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Il Film Costruito sul Cimitero Indiano

16/07/2009 | recensioni | di Casanova Wong Kar-Wai

A raccontarlo sembra un episodio di Ai Confini della Realtà: uno di quei loop temporali degni del miglior Rod Serling. È il 2000, e il giovane Takeshi Shimizu dirige per la televisione giapponese il film Ju – On. Tale è il successo che, sempre lo stesso anno, gli viene affidato il seguito: Ju – On 2. Evidentemente la formula funziona e, visto che ancora una volta il pubblico televisivo gradisce, si decide di trasportare il tutto su grande schermo. Nel 2002 il nostro (ri)dirige Ju – On. E siamo a tre. Non ci crederete mai, ma il film ancora una volta va benissimo… Per cui l’anno successivo, versione cinematografica di Ju – On 2. E siamo a quattro. A questo punto in tutto il mondo si è diffuso il morbo dei J- Horror: bambine sataniche coi capelli lunghi e neri e bagnati e davanti agli occhi, rompono i coglioni in una ridda di pellicole che il più delle volte lasciano il tempo che trovano.

"mi viene vogli di piangere..."

"mi viene vogli di piangere..."

A questo punto nella vita del povero Takeshi Shimizu arriva il Signor Hollywood (sotto forma di Sam Raimi, tra l’altro…). “Salve signor Takeshi Shimizu, io voglio fare un mucchio di soldi sfruttando un filone che ormai mostra ampiamente la corda, ma sa com’è… il mondo è pieno di babbei e noi adesso per anni rifaremo tutta una serie di film uguali uguali con una bambina coi capelli lunghi e neri e bagnati davanti agli occhi. Siccome però vogliamo cominciare a darci un tono, ogni tanto affidiamo dei remake dei vostri filmetti a qualche regista macchina da soldi specializzato in pirati, ogni tanto ve li facciamo rifare a voi. Come garanzia di qualità! Capisce? Però a casa nostra: con un botto di soldi in più e con degli attori famosi, e non della gente tutta uguale, eh, signor Takeshi Shimizu? Ha capito? Come la chiamano gli amici? Takeshi? Shimizu? Gianni? Vabbeh, Gianni, facciamo così: è il 2004, le offro una cariola piena di gettoni d’oro, una macrocefala e uno che è quasi una garanzia di film orribile (se escludiamo questo e questo…) e lei mi rigira, ancora una volta, ma qui a casa nostra, Ju – On. Ok? E lo chiamiamo The Grudge. Ok?”. Affare fatto. E siamo a cinque. E non ci crederete mai, ma mai e poi mai, ma il film con la macrocefala va bene e, due anni dopo… esce The Grudge 2. Sempre con la macrocefala in compagnia di Edison Chen (che spero se la sia tuonata. Grande Edison!) E sono sei… Sei volte lo stesso film… Io ogni tanto ci penso e mi viene da piangere per Takeshi Shimizu. Vi rendete conto? Vabbeh, ma si sa che il Sig. Hollywood non ha cuore e sfrutta sfrutta sfrutta. Ma c’è un limite a tutto. E io voglio sperare che alla richiesta “Gianni, come stai? Sei via questo weekend? No perché ci sarebbe da fare anche il 3!”. il nostro abbia avuto il cuore di dire: “Piuttosto adotto la macrocefala, cazzo!”. E quindi siamo rimasti senza regista per The Grudge 3. .. Come si fa? Arriva il signor Hollywood. “Ce l’ho! Ho la soluzione… Ghe pensi mi! Qui ci vuole… il giovane intraprendente un po’ fuori dagli schemi che fatto un buon film lontano dal business! Ah, se non ci fossi io…” E spunta il nome di Toby Wilkins. Who the hell is Toby Wilkins?

Sono su queste scale da sei anniiiiiiiiiiiiii!

Sono su queste scale da sei anniiiiiiiiiiiiii!

Vi devo spiegare veramente tutto… È un ragazzo inglese (Europa! Cultura! Garanzia!) che ha diretto una serie di corti niente male, con cui ha vinto un botto di premi a dei Festival come il Sundance (è possibile partecipare al Sundance e NON vincere un premio?) o l’Austin Film Festival. Addirittura? Addirittura. Pensate che una volta ha lavorato con Brett Ratner. E con James Cameron! Cameron! Soldi! Sì, perché oltre a dirigere e produrre i suoi corti, questo simpatico ragazzo inglese scrive, monta, si interessa di effetti speciali e offre i suoi servigi a gente famosa come Ratner e Cameron. E le cose vanno talmente bene che sulla strada verso il successo, che un po’ di anni fa Toby Wilkins incontra il sig Hollywood (sotto forma di Sam Raimi, tra l’altro…): “Ciao Toby. Senti, c’ho Gianni che sta girando il seguito della versione americana del remake del suo film famoso, quello ispirato ai suoi primi lavori televisivi… Oh, bravo è bravo, eh? Niente da dire. Ma ho paura che il Gianni, che mi è giapponese, mi sia anche criptico. Giapponese + cripitico = male. Ti va di girare una roba per la televisione che funzioni tra ponte tra un Grudge e un altro? Eh? Ti offro dei soldi. Tipo una cariolina di soldi”. E giustamente Toby Wilkins, nel 2006, gira Tales From The Grudge. Questo gli permette di mettere da parte i soldini per girare il suo primo film. E qui arriviamo al film del giorno: Splinter.

splinterhorrormovieposterNon è un biopic sul topo maestro delle Tartarughe Ninja, lo dico subito. È un film d’assedio. Piccolo, con sei attori in tutto. Una di quelle perle nascoste, di cui vi parlano bene i vostri amici appassionati di genere. “Hai visto Splinter? No, non è uscito in Italia… l’ho comprato in dvd a pochissimo. È bellissimo”. Facciamo i seri. È bellissimo? No.
Vale la pena? Sì, un bel po’.
Insomma, me lo consigli? Sì, sì, basta che non ti fai fregare da quelli che dicono che è bellissimissimo.
Storia: una coppia in vacanza incontra una coppia in fuga. Questi ultimi rapiscono i due vacanzieri e, tutti insieme appassionatamente, si chiudono dentro una gas station sparsa nel nulla. “Come mai?”, mi chiederete voi. Perché fuori c’è un parassita che ti entra nel corpo, ti trasforma in una sorta di mostrone assetato di sangue, che ti escono degli aculei e diventi insensibile al dolore e ti muovi come un rock n’ roll robot. E allora, i quattro, in numero calante, devono risolvere questa annosa situazione. Come fare a non perire? E il bravo Toby Wilkins mette insieme un bel compitino di 82 minuti dove tutto funziona. Unità di tempo e di luogo, pochi personaggi, minaccia concreta. L’assedio non si esaurisce nella sua presentazione, ma c’è un continuo rilancio con situazione sempre differenti. I personaggi sono ben sviluppati e, se me lo permettete, addirittura uno sembra seguire una parabola quasi da Napoleone Wilson… Non solo: gli effetti speciali funzionano. La creatura, il mostro, ha quell’aspetto indeterminato, vago, che in un film del genere aiuta, e non poco. E il finale non è niente male. Insomma la fascetta sul dvd è questa:

DVD-quote suggerita

“Film d’assedio niente niente male con un bel mostro! Bello!”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

navecchia

"Mi vestono come una giovine, ma sono 'na vecchia... speriamo che non si veda"

Ma la cosa che a noi giovani interessa di più, è salvare Toby dalla maledizione del film che si ripete all’infinito. Perché hai accettato, Toby? Lo so che il sig. Hollywood (sotto forma di Sam Raimi, tra l’altro…) è convincente, lo so che ti avranno dato una cariolata di soldi incredibile, ma non hai mai sentito la storia di quel regista giapponese che gli han fatto fare lo stesso film sei volte? Non hai paura? Fortunatamente però questa volta non c’è la macrocefala, ma
‘na vecchia che fa la scream queen.

Splinter: >> IMDb | Trailer

Nanosservatorio: Tony Cox

20/04/2009 | nanosservatorio | di Dolores Point Five

tony_coxNome: Tony Cox

E’ il suo vero nome? No, l’anagrafe riporta un pomposissimo “Joe Anthony Cox”. Essendo un nano ha pensato bene di accorciarselo. Bravo, Tony.

Altezza: 1,07 m.

Big break: nascosto dall’appropriato costume, ha recitato ne Il ritorno dello Jedi e nei due film tv da esso derivati. Il salto di qualità però l’ha fatto con il classico della dwarfsploitation Willow. La consacrazione definitiva è arrivata con Io, Me & Irene: lo ricordiamo con amore come l’autista di limousine nano che ruba la moglie a Jim Carrey.

Ha mai fatto l’elfo di Babbo Natale? Certo, in uno dei suoi film più famosi: Bad Santa (in Italia Babbo Bastardo), dove era lo scassinatore socio di Billy Bob Thornton.

Ha mai fatto porno? Non risulta. Però ha lavorato più volte con i cagnacci responsabili di Epic Movie e derivati. Una sbirciata sotto la gonna di Carmen Electra l’avrà data per forza.

Ha fatto l’episodio di CSI coi nani? Purtroppo no. E se ne duole ogni giorno. Ma è comparso in diversi video, tra cui California Love di 2Pac, l’immortale versione tutta negra di Mad Max Oltre La Sfera Del Tuono.

È amico di Verne Troyer? Verosimile, dato che lui è un fervente attivista della causa nana (fa parte dell’associazione Little People of America) e fin dai tempi di Willow si sbatte tantissimo perché i nani aspiranti attori si coalizzino contro le ingiuste barriere di razza, sesso e statura, nonché contro il loro nemico più tenace: la sfiga.

Personaggi interpretati il cui nome si prende gioco della sua statura: poteva andargli peggio: Pee Wee Marquette in Bird, Big Ralph in Rockula, Sweet and Low in un episodio di The Jamie Foxx Show, Big Willie Johnson in Who’s Your Caddy?, 8-Ball nell’imminente The Warrior’s Way

Ulteriori curiosità: la prima a credere in lui è stata la nonna in Alabama; ha sposato la sua fidanzata del liceo, alta normale; prima di provarci col cinema era un provetto tamburino nella drumline dell’università; potrebbe aver preso parte a Blade Runner (facendo cosa?), ma non ci sono prove certe; come Ed Gale, è stato uno degli gnomi Dink Dink in Balle Spaziali; ha avuto particine in altri semi-classici della dwarfsploitation, come la saga dei Ghoulies e quella di Leprechaun; è un mezzo campione di ping pong, pratica arti marziali e ha giocato in una squadra di basket all nana a Los Angeles, gli Hollywood Shorties. Nani a canestro FTW.

Ha un motto personale? Pare di no.

Lo compreresti? Non posso, lo stimo tantissimo.

Nanosservatorio: Ed Gale

03/04/2009 | nanosservatorio | di Nanni Cobretti

ed galeNome: Ed Gale

È il suo vero nome? Sì. No aspetta, forse si chiama Edward. Non confermato.

Altezza: 1,02m

Big break: poteva diventare una star già al suo primo ruolo: è lui il nano che ha rischiato di morire soffocato dal costume di Howard the duck. Per fortuna si ribecca, e con gli interessi: è Chucky in La bambola assassina 1, 2 e 4.

Ha mai fatto l’elfo di Babbo Natale? Sì, in un episodio della sit-com Townies con Molly Ringwald. E in The Polar Express. E ha un sacco di ruoli sospetti in altri film e telefilm ad argomento natalizio.

Ha mai fatto porno? Non risulta. La cosa più vicina è un ruolo nel mitico Chopper Chicks in Zombietown della Troma.

Ha fatto l’episodio di CSI coi nani? No. Ma si rifà con gli interessi. È l’unico nano ad avere un montaggio a lui dedicato in un episodio di Baywatch. Beat that.

È amico di Verne Troyer? Non risulta, a meno che non gliel’abbia presentato Phil Fondacaro sul set di The Polar Express.

Personaggi interpretati il cui nome si prende gioco della sua statura: Bob Littleton in Chopper Chicks in Zombietown. È incredibilmente l’unico, se escludiamo ruoli generici come “nano incappucciato” in Phantasm 2, o “The little man” in Fratello, dove sei?

Ulteriori curiosità: è uno degli gnomi Dink Dink in Balle spaziali. È uno degli “Storico” di Un mitico viaggio (Bill & Ted’s Bogus Journey). E ben prima di Robert Downey Jr in Tropic Thunder, ha fatto il negro in un episodio di Otto sotto un tetto. Ma che sto a elencare a fare? Sul suo sito ufficiale (una pagina di MySpace…) ci sono un sacco di splendidi filmati

Ha un motto personale? ne ha ben due, motivo per cui stavolta ne ho fatto una voce a parte. Forse tutti i nani ce l’hanno. Comunque: i suoi sono “Believe in yourself & that angel on your shoulder and remember, the sun also shines for you …” e “If you believe in yourself and in what you are doing, anything is possible … Follow That Dream”.

Lo compreresti? Scherzi? Io a questo gli offro una birra.