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Il primo horror della mia vita: Morte a 33 giri

Premessa: il giorno 27 novembre, per il mio compleanno, ho esteso a voi lettori una storica tradizione popolare di Valverde che prevede che ogni cittadino si presenti nel mio ufficio a richiedere gentilmente un film da recensire, e che io ne scelga uno (uno solo) da accontentare. L’invito è stato comunicato sia su queste pagine che sul mio profilo Facebook. I vostri suggerimenti erano tutti ottimi e includevano titoli che prima o poi verranno coperti comunque, ma la mia scelta a questo turno è caduta su un film – richiestomi sul Facebook da “Aurelio Pasini” – che effettivamente non rivedevo da tempo, che ricopre un posto particolare nel mio cuore e che casca a fagiuolo sull’onda di quella superchicca che si è rivelata Deathgasm.

Tu sei l'esca. L'esca sei tu.

Tu sei l’esca. L’esca sei tu.

Sigla!

Penso che non capirò mai il problema dei bulli in America.
Non ci ho vissuto, qua mi arriva distorto tramite i film e non riesco ad afferrare dove sta il confine tra fedeltà ed esagerazione drammatica. A scuola dove andavo io i bulli tiravano dei gran schiaffoni ed escogitavano l’occasionale scherzetto elaborato, e ogni tanto si accanivano, ma era crudelissima noia, niente di personale. Magari erano intimiditi dalla Legge del Cobretti, ma insomma, non lo so.
Qua ad esempio abbiamo Eddie Weinbauer, uno sfigato senza se e senza ma.
Ascolta metal ed è emarginato, ed è ovviamente nelle mire del bullo della scuola che si diverte a fargli dei gran scherzoni.
Sul primo niente da dire, è un vero capolavoro di improvvisazione: Eddie torna dalla doccia, e i bulli che gli avevano frugato nello zaino gli fregano una cassettina metal e se la palleggiano. All’ultimo gliela tirano oltre la porta degli spogliatoi: Eddie si lancia a prenderla, e con tempismo micidiale il capo-bullo gli sfila l’asciugamano e gli richiude la porta alle spalle, lasciandolo nudo in palestra. Proprio mentre le ragazze stanno giocando a pallavolo! Applausi e niente da dire. Qui tra parentesi scatta un momento che oggi sarebbe super-ovvio ma all’epoca non lo era, nel senso che scontato come le tasse che nel 2015 il nostro protagonista sarebbe stato ripreso da decine di telefonini a portata di mano per poi diventare un viral/meme istantaneo, ma vatti ad immaginare che nel 1986 si sarebbe imbattuto in una ragazza pronta a immortalarlo con una Polaroid… Povero Eddie.
Poi per circostanze Eddie si ritrova a una festa in piscina, e qui lo scherzo diventa gettarlo in acqua vestito dopo avergli infilato un peso nello zaino per farlo andare a fondo, finché una ragazza impietosita non si tuffa per liberarlo, e boh? Più che uno scherzo sembra tentato omicidio, ma non so, non ho mai provato. Magari è divertente? Gli altri guardano la tipa come per dire “hai rovinato tutto, era più buffo se affogava, ma ormai pazienza” e finisce lì.

Lezioni di bullismo serio

Lezioni di bullismo serio

Ma dicevamo: Eddie è sfigato.
Tipo: è il 1986, Steve Jobs non aveva ancora inventato l’internet e figuriamoci Twitter, ma questo non scoraggia il nostro Eddie che si mette lì lo stesso e scrive a mano una lettera fisica di carta da spedire col francobollo e tutto al suo cantante metal preferito, “Sammi Curr”, in cui sfoga tutta la sua frustrazione e chiede consigli personali.
Tranne che Sammi Curr muore in circostanze losche e misteriose tipo il giorno dopo.
Eddie è disperato.
Parte in sottofondo un pezzo che ripete continuamente “Tear down the walls”, e Eddie è talmente disperato che gli dà retta e inizia a strappare tutti i poster dalle pareti. Tutti tranne quello di Sammi, che è stato immortalato in una posa che sembra stia dicendo “azzardati a toccarmi e ti tiro una pizza a mano aperta che ti ribalto” (la stessa della locandina qua sopra).
Eddie allora corre a farsi consolare dal suo amico Dj Nuke (Gene Simmons), che guarda caso è in possesso dell’ultimo disco di Sammi in copia unica non ancora pressata, e glielo presta.
Incuriosito da alcuni versi strani (che potevano essere tranquillamente norvegese) Eddie gira il disco al contrario e sente un messaggio che recita “Tu sei l’esca – l’esca sei tu” (Mogol/Battisti). Tanto gli basta per convincersi che il disco si sta rivolgendo a lui personalmente e gli sta suggerendo di andare a scuola a provocare i bulli a gratis e poi scappare. Io ero convintissimo che le avrebbe prese di santa ragione e il resto del film avrebbe parlato della sua lunga e faticosa convalescenza dopo il ricovero in prognosi riservata, e invece colpo di scena! Il piano funziona, il messaggio era davvero per lui, e il disco girato al contrario non è altro che un portale che lo fa comunicare direttamente con Sammi Curr in persona, diventato una specie di entità demoniaca che da lì in poi lo aiuterà a vendicarsi delle angherie subite.

Best Friend Forever

Best Friends Forever

Morte a 33 giri, il cui titolo originale è Trick or Treat, è un film divertentissimo, c’è poco da fare.
A volte basta indovinare pochi elementi, e qui si parte dalle basi affidando la colonna sonora ai Fastway, supergruppo composto da “Fast” Eddie Clark dei Motorhead, Pete Way degli UFO e Jerry Shirley degli Humble Pie insieme al cantante Dave King, allora esordiente. Il genere prescelto era un drittissimo hair metal, “LA” musica di quegli anni, e il timbro vocale di Dave King, a metà tra Ratt e AC/DC, non poteva essere più efficace. È uno di quei casi, come Flash Gordon, in cui la colonna sonora da sola vale quasi mezzo film.
Poi si azzecca il protagonista: Marc Price, 18 anni veri, è un metallaro emarginato medio convincente nella sua sfiga, nella sua rabbia repressa e nel suo essere l’unico della scuola con quei gusti (a parte l’amico Roger, interpretato da Glen Morgan, che però si veste da secchione).
Si azzeccano le comparse: oltre a Gene Simmons c’è Ozzy Osbourne nei panni di un prete che se la prende con i testi “pericolosi” della musica metal.
Ma soprattutto si azzecca il mostro.
Sammi Curr è, nelle intenzioni, un incrocio fra Alice Cooper, Ozzy Osbourne e i W.A.S.P.: la sua passione per la stregoneria è pubblicamente nota, e vengono mostrati spezzoni live in cui sgozza un serpente e ci si annaffia col sangue (cosa che onestamente anche nel 1986 gli avrebbe procurato problemi con la Protezione Animali).
Il colpo di genio è farlo interpretare a Tony Fields, ballerino professionista fresco reduce da A Chorus Line, che gli dona movenze incredibili che lo rendono immediatamente plausibile come rockstar carismatica. Non appena Eddie lo sfigato si fa prendere dagli scrupoli e rinuncia alla vendetta, Sammi Curr decide di materializzarsi di persona e divorarsi il resto del film. La sceneggiatura privilegia l’impatto visivo a qualsiasi altra cosa e gli regala una mitologia confusa e una serie di poteri e punti deboli scarsamente spiegati/sensati, dichiaratamente ispirati da Freddie Krueger ma curiosamente molto più simili allo Horace Pinker di tre anni dopo (manipolazione dell’elettricità, interazione con la tv), ma importa poco perché è tutto divertentissimo e pieno di maccosa memorabili.
Quando Sammi si materializza sul palco della festa della scuola, il volenteroso regista Charles Martin Smith (noto come attore per il ruolo di Terry lo sfigato – coincidenza? – in American Graffiti) non sbaglia un’inquadratura una: l’esplosione di fumo, la chitarra che vola, il braccio di Sammi che la afferra, il primissimo piano su occhi e volto sfregiato, il gesto solenne che fa puntare i fari su di sè nel silenzio attonito della sala, l’inquadratura alla Sergio Leone con il nostro che batte nervosamente il tempo sui fianchi, la band che lo segue, il riffaccio dei Fastway e via di rock’n’roll. Tony Fields inizia a muoversi per il palco come una specie di incrocio malvagio fra Mick Jagger e David Lee Roth, facendo ruote e triple piroette volanti, e di colpo vorresti essere a quel cazzo di concerto, o vorresti perlomeno che Sammi Curr fosse esistito davvero e si trovasse qualche bootleg su Youtube. Quando il nostro decide di chiudere il pezzo iniziando a fulminare i presenti tramite scariche elettriche dalla chitarra è l’apoteosi.

Scommetto che Adele non lo sa fare

Scommetto che Adele non lo sa fare

Ma torniamo al titolo dell’articolo.
Ok, ve lo svelo: il piccolo Nannibal Pericolo Cobretti nasce metallaro prima di horrorofilo.
Anzi, guardavo i film horror con un certo sospetto… diciamo con la paura di chi non aveva la minima idea di quanto (o se) facessero davvero paura.
A cambiare tutto fu il trailer di Morte a 33 giri, visto per caso in un cinema all’aperto nell’estate dei miei nove anni. Fu il rock’n’roll a conquistarmi, e a convincermi a guardare il primo horror della mia vita.
Il resto, come si suol dire, è storia.
Morte a 33 giri non è un capolavoro, ma anche fatta la tara all’affetto rimane un film che tra un sonoro maccosa e l’altro rappresenta il meglio degli anni ’80 – creatività, cuore e rock’n’roll – e che, ormai l’ho sperimentato più di una volta, salva serate come ridere.
A voi il minuto e 45 secondi che iniziò tutto:

DVD-quote:

“Il concerto più bello che non ho mai visto dal vivo”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

“Orrore (in tutti i sensi) e heavy metal: what could possibly go wrong?”
Aurelio Pasini, vincitore del concorso

Il kit di Casa Cobretti per evocare il demonio

Il kit di Casa Cobretti per evocare il demonio

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35 Commenti

  1. Past

    Scusate l’ot ma nemmeno così tanto alla fine…

    http://www.rockol.it/news-650026/scott-weiland-morto-nel-tour-bus

    Rip

    STP tutto il giorno per me.:(

  2. Charles Sbronzo

    Ooooh grande Capo! Mio padre, applicando il metodo Ludovico, me lo fece vedere a 7 anni. Lui era contento di indicarmi tutte le sue Rockstar preferite, io non vedevo l’ora (ascoltando Alice, Ozzy e i Kiss in continuazione) di sviluppare le abilità di Sammi Curr, provocare l’apocalisse e bruciare tutta la popolazione non metallara che reputavo inferiore.
    Lacrime.

  3. Djenco Unchained

    Ricordo come in videoteca da bimbo l’occhio mi cadesse spesso su questo film, ma non ho mai avuto il coraggio (prima) e l’occasione (dopo) di guardarlo, la recensione mi ha fatto definitivamente decidere di recuperarlo. (OT: R.I.P. Scott)

  4. maxnataeleale

    chi sarà stato quel genio del casting che ha avuto l’idea di far fare un prete a OZZY?io molti anni fa lo guardai proprio per questo motivo ma ora ne ho un ricordo molto appannato:recupero immediatamente!ho visto da poco Deathgasm e ho già voglia di rivederlo..

  5. Qlone

    Quandirricordi!
    Due cose: ho un amico che ci ha messo anni in epoca pre-internet a trovare il disco della colonna sonora di questo film, alla fine l’ha trovata in un negozio in via di chiusura dalle parti di Lignano Sabbiadoro. Vedi tu.

    Ci sono solo due film che se li vedevi da regazzino in quegli anni ti segnavano a vita rendendoti un metallaro horrorofilo: questo e Brivido.

  6. Mi ci ritrovo poco con il versante metallaro dei 400 Calci (e onestamente trovo non ci sia niente di meno rock’n’roll dei numeri da circo di un ballerino vestito come un trans), ma ho un bel ricordo di questo film. Devo dire che per essendo un ragazzino facilmente impressionabile già all’epoca lo trovai poco spaventoso e molto più riusciuto su un piano puramente fantastico. L’ultima mezz’ora me la ricordo come una specie di Ritorno al futuro gotico.

    Il protagonista sfigato per anni ho pensato fosse interpetato dal David Boreanaz di Angel e Bones giovane.

  7. Marlon Brandon

    Ecco questo film non l’ho mai beccato per un motivo o per l’altro anche se io nasco prima horrorofilo che metallaro e questo potrebbe dare una spiegazione. Pero’ dopo cotanta recensione mi e’venuta una voglia pazzesca di rimediare non fosse altro che per la colonna sonora…

  8. Poisoned Ivy

    Oddiooooo me lo ricordo benissimo. Beccato in pieni anni 90 su Italia 1 come molti ne ho un ricordo bellissimo, e in effetti sapevo che Deathgasm qualcosa mi ricordava.

  9. Vin Diesel30€grazie

    Ricordo la copertina del vhs nel negozio di videocassete, nella zona degli horro vietati ai minori, piu’ nascosta dei ponazzi.

    Mai visto, la rece mi ha conquistato. Sono sicuro sia apprezzato anche dai nanowar.

  10. Q

    Ti odio Cobretti!
    Mi hai fatto piangere, e un metallaro non piange, mai.

    \m/

  11. Zen My Ass

    Visto una volta sola da regazzino e mai piu’ da allora, ma lo ho sempre ricordato con affetto. Mi fece un effetto enorme quando mio padre mi disse che il prete anti-metal era in realta’ Ozzy Osborne, che allora ancora non conoscevo… mi si apri’ letteralmente un mondo nuovo…

  12. Capitan Impallo

    CHE CAZZO DI FILMONE! L’istantanea perfetta di un’epoca

  13. Blackporkismo

    Charles Martin Smith era anche l’occhioluto che si prende pistolettate in piena fazza nelgi Intoccabili,Gene Simmons me lo ricordo anche in Runaway dove usava ragnacci robotici,un bullo,(il marito zerbino di Linette di Casalinghe disperate)mi sembra ,mentre toccava la sua tipa in macchina a questa si squaliano le cuffie del walkman assieme alle orecchie.
    Anche in Unico indizio luna piena veniva usato un ballerino per il licantropo.
    Auguri Nanni Cobretti

  14. Bobby Perù

    Classicone, come quasi tutta la roba che passava zio tibia. Non avrei mai pensato che dietro la colonna sonorta c’era sto personaggione alla chitarra! L’unica cosa, che ci fa un metallaro con la maglietta dell’alternative tentacles?

  15. Blackporkismo

    Charles Martin Smith era anche l’occhioluto che si prende pistolettate in piena fazza negli Intoccabili,Gene Simmons me lo ricordo anche in Runaway dove usava ragnacci robotici,un bullo,(il marito zerbino di Linette di Casalinghe disperate)mi sembra ,mentre toccava la sua tipa in macchina a questa si squaliano le cuffie del walkman assieme alle orecchie.
    Anche in Unico indizio luna piena veniva usato un ballerino per il licantropo.
    Auguri Nanni Cobretti

    • Zen My Ass

      Charles Martin Smith compare anche in American Graffiti, ossia il vero capolavoro di George Lucas, quando ancora era un regista con ambizioni…

  16. Andrea

    Scusate, una curiosità: che vuol dire “maccosa”?

  17. METALLO

  18. Axel Folle

    Mai visto ma mi hai fatto venire una gran voglia di recuperarlo

  19. pasqualobianco

    Io però non ci metterei la pinna sul fuoco che Morte a 33 giri rappresenta il meglio degli anni ’80?
    (Sorry Chef)

  20. mki

    merda io lo confondo con brainscan!

    http://www.imdb.com/title/tt0109327/

  21. DarkKnight

    Il film che meglio sintetizza lo scontro tra la popolarità dell’hard rock in quegli anni presso i giovani e il perdurare di vecchi pregiudizi (metal=droga/satanismo) negli adulti.

  22. Zavits

    Visto una sola volta su Italia 1 si anta anni fa ma si è impresso a fuoco nella testa e nel cuore (oddìo, proprio impresso impresso no, lo dovrei rivedere ma alcune scene come il succitato concerto non le ho dimenticate)! Non è stato il mio primo horror ma quello che ha gettato un primo germe di amore verso il METALLO! sicuramente (grazia anche ad mio caro amico romano che mi forniva il meglio su musicassetta). Oggi lo vedrei con altri occhi…gli occhi del cuore (parte la sigla degli Elio…)!

  23. Phil

    Bravo!
    Un punto per i queen..concordo.
    Il bullismo in Italia è sviluppato nel sud per via di condizioni economiche basse e in seguito aumentato in maniera autoreferenziale per seguire una tradizione.
    Tipo nonnismo..
    Bella recensione.
    Un saluto

  24. Daniele

    Lo vidi su Italia 1 e lo registrati in VHS. Da allora me lo sparavo almeno un paio di volte al mese. La scena del serpente sgozzato sul palco mi ha tormentato x anni

  25. John Blacksad

    Stand Up dei Fastway spacca!

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