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Fighting, o Le avventure di Lion-neck

fightingVai a sapere… Nel nostro primissimo post di tutti i tempi avevamo segnalato Fighting tra i film più attesi della stagione, poi Dolores l’ha visto, mi ha mandato un sms con scritto “è la versione mumblecore di Lionheart” e mi ha sgonfiato a tal punto che me lo sono recuperato solo ieri. Il fatto è che ora che l’ho visto potrei scrivere “è vero” e chiuderla lì. Ma allunghiamo il brodo per dimostrare un minimo di professionalità.
Trama: Collo è un povero buzzurro di New York costretto a vivere di espedienti, finché un giorno durante una rissa per strada viene scoperto da… boh, un esperto di risse? Un rissologo, il quale lo ingaggia prontamente per fare a pizze in faccia per soldi. Apro una parentesi: in questi giorni sto scrivendo un copione che spero un giorno di vendere alla Nu Image, una cruda e drammatica storia di violenza e redenzione intitolata “Pizze in faccia per soldi”. Se qualcuno è interessato a collaborare/finanziare mi contatti pure. Chiusa parentesi.
Dicevamo: alla regia Dito Montiel, che fu il primo a credere in Collo come attore serio e lanciarlo in Guida per riconoscere i tuoi santi. L’idea è quella di prendere il “blues del lottatore clandestino” e farne un dramma suburbano che ricalchi le atmosfere del suo film precedente, il quale trattandosi di una specie di La febbre del sabato sera senza la discomusic fa di Fighting un La febbre del sabato sera con le risse da strada, o un Rocky (molto) sfigato e (molto) meno avvincente. Eletto a protagonista, Collo riprende il suo cavallo di battaglia di tamarro del Queens e, dopo la prova sottotono di G.I. Joe, fornisce di nuovo un’esibizione più che convincente.
E ci sono indubbiamente alcuni tocchi interessanti. Collo ad esempio vince il suo primo combattimento per puro culo, e pur crescendo in tecnica e confidenza non dà mai l’impressione di essere chissà quale talento nascosto, e nemmeno ci viene spacciato per tale, per cui quando si arriva allo scontro finale col semi-professionista incazzato viene genuinamente da puntargli contro. Poi i combattimenti stessi, dove si abbandona la spettacolarità in favore di maggior realismo fatto di noiosi avvinghiamenti e strangolamenti e di gran cazzotti che si infrangono su quella che normalmente sarebbe la mossa più istintiva del mondo ma che in film del genere pare quasi un’invenzione rivoluzionaria: la guardia alzata.
Ma ovviamente ciò in cui Montiel si trova più a suo agio sono i piccoli personaggi e le scene di quotidianità. Mi rendo conto che detto sui 400 Calci può suonare come la più umiliante delle stroncature, ma la scena più riuscita è quella in cui il primo appuntamento tra Collo e il suo interesse romantico viene rovinato dalla nonna italiana di lei. E non è per dire “figuratevi il resto”, ma proprio perché è davvero una bella piccola scena in cui mi sono pure ritrovato.
Per cui alla fine dei conti trattasi del classico ibrido che scontenta un po’ tutti: troppo standard/stereotipato per interessare ai cultori di cinema con gli occhiali e troppo poco spettacolare per interessare agli appassionati di botte. Fa comunque piacere che per la colonna sonora si infili del sano R&B anni ’70 al posto del solito hip hop, se non altro per scoprire che Ain’t No Love In The Heart Of The City non era dei Whitesnake

Collo!!! Il tamarro forte e coraggioso!!!

Collo!!! Il tamarro forte e coraggioso!!!

DVD-quote suggerita:

“La versione mumblecore di Lionheart
Dolores Point Five, i400calci.com

oppure

“La versione rissaiola di La febbre del sabato sera
Nanni Cobretti, i400calci.com

oppure

“Non sapevo fosse ammesso tenere la guardia alzata durante i combattimenti da strada”
Nanni Cobretti, i400calci.com

oppure

“Non sapevo che Ain’t No Love In The Heart Of The City non fosse dei Whitesnake”
Nanni Cobretti, i400calci.com

(ben quattro scelte, se non me ne pescano nemmeno una inizio a prenderla sul personale)

>> IMDb | Trailer

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14 Commenti

  1. wer

    nella versione italiana la nonna era portoricana o, comunque, ispanica

  2. Immaginavo. In originale sentirla parlare in italiano fa ridere :)

  3. andrea navicella

    mi vergogno a dirlo, da regista quale sono ma mi sono quasi divertito di piu’ con Never Back Down, molto meno impegnativo a livello narrativo,ma….tamarro rulez !!! e poi…gnocca a go go. Che altro si puo’ volere dalla vita ?! ok, magari Scot Adskin che combatte contro 4 ragazze ninja…in bikini (le ragazze non Scot) ^^

  4. Ma che vergogna e vergogna, e’ cosi’. Anche se non come avrei voluto, che nemmeno i combattimenti di Never Back Down sono gran che’ a dirla tutta. Pero’ Djimon Honsou a Terrence Howard ci piscia in testa, e c’e’ Amber Heard, e hanno l’onesta’ intellettuale di inserire una spalla insopportabile ma anche di farla pestare a sangue. Quindi si’, in generale e’ piu’ divertente. E comunque mi dissocio dal tuo sogno, le ragazze ninja in bikini non si toccano nemmeno con un fiore.

  5. In generale io qui ho avuto le stesse reazioni del capo. Semi-impreparazione di Collo inclusa.

    (Oh, Collo, si scherza, eh? Tu regni.)

  6. Dario

    Bobby “Blue” Bland! Gran pezzo!

    Basico, ma lo scontro con il KungFuGhettaro mi ha gasato. Strada contro tecnica! :-P

  7. Ma infatti anche quella scena e’ interessante, mostrare un esperto di arti marziali in contesto realistico facendone risaltare la tecnica senza farlo sembrare uno che fa acrobazie a vuoto… e puntualmente finisce con Collo che lo strangola a terra a morte

  8. Jo

    Seriamente, se qualcuno non vi assume come titolisti fa la più grande cazzata della terra, seconda solo ad avere dato a Niespel la possibilità di girare un film..

    Si sa qualcosa di una eventuale uscita in terra nostrana? Io qualche tempo fa mi ricordo di avere visto i trailer al cinema, ma poi più nulla…

  9. Nei commenti qui sopra si parla di un doppiaggio italiano in cui la nonna diventa di colpo ispanica, per cui suppongo che in qualche modo sia uscito…

  10. Dario

    Io l’ho visto in italiano su un noto sito di film in streaming. Poco prima avevo letto la recensione (sempre della versione italina) su Rolling Stone.

    Nanni complimenti per il sito.

  11. Jo

    vabbè ho capito, anche stavolta reperimento “alla buona”…

    ..cheppalle però! questi sono film che al cinema rendono, un minimo di lungimiranza commerciale farebbe emergere tanto “sommerso”…

  12. Uwe Pòl

    anche qui “amarone means ammore?”

  13. A me invece ‘sto film è piaciuto molto proprio per le scene di combattimento realistiche, molto coinvolgente, sì

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