Casi umani: Stephen Geoffreys

06/05/2009 | divagazioni | di Nanni Cobretti

stephen geoffreysNome: Stephen Geoffreys

Perché è famoso?
Stimato giovane attore di teatro nei primi anni ‘80, con tanto di nomination ai Tony Awards per il musical The Human Comedy, Stephen entra nel cuore dei fans dell’horror grazie al suo ruolo di Evil Ed, lo schizzatissimo amico del protagonista in Ammazzavampiri. In teoria era la classica spalla comica: in pratica, per via della sua voce stridula e di una risata isterica, non sembrava neanche uno normale, e mi ha sempre fatto più paura lui che il vampiro capo Chris Sarandon. Si rifiuta di partecipare al sequel, ma poi non va oltre piccole parti in A distanza ravvicinata e 976 – Chiamata per il diavolo.

Cos’ha combinato?
Tanti mezzi volti degli anni ‘80 incapaci di capitalizzare sui loro 15 minuti di fama hanno poi trovato accoglienza nel melmoso calderone delle comparsate nei serial TV.
Lui invece era particolarmente hardcore, in tutti i sensi, per cui ha preferito dividersi tra un ritorno al teatro e una decennale carriera nei porno gay con lo pseudonimo di Sam Ritter.
Nelle interviste preferisce parlare della prima cosa.

C’è luce in fondo al tunnel?
Beh, tanto per cominciare ha tutta la mia incondizionata stima. Dopodiché nel 2007 ha rispolverato il suo vero nome ed è riapparso nell’horror indipendente Sick Girl. Apparentemente il suo futuro prevede un gradito ritorno ai film di genere.

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Un commento a “Casi umani: Stephen Geoffreys”

  1. Su IMdB si scatena un mezzo manicomio ogni volta che qualcuno tira fuori la storia dei pornazzi, perché c’è sempre il fan cieco e sordo che dice “non è vero, quello là era SUO FRATELLO”.

    Questo nonostante il fatto che Geoffreys in diverse interviste ha detto “no, no, songhe ie”.

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