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The Children: e chi ci pensa ai bambini?

the childrenSi fanno troppi pochi horror sui bambini.
Io ad esempio su così due piedi riesco a pensare solo a Il villaggio dei dannati, Il presagio, e al vecchio cult spagnolo Ma come si può uccidere un bambino? (semi-scopiazzato da Stephen King per Grano rosso sangue). E considerando che nei primi due la genesi aliena o diabolica rendeva le cose troppo facili (i pischelli si limitavano a fare facce losche e non si sporcavano le mani), il film di Serrador del ’76 rimane a mio avviso quello che finora ha sfruttato meglio le potenzialità del genere. Non parlatemi di quella cosaccia con Macaulay Culkin e Frodo.
Insomma, The Children è un’inglesata che si propone di aggiungere una tacca su un sottogenere che alla fine dei conti ha ancora strade inesplorate.
Si parla di due famiglie di amici borghesucci che si ritirano con mocciosi al seguito a passare le vacanze di Natale nella loro casetta di campagna. Appena arrivati, uno dei nanerottoli infami si becca un misterioso virus che gli accende lucidi istinti violenti; poco alla volta contagia anche gli altri della caotica marmaglia, e insieme attentano silenziosamente ma inesorabilmente alla vita dei propri genitori.
Ora, vista soprattutto la premessa indovinatissima, il risultato dell’opera di Tom Shankland (tanta tv e il recente W Delta Z) lascia onestamente un po’ di amaro in bocca.
È davvero ottimo nella costruzione di un’atmosfera di normale quotidianità, di personaggi credibili, e nel graduale evolversi della situazione che per tantissimo rimane splendidamente losca ed enigmatica. La mano è raffinata e le prime malefatte tirano la giusta bastonata nei denti che ti aspetti.
Ma sul più bello gli manca il coraggio del guizzo malato che faccia esplodere come si deve tutto il potenziale horror che i presupposti promettevano, confidando invece in un personaggio annacquante come la sorella adolescente, e sorvolando su quella che era la questione più interessante (“ma come si può ammazzare il proprio figlio?”) in favore di una soluzione “action” piuttosto indiana e convenzionale.
Rimane comunque uno sforzo ammirevole, con una prima parte più che sufficiente a traumatizzare i più sensibili e almeno un paio di scene che valgono da sole il prezzo del biglietto.
Avanti così.

non mi frega se è omicida, la compro *_*

non mi frega se è omicida, la compro *_*

>> IMDb | Trailer

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2 Commenti

  1. samuel paidinfuller

    questo è veramente un gioiellino
    ansia, paura, tensione e inquietudine per tutta la durata del film, qualche sprazzo di sangue e violenza e l’old fashioned abilità di usare il genere per parlare anche di altro
    se passate da queste parti recuperatelo
    peccato che il regista sembra scomparso dalla scena

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