Crea sito

Per raggiunti limiti di grandiosità, la recensione di Django Unchained si fa in tre

"La bellezza"

“La bellezza”

Introduzione necessaria dell’ottimo Casanova Wong Kar-Wai

Ci sono qui film per cui si alza un fomento tale che non basta manco una nazione di milioni per tenerci buoni. Quando escono questi film – sono due o tre l’anno, nelle annate quelle buone – noi Calcisti ci ritroviamo a casa del Capo e, durante le nostre proverbiali riunioni (che ricordano i festeggiamenti di Sam Peckinpah e Emilio Fernández quando il primo finiva di girare un film), decidiamo chi deve recensire cosa. Solitamente funziona così: Nanni che tutto vede e tutto può, s’è fatto costruire una piccola arena come quella che si vede in John Carter e che ha riempito di fiere ferocissime. I redattori che si vogliono accaparrare la recensione del film in questione si cospargono il corpo (statuario) di senape e mostrada cremonese, canticchiano la loro canzone preferita, che è Eversleeping degli Xandria nella versione compresa nella colonna sonora de La Saga dei Nibelunghi, e poi se ne danno a vanvera di santa ragione. Quando abbiamo saputo dal nostro amico Quentin che ci avrebbe regalato Django Unchained, il sulfureo Quantum Tarantino, il feroce Stanlio Kubrick e il sottoscritto Casanova Wong Kar-Wai si sono subito scapicollati a rotta di collo verso la dispensa della Cobretti Mansion per tentare di agguantare per primi i barattoloni di senape e mostarda. Dopo una lunga battaglia durate una settimana in cui alla fine hanno perso la vita 74 koala, 93 panda albini e due pesci rossi comprati al Luna Park dell’Idroscalo, s’è così deliberato: i tre eroici redattori hanno fatto quel giochino a Megan Fox che le chiedi se le va di sentire che profumo hai messo sul collo, lei si avvicina e – tac! – tu ti giri di colpo e la limoni a tradimento. Megan Fox, ve lo dico giusto per la cronaca, è una presenza fissa delle nostre riunioni. Comunque: con Megan non è andata benissimo, ma per la recensione siamo riusciti a trovare un accordo maschio e fiero e ci siamo divisi il tutto da bravo fratelli. Ma d’altra parte è giusto che sia andata così: un film come Django Unchained merita tutta l’attenzione possibile e immaginabile e poi a noi ci piace scrivere. Per cui, ecco a voi, il trittico su Django.

«Quando io dico “Django” voi dite “Unchained”! Django!»
«Unchained!»
«Django!»
«Unchained!»

La parola a STANLIO KUBRICK

Il problema quando esce un nuovo Tarantino, quando si esce dalla visione di un nuovo Tarantino, è essere stati testimoni di talmente tanta/troppa roba che la voglia di raccontare, discutere, commentare tutto quanto si scontra con i limiti del buon senso. La soluzione è sconfiggere la logorrea e decidere di concentrarsi solo su qualcosa. Intendo dire: che Django Unchained sia bello, bellissimo, probabilmente un capolavoro, sicuramente un rappresentante eminente e difficilmente contestabile di quel genere cinematografico denominato “film di Tarantino”, è una roba che leggerete più o meno ovunque. Non so ancora – l’ho visto una volta sola – se mi sia piaciuto più o meno di Bastardi senza gloria, né sono convinto della sua perfezione assoluta: non tanto formale, quanto sostanziale, nel senso che non avrebbero guastato dieci minuti in meno di parole e dieci minuti in più di sparatorie. Ciascuno comunque si porta a casa quello che vuole; sono riuscito a mandar giù persino il cameo di Franco Nero (pessimo fanservice, ma sono convinto che gli americani apprezzeranno) e la comparsa a sorpresa di Tupac nella colonna sonora (diverso il discorso per Elisa, ma anche qui d’altra parte abbiamo gli yankee entusiasti), mi sono divertito follemente, sono uscito dalla sala carico di adrenalina e con la voglia di spaccare oggetti random e pezzi di mobilio possibilmente in mogano.

Solite cose, insomma.

Poiché ognuno ha le sue perversioni, comunque, per me Django Unchained resterà sempre “quel film dove Tarantino tira fuori il meglio di tutti”. Che Quentin sia eccezionale nello spremere fino all’ultima goccia di talento chiunque gli passi per le mani è banale, scontato e spesso quasi dimenticato; SI SA che chiunque finisca tra le mani di quell’uomo tira fuori l’interpretazione della carriera, sarà perché si diverte, perché su quei set si pippa come dannati, perché le storie che Tarantino racconta chiamano a gran voce caricature, macchiette, maschere, travestimenti, perché essere sempre sopra le righe è in fin dei conti più facile che modulare e sottrarre. Quando sull’interwebs è comparsa per la prima volta la faccia a luna di Leo DiCaprio in versione Calvin Candie, nessuno dico nessuno si è permesso di mettere in dubbio che Quello Che Si Scopa Solo Modelle Fighe si sarebbe mangiato tutto. Il problema (problema?) di Django è duplice: per quanto ricca, la torta non è infinita, e a tratti si ha l’impressione di vedere non un film, ma una Royal Rumble di fenomeni della recitazione che fanno a gara a chi riesce a tenere gli occhi dello spettatore incollati nei suoi più a lungo. E d’altra parte, se in passato il registro (linguistico, vocale) usato dai protagonisti di Tarantino era grosso modo sempre quello, si trattasse di uno yanke accoppa nazisti o di Bud in mezzo al deserto, questa volta il regista più amatodiato del mondo ha saltato definitivamente lo squalo e si è buttato nella filologia romanza del Grande Romanzo Americano.

Ho sempre avuto una fascinazione malsana per le seguenti cose: il deserto, il Sud degli Stati Uniti, gli accenti del Sud degli Stati Uniti, le piantagioni, il cotone, le paludi, i campi lunghi, i romanzi di Cormac McCarthy, i romanzi di John Steinbeck, il periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Non avrei mai creduto – ciao ora sono a rischio licenziamento – che un film come Via col vento potesse piacermi, finché non ho scoperto quanta vecchia America rurale grondasse da quelle quattro ore e passa di mattone. Tutto questo per dire che quando Tarantino definisce Django «un southern» ha ragione, che quando in giro leggete che Django non è un western è tutto vero, che alla fine della fiera Django, più che essere un film sulla storia degli States filtrato dalla sensibilità di Quentin, è, tra citazioni di La nascita di una nazione e appunto di Via col vento, un film che riassume come l’intrattenimento americano dell’ultimo secolo abbia raccontato la storia degli States.

Quello che ho appena scritto è un mattone noiosissimo.

Oltretutto volevo parlare di tutt’altro, e cioè di come tutto il film sia sostanzialmente un porno per linguisti e/o appassionati e/o amatori. C’è un momento, non vi dico quando e non vi dico perché, nel quale Jamie Foxx si ritrova ad avere a che fare con un irlandese [UPDATE dell’ultim’ora: a fronte di tutta questa menata intellettuale sugli accenti, mi si fa notare che col cazzo che il tizio è irlandese, piuttosto aussie. Modificate quanto segue di conseguenza, mentre leggete, e perdonate il Vostro: a tutt’oggi nella mia testa la frase gira pronunciata con accento da birra e non da millepiedi velenosi]. Il quale bonariamente lo sfotte perché Jamie Foxx è DI COLORE (fonti non ufficiali hanno conteggiato il numero di volte in cui si pronuncia la parola “negro” nel film in 114). E quindi lo sfotte scimmiottando il suo accento DI COLORE. Oltretutto Django Foxx ci dà duro con il suo essere DI COLORE, riuscendo anche a modulare la sua cadenza DI COLORE in circa cinquanta sfumature di DI COLORE diverse, a seconda della situazione in cui si trova. Comunque, l’irlandese [cioè l’australiano]. Per tutta la sequenza, Jamie Foxx abbozza, finché al momento dei saluti, e all’ennesimo sfottò di O’Finnighan McBeatey Ryan Nguyen-Brown, lo fissa negli occhi e gli risponde con perfetto accento irlandese da tavola da surf. Istantaneo e folgorante. Due secondi di eiaculazione nerd che non tolgono né aggiungono nulla al film, ma per chi è così scemo da fissarsi sui particolari insignificanti perdendo di vista la big picture è un piccolo orgasmo. Per una cazzatina così che mi è rimasta impressa, chissà quante mi sono sfuggite.

Va da sé che non ricorderò Django Unchained come “quel film dove a un certo punto Jamie Foxx fa l’irlandese”. È solo che in un mondo così vivido e iperrealista, che soprattutto nel secondo atto dà l’impressione di essere dentro a un diorama piuttosto che a un film, l’unica reazione possibile è raccontare i dettagli e lasciare scoprire il resto, le cose grosse, le cose che contano, le sequenze da lacrime, le esplosioni giganti, LE PERSONE DI COLORE CHE SI MENANO, Samuel L. Jackson gigantesco e torreggiante e a tratti in grado di pisciare in faccia a chiunque compreso Christoph Waltz, il fatto che Django sia una satira feroce che ricorda più Mezzogiorno e mezzo di fuoco sotto steroidi che il Django di Corbucci, LE PERSONE DI COLORE, Nichole Galicia, insomma tutto il resto PERSONE DI COLORE compresi, a voi.

Fonti di ispirazione (true story)

Fonti di ispirazione (true story)

La parola a QUANTUM TARANTINO

Non so se sono la persona più adatta a parlare di Django Unchained di Quentin Tarantino. Sapete com’è: l’ho visto.

Perché, sì, l’arte ha il dovere di intrattenere — e Django Unchained è un film senza ombra di dubbio entertaining — ma a un livello più vero e più profondo ha soprattutto il dovere di intrattenerci con discussioni infinite e prive di senso costruite sul niente da persone che non hanno la minima conoscenza dell’argomento di cui parlano. Mi riferisco naturalmente — ma non solo — alla polemica sull’opportunità di trattare attraverso il genere dello Spaghetti Western (che poi Spaghetti Western non è) un tema spinoso come quello della schiavitù, polemica portata avanti principalmente da Spike Lee.

Spike Lee, regista afroamericano pluripremiato autore di Malcolm X, Fa’ la cosa giusta e un video di Michael Jackson, ha affermato di non poter esprimere un giudizio su Django perché non aveva intenzione di vederlo, poi spiegando che non aveva intenzione di vederlo perché lo giudicava offensivo. (Trova l’errore — ndR)

Nulla di nuovo, eh, questo bisticcio con Tarantino è una cosa che va avanti da un secolo: ai tempi di Jackie Brown — omaggio dichiarato alla blaxploitation degli anni 70 e recitato per la quasi totalità da attori di colore — Lee contestava il presunto abuso della parola con la N (“nunchaku”, suppongo) all’interno del film, chiedendosi salacemente se Tarantino non sperasse di diventare “un negro onorario” (parole sue, non mie). Per dirla in soldoni, non basta, secondo Lee, che a usare la praola con la N (“Nutella”, mi pare di aver capito) all’interno di un film sia un nero, deve essere nero anche il regista. (E che non venga in mente a un nero di contraddire questa logica: quando Samuel Jackson difese Tarantino, Lee lo definì un “house negro” — che è, guarda caso, il ruolo, meraviglioso, che Tarantino gli scrive in Django: ditemi voi se questo non è uno zinger da manuale) 15 anni dopo, la naturale evoluzione di questo soliloquio è che devi essere nero anche per parlare di schiavitù — che è un po’ come dire che devi essere un pirata per fare un film sui pirati, o un giaguaro per girare un documentario sui giaguari.

American slavery was not a Sergio Leone Spaghetti Western, it was a holocaust.

Facciamo finta per un attimo che questo discorso abbia un senso: ve lo immaginate un ebreo (nota a margine: Lee ne ha a pacchi anche per gli ebrei, che a suo dire controllano segretamente Hollywood. Folle, vero? Gli ebrei controllano apertamente Hollywood, lo sanno tutti!), dicevo, ve lo immaginate un ebreo che si lamenta di Inglorious Basterds perché la Shoah è una cosa seria e non un film di guerra alla Enzo Castellari? O un cattolico che ha da ridire su Pulp Fiction perché la redenzione è una cosa seria e non puoi trovarla in una tavola calda durante un mexican standoff? Ragionando in questa maniera Tarantino non potrebbe avvicinarsi a una macchina da presa, e non credo di dover spiegare perché questo per noi sarebbe una grave perdita.

Critici molto meno intransigenti hanno comunque portato alla luce un’iportante verità: la questione razziale può creare imbarazzi tali da spegnere completamente quell’area del cervello adibita a distinguere tra “politicamente corretto” e “privo di senso”. Tra le cose più folli che si leggono in giro, ho trovato giornalisti sostenere che se al cinema un bianco picchia un bianco è ok, se un nero picchia un nero è ancora ok, ma se un bianco picchia un nero È RAZZISMO; oppure che Django Unchained è un buon film, solo Tarantino avrebbe potuto evitare di usare così spesso la parola con la N (“Natalie Portman”, se non vado errato): ambientare cioè la sua epopea di diciotto ore piena di personaggi che parlano fittissimo in un’America razzista che ha però la prontezza di spirito di dire “afroamericano”.

Mi viene sempre in mente questa scena...

Mi viene sempre in mente questa scena…

Discorsi che per un attimo fanno rimpiangere la linearità di chi ai film di Tarantino imputa semplicemente di essere troppo violenti. Questione di opinioni e di personalissima sensibilità, almeno finché non arriva un dritto che piscia fuori dal vaso e riesce a mettere Django Unchained nella stessa frase di Columbine, Aurora, Newtown: la fascinazione per le armi da fuoco in film come Django è il detonatore delle stragi che colpiscono gli Stati uniti su base quindicinale, leggevo in un articolo di un qualche tabloid americano linkatomi dal buon Stanlio.

Non fa una piega.

A parte il fatto che Kill Bill celebrava le spade molto di più di quanto Django celebri le pistole eppure è un po’ che non sento parlare di stragi perpetuate per mezzo katana, che questo ragionamento faccia acqua ve lo può dire anche un bambino (ed è emblematico di un egocentrismo tutto americano): i film di Tarantino vengono distribuiti anche in Europa (duh!), dove il tasso di stragi (via armi da fuoco, spade, o tecnica dell’esplosione del cuore con cinque colpi delle dita) è nettamente inferiore: possibile che una fattore molto più determinante della filmografia di un cinefilo di Knoxville sia la possibilità di acquistare o meno un fucile d’assalto alle macchinette del caffè?

La gente si spara, quindi il film incoraggia la violenza. La gente dice la parola con la N (“nababbo”, senz’altro), quindi il film alimenta il razzismo. Sono preconcetti dettati automaticamente da un cervello che elabora in palese cattiva fede: a dimostrazione di ciò NESSUNO, vedendo il buon Quentin, nel cameo che si ritaglia nell’ultima parte del film, delle dimensioni più o meno di un ippopotamo (giuro che qualcuno al cinema ha urlato “o mio dio Tarantino s’è mangiato Muccino”) abbia fatto 2+2 e lanciato l’allarme obesità. E forse è proprio questa la chiave di lettura di tutto: da 20 anni Tarantino mette in scena personaggi di dubbia moralità abbuffarsi come maiali. Samuel Jackson che si gusta un cheeseburger, Kurt Russel che si strafoga di nachos, Hans Landa e il suo elogio dello strudel con crema… Razzismo e violenza sono fumo negli occhi per distrarci dal suo vero piano: Tarantino vuole trasformare il suo pubblico — bianco o nero che sia — in un esercito di ciccioni.

Oppure potremmo smettere di dire cazzate, gustarci un film straordinario e rimandare qualunque riflessione di ordine morale a dopo che lo avremo visto 18 volte.

"Fat Quentin"

“Fat Quentin”

La parola a CASANOVA WONG KAR-WAI

Ormai ho una certa età. Sono ancora un bel ragazzo e mia moglie Olivia Wilde Kar-Wai mi guarda ancora con gli occhi dell’amore e della passione, ma comincio ad avvicinarmi anche io verso l’onorevole e rimarchevole traguardo dei 22 anni. Ancora ricordo con piacere quando per me il mondo del Cinema era una passeggiata di salute e tutto ero bello e felicione e noi correvamo insieme, mano nella mano, nel felice parchettino della critica specializzata e non. Io sfogliavo avidamente Tv Sorrisi e Canzoni o Guida TV quando andavo a casa di mia nonna e mi leggevo le trame dei film che davano alle 22,30 su Italia 1. Quello. E quello mi bastava. Ero contento, spensierato e il mondo era un posto migliore. Poi un giorno, ricordo, ho comprato in edicola un quotidiano. E lì è cambiato tutto. Ho scoperto un mondo di gente ignorante che siccome pensa che alla fine andare al cinema è un bel passatempo, ha deciso che se ne può anche scrivere tentando di spiegare tutto a tutti. Ho scoperto un esercito di personaggi ai quali interessa farti sapere che, siccome loro una volta sono stati alla spiaggia, quando vedono il mare in un film si emozionano tutti e riscoprono sensazioni che credevano sopite per sempre. Esistono persone che parlano e sparlano di riferimenti cinematografici senza saperne un cazzo di niente. E la questione si fa più grave quanto più il film di cui vogliono parlare è grosso e importante. Perché quando non sai un cazzo, tendi sempre a tirare al meno ai 200 all’ora al sette anche se lo sport è, sadly, lo sci. Noi eletti de I 400 Calci, come vi dicevo nell’intro, siamo stati invitati all’anteprima del film Django Unchained. A fine visione ci siamo trovati fuori dalla sala tutti entusiasti della vita e, mentre sparavamo in aria con le nostre Remington del 1858 comprate per l’occasione, ci siamo abbracciati forte forte tra di noi per la felicità di aver visto un film così bello. Poi, mentre tornavo verso casa, nella solitudine della mia demenza, pensavo: “Cavolo, che fortuna che abbiamo noi che siamo vivi e vegeti nel gennaio del 2013 e che possiamo correre al cinema a vedere il nuovo film di Quentin Tarantino e assaporare quell’ansia pazzesca che ti assale da quando sei uscito di casa con l’idea di andare al cinema a vedere l’ultimo film di Quentin Tarantino fino a quando poi si abbassano le luci al cinema e diventa tutto buio e parte l’ultimo film di Quentin Tarantino! Che privilegio la nostra vita da spettatori che possiamo assaporare e constatare come il regista più influente della nostra generazione continui imperterrito a fare il cazzo che vuole senza che nessuno riesca a imitarlo neanche volendo. E ci hanno pure provato a imitarlo! Uff, se c’hanno provato! Ma tipo per almeno un decennio se non di più! E lui? E lui niente! È andato dritto per la sua strada. Che poi qual è la sua strada? Tu, amico mio, l’hai capita la strada che ha intrapreso Tarantino? Riesci a individuare in questo enorme mare magnum di materiale quello che questo film vuole essere?”. Io penso così, che cazzo vuoi? Poi il giorno dopo, mentre facevo colazione col mio classico double whopper cheesburger con ajunta bacon e formaggio e salsa BBQ e una bottiglietta d’acqua Vitasnella, comincio a leggere le recensioni di quelli che l’avevano visto con noi in anteprima. E leggo quasi ovunque: “Spaghetti Western! Violenza! Spaghetti Western! Dialoghi che parlano tutti!” E allora un po’ mi arrabbio.

Guarda le lucine!

Guarda le lucine!

Perché ci vuole veramente della bravezza ad andare a vedere Django Unchained e vedere solo lo Spaghetti Western e quelle due robe che avete incollato mentalmente al vostro file Tarantino. Perché? Perché il titolo è come quello del film di Corbucci che non avete visto, più quella parola che se anche non vi sforzate non riuscite a pronunciare ma che, guarda caso, è presente anche nel film del 1959 di Pietro Francisi (e Mario Bava) con il forzuto Steve Reeves, Hercules Unchained, e guarda caso, a un certo punto Christoph Waltz vuole cambiare nome a uno schiavo proprio in Ercole? È quello il motivo? O è perché siccome vi hanno spiegato al corso di Tarantino che avete biennelizzato all’Università della terza età dei Puffi, che a Tarantino piace il cinema italiano e allora avete fatto questa sottile analisi? O è perché non sapete praticamente un cazzo di nulla e allora dite che è uno spaghetti western perché avete letto da qualche parte, non mi ricordo più dove, oddio, forse era sul sito del Tg Com, sotto la notizia che hanno rapito Uan e Four e Five? A me dispiace risultare troppo nervosetti e troppo rancoroso nei confronti di questi poverinos, ma alla fine un po’ il sangue alla testa ti sale. Sì, c’è il cameo di Franco Nero a sancire il diretto rapporto con l’originale. C’è la musica di Trinità. C’è Morricone a buttare. C’è una parte che ricorda Il Grande Silenzio. Probabilmente ci sono altri 683 riferimenti a oscuri Spaghetti Western che lui ha visto e di cui io ignoro addirittura l’esistenza, ma questo non fa di Django Unchained un violentissimo omaggio ai nostri Spaghetti Western. Il problema con un cineasta come Tarantino è quello di stargli dietro. Non devi farti ingannare dalle lucine. Altrimenti rischi di fare la figura di quello che ha fatto l’intervista a Quentin e gli ha fatto la 9834698 millesima domanda del giorno sulla violenza nei suoi film e lui giustamente ha sbroccato. L’avete visto? Ve lo faccio vedere, dai.

Ci sta anche che alla fine Quentin la sera prima ne avesse bevute un paio e magari gli giravano i coglioni. E poi, oh, è Quentin: a lui girano spesso i coglioni. Ma sai che c’è? Lui può. Perché poi fa dei capolavori. Grossi così. Grossi come delle case. Django Unchained è un capolavorone che parla di tantissime altre cose rispetto a quello che vi hanno raccontato. Come era già successo per Inglorious Basterds, Death Proof, Jackie Brown e per Kill Bill, Tarantino adotta una forma, prende un modello, lo distrugge e lo utilizza a suo piacimento. Lui indica la luna, mentre tutti guardano il sito di Repubblica in cerca della risposta. Qui c’è ancora una volta, come sempre e come non potrebbe essere altrimenti, un amore nei confronti del cinema che diventa analisi e riflessione sul cinema stesso. C’è tutta la perplessità del nostro nei confronti dell’ingiustamente odiato John Ford, come c’è uno schiavo liberato che si trova costretto a recitare sempre parti diverse per poter sopravvivere. C’è la prese per il culo di un film come La Nascita di una Nazione, con tutto quello che questo implica in un film ambientato a soli due anni dalla Guerra di Secessione e allo stesso tempo, un chiaro richiamo ai Nibelunghi e alla storia di Brunilde e Sigrfido. C’è una discussione scomoda ed estremamente pericolosa sullo schiavismo culturale del popolo afroamericano, incredibilmente evidente nel confronto tra un gigantesco Samuel L. Jackson e la terza incarnazione di Django (che una volta vittorioso pensa solo a swaggare facendo il califfo a cavallo). C’è una cura maniacale, come già in Inglorious Basterds, nei confronti della lingua con l’accento tedesco di Waltz (in lizza per il nobel per la coolness), il niggaz, il francese d’accatto e i vari dialetti pre white trash tra Texas e Luoisiana. C’è un lunga sequenza d’interni con i fuori campi e la suspense che sembra quasi di vedere Via Col Vento che incontra Hitchcock e, in tutto questo, evidente come poche altre volte c’è una pacca micidiale che ti tiene incollato lì con gli occhi aperti.

Guarda come swagga

Guarda come swagga

Ho avuto la fortuna di laurearmi col mio amico Not(ori)us. P.O.L. Abbiamo cominciato e finito insieme e, oltre ad esserci divisi le ansie e le preoccupazioni che una tesi di laurea si porta appresso, ci siamo anche smezzati quei piccoli sprazzi di simpatia che ogni tanto, rarissimamente, accadono. Lui s’è laureato, con una tesi stupenda, proprio su Leone, sullo Spaghetti Western e sul rapporto che questo genere tende con l’originale. Un giorno, in uno di quei rarissimi colloqui che si riescono a fare con il proprio relatore, questo gli ha fatto un discorso bellissimo che ancora oggi sia io che lui ci portiamo nel cuore. All’epoca ci faceva più ridere che altro, ma col tempo ne abbiamo anche capito l’importanza. Il professore disse al mio amico: “Lo vede questo orologio? Lo so: sembra un Rolex. Ma non lo è. L’ho comprato in vacanza l’estate scorsa. L’ho pagato meno di 100 euro. Un Rolex vero, con il lavoro che faccio, non me lo potrei mai permettere. Quindi ho preso questo qui, che è finto. Però, pure se è finto, fa la sua bella figura e va pure sott’acqua. Il Rolex vero, no. Costa una cifra impensabile e non ci puoi manco fare il bagno, che se no lo butti via. Per cui, alla fine, è meglio il mio, no? Ecco, diciamo che questo mio orologio è un Falso Migliorativo. E con Leone è un po’ così: il suo cinema è un Falso Migliorativo. I film di Leone sono un po’ come quelli di Ford, ma sono meglio”. E secondo me, tutto il discorso che vi ho fatto, ammorbandovi la vita, su Django Unchained, il suo rapporto con gli altri generi e proprio la sua volontà di oscurare Ford (ricordate l’inquadratura di Inglorious Basterds in cui Landa, incorniciato da una porta, vede sfuggire Shoshanna?) ha a che fare un po’ con quest’idea. Il cinema di Tarantino è come un gigantesco prisma che riflette tutte le luci che lo colpiscono e che Quentin, con slancio godardiano, magicamente ricompone. Rendendo il tutto addirittura migliore.

Dvd-quote:

“Another Fucking Bingo!”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb| Trailer

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

266 Commenti

  1. aisai

    @ Il reverendo:
    Per dire, io non capisco un’affermazione come “bello alla Jackie Brown, non certo alla Pulp Fiction”, peraltro associata a un precedente “mah”.
    (Per me Jackie Brown è bello alla Pulp Fiction, cambia al massimo il canovaccio, che può piacere di più o di meno. Ma la grandezza è intatta).
    Seguita da un elenco di cose che non ti sono piaciute di DU e che sono Tarantino puro, e presenti in molte altre sue opere, Pulp Fiction compresa.
    Ma probabilmente io sono troppo di parte. Da vent’anni quest’uomo mi rende felice. Pochissimi hanno fatto/fanno altrettanto.

  2. selven

    tanto per citare il rrobe:
    se non amate i Griffin… potete pure morire. Siete dannosi a voi e a chi vi sta intorno.

  3. tyus23

    @bellazio

    c’è UNA scena che ne ricalca lo stile comico.
    e i Griffin, il più delle volte, spaccano.

  4. @bellazio:

    “seven psychopaths non è un film che si piace troppo”

    Ma dov’eri quando per una buona mezzora del secondo tempo erano tutti stravaccati nel deserto a non fare altro che discorsi meta-narrativi uno dietro l’altro?

    “quello che per me dovrebbe durare 5 dura 10 solo perché così può far vedere quanto è bravo. È un argomento molto semplice.”

    Nonché onestamente sbagliato e classico di chi non lo capisce, perché quello che fa in realta’ – oltre a dimostrare di essere bravo – e’ costruire la tensione, dare spessore al contesto e rafforzare la punchline, e probabilmente lo stai confondendo con i suoi (troppi) imitatori.
    Esempio: se la prima scena di Inglorious Basterds fosse durata 5 minuti non avrebbe reso un cazzo.
    E invece la sua bravura e’ che quei 15/20 in cui non parlano di quasi niente sono calibrati al millimetro, fanno sudare freddo e sono una delle cose piu’ gloriose della sua carriera.
    Poi alla lunga Basterds stanca anche me perché si tratta di una lunga serie di macro-blocchi, e Django e’ sicuramente piu’ scorrevole, ma da qui ad accusarlo di girare a vuoto ce ne vuole.
    Capisco la tua antipatia, eh? Perché Tarantino ormai e’ universalmente noto e ci si riempiono la bocca in tanti senza averne la minima cognizione (Twilight non c’entra un cazzo, e’ piu’ una cosa alla Radiohead dove i meno sgamati sentono la parola “genio” uscire dalle bocche di gente rispettabile, se ne appropriano e ci si arrotolano, ma poi non sanno davvero distinguere dove stanno i veri meriti).
    E capisco anche che tu magari non sia un gran fan dei macro-blocchi in genere.
    Ma occhio a non preferire McDonagh solo perché e’ meno pubblicizzato, perché In Bruges e’ una bomba ma gia’ dal film seguente – che ripeto, in blocco lo salvo pure io – il buon Martin ha iniziato pericolosamente ad annusare le sue stesse scorregge.
    E in modo ben piu’ fighetto di Quentin.
    E con diverse qualita’ in meno ancora da dimostrare (quelle puramente visive, ad esempio).

    (torno ora da una sbronza di Jaegermeister, scusate)

  5. BellaZio

    @Selven
    Io sono della Chiesa di Parker-Stone e Groening: per me i Griffin a livello di scrittura, struttura, intelligenza comica competono con il peggior Massimo Boldi.

    Per fortuna, ora che ho visto il film, quella scena non ha NULLA a che fare coi Griffin ed usa un tipo di comicità completamente diversa: anzitutto non c’è uno che dice “ti ricordi che quella volta in cui Jonah Hill e Don Jonson erano a capo del proto Klu Klux Klan?” e poi parte una roba che non c’entra nulla con tutto il resto del film. E’ demenziale ma ci sta. Il fatto che la tiri per le lunghe non vuol dir nulla: lo sanno tutti (anche Macfarlane, figuriamoci Tarantino) che una delle chiavi della comicità è la ripetizione.
    Quindi, ho visto il film. Devo dire: mille volte meglio di Bastardi, Kill Bill 1 e 2 e Death Proof. Ho visto un Tarantino più “sul pezzo”, meno intento a farsi bello, più intento a raccontare una storia lineare con dialoghi (quasi sempre) non fini a se stessi. Ad esempio, mentre la scena della locanda non la riuscivo a tollerare in Bastardi, tutta la parte a Candieland qui l’ho trovata con un buon ritmo: parlano-succede qualcosina-parlano-succede qualcosa-parlano-succede qualcosona. Secondo me è un film molto meno “Tarantiniano” di come la mettete voi: non trasuda quel senso di “io sono il top e ogni scena devo far vedere che sono Quentin Trantino” come Bastardi, non ho l’impressione di star vedendo qualcosa di unico che solo Tarantino potrebbe girare, ci sono larghi tratti in cui potrei tranquillamente pensare di star guardando un film dei Coen, poi vabbè ci deve mettere alcune delle “sue” (nel senso prese da qua e là in giro per gli speghetti western e dintorni) inquadrature e buffonate che a me non dicono nulla ma (nello specifico caso di Django) non mi danno neanche alcun fastidio.
    E’ un capolavoro? No. E’ un buon film, ho sbadigliato una volta in 2 ore e 40, mi ha tenuto abbastanza lì e stranamente, per quanto riguarda l’ultimo Tarantino, ha un ottima prima parte con un ritmo sostenuto, rallenta un po’ in mezzo ma c’è Di Caprio che salva capra e cavoli. Il finale è un po’ allungato all’inveronsimile, nel senso che ce ne sono tre praticamente, ma il finale finale è abbastanza figo (ma quello era figo pure in Bastardi, cioè è praticamente uguale il finale).
    Waltz è bravo finchè non arriva Di Caprio, quando arriva Di Caprio gli altri è come se non esistessero ed è soprattutto perchè Di Caprio è un attore coi controcoglioni e forse riuscirebbe anche a salvare qualcosa di scritto da Macfarlane. Jamie Foxx non so, considerato che per tre quarti di film non fa quasi nulla, non riesco a quantificare la sua prova, certo è molto bravo a girare con due pistole in mano e a distruggere tutto.
    Samuel L. Jackson è Samuel L. Jackson.
    Purtroppo ho visto pure Tarantino che non sa recitare, probabilmente il suo peggior cammeo ever, ma vabbè, son poi 4 minuti.
    Tra i film dell’ultimo perioco Seven Psychopaths resta meglio per me, così come Skyfall e un altro che è meglio se non lo cito qua sopra rischiando l’uccisione. Diciamo che lo metto fuori dal mio podio a pari merito con Lawless.

  6. BellaZio

    @Nanni
    E’ probabile che abbia molti meno problemi con meta che con i macroblocchi. Questo ultimo Tarantino, nel complesso, mi sembra un blocco unico tutto sommato, per come è sturtturato mi piace di più questo che Pulp Fiction addirittura, anche se poi nel complesso Pulp Fiction vive su delle trovate (Walken, Wolf, tutto l’episodio di Willis) che secondo me Tarantino non ha mai più ripetuto e quindi mi è piaciuto di più.
    Sì è vero: Mcdonagh, che chiama il suo protagonista Martin e che fa un film su sè stesso praticamente, non si può definire certo un approccio modesto. Resta il fatto che in Bruges mi piazza davanti un protagonista che ha ammazzato un bambino in una chiesa e il film mi scorre liscio e divertentente come se il suo più grosso reato fosse quello di aver fatto una scoreggia in ascensore e anche in questo con la roba che capita a Walken riesce di nuovo a tenere il tono rilassato da commedia per il resto del film. Secondo me solo lui al momento è bravo in questo. Poi a me la seconda parte è piaciuta perchè non è che sentiamo solo quello che si dicono o pensano, ma lo vediamo anche. E il finale è degno.

  7. Il Reverendo

    @aisai: tu non capisci quella mia affermazione, tanta altra gente sono sicuro di si. e tra questa altra gente ci infilerei pure lo stesso samuel l jackson, che in un’intervista rimprovera quentin per essere scaduto dopo pulp fiction e aver fatto Jb anziche un film all’altezza del suo capolavoro. io delle differenze qualitative tra i due film le vedo, e anche grosse. per quanto riguarda DU, mi pare di aver motivato punto per punto, e non credo si possa dire che la mancanza di violenza (ad esempio nella scena della tortura) sia un classico topoi tarantiniano. figurati che io avrei. detto che fosse vero l’opposto. tra l’ altro qua c’é gente che scrive “di soliyo non amo tarantino perché troppo splatter, madjango mi é piaciuto molto” quindi per me il tuo discorso “tarantino si/tarantino no” va un po’ a farsi benedire…

  8. BellaZio

    Secondo me non è una questione di “capire”, è una questione di “percepire”. Se tu quella scena la senti e percepisci la tensione allora ovvio che per te è efficace, se io percepisco noia e sfoggio di bravura fine a sè stesso non lo è. Per me la tensione funziona in modo differente magari, una scena che so benissimo come andrà a finire come la locanda in Bastardi, vorrei che si risolvesse in fretta (tipo, a me la scena dell’areoporto in Argo, completamente diversa come costruzione ma sempre mirata a creare tensione) non ha detto nulla, seppur magistralmente girata, perchè sapevo benissimo dove andava a parare.
    Perciò non credo che tu capisca Tarantino e io no, così come non credo il contrario. Credo che certe cose su alcuni funzionino e su altri no e mi infastidisce che i fan di Tarantino ti dicano che se quella scena ti annoia è perchè non la capisci. Io la capisco e mi annoia, non è che Tarantino debba per forza toccare le corde di tutti.
    Comunque Django è esente da molti di questi errori, è sicuramente tra i migliori Tarantino, il migliore degli ultimi 4, tra cui 2 secondo me sono i peggiori (Kill Bill 2 e Bastardi).
    Guardandolo ho capito però una cosa sul discorso di Spike Lee: non è un film razzista, solo un imbecille può pensarlo, e non lo è proprio perchè in fin dei conti la schiavitù e le pianatgioni sono semplicemente un ambientazione, non credo sia neanche un film che prende una netta posizione e non vuole fare il pippone di condanna giustamente (cioè Candie è semplicemente un uomo dei suoi tempi, un buisnessman che tratta neri invece che armi e Django è semplicemente un uomo innamorato che rivuole la sua bella). Non è un film storico, se lo fosse sarebbe talmente pieno di errori da far ridere, Spike Lee invece ha fatto un film storico ridicolizzando i partigiani, quello è razzismo.

  9. @bellazio: mi dispiace ma non è così. La noia è un conto ed è soggettiva, ma non capire COSA sta facendo, ovvero che – riuscite o meno – certe scene sono scritte e girate in un determinato modo per un determinato motivo, è un altro. Tu ti annoi e le scambi per fini a se stesse, ma noia o meno, ben fatte o fatte da cani, il senso e la direzione ce l’hanno bello chiaro.

  10. BellaZio

    @Nanni:
    però non sono l’unico che la pensa così, quindi forse non è che si possa considerare l’idea che forse possa essere così per qualcuno?
    Io non dico che siano fini a loro stesse tout court dico che lo diventano quando invece che durare 5 durano 10. Perchè in Django non le ho trovate pesanti mentre in Bastards sì? Perchè secondo me in Django sono veramente TUTTE funzionali e della giusta durata, mentre in Bastards no: sono allungate, dilatate, prolisse. Lo so come lavora Tarantino, lo so che gira in quel modo per un determinato motivo, non ho mai detto che nascono fini a se stesse, ho detto che a volte sbrodolano nel fine a se stesso (non stiamo parlando dei Griffin dove tutto è fine a se stesso, riconosco la grandezza di un autore dalla pochezza di un buffone) e nell’autocompiacimento, tu parli di creare tensione, io ti dico con me non funziona, ma entrambi sappiamo che la direzione c’è. Errore che secondo me in Django Tarantinio non fa.
    Siamo d’accordo sul fatto che certe scene siano girate in certo modo con uno scope ben preciso. Secondo te è sempre efficace e secondo me a volte, spesso nei film precedenti a questo, no. Non vedo cosa ci sia da capire, si tratta di giudicare efficaci o meno alcune scelte.

  11. Stanlio Kubrick

    Sentite, per favore, la smettete di parlare male dei Griffin in mia presenza? Lo trovo maleducato.

  12. @bellazio: l’impressione che mi davi tu era invece quella di mettere in discussione il senso, non l’efficacia, perché quando mi dici che una scena di 10 minuti ne deve durare 5, e che il suo durare di più è per puro gratuito sfoggio di bravura, perdonami ma è proprio il senso della scena che metti in discussione. Il problema, se ce n’è uno, è la gestione di quei 10 minuti, non la durata. Di nuovo: se ti annoi amen e a ognuno il suo, ma se lo trovi gratuito non hai capito cosa sta facendo.

  13. selven

    Spinto dalla curiosità ho recuperato bastardi senza gloria (come detto non amo particolarmente tarantino e quindi l’avevo droppato), purtroppo mi sono accontentato dello streaming e mancavano i sottotitoli nelle parti in francese e tedesco, devo dire che effettivamente la scena della locanda è un po’ troppo lunga, ma il film resta fantastico sebbene django mi sia piaciuto di più (poi tutto questo osannare shosanna non l’ho capito ma probabilmente sono stupido io), da recuperare in dvd quanto prima.
    PS: nota sui griffin la mia era una citazione nonchè un riferimento diretto alla prima pagina di questo topic, e cmq lo scopo voleva essere scherzosdo (sia nell’originale che nella mia citazione.
    Detto questo i Griffin dominano e Peter batte Homer 10 a 1 (specie considerando gli ultimi dieci anni dei simpson), south park poi non mi è mai piaciuto.

  14. L’ho visto l’altro ieri ma mi sono lette le recensioni soltanto adesso. I commenti no, non me ne vogliate ma sono una marea. Chiedo venia già ora se dico/chiedo cose già dette/chieste da altri.

    @ casanova: I Rolex che vanno in acqua e poi non funzionano è una sciocchezza. Credo che il tuo prof. tentasse di giustificare a se stesso il fatto di aver comprato un falso per farsi vedere dagli altri (o magari da se stesso) con uno status symbol. Siccome è un prof. è ha la deformazione prof. di sparare cazzate deve comunicare anche agli altri quello che dice dentro la sua testolina. O magari era solo crisi di mezza età.
    Che vuol dire slancio godardiano? Se già se ne era parlato basta che un’anima buona faccia CTRL+V e mi faccia sapere di che cosa si tratta o mi dica verso dove si ricorda che sia buttata la spiegazione.

    Vedo in generale che qui il film è piaciuto moltissimo. Io pur essendo gioioso per lo spettacolo visto non sono uscito dal cinema con il vostro entusiasmo. La valanga di parole stavolta mi ha stordito invece di dare gli orgasmi che per esempio mi aveva dato in Bastardi senza gloria o in Iene (che sono quelli che ho visti da meno tempo). E questo pur ammettendo con assoluta tranquillità che:
    – fino all’uccisione dei 3 stronzi è stato stupendo. Ma proprio stupendo.
    – guardando le altre singole parti del film mi sembrano tutte eccellenti.

    Ma magari me lo devo solo rivedere in lingua originale.

  15. BellaZio

    @Stanlio
    In realtà sono solo io che odio con tutto il cuore i Griffin, tranquillo. Su Homer vs Peter non entro perchè ho fatto la tesi di laurea su Homer (non sui Simpson. Su Homer Simpson) quindi starei a parlare ore. In tutta la mia tesi non ho citato mai la sua scialba imitazione e a tutti i presenti non sembrò grave.
    South Park vs Griffin… vabbè non mi dilungo neanche qui, cioè, parliamo di due pianeti opposti: il pianeta della grande scrittura e quello della non scrittura. E’ come se mi parlaste di Lansdale vs Fabio Volo. Volo vende di più. Punto. Tra l’altro, tra le righe vedo che gli accoliti sono vari (Nanni, con l’annusare le proprie scoregge, ha visto quell’episodio direi, e Quantum ha messo un immagine eloquente).
    @Nanni:
    nell’irruenza, capisco di aver parlato veloce. Io non discuto una virgola della struttura di nessun film di Tarantino (tranne la prima parte di Death Proof che, pur volendo, mi pare inutile in toto, se non una mega presentazione dei personaggi). Tutto serve e tutto è al posto giusto all’interno del plot, ma il dilungarsi in discorsi assurdi in tre lingue mi è sembrato manieristico all’inverosimile, secondo me quella scena doveva durare 5 ed è durata 10 e se fosse durata 5 il film sarebbe scorso più velocemente, problema di gestione probabilmente. Nulla di tutto ciò è presente in Django (anche se contiene dialoghi lunghini e una scena fondamentalmente simile che però riesce a crearmi quella tensione che in IB non riusciva a fare), film di alto spessore, degno di un autore di indubbia classe come Tarantino.

  16. No vabbè, la tesi di laurea su Homer Simpson no.

  17. BellaZio

    @Manq
    Era bellina, te lo assicuro. Per lo meno mi portò il massimo dei punti. Comunque concordo sul fatto che è almeno 5/6 di anni che i Simpson son scaduti.

  18. Scusa, davvero, sarà che c’è arma letale 3 su sky, ma mi sento solo di dire che “sono troppo vecchio per certe cose”. ;)

  19. BellaZio

    Beh dai stiamo parlando di 6 anni fa… ero giovane…

  20. Schiaffi

    Oh porco#£@ la rece ci stava, la storia del prof e del falso rolex era ok e mi è anche piaciuta, però poi ovviamente dovevano arrivare i matti a parlare delle loro tesi del cazzo. MA CHI SE NE FOTTE DI VOI E DELLA VOSTRA TESI, FOTTETEVI.
    Basta ogni volta usare ogni scusa per sbandierare i vostri studi, non frega a nessuno e usare università/corso master/scuola guida come se foste una grande famiglia di matti eletti è una poverinata. Siete dei noiosi.
    Ma perchè non vi riunite in un qualche circolino di stronzi e passate le ore a disquisire dei vostri corsi universitari? E’ da un pò che volevo dirlo, dioc%$# se foste gente seria parleresti di corsi di paracadutismo/sopravvivenza/combattimenti con svariate tipologie di lame, anzichè corsi di lettere, filosofie spicce e bigniami usati.
    Tristezza a palate…

  21. Bizy

    Visto in qualita’ DVD rip, ringraziando gli oscar. Lo andro a vedere in Slovenia, perche col cazzo che me lo riguardo in italiano. Scusate ma la qualita’ media dei doppiaggi italiani fa propio cagare. E non paragonandolo all’originale ma propio ai vecchi doppiaggi anni 80.
    Andro a punti, perche e’ un film di tarantino e i film di tarantino sono a capitoli. META
    1)Il film e’ una figata. Non so come altro definirlo.
    2)Fanculo a tutti quelli che si lamentano dei camei ridicoli di franco Nero e Tarantino. fate schifo al cazzo. perche Nero sta dentro 3 secondi e se si e’ visto il film originale (cosa che io non ho mai fatto) si dice “UAH!” se no e’ solo un tizio a cui Django da lezioni di spelling, e la scena e’ anche figa perche Django voleva cavargli la testa dalle spalle, e anche se non e’ figa dura meno di un cazzo di minuto.Su Quentin boh,mi ha un po portato fuori dal film col fatto che e’ Quentin, ma tanto muore subito.
    3)Walz ha una delle morti piu’ memorabili del cinema tutto. quel “I coudn’t resist” in stile “Vecchio scusa, ma sto tipo mi sta troppo sulle balle, so cazzi tuoi ora” e poi sparato 20 metri nella libreria con tutto il discorso su Dumas prima di cio.
    4)Una parte di me concorda nel dire che Tarantino ha tirato il freno a mano su sadismo. E va bene cosi. Mi e’ piaciuto l’approccio verso la violenza schiavista e quello piu terra terra del veder morir male delle teste di cazzo razziste. Il contrasto funziona e la morte di Shulz era necessaria
    5)Era necessaria, perche Django impara a far da se. Fino a quel momento Shulz fa tutto lui e Django si limita a seguire fino all’ eslosione finale in cui vola di tutto parte tupac e Djames Brown e quel proiettile che trapassa tutto. *__*
    6)Tarantino si piace troppo dal suo primo film quindi non vedo di che cazzo stiate parlando
    7)La scena de Ku Klux era bellissima ed aveva un senso nel contesto. Don Jon e’ un coglione e tutti sti qui sono dei poveri coglioni che giocano a fare i superiori ma sono appunto solo dei poveri coglioni. Nei griffin il senso sarebbe stato Don Jonson razzista, cosi ha random. Perche i griffin quello sono
    8)Mi sarebbe piaciuto un approfondimento sui fratelli
    9)Il livello di personaggi FEET e’ altissimo. quelli che fanno poco o un cazzo ma sono memorabili (BobbA FEET appunto. Tipo a me e’ piaciuta un fottio la tipa con la faccia coperta e l’ascia in mano. Tarantin
    10)Alla musica di Trinita’ e’ partita la lacrima.
    11) i Griffin fanno cagare e dalla stagione 7 sono diventati 20 minuti di cagate con 1 momento memorabile ogni 5 puntate. Le citazioni sono sono battute. e Ted lo ha dimostrato. il modo migliore per goderseli e’ clip su youtube.

  22. Stanlio Kubrick

    Io ho una curiosità che mi voglio levare da tempo, e quindi mi rivolgo a tutti coloro a cui Tarantino non piace in assoluto: quanto di questo non-piacere è legato alla sua vena comica? Non mi riferisco al tipo di comicità*, ma proprio al fatto che nei suoi film ci sono parti che sono esplicitamente costruite per suscitare la risata, o comunque per divertire. In pratica: se prendesse più sul serio le sue storie e i suoi personaggi vi piacerebbe di più?

  23. BellaZio

    @Bizi
    Grazie per il punto 11. Stima e affetto per te.

    @Schiaffi
    Vabbè che ci vuoi fare, sono matto, si stava parlando, per qualche motivo dei Simpson e dei Griffin e di South Park. Hai qualcosa da dire o devi solo rompermi il cazzo, perchè mi pare di non essere entrato in alcun modo nel merito della mia tesi, mi pare di non aver parlato o filosofeggiato su nessun corso universitario, perarltro sono sempre stato uno studente di merda, bocciato, fuori corso, 3 volte per passare la teoria della patente. Sei contento?
    Vorrei vederti alle prese col paracadutismo, lame, pistole, combattimenti vari. Ma tanto se salta su uno a dire che ha fatto un corso di sopravvivenza estrema la giudicheresti una “poverinata”. Credo che in un paio di anni che leggo ciò che scrivi tu abbia giudicato una poverinata più o meno qualsiasi cosa non sia uscita dalla tua bocca o da quella di scrive il pezzo perchè non arrivi ad ardire a tanto, il tuo coraggio si limita ai commentatori.
    Comunque, un sincero vaffanculo di cuore, ti auguro di divertirti al corso di karate in canoa sulle cascate del niagara che stai frequentando, per favore raccontaci qualcosa sull’argomento. Continuerò ad essere d’accordo con te a volte e in disaccordo altre, cercherò di non dire che ho fatto una tesi in futuro per non offendere la tua sensibilità. Comunque mi pareva abbastanza chiaro di non aver nessuna intenzione di passare per “gente seria”.
    Per dargli ancora più fastidio a Schiaffi farò notare al commento 222 che ho carpito la citazione al capolavoro dei Public Enemy di Casanova inizio pezzo (mi pare che nessuno lo avesse ancora detto, no?).

  24. alessandro

    Schiaffi=cancer che da del cancer agli altri.
    Sei nel posto sbagliato, il tuo ambiente naturale è /b/ su 4chan, trasloca.

  25. Mr.POP

    Commento al film di un conoscente su FB:
    “Il giorno che Tarantino imparerá a non trasformare in uno spettacolo idrico-scarlatto ogni tipo di lesione che un corpo puó subire, forse cominceró ad apprezzare i suoi film. Che pena! Se Django é un capolavoro allora é d’obbligo dare l’oscar a qualsiasi puntata dei Puffi!”

    Vorrei sapere se c’è qualcun altro a cui Tarantino non piace per questo motivo.

  26. BellaZio

    @Stanlio
    Partendo dal presupposto che Tarantino non mi esalta, ma non è che non mi piaccia, ovvero certe cose sì, certe altre meno, per me il suo problema è che nel non prendere sul serio i suoi personaggi a volte si prende troppo sl serio lui stesso. La gag del Klu Klux Klan non fa testo per me, non è comicità “alla Tarantino”, è roba da Ben Stiller riuscito, e a me Ben Stiller riuscito piace assai. Per quanto riguarda le sue gag più classiche generalmente non mi danno fastidio, non trovo i suoi film particolarmente divertenti nel senso di ridere come un matto, sul come crea alcuni personaggi e non li prende sul serio è spesso sublime (Wolf e Walken in Pulp Fiction parlano da soli), a volte gli riesce meno.
    Il mio problema come ho già detto è che spesso si prende troppo sul serio lui stesso come scrittore secondo me, per questo IB e Kill Bill non mi sono piaciuti. Il suo errore secondo me è quando tutti i suoi personaggi diventano estensioni di lui stesso e mi trovo davanti a 4 Tarantino che parlano in 3 lingue diverse in una locanda per venti minuti: se quello doveva far ridere, con me non ha funzionato.
    In definitiva per me è: no, la sua comicità e il suo approccio ai personaggi non mi danno alcun fastidio e il fatto che ci siano elementi e intere scene comiche mi ha fatto arrivare in fondo a tutti i film di Tarantino, sono il suo punto forte. Diciamo che anche il citazionismo esasperato a volte mi urta: in Django mi va da Dio Tupac, mi hanno un po’ infastidito quelle inquadrature rubate allo Spaghetti Western, le zoomatone, i mega rallentoni. Lo avrei preferito senza, ma capisco che siano parte del suo stile.

  27. Schiaffi

    alessandro non colgo la tua citazione e per sapere che è 4chan ho consultato la wikipedia. Continuo a non capire cosa vuoi e cmq penso di essere tra i pochi ad essere nel posto giusto a differenza tua che vivi uno sbaglio cronico.

    Bellazio carissimo, non ce l’avevo con te, la mia era un’opinione generale che avevo da un pò di tempo e mi andava di condividere.
    Tranquillo che le categorie da te citate, a differenza tua, povero medioman, per me sono state una cazzo di passeggiata e se tu parlassi di sopravvivenza forse ti degnerei di attenzione.
    Fottetevi voi, gli studi e il sentirvi tutti una grande famiglia stretta nel grande abbraccio dell’ateneo.

  28. BellaZio

    @Schiaffi
    Pace. Beh, di sopravvivenza ne so poco, soffro di vertigini, non ho mai sparato nulla in vita mia se non con la condor dal terrazzo di casa alle vecchie che passavano, non ho mai fatto arti marziali. Sono abbastanza un porco quando gioco a calcio però (Roy Keane style). Del resto oh, bisogna fare una discussioncina pepata prima o poi io e te… Sono peggio dei medioman. Non bevo (più), non mi drogo (più), ho una relazione stabile da 9 anni. Puoi pensare a qualcuno di più squallido di me? E veramente son scappato dall’ateneo il prima possibile perchè non sopportavo nessuno lì dentro, soprattutto i Prof. col falso rolex. Pensa che mia madre ci insegna pure all’Università ma non ha il falso Rolex, cazzo.
    @Mr. Pop:
    Non a me. Però devo dire che il sangue è un po’ una merda alla visione, ma è calcolato pure quello da Quentin, un altro marchio di fabbrica. Personalmente preferisco un rosso grumoso in quantità più copiose e le teste che esplodono, anche fatte male, ma non ne faccio una colpa a Tarantino. Dettagli da poco..

  29. Bizy

    L’ironia e’ una cosa propia di tarantino, da tipo sempre e sa usarla da dio in tutte le sue sfumature da quella leggera a quella nera (tipo quando ti aspetti che Uma abbia uno scontro come quello con lucy liu anche nel secondo quando incontra Ellen Driver, quella con la bandana, e dopo una breve scazzottata le cava l’occhio). La usa per sovvertire le aspettative del pubblico.
    Per dire io ho visto Killing Them Softly, l’ho trovato una roba un po senza capo ne coda, con discorsi di Bush iseriti a cazzo e momenti musicali un po di merda. Li apparte 2 scen (la storia di MARKEY all’inizio e l’esplosione dell’auto)e manca completamente l’ironia e i discorsi sono una merda. Tutta la parte con Soprano era una scoglionatura della madonna. Non ha nessuna tensione, nessun colpo di scena, dialoghi alla cazzo che tentano di fare l’eco a tarantino e il personaggio di Brad Pitt che si ho capito che deve essere figo, ma per me non lo e’. Si prende maledettamente sul serio e apparte l’ultima scena in cui si intravede un barlume di energia il resto e’ noia che si prende maledettamente sul serio.
    Signori Kill Bill si prendeva sul serio quando si doveva prendere sul serio. Inglorius aveva un ironia tutta sua con Landa (Che era completamente pazzo xd tipo la scenadel strudel).
    La sua ironia e’ uno dei motivi per cui mi piace, come mi piace il suo costruire i personaggi (io a Jules, a Mr.White, e a Beatrix Kiddo, e se posso dirlo, pure a Bill, beh ho voluto bene. Come anche a Stigliz, che non fa un cazzo tranne che morire, ma lo fa in un modo talmente cool che e’ impossibile non amarlo). Non dimentichiamoci che Kill Bill finisce con lei che piange in bagno da sola.
    Lui sa raccontare storie, e lo fa da dio…
    Secondo me a dispetto dei contenuti, per godersi i suoi film bisogna essere un po bambini dentro perche i suoi film non sono mai stati complicati, solo complessi. E tutte ste analisi dei cinefili dell’ultima ora stanno un po sul cazzo.
    Vorrei solo che tentasse qualcosa di diverso, um film che non sia figlio diretto del grindhouse tipo gli ultimi 3(Deathproff non lo considero), qualocosa alla Jecky Brown che a livello di caraterizzazione dei personaggi e’ il suo miglior lavoro e qui obiettivamente se non riconoscete questo andate a pelar patate e non fate finta di essere esperti di cinema.

  30. Il Reverendo

    @mrPop: dì al tuo conoscente di riguardarsi le iene e pulp fiction, sono piuttosto realistici come quantitativo di sangue. i litri di sangue arrivano con kill bill, e hanno pure senso di esserci.. gli incidenti di deathproof anche quelli sono belli credibili. quella frase di quentin sul “mondo di quentin” e il “mondo dei film” racchiude un po’ tutto se ce l’hai presente…

  31. BellaZio

    @bizy
    Killing them soflty non vuole assomigliare a Tarantino in nessun modo, i dialoghi sono completamente diversi, l’ironia non c’è perchè non Dominik non ce la vuole mettere e non è un film ironico per nulla. La scena con Gandolfini è sì una rottura di palle concordo. I due protagonisti iniziali sono sì due sfigati, ma non c’è intento di far sorridere nel film, a torto o a ragione Dominik tenta, attraverso una trama minimale (tra l’altro tratta da un libro) di fare un criticone alla società americana e al capitalismo. Ci riesce in parte per me, sembra un film sconclusionato effettivamente, però rimane il fatto che secondo me mette le cose a posto in due minuti alla fine. Gli inserti Bush-Obama-Mccain servono prima per farci capire dove siamo e poi per fare un parallelo tra il sistema capitalistico e il sistema della malavita cercando di arrivare a dimostrare che funzionano uguale. E’ mooolto pretenzioso e fa moltissima fatica a riuscirci. Ma boh… l’ironia credo che non abbia alcuna pertinenza perchè Killing Them Softly non vuole essere un film ironico. Non è che in qualsiasi film dove ci sono molti dialoghi o una lunga scena di dialogo si cerca di fare l’eco a Tarantino.
    Tu dici che vorresti che facesse qualcosa di diverso Tarantino quando questo film secondo me è profondamente diverso rispetto a Inglorious Bastards e a Kill Bill pur mantendo gli elementi classici del suo stile. Inglorious Bastards per me resta un lungo, ben fatto, ineccepibile esercizio di stile e basta: la tensione non mi ha preso, l’ironia non mi ha fatto sorridere, i dialoghi non mi hanno colpito. In Django ci sono gli stessi elementi ma funzionano meglio: i dialoghi sono più centrati e pertinenti, le gag sono divertenti, la tensione al tavolo di Candie mi ha preso. A Django vorrò bene, come a Pulp Fiction o a Reservoir Dogs, quell’altro me lo sono già scordato.

  32. Hendrall

    le recensioni a me son piaciute. il film anche, molto più di bastardi ad esempio. ma i commenti sono qualcosa di inarrivabile: chi non li legge perché non ha cazzi compie un gravissimo errore e si perde molto di questo blog.

  33. maya

    Concordo con Hendrall, film gustoso, recensioni pure, commenti imperdibili (peccato non poter cazzeggiare qua tutto il giorno…)

  34. Bizy

    Forse mi sono speigato male. In killing them Softly non ho visto uno che tenta di imitare tarantino. Ma e’ uno che usa le lezioni di tarantino su tarantino e gli intrecci a piu’ personaggi puntando non sul taratino style, quanto sulle fonti di ispirazione. Perche il film si ispira ai Mafia Movie anni 70 o almeno a me pare cosi. Il che e’ encomiabile. Ma nel voler far il metaforone del cazzo (perche del cazzo e’, ma in proporzione a quanto il film ci punta su questo aspetto) annia con una trama che non ha un cazzo di personaggio interessante. Ma neanche uno. E’ propio saporifero. La scena della rapina e’ figa e si respira un po di tensione quando ray liotta si fonda dentro e tutta l’idea di dare la colpa a lui va a puttane. E la scena del discorso di Pitt che e’ un po una cazzata gia’ sentita. Mi sapeva di Moralone finale alla cazzo pero’ e’ esaltante perche il resto del film e’ saporifero e va propio come te lo aspetti, senza nessun guizzo. E in questa mediocrita’, il suo prendersi cosi maledettamente sul serio pesa tanto. Mi ha ricordato Kelly e’ tutte le cagate fatte dopo Donnie Darko (che e’ un buon film, ma non mi e’ sembrato al genialata che ho letto in giro).ma non cosi schifo. Io ci credevo perche aveva un cast della madonna, e la storia e’ pure ok. Il problema e’ propio la confezione. E il personaggio Australiano che poteva essere sfruttato meglio.
    Sia chiaro io odio l’ironia postmoderna in cui niente e’ da prendere sul serio, mi e’ sempre sembrata una filosofia un po a cazzo di gente che ha paura di essere presa per il culo perche ci crede sul serio quindi ci ride sopra dicendo “Ma ti pare che io ci creda?” pero’ questo va propio all’esatto opposto e se il film funziona, perfetto, se no diventa anche un difetto e fa un po tenerezza.
    Non so chi sia il regista ma al prossimo lo guardo perche ha potenzialita’, deve solo imparare a unire metaforone e trama in modo coerente.

    No, io vorrei un taranta che prova a fare qualcosa di diverso da Dialogo-Esplosione di violenza. Lo so che e’ un marchio di fabbrica e a me piace pero’ vorrei vedere come se la cava in un contesto diverso che non so io neanche quale, qualcosa dove non ci sono litri di sangue. Ma non perche il sangue non mi piace. Ma perche vorrei vedere come se la cava. Jackie Brown la prima volta che lo vidi non mi piacque, come anche Kill Bill 2. Rivedendoli recentemente li ho rivalutati come filmoni della madonna, sopratutto Jackie Brown che e’ popolato da poveri stronzi frustrati.
    Bastardi rulleggiava secondo me. La scena nella locanda era troppo lunga ed e’ vero, quella parte non mi prese poi cosi tanto. Ma il resto no. Il finale mi ha esaltato.
    Poi oh i gusti son gusti. A ognuno il suo. Il taranta ha fatto film migliori e peggiori. Ma mi sembra che tante volte chi critica, critica cagate. Perche apparte Death Proof, taranta ha fatto obiettivamente dei bei film. Si puo’ parlare su cosa sia capolavoro e cosa no ma a fronte di tutte le cagate che ci buttano in sala, lui e’ una delle tante eccezzioni, in cui ogni fotogramma trasuda passione. E chissene se ruba scene da altri film che comunque chi lo fa notare, questi film non li ha mai visti. Lui fa un shake up e rende robe che nel 70 oercebti delle volte sono cagate con 1 o 2 buone idee, beh le rende popolari.
    Tarantino insieme ad un altro paio di registi concilia pubblico e critica. I suoi film ti fanno vivere un illusione, una nella quale alla fine del film puoi razionalizzare, puoi trovare difetti che ci sono eh, ma non si puo’ negare di aver visto un buon film, un film divertente almeno.
    Perche e’ piu’ o meno dal dop Jackie Brown che e’ diventata una moda cagare su di lui (non parlo di te, anche se su i commenti prima che tu abbia guardato il film, te lo dico sinceramente, ti avrei disegnato la monna lisa a cinghiate sulla schiena e scritto la tabellina del 5 a schiaffoni in faccia – odio i commenti di chi non ha visto il film e rompe il cazzo, niente di personale, ma quello eri)
    Death Proof per esempio e’ l’operazione piu’ onesta di tarantino ed ha evidenziato come molti di quelli che facevano i grossi col Grind House revival post Pulp Fiction, non sapevano di che cazzo stavano parlando. Perche i film erano cosi. A me ha dato fastidio il fatto di fare la poverata coi soldi. Se ognuno dei 2 aveva 1 o 2 milioni a disposizione avrei capito. Cosi no. non aveva senso. e tutti quelli che esaltavno castellari o Fulci senza averne mai visto un film, o vedendo solo i trailer si redendessero conto di cos’erano sti film in realta (C’erano i film buoni per carita’, anche piccoli capolavori, ma erano eccezzioni). A me e’ piaciuto di piu’ Death Proof versione america di Planet Terror, perche a fronte di dialoghi non propio esaltanti ed evidentemente scitti in fretta, beh a quelle scene con le macchine che si mangiano Rodriguez. Pero’ nel complesso Terror e’ piu cagata divertente e gli si vuole bene. Pero’ lo dimentichi. IO kurt Russel e tutte le scene con le macchine le ho ben stampate in mente. Che poi il film intero, rivederlo non so. Tarantino e’ diverso da i suoi amichetti perche lui non ha paura appunto a prendersi sul serio e prendere sul serio quel cinema di serie B. E lo stimo per questo, perche prende le cose buone e fa dimenticare quelle merdose. Rodriguez e compani la buttano sul trash per il LOAL, ma credo non capiscano quel cinema e perche gli piaceva, oppure semplicemente non sanno comunicarlo. Taranta si.
    Scemo chi legge.

  35. Bizy

    scusate il doppio ma devo dirlo. Ah grazie per avermi fatto conoscere In Bruges. Dio mio anche il fratello sfigato di Will Farrell e’ simpatico. e questo da solo basta a rendersi conto di quanto il film sia figo.

  36. alessandro

    Caro Schiaffi ci tengo a precisare che non mi è passato per la testa neanche per un istante di cacciarti dai calci, mi sono limitato a fare un’osservazione su ciò che ho visto. Piuttosto che alla tua presenza qui, il mio commento era rivolto al tipo di intervento che avevi fatto. Sembra che tu non comprenda da solo il fatto che anche se una persona scrive commenti su un determinato sito perchè gli piacciono film in cui si vedono cervelli esplodere e budella fuoriuscire ciò non significhi che questo sia quello che caratterizza la sua vita quotidiana.

  37. Schiaffi

    Ma dimmi te cosa deve succedere, penso di essere nel posto giusto ma appena mi distraggo per un momento mi ritrovo circondato da personaggi che parlano stile fabio volo.
    Cos’è questa invasione della banalità? Ma che tristume Gesù Cristo.
    Ok spe che mi adeguo al trend, mo vado un momento a farmi cadere un pò di capelli come il buon fabio e quelli che mi restano me li pettino come fa lui usando uno scroto.
    Poi mi metto una camicia con il colletto zozzo, una giacca con le toppe da colto nerd alternativo e vado a scrivere libretti melensi per tipe inutili e romantici wannabe sospirando pensando alla mia così-nella-norma routine.

  38. Stefano

    Film gigantesco. La barba di Waltz è una roba leggendaria: perché cazzo non ha fatto successo prima, un attore del genere. Poi boh, non c’è una scena che non sia da dieci e lode. Il finale è da venirsi nei pantaloni.
    Grazie Quentin.

  39. Bizy

    Beh schiaffi e’ normale. Tarantino ormai e’ un marchio che simboleggia il saperne di cinema. E come una volta andava di moda esaltarlo (nel 94 avevo avevo7 anni e il problema maggiore era se le tartarughe vinceranno su Shredder) adirittura dopo pulp fiction c’erano biografie su Tarantino e roba varia. Ma Taranta fa cinema popolare nel suo massimo splendore, e siccome popolare tende ad attirare orde di coglioni che hanno visto i film che lui cita e che credono che sentendo lui parlare di sti film e’ come se loro sti film li avessero visti. Io ci ho provato, li ho guardati e sinceramente no, i film veramente degni sono pochi ed e’ per questo che stimo quest’uomo ancora di piu’ perche mixando merda ottiene oro. A me tutto sto nerdismo sui film vecchi sta un po sul cazzo perche mi sembra che vabbene i gusti ma quando sento esaltare roba come la donna di 50 metri o come cazzo si chiama, credo che il solo motivo per cui venga esaltato e’ perche c’e’ il poster in Pulp Fiction.
    Non posso dire com’era prima perche non c’ero ma vivamo in un era di teste vuote, che fanno gli intellettuali senza avere un motivo per farlo. Dal momento in cui ha fatto Kill Bill, che e’ un film d’azione, orde di coglioni si sono sentiti traditi perche e’ ppiaciuto praticamente a tutti e loro non potevano permettersi di farsi piacere il film d’azione. Dio sono logorroico oggi xd pero domani ho l’esame di Estetica e devo sfogarmi su robe che mi interessano veramente e non le cagate pseudo intellettuali di Walter Benjamin :D
    In poche parole lo Hipsterismo aplicato al cinema. In cui esiste la parola “Guilty Pleasure” che per me cattura tutto sto snobismo da 4 soldi.
    “Eh sai mi piace, so che e’ una stronzata fatta male, un film d’azione del cazzo. so che fa cagare, ma mi piace”
    Ecco. No.
    Se una roba ti piace, ti piace. io lo urlo al mondo. senza se e senza ma. Chi cazzo sei tu per dirmi che Barry Lindon e’ un capolavoro? A me quel film fa cagare. E fanculo la fotografia il film e’ noiso e una rottura di palle impressionante.

  40. alessandro

    Mah. Io adoro Kill Bill, è uno dei miei film preferiti. Ho conosciuto Tarantino grazie a quel film ma Django Unchained mi ha fatto cagare. Sì, ci sono delle scene che ti fanno sorridere ma il tutto è di un livello infimo. La comicità del personaggio di Schulz è la medesima del personaggio di Landa, solo versione brutta copia, e non ha il fine di far divertire ma di dire allo spettatore “guarda quanto sono figo”, risultando patetica. La scena dei cappucci la paragonerei a quella dell’alluce di Kill Bill: la prima dura mezz’ora e mi fa dire “avevo già capito la comicità della situazione mezz’ora fa”, la seconda il tempo giusto. Django viene liberato, Django diventa cacciatore di taglie, Django cerca di liberare la moglie con uno stratagemma: a casa mia una roba del genere è materia per meno di un ora di film. Questo è un film che Tarantino avrebbe fatto dieci anni fa se avesse perso metà cervello. Io veramente non riesco a capire.

  41. Bizy

    Problemi tuoi. gne gne gne

  42. BellaZio

    @Bizy
    Io parlavo specificando sempre di non aver visto Django. Dopo Django mi son ricreduto. E ci tengo a precisare che non ho detto che nessun film di Tarantino è una merda, figuriamoci. Gli ultimi prima di questo secondo me valevano poco perchè stiamo parlando di Tarantino, questo mi è piaciuto molto e ci credevo poco, quindi son contento.
    Comunque In Bruges nella mia inutile opinione da medioman caga in testa a 6/8 dei film di Tarantino perchè a me piace di più e basta, nessun discorso snob, accademico, ecc. sopra. Tiè! E Moonrise Kingdom è più bello di Django. Ecco, l’ho detto, datemi fuoco!
    @Schiaffi
    Ma conosci Roy Keane? Ti piacerebbe, è un tipo simpatico. Tipo Vinnie Jones, solo più cattivo e capace di giocare pure a calcio. Dai che qualcosa in comune lo si ha! Anche io ucciderei volentieri Fabio Volo (e non solo lui).

  43. Bizy

    BellaZio
    lo so, e’ che trovo irritante la cosa . peace.
    Ma In bruges per me gira comodamente sui livelli di Pulp Fiction, solo meno stilizzato, e un protagonista cosi epicamente pirla che e’ impossibile non amarlo.
    Perche forse Bruges e’ veramente l’inferno xd
    Consiglio comunque Hit and Run di Dex Shepard, e vorrei vedere un recensione dei 400. Non c’entra un cazzo ma apparte un paio di cadute di stile, ha parti fottuttamente epiche.
    Io comunque parlavo del fatto che esistono delle pellicole che devono per forza piacere o tipo Kubrik un regista. Che nessuno ha il coraggio di dire che Barry Lyindon e’ fotografato da dio ha roba che sembrano quadri dentro, tutto il resto e’ una bella rottura di balle. E se ti piace amen se ne puo’ discutere. Ma far finta di farsi piacere delle cose perche si e’ un po triste.
    Io bazzico il forum di BadTaste e mi ricordo le classifiche di tutti in cui Tree of Life era al primo posto come film dell’anno seguito da Drive. Ma poi lasciano un post nel topc di Malick e parlano per 1200 pagine di Nolan e Batman e Terminator.il film sembrato una cagata epica come concetto, filmato bene per carita’ ma ben lontana da un Badlands o Una Sottile Linea Rossa. Che erano film di ben altro calibro.

  44. BellaZio

    @Bizy
    Io trovo Odissea Nello Spazio il prodotto più noioso delle arti visive che mi sia mai capitato di vedere (cioè la corrazzata Potemkin è un action coi controcazzi a confronto) ad esempio.
    Cazzo a Bruges ci sono stato, non una ma due volte. It’s really like a fairytale, man! Cioè è veramente bellissima, fidati… certo quel pirla di Farrel non ne apprezza la bellezza ma Bruges è l’unico posto che vale la pena di vedere in Belgio! (non escludo però che possa essere l’inferno).

  45. vespertime

    O io sono stato Bruges perchè ho visto il film e volevo troppo andarci. Ho pure tirato in mezzo la mia ragazza pure lei fan del film. Comunque un pò do ragione a Schiaffi (che non è cattivo basta solo capire i suoi modi ed evitare di offendersi nell’internet che non serve). Si è parlato troppo di cose che non si sono capite cercando mille parole per spiegare un qualcosa che, in effettivo, non c’è. E tutto per non poter dire “tarantino non piace A ME” ammettendo che possa piacere a molti e che, probabilmente, il non capirlo è un problema personale. E sottoscrivo la bellissima barba di Walz che davvero se veniva scoperto prima chissà ora dove stava. Poi se non si è capita neanche la metafora di quel sangue sparso di continuo sui fiori (spiegata anche da tarantino in un intervista che ho visto su sky) allora mettersi a parlarne mi pare davvero una perdita di tempo.

  46. BellaZio

    @vespertime
    La mia ragazza è voluta andare a Bruges per il film, io c’ero già stato. Comunque lo sappiamo che Schiaffi non è cattivo, ma una rissa (verbale o fisica) è una rissa, se ti attaccano e non rispondi non ha senso! Potevo raccontare di quando rubavamo i fumogeni di segnalazione dai treni perchè duravano 10 minuti o andavamo con le pile da tirare agli ospiti allo stadio invece della tesi… qualche esperienza più schiaffesca ce l’ho in repertorio…
    Il sangue è bruttino come esplode dai corpi per me non perchè c’è la metafora o i fiori o eccetera, è un fatto estetico puro…

  47. alessandro

    Ne approfitto per chiedere una cosa: Come mai nessuno usa sangue vero nei film?

  48. BellaZio

    @alessandro:
    Sangue vero “vero”? Tipo che se lo fanno dare dagli ospedali? Credo ci siano problemi sanitari, igienici e poi il sangue vero serve a roba più importante che fare i film…

  49. Bizy

    Beh quello usato in Django e’ liquido vero non fatto in cgi, la differenza se si fa attenzione credo si noti. Voglio un film sui pirati by Tarantino :D sangue spade e liberta *_*

  50. Un film sui pirati di Tarantino. Top.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *