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Zero Dark Thirty: il film con gli occhiali da guerra

 

Soldato Quattrocchi, agli ordini!

Soldato Quattrocchi, agli ordini!

Dite la verità: quando è uscita la notizia della morte di bin Laden, quanti minuti ci avete creduto? Io pochi. I media pubblicano la foto del cadavere e due minuti dopo il web pubblica la prova che si trattava di un falso. I media scrivono che il cadavere è stato “sepolto in mare come da tradizione” e il maccosometro scoppia a ridere. Insomma, la vicenda della morte di Osama è uno di quei segreti di Stato di cui possiamo credere di farci un’idea precisa, ma in realtà non sapremo mai come è andata.

Per cui, se Kathryn Bigelow inizia il suo ultimo film con questa caption

Tipo così

Tipo così

fa più che altro captatio benevolentiae, e io decido di credere alla sua versione solo perché non ne conosco di migliori, quindi tanto vale.  D’altronde la caption stessa è ambigua in sé: da un lato dice che è una “motion picture” e non un documentario, dall’altro dice che è “based”, non che racconta per filo e per segno, dall’altro ancora dice che si tratta di “first hand accounts of actual events”. Cioè alla fine non mi dice un cazzo e io posso continuare a nutrire tutti i dubbi che voglio. Tutto questo Kathryn Bigolo, che a dispetto del nome non è scema, lo sa benissimo. Sa benissimo che il rapporto di questa storia con la Storia è destinato a rimanere fluido, sfuggente, illuminabile solo a tratti. Quindi gioca a far vedere il SEAL che fa la foto a Osama morto, gioca a non mostrare mai il volto del morto, gioca a raccontare questa storia col tono che meno ci si aspetta quando si racconta la Storia. D’altronde, la Storia ha giocato un bel tiro anche a lei: nel 2011, quando la sceneggiatura sembrava essere conclusa, la notizia della morte di bin Laden è detonata come una delle varie bombe che le piace tanto far esplodere; cazzo, dobbiamo riscrivere tutto.

 

Vero o falso?

Vero o falso?

Prima che di Storia, però, questo film parla di una donna. Una fanatica tanto quanto quello a cui dà la caccia (it takes one to know one). Un personaggio, lei sì, senza storia; senza un passato, un privato, senza una motivazione, mai mostrata nell’intimità di casa sua. Una macchina da guerra in forma umana che nei dieci anni di narrazione non invecchia di un secondo e di cui alla fine sappiamo tanto quanto all’inizio. C’è un solo momento in cui Maya, questo agglomerato di pura volontà Schopenhaueriana, tergiversando sembra cominciare ad aprirsi; poi provvidenzialmente esplode tutto e uno si immagina che fra le macerie, Maya stia tirando in realtà  un respiro di sollievo. Per noi che guardiamo, invece, non c’è alcun sollievo: ZDT, nella sua ferrea monotematicità (parallela a quella della protagonista), ha una tensione implacabile, che ti risucchia, e gli scoppi di violenza lasciano dietro di sé una scia ancora più cupa. La gestione dei tempi e del montaggio da parte di Bigelow è magistrale: quei dieci anni interminabili fra ufficio e deserto li senti tutti addosso, pesano, incombono, non ti lasciano mai vedere lo spiraglio della fine. I presidenti cambiano, la gestione degli interrogatori (FERMI TUTTI; DOPO CI ARRIVO) cambia, ma Maya è sempre lì a fiutare la stessa preda. Finché qualcuno le crede, il che per una bella figa non è mai facile.

Quando lo trovo voglio una medaglia! E pure un fidanzato!

Quando lo trovo voglio una medaglia! E pure un fidanzato!

E dopo i dieci anni in due ore, all’improvviso ecco una mezz’ora in tempo reale: roba che neanche Virginia Woolf. Mezz’ora girata interamente nelle tenebre o in night vision, con gran dispiego di paraphernalia militari, montaggio strepitoso, regia di precisione certosina. Quindi l’accumulo della tensione deflagra con l’arrivo dell’ultimo atto, ovvero l’assedio al covo di bin Laden? No. E con la conclusione dell’assedio? No. E col finale? No. Finisci di guardare e non sei sollevato, non hai gioito per la vittoria, nessuno sullo schermo ha gioito. Raramente ci sono stati film così plumbei, secchi, impietosi. Per questo fa un po’ ridere sentire gente come Slavoj Zizek, che in passato sul cinema aveva detto cose interessanti, parlare di ZDT come pura propaganda Americana. Fanno ridere anche tutti gli accigliati liberals che, in nome della correttezza politica, si offendono per il famigerato “appoggio della tortura” da parte di Bigelow (di solito sono gli stessi che adorano qualsiasi minchiata faccia Clint Eastwood ma arrossiscono davanti al comizio con la sedia vuota).

No, non te l'appoggio.

No, non te l’appoggio.

Ecco, recentemente si è scatenata un’onda di critica civile che sembra avere eliminato la distinzione fra finzione e realtà; avete presente il massacro alla Sandy Hook Elementary School del 15 dicembre? Avete presente le celebrità che si prestano a campagne contro la diffusione scriteriata delle armi? Hanno ragione, no? No! Perché tutti loro, almeno una volta nella loro carriera, hanno fatto un film che “glorificava la violenza”! Hanno fatto un film dove tenevano in mano una pistola! Come osano questi ipocriti venire a farci lezioni di buon vicinato?, e via scoreggpredicando. Di violenza su queste pagine si parla in abbondanza, ma la discussione su Django Unchained, sull’uso del sangue e della parola con la N (nespola, credo) ne dice a pacchi sulla malafede delle crociate politicamente corrette. Ci siete? Avete letto la triplice rece di Django Unchained? Se sì, bene; se no, correte subito a leggerla e poi tornate qui. Marsch!

Intervallo: facciamo esplodere qualcosa nel deserto.

Intervallo: facciamo esplodere qualcosa nel deserto.

Tornati? Ecco, signori, dire che ZDT appoggia la tortura è come dire che Django Unchained appoggia lo schiavismo e il razzismo. Kathryn Bigelow racconta le cose come stanno: la CIA ha usato la tortura per estorcere informazioni. È successo, è inutile nasconderlo, è criminale negarlo. È servito a qualcosa? Non molto, a giudicare dal film: come giustamente fa notare quel ciccione antipatico di Michael Moore, è solo dopo la messa al bando della tortura (dopo che li hanno sgamati a combinare marachelle ad Abu Ghraib, altrimenti continuavano) che la ricerca di Osama finalmente comincia a dare frutti. Quanto al personaggio di Maya, certo che non le piace il metodo; prova pena per la vittima ma non può mostrarlo, o verrebbe meno il suo talebanesimo. Col tempo si adegua, ma da qui a farne una sadica aguzzina ce ne passa. Succede con ZDT come qualche anno fa successe con Tropa De Elite: lì era la squadra speciale ad usare “metodi coercitivi” per stanare un signore della droga da una favela, oddio signora mia!, ma dove è finito il galateo?, con le buone maniere si ottiene tutto e questi giovinastri non hanno più rispetto. Biatch, please.

DVD-quote:

“Biatch, please”
Cicciolina Wertmüller, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S. di Nanni Cobretti: sì, in questo film c’è anche Scott Adkins.
Il sogno impossibile? Che tirasse un calcio volante a bin Laden.
L’ipotesi più probabile? Che mettesse il suo atletismo al servizio del ruolo di soldato.
La realtà? Compare, in borghese, in due scene. Due. Di dialogo. In cui dice due frasi.
Poi, cinque minuti dopo, (SPOILER) muore. Fuori campo.
Epic facepalm.

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95 Commenti

  1. BellaZio

    @schiaffi

    Scusa se sono indiscreto, ma, dato che probabilmente lo sapevi che il film non ti sarebbe piaciuto e avresti skippato le parti dove parlavano, perché hai deciso di infiggerti il supplizio?
    Probabilmente io, senza averlo visto, avrei potuto dire che non ti sarebbe piaciuto, tipo: non guardare mai flight, io l’ho visto quello, non ti piacerebbe.

  2. Michael Jail Black

    Infatti, The hurt locker e’ meglio.

  3. Phoenix

    Mi state facendo voglia di vedere the hurt locker.

  4. @michael: lo preferisco anch’io, stavo contestando solo la tua frase sul fatto che la Bigolo volesse rifare lo stesso film. A parte l’appartenenza al ciclo “Persone che non invidio”, mi e’ parsa un’operazione ben distinta, soprattutto la regia fa forza su registri completamente diversi.

  5. Schiaffi

    @bellazio
    Dal trailer si era capito che non era un action puro o un film alla black hawk down però pensavo si potesse trattare di una meritevole eccezione tipo Argo.
    Lì non c’è neanche un mezzo morto ma è un filmone, questa qua invece è davvero ‘naMMerda truce. Credevo si trattasse di un Codname Geronimo con un budget più alto e nel complesso fatto meglio, invece taaaaack l’ennesima menata fatta di discorsi con il presidente.
    Comunque il supplizio l’ho evitato skippando ma purtroppo mi sono sorbito il tristissimo raid con i visori da m********i nella speranza succedesse qualcosa.
    SPOILER
    Non è successo niente.
    Chissà che c’è scritto in quella parola censurata lì.

  6. @phoenix: per me The Hurt Locker e’ “Speed 2: cazzi davvero amari” (non mi risulta esistano, uhm, altri seguiti di Speed)

  7. Schiaffi

    Comunque potevano farmela vedere la faccia di quello stronzo morto, il mondo se lo meritava dato che per colpa sua non ho più potuto portare lacca e shampoo su quella supposta spacciata per aereo.

  8. Vediamo di non cadere nella trappola “preferivo questo”, “preferivo quello” come nel caso di Tarantino. THL e ZDT sono film diversissimi, ci sta che a qualcuno possa piacere di più l’uno o l’altro, ma la discussione non dovrebbe vertere su ciò.

    @barman: evidentemente hai la Verità in tasca. Che culo.

  9. David Kronenbourg

    Per me l’unico vero bel film (e anche piuttosto calcista) della Bigolo rimane Near Dark, Point Break làssamo perde, Strange Days parte da urlo e finisce a troie, Hurt Locker ci sta dentro, per questo qui, nonostante la grande rece, non è che mi è venuta molta voglia di vederlo…

  10. Past & Fasul

    parlando di cose serie….ma zombienladen alla fine è uscito…?

  11. babaz

    ok, faccio outing: so che dovrei vedere Zero Dark Thirty senza manco voltarmi, andando dritto secco al botteghino e ordinando i posti migliori, grazie.
    Ma ho un penchant per … Warm Bodies
    è molto sbagliata come cosa?

    i need to know

  12. kaiser

    Capirai.. appena ho visto il nostro Scotti.. ho pensato.. e adesso i 400 calci sai quanto ci ricamano? io ho pensato che torturasse qualcuno a calci voltanti.. invece.. é volato lui

  13. rash

    @Schiaffi il tuo personaggio ha un fastidioso problema, che sostanzialmente ha strarotto le palle: commenti e giudichi (e trolli) tutti i film con lo stesso metro, anche quelli che palesemente non sono fatti per te o cmq non sono di tua competenza.
    questo ti rende identico a Curzio Maltese.
    ripeto: Curzio. Maltese. dai su.

    poi mi piange il cuore nel vedere che fra i film della bigelow importanti nessuno cita il più Tozzo & Truce, K-19, con i memorabili Eroi dell’Unione Sovietica che riparano il reattore nucleare con 2 pinze, fiamma ossidrica ed elastico.

  14. Steven Senegal

    Alla fine gli ho dato una chance non fosse altro per ragioni affettive verso certi contesti. Cosa non funziona per me: effettivamente chiacchierano veramente tanto e lo fanno in tutti i luoghi e in tutti i laghi.
    A buon ragione l’amico Scott Adkins appena fiutata l’aria che non gli avrebbero fatto tirare un calcio che uno, impone la vera modifica allo script: farlo morire subito prima che lo uccida la noia nel sonno.
    Qualcosa di action in più si poteva fare, forse.
    Cosa funziona: la confezione, tutto il mondo del waterboarding, le locations, l’aria, i silenzi “dio mio” del raid, il registro.
    Questo film è un cazzo di coito interrotto. Tutta la storia è un “ma dove minchia la vedete la propaganda” che non c’è glorificazione. Dice bene: non sei sollevato, non hai gioito per la vittoria, nessuno sullo schermo ha gioito. Secco.

    S P O I L E R
    Alla fine il tizio sull’aereo chiede a Maya dove voglia andare.
    E tu Ammeriga, mo’ che hai fatto, dove vuoi andare?
    F I N E S P O I L E R

  15. Steven Senegal

    Ah, a proposito. Ha ragione Michael Moore quando dice che questo è anche un film su come non ascoltare le donne. Ma è storia vecchia. Manco quelle due che tornavano dal sepolcro se le sono cagate.

  16. Jax

    Tralatro quanto è figa la minimale ma potente colonna sonora di Alexandre Desplat:
    http://www.youtube.com/watch?v=3T66Sdo_U2A

  17. Schiaffi

    @rash
    ma chi trolla, troll cosa? Tu passi troppo tempo nei forum tra un meme e l’altro e i LOL messi a caso mi sa. Sto curzio maltese non so chi sia e non mi prendo nemmeno la briga di cercarlo sulla wiki quindi non colgo la tua sicuramente triste allusione.
    I miei fastidiosi commenti, o anima pia, sono per la gente seria, i fancalcisti truci di cui mi interessa il parere e se vogliono rispondono liberamente. Di certo non parlo con i poveretti isterici che si pigliano male per un commento.
    Detto questo, mollami và.

  18. CicciolinaWertmuller

    @rash: applausi per K19! Stupidamente sottovalutato, mi hai fatto venire voglia di rivederlo.

  19. Un preone

    Penso sia la prima volta che qui sopra si parla della Bigelow senza usare mai la parola donnuomo

  20. @Un preone: forse perché non c’entra un cazzo. Forse perché ci sono cose più interessanti da dire. Forse perché non lo è. Scegli.

  21. Bizy

    Filmone.
    Fondamentalmente e’ la storia di una persona che tramite la ricerca ossessionata di Binladen (Che per dire e’ tipo il Mcguffin dell’america) di dare un senso alla propia vita.
    E’ propaganda Americana? Ora io non ho seguito la vicenda BinLaden dopo la morte non so quanto tutto cio sia plausibile. Se mi rimandate a un articolo o piu che parlano della lavorazione del film e degli eventi reali disseminati nella pellicola potrei dare una risposta. Per ora mi limito a un osservazione.
    La sola idea di un film con la caccia a bin laden puo’ essere vista come propaganda. Per varie ragioni cospirazionistico teoriche. Bin Laden non esiste, e’ morto e quello che vuoi.
    Ma il modo in cui e’ trattato il tema e’ spettacolare. Parte piano con una tortura. E poi via escaletion di tensione. tutta l’ultima mezz’ora e’ spettacolare nell’umilta con cui tutto e’ presentato e gli amerciani che in fondo non si fanno problemi a sparare sui civili se propio gli rompono il cazzo. Io ci ho visto un lavoro di scrittura e regia volto propio a non buttare in vacca tutto quanto.
    Il punto e’: Se hanno dato la caccia a bin laden in quanto nemico la storia e’ andata probabilmente su queste linee piu’ o meno.
    Il punto e’ che l’idea di Bin Laden leader e’ vista come propaganda. Ho amici che sono sicuro direbbero che e’ un film di merda perche gli americani sono protagonisti e non sono dei mostri (cosa molto opinabile tra l’altro, sopratutto in questo film)
    Solo che il tutto e’ molto subdolo e non sbattuto in faccia.
    E dove Unthinkable calcava la mano per farti vedere quanto in fondo lo stesso fondamento della nostra societa’ faccia schifo e ti invitava a porti delle domande molto importanti sulla nostra stessa societa’ senza pero’ dirti anche cosa e’ giusto che spiazzo’ tanti ma tanti coglioni benpensanti o anche i nazionalisti ad ogni costo… Questo prende spunto e’ ci costruisce un CSI: Kabul coi controcoglioni, calandoti in un contesto in cui la tortura non e’ piu’ fonte di domande filosofiche ma normalita’.
    Ora, la cosa puo’ essere vista in molti modi visto che il film alla fine non condanna la tortura esplicitamente come vorrebbero tanti coglioni che desidarano sentirsi dire che hanno ragione propio sentendo dallo schermo un tizio che dice “Hai ragione” come ho il dubbio fosse God Bless America (anche se non sono del tutto convinto).
    E’ fondamentalmente un film che racconta una storia e ti mostra situazioni che ti fanno porre domande, ma fondamentalmente si fa i cazzi suoi raccontando la storia della donna della mia vita.

  22. Bizy

    Fondamentalmente ho usato tante di quelle volte la parola fondamentalmente, da essere fondamentale una visione del film che non scuotera’ le fondamenta dei fondamentalisti, fondera’ pero’ un partito di gente con un cervello.

  23. Il Presidente

    Delusione senza se e senza ma. Forse avevo aspettative troppo alte: Hurt Locker era davvero una bomba (scusate) e il cazzo di 95/100 su Metacritic, ok pur non contando in sostanza una sega, era biada per hype.
    Il film passa palloso senza il minimo pathos. Meno male che l’hanno rifatto per metterci anche il raid finale, altrimenti chissà che cazzo di pippotto sarebbe venuto fuori. I personaggi sono assolutamente piatti e monocromatici, solo Mark Strong sembra avere un minimo di espressioni facciali. Non si prova alcuna empatia per loro, neanche quando deflagrano prevedibilmente. L’intreccio simil spy story viene portato avanti meccanicamente e la regia canna costantemente i tempi. I protagonisti si muovono svogliatamente da una tortura all’altra come fossero impiegati della coop che passano dal reparto macelleria alla panetteria. Quello che dovrebbe essere il turning point sulla diatriba ‘Ahmed è vivo sì/no’ arriva con un grandissimo YAWN. Il raid finale alza un po’ le sorti, anche se il cinema ha accolto a suon di risate i SEAL che bisbigliano ‘Osama’ al buio.
    Insomma, non capisco nemmeno che tipo di film volesse fare la Bigola. Se lo paragoni a fiction spy-story mediorientale per me era meglio un Body Of Lies, se lo paragoni a ‘ricostruzione eventi storici’ Argo gli spezza le reni. Minchia boh, delusione.

  24. OT
    Schiaffi è uno di quei sempre meno rari personaggi da forum (oddio personaggi è una parolaccia, diciamo avatar) che impreziosiscono lo spazio comune. Secondo me sbagliate l’approccio nei suoi confronti. Ciò che dice non è né giusto,né sbagliato: è e basta. Attraverso un linguaggio colorito e vernacolare smaschera ambiguità della netiquette e destruttura il senso comune della convivenza socio-virtuale. Oddio, così sembrerebbe la descrizione di un pedante 2.0, quale potrei essere io; ma non è così.
    Non è privo di spunti contenutistici, ma li annacqua in favore di una zona liminale dove al dileggio pubblico affianca una distorsione quasi umorale del proprio sentire. Per fare un paragone artistico: è come se impressionismo ed espressionismo si fondessero in uno stile, per una volta, riconoscibile. La stessa dirigenza ne comprende l’importanza: invece di portare avanti battaglie personali, contro singoli utenti recalcitranti e sempre in aumento, lasciano che la volontà di potenza inespressa si sostanzi nel Verbo schiaffiano. E quand’anche i pareri fossero discordanti, non v’è traccia di battaglia dialettica nelle alte sfere. Ciò alimenta la leggenda metropolitana che ‘gli schiaffi’ siano emanazioni del potere stesso, o prossimo ad Esso.
    Se notate, nel modo di scrivere di Schiaffi, c’è insito un paradosso: usa un linguaggio formulare, sintetico e distinguibile, con predilezione per assonanze, giochi di parole e neologismi (coniati o copiati); mentre nella forma cerca sempre una nuova soluzione, pseudo-avangardistica,particolarista. Nell’assalto frontale con le sue ‘vittime’, anche nello sgarbo aperto, è sempre sopra le righe e fantasioso, risultando però abbastanza circoscritto nelle prospettive di attacco. Ad un livello di pura filosofia del linguaggio, si giungerebbe ad uno stato di aporia sostanziale: da un lato la goduria quasi chomskiana del poter assistere al trionfo della retorica più passionale e casereccia (e ammetto alla lunga possa stancare). Dall’altro la pratica insostenibilità del confronto dialettico, reso impervio dall’implicito dualismo dell’essere umano e, quindi, della comunicazione, che in questo caso emerge di prepotenza (si-no, mi piace-non mi piace, giusto-sbagliato, maschio-femmina etc etc).

    Però c’è un altro punto di vista, molto più fenomenologico-esistenziale: Schiaffi è molto probabilmente una di quelle persone con cui andresti a bere una birra sempre, perché sai già che non ci si annoia e che gli vuoi bene. E non è un elemento che devi sottovalutare quando fuori nevica a dirotto. Almeno vai su internet e ti diverti.

  25. Bizy

    Schiaffi e’ un esperimento sociologico che sta sopra al potere. Esso e’ pura emanazione di potenza che anche Nanni asseconda. Non ha caso ha scelto il nick schiaffi. Perche le mani stanno sopra alle gambe e gli schiaffi stanno sopra ai calci.

  26. Steven Senegal

    Non ho capito un cazzo di quello che si è scritto ma dico comunque la mia: sambuca + vodka alla menta. Non birra.

  27. Schiaffi

    C’è qualcuno con molto tempo libero qui vedo…

  28. Bizy

    Schiaffi Dark Overlord dei 400 Calci.

  29. @La Sizza e Bizy, se volete fare delle avances a Schiaffi aspettate almeno San Valentino, e soprattutto fatelo da un’altra parte, grazie.

  30. @bizy: tra rece e commenti e’ stato scritto quattro volte in minuscolo, riprovo in maiuscolo a vedere se il concetto passa:

    LA SCENEGGIATURA DI ZERO DARK THIRTY ERA GIA’ FINITA E PRONTA PER ESSERE GIRATA, CON CAST GIA’ ASSUNTO, PRIMA CHE AMMAZZASSERO BIN LADEN.

    Questo per rispondere al tuo primo paragrafo.

    Ora leggo il resto, inclusi i commenti seguenti che sono molto lunghi.

  31. Anakin Rossi Stuart

    Giacchè si sta parlando di Schiaffi, è da un paio di settimane che ascolto a loop il nuovo album dei Bad Religion e penso che questa canzone potrebbe essere la sua sigla, tipo i wrestler: http://www.youtube.com/watch?v=xF0Mia7oYvA

    Schiaffi, se non sei d’accordo, just say fuck you…

  32. @La Sizza: le va bene un 26 o vuole riprovare al prossimo appello?

    (no davvero, non so che altro rispondere, anche perché ho l’impressione che si parli di problemi che non sono problemi)

  33. Bizy

    @Eddei su sta serieta’ che e’ XD
    @Nanni. Ecco bravo leggi tutto e poi mandami affanculo. Perche l’avevo scritto di getto e credo si capisca che sono daccordo con la recensione.
    Io volevo dire che secondo me la gente lo vede come propaganda INDIPENDENTEMENTE da come e’ fatto il film, propio per il tema trattato in se.
    Poi che siano dei coglioni e’ un altro discorso.

  34. @bizy: si’ ma l’ho visto che poi hai interpretato il film correttamente, pero’ vedere ancora un paragrafo intero su un argomento che avevamo gia’ chiarito piu’ volte mi ha fatto pensare che forse serviva un disclaimer definitivo bello grosso. Il prossimo che arriva a discutere ancora di “propaganda si’ propaganda no” ci fa automaticamente la figura del poverinos, direi.

  35. Phoenix

    Voglio le schiaffi-quote per ogni film recensito.

  36. Schiaffi

    @Anakin
    Sono ancora in giro sti vecchi falliti e hanno ancora il coraggio di fare ste canzonette pietose a 50anni suonati? Madò, facevano schifo 15 anni fa e ora sono pure peggio. La loro dignità è scesa talmente sotto 0 raggiungendo il livello max pezzali.
    Ma soprattutto esiste ancora gente che li ascolta? Vi tenevano ibernati dal 96?

  37. Bizy

    Boh ho letto i commenti alla veloce e’ volevo dirlo, pero’ dire che e’ una pirlata mi sembrava poco. Perche io alla tenera eta’ di 14-15 anni mi ero intrippato di teorie cospirazioniste e tu non hai idea di quanta gente (direi quasi la maggioranza) creda in qualsiasi stronzata leggano in internet.
    E’ opinione comune che Bin Laden non esista ed e’ morto non so quando e la gente fa una fatica boia a guardare film che non gli danno ragione e mettono in dubbio la loro visione del mondo.
    Poi io me ne posso anche fottere, ma la maggioranza sai bene che non lo fa e si perde un filmone che ha un sottotesto morale enorme.

  38. Anakin Rossi Stuart

    @Schiaffi: cazzo, speravo davvero di farti una cosa gradita, chiedo venia

    Nel 96 non li ascoltavo ancora… troppo piccolo e stupido… ascoltavo max pezzali… insomma ero… sì, lo ammetto, un bambino (stringe il cilicio sulle carni per espiare)

    Comunque, non ci crederai, ma c’è ancora un sacco di gente che li ascolta… giuro che non volevo darti motivi in più per odiare il mondo (o me)

    Ossequi

  39. Ma si’, che ci sono sempre anche casi tipo The Passion of the Christ in cui la colpa della crocifissione implicitamente attribuita agli ebrei era una scena rapidissima e assolutamente secondaria al vero messaggio del film, e poi salta fuori che invece.
    Ma qua mi pare abbastanza decisivo il fatto che il film fosse bello pronto prima che ammazzassero bin Laden. Ma proprio roba che il ruolo del torturatore era stato dato a Joel Edgerton, poi i ritardi accumulati per riscrivere il finale hanno provocato conflitti di impegni che l’hanno fatto prima uscire dal cast, e poi rientrare con un ruolo diverso e minore. E a quest’ora avremmo avuto pregiudizi completamente opposti.

  40. Bizy

    Eh ma quanta gente lo sa? Ma poi si sa che idee avevano per il finale originario?
    The Passion mi manca quindi non so dire. Apokalipto pero’ rulleggiava.

    Per dire io su Lincoln avrei anche sto pregiudizio (devo ancora vederlo) perche in tutte le robe che ho visto in altri film e’ un misto fra Ghandi e Gesu Cristo. E lo dirige Spielberg. Ecco.

    L’opposto di questo film per me e’ tipo Pearl Harbour. Che oltre a essere un film di merda e’ anche un insulto all’intelligenza umana. Indipendence Day coi Giappo.

  41. Il Reverendo

    discussione vecchia ma lo scrivo comunque: questo film è una figata atomica. forse sono d’accordo quando si dice che the hurt locker sia ancora più figo, ma i due film non sono assolutamente paragonabili. questo, volendo, è più una sorta di zodiac in tempo di guerra. con in più gli ultimi 20 minuti di goduria assoluta.

    poi mi piace tanto anche joel edgerton che mi ricorda un po’ un giovane kurt russell, con quella faccia da rumeno che si ritrova (e il fisicazzo e la barba, ovviamente). ce lo vedrei alla grande in un film di michael mann..

  42. Past & Fasul

    Visto alla fine…nonostante qualche lungagine di troppo, molto bello…molto più onesto e sincero di argo ma la bigelona ha ancora la botta di culo di hurt locker.

    Scena preferita…quando uno dei capoccia va a trovare il collega che nel frattempo prega la mecca…come a dire che il noi e il loro era tutta una follia, non è mai esistito.

  43. Con tutto che “Big a Law” è una grande regista e io no, il film non mi è piaciuto, ho apprezzato la regia, ma fine a se stessa. Non ho capito se dovevo prendere la strada uno: ricostruzione documentaristica, oppure due: film d’azione. Mi pare ci fosse un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Scusate, ma io voglio vedere una cosa precisa, mica 2 film sovrapposti. La scena della tortura l’ho apprezzata perché veritiera, poche balle. Ciao

  44. Imperatrice Pucciosa

    A me è piaciuto invece molto di più questo di The Hurt Locker.
    The Hurt Locker in certi punti mi sembrava più un documentario su come togliere le bombe dalle auto o dalle strade. Non so, forse dovrei rivederlo, ma mi ha annoiato alla fine.
    Invece ZDT mi è piaciuto tantissimo. Ha lo stesso stile secco e privo di fronzoli di The Hurt Locker, ma al tempo stesso ho adorato questa protagonista letteralmente ossessionata da Bin Laden e dalla sua cattura. Per che cosa poi? Ne è valsa davvero la pena?
    Per me il film migliore della Bigelow assieme a Point Break

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