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L’eterna lotta tra l’uomo la macchina e IL MASTICONE (Robocop 2, di Irvin Kershner, 1990)

Sta per uscire in sala il remake di Robocop.
Non è una faccenda che si può prendere così, sotto gamba.
Si tratta di uno dei personaggi più importanti nella Storia della Cultura: certo, ha avuto i suoi alti e bassi, ma quasi 30 anni dopo non mostra ancora segni di ruggine.
Noi di i400Calci.com vogliamo arrivare all’evento pronti, concentrati e scattanti, e abbiamo quindi ideato per voi un percorso essenziale di addestramento.
Seguiteci, e cercate di tenere il passo.

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ahi.

IL CESTO DELLA SPAZZATURA

Anche voi avete qualcosa da nascondere: io ho studiato teoria dell’organizzazione all’università. Ai tempi ero anche abbastanza fomentato, leggevo Duel in pausa pranzo e un’altra serie di cose che non vi sto a dire. La mia teoria preferita va sotto il nome di garbage can e racconta il processo di problem solving, ad esempio in politica. In pratica viene messa in lista una serie di problemi e una serie di soluzioni. I problemi e le soluzioni si legano tra di loro in modo casuale e pretestuoso e il loro incrociarsi dà il ritmo all’agenda politica. È la mia preferita, naturalmente, per il motivo che esiste e che a un certo punto in facoltà un professore è costretto a illustrartela e ammettere implicitamente che le teorie illustrate in precedenza sono perlopiù fandonie e in realtà funziona tutto alla cazzo. Beh, è più complicato di così, ma in realtà no. Credete che non sia vero? Alle ultime politiche un partito ha preso il 25% dicendo al popolo che quando arriverà il recupero crediti basterà urlargli contro VAFFANCULO, però tutti insieme, tipo come quando dicevano che ai militari bastava gettare il fucile tutti assieme alla cerimonia del giuramento e sarebbero stati tutti congedati. Non so se è vero, ho fatto l’obiettore. L’altro 75% si è diviso equamente tra IL PROBLEMA DELL’IMU e L’AUMENTO DELLO SPREAD, con un buon 25% che credo abbia capito che togliere l’IMU avrebbe abbassato e/o non influito sullo spread. Niente, sto divagando ed è solo un modo per dire che mi piacciono le situazioni-cestino.

IL MASTICONE

Una cosa che non mi hanno spiegato in facoltà, non avendo io studiato cinema, è che in realtà esiste anche il concetto di sceneggiatura-cestino. Il concetto riguarda diversi tipi di script, naturalmente, ma esiste un tipo di sceneggiatura-cestino nella quale un numero limitato di problemi viene percepito come passibile di un milione di soluzioni diverse, quasi tutte implementate per la gag. Questo particolare esempio di script verrà chiamato, solo per questo pezzo e senza nessuna ragione concreta, IL MASTICONE.

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dopo vi dico.

La teorizzazione più pura de IL MASTICONE è Crank-High Voltage, tanto per dire. Ci sono due problemi sul tavolo: il primo è quello di dare un seguito a Crank, il secondo è quello di farlo fare agli stessi autori –i quali non ne hanno mezza. La cosa viene risolta dicendo loro “scrivete voi il seguito e fate come cazzo volete”, loro scrivono un testo strapieno di gag al solo scopo di trollare il film e renderlo irrealizzabile, e verso i tre quarti della sceneggiatura sono presi così bene che decidono di tornare sui loro passi e dirigerlo in prima persona. OK, lo ammetto: è la storia di una vittoria in un mare di sconfitte. Basti pensare al risultato medio dei sequel splatter, quasi tutti impostati su questo concetto; basti pensare, in particolar modo, a Robocop 2.

La genesi di Robocop 2 è piuttosto particolare ed ha origine con il fallimento di un altro film, intitolato Total Recall e scritto da Dan O’Bannon. A un certo punto De Laurentiis molla il colpo, Schwarzenegger decide di infilarcisi dentro e convince Verhoeven a prendersi cura della regia. MGM, vista l’indisponibilità del regista originale, decide di affidare la sceneggiatura a una rockstar del fumetto e la regia a quello che aveva fatto L’impero colpisce ancora. Mica cazzi, sulla carta.

LA ROCKSTAR DEL FUMETTO

Verso il 1980 Frank Miller è impiegato come disegnatore per Daredevil, alla Marvel. La serie è in crisi nera di pubblico e il disegnatore stesso trova bruttissimi i testi su cui lavora; chiede di essere spostato ad un’altra serie, o di cambiare l’autore dei plot. Si propone come autore in prima persona, e il nuovo editor Denny O’Neill decide di lasciarlo provare. I risultati sono clamorosi: un interesse rinnovato per la testata, l’introduzione di personaggi uno più figo dell’altro. Di per sé basterebbe questa cosa a imporlo come grande autore di fumetti. E tale Miller rimane finchè DC Comics lo convince a lavorare ad un elseworld di Batman chiamato Il ritorno del cavaliere oscuro. Da lì in poi Frank Miller (assieme a Moore) diventa sinonimo de “Il Fumetto Americano” e Il Fumetto Americano diventa un genere letterario rispettato quanto gli altri per almeno venti minuti.

QUELLO CHE AVEVA FATTO L’IMPERO COLPISCE ANCORA

Irvin Kershner ha fatto L’impero colpisce ancora. Non sono uno di quelli per cui il mondo inizia e finisce con LA SAGA, giuro che l’ho visto, mi è piaciuto meno del primo o quarto o come volete chiamarlo. Irvin Kershner è uno di quelli che chiami se hai una sceneggiatura di ferro e non la vuoi svaccare, immagino che non sia un pregio da poco per lavorare nel cinema.

IL NOSTRO EROE

Robocop è ancora Peter Weller, il quale dopo questo film farà le valigie. L’anno dopo è il protagonista del Pasto Nudo di Cronenberg. Niente da dire.

IL CESTO DELLA SPAZZATURA #2

A un certo punto qualche pezzo grosso dice che la sceneggiatura di Miller è infilmabile e inizia a disporre cambiamenti in corso d’opera. È difficile quindi dire quanto il testo originale sia stato rispettato, ma in fin dei conti l’autore –che in quegli stessi anni è pesantemente in rotta con DC Comics per questioni di diritti d’autore, non proprio un tranquillone voglio dire- si presenta sul set e fa pure un cameo nei panni di un cuoco di nuke (la droga sintetica che impazza per le strade nel film). Dicevo, non so dire esattamente quanto e da chi sia stata cosparsa tutta la merda di cane che trovate in giro per il plot di Robocop 2, ma si tratta senza alcun dubbio della peggior accozzaglia di puttanate a cui riesco a pensare in questo momento. Il primo Robocop è un film sull’anima e sul conflitto interiore di un uomo-macchina lanciato in un futuro distopico -uno squarcio di postumanità condito di toni grotteschi. Non sono molti i detrattori, ma si tratta di gente che ha problemi ideologici col film. Il sequel di Robocop è un film in cui perdi un attimo di vista il quadro completo e ti ritrovi IL MASTICONE e/o

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A un certo punto la storia dev’essere sfuggita di mano a qualcuno. Tutto sommato è facile perdere la brocca in certe situazioni, ma perdere la brocca alla Neveldine/Taylor è una cosa e un’altra cosa è essere un criptofascio senza senso dell’umorismo che pensa di averne uno e lo usa per trollare il film a spron battuto a colpi di MASTICONE. Sia quel che sia, un disastro come Robocop 2 fa alla bisogna: contiene abbastanza MACCOSA  da far finire qualcuno dentro al cinema, e dall’altra parte ha quella patina da pessimismo futurista che ti fa pensare per svariati secondi (quasi tutti concentrati nei primi venti minuti di film) di non essere qui a vedere qualcuno che svacca.

LA ROCKSTAR DEL FUMETTO #2

La questione non è tanto, o non è solo, quanto il progetto fosse sbagliato in partenza. Di tutti i personaggi coinvolti ce n’è solo uno la cui statura artistica era ancora a livelli tali da non consentirgli di lavorare al minimo sindacale. è che a quei tempi ancora eravamo all’inizio della storia di Frank Miller al cinema. Ventiquattro anni dopo qualcuno non ha ancora accettato la cosa, ma si tratta di una delle più tristi storie di declino e/o la quintessenza del motivo per cui chi è bravo a scrivere fumetti dovrebbe venire obbligato A CALCI a limitarsi al fumetto. Qualcuno di voi si ricorda che effetto ha fatto vedere The Spirit al cinema la settimana dell’uscita? Quel misto tra incredulità e senso di colpa che ci imponeva di non badare nè a quella vaccata di Sin City nè alla messe di risate che avevano accolto il film oltreoceano, di dare un’occasione all’uomo di dimostrare finalmente quanto valeva senza i Rodriguez e gli studio in mezzo alle scatole. E quella camminata mesta e scazzata fuori dal cinema come quando torni a casa da un funerale, non so se vi è mai capitato e se vi è capitato una volta è stato con The Spirit. Dio che merda The Spirit. Contestualmente, peraltro, hanno iniziato a fare parecchio schifo anche i suoi fumetti.

LA RECENSIONE

La prima volta che ho visto Robocop 2 era una mattina invernale, io a casa malato da scuola e una VHS registrata. Le convulsioni hanno aiutato la psichedelia finale, il che non toglie che Robocop 2 sia il peggior film che io abbia mai visto o comunque uno dei peggiori cinque. Lo scopro per certo riguardandomelo, cadendo nel tranello de LA VIOLENZA GRATUITA per dieci minuti e ritrovandomi davanti Robocop tristone tagliato a pezzi che fa le bollicine con la bocca, Robocop riprogrammato che insegna ai bambini l’ecologia, Robocop che arresta un cadavere, Robocop 2 (robot) che obbedisce in cambio di dosi massicce di DROGA e svariate altre cose per le quali non serviranno tutti gli Irvin Kershner di questa terra a proteggerci. Figuriamoci i Frank Miller.

DVD-quote:

“io e i cestoni del Coop, un matrimonio in paradiso.”
Wim Anselmo Diesel 

 

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52 Commenti

  1. Zosimo Rossato

    Questo film ha tutti gli errori possibili ed immaginabili, ma quando lo passavano su Italia 7 (qualcuno di voi ricorda Italia 7?!) non me lo perdevo una volta che fosse una. D’accordo, ero piccolo, ma le dosi di ultra-violenza a cazzo e Noonan in versione “Francis Dollarhyde 2.0”, al tempo mi impressionavano. E ho sempre amato l’iconografia riciclo-post-punk-disagio dell’allegra combriccola di tossicomani. Ciò non toglie che sia un film di merda, sia chiaro, ma la nostalgia aiuta a masticarlo.

    • A.J. Murphy

      RoboCop 2 è, nei suoi limiti, un film fantastico 😁. Ma come ogni cosa o lo ami o lo odi.
      Anzitutto, a proposito della cosiddetta “ultraviolenza a cazzo” del film va reso omaggio a tutto il materiale tagliato dal primo RoboCop, scaturito dalla visione originale di Verhoeven ma giudicato poi da produttori e censori troppo estremo, tipo tutta la sequenza originale della morte di Murphy, con mutilazioni varie e colpo di grazia a freddo in primo piano. Chi preferisce la versione breve avrà anche ragione nel ritenerla più appropriata, ma resta il fatto che la scena originale era molto più violenta e feroce.
      RoboCop 2 è un film che tradisce le aspettative, in modo sprezzante. É pensato per chi vuole andare a cinema per essere preso per il culo pesantente e fino in fondo, senza riguardo, non per chi si innamora dell’eroe e vuole rivederlo sempre nello stesso schema all’infinito.
      L’idea di una delinquenza minorile sempre più marcata e diffusa la trovo stupefacente, profetica, pensando alle “stese” di (per esempio, ma non solo lì) Napoli, dove impazzano le baby gang di minorenni che sparano sulla folla dai motorini. Stupefacente.
      Oppure la fine dell’agente Duffy, giudicata come un inutile scena splatter riempitiva da chi non coglie il senso del condizionamento violento che il boss criminale infligge ai suoi adepti, obbligandoli ad assistere alla punizione spietata per il traditore seriale, dei suoi colleghi poliziotti e dei suoi spacciatori. Sublime.
      La trama destrutturata di eventi apparentemente buttati li sul tavolo senza schema che recuperano senso col progredire della storia è un approccio adottato molto tempo dopo ad esempio da Nolan ( non sempre con efficacia) e ha il suo perché. Richiede un po’ di impegno nel collegare tutto ma riuscirci dà soddisfazione 😁.
      Mi piace perché non è un blockbuster, perché non è per tutti, perché percorre strade che non ti aspetti.
      Quello che considero un difetto fastidioso è la soluzione narrativa con cui RoboCop si-deprogramma. Mi sembrò già banale e semplicistica 29 anni fa, inventata sul momento e rappresentata sbrigativamente. Un rabbercio nella storia. Come difetto fa il paio con le braccia spropositate di Dick Jones che cade dalla finestra alla fine del primo. Non si può guardare ma l’hanno fatto e ce l’hanno lasciato.
      Ed un altro errore è aver scartato totalmente il tema originale dalla soundtrack. Il tema di un film è come il costume del personaggio principale, se lo cambi perdi elementi di continuità importanti. Anche il remake del 2014 ha omaggiato il tema originale (e pure il costume). É stato un errore di presunzione del compositore. La nuova soundtrack è bellina, senza quei cori stupidi e con la ripresa del tema principale sarebbe stata superlativa.
      Il problema di RoboCop 2 è stato il budget, non le idee. Ridotto in partenza anche rispetto al primo. D’accordo, i vari sprechi del primo (problemi di costume, di movimento, etc..) non sono stati necessari nel secondo in quanto molti problemi di produzione erano già risolti. Per mantenere alta la qualità delle sequenze di azione e degli effetti speciali (il RoboCop a pezzi è di altissimo livello. Al confronto il T-800 di Terminator che si toglie l’occhio allo specchio è un pupazzaccio) si è tagliato sul resto, ed è evidente. Ma ciò che resta è geniale e scorretto. Come piace a me. 😁 Lunga vita a RoboCop 2.

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