Con gli occhi dell’Occidente: The Den

Vero che già non gli dareste una lira?

Vero che già non gli dareste una lira?

Io questo film non avrei dovuto recensirlo. Era toccato a Quantum, che è noto qui tra i corridoi della Cobretti Mansion per avere un talento innato nello schivare i merdoni; se Quantum dice «puzza» noi ci si spaventa tutti, perché in qualche modo finirà per non toccare a lui. È così bravo, il ragazzo.

Questa volta me la sono cercata, però: in fondo ho con i found footage un rapporto migliore di quello che hanno i tre quarti della redazione se non i tredici quattordicesimi, e ultimamente ho avuto delle sorprendenti incursioni nella botta di culo, con il genere. Il bello dei found footage, riflettevo mentre sgravavo l’amico Quantum dell’arduo compito, è che sono fondamentalmente spam senza costrutto e un finale a bomba. Maggiore è l’aderenza alle regole narrative del found footage, meno le scene di transizione servono realmente a qualcosa – né ad avanzare la trama, né a focalizzare meglio i personaggi, perché se da un paio di scene rubate con una telecamera di sorveglianza si riesce a intuire la psicologia del protagonista e ad affezionarcisi significa che il film è artefatto, montato in tutti i sensi, e che quindi fa dell’estetica da found footage un vezzo e non una necessità, svuotandolo quindi di significato.

Lo spam, quindi. A me piace lo spam. Diventa un sottofondo. I found footage fatti come si deve rilassano, distraggono, fanno da sottofondo finché non decidono di accelerare. Sono film da compagnia. The Den, pensavo, mi farà nella peggiore delle ipotesi una gran compagnia – si parla di webcam e chat online e delle malvagità dell’Internet, in fondo, quindi mal che vada tette?

Sono felice di annunciare che mi sbagliavo, e che difenderò fino alla morte questo film nel suo essere una bomba. Sigla!

The Den funziona nella misura in cui si accetta un’estetica che è estrema anche rispetto alla media dei found footage. L’idea del debuttante Zachary Donohue è di documentare la ricerca di Liz (Melanie Papalia, che poi vi spiego perché è perfetta) sul comportamento online di migliaia di utenti sul fittizio sito di videochat The Den (whoa). Ripeto: la ragazza per dottorarsi deve passare la vita su Chatroulette con uno screengrabber sempre acceso, per stabilire in definitiva, probabilmente, immagino io che gli utenti di Internet sono una razza aliena a noi sconosciuta e che ha la forma di un pube peloso con proboscide.

In realtà compaiono sorprendentemente pochi cazzi nelle peregrinazioni – religiosamente documentate in tempo reale, per cui ecco, se l’idea di un film che per la prima metà almeno è esattamente come guardare lo schermo di uno che sta su Chatroulette, con tanto di multitasking in sottofondo, finestra di Chrome con Gmail che compare ogni tanto dalla quale mandare mail alla profe, videochat con sorelle che usano il telefonino per skypare, se l’idea di un film, dicevo, che vi fa spendere tre quarti d’ora della vostra vita a rivivere con precisione chirurgica la vostra giornata lavorativa media non vi disturba, lo scoglio maggiore l’avete già superato – di Liz, altrimenti piuttosto realistiche nel loro dipanarsi. Se, come me, la prima cosa che controllate in un found footage è la sua plausibilità, The Den è un piccolo divertissement assai soddisfacente.

Sopra: il meta-screenshot di me che fotografo il mio desktop mentre prendo lo screenshot di una scena del film dove si vede il desktop della protagonista per farvi capire che cosa intendo quando dico "estremo".

Sopra: il meta-screenshot di me che fotografo il mio desktop mentre prendo lo screenshot di una scena del film dove si vede il desktop della protagonista per farvi capire che cosa intendo quando dico “estremo”.

Non guasta che Melanie Papalia abbia la faccia perfetta per il ruolo: è quasi costantemente in scena, e in primo piano, e dev’essere quindi gradevole e credibile sia quando è tirata affascinante e pronta per sedurre (funziona, è bellina) sia quando è sconvolta arruffata appena sveglia (funziona, è bellina). Lei, poi, accetta il ruolo con entusiasmo e naturalezza, cosa che vale per l’intero cast in realtà, con un ulteriore plauso alla nostra Melanie che regge il colpo anche quando deve abbandonare la persona della ricercatrice secchiona ma comunque sexy e un po’ buffa per calarsi nei panni, più consoni a noi, della scream queen.

Sì! Perché The Den sarebbe poi un horror! Qui dovete scendere a patti con il film una seconda e ultima volta: il motore della vicenda è un filmatino nel quale Liz incappa saltellando da videochat a videochat, uno shock video che mostra la decapitazione di una ragazzina messicana. Sì, è banale, e sì, presuppone quello stantìo sottotesto da anziani dentro che è alimentato dal pregiudizio che Internet è un posto pericoloso e gli sconosciuti sono tutti cattivi e signora mia quando si stava meglio quando non eravamo alienati dietro gli schermi dei nostri cellulari palmari smartwatch icloud.

Ma diosanto se funziona, perché The Den è scritto da qualcuno che nonostante tutto capisce quel che sta facendo. L’immersione nel mondo dell’always on è perfetta perché naturale, senza l’aggiunta di quei dettagli e ricami inutili e ridondanti che sembrano voler comunicare allo spettatore «ehi, hai visto?, anch’io conosco l’internet kk xoxo» – qualcosa che, per esempio, rendeva insostenibile il già orrendo Smiley. Né ci si crogiola nell’autocompatimento da vittima della Rete – «perché fanno così? Perché LA GGGENTE È COSÌ CRUDELE?» – o nel moralismo d’accatto che ciancia sull’inaridimento delle relazioni vis-à-vis da quando viviamo sempre dietro lo schermo di un telefono. È un contesto alienante, certo, per chi si ferma a rifletterci, ma è presentato con tale naturalezza e understatement che può al limite far sentire in colpa, mai a disagio.

Sopra: sì, anche in casi come questi.

Sopra: sì, anche in casi come questi.

Poi, naturalmente, e con puntualità invidiabile (soprattutto da parte di altri registi che si sono cimentati con questo genere di recente), arriva l’accelerata, che coincide con l’apice di un lento e snervante filtrare della vita reale negli schermi dei computer. Via via che il film si fa più fisico il ritmo cresce, con lui la violenza e il disagio, e si corre rapidi verso un finale marcio come il buco del culo di un cadavere di un mese. Si potrebbe discutere della validità della soluzione finale, per certi versi prevedibile e già vista ma presentata con una fredda efficienza che quantomeno ne amplifica l’impatto.

Resta comunque che sono rimasto incollato al divano e ho vissuto un paio di momenti di genuino malessere, e con il timer a un’ora e sedici minuti non c’è neanche il rischio di annoiarsi troppo.

Purtroppo sapete cosa manca completamente dal quadro? Le tette.

Sopra: la tipica faccia di quello in webcam che aspetta la risposta dell'altro.

Sopra: la tipica faccia di quello in webcam che aspetta la risposta dell’altro.

DVD quote suggerita:

«LIKE»
(https://www.facebook.com/stanlio.kubrick)

IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , ,

29 Commenti

  1. Ho visto Alien Abduction la scorso fine di settimana e ho fatto promessa di non vedere un Found Footage per un mese per quanto mi ha fatto cagare.
    Intanto però mi premeva chidere incontra gente che si masturba coppie di esibizionisti o altra roba di questo tipo?
    Lei ha vita sessuale, parla con fidanzato o roba simile?
    Le uniche inquadrature sono quelle del desktop o c’è anche altro?
    Hai visto Megan is Missing? Te lo consiglio in maniera piuttosto spassionata anche se prima di arrivare al clou della situazione ci mette un po’.

  2. Stanlio Kubrick

    Allora, vediamo. Coppie di esibizionisti solo una a memoria mia, gente che si masturba un paio, tette zero. Lei ha sì una vita sessuale, parla via Skype con il fidanz e una volta si trovano anche a fare del gran sessone.
    Per le inquadrature, ci sono anche: quelle con l’iPhone, quelle con le camere di sicurezza, quelle con… insomma, ci siamo capiti. È un collage di fonti diverse, con predominanza del desktop.
    Megan is Missing non l’ho visto! Me lo segno, grazie.

  3. Stanlio Kubrick

    Ora che ci penso tra l’altro potevo intitolare la rece Con gli occhi dell’uccidente, sarebbe stato stupendo. Damn.

  4. Giorgio Clone

    Mah un ff sul web inverosibilmente senza le tette mi pare una terza cosa a cui dover scendere a patti, non so quanto facilmente.

  5. samuel paidinfuller

    VISTO!
    rece forse un filino troppo entusiasta ma il film cmq scorre via senza suscitare quel fastidio tipico di tanti FF
    una cosa che ho apprezzato è che ci sono un paio di scene, soprattutto nel finalissimo (NO SPOILER) con una marea di dettagli e particolari sfiziosi ma non enfatizzati che ti obbliga a andare di rewind per notarli tutti
    una cosa simile alla scena della lavagna o alla battle royale finale in Cabin in the wood tanto per capirci

    in tema di FF: fate una bella recensione per stroncare quella cacata di WILLOW CREEK che ha pure degli estimatori in giro

    @stanlio: exo, insonne o umano?

  6. Stanlio Kubrick

    Samuel: per ora nessuno dei tre, sto aspettando che cali la scimmia Dark Souls 2 prima di provare Destiny (nel quale comunque credo poco perché io e gli FPS non andiamo d’accordo)!

  7. Sono abbastanza d’accordo con Samuel, non che mi abbia fatto schifo, ma non ne sono rimasto particolarmente colpito.
    Piacerebbe anche a me suggerire qualche FF ma tendo a dimenticarli tipo subito dopo i titoli di coda. Succede anche quando mi piacciono, non so perché.

  8. Rocco Alano

    Lei ha una faccia da pompini mica da ridere.

  9. annaMagnanima

    scusate. il film non l’ho ancora visto ma mi piacerebbe tanto capire questo commento. parlate di videogggiochi?

  10. Ecco un film così probabilmente rende bene l’idea di quello che dicevo commentando un’altra recensione di non ricordo che altro ff: a livello socio-culturale questi filmetti diventeranno esemplari (nel bene e nel male) della nostra epoca. Probabilmente tra vent’anni questo film urlerà “2014!” almeno quanto… chessò… Il laureato oggi ci urla “1967!” o I Goonies “1985!”.

  11. Ecco un film così probabilmente rende bene l’idea di quello che dicevo commentando un’altra recensione di non ricordo che altro ff: a livello socio-culturale questi filmetti diventeranno esemplari (nel bene e nel male) della nostra epoca. Probabilmente tra vent’anni questo film urlerà “2014!” almeno quanto… chessò… 2001 oggi ci urla “1968!” o I Goonies “1985!”.

    Tra l’altro è significativo della mia vecchiezza che Stanlio nella recensione abbia usato almeno 3 o 4 termini di cui ingonra totalmente il significato (a me “screengrabber” fa tanto mostro del Ritorno dello Jedi).

  12. vespertime

    Senza infamia e senza lode, per me più infamia che lode. Potrebbe si essere innovativa la questione Desktop nella teoria ma nella pratica, almeno per quanto mi riguarda, è risultata dannatamente noiosa. La staticità delle scelte li obbliga, per forza di cose, a risultare in alcuni momenti ancora più forzata di altri FF che ho visto. Possibile che quando si sposta di casa in casa c’è sempre un portatile aperto che inquadra perfettamente la scena? Capisco che è un venire a patti col genere ma del suddetto mi pare che siamo tutti abbastanza saturi. Interessante la trovata ma non essenziale. Poi se non ricordo male anche a livello di trama un paio di WTF non mancavano di certo. Interessante la risuolzione, forse perché finalmente c’è un po di ritmo e non ci si ritrova a vedere questa che scrive email a telecamera fissa. Mi è sembrato, tra le altre cose, anche molto televisivo. Si fa vedere, questo si, ma da qui ad essere una bomba ce ne passa.

  13. Oboewithashotgun

    @ Stanlio

    Da come viene descritto nella rece assomiglia parecchio a un corto che vidi qualche tempo fa. era la storia di sto tipo vista dalla prospettiva dello schermo del suo pc: chatta su facebook, skype, ascolta musica etc. Però la trama era sulle paranoie che il protagonista si fa sulla sua tipa, con tanto di hackeraggio della pagina facebook della tipa, un tradimento travisato etc. L’idea era carina. L’idea sembra presa da lì.

  14. Oboewithashotgun

    Non so se però reggerei un’ora e passa con questa formula.

  15. samuel paidinfuller

    @oboe
    se deve assomiglia qualcosa assomiglia all’episodio migliore di v/h/s
    non so se ti riferisci alla stessa cosa o se quello che dici tu è uscito prima di quello che dico io

  16. The Den era anche al Frightfest.
    E sempre al Frightfest c’era un’altra robetta girata allo stesso modo (tutto visto esclusivamente attraverso le varie finestre di uno schermo di computer) ma un tot piu’ dinamico, e con Sasha Grey.
    Ma questa e’ un’altra storia, e ve la raccontero’ un’altra volta.

  17. samuel paidinfuller

    @nanni
    mica c’era pure quella cacata di WILLOW CREEK al FF?

  18. @samuel: si’ ma l’anno prima, e me lo sono schivato

  19. Schiaffi

    bah a me stammerda ha fatto schifo al cazzo

  20. samuel paidinfuller

    @schiaffi
    perchè non hai visto WILLOW CREEK che setta un nuovo paradigma rispetto al concetto di schifo al cazzo

  21. Michael Mad Sensei

    @Rocco

    non essere cosi pro-fellatio, io ce la vedo anche per dei bei rimjob a nastro. Bocca sognante, buco beante.

  22. annaMagnanima

    @nanni
    sbaglio o hai citato la storia infinita?!?

    se per caso sei indeciso per una 400tv tra quesyo e un carpenter, mi raccomando: il signore del male o uno qualunque della trilogy ci piace (ma in questo caso si può suggerire o è come x i jimmybobo?)

  23. A me non è dispiaciuto, nella misura in cui come dice Stanlio sei disposto ad apprezzare l’estremo rigore della realizzazione: a conti fatti uno dei pochi film che non scimmiotta internet ma ne sfrutta bene i meccanismi.

    All’opposto, l’altro ieri ho visto un found footage “sregolato” e poco attento alla plausibilità delle riprese che però è comunque un ottimo horror davvero inquietante: The Possession of Michael King.

    ps Willow Creek è un filmettino modesto ma la sequenza in tenda per me vale da sola la visione, da premio BRAVO istantaneo per come la reggono.

  24. Botte & Costello

    Bel filmetto, interessante. Le storie sul lato oscuro dell’internet mi attraggono, chissa perchè…
    a parte i WTF (SPOILER) quando lei si salva da morte certa in 3 occasioni uccidendo il cattivo di turno tramite scontro fisico a mani nude (o quasi)

  25. Menodzero

    La versione bella di my little eye.
    Bello davvero sto the den.

  26. samuel paidinfuller

    @Darkskywriter
    vediamo gli stessi film ma arriviamo a conclusioni praticamente opposte.

    The Possession of Michael King è un filmetto, guardabile per carità, che però non fa altro che copiare/riciclare cose viste da altre parti, ed in particolare il filone esorcismi, a partire dal titolo (cfr. exorcism of emily rose, da cui copia anche le posture innaturali del posseduto/indemoniato) a finire con il finale (cfr. SPOILER il posseduto/indemoniato si butta suicidandosi da una finestra per salvare una bambina dalle grinfie del demone/diavolo)…e non ditemi che tutto meta/citazione/occhiolino che mi girano ancora di più i coglioni

    WILLOW CREEK è indefendibile: i 20 minuti che dici (sicuramente ben fatti) non possono salvare il NULLA ASSOLUTO che cè nei 50 minuti prima e il seminulla che cè nei 15 minuti dopo

  27. John Matrix

    Grazie all’aiuto multimediale di Stanlio sono riuscito a vedere The Den (e grazie ancora). Non arrivo a dire che si tratta di una bomba, ma credo che faccia il suo sporco lavoro a dovere. Si eleva facilmente dalla media (piuttosto bassa a dir la verità) dei vari FF in giro. Roba che a confronto con ESP questo pare Shining. Però se ogni volta che guardiamo un FF ci aspettiamo la qualità di Shining stiamo freschi. Comunque secondo me avercene di filmetti così.

  28. John Galt

    A me hanno insegnato, forse male, che un paragone si fa con elementi commensurabili: Tipo non si può prendere 1 kg di parole, oppure 8 byte di peti.

    Questo film non è commensurabile ad altri Generi.

    Questo film è commensurabile ad una tesi sperimentale.

    Come molti altri FILM sul ritrovamento di FILM, ha la bella caratteristica di mostrare un piccolo frammento di una vicenda ipotetica (o che spesso pretende di essere considerata reale) e di lasciare allo spettatore di riempire molti buchi.
    Nella tesi di questo FILM ci sono i buchi che si vogliono riempire. Proprio spiegati da simpatici clic (… E MI DOVETE DIRE CHI NE NELL’ANNO DEL SIGNORE 2014 ANCORA CONSERVA ATTIVO SONORO DEL CLICK: COME AVETE FATTO A NON CONSIDERARLI FASTIDIOSISSIMI), e da simpatiche presentazioni per bambini al loro primo FILM sul ritrovamento di FILM.

    C’è proprio la tizia che ti spiega cosa andremo a vedere, del tipo “Ciao bella gente per bene! Faccio un progetto per dimostrare che il mondo gira male. Svolgimento: Internet è…”. No ma ok, non parliamo della banale linearità della cosa. Penso sia scontato parlarne (… AAA Trama originale offresi). Il progetto di Tesi arriva bene. Lo si svolge benissimo, con delle perle (RARISSIME da trovare altrove!) di “come Trollare il vostro spettatore livello Pro”. E si spinge bene anche quando arriva a dimostrare che effettivamente la Tesi è sostenibile e quadra. Il mondo gira male perché c’è internet.

    Poi però deve essere andato male qualcosa sulla stesura della Tesi stessa.
    Sì cioè nella dimostrazione di una tesi (… che per quanto assurda e semplice la vuoi mettere, è quello che stai facendo), mi fai vedere che non c’è altro oltre quello, perché è proprio il “gira male” che fa “girare male” il Mondo, hai creato un paradosso di necessità. Chiamasi paradosso di necessità quando vuoi farmi credere la tua cacca ha il sapore di fragole, ma per provarlo me la fai assaggiare.

    Pensavo che dopo la saturazione registrata dei FILM sul ritrovamento di FILM, ci fossero asticelle più alte. E invece no.
    Basta un Hack and Slash qualsiasi per dire che è un bel prodotto. Cito: Difendibile.

    Io non ci credo.

    Non credo che la storia che propone, possa sussistere al semplice “E’ così”
    Non credo che la storia che propone, sia esente da Déjà vu.
    Non voglio credere che la storia che propone, rappresenti quella cosa brutta che fa star male la gente.

    Questo FILM sul ritrovamento di FILM, come le Tesi sperimentali non ponderate, come anche altri FILM sul ritrovamento di FILM, è commensurabile a una Trollata eseguita alla perfezione.

    E sinceramente…

    spoiler
    SPOILER
    SPOILER

    Soltanto quando la #tiziabruttadeigatti1 arriva in casa chiude l’acqua e mostra le spalle… E LI’, esattamente LI’ ti aspetti la mannaia/coltello/accetta/panno con cloroformio/didlo gigante/torta di compleanno… ma va a finire che legge “In bed” e ti si sporcano le mutande CK senza motivoduante il tragitto a quel letto gonfio che prima aveva skippato con maestria da investigazione livello topolino… ripeto, soltanto lì ha dato momenti di vera tensione… brr… banalmente ripetuti con la stessa sequenza ormai assimilata e non più carica da “Ti arrivo da dietro, ma prima ti faccio abbassare la tensione per 6.7 secondi, perché è così!”
    Tutto troppo telefonato.

    /SPOILER
    /SPOILER
    /spoiiler

    Cioè…
    I Déjà vu FILM sul ritrovamento di FILM venuti male, hanno per fortuna la caratteristica di non avere molto da raccontare, o molto di originale da mettere sul forno.
    L’unica vera potenza è la verosimiglianza (*) degli eventi. Le reazioni della #tiziasenzaseno1 e di tutti gli altri. Tanto realistiche da essere calibrate perfettamente bene e rendere godibile il tutto.
    Lodevole anche la crescita espressiva della #tiziasenzaseno1, aka PIPPA (da Endgame) dalle sue apparizioni precedenti a questa.
    Ma qui finisce la lista deiverdi.
    Ma non ci credo che dopo la visione, dopo aver pensato “oh sì è un bel titolo”, non esca fuori un putrido goblin dal sottopancia che inizia a far ricordare a ritroso le scene, dove tutto era esattamente quello che non doveva essere.

    spoiler
    SPOILER
    SPOILER

    (*) Verosimiglianza: Un par di croccanti mandorle.
    Ah sì forse mi hanno hackerato i pc. Vabbeh fa niente! Continuiamo ad usarlo per farci il mio progetto da gigazilioni di fuffadollari sopra, con dati sensibili e filmati miei e di mille persone sopra, fa niente che poi CONTROLLO I FILMATI MA NON MI RENDO CONTO DELLE COSE STRANE, solo dopo che fooooorse, quello stalker del mio ragazzo non mi chiama per un pezzo mentre ha staccato una chiamata importante… fooooooorse inizio a pensare che magari c’è qualcosa di sbagliato e che sta iniziando a girare male anche a me. Cioè è normale che continuo a vivere pedissequamente attaccata a questa scatola purulenta anche dopo che ho visto le peggio cose e forse forse la sicurezza del mio progetto della mia carriera e della mia vita è andata a farsi benedire… Hey! Devo dimostrare che tutto questo esiste altrimenti non funziona il FILM sul ritrovamento di FILM! O come anche detto da altri: non metto via la telecamera, voglio filmare tutto

    /SPOILER
    /SPOILER
    /spoiiler

    Alla fine, la Tesi non riempie quei buchi.
    La Tesi funziona con “Il mondo Gira male perché ci sono persone che non sanno come Girare”, altrimenti non arriva a quadrare.
    Spero abbia riempito alcune sale.

    … E poi Lui non leccava bene.

  29. Mario Longmire

    Appena visto, l’ho trovato ben fatto e molto accorto nella descrizione (sociologica) dell’internet. Buona tensione e buone scene snuff, seppur un po’ incasinate. Da questo film credo sia stato fatto “Unfriended”, del 2014, visto che sono quasi uguali solo che TD ha molta piu’ azione ed e’ piu’ sull’horror fisico mentre U vira piu’ sul paranormale (comunque TD e’ superiore).
    Complimenti per la bella recensione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *