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Curzio Maltese: poi vedi i film violenti e prendi il mitra

All’uscita di Kill Bill misi gli occhi su un articolo di Curzio Maltese sulle pagine del Venerdì di Repubblica. Ve lo faccio leggere perché merita. Cliccate forte qui. Se non l’avete fatto vi capisco ma, siccome mi girano veramente le palle, vi copio e incollo la frase migliore: “Non si capisce il senso di questa specie di versione dark di Charlie’s Angel incentrata sulla figura di una Terminator con sciabola, sia pure molto sexy come Urna Thurman. Se non quello di andare incontro ai gusti del pubblico degli adolescenti americani, che Contribuisce al settanta per cento del mercato globale e riceve in cambio stragi a raffica. Poi si lamentano se ogni tanto qualcuno prende il mitra e fa fuori la famigliola, i professori e i cari compagni dei liceo“. La copio e incollo senza toccarla, lasciando Urna Thurman, la punteggiatura accazzo e quella C maiuscola su Contribuisce, perché la mia fidanzatina Prussia Kar-Wai tra le altre cose fa anche la correttrice di bozze. E qui mi sembra che ce ne sia tanto  bisogno.

binocolo

E pensate amici che ho detto una cazzata, perché quella che vi ho appena fatto leggere NON è la frase migliore. La più bella in assoluto è questa: “La violenza è il massimo luogo comune dei cinema americano. in Pulp Fiction era smontata e resa ridicola, qui Tarantino si sottomette al culto. Piace tanto al pubblico che, dopo il milionesimo assassinio sullo schermo, gli attori-killer più efficaci ricevono in premio il governo della California. Agli storici toccherà il compito di analizzare il fenomeno della crescente ferocia di Hollywood, che tanto ricorda i circenses di fine impero, come suggeriva anche Il Gladiatore. Soltanto che qui, secondo i canoni del genere, il buono non muore e minaccia una seconda parte, soprattutto se la prima avrà incassato bene. Per questo anche è importante non andare a vedere Kill Bill Volume I. Ma come, la minaccia del secondo? Viene quasi da pensare che Maltese fosse convinto che se gli incassi del primo film fossero stati deludenti, il secondo non  sarebbe poi arrivato a vedere il buio delle nostre sale. Beh, mannaggia, è strano. Anche perché immaginavo fosse compito dei giornalisti informarsi prima di scrivere (possibilmente non delle fesserie).

Epic Fail Guy

Oggi, sfogliando laRepubblica, trovo una recensione di Curzio Maltese su I Mercenari. Il film si porta a casa un voto grafico di due palle, equivalente a un “si può perdere”. E vabbeh. L’articolo in questione però spiega per quale motivo ci si può esentare dalla visione  (Spoiler: non è per evitare che facciano il seguito. LOL). “La trama de I Mercenari è un’invettiva contro l’intelligenza degli spettatori. Ma che importa? Qui conta soltanto il testosterone sparso a piene mani“. Avete capito? Siamo dalle parti delle sottili analisi. In un film action c’è poca storia e degli attori muscolosi. Incredibile. Si continua con: “Sylvester Stallone ha perfezionato con gli anni un’immobilità facciale propria di alcune specie ittiche“. Che ridere, amici. Cioè, Stallone è tipo uno stoccafisso. Che brillante, caustica ed inedita intuizione. Ma poi – veramente – che ridere.

epicFAIL

Si conclude poi con una nota dolente, in grado di farci aprire gli occhi sul nostro arretrato Paese:  “E’ tutto talmente improbabile, patetico, nostalgico degli orrendi anni Ottanta, che per reazione I Mercenari fa quasi tenerezza e, a tratti, diverte pure. Con tenerezza e divertimento in America è stato accolto, riportando il vecchio Rocky agli onori  del box office. Figurarsi se non succede da noi, dove gli anni Ottanta sono al governo“. Povera Italia! E allora viene da chiedersi, ma come mai gli anni Ottanta sono al governo? E allora viene da rispondere che forse è anche perché ci sono persone che proprio durante gli Ottanta hanno cominciato e oggi sono ancora lì parcheggiati a scrivere inesatti o miopi commenti su una materia che col tempo (ma forse già in partenza) è diventata per loro oscura ed incomprensibile. Come ai tempi dell’analisi di Roberto Faenza su Avatar, la cosa più importante da dire non è tanto quello che abbiamo già scritto a proposito del film, ma è che ci siamo rotti i coglioni di constatare che la critica cinematografara, quella seria e ufficiale, quella che scrive sui quotidiani, che va ai festival (controvoglia), che se riesce finisce in televisione, è composta da persone incompetenti. Perché non è solo una questione di gusti. Qui siamo di fronte all’ennesima, palese dimostrazione di mancanza di mezzi adeguati per comprendere l’oggetto che si ha di fronte. Punti di vista, giudizi di merito, commenti vecchi e banali. E, non so voi, ma io mi sono veramente rotto i coglioni.

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68 Commenti

  1. Astarte

    @ Nanni
    e io che credevo che tu avessi inventato gli occhiali con la montatura a cuore e avessi detto “Tiè, Stanley, bècchete ‘st’occhiali e mo’ vatte a inventa’ i firme porno e nun rompe più li cojoni…” per poi prendere la macchina e venire a mangiarti lo zigninì disquisendo se è meglio il berberè somalo o la variante eritrea…

    Baci a tutti, è sempre un piacere chiacchierare con voi. Vado sennò me toccano i resti del piatto…

  2. …tutto e’ bene quel che finisce bene :)

  3. rash

    “Ma come, la minaccia del secondo? Viene quasi da pensare che Maltese fosse convinto che se gli incassi del primo film fossero stati deludenti, il secondo non sarebbe poi arrivato a vedere il buio delle nostre sale. Beh, mannaggia, è strano. Anche perché immaginavo fosse compito dei giornalisti informarsi prima di scrivere (possibilmente non delle fesserie).”

    Questa cosa mi fa impazzire, ed è tipica dei critici cinematografici dei giornali. E sono informazioni che si trovano su un normalissimo Ciak, non c’è neanche bisogno di usare quel strumento del dimonio che è internet.

    Cmq Guzzano è uno dei pochi che si salvano.

  4. Un Guzzano che, leggo ora, perfino nella rece di Nightmare scomoda Rob Zombie chiamandolo “geniaccio”. Gli voglio troppo bene :)

  5. Il vostro amico Guzzano è uno che più volte ha liquidato Hitchcock come un bluff colossale.

    Sento già la replica in arrivo: avrà pur diritto ad avere le sue opinioni. Mmmh, sì e no: se ti pagano per fare il critico cinematografico professionista, non puoi disfarti di un mostro sacro in due parole. O motivi diffusamente il tuo giudizio, o eviti di toccare l’argomento.

    Inoltre: Guzzano è quello che, quando un film non gli piace, ne spoilera il finale dalle pagine di “City” (l’ha fatto più d’una volta). Perché se non è piaciuto a lui, deve rovinarlo a tutti.

    Questa, a casa mia, si chiama assenza totale di professionalità.

    (Una volta gli ho scritto in privato chiedendo, per favore, di evitare gli spoiler. Mi ha risposto coprendomi di insulti. Quindi, oltre ad essere un grande critico cinematografico, è anche un gran signore).

    Il bello è che a molti piace perché “scrive bene.” Sul fatto che la sua prosa barocca, confusionaria e, per me, spesso incomprensibile equivalga a “scrivere bene” ci sarebbe parecchio da sindacare. Ma in ogni caso dovrebbe essere un critico, non un romanziere.

    • Leggo il suo commento 8 anni dopo, per caso, ma vabbè rispondo.
      Lei non mi ha mai scritto in privato, uscendone coperto di insulti. Se lo sostiene, perchè non ha pubblicato quelle righe? Forse perché lei è di quelli che dicono che PIU’ DI UNA VOLTA, avrei spoilerato trame di film perché (sigh) non mi piacevano, guardandosi bene dall’indicarne gli esempi? Tra l’altro, in ogni caso, quello di ‘spoilerare’ da subito l’assassino era la tattica per cui è famoso quel bluff colossale di nonno Hitch (questo lo confermo).
      Infine se la mia prosa per lei è incomprensibile, il problema ovviamente è suo. Con fidicia. Alessio Guzzano

    • Capitan Ovvio

      Grande, otto anni di attesa per dargli ragione su tutta la linea: fatto bene

  6. @dottor d.: il fatto di avere poche righe a disposizione e di volerle a tutti i costi riempire con il maggior numero di informazioni possibile, utili o non utili, spiegate o non spiegate, necessarie o fastidiose, e’ alla base della prosa barocca di Guzzano che personalmente trovo affascinante. A volte in positivo, a volte in negativo, ma sempre affascinante. Dopodiche’ ieri per qualche minuto pure io ero indeciso se preferivo una discussione sulla proprieta’ delle lenti di Kubrick o un flame con le parolacce (con affetto verso entrambi i partecipanti), per cui sulla signoria non discuto ;)

  7. Harry Piotta (ButtPuncher)

    ho dato anche io una sbirciata a GuzzAno. Ciò che mi perplime la piotta è il concetto di prosa barocca. Io non vedo nessun barocchismo, anzi vedo paratassi a gogo, ossia il suo esatto opposto. Sull’uso improprio del termine barocco nella lingua italica credo sia stato scritto anche un libro intero.
    Il Guzzy mi sembra, in quel che scrive, ragionevole, e alla fine inconcludente. Cioè tra leggerlo e non leggerlo non mi cambia nulla, soprattutto sul piano estetico. Sugli Espandibili alla fine approda al verdetto di Mollica, per dire.

    Postilla ottica: confesso che anche io dopo un post chilometrico e interminabile (e altri), per un attimo ho pensato di aver scatenato uno dei mostri dei miei film :-)
    Comunque alla fine abbiamo capito che le lenti di K. erano di Nanni, che però non ricordava di averle rimosse dai miei occhiali. Ora resta da capire cosa ci facevano i miei occhiali sul suo comodino :-)

  8. Il_Presidente

    Adoro quando vengono fuori robe come la recensione di Maltese.

    Perchè.

    Ti fa capire che un film come The Expendables trascende il mezzo cinema e diventa proprio uno spartiacque culturare (più che generazionale). Non è come dire ‘Il Gladiatore mi è piaciuto sì/no’. A seconda del giudizio su The Expendables, capisci una buona fetta della persona che ti sta davanti.

    Cioè, questo scrive pure ‘gli orrendi anni ’80’…
    Penso che nella sua vita si sia divertito pochissimo…

    :D

  9. 60!!!!

    Curzio regna…

  10. ilfrancese

    Ecco cosa accade quando le testate giornalistiche sono sovvenzionate dallo stato e non dal libero mercato…

    a zappare grazie …

  11. vincenzo gasolio

    sto tizio non capisce una fava, non ho nient’altro da aggiungere.

  12. Cleaned

    Gli “orrendi anni ottanta” per me rimane la bestemmia più grossa. Significa negare in toto la creatività pop che quel periodo ha sparso su cinema, musica, videogame ecc.

    Bah

  13. elia

    E avete letto le stronzate che ha scritto su Melancholia, l’ultimo di Lars von Trier?

  14. valeporpo

    Maltese è un poverino che di cinema non sa niente. La sua recensione su Melancholia dice tutto sulle sue enormi lacune in materia. Per una testata giornalistica dovrebbe essere motivo di enorme imbarazzo pubblicare delle minchiate del genere.

  15. Ankel

    ma maltese lo sa che stallone ha una paresi facciale?

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