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Ricercati Ufficialmente Morti: Leviathan (1989)

L'horreur!

L’horreur!

1991

Ho undici anni e le vacanze estive le passo pressoché ogni anno in un villaggio sul Gargano, dove spesso la sera si tengono, nel bar del villaggio, proiezioni di film per allietare i turisti che non hanno voglia o non hanno più l’età per andarsene a ballare nella discoteca vicino alla spiaggia. Una sera butto l’occhio su un film dell’orrore subacqueo che mi dicono si chiami Leviathan (pronunciato “Leviàtan”). Ora, dovete sapere che il giovane George Rohmer non era avvezzo agli horror come la sua versione futura di appena cinque anni dopo (circa). Sì, ammetto di essere arrivato tardi agli horror perché da piccolo mi facevano una paura fottuta. Ero in fissa con il cinema fantastico anni ’80, avevo già visto Ghostbusters (saltando le scene più “spaventose” per mezzo delle mani di mio padre a coprirmi gli occhi) ma niente di più.

Eppure, per via delle voci di corridoio diffuse dai miei compagni delle elementari, sapevo già che Leviathan doveva essere una copia di Alien. Lo avevo capito grazie all’unica scena di Leviathan che vidi quella sera a parte il finale: Amanda Pays (che allora era il mio sogno erotico pre-puberale nel ruolo di Tina McGee in Flash) affrontava una specie di ragno gigante al grido di “Treppalle brutto stronzo!”.

Da qui in poi, seguono SPOILER come se non ci fosse un domani.

Sopra: cotte pre-adolescenziali.

Grazie ai suddetti compagni di classe sapevo che anche in Alien c’era un ragno gigante, una cosa che me ne teneva ampiamente alla larga per via della mia aracnofobia (trivia: ho avuto il coraggio di vedere Aracnofobia solo pochi anni fa, e per tutto il tempo mi scrollavo ragni immaginari di dosso), da qui la consapevolezza del plagio. Il resto della serata lo spesi a interrogarmi sulle implicazioni dell’espressione “Treppalle” e sul perché una cosa così fica non avesse già preso piede nel gergo dei miei coetanei. Poi vidi il finale in cui Peter Weller (che non avevo idea che fosse Robocop) faceva saltare in aria il mostrone a pelo d’acqua lanciandogli un razzo in bocca al grido di una one-liner che avrebbe reso fiero Ahnuld: “Fai aaah, mostro di merda!”.

Ahnuld approves.

Ahnuld approves.

Due scene in tutto. Due scene brevissime. Che pure ebbero un impatto profondo sulla mia psiche infantile: come ho detto ci avrei messo ancora qualche anno ad abbracciare l’horror, ma Leviathan aveva indubbiamente titillato una curiosità sopita, un lato nascosto che non sospettavo di avere. Aveva messo in funzione un meccanismo a orologeria che avrebbe macinato silenzioso nelle profondità del mio stomaco fino a esplodere qualche anno dopo. Leviathan, nonostante il suo essere una copia rimasticata di modelli molto più alti e un film di serie Z mascherato da horror di alto bordo, è uno dei film più importanti della mia vita.

2015

Metto su il DVD di Leviathan per rivederlo e già dai titoli di testa scopro una serie di cose che un undicenne non avrebbe mai davvero capito: il cast comprende una serie di facce da cinema anni ’80 che levati, Weller, Pays, Richard fuckin’ Crenna, Daniel “tarantola in da la fazza” Stern, Ernie “digli del plumcake” Hudson, Meg “occhi di ghiaccio” Foster, Hector Elizondo. La confezione è tirata a lucido: Stan Winston agli effetti speciali, Jerry Goldsmith alla colonna sonora molto “Alien-ish” (ovviamente). Luigi e Aurelio De Laurentiis producono insieme a Lawrence Gordon (Trappola di cristallo, 58 minuti per morire, Predator) e suo fratello Charles. La sceneggiatura è di David Webb Peoples (Blade Runner) e last but not least la regia è di quel gran dritto di George Pan Cosmatos (Rambo 2, Cobra). Scopro inoltre che “Tre palle” è il soprannome di Daniel Stern e non un’imprecazione inventata dalla doppiatrice di Amanda Pays.

Trova le somiglianze - 1

Trova le somiglianze – 1

Avrete dedotto anche voi, insomma, che Leviathan è un film costruito a tavolino per cavalcare una serie di cliché alla moda del cinema horror/sci-fi anni ’80 – e in particolare il sottogenere subacqueo molto in voga nel 1989 – messo in piedi da due furbacchioni italiani e affidato non a un autore geniale come un John Carpenter o un Ridley Scott (perdonatemi, all’epoca era ancora effettivamente geniale) ma a onesti mestieranti capaci di portare a casa il risultato in tempi utili e senza rompere tanto i coglioni alle alte sfere. Ho citato Carpenter e Scott non a caso: Leviathan è un allegro rip-off non solo di Alien, ma anche e soprattutto de La cosa, una sorta di mostro di Frankenstein che combina elementi dei due film, come se fosse stato scritto e diretto usando un generatore random sci-fi/horror. E, ironia della sorte, parla di un mostro che si compone di pezzi di persone.

La storia ruota intorno a un gruppo di ricercatori sul fondale dell’Oceano Atlantico che, durante una missione di routine, incappano in una nave russa abbattuta da un siluro. Salta fuori che sono stati i russi stessi ad affondarla per evitare che ciò che c’era dentro – una mutazione genetica sfuggita dal controllo – si diffondesse nel mondo come un’epidemia. La mutazione, che prende la forma di un non meglio identificato pesce-mostro in grado, chissà come mai, di fondere tra loro i corpi delle sue vittime come la Cosa, nasce da esperimenti votati alla creazione di un “homo aquaticus” in grado di operare nelle profondità marine.

Trova le somiglianze - 2

Trova le somiglianze – 2

Ok, c’è tutto. L’ambientazione tecno-claustrofobica, il gruppo di ricercatori isolati nel mezzo di un ambiente ostile alla sopravvivenza umana, il mostro che li fa fuori uno a uno. C’è pure la “compagnia” del caso, una spietata corporazione (che ha il volto gelido di Meg Foster) pronta a sacrificare i propri dipendenti in nome del profitto (come in Alien). Pare veramente che Peoples abbia strappato pagine a caso dalle sceneggiature dei due film e le abbia rilegate insieme presentando il tutto come suo. A mancare però, come in tutti i casi analoghi, è il guizzo in più. Tanto per cominciare, i personaggi sono stereotipi a due gambe: il Leader (un geologo!), la Fica, il Maniaco Sessuale, il Veterano Saggio, il Medico Che Esce Di Senno, l’Altra Fica, il Latino, il Negro.

Sopra: geologi 1989/2014 (ciao Leo!)

Sopra: geologi 1989/2014 (ciao Leo!)

Seriamente, i tratti distintivi dei personaggi non vanno oltre questo e, va da sé, tutto è prevedibilissimo: dal primo minuto sai già più o meno chi arriverà alla fine (anche se la sorte del Negro stupisce, quella sì). In secondo luogo, Cosmatos qui va avanti col pilota automatico: non è capace di evocare tensione, se non raramente, ma non è neanche troppo colpa sua, talmente è scontato l’impianto generale.

Ma veniamo al mostro. Una delle parti fighe di Alien e La cosa è vedere il progredire dell’infezione, o quello che è, e capirne a poco a poco le regole e le implicazioni. In Alien c’è il ciclo dello xenomorfo, in La cosa Carpenter ci mostra poco a poco cosa l’alieno è in grado di fare. Il mostro di Leviathan fa invece un po’ come cazzo gli pare, ogni volta che intacca un essere umano la reazione è diversa, non c’è alcuna coerenza nel suo ciclo evolutivo. Fa più o meno quello che fa la Cosa, con la differenza che uno è un alieno e quindi sospendi l’incredulità facilmente, l’altro invece è una mutazione genetica, dovrebbe avere un background scientifico più rigoroso e invece è solo una scusa bella e buona per gridare “Apri tutto” e fraccare in novanta minuti una serie di money-shots copiati dai già citati modelli illustri. Per fare un esempio: la creatura di Leviathan, come la Cosa, può rigenerarsi a partire da un lembo strappato, eppure alla fine Weller la fa saltare in aria e tutti salvi. Lo spettatore un po’ scafato invece rimane a chiedersi se la marina spedirà un contingente per recuperare i resti e metterli al sicuro, prima che invadano il mondo.

Trova le somiglianze - 2

Trova le somiglianze – 3

Alla fine Cosmatos trova anche il tempo di infilarci dentro un paio di squali, così, per non farsi mancare proprio nessun riferimento culturale possibile. Roba che appaiono per due secondi in palesi filmati di repertorio, un attore grida “Squali!” e subito dopo si dileguano nel nulla. Forse se li è mangiati il mostro.

Tirando le somme, Leviathan è un film invecchiato e sorpassato, ma che si lascia rivedere con piacere perché: 1) dura un’ora e mezza, la durata-Carpenter, la durata perfetta; 2) ci hanno speso i soldoni e si vede, le scenografie sono di pregiatissima fattura, gli effetti non ovviamente all’altezza di quanto fatto da Rob Bottin in La cosa o lo stesso Stan Winston in Aliens, ma si fanno comunque guardare con la giusta dose di nostalgia canaglia; 3) è una co-produzione USA/Italia e se non altro è utile a esaminare un’epoca che poi è tramontata senza lasciare traccia. Io ve l’ho detto, poi fate voi eh.

DVD-quote:

“Uno dei film più importanti della mia vita”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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63 Commenti

  1. Fra X

    Lo conosco, ma non lì ho mai visto! Se non erro cooproducono Luigi e Aurelio De Laurentiis! Da noi uscì prima di “The abyss” andando meglio.
    Ecco un paio un interessanti articoli dell’ epoca!

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/09/23/brividi-sottomarini.html

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/01/13/goldsmith-sinfonia-per-un-film.html

  2. Fra X

    “Crichton poverino lo hanno fatto nero al cinema…”

    Quelli diretti da lui come il mondo dei robot e la prima rapina al treno però non sono affatto male!

    “Ma questo non esclude il plagio, nel senso: il fatto che nel 1989 ci sia questa concentrazione di film sullo stesso tema mi puzza di spionaggio industriale. Anche oggi gli studios si fanno la guerra spesso e a volte succede che chi copia esce per primo apposta.”

    Già!

  3. Fra X

    Bella recensione del canale orediorrore su youtube! ^^

  4. Fra X

    “Luigi e Aurelio De Laurentiis producono insieme a Lawrence Gordon (Trappola di cristallo, 58 minuti per morire, Predator) e suo fratello Charles. La sceneggiatura è di David Webb Peoples (Blade Runner) e last but not least la regia è di quel gran dritto di George Pan Cosmatos (Rambo 2, Cobra)”

    Che tempi! ^^

  5. Fra X

    Sarà un caso, ma quando uscirono quasi insieme Tombstone prima e Wyatt Earp dopo alla regia del primo c’ era sempre il compianto Cosmatos! XD

  6. Dembo

    @George perfetto, me lo sparo al più presto allora. Grazie

  7. schiaffoni

    Film che si rivede sempre volentieri.

  8. BIoS

    Lo vidi per la prima volta cinque o sei anni fa e ne rimasi abbastanza deluso, specialmente perchè i primi 20 minuti hanno una atmosfera della Madonna e fanno quasi credere di star guardando un filmone. Ad ogni modo, rispetto alla maggior parte dei film di merda di adesso è comunque un capolavoro.

    P.S.
    Deep Rising, come tutti i film di Stephen Sommers, è INDISCUTIBILMENTE una figata!!

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