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The Boy secondo George: un horror che assomiglia a The Visit ma non è male

Non farò nemmeno finta di ignorare l’ironia che oggi porta me, George, a recensire un film che si chiama The Boy. Perciò togliamoci subito dai piedi la pratica della SIGLA!

Di recente non ho visto molti horror. Un po’ mea culpa, un po’ sono stato risucchiato dal vortice del lavoro e, nel tempo libero, da quello delle serie TV. Ma un paio di cose le ho viste, tipo The Visit di M. Night Sciamenna, di cui Nanni Cobretti e Jackie Lang ci hanno già parlato. Incredibilmente (per puro culo), The Visit cade proprio a fagiolo perché The Boy gli assomiglia molto. Cioè, esteticamente sono due film molto diversi, sia chiaro, perché The Boy non è un found footage, tanto per cominciare, e quindi si riallaccia maggiormente alla tradizione, con un occhio al neo-classicismo di James Wan. Però entrambi fanno delle cose molto simili, giocano con i sottogeneri dell’horror alla stessa maniera e hanno dei colpi di scena che sovvertono le aspettative basate proprio sui canoni di detti sottogeneri. In parole povere e senza spoilerare: tu pensi di stare vedendo un certo tipo di horror e invece è un altro. Di più non dirò, ma siccome è impossibile spiegare bene questo concetto restando sul vago, in fondo alla recensione metterò una bella LINEA DELLO SPOILER, e da lì in poi leggete solo se avete già visto il film o non ve ne frega un cazzo di rovinarvi la sorpresa.

"Ciao!"

“Ciao!”

Come dicevo, The Boy è estremamente classico nella messa in scena: c’è un vecchio maniero inglese dall’aria tetra, una coppia di genitori anziani che hanno perso il figlio piccolo e lo hanno sostituito con una bambola di ceramica un bel po’ creepy, che trattano come un bambino vero. Lauren Cohan di The Walking Dead è una bambinaia ammeregana chiamata a badare al “pargolo” finché i genitori saranno in vacanza. Quello che non sa, e che noi abbiamo già capito perché altrimenti non c’è il film, è che Brahms (yep) in realtà c’è ancora, una presenza spaventosa che aleggia sulla casa.

Perciò: casa stregata, check, campagna inglese, check, una final girl dal passato traumatico, check, una bambola posseduta, check, scena ambientata in bagno con la tipa che si fa la doccia e intorno succedono cose brutte, check. Ok, c’è tutto. E l’originalità? Beh, quella sembra assente, almeno per una mezz’ora. Poi succede una cosa: Lauren scopre la verità su Brahms e la prende in una maniera inaspettata. Nel suo passato c’è una brutta storia che la fa connettere a questo povero bimbo bruciato vivo tanti anni prima. E scatta un rapporto tra l’inquietante e il tenero che fa fare a The Boy il primo scarto. Il secondo scarto arriva all’inizio del terzo atto, ma di quello parlerò oltre la LINEA DELLO SPOILER.

Lauren Cohan TWB.

Lauren Cohan TWB.

Può un colpo di scena salvare un film? Non sempre, ma in questo caso più o meno sì. Da un punto di vista puramente estetico The Boy ha ben poco da dire: la regia di William Brent Bell si adagia tranquillamente sui cliché. È però la scrittura (di Stacey Menear, un’esordiente) a essere un passo avanti a tutto, si vede che c’è un punto di vista femminile nel delineare una final girl un pelino meno derivativa del solito, e quando scatta il colpo di scena tutti i pezzi vanno al loro posto e tutto acquista senso (persino, in parte, la banalità della messa in scena).

 

E ora, rullo di tamburi: ECCO LA LINEA DELLO SPOILER.

 

Come in The Visit, anche in The Boy c’è un twist che svela la reale natura della minaccia. Se fino a quel punto entrambi i film parevano horror sovrannaturali, storie di possessioni demoniache e/o case stregate, dopo il colpo di scena ci si ritrova dentro un film ben diverso, in cui il pericolo non arriva dall’oltretomba ma si rivela molto più concreto, umano. In quel caso c’erano i matti, qua si scopre invece che Brahms mica era morto, ma era rimasto sfigurato nell’incendio e da allora ha vissuto in una stanza segreta. La ragione per cui nemmeno questo bel twist salva del tutto il film è che Bell non lo sfrutta benissimo, passando dai cliché delle case stregate a quelli dello slasher, con un cattivo che sta a metà strada tra Michael Myers e Jason. E la risoluzione è abbastanza moscia, un anticlimax che smorza un bel po’ la botta del colpo di scena.

FINE DEGLI SPOILER.

"Vuoi giocare con me?"

“Vuoi giocare con me?”

E insomma, facendo due conti The Boy è risultato decisamente meglio di quanto mi aspettassi. Magari un’occhiata coi poppiconni gliela potete dare.

DVD-quote:

“Non ascolterete più Brahms con gli stessi occhi!”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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26 Commenti

  1. Cochi Balboa

    Se la didascalia “Lauren Cohan: TWB” significa The Walking Bang mi inchino….. Che poi Lauren mia… che bella sei

  2. AndreaGnarluz

    Film attesissimo da me e da un mio amico (mi sono fermato alla linea dello SPOILER!), che siamo usciti ridendo come matti da quel filmone comico mancato di Annabelle (se Leslie Nielsen non ci avesse già lasciato, avrebbe fatto carte false per farne una farsa con lui a fare il prete esorcista!). Ma quando dovrebbe uscire in Italia? Qualcuno lo sa?

  3. Il 12 maggio.

  4. supertramp

    Ma oggi in un film Horror, fare qualcosa di nuovo dall’inizio è impossibile?
    Adesso stanno facendo questi film dove mischiano i cliché dei sottogeneri per trovare il colpo di scena risolutore che salverà il film. The Cabin in the Woods ha fatto scuola, adesso provano tutti a fare la propria versione, nulla di nuovo ma fanno a gara a chi lo fa meglio.

  5. Norton Antichrist

    B-Horror onestissimo che dalla sua ha una fotografia retrò che in tempi di piattume patinato scalda il cuore. Un piccolo film che sicuramente rivedrò volentieri (e infatti lo lascio nell’ipad)

  6. Ma il piccolo Brahms si chiama così per un motivo preciso? Per la ninna nanna?

    • AnnaMagnanima

      la ninna nanna nel film c’è ma non è chiaro se si chiama così perchè i suoi genitori erano fan accaniti.

  7. Ryan Gossip

    Non so se andrò in sala ma dico solo che Lauren Cohan superpatata e che a sentir parlare di Brahms penso a questo
    http://www.imdb.com/title/tt0054936/

  8. Schiaffi

    Ma per favore siamo seri, non male cosa che è un dtv orrendo

  9. Bud Spacey

    Perché insistono a chiamarlo Boy George? Pupa George sarebbe molto più adatto

  10. AnnaMagnanima

    comunque the visit è più bello. il twist ha più senso ed ha un impatto maggiore sugli spettatori. qui se ne poteva fare a meno e infatti anche senza il cambio di prospettiva il film andava avanti lo stesso. in the visit il twist era necessario e gelava il sangue.

    • Norton Antichrist

      Per me invece è stato quello di The Boy il più sorprendente, proprio perchè inaspettato. Fino a quel momento sembrava scivolare verso una resa dei conti abbastanza banalotta, il solito pupazzo satanico che si incazza. Infatti lì per lì ho scambiato i rumori dietro le pareti per l'”anima” liberata dai cocci pronta a vendicarsi. In The visit invece il twist te lo aspetti, fosse anche solo per la storia del regista. Una volta che durante la visione tiri fuori ipotesi relative ad alieni e diavoli il fatto che siano due matti ovviamente ti colpisce ma trova comunque la difesa schierata.

    • AnnaMagnanima

      contiene molti spoiler
      >
      >
      anche io quando il pupazzo si rompe ho interpretato i rumori come te. però, poi svelato l’arcano e trasferitisi tutti i pezzi da horror con sovrannaturale a horror con serial killer anche quella soluzione lì mi è sembrata trita e ritrita come i pupazzi assassini. invece, i vecchi di the visit mi hanno bloccata perchè quella lì potrebbe davvero essere una situazione reale.
      …o forse ho visto ancora troppo pochi film di gente pazza per ritenere anche i film di matti inflazionati.

  11. Marlon Brandon

    Diciamo che mi tocca difenderlo perchè c’è la bambolina. Io per ste bamboline proprio c’ho un amore innato, che vi devo dire, mi fanno simpatia, tenerezza. Vorrei andare a fare un corso di ventriloquismo solo per poter avere la scusa di andare in giro con una bambolina come the boy.
    Il film insomma, paura poca, passa da bambola posseduta a slasher in un secondo e per carità ci sta, però sì il finale è tirato via mica male. Non so chi abbia tirato fuori il paragone per primo, ma The Visit è superiore, senza esitazione.
    #teampupazzidaventriloquo #teambambolinesataniche

  12. La salvezza di questo film e molti altri come lui nel genere horror è che quando lo cominci a guardare (e molte volte ancora prima che cominci) ti aspetti “nacacata” già vista poi invece scopri che non è così male e a quel punto diventa film “da consigliare” agli amici. Per me è stato così. Diciamo che vuoi vedere come va a finire comunque.

  13. Luc Bresson

    Un fondo di barile da multisala, i tre twist sono uno più sfigato dell’altro e Lauren Cohan c’ha le caviglie grosse.
    La parte della donna che perde il lume della ragione le riesce benissimo, in compenso.

    A ‘sto punto mejo quella ciofega di “Wer”, lì almeno i lupi mannari spaccavano tutto

  14. Jackie

    Diamine stavolta i 400calci mi ha fregato: sembrava un film sfizioso, ma onestamente mi pare un po’ un pacco. Stereotipi a manetta, un paio di bubusettete, trama che va alla velocità del fulmine e alla fine [SPOILER] viene fuori che avendo visto Homebound (che è pure più originale) potevo risparmiarmi questo film. Però mi è piaciuta la walking bedda, che ormai sarà abituata ai ruoli a base di tensione+follia+fragilità+bubusettete+reazioneviolenta.: )

  15. vespertime

    Mah, film da domenica pomeriggio, vero, si fa guardare ma davvero nulla di più. Il twist finale urla WES CRAVEN fortissimo e mi ha fatto pensare a quell’altro film con molta malinconia.

  16. Toni Già

    Meeeeeeeeeeeehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
    Appena visto appunto di domenica pomeriggio, finale ridicolo.

    SPOILER

    Pensavo di aver capito il twist e mi stavo anche gasando perchè ero convinto di averci preso: cioè avrei giurato che il bambino era il ragazzo delle consegne e fino a quando la bambola non si muove (se non quando è da sola e quindi potrebbe essere stato il tipo) ci stava. Poi quando si muove e loro sono insieme pensavo a un complice però perdeva di senso.
    Alla bambola posseduta non ho mai creduto e invece che arrivava l’ex della ragazza e faceva una brutta fine ci avrei scommesso e avrei vinto.
    Secondo me comunque era più bella l’idea del ragazzo delle consegne, che si rivelava quando l’ex spacca la bambola.

    • Jonas La Rochelle

      Siamo in due! dalla scena davanti alla lapide di Brahms, davo per scontato che fosse lui. A conti fatti onesto, nulla di memorabile ma si fa guardare

  17. cohen

    A volte anche le recensioni impeccabili dei 400calci prendono abbagli. E questo film è uno di quegli abbagli. Ma continuerò a leggervi e seguirvi con la solita attenzione, nonostante il passo falso.

  18. Alfredo Bigcock

    Un 6,5 onestissimo, quella gran fregnaccia vale il prezzo del biglietto che non ho pagato
    .Spoiler:

    Non ho ben capito da dove nascesse tutte quella forza e magari se la potevano giocare meglio la parte “slasher”, per il resto carino. Era ovvio che volessero far credere che il fattorino fosse il bambino già dalla paraculata “avrebbe la tua età adesso”.
    Per la serie WTF ma i genitori che pensano di non tornare a galla (o affondare non ho ben capito) dopo morti con un sasso in tasca?

  19. Cristoforo Nolano

    Ma… ma… che palle sto film. Seriamente, un body count che si ferma a 1 (i suicidi non li conto) e un’assenza totale di momenti da spavento.

  20. Non capisco perché la gente abbia cosi grandi aspettative per un film, al giorno d’oggi si è già fatto di tutto nell’ambito artistico ; e non capisco neanche questa grande voglia di voler vedere sempre un qualcosa di nuovo , fresco e mai visto prima se per l appunto si ha la consapevolezza che si è già fatto e visto tutto, per me sinceramente non si dovrebbe apprezzare o valorizzare un opera d’arte per la sua innovazione ma semplicemente per la sua bellezza perché e questa la vera essenza dell arte.Questo film all’inizio mi aveva affascinato solamente per ( come li ha definiti l’ autore della recensione) i suoi “cliché ” : un affascinante maniero perso nel Regno Unito dove il tempo sembra essersi fermato ,dimora di una anziana coppia che accudisce una bambola di porcellana posseduta dal figlio morto in un incendio .Poi il regista ha deciso di stravolgere la trama per accontentare un pubblico sempre più schizzinoso e sempre più accecato dal ” nuovo ” da non riuscire a guardare oltre.

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