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John Cane dal Marte del discount: Arrowhead

La BARBA.

La BARBA.

In Arrowhead c’è un computer di bordo/intelligenza artificiale uguale a HAL-9000 che parla con accento australiano.

Arrowhead è un film sghembo e con grossi problemi d’identità.

«Che cosa voglio essere?» si chiede dopo dieci minuti in cui è convinto di voler essere Mad Max poi però finisce nello spazio. «Un film di fantascienza. Sì, ma che cosa voglio essere davvero; io personalmente non ne ho idea, forse Pitch Black? forse John Carter? Wall•E? La Cosa? l’ennesimo sci-fi monoprotagonista? la risposta australiana a The Martian? Forse addirittura un film recitato da cani?

Jesse O’Brien, autore e regista dietro questo simpaticissimo pastrocchio, ce la mette tutta per confondere le acque, rifiutandosi categoricamente di dedicarsi a quella barbara e primitiva arte nota come “esposizione”. O’Brien è talmente allergico agli spiegoni che dopo circa un’ora di film ancora non avrei saputo dire che cosa stesse succedendo o dove il baraccone stesse andando a parare. Voglio dire che succede questo:

Questo.

Questo.

e nessuno si degna di spiegare di cosa si nutra nel frattempo il protagonista isolato su questa LUNA SENZA FORME DI VITA.

È tutto un pasticcio, ma funziona. Funziona? In realtà non lo so. Mi sono divertito. A tratti. Lui diventa un insetto. A volte mi veniva voglia di prendere a pugni Jesse O’Brien. I primi quindici minuti rimangono una delle sequenze peggio girate e più confuse su tutti i livelli che abbia mai avuto la sfortuna di vedere. Poi vanno nello spazio. Sigla!

Allora, di che cosa parla Arrowhead. Che cos’è, prima di tutto, una Arrowhead! È un’astronave a forma di punta di freccia. Questo lo scopriamo un bel po’ a sorpresa alla fine del suddetto prologo, che si svolge in una prigione nel deserto australiano piena di soldati e cosplayer di Mad Max.

Lui è il nostro protagonista, Kye.

Lui è il nostro protagonista, Kye.

Il cosplayer di Mel Gibson con cui si apre il pezzo, però, arriva nella prigione e fa casino, stermina la numerosissima sicurezza locale (sei guardie) e restituisce la libertà al nostro Kye. Ovviamente in cambio di un piccolo favore: recuperare svariati kb di dati molto segreti custoditi sulla succitata Arrowhead. Kye dice così addio al deserto e si ritrova nello spazio, dove qualcosa va male, e l’astronave è costretta a un atterraggio di emergenza sul corpo celeste più vicino, che tutti noi assumevamo essere la Terra visto che finora il film non ci ha fatto vedere viaggi spaziali di alcun genere ma solo un’astronave ferma nel vuoto, ma che si rivela in realtà essere la luna tossica di altro pianeta lì in zona, o forse a milioni di anni luce dalla Terra.

Di lì a dieci minuti va più o meno tutto a ramengo e Arrowhead diventa ottocento film in uno.

Prima Kye fa amicizia con il computer di bordo dello shuttle che era parcheggiato sulla Arrowhead e usando il quale il nostro eroe è riuscito a sopravvivere allo schianto. Poi Kye trova un’altra sopravvissuta, lei:

SPOILER: le tutine spaziali di Arrowhead sono vestitini di lycra superaderenti.

SPOILER: le tutine spaziali di Arrowhead sono vestitini di lycra superaderenti.

E quando a quel punto il film ha finalmente preso la sua direzione, un viaggio verso la libertà (riusciranno i nostri eroi a far volare la navicella prima che finisca l’ossigeno) tra un’inquadratura panoramica a effetto e un’altra,

Screen Shot 2016-12-04 at 22.09.38

L’Australia e Photoshop sono due posti bellissimi.

succede ancora un’altra cosa che fa deragliare tutto (è più o meno a quest’altezza che arrivano sia Carpenter sia Cronenberg tra l’altro).

E io potrei andare avanti così, a raccontarvi tutto il film, svolta di trama a cazzo dopo svolta di trama a cazzo, ma la realtà è che se riuscite a passare sopra il non piccolo problema che tutti gli attori che hanno calcato questo set sono dei cani maledetti e senza possibilità di redenzione, Arrowhead si merita una visione anche solo per godere dello spettacolo di un tizio che si è messo a scrivere un film con di fianco un bong gigante e io sono sicuro che ogni cinque minuti si dava una gran botta sulla testa urlando «ecco cos’altro ci devo mettere caaaaaaazzo». Poi siccome era fatto si è dimenticato pure di scriverle nell’ordine giusto, motivo per cui Arrowhead procede a MACCOSA che vengono sempre spiegati una decina di scene dopo il momento necessario, quando ormai è troppo tardi perché a qualcuno freghi più qualcosa.

Lo schema è MACCOSA => Mah => Massì => … ma dai?, quest’ultimo pronunciato con il tono educatamente distaccato di quello che ormai viveva bene anche senza quest’informazione.

Solo che Arrowhead è pure preso molto più sul serio di così, perché comunque il simpatico O’Brien ha questo limite che non riesce del tutto a lasciarsi andare all’assurdità di quello che ha scritto, e ogni tanto sente la necessità di frenare la giostra e mostrarci un po’ di dolore perché comunque il suo è anche un film sulla carne e sulla sofferenza e sulla simbiosi e su quel gibbone di Dan Mor che fa le facce intense pur non essendone capace, e onestamente io O’Brien lo preferisco quando non prova a strizzare intensità dalle rape a cui ha pagato il cachet ma quando le trasforma in insetti giganti. E lo so che è la seconda volta che lo scrivo ma no, non ve la spiego perché questa assurdità ve la dovete godere tutta.

Nella foto: uno screenshot di Limbo.

Nella foto: uno screenshot di Limbo, e il simbolo di Batman.

Nel corso di una visione più spesso incredula che ammirata, ma comunque sempre incuriosita, ci sono stati un paio di momenti nei quali mi sono venuti in mente prima Il pianeta proibito, poi un cartone che non vi dirò qual è se no vi spoilero una delle due o tre sorprese genuinamente sorprendenti di tutto il film ma vi dirò che è francese, e in quei momenti in particolare ho creduto fortissimo in Jesse O’Brien. Deve togliersi la testa dal culo e cominciare a scrivere film che non si rifiutino ostinatamente di comunicare con lo spettatore, deve fare un bel sorriso ogni tanto e deve trovarsi gente capace con cui lavorare, ma lo spirito, l’amore per la fantascienza come piace a noi, è quello giusto.

Non so se basta a promuovere del tutto Arrowhead. Però oh, comunque quello diventa un insetto.

Screen Shot 2016-12-04 at 22.22.08

DVD-quote:

“Un simpatico casino”
Stanlio Kubrick, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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15 Commenti

  1. AnnaMagnanima

    «ecco cos’altro ci devo mettere caaaaaaazzo» allora è il film del mio amico!

  2. Marlon Brandon

    Solo un commento, ma potrei sbagliarmi o forse sto attraversando un periodo di indecisione personale per cui vedo tutto a tinte indefinite. Ultimamente fate recensioni per cui alla fine mi chiedo, ma me lo sta vendendo oppure lo ha bocciato? Cazzarola e’ gia’ almeno il quarto film che vedete e che si’ insomma bellino ma poco impegnato oppure grandi temi ma si perde oppure non si capisce una fava ma troppo fuori! Risultato: in un mercato in cui I dvd tarocchi costano sempre di piu’ e non ho voglia di smanettare online alla ricerca dei siti warez, mi rendete la vita difficile. Comunque vi voglio bene lo stesso…

    • Vedi, non credo che esistano così tanti film promossi o bocciati su tutta la linea – sono un ottimista convinto che nella maggior parte dei casi ci sia sempre un pubblico per qualcosa, e quando così non è lo dico molto esplicitamente. Arrowhead non è un film da buttare, ha delle idee e tanta passione, ma ha anche una certa carenza di mezzi e di talento recitativo: ora decidi tu se per te contano di più le prime due cose o le seconde due, e in base a quello decidi se vale la pena sparartelo o meno.

  3. supertramp

    Grazie a imdb vengo alla conoscenza di Arrowhead: Signal un cortometraggio del 2012, sicuramente più di quattro anni spesi a racimolare i soldi più che a chiarirsi le idee sulla sceneggiatura. Il trailer sembra spiegare il perchè della trasformazione in insetto, comunque la trasformazione non l’avrei mai messa nel trailer, ma visto che il film è pieno di “tutti i film del mondo” ci può anche stare.

  4. BohBeh

    haha “uno screenshot di Limbo”, io l’ho capita.

  5. Benicio del Totoro

    Non so se il cartone al quale hai pensato sia Daitarn III, ma l’astronave dell’ultimo screenshot a me ricorda tanto la Mach Patrol di Banjo.

  6. Ctrlcv

    Tra un bong e l’altro Il regista si è scusato in un thread su imdb dicendo “capisco che nel mio film non tutto possa essere chiaro, mi dispiace ma vi assicuro che tutto ha una risposta” e parte con uno spiegone.

  7. Simboy

    Il cartone francese è “Il pianeta selvaggio”?

  8. BohBeh

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