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La Furia dei Titani e l’arte del guardare il bicchiere mezzo pieno

Sigla, sulle note della sobrietà.

Ero molto curioso di vedere che avrebbero combinato con questo sequel, al punto che ho chiesto a Nanni di mandare me in missione ad ogni costo.

Perchè il sequel di un remake ha comunque più chance del remake stesso, visto che non deve attenersi a un bel niente ed esplorare a tavoletta le potenzialità della faccenda, che in questo caso non sono poche eh.

Il remake ci tengo a dirlo è di un film che mi ha fatto i bozzi in testa da bambino e mi ha fatto conoscere un mito assolto per me: Ray Harryhausen in più lo vidi al cinema parrocchiale con zia Rita che era una forte e viveva sempre con la tuta dell’ Adidas rossa a zampa come i Tenenbaum e litigava sempre a bestemmioni col prete che voleva benedirle casa, quindi ci associo solo cose liete a quel film.

Al di la dei legami affettivi obiettivamente il remake mancava l’obiettivo e non ci riconsegnava quella mitologia rivisitata in chiave fantasy dell’originale, era anzi piuttosto routinario e piatto, aggiungeva cose non necessarie ( tipo i beduini di legno con gli occhi luminosi) e in generale banalizzava e depotenziava non solo la mitologia d’origine ma anche la trasposizione di essa nel film del 1980 che, seppure con alcune libertà, alla succitata mitologia prestava un certo rispetto.

Le libertà di sceneggiatura erano prese con il fare di chi sa bene la storia originale e ne da una sua versione personale. Il remake invece sembrava la riproposizione cinematografica di una sessione di gioco coi pupazzetti nella testa un bambino delle medie un po’ scemo che non ha ripassato la mitologia per l’interrogazione. Personaggi loffi, attori senza empatia, trama banale e via una serie di cose che non ti facevano mai coinvolgere col film. Però… Però. Ci sta almeno un però e pure grosso.

Dove la regia e la sceneggiatura e il reparto costumi perdevano colpi, quelli di scenografia ed effetti speciali se la cavavano bene e in alcuni casi volavano altissimi. Qua e la ci stavano scene, posti, creature che levati.

Statue ciclopiche che franano a mare, tombe nel deserto prese di peso dalla colossale tomba di Antioco sul Monte Nemrut in Turchia, scorpioni giganti finalmente giganteschi, popolazioni cenciose in esodi di massa e stavi li che dicevi: “Ma cazzo dai lo vedi che qualcosa di buono potevate combinarla?!”.

Finito il film però questa sensazione di irrisolto, di zoppo, rimaneva e con tutti suoi limiti tecnici l’originale restava imbattuto sia nel cuore che ai punti.

Quando il sequel venne annunciato pensai: “Ora che non devono più fronteggiare il paragone con l’originale e improntare il franchise, tireranno fuori una cosa meglio… Possono fare come gli pare praticamente!”.

Quindi vado speranzoso, come vi dicevo all’inizio, che ci fosse un kickstart serio del fantasy mitologico.

Il film parte subito con una bellissima sequenza in cui un epigrafe in inglese moderno campeggia su una sepoltura greca come a sottolineare “Se pensavate che con il secondo film ce ne fottesse un pelo di più dell’ attinenza vi sbagliavate di grosso!”.

Con l’attinenza mitologica mandano via via  farsi benedire di li a poco: la plausibilità dei comportamenti, l’interesse per la vicenda, lo spessore dei personaggi, la trama… Proprio come nel primo film! Anzi se possibile le figure mitologiche qui sono usate ancora più spregiudicatamente per non dire a cazzo di cane. Veramente eh, non che uno si aspetti della filologia però tutto è assolutamente a casaccio in maniera arrogante, tipo “ho comperato i diritti della mitologia greca e ci faccio quello che cazzo che voglio”, sarò un secchione bacchettone ma è un modo di fare che a un certo punto esula dalla sospensione della credulità e dalla versione personale e sconfina un po’ nella diseducatività. Per dire, persino un cartone come Ulysse 31 aveva un attinenza più stretta con l’Odissea di questo film.

La trama è nulla, un espediente basilare da videogioco: tocca che Perseo faccia fuori tre mini-boss per recuperare tre armi e assemblarle in una sola super arma per sconfiggere il boss di fine livello in questo caso Crono, il Titano padre degli dei. A interpretare questo canovaccio, a parte un dignitoso Zeus\Liam Neeson e un decente Ares\Èdgar Ramirez, una serie di facce da schiaffi su cui svettano Agenore\Toby Kebbell e il già appurato e inespressivissimo Perseo\Sam Worthington. Nello svolgersi di questo canovaccio tutta una serie di situazioni messe li ad infilarle una dietro, l’altra tanto per far vedere dei fondali.

"Vai Perseo ecco le tue armi!"

E qua casca l’asino. Perchè come per il prmo film il forte è la parte visuale e qua non ci sono solo una manciata di scene a farti rizzare la schiena sulla poltrona ma proprio la gran parte del film.

È un delirio di epica da heavy metal: Altered Beast che incontra il neoclassicismo e il  Frazetta più spinto. Il delirio. Il biglietto sentivo di averlo già speso bene quando Perseo e suo figlio Elios vanno a pregare Zeus nel tempio (basato sulle fattezze di quello di Olympia, una delle antiche sette meraviglie del mondo), in mezzo a statue giganti degli Dei crollate e dimenticate da un umanità ormai dimentica delle divinità.

Ho sempre amato il minimalismo

Quando Perseo si libra in volo sul Pegaso nero il mio cervello fottendosene sega del commento musicale del film, da li in poi fa risuonare in loop Achille’s last Stand dei Led Zeppelin e sono fregato.

Avevo bisogno nella storia del cinema di una sequenza in cui le ali non sono posticce, in cui non si vede il green screen, in cui una delle figure basilari del racconto fantastico (un Eroe a cavallo di un Pegaso) finalmente venisse rappresentata in tutta la sua epicità ingenua, persino controluce al tramonto! Nel primo film Pegaso funge un po’ da caccia-bombardiere qua invece si libra in aria e io volo con lui, lanciando d’in su la groppa dadi da 20 come fosse riso ai matrimoni.

Notevole la rappresentazione del Tartaro come una terrazza che si affaccia su un abisso di gole rocciose nelle quali privo di sensi è imprigionato Crono e alla quale si può accedere solo attraverso dei gironi labirintici in costante movimento, la cui complessità impedisce di fatto il tornare indietro e il cui ingresso sulla terra ferma è una sorta di torre di Babele di Bruegel

Attico e superattico

Crono è qualcosa di enorme, titanico davvero. Una montagna di magma rappreso che mena tutto, spazza via città scureggia fiotti di lava da ogni poro.

"Ddeligatìsssimo"

Seguono battaglie tra demoni dell’inferno che breaks loose e amenità varie, finalmente Perseo e Andromeda si innamorano, cosa che accadeva oltre che nella mitologia anche nel primo Clash of the Titans ma inspiegabilmente non nel remake dove Perseo era guidato più da una livorosa vendetta personale (e a farsi benedire l’archetipo dell’eroe guidato dalla purezza dei sentimenti) che dall’amore per la bella regina.

C’è da dire per completezza che alcune cose in 3D sono brutte fortissimo al punto che rimpiangi la verosimiglianza dei bellissimi pupazzoni di Harryhausen e anche l’esperienza 3D al cinema non è granchè, credo che a breve mi rifiuterò di vedere altri film in 3D perchè il gioco non vale la candela di tenere in testa quegli occhiali-pinza terribili per un ora e passa che poi vuoi buttare le orecchie.

Finale che ci telefona in maniera un po’ Conan-esca un terzo sequel e a ‘sto giro speriamo che si riesca nella incredibile impresa -questa si epica per davvero- di unire un film con una trama decente e dei personaggi un pelo interessanti con tutta questa indigestione di magniloquenza visiva che da sola non sazia del tutto neanche me che sono uno che je piasce il cinema divertente.

Una seconda opinione sintetica del Nanni Cobretti:
Ciao, vi ricordate di me? Sono quello a cui il primo film era piaciuto. Ci tenevo a dire due cose che spiegano Lo Sbaglio di questo sequel:
1) se l’errore del primo film era una sceneggiatura assolutamente scema, per rimediare non ne scrivi una ancora più scema e poi la dai in mano a un regista che non ha nemmeno il buon senso di buttare tutto in tamarraggine e la prende invece in maniera serissima, evidenziando all’ennesima potenza la scemaggine del tutto con bonus meganoia
2) se l’errore del primo film era il 3D farlocco, tu non prepari un altro film in 3D farlocco per di più affidandolo a un regista che è famoso per usare montaggi frenetici, primissimi piani e camera a mano anche per inquadrare una partita a canasta.
Insomma: Hollywood, vaffanculo.
E meno male che almeno i mostri erano molto grossi.
È tutto, grazie.

DVD Quote:

“Altered Beast, con la Triforce ma con una trama brutta”
Darth Von Trier, i400calci.com

“Ridatemi subito il mio Leterrier”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>>IMDb | Trailer

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63 Commenti

  1. AaVv

    @Stanlio: Sì sono andata a vedermi tutto l’ambaradan su Wikipedia. Compreso che David Goyer è quello di Doctor Who e Ultraviolet. Basta questo?
    E comunque ci credo che sono passati direttamente al Rinascimento: Dopo Roma, Spartacus e tuttoquellocheèstatofatto sulle Crociate (compreso “Le Crociate”) hanno pensato bene di portare una ventata di nuovo, no?
    A quando una bella serie tv sul Sacco di Roma. 1527: Clemente VII, il papa più sfigato della Storia, la diaspora degli artisti, la fine del Rinascimento e ovviamente…i lanzichenecchi di Carlo V e la peste! E adesso non dirmi che un film sulla peste nera l’hanno già fatto perchè purtroppo l’ho anche già visto.
    Anzi, anche un film su Carlo V non mi dispiacerebbe.
    Ma che posso farci…Alatriste è uno degli ultimi bei film che ho visto negli ultimi anni.

  2. AaVv

    quello che volevo dire è che ho un debole per i film storici. La Regina Margot compreso.

  3. Stanlio Kubrick

    un film sulla peste nera l’hanno già fatto

    Sì, questo. Che dici? Ne esistono altri? Non ne so nulla.

    Comunque c’è che David Goyer poraccio ha pure scritto Dark City. Però poi ha in curriculum – e DA REGISTA – l’horror sul culo di Odette Yustman, quindi ecco.

  4. AaVv

    @Stanlio. Dark City, ok che ero Piccola, ma penso sia stato uno dei film più belli che vidi all’epoca. Soprattutto perchè con i sensi unici che cambiano tutti i giorni è praticamente diventato realtà. Non era quel film dove ogni notte cambiavano la planimetria della citta? Non ho tempo di andare a controllare, cazzo, mi rispondi troppo in fretta, praticamente riesci ad anticiparmi le risposte. E in ogni caso starei anche facendo finta di lavorare.
    Non mi ricordo altri film sulla peste. Però se per caso hai letto Gargoyle di Andrew Davidson credo che in mano ai registi giusti ne verrebbe fuori un capoavoro. No? Attore porno carbonizzato mentre beve guidando la sua Jaguar, mitologia, scultrice sciroccata che dice di essere la reincarnazione della moglie del tipo nella sua vita precedente, Compagnie di Ventura, Violenza, balestre, altra mitologia, Vichinghi! Insomma ci sono abbastanza V per attirare l’interesse del cinefilo medio.

  5. AaVv

    @Stanlio: ah, sì…mi ero dimenticata. C’è anche la peste. Quella nera, bubbonica della Firenze del 1348 e del Decamerone.

  6. Stanlio Kubrick

    Ehi, il Decamerone c’è anche qui!
    non va bene, eh?
    Comunque non ho letto Gargoyle, no. Me lo consigli? Sono in cerca di letteratura da ombrellone dopo aver finito Hunger Games, e arrivato a “Jaguar” mi hai comprato.
    E sì, anch’io starei facendo finta di lavorare. Ma non è colpa mia, torno da una trasferta di qualche giorno, mi sono stancato, devo recuperare.

  7. AaVv

    @Stanlio. Come letteratura da ombrellone ti consiglio piuttosto La Progenie di Guillermo del Toro (basta?) e Chuck Hogan oppure Paragon Hotel di David Morrell (a proposito di: perchè non ci hanno ancora fatto su un film?).
    Per quanto riguarda i film sulla peste io mi riferivo a Black Death con Sean Bean (anche qui un po’ in veste Ned Stark ma anche un po’ Boromir che non guasta mai. Una cagata pazzesca ambientato in Inghilterra nel XIV secolo.
    Però sai com’è…streghe, caccia alle streghe, riti satanici, peste nera, un po’ di sovrannaturale che non guasta mai…vabbè a volte la sera pur di avere la scusa per ubriacarsi in santa pace si guarderebbe di tutto.

  8. AaVv

    @Stanlio. Anche Decameron Pie. Ebbene sì, mi sono vista anche quello. Con Micha Barton post O.C. Ho detto tutto. Non mi ero accorta fino ad adesso di aver toccato il fondo. Grazie per avermelo fatto realizzare.
    Però lì a me è stato “Decameron” a comprarmi. Penso di essere una delle poche persone ad averlo letto in integrale. E ad avere l’ e-book sullo smartphone. Deformazione professionale.

  9. maiorana

    a me il film è piaciuto…anche per la mancanza di una trama approfondita forse;in fondo perchè far parlare gli attori quando gli attori non sono capaci?comunque nanni aspettiamo tutti il tuo film su gesù…

  10. @maiorana: il mondo non e’ pronto. A cominciare da una buona parte dei miei parenti.

  11. Segnalo che sul Corriere della sera di oggi 3 Aprile 2012 c’è un articolo di due pagine a firma di Paolo Mereghetti sulle luci e le ombre del 3D. Non aggiunge molto a quello che abbiamo detto più Su, ma il Corriere è il primo quotidiano nazionale e mi sembra indicativo il fatto che se ne parli. Nell’articolo si segnala un saggio lungo e corposo di Joachim Lepastier intitolato I sogni perduti del 3D apparso sull’ultimo numero dei Cahiers Su Cinéma. Ciao

  12. Il Presidente

    Boh, l’ho visto (in 2D, dopo lo spreco di soldi col primo) ma non so. Mi sono addormentato durante lo scontro finale. Concordo sul fatto che molti effetti fossero gozzerrimi ma in generale non ho mai visto così tanta NON VOGLIA in fazza agli attori. Sì, mitologia da videogioco per chi è cresciuto con God Of War piuttosto che con l’originale.

    Ora, dato che mi sono abbioccato forse non dovrei parlare ma: perché nei titoli di coda ci sono due attori che fanno Apollo e Atena quando nel film non ve n’è traccia?????

  13. Guy KuroFawa says:

    02/04/2012 at 08:33

    Piuttosto mi rigioco la Pentalogia di “God Of War”

    MITICO!!!!!

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