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Ooga Booga: quello che si ottiene a forza di difendere Tarantino quando dice “negro”

[The Curse of Miike: Rebirth – Prima puntata]
“Miike, vieni qui…”
“Dimmi Nanni”
“Lo vedi questa?”
“Questa cosa?”
“Questa macchina…”
La voce di Nanni tradisce un leggero fastidio
“Il boiler?”
“Miike, per favore, cerca di stare concentrato. Ti sembra forse Cerno Alpha questo?”
“No…”
“E allora non è un boiler! Questo Miike è il Cursometro”
“Il che…?”
“Non importa. Guarda il livello… vedi che la lancetta è sul rosso?”
“Eh…”
“Vuol dire che c’è della moscezza Miike. Vuol dire che il sadismo che i lettori producevano nella lettura delle tue recensioni è ai minimi… E tu lo sai a cosa serve il sadismo a noi vero?”
“Sì… lo so…”
“Ripeti con me: ci serve per pimpare i nani perché…”
*in coro* “Un nano bastardo è un nano migliore”
“Bravo Miike. È ora di darsi una mossa. È ora di tornare a soffrire come si deve!”
“No cioè… dai… no..”
“Sì, Miike, sì. Ecco a te: Ooga Booga
“…”
“Ah Miike!”
“Sì?”
“In alto i nani!”
“In…alto… i…”
Un ampio silenzio riempie la stanza interrotto solamente dal secco rumore della lancetta de cursometro che riprende, lentamente, a salire.
[The Curse of Miike: Rebirth fine prima puntata]

Ci sono molte cose che si possono sbagliare in un film. E molti modi per poterle sbagliare. C’è però un solo modo per sbagliarle tutte quante insieme nel peggior modo possibile. E quel modo è Ooga Booga. La sintesi migliore per questo film prodotto dalla Full Moon è l’aggettivo “ignobile”. Ma pronunciato con rabbia e frustrazione. Un po’ come quando ti si guasta il router e l’assistenza ti chiede di mandare una mail per descrivere il problema. Ma prima di iniziare a scagliar strali passiamo dalle forche caudine della trama che è tutto quello che si può scrivere di Ooga Booga senza esprimere a gran voce il desiderio di visitare Bioparco di Oporto.

 

Devin è un giovane ragazzo afroamericano che sta coltivando il sogno dell’autoaffermazione mediante i valori instillati da anni di visione dei Robinson. È stato ammesso alla facoltà di medicina, crede fortemente nel “Dai!Dai! Dai!” pannofiniano e ha una bella ragazza che ascolta R’n’b tutto il giorno. Ha anche un “amico”, la versione live action di Crusty il Clown che si chiama Hambo. Hambo è un vecchio attore alcolizzato che fa il maiale/protagonista in una decadente serie per bambini. Devin vuole bene ad Hambo e lo stima perché è stato il suo maestro di vita attraverso la tv. Facendola breve: Hambo viene licenziato per essersi sbronzato sul set, decide di riciclarsi come inventore di action figures politicamente scorrette e razziste tra cui c’è Ooga Booga, l’immagine del “cattivo selvaggio” da letteratura con occhi a palla, canna in bocca, cintura di banane e capelli arruffati. Hambo regala un Ooga Booga a Devin. Siamo al minuto 12 e l’espressione “this is racist” è stata già pronunciata un numero incredibile di volte. Skip forward: Devin viene coinvolto per errore in una rapina in un negozio, arrivano i poliziotti, lo credono colpevole e così, solo perché è nero, gli sparano. Complice il bisogno di “sistemare le cose in terra” e grazie a una macchina per la granita con problemi elettrici, l’anima di Devin si trasmuta nel pupazzo Ooga Booga. Grazie alla fidanzata che lo accetta al suo fianco nella peggiore scena Whoopy Goldberg della storia, farà scempio di tutti i colpevoli della sua morte. E dei razzisti. Che coincidono. E qui si inizia.

Faccio fatica a parlare di Ooga Booga: faccio fatica perché questo film si candida, vincendo per parecchie distanze, a essere il peggior film che io abbia visto negli ultimi dieci anni. E non c’entra la sciatteria della regia, né gli effetti speciali che il bassissimo budget di questo film potrebbe anche giustificare (anche se, a dirla tutta, mi sono parecchio stancato di vedere i soliti rendering degli schizzi di sangue della Video Copilot in ogni dannato film). È che Ooga Booga fa schifo in un modo inedito. Credo che sia l’unico film in grado di trasformare un messaggio smaccatamente antirazzista in un’apologia del razzismo stesso. Per dire: siamo addirittura oltre i livelli di Black&White di Michael Jackson. E come ci riesce? Semplice: esagera il tema oltre ogni limite consentito.

In Ooga Booga non troverete nessun personaggio di pelle chiara che non sia razzista. E per razzista intendo dire membro onorario per meriti comprovati del Ku Klux Klan. Poliziotti, giudici, deliquentelli e spacciatori, pure la vecchia rincoglionita dalla televisione (interpretata da una mestissima Karen Black): tutti passano il tempo a parlar di pollo fritto, angurie a cantare “Bingo bango bongo”. Tutto viene ridotto a un orrido teatrino che arriva là dove nemmeno The Artist aveva osato spingersi: nell’inglorioso pompino alla causa, si fa venire in un occhio e si prende l’epatite. Il ritmo dell’opera è inesistente, il gore è ridotto ai minimi storici (davvero, poco sangue e quasi tutto in post produzione) e, soprattutto, il registro dell’opera è COMPLETAMENTE, ASSOLUTAMENTE, TOTALMENTE sfasato. E per sfasato intendo dire che assistiamo allo stupro brutale da parte di una gang razzista della fidanzata di Devin e, esattamente nella scena successiva, vediamo il pupazzetto che si fa un raspotto guardando la ragazza che si fa la doccia per riprendersi dalla violenza subita. Questo è Ooga Booga.

VISTO CHE PROBABILMENTE LA RECENSIONE LUNGA PUO’ AVER FATTO SALTARE QUESTO PASSAGGIO VE LO RIPORTO UNA SECONDA VOLTA DOPO UNA LUNGA FRASE IN MAIUSCOLO

assistiamo allo stupro brutale da parte di una gang razzista della fidanzata di Devin e, esattamente nella scena successiva, vediamo il pupazzetto Ooga Booga che si fa un raspotto guardando la ragazza che si fa la doccia per riprendersi dalla violenza subita. Questo è Ooga Booga.

 

Fa schifo? Sì. Tanto? Troppo. Non pensavo che Kent Roudebush (alla sceneggiatura) potesse peggiorare dopo il fondo toccato dall’insulso The Death Wants Women. Eppure ci riesce regalandoci uno dei più terribili esempi di quanto è complicato essere razzisti se non hai la Lega sul territorio. E di come devi ingegnarti per poter tirare le banane ai neri facendoti pagare per farlo. E no…non è un caso che la salvezza, a fine film, arrivi attraverso una valigetta piena di denaro proveniente dalla vendita dei pupazzetti razzisti di Hambo. Che potete comprare anche voi (Youtube intanto ha bloccato il video pubblicitario delle Badass Dolls per violazione dei termini). Dio santo…

 

 

DVD-Quote suggerita

Ho sterilizzato il computer dopo la visione.

Buongiorno Miike, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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16 Commenti

  1. Bevoduroclub

    A parte questa recensione, l’unica altra cosa divertente che ho trovato di questo film (che FA schifo) è il contest per decidere il nome del sequel.Tra le entry migliori: Ooga Booga Two-ga, Ooga Booga 2: He’s Blaaaaaaaack!, Ooga Booga 2: Kill ALL the White People!

  2. Ciobin Kosugi

    Minchia, ma Ooga Booga è Mr. Hankie di South Park in versione satanica !
    Come dire che la merda dei negri è il MALE.

    Ben tornato Miike.

  3. Rocco Alano

    Tra le action figures di Hambo c’è pure Brunetta inscatolato?

  4. Sergio Beone

    @Miike a’t vòi ben! Io sono TENTATISSIMO di scaricarlo anche solo per la scena della raspa… già sto cercando qualcuno che mi faccia compagnia/spalla/sostegno nella visione (ho postato la tua rece su fb a tal proposito, tanto amicizie razziste non ne ho /non ne potrei avere, che sennò sarebbe un incubo, non so se per film o amicizia razzista ma opterei per la seconda moltiplicata per la prima). Il peggior film che TU abbia visto negli ultimi 10 anni è qualcosa da tenere sull’hard disc senza se e senza ma!!!

  5. Tyler Nomak

    OK… forse alcuni sono troppo pischelli per ricordare, ma questo Oooga Booga mi pare abbia un po’ troppo in comune con una delle cose più terrificanti che vidi da bambino (1975): l’episodio “Amelia” da “Trilogia del Terrore”. Feticcio africano incazzato con lancia ed occhi rossi che corre per casa con riprese in soggettiva (del feticcio). E sapete chi era la “vittima”? Una certa Karen Black.
    Siamo tra il plagio, l’omaggio ed il ramake!

    Leggetevi quanto segue:

    http://anni70-latvdeiragazzi.over-blog.it/article-la-trilogia-dell-orrore-cosi-il-feticcio-zuni-terrorizzo-una-generazione-di-bambini-80186864.html

    e pure

    http://it.wikipedia.org/wiki/Trilogia_del_terrore#Amelia

  6. Sergio Beone

    1/2OT: per chi fosse interessato, questo è l’OPPOSTO di Black&White del Michael Jackson:
    http://www.youtube.com/watch?v=VmPIx5dvZd0

  7. Bongiorno Miike

    Tyler Nomak: il parallelismo mi era sfuggito perché non mi ricordavo la Black in Trilogia. La differenza sostanziale però è il “tema” del film (e il motivo dell’incazzamento della bambola) che con Amelia ha poco a che spartire. Comunque la scena dei Karen vs Ooga Booga è, ora che ci penso, una chiara parodia Amelia. Bel colpo Tyler!

  8. Tyler Nomak

    @Miike: verissimo sulla premessa. Ooga Booga da quel punto di vista è diverso.
    In realtà la cosa che mi ha colpito come una pizza in faccia è la somiglianza – “gestuale” più che prettamente fisica – tra Ooga Booga e Zuni: la lancia, il braccino alzato che si agita, il verso, la corsa in soggettiva, gli occhi che diventano da pallati a rossi, il “guerriero africano incazzato intrappolato in un feticcio”… Ce n’è abbastanza per incuriosirmi e farmi vedere Ooga Booga alla ricerca di tutte le citazioni possibili da Amelia!

    Per chi non avesse visto ciò di cui parlo… “Amelia” nella sua completezza vintage:

    Parte 1: http://www.youtube.com/watch?v=NC28wdsc0jk
    Parte 2: http://www.youtube.com/watch?v=xU57fgqLjOE
    Parte 3: http://www.youtube.com/watch?v=XJ3eb21adGo

    A 7 anni mi regalò splendidi incubi! Che belli, i tempi in cui non esistevano le fasce protette in TV!

  9. Tyler Nomak

    L’ultima poi giuro che non rompo più e sto zitto: scopro da una ricerca che la sceneggiatura originale di Amelia fu adattata dallo stesso autore del racconto breve “Prey” da cui fu tratta. Il grande, mai abbastanza osannato Richard Matheson. Gloria. Osanna. Ecco.

  10. Lollo

    Già dar titolo se intuisce tutto… per caso la canzone d’inizzio o de chiusura la canta David Hasselhoff? ;-)

    HOOGA HOOGA HOOGA CHAKKA!!!
    http://www.youtube.com/watch?v=PJQVlVHsFF8

    In ‘sto ignobbile film ce sta pure Karen Black, che se n’è andata ar creatore l’8 agosto de ‘sto anno… e ce sta pure Stacy Keach.

  11. Lazy Robi

    Magari il genere non c’entra, ma nella categoria “film brutti degli ultimi 10 anni” riesce a battere In The Market?… è un record!

  12. Rocco Alano

    Poi, voglio dire, ‘sti bingo bongo ci hanno il presidente Obama! Si ciuccino Ooga Booga!

  13. Lollo

    Però la ganza abbronzata de ‘sto Devin che ascolta R’n’b tutto il giorno nun è male
    http://ciarracarter.com/wp-content/uploads/2012/06/IMG_0752_rv-682×1024.jpg

  14. Landis Buzzanca

    visto che oramai é stato detto tutto (e bene) sul film in sé e sui rimandi diretti, lancio (senza motivo) un inner-contest sull’articolo:

    all’inizio viene citato Pannofino (anche se il “Dai! Dai! DA(AAAA*)III!” lo definirei piú “Ferrettiano”… :)… chi trova l’altro riferimento a Boris (nell’articolo)?

    BWAHAHAHAHAHAAhahahahahhah :D

  15. Ciobin Kosugi

    @Miike Quando scrivi: “Credo che sia l’unico film in grado di trasformare un messaggio smaccatamente antirazzista in un’apologia del razzismo stesso. ”

    Beh, dai, Django Unchained ci era già riuscito benissimo e senza metafore alla Mr. Hankie.

  16. Rocco Alano

    Dalla recensione, però, pare che questo film non ci provi nemmeno ad essere antirazzista- ma, anzi, sia una (magari non riuscita) presa per il culo del politically correct.

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