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Dredd, nel 2012, ha una sfiga abominevole

In cui, visto il mega-floppone al botteghino in patria, si è più o meno deciso che Dredd 2012 non uscirà in Italia, ma visto che domani esce il dvd anglofono noi ve lo recensiamo lo stesso. E con noi, intendo lo speciale double impact Nanni Cobretti & Darth Von Trier. Pronti via:

(il pezzo di Darth Von Trier)

Dopo esserci guardati indietro al Dredd cinematografico del 1995 e aver fatto un po’ un quadro della situazione col Dredd dei fumetti, arriviamo a vedere cosa succede oggi col Giudice più impettito di Megacity One.

Qualche tempo fa lessi di questa nuova incarnazione cinematografica del personaggio e venni colto di nuovo dalla mia perplessità sulla fattibilità di un Dredd credibile al cinema. Per me Dredd con la sua commistione di satira e action violenta è un po’ intraducibile al cinema senza sbilanciarsi da una parte a danno dell’altra e, ahimè, è solo con la media-res del fumetto che il personaggio funziona. Un po’ come con Lobo trasposto al cinema: con questi personaggi pazzerelli si entra in un territorio minato di compromessi e traslazioni da un linguaggio a un altro in cui irrimediabilmente qualcosa cambia e la posta in gioco è l’intero appeal del personaggio, mica robetta.

Il mio sopracciglio inarcato di perplessità si rilassò però di colpo quando lessi che stavolta -a differenza della volta precedente- il film su Dredd era stato supervisionato da John Wagner e aveva ricevuto il di lui seal of approval. Per quanto avesse comunque avuto delle divergenze in fase di sceneggiatura, alla fine aveva dato il suo benestare e accettato una trasposizione più realistica del personaggio. Oh, io di quello che se lo è inventato il personaggio tendo a fidarmi quando ne parla, anche perchè disdegnò la versione imperfetta ma manco così terribile di Sly, per cui stavolta per approvare vuol dire che ci dovremmo essere.

Dai che ci spero! Dai!

Ci siamo quindi? Ora ci arriviamo, calmi.

Vidi quindi le prime foto di scena e rimasi abbastanza soddisfatto. Benchè Karl Urban non abbia il phisique du role di Stallone, funzionava comunque abbastanza ed era anche comprensibile e accettabile che la pacchianissima divisa dei Giudici venisse modificata in una versione più da S.W.A.T.. Sono quei piccoli passi incontro alla plausibilità che necessariamente si devono fare quando si passa da un fumetto ad un film: l’importante è non esagerare e stravolgere, ma non mi sembrava questo il caso. L’atmosfera dei set era cupa e decadente, uno sprawl sconsolante, e anche qua trovai la cosa azzeccata: nel film del 1995 Megacity One per quanto ricostruita senza badare a spese era tutta un po’ troppo giocattolosa, mancava la patina di degrado necessaria a Dredd. In ultimo Wagner assicurava che stavolta Dredd non avrebbe levato l’elmetto: la conditio sine qua non Dreddiana era stata ristabilita.

E allora? Ce piasce?
Lasciando la scottante questione The Raid al pezzo del capo, il film soddisfa alcune cose, rimedia ad alcune pecche del film precedente e, tenuto conto del budget esiguo, cerca di sfangarsela il meglio possibile puntando comunque sulla messa in scena fisica piuttosto che sull’abuso di CGI, che per me nel 2012 è sempre un merito al cinema.

Ammazzare in faccia finalmente in Dredd si può.

Cosa funziona del film?

Innanzitutto ci sta un Dredd che fa Dredd, non un istrione bensì un Robocop in cane ed ossa, uno che anche sotto il fuoco più pesante  non gives-a-single-fuck ed esegue i criminali come maiali al macello senza muovere un muscolo facciale per tutto il film. Uno a cui non riesci a volere bene, e che nel suo essere tutore rappresenta quella senzazione di disagio che abbiamo quando veniamo fermati dalle forze dell’ordine anche se abbiamo tutti i documenti in regola, il disagio che ti trasmette chi sta lì a farti le pulci e che volendo qualcosa con cui fregarti lo trova sempre. A Stallone alla fine io avrei dato anche le chiavi di casa, ad Urban no. E aldilà del fatto che a Sly vogliamo bene, qui si parla di Dredd e non di Sly… Cosa che avrebbe dovuto capire anche Stallone quando fece il film. Ottime anche le rese di Legislatori e medi-kit pronto uso in stile Predator.

Belli i Legislatori, ma nel film non si potevano tenere così però

Finalmente poi, entrano in gioco gli psionici e Judge Anderson. La Psy Squad in Judge Dredd è uno degli elementi importanti sci-fi/irreali che spezzano il mood metropolitano del personaggio. Il Giudice Anderson è la controparte sensibile di Dredd: il suo entrare nei pensieri altrui, il suo avere a che fare con le vite delle altre persone, in un certo senso le fa compiere quel passo di empatia che Dredd non fa mai, il suo mostrare il volto (gli psionici non possono portare il teconologico elmetto dei Giudici perchè comprometterebbe il contatto telepatico con i soggetti) la rende più umana dell’impassibile senza volto Joseph Dredd, e questo costituisce una strana coppia non proprio da Buddy Cop ma che comunque spezza la altrimenti monotona rigidità del personaggio. Questo nel film è reso abbastanza bene ed è un ottima introduzione ad altri temi “sovrannaturali” che intercorrono nel fumetto e che purtroppo non vedremo nel sequel (annunciato ma ormai causa pessimi incassi altamente improbabile), come ad esempio l’irruzione da una infernale dimensione parallela dei Giudici Oscuri e quindi di Judge Death.

Gli elmetti che fanno intereferenza con la telepatia ma rivelano anche chi dice le cazzate

Belle grazie alla droga Slo-Mo le surreali sequenze di violenza al rallentatore che, oltre ad essere ben girate, conferiscono quel tono di grottesco che è proprio della serie così come la presenza della violenza in sè e per sè, la cui assenza rendeva il Dredd del 1995 una giostra più che fantascienza adulta tratta da 2000AD. Ecco, un pregio di questo Dredd  è il non passare manco per sbaglio e alla lontana per un film per ragazzi, e questo è molto Dredd.

Tudifadi, lenti lenti

Cosa non funziona invece?

Come dicevo prima, Wagner accettò con lo sceneggiatore Alex Garland di rendere per il cinema più realistico possibile il suo personaggio e questo comporta per forza di cose la perdita quasi totale del lato satirico\grottesco, che invece sbucava qua e la nel film precedente. Quindi la maledizione della coperta troppo corta di Dredd si ripete: dove un po’ riusciva il film del 1995 a danno dell’appeal cruento e metropolitano fallisce il Dredd del 2012 ma a favore del Dredd giustiziere; così come un film cartoon-rocambolesco non funzionò, non funziona gran chè neanche la sua chiave tutta dark e action che scorre e intrattiene ma alla fine non rimane memorabile come il personaggio meriterebbe.

Forse il film perfetto è l’unione dei due Dredd, di sicuro serve il grano per far vivere Megacity One al di fuori di un Corviale del futuro e di sicuro serve una mandibola più carismatica e una stazza più imponente di Karl Urban per essere Dredd.
Se avesse superato lo sbarramento necessario dei 50 milioni di dollari di incasso per un sequel avrebbe potuto essere un franchise migliorabile e di qualità crescente, sempre ovviamente con il coinvolgimento diretto di Wagner.

Stallone è più stallone, Urban è più urban

(il pezzo di Nanni Cobretti)

Cominciamo con le grandi domande della vita:

Dredd vs. The Raid (is the new Hunger Games vs Battle Royale)

Funziona così: la trama dei due film, nella sua semplicità, è identica. Enorme palazzone governato da grosso spacciatore di droga. Forze di polizia sottonumero. Lo spacciatorone fa una comunicazione all’interfono a tutti gli inquilini: chi gli porta i poliziotti vivi e/o morti vince ricchi premi e cotillons. Segue massacro, là (The Raid) a calci e machete e kamikaze filippini, qua (Dredd) a proiettili, mega-rallenty e fighette telepatiche. Se lo chiedete a me, già a parole non c’è gara.
Potremmo discuterne per ore: per me concettualmente è una cosa tranquillamente equiparabile a “condannato innocente esce dopo anni di galera e campa facendo a botte per strada per soldi”, o “maniaco rapisce un mucchio di presunti sconosciuti e li rinchiude in una stanza piena di quiz e trappoloni”, o “eroe misterioso arriva in città e si infiltra in entrambe le gang dominanti per poi sterminarle contemporaneamente”, ecc… Il tipo di scheletro insomma che non mi dispiace affatto rivedere periodicamente.
Il problema ovviamente nasce quando il primo film a presentare tale situazione (The Raid) è casualmente il miglior action degli ultimi dieci anni, mentre il primo “copione” (Dredd) esce appena pochi mesi dopo senza la minima speranza di avvicinarcisi.
Dopodiché, per i pignoli, si potrebbe anche puntualizzare che i film sono stati prodotti in contemporanea ma con la scenegiatura di Dredd scritta verosimilmente molto prima, visto che il progetto è partito insolitamente proprio dallo sceneggiatore. Io poi voto per la coincidenza, ma a chi piace essere malizioso si potrebbe anche far notare che Dredd è di produzione inglese e che Gareth Evans, regista/sceneggiatore di The Raid, è un gallese che fa avanti e indietro dagli UK alle Filippine, e che per sua stessa ammissione The Raid è frutto di “un’idea-lampo” avuta mentre stava girando tutt’altra storia (e ufficialmente attribuita al video di Born Free di M.I.A.). Si potrebbe anche far notare che la struttura in verticale si adatta alla grandissima al mondo di Dredd e ai palazzoni “alla cinese” di Megacity One, al punto da essere già stata idea portante persino del vecchio videogame per C64 di cui vi avevo parlato nella rece dell’altro Dredd (e lo sviluppo in verticale ripido non è necessariamente la cosa più usuale dell’Universo per un gioco di quel genere).
Ma alla fine rimane che The Raid, che sia arrivato primo, secondo o uguale, è il miglior action degli ultimi 10 anni, e lo è per come è girato e per come fa fruttare il suo canovaccio molto più che per il canovaccio stesso. Perché alla fine, ricordiamolo che non fa mai male, non è mai cosa fai ma è sempre come lo fai.

Il ritratto della felicità

Ma lasciamoci alle spalle The Raid e passiamo a Dredd facendo finta di nulla.
Ci vuole poco a convincerci che si tratta del più classico progetto di passione da parte di Alex Garland, sceneggiatore prediletto di Danny Boyle: a nessuno a Hollywood salterebbe in mente di prendere un fumetto poco conosciuto che quindici anni prima era già stato un flop nonostante la presenza di una delle star più commerciali del momento, e investire soldi per rifarlo senza nomi famosi. E infatti è andata proprio così.
Partendo dal “progetto fedeltà” inoltre, diventava arduo trovare un protagonista disposto a non levare mai la maschera, e a un certo punto Karl “Iazza” Urban diventava quasi obbligatorio: giovane, aitante, spirito notoriamente operaio, lunga esperienza in ruoli secondari e due flopponi su due alle sue uniche occasioni da protagonista in un potenziale franchise (Doom e Pathfinder), magari stavolta avranno pensato che se lo mascheravano la sfiga non l’avrebbe riconosciuto. Lui, come ogni volta, si impegna duro ed è pure encomiabile, ma Stallone è ovviamente fuori orbita indipendentemente da quanto il nostro si sforzi di tenere la bocca piegata, e indipendentemente da tutto ciò anche stavolta il botteghino è stato impietoso. C’è che tutto sommato il Karl mi sta simpatico, ma ormai quando passa si tocca anche Masini.
A quel punto – tralasciando il fatto che si passa dal Rob Schneider del ’95 alla più straniante serietà assoluta quando, come spiega Darth, il tono giusto sarebbe stato da qualche parte in mezzo – rimangono da osservare tre cose.
1) Lena Headey è un cattivo micidiale. Non solo il background ultra-girl-power dell’ex-prostituta che strappa il cazzo a morsi al suo strupratore (scena gloriosa), ma anche la scelta in spettacolare controtendenza di recitare tutto in modo trattenuto e sottovoce, senza le scenate plateali tipiche di quegli attori che approfittano di ruoli del genere per sfogare i tic più pazzi che gli vengono in mente, con risultati che ti si insinuano sottopelle e fanno rabbrividire.
2) Porca miseria, ma quanti morti ammazzati ci sono??? La scusa narrativa con cui giustificano i rallenty della droga è furba ma fine a se stessa e si lascerà ricordare solo per la morte più lenta di tutti i tempi (che se non altro quassù a Londra è valsa la visione in sala in 3D), ma tutto intorno sono spari e controspari, gente che viene colpita male, sangue che schizza, e roba che se The Raid non interferisse farebbe gridare alla bombetta, nonostante la piattezza totale del contorno. Sappiate che ci sono più morti qua che in tutti i film mainstream degli ultimi due/tre anni messi insieme.
3) La sensazione più strana che lascia questo film è che nel personaggio di Dredd ci si credesse così poco che, nonostante titolo e poster siano tutti suoi, non sembra nemmeno il protagonista, e questo lo si capiva persino dal trailer che sceglieva inspiegabilmente di spendere i primi 30 secondi sulla descrizione della nuova droga futuristica, come se fosse quella la trovata più vendibile del film, invece che introdurci all’eroe della vicenda. Pensandoci meglio però, limitandoci al film, gran parte è solo il prezzo dell’averlo voluto rappresentare fedelmente impassibile e irremovibile dal principio alla fine, per cui non ha un vero sviluppo e -a parte una lievissima, dovuta concessione- finisce il film esattamente come l’ha iniziato. Per comprensibili esigenze narrative il centro emozionale del racconto diventa quindi il giudice Anderson (che a chi conosce solo il film del ’95, in cui era interpretata da Diane Lane, farà impressione scoprire che trattasi di mutante telepatico), grazie al vecchio trucco della recluta al primo giorno che deve testare i suoi sani principi morali con la dura realtà della strada.
A conti fatti comunque, un film non pienamente convincente ma sicuramente superiore alle aspettative.

il Giudice Wapner (così)

DVD-quote:

“La maledizione della coperta troppo corta di Giudice Dredd”
Darth Von Trier, i400Calci.com

DVD-quote:

“Discreto, con dose extra di ammazzamenti”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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83 Commenti

  1. fre.

    Vorrei comunque chiudere ricordando quell’utente che in un altro topic disse una cosa tipo ”(l’attrice che fa) Ma-Ma andrebbe leccata tutta da capo a piedi”.
    Commentatore ignoto, sappi che ti quoto fortemente.

  2. Schiaffi

    Mi sono rivisto gli ultimi 5 min tanto per esser sicuro di non ricordarmi male e purtroppo avevo ragione: quando i 2 avanzano verso la stanza della tizia sparano a caso nei corridoi e ammazzano tutti fuori campo, una cosa che proprio non si può vedere. Questi camminano, sparano e poi si intravede qualcuno cadere.
    ‘Na roba inguardabile proprio.
    Pure quando ammazza gli ultimi poveri cristi nella stanza della boss li vedi correre fuori dalle porte a caso e crepare in modo poverissimo manco si stesse giocando a point blank. Una pochezza del genere non la fanno nemmeno i filmaker indipendenti su youtube e lo fanno loro in un film del genere? A che pensavano?Peccato perchè rimane comunque un buon film cattivo e sporco come se ne vedono pochi, però fallisce miseramente nella parte action che è quello su cui si dovrebbe basare tutto.
    Un sequel l’avrei voluto vedere comunque.

  3. @ Schiaffi
    Con Point Blank tirato a caso vinci una Goleador.

  4. Lars Von Tease

    io mi schiomberei la Thirlby tutta la vita

  5. Phoenix

    @Schiaffi Ma infatti che cosa ne stiamo ancora a parlà de sto film che c’è da vedè… una noia allucinante le sparatorie.

    @Oliver Se quelle armature incutono timore… potevano fare decisamente di meglio. L’unica cosa che si salva è il casco, forse. Piuttosto da quando so l’inglese Dredd mi ha sempre fatto pensare Dread, oppure Dead.

    @Darth E meno male che non esce tutta quella roba :P Dread vs Death… Mascelle contro… Me li sarei visti comunque, ma niente per cui mi strapperei i capelli.

  6. samuel paidinfuller

    tra le varie mè piaciuto il tocco di SPOILER quella che li copre nel suo appartamento mentre aspetta che torna il marito che li sta cacciando ma che è stato già freddato proprio da loro SPOILER
    VEDRAI CHE CAZZO DI BOLLETTA DEL GAS T’ARIVA A FINE MESE A FORZA DI TENE LA CENA IN CALDO! AHAHAHAHHHAHAHAHAHHAH POVERA SCEMA AHAHAHHAHHAHAHAHHAH

    e sei pure un cesso

  7. Carlo

    Piantatela subito tutti quanti di confondere le Filippine con l’Indonesia.

  8. udokier

    @schiaffi
    ma non ti spossa dire tutte queste cazzate?
    ma non ti riposi mai?

  9. @ Phoenix

    1) Qua si parla di cinema di genere, mica di balletto. Vedere troppi film orientali vi ha reso amanti della danza e delle coreografie.
    Ora se si sparano male a me non è parso, che il montaggio dell’ultima scena sia così così ho ricontrollato ed è un po’ vero. Ma non è un film propriamente d’azione direi, più un noir\hard boiled del futuro in cui ci sta un body count notevole.
    Quindi l’accusa non sussiste.

    2) Il nome di Judge Dredd è mutuato difatti da quello di Judge Dread, musicista reggae inglese.

    3) Come fa a non esaltarti l’idea di vedere al cinema Judge Death?!
    È la cosa più 400 Calci che possa venirmi in mente!

    Rimandato.

  10. Phoenix

    @Darth E’ ben poco un film d’azione infatti, ma come noir/hard boiled non calca abbastanza la mano per i miei gusti. Ma davvero c’è tutto questo body count? A me quando si sono messi a usare i mitraglioni per spianare un piano mi sono cascate le palle forse ho perso qualche corpo mentre le raccoglievo.
    Se Judge Death non fosse che è la nemesi della controfigura di Dredd… fosse Stallone-Dredd almeno ne uscirebbe qualcosa di simpatico. E poi lo hanno fatto troppo serio per infilarci a cazzo una dimensione parallela con una nemesi che si chiama con il nome modificato che coincidenzialmente è Death.
    Da rifare, come hai detto tu un mix fra i due film. Altrimenti facessero qualcosa di diverso. Grazie al flop.

  11. Sergio Leòn

    Premetto che non ho visto i film.
    Me lo guarderò.

    Ma una cosa: la droCa che ti rallenta il mondo attorno non è ripresa pari pari dal primo episodio di Cowboy Bebop? Qualcuno mi sa dire nulla al riguardo? Ci sono delle citazioni percepibili o è un caso?

  12. vespertime

    Davvero difficile trasportare il lato più grottesco del fumetto al cinema anche perchè i personaggi visivamente sono anche un pò caricature (nel fumetto) cosa non trasportabile al cinema. Uno spallone ad aquila o altri elementi in un contesto disegnato in un certo modo si fanno notare molto meno. Il rischio ridicolo è davvero dietro l’angolo e per quanto potesse essere comunque tentato o sei bravo e ti riesce una figata oppure il risultato è di certo una porcata. Deduco che si sia voluto rimanere sul sicuro spostando il tiro leggermente più sul realistico. Per quanto riguarda il personaggio io di fumetti di Dredd ne ho letto qualcuno ma pochi e, come qualcun altro quì sopra, svariati crossover (era Batman non Predator) e mi è sembrato di capire che il nostro giudice nella breve distanza non è che abbia grosse evoluzioni del personaggio. Insomma “lui è la legge” (come diceva quell’altro) e il resto non gli interessava. Un robot che tira dritto dall’inizio alla fine che rimane fermo nelle sue convinzioni e a cui non gli interessa per nulla capire chi gli sta intorno ed essere comprensivo. Le poche emozioni trasmesse arrivano da qualche smorfia o da piccolissimi gesti che ci fanno intuire che c’è del buono sotto quella corazza, ed è anche il bello del personaggio. Poi ripeto non sò se nella lunga distanza il personaggio abbia delle grosse evoluzioni caratteriali. Comunque queste piccole cose in questo film le ho notate e sono contento così. Non un capolavoro di certo ma molto meglio di tanta altra roba. Un seguito lo avrei visto molto volentieri.

  13. Djo!

    Non credo che avere un nuovo film di Dredd sia meno probabile ora di quanto non fosse prima di questo film, cinematografare qualcosa del genere sarà sempre un’impresa coraggiosa e ad alta richiesta di competenza ma intanto che qualcuno troverà il modo di consegnarci un’altra brillante visione di questa bella proprietà intellettuale posso guardare a questo film con la consapevolezza che l’asticella è stata alzata.
    E non credo che lo scopo di avere il Giudice Dredd al cinema sia quello di lanciare un nuovo trend ma non potrei essere più felice se nei prossimi mesi assistessi a un fiorire di nuove concept art su zbrushcentral o deviantart, corti amatoriali su youtube e vimeo, nuovi artisti che iniziano a lavorare sulle serie originali per continuare a tornire e plasmare il buon vecchio Joe in un messaggio sempre più nitido e convinto.
    Non credo infine che averlo distribuito su tutti i paesi e con grandi campagne pubblicitarie avrebbe portato tanto in più che non qualche container di cosplayer in più alle fiere del fumetto o qualche centinaio di prodotti in attesa di spalmarsi il brand sulle rispettive skin, cover, scocche e via dicendo, e soprattutto, in coscienza, non credo che sarebbe stato questo ciò di cui il Giudice avrebbe oggi bisogno.

  14. La cosa più bella di questo thread è che molti hanno parlato di una deriva realistica e nessuno ha detto “nolaniano”. Vi voglio un casino di bene.

  15. @ Nanni
    Ma perchè il “Nolaniano!” scatta quando il protagonista oltre alla deriva realistica c’ha anche i probblèmi e la presammale.
    A Dredd, Nolan gli rimbalza quindi.

  16. @darth: però allora è nolaniano il giudice Anderson. Poverina.

  17. Schiaffi

    Comunque, tra tutti i personaggi inutili vince il nero che nel mezzo di un macello di mitragliate e robaccia psichica, la vede lunga e non gli interessa altro che farsi fare un meritato chinotto.
    #TEAM NIGGA

  18. Anakin Rossi Stuart

    @ Nanni e Darth: il film non l’ho ancora visto, ma la locandina con inquadratura dal basso e sullo sfondo grattacieli in fiamme un po’ nolaniana credo lo volesse essere… (si mette sulla difensiva tipo pugile Puddu)

  19. Garet

    visto e m’è piaciuto molto (ad avercene di film così), un sequel sarebbe stata una bella cosa. Speriamo che arrivi da noi almeno in dvd/br

  20. Akira KuroSaiwa

    Poco fa mi sono preso un paio di albi dall’archivio della mia fumetteria di fiducia, quelli usciti durante il lancio del film con Stallone. Sono ancora incellofanati e con i gadget dentro, come il tatuaggio e un piccolo distintivo.

  21. galbaccio

    visto in condizioni a dir poco orride (in aereo), ma mi sono divertito.
    credo che al cinema con il 3d certe scene fossero anche fighe (tipo il massacro co le ubergatling e quelle della droga) e megacity one è finalmente credibile.
    concordo su tutto con i recensori, perchè comunque girala come vuoi è comunque deboluccio.
    poi vabbe non perdo tempo a pensare un paragone con the raid perchè sennò mi piglia male ma del resto diciamocelo ben poco al confronto non se ne esce con le ossa rotte.

  22. mki

    Visto di recente e non me l’aspettavo…ma è bellissimo!!

    Come fate a criticare un film del genere?

    dredd è supercazzuto (non so perchè mi ha ricordato i personaggi di Clint Eastwood), La trama ha una buona sceneggiatura (100volte meglio di un die hard 5 o di un battleship), il ritmo è sempre alto, le scene d’azione sono scene d’azione con sangue, spari, esplosioni a gogo.

    Per chi ancora non l’avesse visto: vai tranquillo e godi!!

  23. Paolo

    Scusate, veramente Diane Lane non interpretava il giudice Andersson nel primo film. E quanto al fatto che il protagonista finisca il film così come lo ha iniziato, penso sia inevitabile: il film copre un arco di 24 ore, racconta soltanto una giornata tipo nella vita di uno che fa un lavoro davvero di m… Concordo sul fatto che il film sia alla fine superiore alle aspettative, godibile anche per uno che come me è stanco di vedere action movies.

  24. Raiho

    Potrebbe essere una bella recensione…
    Ma… “ammazza” come scrivi male ragazzo mio!
    L’hai riletto l’articolo, prima di pubblicarlo?
    (scritto != dal parlato)

  25. Cazzo, non era ancora arrivata una critica al nostro italiano da uno che scrive in javascript.

  26. Judge Dredd

    Un flop al botteghino perchè nessuno capisce più un cazzo di cinema action. 4 anni nei cubi, senza condizionale. Ulteriore condanna di 1 anno e 17 mesi di lavori forzati se continuate a dire boiate. Cornuto a chi ha scritto questa pagina diffamatoria. La legge chiude.

  27. Finito di vedere ora.
    Per non aver mai letto il fumetto, questo film è proprio fico. Per dire, da adolescente incattivito il film di Stallone mi fece proprio schifo.
    Dredd ” realistico ” tutta la vita; non la vedo una brutta direzione per rinfrescare qualche vecchia icona.

  28. WoodyHharlemsons

    Sono molto in accordo con tutte e 2 le recensioni,l’unica cosa è che con the raid (trama a parte) non ha niente a che vedere.Non credo si possa fare una gara tra un film in cui la gente viene sparatainFACCIA/bruciata/stuprataPSICHICMENTE vs film di arti marziali,almeno quanto non abbia senso fare una gara tra il miglior giocatore di basket del mondo contro e il miglior golfista.
    In toto se devo dare un voto a sto Dredd dico 7,5 (più uno 0,5 per i poveri muscoli facciali di Urban che non saranno mai più gli stessi).
    ps.Il signor Paul Leonard Morgan ha fatto una signora colonna sonora

  29. Maxbombolo

    A me è piaciuto e molto. a) in inglese rende bene 2) Dredd è più credibile 3) la collega è gnocca 4) Ma-Ma è pazza scatenata e ci sta bene nel film 5) la sceneggiatura è azzeccata. Il Dredd precedente era ridicolo quanto fumettone. A chi non è piaciuto dico che non capisce un tubo

  30. Past
  31. Brucio Lì

    Oh, ammè è piasciuto, m’aspettavo nammerda e forse questo è stato un bene in senso percettivo, facessero un sequel non lo schiferei!

  32. ramaya inc.

    Mi sono ri-fomentato nel vederlo. Bombetta. Ovviamente The Raid è ancora l’action degli ultimi 15 anni.

  33. Alessandro conferma Past

    Visto all’epoca in inglese, rivisto ora in italiano
    Niente, a me piace un botto. Cattivo fino nell’anima. Girato da dio.

    ps non è mai esistito Battle Royale vs Hunger Games

    Hunger Games è un plagio con un trentesimo del carisma, ma essendo uscito in america ha fatto soldi. Ma se il franchise fosse un personaggio (umano, vivente) di Battle Royale, morirebbe entre le prime 4 pagine e malissimo

    Battle Royale è una cosa a livello da 1984, e raschia le vicinanze di Blade Runner
    Hunger Games è Divergent e Maze Runner e quella roba lì, di cui salvo il primissimo Maze Runner e il resto erano “graziosi” e nulla più

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