivo il ‘figlio’ di Bruce Willis quando faceva il gladiatore in ‘Spartacus’) dialoghi da stato comatoso. Eppure il quarto mi era piaciuto un bel po’: la coppia Willis/Long funzionava.

  28. Phil

    ho approfittato per rivedere tutta la serie:
    1°) bello
    2°) porcata invereconda e imbarazzante
    3°) una figata
    4°) discreto
    5°) porcata imbarazzante

  29. Cintura Bianca

    Si Nanni hai ragione, già pregustavo una scazzottata epica con l’energumeno russo (giusto un filo stereotipato….) e invece muore che manco Bane in Batman.

    p.s.
    in cuor mio speravo che uscisse tra le fiamme ancora più imbufalito…macchè…..nulla di fatto.

  30. Fra X

    “LO SAPEVATE che questo è il primo film di Die Hard per cui la sceneggiatura è stata interamente scritta su misura? Gli altri quattro sono tutti riadattamenti da libri o altri script che non c’entravano niente, completamente slegati fra di loro. Storia vera.”

    Anche il 2 e il 4!?! °_O Ah, però!

    “La cosa più importante è che l’Italia non sembra aver intuito che la Littizzetto è simpatica come una stenosi all’arteria addominale, ma ancora viene reputata una bomba di simpatica intelligenza.”

    Ma è per andare contro? XD Comunque nel caso sei d’ accordo con mia madre. XD

    “Da devoto di EELST della prima ora posso dire che la loro ultima partecipazione a San Remo è una delusione totale? “Dannati Forever” è una simpatica stronzata, “La Canzone Mononota” è uno specchio per le allodole per i critici mainstream che, ormai, li lodano in automatico (quando non sanno che epiteti usare, tirano fuori “zappiano” un po’ alla cazzo di cane): si tratta di un giochino masturbatorio che già al secondo ascolto ha cagato il cazzo!”

    Angolo sacentino. XD Ora pure qui i critici sanremesi! XD

    “Poi esiste il mondo reale, dove l’unico a volere questo sequel era un Bruce Willis in debito egoistico di soldi e soddisfazioni”

    Uhm, l’ avrei detto più per il 4!

    “Pero’ niente. Cento commenti sull’ABC.”

    Sindrome da sequel! C’ ero dentro anch’ io! XD

  31. Lolly

    Il quinto film fa veramente schifo. Non capisco come possiate trovare UNA sola ragione per salvarlo. Il gas che poi “abbassa la radioattività” è di un ridicolo imbarazzante, per non parlare dei buchi di sceMeggiatura stile gruviera e di un montaggio caotico, regia inesistente e cattivi che schiattano, poi “fanno il giro del palazzo”, si ripresentano e rischiattano, e così via, tanto hanno certe facce anonime….

    Il digitale a go-go (specie elicotteri ed esplosioni) non aiuta, il figlio di Willis è pure antipatico e nei primi momenti afasico pure (ci vuol molto a dire “papà scusa ho fretta sto in missione per la CIA”, quando lui gli chiede spiegazioni? No, meglio scappar(gli) 2-3 volte e/o perdere tempo distraendosi a vanvera perdendosi pure il tizio da “proteggere” che gli scappa non si sa perché.. mah!)

    I “cattivi” sono russi fuori tempo massimo (col tatuaggio CCCP sulle spalle pure patetico), Willis e figlio si aggirano per Chernobyl senza maschere (ah, già, loro sono supereroi, dimenticavo) mentre i russi se le mettono (poi, certo, spargono il gas “assorbi-radiazioni”, cavoli, chissà come mai nessuno ci aveva pensato prima, eh, magari forse perché non esiste).

    Insalvabile, il peggior action-movie che abbia mai visto dopo Charlie’s Angels e Tomb Raider 2, un vero cesso. 8 euro di Blu-Ray buttati, ne vale al massimo 3.

  32. Enrico

    Ho visto il quarto e non si può vedere, una regia pessima, ormai questi registi passano settimane sugli effetti speciali, come quelli con f35 che il pentagono ti passa anche qualche milioncino per la pubblicità, visto che f35 è ad un passo dalla cancellazione per i problemi di sviluppo, ma non sono in grado di riprendere la morte di uno, vedi la scena finale quando muoiono i cattivi, compreso Eduardo Costa.
    Questo quinto capitolo non credo che mi vada di vederlo, se vuoi rilanciare il personaggio di John Mc Claine, richiama John Mc Tiernan e mettici Jason Statham, che non è altro che un Bruce Willis moderno con meno carisma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.