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Come si gira un film di macchine: Need for Speed

Raramente nella vita ho buttato dosi di entusiasmo nel cesso come quella volta che spesi commosse parole sul ritorno dei film di macchine per quella merda di Getaway.
Che difficilmente sarebbe stato un capolavoro si capiva, nessun film che abbia intenzioni serie ingaggia Selena Gomez, ma da lì ad essere uno di quei film che non si accontentano di essere scarsamente ispirati ma si industriano proattivamente per raggiungere i più alti livelli di mediocrità possibili ce ne passava.
Porca miseria che desolazione.
E che gran buco nell’acqua per Ethan Hawke. Lo facevo più sveglio.
Ma insomma: in un mondo dove sesso, droga e scazzottate hanno ormai perso la battaglia contro il bigottismo, possiamo ancora godere per il ritorno dei film di macchine vere. Abbiamo anche Need for Speed.

need-for-speed-soundtrack
Need for Speed, videogioco famosissimo a cui ovviamente non mi sono mai interessato neanche per sbaglio, arriva sul grande schermo molto ovviamente grazie alla saga di Fast & Furious e, essendo una produzione abbastanza seria da non ingaggiare Selena Gomez, si sforza di trovare il proprio gusto distinto.
E qui entra in scena Scott Waugh.
Scott Waugh nasce stuntman, con esperienza su titoloni che vanno da Last Action Hero a Speed, xXx e Bad Boys 2: roba seria, street cred immacolato. Poi esordisce alla regia con Act of Valor.
Diciamolo (anzi, l’abbiamo già detto): Act of Valor era concettualmente esilarante. Una specie di Delta Force moderno e teorico, in cui al posto di Chuck Norris e Lee Marvin c’erano veri marines veri, ma di quelli che 1) per fortuna difendono il paese sparando e non recitando e soprattutto 2) davanti a una cinepresa perdono il loro carisma come se l’avessero lasciato nella tasca dell’altra giacca, lasciando noi poveri spettatori in compagnia di manichini radiocomandati che trasmettono soltanto grave imbarazzo. Ma aldilà di questo, le scene d’azione erano girate come lo Zio Sam comanda: energiche, pulite e con pochi fronzoli, forse tra le più solide degli ultimi anni se riuscite a superare l’aria generale da dimostrazione deluxe alla fiera del paese.
Ma è esattamente questo che ci si deve aspettare da un ex-stuntman passato alla regia: un bambascione esaltato che sa come valorizzare le cose che contano davvero in un film d’azione.
Quando gli hanno assegnato Need for Speed lui sapeva già dove andare a parare: 1) tornare a concentrarsi sulle auto, là dove Fast & Furious è ormai diventato un film di rapine catastrofiche; 2) contrariamente a quanto suggerirebbe l’origine videoludica, abbandonare tecnicismi, tamarrismi e sciccherie digitali varie in favore del ritorno agli stunt veri al (dichiarato) 100%, e a riprese old school che riescano a dare dinamismo senza confondere l’azione.

Molto bene.

Molto bene.

Scottie si è ripassato tutto: da Bullitt a Punto Zero, da La corsa più pazza del mondo a Ronin. Ha preso il suo protagonista, Aaron Paul, e ne ha fatto un ibrido fra Paul Walker, Peter Fonda, Jason Statham e il Tom Cruise di Giorni di tuono. Gli ha affiancato Imogen Poots, dalla fazza stramba e il carattere tutto pepe, chiedendole di calcare pesantemente l’accento inglese e facendone così un incrocio fra la Sally Field di Il bandito e la madama e la Susan George di Zozza Mary, pazzo Gary. Ha trovato il modo miracoloso di incastrare quasi tutte le modalità del gioco (su cui mi sono informato dopo) senza farle sembrare forzate. Ci sono le corse clandestine in cui si vince l’auto dell’avversario, c’è la gara a spingere l’auto alla velocità massima (per venderla a un cliente), c’è la provocazione alla polizia come scusa per esibirsi in numeri acrobatici e attirare l’attenzione per ottenere l’invito all’esclusiva gara finale. C’è il lungo coast to coast New York – California contro il cronometro per tutta la parte centrale del film, ci sono gli slalom in mezzo al traffico e ci sono i bulli pagati per buttare i nostri protagonisti fuori strada. C’è Dominic Cooper che fa l’italo-americano losco e Michael Keaton, cronista d’eccezione lasciato libero di improvvisare e gesticolare nervosamente come ai bei tempi, che lo chiama continuamente Dino Bambino. Manca probabilmente soltanto lo stereotipo del pubblico che tifa ai margini della strada elevando l’eroe a leggenda urbana ed è il perfetto bignami dei migliori film di auto degli ultimi 40 anni.
Non è tutto perfetto ovviamente: aldilà dei momenti action, quel bambascione di Scott ce la mette tutta per alternare momenti comici e drammatici con effetti il più delle volte inversi, soprattutto nelle scene che riguardano la boyband di meccanici che segue i nostri protagonisti, capitanata da un insostenibile Kid Cudi. La storia infila diversi maccosa di discrete dimensioni (dialogo davanti a un indizio chiave che incrimina il cattivo, rimasto convenientemente intatto dopo due anni: “ma perché non l’ha distrutto?” “eh, uhm, forse certa gente crede che non verrà mai presa”), e sarebbe stato bello se anche la colonna sonora fosse rimasta old school fino in fondo invece che paciugarla con le versioni R&B di classici di Creedence, Aerosmith e Dylan eseguite da Aloe Blacc e compagnia. Ma alla fine ci si arrende davanti al senso generale di divertimento, all’intensità di Aaron Paul, e a scene action che privilegiano tempismo e abilità di manovra ad acrobazie innaturali, rimanendo chiare, concrete e meravigliosamente imperfette.
Io un altro così me lo sparo volentieri.
E sì, Scott Waugh fa ufficialmente ingresso nella lista dei registi di cui terrò d’occhio le prossime mosse.

Film di macchine is back, ALRIGHT

Film di macchine is back, ALRIGHT

DVD-quote:

“Un bignami dei migliori film di macchine degli ultimi 40 anni”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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119 Commenti

  1. samuel paidinfuller

    La fronte di Aaron Paul e’ cosi’ spaziosa che ci proiettano pacific rim director’s cut

  2. samuel paidinfuller

    La fronte di Aaron Paul e’ cosi’ spaziosa che ci parcheggiano la morte nera

  3. samuel paidinfuller

    La fronte di Aaron Paul e’ cosi’ spaziosa che putin la vuole annettere

  4. Biscott Adkins

    @Schiaffi quella è palesemente una di quelle bambole gonfiabili iperrealistiche

  5. @samuel: you’re milkin’ it. Don’t milk it.

  6. Steven Senegal

    Per me un grosso problema delle scene di macchine in N4S è che fondamentalmente non te ne frega un cazzo di loro (colpa di storia e personaggi). Gran perizia nel riprendere, gran caricarsi, ma alla fine ti lascia un po’ come il demo che ti vedi prima di giocare: tutto bellissimo ma.
    Sulla scena prima dell’elicottero ho pure sperato cadessero di sotto

    @ciobin: notevole, notevole davvero. Sì, mi era sfuggito. Sottoporrò il reperto fotografico alla commissione. Però attenzione, la testa di Aaron paul è sì, spropositata, ma potrebbe giocargli contro nel campionato fronti. Insomma con una testa così o hai una fronte da paura oppure un’attaccatura di capelli che parte dal setto nasale e i capelli ti coprono la testa a 320°. Non vorrei si palesasse il sospetto di doping
    Tiger Chen come diceva l’esimio schiaffi, i capelli li ha e pure lunghi ma decide di mostrare la sua fronte – che è cmq notevole in proporzione a quella testa lì – in un gesto che dall’altruismo commovente

  7. samuel paidinfuller

    cè gente che c’ha fatto i milioni col milking

  8. @samuel: sicuro, ma scordati che io ti lasci mettere i banner sui tuoi commenti

  9. samuel paidinfuller

    vabbè una volta che aggiungi un cassettino (c) che ti costerebbe aggiunge anche un banner dai!

  10. michael lucas

    @Werner: di quali film parli? citare titoli poi se ne parla

  11. Ciobin Thomahawk

    @Senegal io a questo punto opterei per un nuovo centipede umano, a incastro. Senza chirurgia a complicare le cose. La testa a pinolo di Tiger chen si incastra benissimo nel culo di chiunque, anzi sembra proprio nata apposta per questo, come intuito da Schiaffi. Invece la testa qaudra di Aaron è una tura cessi naturale. Gervinho potrebbe fare da coda, ossia occupare il posto finale. Quindi la formazione sarebbe: Gervinho , Tiger Chen, Aaron Paul. Uno con la testa in culo all’altro e il primo con la testa nel cesso.

    @Schiaffi non so cosa tu intenda per spalare merda, ma ho rinvenuto alcune criticità e ho messo alla berlina(le) alcuni difetti di The Raid, senza che questo gli abbia impedito di essere l’unico film di cui posseggo qualcosa di originale e comprato con i soldi miei, ovvero il BR origginale. Ti faccio anche notare che le mie critiche a The Raid sono esplicitamente somatizzate nel 2, che a quanto pare va esattamente nella direzione che avevo auspicato per correggere il tiro rispetto al 1. Penso quindi di non sbagliare se dico di aver capito The Raid meglio di chiunque altro qua dentro, te compreso, perché quello che ho detto su The Raid l’ho detto io per primo, e coincide con quello che Evans ha fatto in The Raid 2.
    Ah, sul versante esaltazione per filmdimmerda forse ti sei perso anche quello che ho scritto su Hercules (oltre che su Ninja2). E anche su Scontro fra titani.
    Insomma prima di dire che non mi sbilancio MAI su filmdimmerda…

    @Nanni
    In pratica tu deduci dalle scene di auto di NFS che il regista abbia visto e studiato e assimilato Ronin, senza eguagliarlo ma tendendo ad imitarlo. Cioè tu hai letto nella mente del regista di Nfs e hai dedotto che certe cose (che ovviamente ti guardi bene da descrivere) siano state fatte appositamente perché quel coglione avrebbe visto Ronin ? Questa è Maccosometro ! Eddai.
    Qua il marmocchio appena può pigia il tasto dello slow motion, sì proprio quello che ti faceva infiacchire le palle in 300 1 e 2, e rallenta tutto quello che può essere rallentato per far vedere in dettaglio i soldi spesi all’advisor della produzione. In Ronin lo slow motion aveva una taglia sulla testa. Se uno solo provava ad avvicinare il dito al pulsante slow motion glielo tagliavano via con un trincetto. E meno male che ti sei lamentato tanto dello slow wrestling di 300. Qua invece non ti ha dato fastidio. Anzi, ti è piaciuto così tanto da rivederci Ronin che di queste fighettate da registino bimbomikia è l’antidoto totale.
    Se poi vuoi spiegare bene, per davvero e nel dettaglio, come ronin sia contenuto in Nfs, fai pure, siamo tutti curiosi. Ma finora ti sei limitato a leggere nella mente del regista, roba che neanche Curzio Maltese ai tempi dei Mercenari.
    (Volevi domande più difficili ?)

    @Benve Sì, certo, un’attrazione fisica. Come la tua per Gion Bin. Ma almeno TestaCruda ha l’aria di uno che si lava. Gion bin non è mai entrato in una doccia in vita sua. Tranne forse quella volta che c’eri dentro anche tu e ti sei chinato a raccogliere la saponetta.

    @Paidinfuller
    Occhio anche alla testa di Tiger Chen, dai tuoi commenti mi sembra quella verso cui provi maggiore hype latente.

  12. michael lucas

    gente che entra nella testa dei registi. gente che decide in quale testa di regista entrano gli altri. gente che decide che gente entra dentro altra gente, complice una saponetta. gente che vorrebbe entrare dentro gente del suo stesso sesso. vado a farmi entrare dentro un piatto di pasta. buon proseguo.

  13. Werner Washington

    @Schiaffi

    Specifico messaggiare col telefono: sala mezza vuota (davanti e dietro nessuno), telefono sotto la giacca. Sono il primo che odia essere disturbato.

    @Lucas

    Ci sono una valanga di film PG 13 che non mi fanno sentire un deficente a quattordici anni pur sapendo che è un prodotto nato per questa fascia d’età (tipo scena del nero che balla in cella o di Michael Keaton che spara frasi mitiche di un mito che non c’è), che sono chiari nella trama e che non hanno dialoghi imbarazzanti.
    Così di getto, e non per forza calcisti: Giorni di Tuono (rimanendo nel mondo delle corse), Wargame, XXX (assurdo, tamarro ma chiaro nell’esposizione), il secondo G.I. Joe, Men in Black, tutti i film di Emmerich. Ne hanno di dialoghi imbarazzanti alcuni ma almeno non mi prendono per un cicciobrufolonerodeiquartieribassicheshakerailculo. Tipo quella cagata di Wild Wild West per capirci. Per rimanere nel mondo del videoludo, ti cito un bel Need for Speed The Run (l’unico dove si può scendere a piedi della serie e a cui in parte il film si ispira), quello uscito a fine 2011, che nell’esposizione della trama e dei dialoghi, seppur inverosimile, è molto più onesto di queste 4 righe messe in croce. E ci ho capito tutto mentre giocavo. E non ha scene da “ora i bimbi devono ridere”.
    Sia chiaro che, essendo un appassionato di auto (mi sparo un giro in pista di tanto in tanto) sul fronte corse è una spanna sopra gli altri, specie nella prima gara, di fatto una corsa presa per intero con un realismo da lacrime.
    Guarda, per capire meglio se mi stavo rimbecillendo sabato sera ad una cena ho parlato col figlio di un mio amico, che di anni ne ha 16, e che ovviamente è corso con i suoi amici a vederlo all’uscita. Mi ha detto che nelle scene più ridicole ridevano in pochi e che ne a lui ne ai suoi amici è piaciuto più di tanto e che aspetta come tutti il prossimo Fast. Ed è uno che si spara seghe e videogiochi a manetta. In ogni caso voglio rivederlo a casa, magari non ci ho capito io un cazzo e sto qua a straparlare.

  14. michael lucas

    @Washington: mi pare evidente che si entri nell’ampio territorio del soggettivo. Premettendo che NFS non mostra segni di originalità o invenzioni palesi, che tutto quello che vedi sullo schermo ha sapore di già visto, tra Kid Cudi che fa Eddie Murphy e Keaton che fa il cronista (visto innumerevoli volte nei film che ci piacciono) ci passa un bel po’ di roba. Il mito che non c’è è a sua volta un classico. Basti pensare, per citarne uno, che il marchio Bear non è mai realmente esistito, è stata un’invenzione di Milius (preso in esame in queste pagine di recente) appositamente per “Un mercoledì da Leoni”. A me NFS ha divertito e a parte il siparietto di Kid Cudi l’unica cosa per cui, veramente, non ho potuto sospendere l’incredulità è stata che nonostante il mezzo a disposizione e le doti attribuite alla sua guida, Aaron Paul si ritrovava regolarmente ad essere preceduto dalla “bestia” che a regola avrebbe dovuto trovarsi ancora nel Michigan al momento di arrivo della Mustang in California. Ma io non vado in pista, sarà per questo che a me è piaciuto pure Rush.

  15. Werner Washington

    Per mito che non c’è non intendo una roba realmente esistente, ma il fatto che non mi ha fatto entrare in empatia, da come viene esposta ‘sta famosa Deleon da Keaton, con la corsa che andava pubblicizzando. E’ ridicolamente ingigantita da frasi ad effetto di un Keaton in stato di $$grazia$$. Dai, e si vede che non giene frega un cacchio di stare seduto la. No? Il Bear di Milius è diventato un mito proprio perchè scritto e recitato come Dio comanda. Sai che non ricordo a quale “bestia” ti riferisci che doveva trovarsi ancora in Michigan? Rush è un fimone da applausi (che tra l’altro ci sono stati in sala sui titoli di coda, miei compresi con occhi umidi) non centra il fatto di andare a correre o meno. Ecco, se c’è una cosa che non ho gradito come momento inutilmente stereotipato di Rush è alla voce “terroncielli” che incontrano per caso il campione in campagna.

  16. Danny Treno

    ok, adesso vi spiego una volta per tutte perchè questo film è una merda vera: un giorno di tanti anni fa alla Bugatti decisero di costruire la vettura omologata per uso stradale più veloce del mondo, una vettura talmente potente che dovettero costruire una camera del vento dedicata al suo sviluppo, in quanto avrebbe raggiunto velocità allora, e anche adesso, neanche toccate dalle monoposto di formula uno; definirono un nuovo standard per le supercar e scatenarono una corsa al raggiungimento delle prestazioni estreme mai vista prima di allora. Chi meglio rispose all’offensiva prestazionale scagliata fu uno sparuto gruppo di ingenieri nord europei, che varò la non bellissima ma estremamente efficace Agera, che,a dispetto del dimezzato numero di cilindri, riusciva a eguagliare,se non a superare, le mostruose prestazioni del V16 montato sulla Veyron…ora, queste vetture sfoggiavano aerodinamiche e sospensioni attive, dischi freno che si arroventavano a ogni staccata, propulsori in grado di abbattere il muro dei 400 km orari, scarichi che sputavano fiammate da un metro e quindi, ogni deficiente munito di due gopro del cazzo sarebbe stato in grado di far risultare il concetto di velocità estrema meglio di un poverino che come sua massima trovata usa…:la stada che si allunga e si restringe davanti agli occhi del pilota. ma neanche i prediciottesimi a sorrento saresti degno di filmare,tu.

  17. Jax

    Visto oggi, ammazza che figata!!!!

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