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#400tv presenta: Ghostbusters

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«Era questo il tuo piano? “Pigliala”?»

È il 1982.
Il regista Ivan Reitman e un paio di amici produttori stanno progettando una versione cinematografica della Guida galattica per gli autostoppisti, e hanno a bordo Douglas Adams in persona alla sceneggiatura.
Mandano l’idea a Dan Aykroyd proponendogli il ruolo di Ford Prefect, ma Dan cambia argomento e gira loro un copione a cui sta lavorando da un po’, ispiratogli da una serie di articoli di fisica quantistica e parapsicologia: si tratta di una storia ambientata nel futuro che segue le gesta di un team simil-SWAT, parte di un franchise diffuso su tutti gli USA specializzato nella cattura di fantasmi tramite bacchette magiche.
I tre protagonisti sono stati scritti su misura per lui, John Belushi e Eddie Murphy, più un ruolo secondario per John Candy.
Il titolo è “Ghost Smashers”.
Reitman e soci mollano tutto e gli danno retta.

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L’inzaccheratore

È il 1984: John Candy ha mollato la baracca perché gli avevano impedito di tenere due cani al guinzaglio e fare l’accento tedesco, Eddie Murphy ha preferito subentrare in corsa a Sylvester Stallone in un progetto chiamato Beverly Hills Cop e John Belushi ha disgraziatamente perso la vita in una stanza dello Chateau Marmont.
Inoltre nessuno ha voluto dare a Dan i soldi necessari per ambientare la sua storia nel futuro.
Il film che esce nelle sale è stato girato in tempi record considerando il numero comunque alto di effetti speciali di prima classe. Lo script è stato ribaltato pesantemente per adattarsi alle esigenze economiche e di cast, e ora a fianco di Aykroyd (Ray Stantz) c’è Bill Murray (Peter Venkman), scelto dopo i rifiuti di Chevy Chase e Michael Keaton, e il co-sceneggiatore Harold Ramis (Egon Spengler), auto-ingaggiatosi dopo aver considerato Christopher Walken, John Lithgow, Christopher Lloyd e Jeff Goldblum. Il ruolo di John Candy è andato a Rick Moranis (Louis Tully) dopo il rifiuto di Michael McKean, e il ruolo di Eddie Murphy è stato dimezzato e affidato al primo che passava e non rompeva i maroni, ovvero Ernie Hudson (Winstone Zeddmore).
Oltre metà delle scene vengono comunque improvvisate sul posto dal cast, e l’atmosfera è tale che persino uno scaffale pieno di libri prende il ritmo e decide di improvvisare una caduta.

Peter: “Ti era mai successo?”
(Ray scuote la testa)
Peter: “Ah, prima volta”
(Ray annuisce)

Il nuovo titolo è Ghostbusters, marchio comprato a caro prezzo da una vecchia serie tv da cui un paio d’anni dopo, tramite cavillo legale, tireranno fuori un cartone animato.
Dopo il rifiuto di Lindsay Buckingham il tema musicale del film viene affidato a Ray Parker Jr, il quale però viene colto da blocco creativo e lo sputa fuori all’ultimissimo secondo copiando lo slogan (“Who ya gonna call?“) da una pubblicità di servizi di spurgo vista per caso in tv e la struttura da I Want a New Drug di Huey Lewis & The News (denuncia ritirata dopo patteggiamento), e facendo fare i cori alla propria morosa e ai suoi amici.
Il risultato è un motivetto discretamente conosciuto.

"Oook, chi ha portato il cane?"

“Oook, chi ha portato il cane?”

Si potrebbero raccontare mille piccoli aneddoti su Ghostbusters.
Ad esempio, IMDb segnala che il loro numero di telefono, nella numerologia sacra greca, corrisponde a “Gesù Cristo”.
E che il ruolo di Gozer doveva essere interpretato da Paul “Pee-Wee Herman” Reubens nei panni di Ivo Shandor, architetto del palazzo infestato e fondatore appunto del culto di Gozer, prima che venisse optato per un look completamente diverso e la modella Slavitza Jovan.
E che William Atherton, l’attore che interpreta l’antipaticissimo Walter Peck, per anni fu sommerso di parolacce da passanti a caso, e in più di un’occasione persino menato senza motivo al bar (ciò non gli impedì comunque di interpretare un ruolo identico l’anno seguente in Scuola di geni, e poi di nuovo in Die Hard 1 e 2).
E che nonostante un riscontro al box office di diverse decine di meritati fantastilioni, a fine stagione Beverly Hills Cop aveva incassato un pelo di più dando incredibilmente ragione a Eddie Murphy.

Vedete, il fatto però è che quando avevo 7 anni non conoscevo Bill Murray, nè Dan Aykroyd.
Non conoscevo Harold Ramis, nè Ernie Hudson (NESSUNO conosceva Ernie Hudson, onestamente).
Ma mi piacevano i mostri e i fantasmi.
E tanto bastava per volerlo andare a vedere.
E in Ghostbusters, di mostri e fantasmi ce n’erano in abbondanza e di tutti i tipi: buffi, come Slimer, ma anche rognosi, come i cani demoniaci.
Ed erano resi con effetti speciali allora all’avanguardia, realizzati con soldi e tecniche fino a quel momento riservati solo alla fantascienza più spinta.
Il loro design era di quelli che stimolavano la fantasia e ok, le improvvisazioni di Murray e soci sono probabilmente il 60% dei motivi per cui oggi il film è maggiormente ricordato dalle masse, e non sarò certo io a fingere di non sapere ogni battuta a memoria da “bel lavoro, Tex” a “ma questa è la fiera del precotto!”, ma per quelli della mia generazione è stato una parte fondamentale nell’introduzione alla forza immaginifica del cinema, e un motivo per appassionarmi agli effetti speciali tanto quanto un Superman o un Guerre Stellari.
Un’introduzione che vorrei definire “soft”, ma non mancavano scene girate con un deciso piglio horror, tra lo spaventerello del fantasma in biblioteca e la possessione di Sigourney Weaver.
Ma soprattutto, una formula che in 30 anni tanti hanno provato a copiare invano.

Il Gabibbo

Il Gabibbo

COMUNQUE: quest’anno, appunto, Ghostbusters compie 30 anni.
E sia noi che voi sappiamo qual è il modo migliore per festeggiare un film: un’altra pirotecnica, gloriosa, trionfante serata #400tv.
Stavolta vogliamo darvi un po’ più anticipo del solito perché vogliamo che arriviate preparati a puntino, e pronti a dominare l’internet come solo voi sapete fare.
Ecco qua:

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Non è adorabile il fantasmino che esegue il saluto fancalcista?

COSA:

I400Calci commentano in diretta su Twitter un intramontabile classicone.

QUANDO:

Martedì 9 settembre 2014, ore 22:30

LE REGOLE:

1) tenetevi il prossimo martedì notte libero;
2) tenete d’occhio i seguenti account: @i400calci, @nannicobretti, @darthvontrier, @jcvgogh, @bongiornomiike, @cicciolinawert, @stanliokubrick, @luottopreminger, @wim_diesel@georgerohmer;
3) seguite l’hashtag “#400tv
4) non incrociate i flussi…
5) se qualcuno vi chiede se siete un Dio, voi gli dovete dire SÌ!!!

Per una maggior soddisfazione: comprate/noleggiate il film, sincronizzate gli orologi e guardatevelo in nostra compagnia.

Siamo pronti a credere in voi.

Ah non ve l'ho detto? In Ghostbusters c'è anche una comparsata di Ron Jeremy. Storia vera.

Ah non ve l’ho detto? In Ghostbusters c’è anche una comparsata di Ron Jeremy.

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110 Commenti

  1. Il Reverendo

    sono d’accordo con DoppiaggiItalioti. due volte d’accordo e cinque altissimo per aver postato quella scena di robocop. quella scena doppiata vince tantissimo.

    secondo me avete già detto tutto, sono d’accordo con nanni che se capisci la lingua il doppiaggio non ha senso, però è vero che esistono film che fanno venire i dubbi, tipo già citati quelli di sergio leone oppure dellamorte dellamore.

    poi ci sono doppiaggi moderni che fanno schifo arcazzo. e ci sono pure film vecchi, soprattutto cinesi o giapponesi doppiati veramente male.

    ma quando il doppiaggio è fatto bene è una manna dal cielo, ti permette di godere al 100% di un film senza bisogno di leggere.

    i sottotitoli per me non hanno senso. sono una rottura di cazzo, ti distraggono dalla visione, rovinano l’enfasi delle battute..

    tipo io di the raid 2 la trama l’ho seguita malamente, tutte le volte che parlavano e intanto si menavano io guardavo quello che succedeva e smettevo di leggere. poi lì la situazione è doppiamente brutta perchè se lo doppiano anche male i subs sono l’unica soluzione.. purtroppo.

  2. Leonardo Di Capri

    Quattromila articoli su Ghostbusters e nemmeno una recensione per il vecchio Jack Burton.
    Torno a chiederla. Lo faccio con passione.

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