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Kellàn Kellàn: Arena

Intro di Kellan Lutz
Salve, sono Kellan Lutz, forse vi ricorderete di me per Twilight… no aspetta, sono su I 400 Calci: forse vi ricorderete di me per Immortals. Immortals! Dai cazzo, l’avete visto tre giorni fa! Ero Poseidone! Quello che a un certo punto senza motivo casca giù dal cielo facendo un tuffo a bomba… sì, quello con le… ok, bisogna chiarire questa storia una volta per tutte. Ho due scene in croce su Immortals, le ho fatte in un giorno solo, e vallo a sapere ma proprio quel giorno Tarsem era malato. E non solo! Eiko Ishioka aveva fatto spedire il mio costume dal Giappone, ma il corriere aveva fatto un marone e il pacco non era ancora arrivato. Gran casino, nervosismo generale, e alla fine il regista della seconda unità – bravissimo ragazzo – viene da me e mi fa: “Kellan, siamo nella merda, Tarsem ha la malaria e Eiko non ha il telefono. Te lo giuro, non ha il telefono. Dice che non lo sa usare. Non chiedere. Comunque: ci serve un costume per te e non sappiamo cosa fare. Un perizoma e due sandali si rimediano, il tridente è scontato, ma non basta. Tu come lo vedi il personaggio? Tu sei un attore! Dacci una mano, inventa qualcosa…” E insomma, io mi sono messo lì e ci ho pensato. Poseidone, Dio del mare, il mare, le onde, la spiaggia… oh, cazzo volete, non è il mio mestiere. Io faccio e dico quello che c’è scritto sul copione, mi pagano per quello, mica per inventarmi dei cazzo di costumi. Ero nel buio più totale. Ve lo giuro, la fretta, l’agitazione… non lo so come mi sia uscito “conchiglie nelle orecchie”. Abbiate pazienza, su.
Tornando a noi: sono qui per presentarvi Arena, un film di cui sono protagonista e di cui vado molto fiero, che vede la partecipazione straordinaria del grande Samuel L. Jackson. Spero che a Nanni sia piaciuto, altrimenti torno a fare il fruttivendolo.

Grazie Kellan.
Arena! Ci sono tanti film che si chiamano “Arena”. Il primo che mi viene in mente è The Arena, il grande classico del filone “donne di menare”, con Pam Grier e Margaret Markov, rifatto malissimo nel 2001 da un giovane e arrembante Timur Bekmambetov. L’altro è quello che vi ho mostrato stamattina, che è semi-inguardabile ma pieno di pupazzoni, con l’ex moglie di Ridge e coreografie che si rifanno ai tempi d’oro di Bela Lugosi contro la piovra in Bride of the Monster. Poi c’è Tina Arena, e ovviamente Lello Arena (mi sono sempre chiesto se fossero parenti). Ma non divaghiamo.
È la presenza stessa di Kellan Lutz come protagonista a suggerire il tipo di operazione. Non prendi un attore al posto di un atleta se vuoi fare un film concentrato sulle botte, e non prendi un fuoriuscito di Twilight se il tuo target non prevede almeno un 51% di femmine. Davo quindi per scontato che si sarebbero viste poche pizze, e mi chiedevo di conseguenza dove sarebbero andati a parare.
Durante i titoli di testa passa un enorme dirigibile con scritto sopra “Sospendere l’incredulità ORA”, poi si narra di Samuel L.Jackson che gestisce un’organizzazione criminale che rapisce persone da tutto il mondo con dispiego di forze degno della SWAT, le costringe a combattere tra di loro come gladiatori in incontri all’ultimo sangue ambientati in diverse complesse location in green screen ognuna con relativo set di costumi, e trasmette il tutto sull’internet dove la gente può scommettere e votare col pollicione su o giù come nell’antica Roma, o in alternativa con le trombette e il tricchetracche come alla Corrida di Corrado. La loro demografica è rappresentata da due simboliche storyline parallele: un gruppo di teenager statunitensi di sesso misto a un party che interrompono di limonare pur di assistere ai match, e un giapponaro in Giappone imparanoiato duro che cerca di guardarsi gli incontri di straforo in orario di ufficio sudando come uno schifoso. E nessuno sa dove sono, nemmeno l’FBI (lo dice uno dei personaggi), e non c’è nemmeno verso di sabotare i loro guadagni chiedendo a Google di abbassare il loro ranking nelle ricerche. C’è il panico! Parafrasando la leggendaria tagline dell’Implacabile, “è una competizione mortale a cui nessuno è mai sopravvissuto, ma Kellan Lutz deve ancora giocare”.

Una scena fuorviante

Il nostro si presenta dopo essere stato catturato controvoglia, e sapendo di avere il pubblico dalla sua per via di Twilight si monta subito la testa ed espone le sue pretese a Samuel L. Jackson, il quale si vede che vorrebbe metterlo in riga con un calcio in culo ma è anche cosciente del potere d’incazzo delle orde di “Twi-Hards“, per cui lo ascolta.
Kellan ha richieste ben precise:

  • Uno! Avere una ragazza costantemente nuda che gli gironzola per il camerino coccolandolo, medicandolo, intrattenendolo in profonde conversazioni etico-morali e infine lasciandosi trombare con violenza – ma non subito! Deve sembrare che se lo sia guadagnato.
  • Due! Sei combattimenti su dieci verranno skippati in rapido montaggio per dare maggior spazio al punto uno, e di altri due vedremo solo le fasi salienti finali.
  • Tre! Nel finale scatterà un colpo di scena tanto clamoroso quanto insensato, che farà sembrare il nostro eroe un figo totale ma vi lascerà con l’eterno dubbio “ma allora perché non è finito tutto al minuto 15?”

Samuel L. Jackson in linea generale accetta, ma pone anch’esso delle condizioni:

  • A! Quei pochi combattimenti che si vedranno saranno violentissssimi, per controbilanciare l’abuso criminale di CGI.
  • B! Kellan Lutz verrà punzecchiato col taser almeno quattro/cinque volte senza motivo.
  • C! Al penultimo match si presenterà Derek Mears travestito da un serial killer sudafricano di nome “Brutus Jackson”.

I due rispettivi agenti discutono e trovano un accordo soddisfacente per entrambe le parti, e il film prosegue. In aggiunta alle clausole sopraelencate, Kellan ottiene di avere James Remar come mentore e Samuel L. Jackson ottiene di recitare come gli pare e piace senza dare retta al regista. Il film che ne salta fuori è tutto sommato onesto e decoroso: Kellan è grosso e bamboccione senza dare troppo fastidio, Sam si divora ogni scena senza criterio, c’è il coreano buono e sensibile di Lost che ha il destino che si merita, e c’è l’incredibile Katia Winter, costantemente nuda senza motivo incluso un clamorosissimo frontale integrale, la vera inaspettata sorpresona del film. Tutta la parte centrale della pellicola è spesa in inutili generiche chiacchere in attesa che i due protagonisti trombino, ed è – non me ne intendo, vado per esclusione – quella che immagino debba tenere sveglio il pubblico femminile. Ma la cosa rimane confinata nel campo dell’insipido e non sfora mai nel molesto, e l’attesa viene ripagata da litri di glorioso sangue. Qui probabilmente è dove dovrei citare Rome, Spartacus e compagnia, se solo guardassi la tv: che li conosciate o meno, Arena rimane un prodotto sopra la media nel campo dei DTV buono per salvare serate senza pretese quando fuori fa troppo freddo. Degli studenti e del giappo purtroppo non si viene a sapere più nulla, se i primi abbiano limonato e se il secondo sia riuscito a non farsi licenziare: erano soltanto pure funzioni di sceneggiatura, peccato. Vai Kellan, hai vinto un’altra chance.

DVD-quote:

“Un bel prodottino, con nudo frontale integrale in omaggio”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

BONUS:

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18 Commenti

  1. Ma ma ma. Katia Winter è clamorosa (http://www.tvtotty.net/tottyvids18-32/2a43dd20.jpg). Mi piace questo film.

  2. Past & Fasul

    @nanni

    dai,continua con questa catarsi che pian piano il trauma di immortals lo superi.
    però stai attento che è appena uscito il trailer di mirror,mirror! xD

  3. @stanlio: non voglio rovinare la magia, ma in quella foto Katia e’ quella dietro…

    @past: che ci vuoi fare, io quando voglio andare al cinema voglio andare al cinema, non alla Biennale di Venezia…

  4. @Nanni, cazzo. Cercando foto in giro sembrava fosse bionda, la Katia. E quindi. Vabbe’ si apre la caccia alla proprietaria di quei due seni lì che mi han fatto cominciare bene la giornata.

  5. Phoenix

    Ne ha per lei e per quella dietro :D

  6. umbem

    mi state facendo venire voglia di ascoltare Scatman John.

    @nanni (off-topic, scusa): ho visto warrior. avevi ragione. è tutti i rocky sintetizzati in formato cibo per astronauta. mi è piaciuto un sacco. poi con gli irlandesi vai a colpo sicuro, la bottiglia nel sacchetto di carta è un classico imbattibile.

  7. umbem

    e comunque io Samuel Lee lo guarderei entusiasta pure mentre risponde “due sacchetti, grazie” alla cassa del Lidl

  8. Jane Plissken

    Io a James Remar voglio un gran bene, ma… ha problemi economici? Soffre di stress da rischio inattività?
    Ultimamente infila tante di quelle pellicole che si sta avvicinando al record di Christopher Walken.

    Usatela più spesso la lista delle richieste incrociata, aiuta moltissimo!

  9. oddb

    dimentichi la parte più importante del lavoro di SLJ: essere signore e padrone di due fighe asiatiche bisessuali hacker genie dell’internet che quando non rendono irrintracciabile le trasmissioni limonano in attesa che Samuelone si conceda loro. Io dico che era scritto a pag. 1 del contratto.
    Poi hai notato chi è la fidanzatina di Kellan all’inizio? Nina Dobrev, di The Vampire Diaries! e lui ha fatto Twilight! Eh che roba?

  10. Jean Pieri
  11. Schiaffi

    Mi sarei aspettato una rece molto piu’ entusiasta, la cafonaggine e l’intrattenimento sono a livelli altissimi e pure il twist finale ci stava nell’ignoranza complessiva.
    Resto stranito.

  12. @oddb: ma io quelle credevo fossero parte del suo staff regolare…

  13. Naccio Jai Fox

    È davvero un peccato che abbiano scelto un superfico al posto di un superatleta. Avrebbero potuto mostrare 10 combattimenti cazzuti e renderlo “Film dell’Anno Dopo Fast Five” e invece hanno preferito fare strane scene al rallenti con lei che gli cuce le ferite e gli cava i chiodi dalle spalle e lui che urla ma in fondo è un duro. Avrei preferito vedere il duello con la sparachiodi sinceramente…

    Però rimane un bel film e Samuel L. Jackson è sempre bellissimo, bravissimo, simpaticissimo, superbissimo.

  14. umbem

    @ Stanlio & @ Jean: grandissimi, quest’uomo può interpretare tutto il cerchio dell’umano, da Bombolo a Jim Jarmusch (intendo proprio lui, come in Bored to Death).

    Nell’immagine sembra che ti dica “la costina va bene così o la vuoi ben cotta? O VA BENE COSI’?”

    Per quanto riguarda il video (che classe immensa, potrebbe convincermi a qualunque), SLJ è il complentare nella recitazione del granderrimo Gil Scott Heron nella musica. C’è talmente somiglianza nelle voci che non mi stupirei se fosse voluta.

    http://www.youtube.com/watch?v=hjaADbq_2AI

    Comunque, quest’uomo è riuscito a rendere cazzuto un film come basic.

    Persino imbolsito come in Unthinkable (assieme a un altro cazzutissimo, Michael Sheen), fa una porchissima figura.

    p.s. ora cerco un modo per usare SLJ versione “Easter barbecue” come desktop

  15. È chiaro che per apprezzare questo film bisogna essere allenati e in forma. Come me. Per questo accludo un piccolo OT a cui non posso resistere: adesso c’è una app che vi consente di calcolare le flessioni. E indovinate un pò ? le conta usando le vostre nappe !
    app+flessioni+nappa. Io l’avrei chiamata Nappaflex !
    Credo meriterebbe una rece nella sezione: gadget & accessori.

    Ecco come funziona:
    iBending controllerà per voi il numero di flessioni che eseguirete ogni giorno. L’applicazione terrà anche conto del numero di flessioni del giorno precedente e calcolerà una media delle flessioni giornaliere. Tutto questo è possibile solo ed esclusivamente grazie al… vostro naso!
    Per utilizzare correttamente questa applicazione dovrete appoggiare il vostro dispositivo a terra, proprio sotto la vostra testa, mentre eseguite le flessioni. Andando giù con le braccia dovete arrivare a toccare con la punta del naso il tasto “+1″.

  16. joe r. lonsdale

    Decisamente un Adkins e un White avrebbero fatto la loro porca figura. Il twist finale è da facepalm continuo fino ai titoli di coda…
    No dai io lo vedo come un’occasione persa, mi vado a rivedere The Tournament con Kaori che non sarà ignuda, ma è fica TANTO TANTO.

    PS: respect for katie but not shaved no party…

One Trackback

  • Scritto da Violenza Domestica: Febbraio 2012 « I 400 calci il 04/06/2012 alle 12:06

    […] so una sega di niente perché posso parlare di tutt’altro e sbolognare il lavoro duro alla recensione di turno. Non è che mi metta a guardare film apposta per scriverne quattro dense righe messe in croce, […]

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