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A Serbian Film: la recensione

A Serbian Film di Srdjan Spasojevic non va preso alla leggera. Fate due ricerche con Google e vi sembrerà di essere tornati agli anni Settanta, quando i film provocatori e scandalosi sollevavano masse isteriche armate di torce, forconi e paraocchi: dalli al pervertito corruttore dei costumi! Pellicole bruciate in piazza, arresti per oscenità, sforbiciate poderose, ritiri dalla circolazione, pubblica gogna! Bei tempi, quelli. Oggi nessuno difende più la nostra integrità morale e la TV è piena di donne nude. E poi si lamentano se ecc. ecc.
Le recensioni di questo simpatico lungometraggio ci fanno tornare magicamente a quegli anni: gli aggettivi più usati sono “mostruoso” e “aberrante”. E dovreste sentire le critiche negative! Quando poi ci accorgiamo che a sconvolgersi non sono i soliti vecchi tromboni ma anche gli abituatissimi redattori giovanili dei siti horror, allora uhm, forse ‘sto serbo è davvero un caso a sé.

So cosa vi state chiedendo e vi rispondo subito: sì.
Sì, il film si spinge a livelli di abominio probabilmente mai toccati dalla cinematografia legale. Ma prima che vi precipitiate sul torrent, aggiungo: l’aberrazione è molto più concettuale che grafica. Se io vi racconto un paio di scene, voi inorridite. Ma il modo in cui queste schifezze vengono rappresentate nel film non è mai troppo pornografico. Insomma, succede di tutto, ma non si mostra tutto. E menomale.

Un gattino e un coniglietto

Un gattino e un coniglietto

Nella riga qui sopra ho scritto “pornografico”. Orbene, il termine capita a fagiuolo: A Serbian Film narra infatti di Milos (un nerchiuto Srdjan Todorovic), leggendario pornoattore serbo ormai in pensione, che viene convinto a girare un ultimo video in cambio di una barca di soldi. Unica condizione: Milos non saprà cosa accade nel film finché non ci si trova in mezzo. Lo sventurato risponde. E insomma vien fuori che il regista di questo porno losco è un artistoide pazzo che vuol fare una sorta di metaforone hardcore-snuff della questione serba. E per Milos (occhio, che arriva la battuta) sono cazzi.

Già, già: come paventava la collega Cicciolina settimane fa, A Serbian Film è anche un’allegoria feroce di tutto quanto fa Serbia oggi. Ve la ricordate, la Serbia? Era la cattivona di quella guerra nei Balcani. Quindi: violenza che permea la società, stupri che dio li manda, madri drogate, troie dappertutto, conflitti interiori tra il senso di colpa e l’abitudine alla violenza, generazioni nuove (e nuovissime) cui viene incul(c)ata la violenza sin da subito. Violenza della Serbia sugli altri, violenza del governo Serbo sul suo stesso popolo reso incapace d’intendere e volere. Né serbi né padroni. Violenza, insomma. Tanta. Quello che Cicciolina sbagliava a temere, però, è che il metaforico prendesse il sopravvento sull’orrorifico. Ecco, tutt’altro. Se avete paura che i simbolismi e le cose noiose prevalgano sulle torture e le cose pese, ebbene, non abbiate paura (come diceva il caro Papa Wojtyla, forse non a questo proposito).
Se al contrario avete paura che le torture e le cose pese prendano il sopravvento sull’intelligenza del concetto di base riducendo il tutto a una sequela di orrori, allora probabilmente avete sbagliato sito, ma vi rispondo lo stesso: a tratti sì. Spasojevic è abbastanza furbo da capire che non si genera hype né buzz né choc presentandosi con “siamo quelli della satira sulla Serbia”. Ecco perché egli si getta senza paura né compromessi nella madre di tutti i torture porn, e il solo fatto che in uno Stato finora famoso solo per le fosse comuni e le punizioni da lontano si sia girato un film che prende Eli Roth per il bavero e gli dice “e ora lustrami le scarpe, blueberry” mi rende quantomeno ammirato e interessato.
Noterete che evito di descrivervi le scene clou. Non è questione di spoiler: sappiamo tutti che non finisce come Love Actually. Si tratta semmai di non rovinare l’impatto emotivo del film: come dicevo sopra, a disturbare è più il concetto che il mostrato (che comunque non è Rohmer, eh). E siccome questo film vuole farvi male, non è il caso di spuntargli la lama.
Consideratelo, se volete, un difetto: a una seconda visione, o a una prima visione spoilerata, il pugno arriva molto più smorzato.
Tante torce, tanti forconi, e va a finire che era solo un film.

Un buffo carlino

Un buffo carlino

Che poi, la volete sapere la verità? Non ci sarà mai un dibattito pacato e obiettivo su A Serbian Film. Tu griderai “IN GALERA, ASSASSINI”, tu griderai “FURBATA BIECA, VERGOGNA”, e tu invece griderai “IL CINEMA HORROR È TESTÈ RINATO”. Il vostro affezionato Luotto può dirvi la sua: A Serbian Film è interessante, furbo quanto coraggioso, girato niente affatto male, intelligente q.b., un po’ meno allucinante di come ve l’hanno dipinto, dotato di mano pesantissima nell’affrontare le sue aberrazioni sia gratuite che allegoriche. La mia scena preferita? Ve la posso raccontare, perché non è una di quelle scene. È la sequenza del primo giorno di riprese: senza grand guignol, Spasojevic crea un’atmosfera davvero, DAVVERO tesa e inquietante con i cameramen muti che seguono Milos e lui che assiste a messinscene simil-lynchiane che terminano sempre in gran pompini a disagio. Qui condividiamo lo spaesamento di Milos e tremiamo nell’attesa di ciò che sarà. Da lì in avanti, mi dispiace arrendermi e ammetterlo, è ognuno per sé.

Lo spiritoso Milos

Lo spiritoso Milos

Chiudo con una raccomandazione: il mondo è pieno di gente incazzosa, e questo film farà incazzare molti. Per cui, andateci cauti nel mostrarlo a cani e porci. Ad esempio: la mamma è fuori discussione. Proprio, la mamma NO. Memorizzate: Mamma = No. E anche tutti gli altri parenti di sesso femminile li escluderei. Facciamo che tutti i parenti in generale sono fuori discussione. Specie a Natale o nelle feste comandate. Esempio, tu mi chiedi: “Siamo tutti riuniti intorno al desco familiare per festeggiare il battesimo della piccola Cloe e avrei pensato di mettere su un film dopo pranzo per rilassarci, scelgo A Serbian Film?”. DECISAMENTE NO. Voglio che questo sia ben chiaro. “Ho conosciuto questa tipa, l’ho invitata da me e volevamo fare una cosa tipo cenetta e film a casa mia e…”. NO. Non ci pensare nemmeno.

Pompini a disagio. S’apre il dibattito.

DVD quote suggerita:

“E ne ho in Serbo altre fortissime!”
(Luotto Preminger, i400calci.com)

>> IMDbTrailer

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124 Commenti

  1. joe r. lonsdale

    Lo ammetto, quando si parlava della vita del pornoattore prima dello scatafascio non mi dispiaceva: malato, cinico ecc ecc.
    Quando entrano in scena personaggi da telenovela mi sono un po’ girate le palle.
    Quando ho visto la gratuità di certe cose ho detto “mbè! n’altro torture minkia con la pretesa di intellettualità” e tecnicamente la scena che ha fatto incazzare molti è posta malissimo: andava fatta vedere alla fine perchè dopo quella non ti shocka più niente-
    Ah sempre a proposito di QUELLA scena: sembra appartenere a un altro film, perchè cn la trama non c’entra un cazzo, forse al regista è venuta in mente mentre girava…
    No ‘sto film non non mi è piaciuto.

  2. Cleaned

    Io griderò: tutti in Serbia l’estate prossima?

  3. Posto che i serbi in Serbia sono statisticamente gente fantastica e più “buona” della media europea…il film mi è piaciuto.
    Condivido parola per parola la recensione, secondo me Luotto ha colto e reso perfettamente il senso del film, “estremità” comprese.
    QUELLA scena mi ha picchiato duro, lo ammetto, e anche qualche altra.
    E mi sono sciroppato senza ubbie morali Nekromantik eh, cioè lo stomaco è allenato. Vuol dire che è girato bene.

    Con tutte le avvertenze del caso (No alla mamma, No alla morosa – a meno che non te la sei scelta bene – No a te stesso se sei privo di interessanti pre-turbe psicotiche…) io consiglierei la visione.

  4. Piaciuto.
    E un tentativo con la Mamma, io ci provo a farlo.

  5. Il DVD quote per me è il LOL della settimana, anche se siamo solo a lunedì.

  6. …ma c’è in italiano?

  7. perchè i film di concetto….li vorrei capire

  8. Jo

    Mah.. se il torture porn non è fine a se stesso, prima o poi ci darò una controllata. Bella recensione comunque, è riuscita a farmi tornare interessante quello che avevo già (Uwe)bollato come vaccata senza tempo.

  9. vespertime

    per quanto sia abbastanza avvezzo a film horror anche con scene estreme posso tranquillamente affermare che questo film non mi è proprio piaciuto. e non perchè tocca cose che mi hanno infastidito. Ovviamente sono schierato da quelli che pensano che il film sia solamente una furbata e che tutto quello che si dice su di lui (il suo essere così estremo) è in realtà solamente fuffa. Il fattore del toccare note mentali più che visive non lo trovo esatto. Insomma è vero che LA SCENA messa a metà è abbastanza pensante (idealmente parlando visto che fortunatamente non ci fanno vedere molto. e meno male direi io) ma alla fine fine come qualcun altro ha detto è sostanzialmente gratuita , come se si fossero messi a pensare: “che cosa potrà fare scalpote?”. Ovvio che una cosa del genere non fosse mai stata fatta ma per i suoi buoni motivi. Questa e altre scene le ho trovate davvero inutili. Le scene splatters erano effettivamente pochine. Il film in questione non mi ha divertito. mai. in nessuna scena. dall’inizio alla fine. arrivando davvero a pensare “che cagata di film” ai titoli di coda. Insomma nessuna soddisfazione. L’unico motivo per cui si può guardare è solo per spirito di curiosità, cosa che ha spinto anche me. Ma dopo averlo visto, francamente, ammetto che in caso di mancanza di visione non mi sarei perso proprio nulla.

  10. Stanley Buzzanca

    Non per fare quello snob, ma Salò o le 120 giornate di Sodoma continua a colpire preciso alla bocca dello stomaco, altro che.

  11. Sebastiano

    SNUFF 102, il resto della roba “simil” snuff o cagate simili non ha davvero senso. A Serbian film è un titolo per ragazzini che si sono fatti troppe seghe nella vita ma non ha davvero nulla di interessante da offrire.

  12. Harry Piotta (ButtPuncher)

    L’ho visto pure io me medesimo.
    È il tipico film fallimentare: concepito per dare mazzate in realtà fa solo schifo. Inoltre è brutto e girato col buco del culo.
    Insomma ognuno conviva con le proprie ossessioni: personalmente io immagino chi vede con piacere questo film come uno zombie coprofago: cioè mi immagino uno zombie che che si ingozza di merda, con piacere estatico, assaporando la merda come una delizia.
    Ora in questi casi è opportuno lasciare al fiero pasto il troglodita, senza aggiungere parola o commento: mica gli si può andare a dire: ma che stai a fà ?

    ero certo che sarebbe piaciuto a TE.

    • È girato da Dio. Luce, fotografia, recitazione, movimenti della macchina da presa….io non so …se non si capisce una mazza di tecniche cinematografiche, riprrese, tempi, inquadrature ci si dovrebbe limitarei a dire ” m’ è piaciuto” ” non m’è piaciito”. Ma lanciarsi nel dare giudizi estetici nel merito
      mi sembra davvero eccessivo. Dire che Serbian Film è una cagata o è girato di ” col buco del culo” è davvero una sciocchezza, significa solo manifestare al mondo la propria totale ignoranza inel merito.. Formalmente è impeccabile. Potrà averla annoiata, esserle sembrato inutile, potrà esserle sembrato una furbata. Ma dire ” è girato col buco del culo” quello proprio no. Allora come giudichiamo gli altri torture se a questo film si riserva una simile critica? Boh….

  13. John Who?

    Mmmh….forse non ho capito tanto bene…proviamo a spiegarci.
    Se dovessi andare a trovare in ospedale una mia carissima amica che ha appena avuto un figlio,mi consigli di portarle in camera una tv con su il dvd mentre lei mostra orgogliosa il suo tenero virgulto alla famiglia composta per il 75% di elettori leghisti della Val Brembana?
    E skippare la prima mezz’ora di film per non annoiarli?
    E dopo LA scena voltarmi verso di loro con uno sguardo furbetto e compiaciuto?

  14. mei

    @Piotta: regia di merda proprio no…. e pure fotografia molto azzeccata.
    Sinceramente la cosa che ho gradito di meno è la modalità di sviluppo narrativo della seconda metà del film. LA SCENA faceva più ridere che altro.
    Tra le scene finali omaggio al guro giapponese o farina serba?

  15. alessandro

    Mi sapete dire se il film è in programmazione a Milano (e dove/quando)? Internet non mi ha aiutato.

  16. Harry Piotta (ButtPuncher)

    @mei
    So che su questo sito il concetto di qualità e il suo reciproco concetto di merda sono controversi e bisogna capire lo spirito del sito altrimenti si passa per niubbi, però per me la regia è pessima, questione di pura inventiva tecnica. Sugli altri aspetti (fotografia ? HAHAHA) non mi esprimo perché credo che il mio post precedente sia stato esaustivo.

  17. mei

    @Piotta: sarà, ma solo perchè ci piacciono sangue e mazzate io lo capisco ancora dove la regia è veramente una merda e dove la fotografia serve a qualcosa… E lo spirito del sito IO lo capisco :P

  18. Harry Piotta (ButtPuncher)

    @mei

    anche a me piacciono sangue e mazzate, e anche le ragazze con le tette grosse (come quelle che campeggiano sul blog di Rrobe), le battute fulminanti, le sparatorie e le arti marziali. E so distinguere un linguaggio visivo da uomo delle caverne rispetto ad uno evoluto.
    Naturalmente il concetto di merda è, come quello di arte, ambiguo per definizione.
    :-)

  19. Luotto Preminger

    alessandro: nein, non è in programmazione a Milano, a meno che qualche losco geek milanese non abbia il divx: in tal caso la programmazione a milano si svolge sul monitor di costui.

    Pucci Luca: doppiato no di certo, forse ci sono dei subs italiani in giro ma non garantisco. comunque “film di concetto” mi pare un tantino esagerato per descrivere questo serbo ^^

  20. coma

    io l’ho trovato ben girato e con una bella atmosfera. ma l’ho guardato praticamente tutto in fast forward giusto per vedere come andava a finire. pure durante LE SCENE.
    tanto si capiva lo stesso, senza spoilerare LA scena, mi dicevo tipo “perchè devo guardare una scena di stupro di 5 minuti se posso vederla in 30 secondi”.
    poi mi son messo a cercare notizie e recensioni per trovare qualcuno che mi convincesse che questo era il modo giusto di metaforare tali temi, ma non mi sono convinto.

    spoilerino

    più che un pugno nello stomaco lo definirei un cazzo nell’occhio.

  21. Uriele

    @ Harry: avemo capito… ma scopatelo RRobe e chiudiamola lì una volta per tutte. (E ti giuro che ho riso parecchio per il botta e risposta precedente, ma dopo un po’… makate l’ammmore)

  22. fre

    sarà quel che sarà, ma io, a pelle, il regista che si è fatto venire in mente tale SCENA non lo inviterei a cena.
    Non lo vorrei come amico, ecco.

  23. Harry Piotta (ButtPuncher)

    @uriele,
    facciamo una cosa a 3 ? una mia amica ci farebbe anche il video…

    Comunque mi fa piacere che questo film in questo sito susciti reazioni negative. Cioè, un pò fa strano, però bene così. Sono contento.

    @coma
    “Per un cazzo nell’occhio” potrebbe essere il titolo del sequel !!

  24. Uriele

    Non ho problemi, però voglio in sottofondo “You’re the best around” mentre ci togliamo e mettiamo la cera

  25. Jo

    I400calci!: ora con il 75% in più di gay porn amatoriale! :-D

  26. Harry Piotta (ButtPuncher)

    Non l’ho mai detto ma sospettavo che qui non ci si scandolezza per nulla, nemmeno per un feto sanguinante ingroppato, però il versante gay/trans mette in crisi eccome.
    Cioè picchia più duro un film di Fassbinder o di PPP che un film come il Serbian o la cinematografia di un Uwe Boll ed affini.

    Alla fine bastava poco per fare breccia anche nei gore hearths !!!

    :-)))))

  27. Jo

    Sorry, mi sono un po’ perso per la strada contorta del tuo post, in ogni caso la mia voleva solo essere una gag improvvisata, non voleva essere una provocazione :-D

  28. Harry Piotta (ButtPuncher)

    Tranquillo :-)
    Prendevo spunto dalla tematica per lanciare una piccola provocazione :-)
    L’orrore percepito talvolta, non risiede nella tracimazione delle budella, nell’esplosione dell’interno del corpo , ma semplicemente nella paura dell’identico, delle sue potenzialità offensive; cioè in definitiva la paura di se stessi.

    Concetti estranei al cinema horror, appunto perché l’horror è omofobo e antisemita per definizione. E se ci riuscite, dimostratemi che sbaglio.

    Spero di non essere stato criptico :-)

  29. abraxas il peruviano tonante

    io, nel dubbio, lancio il mio grido di battaglia:

    ALLAMONTATURA!!!!

  30. varenberg

    @Harry: con “l’horror e’ omofobo e antisemita” intendi la maggior parte, e quindi e’ un po’ come scrivere “il ghiaccio e’ freddo, e se ci riuscite dimostratemi che sbaglio”, o intendi tutti tutti tutti, e allora devo iniziare da David DeCoteau e (un ebreo a caso che non sia Steven “Lo squalo” Spielberg) Eli Roth? Non riesco a capire se ti stai vantando di una banalita’ o ignorando un visibile numero di eccezioni…

  31. Beh insomma, che la regia e la fotografia siano quantomeno decenti mi pare oggettivo. Non è che se un film sta sul culo si alzano immediatamente gli standard e tutto quello che sta sotto PPP è merda…
    Poi, sempre per chi non l’ha visto e vuole farsi un’idea, io che m’è più o meno piaciuto non sono un appassionato e tanto meno un cultore del torture porn, anzi mi annoia parecchio, ma questo film l’ho apprezzato per il clima che riesce a costruire attorno alle scene (non mi azzarderei comunque a definire un troglodita mangiamerda chi non lo apprezza).
    Il “concetto” o metaforone che dir si voglia comunque è parecchio tirato per i capelli.
    Non lo definirei un film “di genere” torture porn o gore, è altro che sconfina su quelle bande.
    Chi ha stomaco provi, può piacere o meno, sembrare banale o meno, ma per curiosità vale la pena.
    (Non mi si voglia male poi…a margine…a me Pasolini scrittore piace molto ma la 120 giornate non mi pare proprio sto capolavoro).

  32. Ma infatti mi ha sorpreso come, dopo tutte queste chiacchere, effettivamente il film non sfori mai davvero nel torture porn (al massimo nel “torture soft-core”? Tecnicamente parlando, s’intende). E ancor di piu’ come, nonostante la priorita’ di sfondare qualche limite etico/morale sia palese, il grado di pretenziosita’ non si avvicini nemmeno di striscio alle vette di Irreversible o Funny Games.

  33. Pipolo Segal

    A me fa molta paura la foto del buffo carlino.

    @Piotta “e anche le ragazze con le tette grosse (come quelle che campeggiano sul blog di Rrobe)”

    Ho cliccato sul link solo per questo, ma non ho trovato niente. Ci sono rimasto male. Molta amarezza.

  34. Harry Piotta (ButtPuncher)

    Certo che tra Haneke e l’uomo-culo Gaspar Noe, ce ne passa. Comunque Gaspar, che picchia duro e parla anche di omoworld, porta avanti la sua ossessione per le natiche, ma non riesce e non può andare oltre.

    @Pipolo
    guarda che c’era una giapponesina con due bombe supersoniche. Si chiamava Hitomi e la foto era la copertina di un suo film porno. Magari nel frattempo rrobè l’ha tolta… comunque ricontrolla.

    @varenberg
    il primo nome mi è ignoto, confesso. E, altra confessione da vero pargolo, ignoro i film di Eli roth. Eh sì. Sarà per il nome. Comunque preciso che intendevo riferirmi non all’identità sessuale degli autori ma alle tematiche trattate.
    Se A Serbian film si fosse svolto nel mondo gay, lo avreste visto lo stesso ?
    Qualcosa mi dice di no. E mi rivolgo a quelli che lo hanno “apprezzato”.

    @abraxas,
    sei sempre il mio peruviano preferito :-)
    Non ci crederai mai e poi mai, ma mi avevano proposto un viaggio di lavoro proprio in Perù, in questi mesi. Per un attimo ho pensato: vado! Poi niente. Ma ci pensi ? 2 mesi senza i miei occhiali !

  35. @nada: anfatti, il film può pure fare schifo ma almeno che se ne parli con cognizione di causa (io sono per le tette di ogni misura basta che sfidino la gravità)

  36. varenberg

    @harry: gia’… non capivo se la tua sparata era vaga, disinformata o entrambe le cose assieme. Tra l’altro l’horror e’ forse l’unico genere in cui se prometti un film interessante la gente azzera con piacere qualsiasi eventuale pregiudizio tematico. Soprattutto in materia di estremismi.

  37. ratto inetto

    Anche Killer Kondom se non sbaglio era un horror gay… Ma non l’ho mai visto perchè sono omofobo.

  38. Harry Piotta (ButtPuncher)

    @varenberg
    quindi vuoi dire che il cinema di Eli roth e dell’altro tizio appartiene al filone horror con tematiche gay ?
    La mia sparata deriva dalla constatazione che nell’horror si assiste a 2 pulsioni di fondo: i normali si difendono dai diversi (mostri) oppure i mostri si difendono dai normali. Puoi dire che non è vero ? Non è questo lo schema di fondo di tutti gli horror movies ?? Perciò dico che l’horror è omofobo e antisemita. Non sto a citare District 9, ma lo butto là.
    Però se puoi dimostrarmi il contrario sarò molto lieto.

    @mei
    eppure ti assicuro che è girato da un uomo primitivo. Specie il finale. E per le tette non generalizziamo, dai, almeno dalla seconda in su :-)

  39. varenberg

    @harry: alla faccia del senso ampio e figurato di intendere “omofobo” e “antisemita”… i tuoi schemi molto alla larga ci stanno, ma nella categoria “mostri” e “normali” ci puoi infilare chi ti pare, nazisti ed ebrei oppure omo ed etero e viceversa, e persino far coincidere “mostro” e “normale” nella stessa persona, a seconda di chi scrive il soggetto. Stando invece alle definizioni classiche delle parole che hai usato, dubito ad esempio che a Eli Roth venga in mente di fare un film antisemita, mentre David DeCoteau – e Victor Salva, per dirne un altro a caso – ruzzolano invece felici nelle loro pulsioni gay. Penso anche a “Intervista col vampiro”, per fare addirittura un esempio mainstream, o a “Lasciami entrare” per farne uno recente. Ed esistono anche altri tipi di horror, a meno che adesso non mi dici che con “mostri/diversi” intendevi “minaccia generica e di portata/dimensioni variabili, anche astratta”. Al che mi porteresti a domandarmi quale sara’ la tua prossima intuizione… “I film tendono ad essere girati in pellicola o in digitale”? ;)

    (oi, tutto detto bonariamente, eh? chi ti conosce)

  40. Harry Piotta (ButtPuncher)

    Tranquillo :-)

    Il fatto è che omofobia significa paura di ciò che è uguale. Quindi io mi sono spinto sul versante gay per provocazione e infatti avete abboccato tutti :-)
    però il concetto che ho espresso ricorrendo al prefisso OMO era coerente e corretto risptto all’horror e alla fine persino tu hai dovuto ammetterlo. Quindi alla fine ho detto una cosa sul vostro argomento preferito, senza neanche consocere tutti i reggisti de paura che conoscete voi, e ho avuto ragione.
    In altre parole hai fatto (e con te quelli che la pensavano come te) una piccolissima figura di merda. Ma piccina piccina.
    Se pensi che le mie sparate siano prevedibili, la prossima volta prova a prevederle, invece di ammettere in ritardo che, ehm, forse non avevi capito un gerbillo.

    Santè :-)

  41. varenberg

    @harry: hahahahaha era tutto qui??? Volevi solo dimostrare che nella zona discussioni di un sito la gente si aspetta una discussione e non un quiz a trabocchetto di sticazzi? Chapeau, non c’e’ che dire… ma quanti anni hai? :) Ragazzi, io sono nuovo qua, avvertitemi quando parlo col matto del paese…

  42. Piotta il massacratore di gerbilli

    Piuttosto come si vive da gerbillo? Cosa si prova a correre nella ruota del gerbillo? Facci sapere. E se non sei all’altezza della conversaconversazione meglio se taci evitando figurette come quella che hai fatto. Serbian gerbillo che non sei altro!

  43. coma

    io comincio a rimpiangere un cazzo nell’occhio.

  44. Harry, hai solo dimostrato che preferivi raccontare una barzelletta invece che affrontare una vera discussione. Il concetto che volevi esprimere sarebbe stato anche interessante se avessi specificato da subito “e intendo ‘omofobo’ in senso letterale, non in quello piu’ comunemente diffuso” invece che fuorviare per tirare alla punchline. Ti sarei grato se mantenessi le chiacchere sul costruttivo almeno quando ne sei in grado: la parte interessante non e’ fare a gara a chi e’ piu’ intelligente e dire “ho scoperto che gli horror sono omofobi, dimostratemi il contrario se ci riuscite”, ma spiegare al meglio delle proprie possibilita’ cosa si intende e – butto degli esempi a caso – discutere sul “perche’ non mi viene in mente nessun horror non omofobo”, o sul “come funzionerebbe esattamente un horror non omofobo”, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Magari arriva qualcuno con esempi azzeccati, e tutti quanti si e’ scoperto un titolo interessante da visionare per allargarci gli orizzonti. Il discorso vale ovviamente per tutti: certi degeneri sono evitabilissimi, si stava meglio quando non c’erano, “se io posso cambiare, e voi potete cambiare, tutto il mondo puo’ cambiare” ecc… spero di essere stato chiaro.

  45. Harry Piotta (ButtPuncher)

    @Nanni Piotta

    Non vorrei sembrare presuntuoso ma il meglio che ho letto finora, a livello di commenti, e beninteso solo di commenti, penso sia nato attorno a questioni da me sollevate. Ovvio che magari mi sbaglio, ma ho la sensazione di aver ragione.
    La faccenda dell’omofobia a mio avviso era chiara. Qualcuno poteva benissimo interpretarla nel modo corretto, che non è il luogo comune, ma forse viene fuori, adesso, che il vocabolario non tutti lo usiamo. Non mi sono inventato un neologismo o chissà quali improbabili significati: ho parlato italiano. Terreno comune, condiviso. Oppure no ?
    È vero che poi uno può assumere un tono ilare, come il mio, e questo talvolta temo possa non essere apprezzato. Il concetto di omofobia, in altre parole, ha creato un cortocircuito mostrando una verità scomoda, ossia l’incomprensione di ciò che chiamiamo horror da un lato, e della lingua italica, dall’altro. E questo secondo aspetto dell’incomprensione è quello che mi rende un pò triste.
    Se questo è chiaro, credo lo sia anche l’iter del mio ragionamento, che proponeva un tema interessante rispetto al quale però non si è sviluppata alcuna partecipazione attiva, e questo proprio per la natura del tema stesso.
    Si è preferito buttarla in caciara.
    Datemi pure dello spocchioso, però io sono invincibile.

  46. Jo

    ..cono di luce, a me!

  47. Harry, il problema e’ che appena ti sei accorto del fraintendimento – e te ne sei accorto subito perche’ sapevi bene cosa stavi facendo – non hai fatto nulla per impedirlo ed essere sicuro che foste tutti sullo stesso piano. E da quel punto in poi e’ stata un’inutile perdita di tempo per tutti, cosa che preferirei non ricapitasse. A partire da adesso. Per cui se hai ulteriori chiarimenti mandami una mail e ne discuto in privato piu’ che volentieri. Grazie.

  48. Mah.

    Tornando sul pezzo: a me ‘sto “Srpski Film” è piaciuto. Ben girato, ottimamente interpretato, eccessivo il giusto. E graziato da una colonna sonora DA PAURA! Bellissima.

  49. Harry Piotta (ButtPuncher)

    Ok allora mi rimetto ai probi viri.

  50. Pipolo Segal

    Vabbè, magari in questo contesto di tracobetti linguistici e puntualizzazioni a culo strettissimo non verrà apprezzato, ma volevo dire che ho ricontrollato e la tettona giapponese non c’è. Amarezza.

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