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Dylan Dog (consigli pro/contro un boicottaggio etico)

Il primo numero di Dylan Dog che ho comprato è Partita con la morte ed è uscito nei primi mesi del ’92. Entro l’anno successivo ero riuscito a leggere tutti i numeri precedenti: perlopiù fu merito di quei trabiccoli in giro per la mia città che vendevano fumetti e libri usati a due lire, piccoli templi della memoria governati col pugno di ferro da certi tristoni che in confronto il protagonista di Tono Metallico Standard sembrava Benigni. Riuscii a vedere una singola copia de L’Alba dei Morti Viventi ad una fiera-mostrascambio del fumetto battuta a un prezzo pari a quello che spendevo in circa un anno. Ero ossessionato dai personaggi, lavoravo a sceneggiature caserecce, stilavo playlist dei miei disegnatori preferiti (grazie per la domanda: Roi, Stano, Piccatto). Nicola Mari arrivò parecchio tempo dopo, e son già quindici anni dal suo primo numero. Non ho mai portato giacca nera e camicia rossa, ma avrei voluto. Il solo Dylan Dog non era un fumetto abbastanza radicale per definirci nel modo in cui un Ranxerox ha definito le vite dei suoi fan, ma ha saputo rimanere senza vergogna sul comodino di un sacco di italiani che son diventati punk, fascisti, teologi, ingegneri, artisti, letterati, amministratori delegati, alcolisti e fan di Ranxerox. Il momento patetico è finito, potete mettere i fazzolettini in tasca. Voglio solo dire che se dovessi mettere insieme tre passioni in comune tra me e certi concittadini miei che ancora oggi truccano motori e comprano biglietti per tutte le date del tour estivo del Blasco, una delle tre sarebbe che abbiamo amato o amiamo Dylan Dog. Tranne che loro probabilmente lo chiamano ancora Daylan Dog. E giusto in questo momento ho deciso di smettere il mio palato fine da primo della classe e raccontare questa cosa dal punto di vista dell’uomo della strada, quindi d’ora in poi farò lo stesso. Ciao Daylan.

mancarone.

Dell’uscita di Dead of Night ha parlato adeguatamente e con costanza il Capo (qui c’è più o meno tutto). Ogni tanto il livello di approvazione nei confronti del sistema solare era semplicemente TROPPO e Nanni Cobretti metteva su qualche foto di scena, una locandina, i gossip dal set e le storie dietro l’epurazione di Groucho dalla sceneggiatura. Va a finire che il gioco più intrigante legato al film è di gran lunga andare al cinema col lanternino e cercare le cose che ci stanno dentro e sono prese da Daylan Dog. Io ho sgamato le seguenti:

  • Guida un maggiolone scassato (colori invertiti, sorry).
  • Dice due volte Giuda ballerino
  • Parla una volta di quinto senso e mezzo
  • Vive a Craven Road (a New Orleans. FAIL)
  • Suona il clarinetto
  • Veste camicia rossa e giacca nera
  • Si chiama Dylan Dog, senza A
  • Ha una pistola a tamburo vecchia bacucca

Il resto del film potete pure buttarlo nel fuoco della Geenna e/o metterlo in una camera iperbarica per un annetto e mezzo nella segreta speranza che quando aprite la camera il film abbia cambiato nome in Van Helsing o in qualsiasi altro nidi che non offenda uno dei punti fermi della cultura pop italiana degli anni ottanta/novanta. Tornando al punto sopra: avete mai considerato quanto Dylan Dog sia invecchiato bene rispetto, che so, ai dischi incisi in quegli anni dal Blasco? Detto questo, la buona notizia è che Giuda ballerino, il clarinetto e il quinto senso e mezzo sono di gran lunga le cose più inutili e patetiche del fumetto e/o gli UNICI tre punti su cui un fan integralista di Daylan Dog transigerebbe senza problemi. Inoltre che vive a Craven Road ve lo sto dicendo io. Ne consegue il resto delle cose sta tutto dentro al trayler e voi potrete senza problemi boicottare il film di Daylan Dog e dire di non essere andati perchè l’avevate già visto in streaming integrale sul Tubo. Se non l’avevate visto, eccolo in italiano.

Detto questo c’è il fatidico dilemma del critico cinematografico all’orizzonte. Ho capito che non c’entra molto col fumetto di Daylan Dog, ma IL FILM. Com’è IL FILM? In sè?

Ottima domanda. Ci permette di introdurre il cosiddetto dilemma dell’antennista, che altro non è che uno spin-off 400calcistico del dilemma del prigioniero. Poniamo che tu abbia un problema all’antenna della TV. OK? Chiami il servizio pronto-antennisti, si presenta un tipo a casa tua, sale sul tetto e -qualsiasi cosa faccia- quando se ne torna alla centrale degli antennisti tu riesci a vederti la retrospettiva di John Ford su Rai4. Contento? Dipende. I giorni successivi scopri che l’antennista in realtà è l’amante fisso di tua moglie, è calvo, ha l’alitosi e di lavoro vero fa il rappresentante per una ditta di caffè equo e solidale. E’ salito sul tetto, ha dato una toccatina a caso all’antenna, ti è riuscito a sistemare Rai4 per culo e gli hai pure pagato 130 euri di chiamata in nero. Ecco, voglio dire che in certi casi il fatto che un film NON SIA la più irredimibile puttanata sulla faccia della terra può essere controproducente e dare luogo a veri e propri mostri critici, soprattutto nel breve periodo.

(foto della copia in DVD di Dellamorte Dellamore scattata da Nanni in persona)

In altre parole su Daylan Dog potreste perfino godere di un paio di buoni momenti, quasi tutti legati alLO SBAGLIO (che nel caso specifico si manifesta nella forma di un intreccio nel quale praticamente tutto succede a caso, senza una logica interna). Il paradosso del giorno è che la parte riuscita del film è quella con Sam Huntington che impara ad essere uno zombi ISO9001 passando per fast food e gruppi di sostegno per zombi. Che è una specie di Zombieland dal punto di vista dei morti viventi, la quale presuppone che i morti viventi abbiano un punto di vista, cioè un cervello funzionante e quant’altro. Non è che basta a farti venir voglia di rivederlo, ma un sorriso te lo strappa. Oltre agli zombi c’è un campionario di altre bestiacce, nessuna delle quali si affanna per finire entro maggio in Mostrologia. I vampiri gestiscono una discoteca in cui la gente si sballa facendosi di sangue di vampiro, i licantropi o lupi mannari (nessuna differenza qui) lavorano in un mattatoio. C’è LA TREGUA e tutta quella roba lì. Daylan Dog passa da inglese sociopatico che non crede nei fantasmi a cazzone americano designato dai mostri ad essere tenutario de IL SEGRETO e garante de LA TREGUA. Un mezzo disastro. A un certo punto Peter Stormare sussurra a Brandon Routh una cosa tipo “Sclavi…. Devi ritrovare Sclavi”. Suppongo fosse tardi già durante i titoli di testa. Una cosa è abbastanza certa: uscito e visto Daylan Dog, la scommessa di Nanni Cobretti su Brandon Routh (a Ballando con le stelle entro il 2015) sembra spaventosamente plausibile. Peter Stormare da parte sua sembra avere messo il cotone in bocca tipo Marlon Brando nel primo Padrino. Ogni tanto spunta fuori un poster dei fratelli Marx (LAME). Non posso parlare del finale per non fare spoiler, ma sappiate che 1 c’entra Kurt Angle e 2 è offensivo in generale e non solo dal punto di vista dei fan di Daylan Dog, nonostante contenga un messaggio implicitamente a favore dei mostri di tutto il mondo come nei dischi di Lady Gaga. Che a questo punto suppongo abbiano tutti mollato la sala. Ho visto di peggio (Van Helsing).

Rimane in sospeso, credo, la storia del boicottaggio. Sono tendenzialmente contrario a boicottare Daylan Dog, con un atteggiamento molto Rrobe (il quale dice nei commenti a qualche post precedente che qualsiasi aberrazione si pone in un piano diverso da quello del fumetto, quindi -implicitamente- tanto wale). Ci sono cause molto più gravi per le quali diventa necessario organizzare un boicottaggio, tipo -che so- il tonno che non salva i delfini, le pellicce o le teorie sul signoraggio di quel tipo su Youtube. Probabilmente un pasticcione scrausissimo ma calligrafico, sul genere Watchmen low budget, mi avrebbe fatto molto più schifo. Ecco tutto.

DVD-quote:
“Mancarone Groucho”
Wim Diesel, i400calci.com

“Mancarone Dellamorte Dellamore”
Wim Diesel, i400calci.com

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56 Commenti

  1. Hellblazer Joestar

    @ Magdalena: il film di Constantine sbaglia parecchie cose (l'”equilibrio”, tanto per dirne una, la totale assenza di magia nera – che non è poco quando il personaggio originale è un mago – la deprimente croce-mitra) ma lo si ricorda volentieri perché 1) non è un film particolarmente brutto, anzi, è molto molto più originale di quasi tutti gli altri cinecomic visti finora e 2) lo spirito del personaggio in gran parte è stato rispettato, mantenendone in qualche misura il fascino: io ho cominciato a leggere Hellblazer solo dopo aver visto il film e ne sono fiero.
    Il film di Dylan Dog verrà spernacchiato e creerà clamore solo in Italia perchè è comunque basato su una delle più belle opere a fumetti che si siano mai viste da queste parti (forse è superato giusto da Corto Maltese) ed è uno scempio. Parlo prevenuto, non ho visto il film e non ho intenzione di farlo, ma se tu mi crei una situazione completamente diversa da quella originale, COPIANDOLA da un altro film (Constantine, appunto) e inoltre violenti tutto quello che il personaggio originale è e rappresenta (romanticismo, una certa qual dose di sfiga, il fatto di essere un eroe, ma senza alcuna voglia di esserlo) allora non c’è nulla che lo possa salvare. Non è una questione di comprimari (Groucho, Bloch, Jenkins e compagnia cantante), ma è proprio il fatto che il film tradisce nel nome dell’americanata a tutti i costi il materiale e lo spirito originale. C’è almeno un precedente di questo trattamento immondo, ed è La leggenda degli Uomini straordinari.

  2. Giovanni

    Salve a tutti ragazzi, io penso sinceramente che uno degli attori piu indicati per DylanDog sia Hugh Grant.. anche se magari è ormai un po avanzato di età, ma l’aspetto ed il modo di fare, me lo fanno immaginare benissimo nei panni dell’investigatore dell’incubo..

  3. dyd666

    certe volte si hanno delle occasioni rare… sto stupido dylan è stato disegnato guardando rupert…rupert non è ancora decrepito…quindi perchè hanno chiamato superman? che c’azzecca?

  4. Visto ieri su Sky, fa più cagare delle peggiori previsioni, e non perché manca Groucho. E’ veramente imbarazzante da ogni punto di vista.

  5. Comunque, tra la vendita estera nella sola Italia, un costo di una ventina di milioni e un incasso inferiore ai cinque (fonte Wiki, non il massimo, ma prendiamola per buona) direi che ci siamo messi al riparo da ogni ipotesi di sequel.

  6. Landis Buzzanca

    >> A un certo punto Peter Stormare sussurra a Brandon Routh una cosa tipo “Sclavi…. Devi ritrovare Sclavi”.

    https://m.youtube.com/watch?v=Cttx3_3S0vA

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