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The People vs. Gary Gygax: In The Name Of The King: Two Worlds

The field is lost.
Everything is lost!
The Black One has fallen from the sky
and the towers in ruins lie.

Quando Nightfall in Middle-Earth uscì nei migliori negozi di dischi, Uwe Boll aveva 33 anni e quattro film alle spalle (e un’enorme quantità di ore spesa a tirare dadi 20 e leggere romanzi di R.A. Salvatore), la seconda edizione di Advanced Dungeons & Dragons era in giro da un paio d’anni e la saga di Shannara aveva appena conosciuto il suo primo prequel (Il primo re di Shannara, una roba terribile). Io, invece, di anni ne avevo 15, avevo capito che rileggere Il Signore degli Anelli a intervalli regolari mi faceva stare bene e che giocare a D&D con gli amici era, in nove casi su dieci, una tremenda delusione e un’esperienza non paragonabile allo stare davanti al PC insieme a Minsc e Boo.

Fast forward a otto anni dopo: continuo a rileggere Il Signore degli Anelli a intervalli sempre più o meno regolari e ad ascoltare Nightfall in Middle-Earth quando sono sbronzo marcio, D&D è arrivato all’ennesima revisione della quarta edizione e Uwe Boll non ha ancora perso la passione per il fantasy generico e per il peggiorare la propria reputazione a ogni film. È l’anno, il 2006, del suo primo tentativo di dare forma ai suoi sogni brufolosi e copiare Tolkien: per quattro spicci e un gratta-e-vinci ottiene i diritti per girare In The Name Of The King, un film basato su Dungeon Siege, il quale, e qui sono pronto ad aprire una parentesi di confronto con quei quattro interessati all’argomento, è un videogioco di merda uscito in sordina nel 2002, un patetico tentativo di lucrare sulla necessità fisica sempre più pressante di avere per le mani un nuovo Diablo. Riassunto di Dungeon Siege: un coacervo di roba fantasy, e un asino per trasportare gli oggetti in eccesso. Uwe Boll, il coraggioso, prova a nobilitare almeno il film con la generosa aggiunta di Jason Statham, Ray Liotta, Gimli e una serie di altri nomi più o meno altisonanti. Risultato: nulla di che, con in più un pizzico di noia. Ve ne avevamo già parlato.

Sopra: gente che si diverte mentre gira un film.

E così arriviamo a oggi: Boll ha accumulato altri film di livello, io attendo ancora il nuovo Diablo e ho riascoltato Nightfall In Middle-Earth non più tardi di cinque mesi fa, Il Signore degli Anelli è finalmente passato di moda, soffocato tra riedizioni di cofanetti di raccolte di collezioni di antologie in Blu-ray, pessimi giochi per 360 e PS3 e una generale disaffezione del pubblico per linguaggi inventati (Avatar non fa testo), cretini in armatura e onore cavalleresco. In più, il mondo fa ogni giorno un po’ più cagare, e si pensa a tirare la carretta piuttosto che ad ammazzare terribili nemici a colpi di spada. Ecco perché In The Name Of The King: Two Worlds è, già nei suoi presupposti, un enorme «WTF?» (tralasciando il fatto che il collegamento con il film precedente è vieppiù pretestuoso, e che non c’è Giasone). È un WTF perché se proprio bisogna fare del fantasy oggi, insegna Sean Bean, bisogna metterci incesto, sesso selvaggio, tradimenti e possibilmente eliminare qualsiasi distinzione tra buoni e cattivi: serve un mondo popolato da stronzi, perché questo vuole la gente, perché si fa fatica a farsi fare un contratto a progetto da 900€ al mese e figuriamoci cosa ce ne frega di cavalieri senza macchia che sacrificano tutto per una causa più grande. Al limite, si può fare una piccola concessione alla tradizione stabilendo che qualcuno dei personaggi è più stronzo degli altri, giusto per aiutare lo spettatore a orientarsi. ITNOTKTW, invece, è il ritorno al sano, vecchio manicheismo fatto di spadoni e profezie e bontà d’animo, ed è quindi, nella migliore delle ipotesi, fuori tempo massimo.

La storia va così: Dolph Lundgren, ex militare canadese in pensione con un problema di alcolismo, viene magicamente catapultato in un mondo parallelo – grazie al sapiente utilizzo di un pessimo effetto speciale – da una tizia magica, che di lì a poco morirà ma avrà ancora a disposizione un paio di scene in versione “appaio a Dolph Lundgren in sogno”. Nel mondo parallelo, deliziosamente caratterizzato da Boll in assolutamente nessun modo specifico, Dolph incontra un re alchimista. Il quale compare in scena sistemandosi un parrucchino (particolare che da lì in avanti non verrà più considerato). Il re con il parrucchino dice a Dolph che lui è The Chosen One, e deve recarsi nella Enchanted Place in fondo alla Dark Forest dove ci sono delle Horrible Beasts, e deve farlo per andare ad assassinare la Dark Mother – in altri momenti chiamata inspiegabilmente Holy Mother, ma sempre e comunque regina e padrona dei cattivissimi Dark Ones –, sì da riportare la pace nel mondo grazie all’uso del Catalyst (io giuro che tutte le parole in grassetto a un certo punto compaiono nella stessa frase). Dolph, biascicando one-liner con accento svedese e un certo imbarazzo negli occhi, accetta il suo destino e decide di partire, non prima di aver provato a farsi un pisolino e di aver fatto conoscere al medico locale – che è Natassja Malthe, già vista strizzatissima in completo di pelle negli ultimi due BloodRayne – le gioie del cazzo del ventunesimo secolo. Anzi, del Time Beyond, come lo chiamano i mondoparallelisti.

«Come hai detto che si chiama quella roba che mi hai fatto con l’alluce e la radice di mandragola?»

Da lì in avanti, il film è strutturato come una serie di copia-incolla, il cui template è questa scena:

Interno, notte
DOLPH sta provando a prendere sonno
mentre si tormenta sul suo destino
MESSAGGERO GENERICO entra trafelato

MESSAGGERO GENERICO: DOLPH, il [re / strega / consigliere / indovina] ha bisogno di te!
DOLPH: Ma io stavo dormendo! È da quando sono finito in questo mondo del cazzo che non chiudo occhio! Vabbe’, ‘rivo.

DOLPH si reca dal [r/s/c/i]

DOLPH: Bella zi’.
R/S/C/I: DOLPH, tu sei l’eletto. Vai a uccidere il [c/r/i/s].
DOLPH: Le azioni parlano più delle parole. Ora vado là e gli faccio il culo. Porterò la pace su queste terre. I’ve covered wars you know?

DOLPH si avvia verso il tentativo di pisolino successivo

NB: in tre occasioni, il template di cui sopra viene lievemente modificato, sostituendo “Interno, notte” con “Foresta, giorno” e la parte successiva con “DOLPH cammina finché non arriva qualcuno che vuole picchiarlo. DOLPH vince”. Il Mondo Fantasy Senza Nome è pieno di foreste.

“Nondescript” è l’aggettivo perfetto per nondescrivere ITNOTKTW, una storiella fantasy talmente frettolosa che sembra che abbiano cominciato a girarla quando lo script era ancora in fase embrionale, e invece di nomi come “The Murky Forest of Urkaflaz” e “The Enchanted Shrine of Clergynton” (utili a dare l’idea che il mondo raccontato abbia una sua personalità e una storia alle spalle) ci fossero scritte solo indicazioni generiche tipo “Dark Sth.” o “The Chosen Someone”. La carenza assoluta di personalità e la generica poverinità permea ogni dettaglio, dai castelli che sembrano un’attrazione di Gardaland all’accento yankee con cui gli NPC blaterano frasi in pessimo Engrish per dare un tono epico alla vicenda. Non ci sono guizzi né idee, quelle che, per dire, abbondavano anche nei peggiori fantasy anni Ottanta (la fortezza del Mostro di Krull vale da sola mezza filmografia di Boll). Da un film con Dolph Lundgren, però, uno si aspetta almeno una buona dose d’azione e menare. E invece le sequenze di botte si riducono a:

1. la scena iniziale, con un inseguimento nei boschi di Vancouver che pare la ripresa amatoriale di un LARP fatta per un documentario tipo The People vs. Gary Gygax (se qualcuno fosse interessato mi contatti, io vorrei girarlo davvero)

2. due-scene-due di battaglia nella foresta, in cui i Dark Ones, cioè dei tizi con il cappuccio («È per onorare i loro morti») maneggiano maldestramente degli spadoni mentre Dolph tira loro i pugni e vince

3. la battaglia davanti alla fortezza, con l’ingresso trionfale del dragone in CGI (copiato da un miniboss qualsiasi di Devil May Cry), che fa una gran figura come “miglior personaggio del film” soprattutto quando sputa fuoco

E in tutto ciò non speriate di godervi almeno una cascata di sangue e arti amputati, perché ITNOTKTW è deliziosamente educato: siamo dalle parti di Fantaghirò, con tre o quattro risse in cui gli infilzamenti avvengono fuori inquadratura. Tutto il resto è: Dolph che spara one-liner, Natassia Malthe che fa smorfie da attricetta nell’intro di un porno lesbo, una generica sensazione di confusione e smarrimento («Contro chi è che combattono? I Dark Ones non erano mica i cattivi? Che senso ha quello che stanno facendo tutti?»), qualche sbadiglio.

Insomma, ITNOTKTW è il genere di film che nessuno sano di mente guarderebbe da sobrio e/o da solo, il genere di film che sul momento mi ha divertito molto per il suo essere totalmente sbagliato e fuori tempo e che ero già pronto a esaltare come nuovo apice di bruttezza creativa ma che, a conti fatti, è solo un filmetto fantasy del cazzo che può giusto regalare un’ora e mezza di intrattenimento a chi ancora un po’ si gasa se sente le parole “gibberling contaminato” o “illithid” e che disgusterà il restante 99% della popolazione mondiale. Il genere di film, insomma, che anche paragonato allo standard di Boll è brutto.

2, colpo mancato critico.

Dvd-quote suggerita

«Un film con degli attori che fanno delle cose per dei motivi»
(Nome Cognome, filmdelcazzo.com)

>> IMDb | Trailer

PS: la notizia migliore relativa a questo film è che Kotaku dice che Diablo III uscirà il primo febbraio. Non credo che questo impedirà a nessuno di fare filmetti fantasy del cazzo, ma almeno potrò ignorarli senza remore.

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29 Commenti

  1. Phoenix

    Diablo III :O

  2. E in tutto questo, e per colpa vostra, complice la totale perdita della mia libreria di iTunes (avvenuta ieri), ho riascoltato i Blind Guardian di fine anni ’90. Era dall’inizio del ginnasio (ben 6 anni fa!) che non lo facevo. Maledetto Stanlio!

  3. Gianni Solo

    Purtroppo per D3 la Blizzard ha smentito, il miracolo si fa attendere

    http://multiplayer.it/notizie/97564-diablo-iii-diablo-iii-uscira-il-1-febbraio.html

  4. Da bravo nerd mi sono commosso al ricordo di Minsc e Boo, per il resto fottesega del film e blizzard ha già smentito, così tanto per farci rosicà.

  5. Clark Kentucky Fried Chicken

    povero Dolphino, se nemmeno lui riesce a risollevare un film deve essere proprio caccona.

  6. I am following the will of the One.

    Comunque Two Worlds è un altro gioco, se gentilmente per una volta Uwe ci mettesse almeno una parola sua apprezzeremmo il tentativo.
    E vallo a dire all’HBO e chi si è fatto il mazzo per inventare la lingua dothraki per il telefilm, che non vanno più le lingue inventate. Se sento ancora una volta “valar morghulis” uccido qualcuno.

    Tornando vagamente in tema, Dolph mi arrazza molto di più di Jason Statham (sono femmina, è a voi maschi che piace J. S., ricordatevelo), mi ha comprato con quella foto lì in mezzo all’articolo in cui alza una spada davanti a uno stargate.

    Mi prendo uno di quei quattro posti e condivido, ma a Dungeon Siege sono arrivati anche al III, Uwe non credo vorrà essere di meno; finché devasta quello e non Dragon Age: Origins mi va bene tutto.

  7. Comunque, se è uscito Duke Nukem: Forever dopo quattordici anni c’è sempre speranza per Diablo III. Miscredenti.

  8. Clark Kentucky Fried Chicken

    un Ot grosso come il talento di Peter Dinklage:

    http://www.battlecraft.it/viewtopic.php?f=21&t=5759

    /scadere nel ridicolo mode ON.

  9. @Magdalena.
    Nell’ordine: Two Worlds non credo sia stato usato per quel motivo lì (non credo neanche che Boll sappia che esiste, Two Worlds: per me la sua supposta passione per i videogiochi è, appunto, supposta). Altrimenti se te la prendi per questo va a finire come la recente disputa Scrolls vs. Elder Scrolls.
    Su GoT e la HBO, sospetto che non sia per la lingua dothraki che il telefilm va tanto, mi sa che son più cose tipo questa http://moosal.files.wordpress.com/2011/10/0001.jpg che lo fanno funzionare.
    La brutta notizia, invece, è che la foto di Dolph piazzata lì in mezzo viene da He-Man (il film). In ITNOeccecc è ben più rotondetto.
    Mentre su Dragon Age credo non ci sia rischio: mi sa che Boll non c’ha i soldi per comprarsi la licenza, ma neanche per scherzo. E io dico che tempo un paio d’anni (aspetta che esca il terzo capitolo e che Game of Thrones arrivi tipo alla quarta stagione) e Dragon Age diventa direttamente un film seriovero. Mi ci gioco dieci euri.
    Diablo III IS A THING! Nel senso, uscirà sicuro: è praticamente pronto, credo sia già oltre la beta. Devono solo decidere quando farlo uscire. Sperando che il risultato finale sia più dignitoso di Duke Nukem Forever, altrimenti è la volta buona che m’incazzo e comincio a giocare solo a Farmville e Angry Birds.

  10. @Stanlio: ma sì, andiamo in ordine.

    Sì è probabile che quel “two worlds” sia la roba più banale per aver buttato un cristo da una parte all’altra che neanche Elric. La tua teoria sulla sua supposta passione ha dell’innegabile fascino. In effetti potrebbe pure odiarli i videogiochi, ora che ci penso, giustificherebbe molte più cose una missione distruttiva che una passione così logorante da avergli mangiato il cervello.

    Ma i soldi per Statham e Lundgren… dove li trova?
    Davvero, è bastato Darfur? Ditemi di no (lo so che la storia dei fondi di Boll tiene banco da mesi, ma su quest’uomo esistono solo domande, zero risposte).

    Ma sì, GOT va per ovvi motivi. Ma sempre lì siamo: non glielo dire a quel poveretto che s’è dovuto fare il mazzo per i mongoli (nel senso vero) del khalasar.

    Avrei dovuto capirlo che quel Dolph non è del nostro tempo, ma dopo il restauro in technicolor(neon) di Bridges ho deciso che voglio crederci, sempre e comunque.
    Non ci sono brutte notizie: in Expendables mi rimestava gli ormoni uguale, quanto potrà essere calato di tono (fingo volontariamente di non vedere quella locandina).

    Dieci euri?
    Con dieci euri non mi ci compro manco il Frozen Throne che ancora mi manca, o rilanci o nada.
    E non passare al lato oscuro: puoi sempre giocare a Starcraft II nel frattempo, no?
    Un miracolo alla volta!

  11. No, Starcraft II non ce la posso fare: l’ultimo RTS a cui ho giocato in vita mia è Warcraft 2, da allora ho capito che la mia capacità di gestire unità, edifici, upgrade e tutto quanto mentre della roba cattivissima arriva lancia in resta a farmi il culo è pari al mio talento con i giochi di picchiare tipo Mortal Kombat. Solo che in Starcraft II non posso spammare sgambetti per vincere cheap e far incazzare l’altro.
    Ci ho Dark Souls ancora da finire e Deadly Premonition fermo a metà, tanto.

  12. Ah Dark Souls, in mano a gente capace potrebbe venire fuori un filmone ma non succederà mai. Peccato, è un gioco stracarico d’atmosfera.

  13. Mi sono immaginato una versione ancora più muta e desolante di Valhalla Rising e ho cartonato le mutande. Grazie Pippo, ora devo restare senza biancheria tutto il dì.

  14. Kurosawa, Puppami La Fawa

    Oddio la Nerdness…
    dico solo un cosa:
    Il film di THE WITCHER

    5 alto a Stanlio per Deadly Premonition, io sto in modalità massive retrogaming —-> http://www.youtube.com/watch?v=D8G0mVmvxdo

  15. @Kurosawa: se mi vai a parare su Sapkwoski mi mandi in vacca la discussione perché qui si parla di Geralt fino alla fine dei tempi.
    Sii buono e fa il bravo.

    @Stanlio: io e te non siamo più amici. Circa.
    Sono i giochi in cui più o meno me la cavo meglio, ma ad aver solo torrette e niente mura mi incazzo, perché devo tirar su duemilacinquecento ziggurat dei non morti arriva un cazzo di albero e butta giù tutto.
    Stupidi undead.

    Non avevo dubbi che ai picchiaduro fossi un cheattone.
    Deadly premonition non pervenuto, su DD come Pippo (Pippo ma tu scrivi! Prima o poi trovo tempo anche per te).

  16. Sono un cheattone perché non ci gioco mai. Ammè me piacciono altre cose, nei videogiuochi.
    Deadly Premonition è Twin Peaks. In molti più modi di quelli che potresti aspettarti. Lo trovi a 20€ nuovo, io ci farei un pensierino, se non ti turba il gameplay giurassico e i poligoni grossi così.
    Comunque se a) Verbinski ha fallito con Bioshock, b) nessuno è mai riuscito a fare Monkey Island, c) si parla di Assassin’s Creed come qualcosa di plausibile, d) il film di Raimi su World of Warcraft è rimasto bloccato nei sogni bagnati di milioni di nerd di tutto il mondo, significa che per i FILMTRATTIDAVIDEOGIOCHI non c’è più speranza alcuna. Non che ce ne sia mai stata troppa, però.

    (io vado avanti fino a settimana prossima eh, se continuate a rispondermi. Proprio shameless. Fate voi, però intorno alle 19 stacco che a casa mi aspettano i culi di dinosauro di Lost Izalith così poi magari entro domani finisco Dark Souls e ricomincio un bel NG+)

  17. Va beh, finché Nanni non mi butta fuori si può tener banco, tanto tra poco io vado a letto e abbandono capre e cavoli al loro destino.
    Come fa a non piacerti Mortal Kombat?
    È roba da inquisizione.

    Dopo i mesi di WoW vai tranquillo, non mi turba più niente; il fallimento del progetto di Verbinski mi brucia abbastanza, però è peggio quella di WoW. Però di Raimi produttore, ecco, non è che mi fidi molto. Credevo di potergli perdonare tutto, poi ho visto i primi 20 secondi di The LEgend of the Seeker e la mia vita è cambiata.
    Non credevo possibile una virata verso la merda, e invece.

    I film tratti dai videogiochi fanno la fine dei film fantasy: mani sbagliate, tempi sbagliati, gente della generazione sbagliata.
    Poi vai a dar torto ai commenti su qualsiasi filmato della Blizzard di Youtube.

    Ma il film di Halo? Niente niente eh?

  18. I giochi de menare for menare’s sake mi spaccano il cazzo quasi quanto i random encounters dei JRPG. Problema mio, lo so.
    Il problema dei film tratti da videogiochi è sempre il solito: le due industrie devono smetterla di inseguirsi, perché non se ne può più di giochi che provano a essere film (ciao, Uncharted) né di film che vogliono essere videogiochi (ciao, Prince of Persia). Se no ci si ritrova per le mani giochi che ti fanno fare tre cose in croce per farti star dietro allo script pensato per te dai designer, e film che sono una collezione di cutscene intervallate da momenti di gameplay recitato da cretini in costume. Che entrambi riconoscano di essere qualcosa di diverso e provino a incontrarsi, non a copiarsi. A costo di fare quello che parla sempre delle stesse cose, voglio più roba tipo Silent Hill, che oltre a essere un film più che dignitoso è l’unico esempio che mi venga in mente di film che parte da un videogioco per elaborare una sceneggiatura piuttosto che citare continuamente momenti del gioco da cui sono tratti per fare winkwink ai gamers che hai forzosamente portato al cinema.

    Il film di Halo, che potenzialmente è roba esplosiva, non lo faranno mai: sono tutti troppo stupidi per capire come farlo, e quindi zerella. Almeno, spero: l’idea di vedere The Rock vestito da Master Chief che dualwielda due fucili al plasma e spara oneliner sullo sfondo di un tremendo pianeta in CGI da quattro soldi mi fa fare incubi orrendi ogni notte. Fai te che vita.

  19. Devo rimediare Valhalla Rising e un pannolone.
    Hai la ics bocs Stanlio? Volevo fregiarmi di aver giuocato con un redattore dei 400 Calci. Deadly Premonition sarebbe bello ma il sistema di combattimento è troppo brutto, io onestamente l’ho mollato.
    @Magdalena E’ una minaccia? :D

  20. @Pippo: sì, isbossaro. Però no Isbos Laiv, io: con i videogiuochis divento un lupo solitario (http://it.wikipedia.org/wiki/Lupo_Solitario_(librogame)), o meglio, sono allergico al gioco onlain in toto e le uniche robe multiplayer che mi concedo sono i tornei di Fifa con divano birra patatine.
    Deadly Premonition è completamente ROTTO sotto tutti i punti di vista – è pure lentissimo e troppo dialogoso –, ma è talmente STRANO che non posso fare a meno di esserne affascinato. Posto che anch’io a un certo punto l’ho mollato e mi sono dedicato a Dark Souls (che sto giocando tutto offlain, ché sono coraggioso).

  21. OT
    nell’attesa di DIABLO III (si lo so che non ti piacciono gli on line RPG)

    http://www.geek.com/articles/games/south-park-rpg-is-an-epic-quest-all-about-fitting-in-2011125/

    nessuno che parla di skyrim? gente che parla la lingua dei draghi a caso
    /OT

  22. Ingmar Van Peebles

    @Magdalena: Dragon Age origins è bello perchè non canone. Se fanno una serie vera, voglio che sia parallela al gioco. E poi non c’è bisogno di Boll per rovinare il franchise, guarda come hanno ridotto DAII in un conflitto manicheista fra mutanti e razzisti … così, avrei molte cose da dire in realtà in un post come questo, ma meglio no, me le tengo.

    Una sola cosa la dico però: “Go for the Eyes, Boo*! for the eyes!”

    *Nella versione in lingua spagnola si chiama Bubu. Che roba ‘sti madrelingua spagnola.

  23. Nikita Kitano

    del primo film non sono neanche riuscita ad arrivare a metà, sono entrata in coma prima, dalla noia.. e lì almeno c’era Jason cazzo!

    @Magdalena in che universo il Dolph attizzerebbe più di Jason ?!?! O.o girl you’re crazy!!!

    @Stanlio così per dire, chi ci vedresti nel ruolo di Guybrush Treepwood ?? :D

  24. @Stanlio: mangia meno pesante, quelli non sono sogni normali.
    Però con tutto il resto del discorso sono d’accordo, ma vaglielo a spiegare, a malapena hanno imparato in un secolo a estrapolare un film da un libro.

    @Pippo: nah, è un dato di fatto. Ti ho anche già ritrovato da altre parti, la pozza degli scrittori esordienti italiani è molto stretta.

    @BombLaTour: questo è praticamente l’unico blog in cui non si parla di Skyrim, quindi insomma, credo si sia evitato nel tentativo di mantenere l’innocenza.

    @Ingmar Van Peebles: no infatti, io preferisco che non la facciano e basta. A posto così.

    @Nikita: ho una passione per gli ariani, non ci posso fare niente.
    http://www.badhaven.com/wp-content/uploads/2011/12/MOVIES_Expendables_Dolph.jpg
    Guarda qua: lo prendo a scatola chiusa, anche senza istruzioni svedesi illustrate.

  25. @Bomb: sì, cazzo, sì! Ne ho letto su Game Informer e ho pensato: «Se è Parker/Stone approved devo almeno provarci, per rispetto e affetto».
    (Skyrim ce l’ho in casa, è ancora implasticato e in attesa di venire sverginato – o di sverginarmi, non ho ancora capito)

    @Ingmar (e Magdalena): che poi il vero problema di Dragon Age è che, scrittura a parte, i giochi sono brutti, nel senso proprio di gameplay scadente, AI dellammìnchia e game design un po’ poverello. My two cents, ovviamente, ma visto che me li avevano presentati come “i giochi che riempiranno il buco lasciato da Baldur’s Gate” mi aspettavo molto di più di quattro aree in croce con qualche NPC con cui interagire à la Bioware e dei mostrini sparsi. Vabbe’.

    @Nikita: CHRIS O’DOWD (bonus: un logopedista che gli sistemi un po’ l’accento).

  26. Nikita Kitano

    @Stan ahahahah mitico! quello di The IT crowd?!? :) devo sforzarmi per immaginarmelo con un codino biondo.. ( l’hai visto FAQ about time travel ? )

    @Mag l’unico “ariano” che mi sconfinfera è Rutger Hauer credo.. massimo rispetto per Dolph, ma continuo a tifare Statham!

  27. Visto, sì!
    (dico FAQATT)
    Delizioso, la cosa più Douglas Adams mai girata (con buona pace di Martin Freeman, della scema che canta e di Guida galattica in genere).

  28. babaz

    Uno che mi cita Dead Rising in una recensione di Uwe Boll merita la mia standing ovation, anche una seated ovulation in caso… clap clap

  29. @babaz: sorrido molto perché temevo che Frank West fosse ormai andato sprecato nel vento. Ti vu bì mattutino.

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