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CONTIENE SATANA: “Machine Gun Preacher” (Marc Forster, 2011)

La madre di famiglia Dolores Point Five è stata folgorata dall’exploitation cristiana di ultra-destra. Ora dice che questi film sono la nuova frontiera del cattivo gusto, più altre cose relative all’Industria del Cinema. Quello che c’è da sapere in generale lo trovate qui.

Nel primo capitolo abbiamo affrontato lo scottante tema degli uomini che fanno causa al  Diavolo mentre la moglie tossisce.

 

 

 

 

Mettersi davanti a Machine Gun Preacher alcuni mesi dopo il disastro umano e antropologico che è stato la campagna KONY 2012 può provocare effetti non previsti.

Considerando che tra il vero Machine Gun Preacher Sam Childers  e i cristiani evangelici di destra non dichiarati tali finché li han presi sul fatto noti come Invisible Children non so bene se ci siano mai stati forti legami o no, ma che il predicatore dicono sappia come si tiene in mano un AK[–] , e qui lo fa Gerard Butler  ma nel mondo reale in effetti pare il terzo biker da sinistra nella quinta scena del bar di Road House, se devo scegliere, mi tengo lui, grazie.

We're dealing with a badass here.

 

Machine Gun Preacher è quello che succede quando produttori che han sempre fatto tutt’altro nella vita dicono oh il Nazareno tira da bestia quest’anno, e decidono che l’exploitation cristiana si può coniugare al film d’azione patinato da Italia 1. Quindi si fiondano sulla seconda storia vera di fede con qualsiasi appeal di massa oggi (la prima era chiaramente questa) e vai, si riunisce un elenco di co-producer che ci manca giusto Frankie Tre Dita, e tutti tra loro si danno di gomito ripetendo «stavolta prendiamo il pubblico dei cristianoni e PURE quelli che vogliono vedere un film dove si spara E PURE alcune signore di sessant’anni in cerca di sfighe mediorientali E PURE quelli che credono con un titolo così sia tratto dal fumetto ufficiale dei Black Keys, per forza».

E quindi abbiamo un film sull’importanza dell’amore di Dio sintetizzabile nella scena di Gerard Butler con la bandana che spara un razzo contro un camion.

A questo punto lo spettatore si senta libero di vedere selettivamente solo quello che vuole. O di ribattezzare Killdozer il protagonista, ad esempio. Ma va molto molto bene anche Action Jesus.

A premesse da stadio, film da stadio.

 

Detto ciò, la cristianità muscolare del genere “Gesù, speed metal e rutto libero” esiste davvero. E’ minoritaria, ma esiste. C’è il punk minister Jay Bakker, e se ne parla parecchio in un libro che si può leggere d’estate, Rapture Ready!.

Torniamo a noi.

Mentre scrivevo questo pezzo la frase che ho cancellato più volte è stata: «a essere onesti, […] ».

E’ andata così: raccontavo le azioni, poi mi fermavo e dicevo no, dai, a essere onesti qua ci sono anche delle sfumature, se racconti tutto in modo tanto spiccio fai sembrare exploitation cristiana pure Romeo deve morire.

Quindi, mentre leggete, tenete sempre presente che:

a. rispetto al film medio del filone, questo è Il Petroliere;

b. c’è un divorzio quasi integrale tra gli sforzi di scrittura per dare qualche sfaccettatura a cose di personaggio, di DIO, di conversione e di tutti, e il regista di Il cacciatore di aquiloni.

But my faith is like a bullet / my belief is like a bolt.

 

Forse gli sforzi di sfaccettatura non erano poi così consistenti, è vero. Forse, se tu filmi il bambino africano che salta su una mina e sotto ci metti IL MUSICONE CHE FA PUM PUM PUUUUUUUM, e intanto sei comunque partito da un biker tatuato che uscendo di galera biascica y’all go fuck yourselves now, okay, non puoi pretendere ch’io ti giudichi in grado di padroneggiare gli scarti di tono.

 

[Del resto, nell’anno che ha separato me e voi, io ho guardato davvero quasi solo documentari. E alla faccenda della musica spalmata ovunque a sottolineare tutte le emozioni, specie se la musica è brutta, sono molto sensibile. Guardate l’RVM della telecamera nascosta nel soggiorno di casa Point Five, queste sono le mie braccia agitate, le mie gambe stecche che saltano sul divano mentre urlo STAI FILMANDO IL REALE, COSA C’ENTRA IL SONORO EXTRADIEGETICO, TUA MADRE.]

 

Sigla, dai.

 

Citazione biblica prima dei titoli di testa? Partono subito le mitragliate, qui non c’è tempo da perdere.

Genere laico sfruttato senza pietà e/o film precedente copiato cambiando giusto un po’ i nomi: il film di violenza e disagio dei badass in questa società demmerda che sfuma nel film d’indubbio impegno sociale alla Hotel Rwanda, più mezzo chilo di americano bianco che salva il mondo.

L’eroe senza macchia : Un biker drogato da parcheggio per roulotte della Pennsylvania specializzato in rapine e pestaggi che riassume la propria vita terrena nella frase I love them guns.

WHAT. Indeed.

Non ci credo. Allora, il Gerry esce di prigione per imprecisati reati forse di violenza e subito gli fanno venire i cinque minuti. La fedele moglie Michelle Monaghan lo viene sì a prendere e ci si accoppia energicamente in macchina parcheggiata, ma gli ha nascosto un segreto: mentre lui stava in cella LEI HA TROVATO GESU’, quindi non beve più, non si droga più e ha smesso di ballare nuda per soldi, preferendo un guadagno onesto in fabbrica. Il Gerry prende ORRIBILMENTE soprattutto quest’ultima notizia, deride i suoi sforzi cristiani, le dice «tanto sarai sempre una troia tossica» (sic) e riprende la vita di prima, facendosi fare pere dalla ganza del suo amico Michael Shannon  nei cessi dello stesso biker bar dove di giorno c’è le vecchie che si pettinano con una forchetta, e poi anche rubando soldi e roba da uno spacciatore NEGRO. (Segnatevela.)

Fin qui, L’Eroe è il tizio che nella Christpo pura si vede due scene e mezzo prima d’essere portato via dai démoni.

 

You should thank Him for saving your sorry ass.

 

Ma Dio ha un piano anche per il Gerry: la stessa notte della rapina, mentre lui e il Michael guidano via felici (e il Michael si fa iniettare eroina a crudo dal Gerry mentre guida la macchina, cosa che mi ha provocato un lieve turbamento), danno un passaggio a un matto forse barbone che cerca di accoltellarli. Il Gerry lo riempie di coltellate LUI e lo mollano lì, nella neve.

L’episodio indica al nostro che è arrivato il momento di accettare Gesù come salvatore. Viene quindi battezzato nel fonte della locale congregazione Battista; diventa un marito devoto e un uomo onestamente impiegato nell’edilizia.

Questi sono i primi 20’/30′ minuti di film, SAPPIATELO.

 

Simboli.

 

Satana ESISTE o è un Simbolo?  Satana è il simbolo del fatto che al mondo succedono cose sanguinose a cui può essere molto difficile trovare un senso, ma allo stesso tempo Satana esiste: si è incarnato nel signore della guerra  rapisci-bambini ammazza-cristiani Joseph Kony.

La Bibbia e/o il fucile (metodo prescelto dai Buoni per sconfiggere il Male): Il Gerry scopre l’esistenza dei massacri in Sudan andandoci a fare il volontario con un gruppo cristiano. Fraternizza con un combattente di parte avversa (spoiler: egli resta incredibilmente vivo per tutto il film) il quale lo porta a vedere L’ORRORE (campi profughi, chirurgia sommaria, bambini senza più la bocca, villaggi in fiamme) e gli spiega chi è Joseph Kony.

Tornato in America, il Gerry – che nel frattempo ha messo su un’onesta impresa di costruzione – ha una visione fuori campo e intavola un doppio progetto: una chiesa di quartiere «per i peccatori come me», dove «anche i biker e le prostitute possano sentirsi accolti», e un orfanotrofio in piena zona di conflitto in Sudan.

Il lato Bibbia scatta perché è il Gerry stesso a diventare l’anima della congregazione, usando anche la sua storia personale a dimostrare che Dio può amare i peggiori uomini e donne se loro lo accettano nei loro cuori.

Il lato fucile scatta la prima volta che i cattivi gli bruciano l’orfanotrofio. Da lì in poi il Gerry è tutto un LOCK AND LOAD QUESTA E’ UNA GUERRA CRISTO.

 

Fatti sparare da Gesù.

 

A libero arbitrio come siamo messi?   Abbastanza bene. Ogni persona, cristiana o meno, può sempre scegliere come comportarsi. (Memento la REDENZIONE). In generale qui trionfa la visione muscolare del DIO C’E’, per cui, realisticamente, da un lato il badass convertendosi potrebbe aver solo cambiato spacciatore, e reagisce male quando glielo si fa notare, ma d’altro lato aizza i discepoli dicendo loro «Dio non vuole pecore, Dio vuole LUPI per combattere la sua battaglia».

Tuttavia, a parte alcuni casi, non sarà il carpentiere in quanto seconda incarnazione postmoderna di Jesus a mettere le mani in faccia a un figlio-fratello in Dio.

 

 

Fischiettare la sigla di COPS mentre si svuota il caricatore in aria (suggerimento obbligatoriamente superabile per cui fare il Male potrebbe essere più divertente che fare Il Bene) : non voglio nemmeno pensare a quale livello di iper-semplificazione del conflitto Uganda / Sudan siano arrivati i realizzatori di questo prodotto molto pio, per cui stiamo sui personaggi americani.

Se i primi 20’/30′ sono una tragica ode al tunnel del divertimento medio dei senzadio (pere, road house, calci di fucile in faccia agli spacciatori), il resto del film testimonia che il Gerry anche da redento apprezza the finer things in life, come la sua bella moglie, con cui continua a fare del sesso matrimoniale che s’intuisce soddisfare entrambi. (C’è una scena ATOMICA dove loro due han messo a nanna la bambina nella nuova casa onesta però fica – tipo in mezzo a un bosco MA a due piani – e si sbaciucchiano in cucina, e lui le chiede se lei per caso gli farebbe uno di quei balletti che faceva un tempo per denaro, e lei ride e dice nu-uuh, ma poi un accenno di grind glielo fa.)

 

 

Un matrimonio felice.

 

DETTO CIO’, un elemento di intrattenimento per lo spettatore senzadio potrebbe stare nel guardare Gerry diventare sempre più unhinged, sia nella predicazione sia nell’agire cristiano di furiosissimo sdegno. Ad esempio: l’orfano. La sapete quella dell’orfano? E’ bellissima. C’è questo orfano ex bambino soldato che vaga per l’orfanotrofio africano e sta buono ma sempre zitto, e scruta il Gerry come se lui avesse LE RISPOSTE, e a un certo punto l’orfano versa dell’acqua al Gerry ma ne fa cadere un po’ sul tavolo, al che il Gerry senza esitazione gli tira una gomitata in pancia e l’orfano fa un rinculo pauroso, tipo di un metro.

 

L'HA FATTO VERAMENTE

 

La minaccia fantasma (allarmi meno urgenti di Satana che tuttavia denotano la corruzione di certi individui o società intere) Oh la la. I tre più evidenti:
1. i cristiani della domenica, quelli che danno feste sontuose con i nachos nelle loro ville ma poi rosicano i soldi alle missioni umanitarie anche se basterebbe tanto poco;
2. la droga, vedi sotto;
3. le figlie adolescenti che vogliono andare ai loro prom anche quando in TV vengono date notizie tremende sulla situazione del Sudan. Ecco, lì ho temuto che Gerry pestasse anche la sua, di figliola. Invece no, però il senso rimane.

 

 

 

 

I got the results of the tests back, I definitely have breast cancer (disgrazie superflue messe lì per fare ancora più brutto) : uno pensa che in un film sul genocidio il genocidio parli da solo, e invece.

La scelta più ovvia sarebbe l’amico biker eroinomane che viene salvato tramite irruzione fucile-in-mano nella tana dei junkies coi Deep Purple  in sottofondo, disintossicato alla San Patrignano senza le botte in testa (PREGA DIOBONO, PREGA E MORDI LA PALLOTTOLA), ripulito nell’amore del Dio che perdona comunque e poi lui ricomincia palesemente a farsi le pere in tempo per morire di overdose e incendiare la grossa crisi morale del protagonista. Però, egli è pur sempre Michael Shannon, che riesce a farti sentire il sudore al di là di uno schermo. Per cui la strumentalità imbarazzante di tanto sub-plot passa quasi in secondo piano rispetto alle scenette con Michael Shannon con questa maglia straccia alzata che gli si vede un lembo di pancia magra mentre telefona al Gerry sussurrando cioé zio, tu credi che davvero Dio ci perdona per tutte le cose che abbiamo fatto zio.

 

Il mio cuore è una freccia nella foresta.

 

No, ragazzi. Il vero I definitely have breast cancer è un altro. E arriva presto.

Durante il primo viaggio del Gerry in Sudan il suo amico soldato lo porta a visitare un villaggio. Purtroppo il villaggio è appena stato distrutto. Cadaveri, devastazione. Tutto. E si vede un cane giallo che scappa via impaurito.

La sequenza è la seguente:

cane scappa / bimbo corre dietro al cane / bimbo sparisce / primi piani del Gerry / BOOOOOOOOM / urla di altri bambini / Gerry corre / bimbo giace tranciato da mina antiuomo / Gerry regge il cadavere / Gerry piange NOOOO, NOOOOO / musicone tipo Gladiatore.

 

Se arrivati a questo punto date alle fiamme il DVD bestemmiando, non sarò io a passarvi il secchio dell’acqua. MA…

 

Alla fine chi vince? Alla fine vince DIO.

L’ultima parte del film, di base, è un terzo atto in puro stile Fascinema.

 

Sì, l'ho detto.

 

Vedete, al cittadino Gerry non gliene frega più un cazzo. Lo deludono TUTTI. I governi, le ONG, la moglie che dopo anni di sostegno incondizionato gli fa notare che sta buttando sullo psicopatico, l’amico l’è morto, l’America è tutta Occidente decadente e l’Africa è INSANABILE. E quindi il Gerry diventa un giustiziere assetato di sangue che sembra sempre sul punto di grugnire this time it’s personal. Spara sempre più a caso, spaventa i militari buoni che gli danno una mano e ora giustamente lo considerano un suicida. L’amico nero al tramonto gli dice, «the men don’t trust you to lead them in battle», e lui niente. Le granate si tirano senza vedere dove atterrano, e lui niente. Finché succede il miracolo: una notte l’orfano della gomitata va da lui, gli dice delle cose molto toccanti sulla guerra e sull’orrore che entrambi loro si portano dentro – non mi ricordo se gliele dice in inglese o con i sottotitoli e lui non capisce ma afferra il senso – e da lì il Gerry trova la forza per combattere in nome di Cristo ma dividere un po’ il job e il personal. Telefona alla figlia in America, gioca a pallone con gli orfani e imbraccia di nuovo il fucile d’assalto, perché un solo uomo compassionevole a volte può fare la differenza.

 

Finale con le facce vere dei veri protagonisti sui titoli di coda più una mini-intervista con il vero Gerry che dice che a un certo punto STICAZZI, tutti i metodi sono leciti per salvare dei bambini rapiti.

 

 

Taken 2 The Streets.

 

Termina il plot, principia l’estetica.

 

 

Fratelli che sbagliano (contentini offerti ad altre religioni monoteiste / donne senza figli / persone non sposate) Hm. NO. I Cristiani sono massacrati dalle truppe di Kony, descritte come “musulmane” in una singola battuta. (Mentre nella realtà pare sia tutto molto più complesso.) L’unica donna non allineata al Gerry che si veda per più di UNA scena è una relief worker di imprecisata affiliazione MA che la prima volta lo sgrida dicendogli «cosa sei, un turista?», la seconda gli dice «non ti illudere, sei un mercenario come la gente che combatti». La terza volta il Gerry le salva la vita e non la guarda nemmeno in faccia.

Back to the motherfuckin’ county jail (rapporto tra il film e le razze non ariane) : in Africa ci sono i neri buoni, che sono lavoratori e volonterosi, e ci sono i neri cattivi che sparano ai bambini quando non li obbligano prima a sparare alle loro mamme. Semplice, no?

Come una mezza annata di Svegliatevi! sparsa sul tavolo di vetro del tinello (foschi presagi richiamati da immagini, suoni etc.) Ecco, se c’è una cosa che ho apprezzato TANTO del film è proprio questo aspetto trucibaldo, perché si butta in campo il più grosso segno dell’ira/amore di Dio: IL TORNADO.

 

Oibò.

 

No, dai, sentite. Accade che sul trailer park dove vive il Gerry già redento con moglie e bambina s’abbatte un tornado terribile. Roba che vola, mago di Oz, nessun posto dove andare. Allora il Gerry apre a fucilate UN BUCO nel pavimento della roulotte, ci mette dentro le sue donne e ci si butta sopra a tenere fermo tutto, urlando non ho distinto le parole, ma mi piace immaginare GO AHEAD, SHOW ME WHAT YOU GOT, HUH, BITCH.

Il giorno dopo non soltanto sono tutti vivi e la roulotte ha quasi retto, ma dal disastro nasce la prima forte opportunità di lavoro per il Gerry redento, che fino a lì se la passava male. E’ proprio vero che ogni nuvola ha un risvolto argenteo.

 

John Milton ritorna, è tutto perdonato (il tocco altissimo per fare fichissimo) Il musicone piazzato ovunque ci sia bisogno di ricordarci che ehi!, staremo anche guardando un film intitolato «Il Predicatore col Mitra», però in Africa i bambini muoiono davvero.

 

Il crocefisso e il caciocavallo   (l’accostamento sacro/profano pensato per raggiungere un pubblico più ampio): lui che erige orfanotrofi con la maglietta della Harley, lui feticista delle armi da fuoco alla Commando, lui che cerca invano di insegnare ai bambini africani a giocare a baseball e poi alla fine accetta che a sud di Glasgow vince sempre ‘o pallone.

 

 

Ci crede o ci spera? (livello di consapevolezza da parte del metteur en scéne di star girando la versione religiosa del Polipo Assassino) : secondo me Marc Forster è il Mark L. Lester del film di impegno civile. Non ci crede, ma un po’ ci spera, e qualcuno gli dà dei soldi.

Parentesi. Quando ho visto The Eagle  la cosa più bella erano le interviste al regista tutto stizzito perché qualcuno gli chiedeva del bromance, e lui che ripeteva nonnò, nonnò, questo è un film istorico con la testapposto, voi siete in malafede e io sono un artista. Ecco, a tratti è ripugnante, ma tra questo e L’ultimo re di Scozia io rivedrei questo tutta la vita.

 

 

Facevo Riccardo III, cinque chiamate alla ribalta (attore in più visibile imbarazzo della ciurma) : Gerard Butler negli ultimi anni è diventato una garanzia di bidone siderale. Saranno stati i film a cui Jason Statham ha detto scusate ho una dignità, le commedie con Katherine Heigl che ho visto in aereo e volevo infilarmi due spade in bocca, sarà stato che Tom Hardy è diventato famoso grazie a una cosa in cui non si slacciava nemmeno i polsini, ma il Gerry ora risponde alla voce meh. E se ne rende conto lui per primo. Certo, ha ancora il suo occhio abbassato postprandiale e il fatto che quando è andato a SNL ha fatto The Sexecutioner, ma ti rende la vita difficile.

Gerry però qui ci da più che dentro, pigliando tutto come se fosse il suo Petroliere per davvero. E anche gli altri sono tutti o convinti o abbastanza professionali da portare a casa il pezzo.

Rassegna stampa :

 

–  This film is based off a true story, but also this is a typical example of why people become Christians. A classic story of redemption.

–  Horrible movie about a *beep* up fighting attempted murder by murdering people in another land. Seriously, I’m impressed.

– Machine Gun Preacher ain’t your mama’s Christian movie. In fact, it ain’t a lot of Christians’ idea of an inspirational movie. But it should be.

 

DVD-quote suggerita:

«ESTA L’E’ ‘NA CHIESA, NO UN CASINO.»
(Dolores Point Five, i400calci.com)

 

DVD-quote suggerita se prendiamo in considerazione solo gli aspetti geo-politici del suddetto film, e stavolta non lo diciamo con le parole di qualcun altro, ma con la faccia di qualcun altro: 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se alla fine di Machine Gun Preacher tu non stacchi un assegno per l’Africa, il film ha fallito il suo unico scopo in quanto pellicola.

Non è un prodotto di cui puoi dire «è brutto a modo suo»; quando è brutto, lo è perché a. ti manipola in modo allucinante oppure b. sembra una fiction italiana con le fucilate e un protagonista più bello che ancora si chiava la legittima (scusate), oppure c. tratta cose COMPLICATE con lo stesso piglio hey-white-guys dei film di Ken Loach quando non racconta il Regno Unito. (L’avete visto La canzone di Carla? L’avete visto Adrien Brody sindacalista vs. lo sfruttamento delle maid messicane, che io ancora me lo sogno di notte e mi sveglio urlando?)

DETTO CIO’, l’elemento “Cristo e conversione” è trattato con più finezza della roba media. Almeno ci provano. E questo, unito alle premesse e all’esito, lo rende un inedito epigono religioso del genere Fascinema, con Dio e Satana che guidano la mano del Cittadino che Si Ribella.

Tuttavia, è proprio l’insistere su redenzione e riscatto a dimostrare che questi qui c’hanno provato a fare della Christploitation, ma non ne hanno capito un tratto fondamentale. Un tratto che salirà PREPOTENTEMENTE alla ribalta nel film di cui parleremo la prossima settimana, un film di religione dura dove viene stabilito una volta per tutte che sì, dovreste accettare Gesù come vostro salvatore, ma è già troppo tardi.

Se intanto volete vedere un bel film su un tizio che non sa nemmeno lui se è un matto o un profeta, guardatevi Take Shelter, lì ci sono i tornado, Michael Shannon e tutti i foschi presagi che potete desiderare.

 

Sigla.

 

 

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21 Commenti

  1. Gigos

    Ah, un post da 18.000 righe, come una volta…
    Bentornata, Madre di famiglia.

  2. Stanlio Kubrick

    Mi inchino prostrando il capo fino a terra.
    E ci tenevo a dire che d’ora in avanti considero Machine Gun Preacher «un film che ho già visto» e lo commenterò ed esprimerò giudizi critici basandomi solo sul pezzo di Dolores.
    Incidentalmente, ho un’amica che l’ha visto arrivandoci da un’altra prospettiva (= studia africanistica, considera il 99% dei film del mondo “un mezzo oper perpetrare stereotipi razzisti/imperialisti/neocolonialisti” o, nel migliore dei casi, “un’americanata”) e mi ha detto all’incirca le stesse cose ma virate spikelee.
    In conclusione, «alla faccenda della musica spalmata ovunque a sottolineare tutte le emozioni, specie se la musica è brutta, sono molto sensibile» => ti scongiuro se sei ancora innocente stai lontana da Friends with Benefits o rischi di finire nelle pagine di cronaca nerissima del tuo quotidiano locale di fiducia sotto titoloni tipo “Uccide tutti con la morte e poi dà fuoco al quartiere”.

  3. Naccio Jai Fox

    Però tutto sommato mi è venuta voglia di vederlo ora…

  4. honkytonkman_aka_james bondi

    Io non ho letto se non il 5,3% del post di Dolores, era troppo lungo, però mi ha convinto lo stesso.

  5. Ragazzi, rispetto al film di settimana scorsa questo qua è La battaglia di Algeri.

    (E aggiungo: avendo ormai finito di vedere i film, anche se voi ne leggerete a puntate, questo tra tutti è forse l’unico di cui si può dire “un film” – nel senso: “un brutto film”, “un film non riuscito, “un film strano che vuole inserirsi in quattro generi contemporaneamente…” – e non, come gli altri, “una cosa che assomiglia a un film.)

  6. @Naccio Jai Fox
    Si, anche a me… È “Gesù, speed metal e rutto libero” che mi ha convinto.
    Se poi levi Gesù e ci metti qualsiasi altra cosa mi comperi uguale con quella combo.

  7. Dolores è su un altro Livello.

    http://www.youtube.com/watch?v=uQqs-Cno5Bc

  8. “la moglie che dopo anni di sostegno incondizionato gli fa notare che sta buttando sullo psicopatico” mi ha fatto ridere tanto.

    Comunque dispiace sapere gente potenzialmente seria come Michael Shannon e Michelle Monaghan in prodotti del genere.
    E dispiace anche di più vedere quella roba linkata sul surf con un Dennis Quaid photoshoppato che neanche il Silvio.

    Pieno sostegno morale anche sulla questione brutta musica infilata in ogni dove.

  9. Phoenix

    Sto film fa schifo.

  10. Se vogliamo ragionare sulla questione “brutta musica”, che tanto i commenti a questo li leggiamo in tre, io mi sto chiedendo: avrei provato lo stesso fastidio davanti alla colonna sonora di Machine Gun Preacher, se al posto di corni inglesi e temi del Gladiatorino fosse partita fortissima, che ne so, “Immigrant Song”?
    Sempre comunque messa a sottolineare le cose DRAMMATICHE che la macchina da presa ti sta già mostrando?

    (secondo me sì, ma sono in malafede)

  11. Stanlio Kubrick

    La questione “brutta musica” purtroppo ci porterebbe molto lontano dal tema del pezzo, ma comunque anche per me la risposta alla tua domanda è: «Sì».
    Se penso ai film più brutti che abbia visto negli ultimi anni (chessò, Friends with Benefits, What to Expect when you’re Expecting, Sucker Punch), mi rendo conto che soffrono tutti dello stesso difetto. No, non “essere brutti”, cioè, sì, ma non solo: anche la storia della musica sparata a cazzo a ogni istante.
    È l’horror vacui applicato alla narrazione cinematografica.

  12. Phoenix

    Mah l’approccio emotivo con audio sia su musica che su effetti di sottofondo è anche una questione di sensibilità personale. Certe persone metterebbero pooooo-popopopopoooooopoooooooo su un sacco di film, oppure some of them want to use you…

    Mi è capitato di vedere un telefilm dove si supponeva ci fosse una scena frenetica e coinvolgente e hanno messo sto sottofondo tipico di botti batterie e schiamazzo ritmato che dovrebbe farmi aumentare il battito del cuore e coinvolgermi in un’emozione che cmq non stavo provando. Il che produce l’effetto opposto a quello voluto, l’alienazione.

    Io personalmente in generale preferisco i silenzi (specie nell’horror), le musiche solo nei momenti giusti e ci deve comunque essere una sintonia fra i gusti di chi ce le mette e di chi ascolta.

    Quando il film è scadente è come sparare sulla croce rossa prendersela con le musiche… anche una musica bella sarebbe risultata stridente con un film poco credibile (tuttalpiù uno apprezza la musica ma non il film).

  13. Terence Hell

    Christ Exploitation meets Fascinema, si consiglia la visione per il LOL o meglio proprio no?
    La musica ovunque mi ricordo aver raggiunto picchi di fastidio puro in Drive Angry

  14. Terence: temo che molto dipenda dalla tua soglia del LOL personale (così come – spoiler – il film della prossima puntata, quello con Rob Lowe che si suicida tramite iniezione letale e mentre muore rivede i momenti felici passati un tempo con moglie e figlio in formato Super8 / Instamatic)

    Tutti gli altri: [opinioni personali mode on] io ricordo come terribili soprattutto questi casi di DRAMATIC SCORE; so bene che la pratica affligge molti film “leggeri”, spesso con raccordi e montage del tipo (personaggi che si fanno le smorfie con la canzoncina in sottofondo / personaggio triste passeggia con canzoncina in sottofondo), ma per qualche ragione, pur essendo figlia della stessa pigrizia (se pigrizia è), in quei casi mi disturba meno.

    E ora, la mia arma finale: http://www.youtube.com/watch?v=gArLSir1dac

  15. (uh, Kurofawa, a me “African Child” è venuta in mente solo qualche giorno dopo, altrimenti non sarei arrivata intera ai titoli di coda. #lol )

  16. babaz

    pezzo glorioso, ma la .gif animata in chiusura ha vinto l’internet
    davvero!

  17. Che ridere quella cosa scritta a pagina otto!

  18. @Dolores: stavo cominciando ad annoiarmi, e poi arrivi tu!
    Finalmente una cazzo di RECE che è una RECE.

    @tutta la band compreso El Jefe Marion: se non l’aveste capito, qui c’è da imparare. Ma NON poco eh.

    p.s.
    segnalo la melliflua presenza di gentechenonholettotuttoilpostperchèeratroppolungo
    “this time it’s personal”

  19. Michael Jail Black

    Letto solo ora. Bellissimo!
    Comunque qando si parla di chopper e dio mi viene in mente sempre questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=w15nQHGn4Zk

  20. primo

    fondatore di Angels of East Africa, un’associazione caritativa che sfama ogni giorno più di 3000 persone.
    Taci che è meglio.

  21. Alessandro

    Oh mamma, per la prima volta mi è capitato di venir intimorito da una recensione. L’ho letta con l’avidità di un assetato nel deserto che trova un’oasi con acqua pura, e mi sono spisciato dal ridere.

    Per chi non mi conosce, io ho motivi personali fanatici per credere (non è autoconvincimento, è proprio una frase per descrivere i miei istinti) che “Qualunque cosa è meglio di nulla” ma qua e là ho visto qualche film che non mi è piaciuto, e anche se in genere finisco col non condividere le recensioni di questo sito (ho letto molte rece scettiche su film che ho poi adorato) cavolo stavolta sono sconvogliato davvero.

    Credo… che non lo vedrò…

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