Crea sito

Frightfest 2011: A Horrible Way To Die. Che poi ne ho visti pure di peggio.

L’amica Cicciolina, nella sua infinita saggezza, ha scritto un bellissimo speciale sul regista di cui parliamo oggi. Lui si chiama Adam Wingard ed è quello che, state tutti attenzione, possiamo definire un artista. Sì, che qui su I 400 Calci non parliamo mica solo di gentaglia che fa i film tutti con le esplosioni e basta. Noi qui si parla anche di gente che fa l’artista di professione. Wingard, come si vede dal suo blog, è uno che dipinge, scatta bellissime fotografie e che soprattutto gira dei film con un gusto decisamente personale. Ha le sue idee e il suo gusto con cui mette in scena le storie che vuole raccontare. Ha anche un suo sceneggiatore personale, E.L. Katz, uno che si è fatto le ossa scrivendo su Fangoria e Creature-Corner. A Adam Wingard interessa la violenza estrema, la psichedelia e l’esposizione della carne. I suoi due film precedenti – Home Sick e Pop Skull, quelli trattati da Cicciolina nel sopracitato speciale – hanno fatto molto parlare di lui e si attendeva questo suo terzo film con una cera ansia. Io sono un poco di buono, un ragazzo di strada, uno brutto ceffo, e Home Sick e Pop Skull non li ho visti. Ma posso dirvi che questo A Horrible Way To Die mi ha un po’ deluso.

Il simpatico Wingard ha scoperto il potere delle calze a righe

Il simpatico Wingard ha scoperto il potere delle calze a righe

Sarà che A Horrible Way To Die non è stato scritto dal E.L. Katz? Non lo so, potrebbe essere. Qui c’è lo zampino di Simon Barrett, uno sceneggiatore che ha messo la sua firma su pellicole come Frankenfish e Red Sands. Insomma, non parliamo di un genio. Sarà che qui c’è meno macelleria del solito? Non lo so, potrebbe essere. Insomma, io di Cicciolina mi fido e se lei mi scrive “teste sfasciate, piedi tagliati in due per il lungo, coltelli che entrano nel cranio ed escono dalla bocca”, mi aspetto secchiate di sangue. Qui no. Qui c’è veramente poca poca roba. Boh. Veniamo alla storia. Sarah è una ragazza con una storia di alcolismo alle spalle. Agli incontro degli AA, incontra Kevin un giandonazzo con la faccia di Joe Swanberg. Parentesina: chi è Joe Swanberg? Egli è uno dei membri fondatori del Mumblecore, una corrente cinematografica indipendente nata nei primi anni di questo nuovo secolo e che può vantare una ventina di titoli. Parliamo di piccoli film che, eccezione fatta per Baghead di cui infatti vi abbiamo già parlato, pochissimo hanno a che fare con quelle che solitamente sono le nostre sane abitudini cinematografiche. Giovani americani benestanti alle prese con problemi di cuore. Un movimento che per una trentina di minuti è stata la nuova cosa cool del momento e di cui un po’ si sono perse le tracce. Swanberg, insieme ai due fratelli Duplass, è uno dei nomi più interessanti del Mumblecore. Regista, sceneggiatore, direttore della fotografia, ma soprattutto attore con un volto di quelli che urlano “bravo ragazzo sui trent’anni” da distante. Il fatto di trovarlo in un film del regista indipendente americano più disturbante di tutti è di per sé una notizia.

Te lo giuro! Vado pazzo per l'horror!

Te lo giuro! Vado pazzo per l'horror!

Si diceva della storia: Sarah è un ex alcolista che frequenta gli A.A. Qui conosce Kevin che è il bravissimo ragazzo e ovviamente scatta l’intesina intesina. Nel frattempo seguiamo la storia di un detenuto che appena uscito di prigione non fa altro che uccidere donne una via l’altra come se non esistesse un domani. Ovviamente c’è un filo rosso grosso così che unisce i destini di questi tre personaggi e non è una cosa particolarmente piacevole. Il cinema di Wingard è iperrealista: camera a mano, recitazione il più naturale possibile, luci naturale e via discorrendo. Il ritmo non è particolarmente scoppiettante, ma la cosa non è per forza di cose un problema. La questione è che A Horrible Way To Die sembra voler essere a tutti i costi un film intelligente che racconta la disperazione, la solitudine e i sentimenti e la cattiveria insite di un’umanità orribile e abbietta. In questo triste mondo malato fanno tutti schifo: alcolizzati, assassini, maniaci, balordi. Il mondo è una fogna puzzolente dove nessuno è innocente e dove tutto sfocia nel sangue. Però qui di sangue ce n’è alla fine ben poco, si preferisce tratteggiare con cura piuttosto che menare quelle pennellate con cui Wingard realizza i suoi film migliori.

Il film NON è così.

Il film NON è così.

DVD Quote:

“Mah. Pensavo molto peggio. Cioè, tipo meglio'”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDbTrailer

BONUS: ci sono 5000 modi per morire.

httpv://www.youtube.com/watch?v=KektA2h5-oE

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

8 Commenti

  1. chew-mecha

    big up per il pezzo dei nerf herder!

  2. A me non è dispiaciuto, non è un capolavoro ma è spiazzante, ben girato e ben recitato, il twist finale poi ci sta.

  3. @ Chew-mecha: i nerf herder sono un po’ i migliori di tutti. di quel disco – how to meet girls – ricordo con amore soprattutto http://www.youtube.com/watch?v=6JquNE4tg0w

    @ Lenny Nero: sì, non è male come video. Certo se uno si aspetta le secchiate de sangue in fazza, magari rimane un po’ deluso. il twist finale non è male ma che ci fosse sotto qualcosa lo si intuisce dopo 4 secondi netti di film…

  4. A me e’ piaciuto il mumblecore applicato a un horror vero e, soprattutto, con un’idea di regia dietro.

  5. Porca vacca pero’ quella foto su di Joe Swamberg non si puo’ guardare O_o

  6. abraxas capitan Perù

    io dei trentenni col pizzetto non mi fido.

  7. coraado

    a me è piaciuto molto.
    come sempre io lascio il mio giudizio per aiutare gli indecisi: “ah, è piaciuto a coraado, allora è una femmenata”.
    però questo è piaciuto anche a cobretti.
    è una vita dura per gli indecisi.

One Trackback

  • Scritto da Violenza Domestica: Marzo 2012 « I 400 calci il 01/03/2012 alle 14:50

    […] la musica, sangue, violenza morte carne psichedelia ti fai gli acidi e poi sei in acido. Invece pare una sola intelligentonata che rumina sulla voglia del regista di confermarsi come uno di quelli che pensano e, si sa, quando […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *