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30 anni dopo: L’implacabile

“L’aspetto più deprimente del film è questa idea che, quando spunta il videotape che mostra le bugie di Killian, la gente si indigna all’istante e insorge. Apparentemente, non funziona così. Abbiamo visto e sentito le registrazioni [su Trump], e non hanno avuto effetto. Nella vita vera, tutti se ne tornano dritti su Facebook.” (Steven E. de Souza, 19 gennaio 2017)

Ai giornalisti piace un sacco guardarsi indietro e trovare film che in qualche modo avevano previsto il futuro.
I film di fantascienza spesso fanno proprio questo, anche se più che prevedere il futuro sognano, proiettano speranze o paure.
Fino all’anno scorso lo sapete come la pensavo: di tutti i tentativi di indovinare l’evoluzione della nostra società, quello che di colpo mi sembrava più vicino alla realtà era l’assurdo estremo perbenismo di Demolition Man, un’elaborazione del Brave New World di Huxley in cui domina la pace, la serenità, l’educazione e il rispetto reciproco. Un brufolo di luminoso ottimismo, furbescamente sporcato di ipocrisia, in un oceano sterminato di cloni di Blade Runner (quando va di buon umore) o di Mad Max (quando va di cattivo umore).
Poi, lo scorso novembre, la vita ha offerto il colpo di scena più clamoroso: con l’impensabile elezione di Donald Trump a Presidente degli USA – talmente impensabile che l’avevano prevista i Simpson una volta che volevano esagerare per burla – di colpo tutte le visioni distopiche di un futuro opprimente, dominato da ottuse tirannie e guerre apocalittiche, ci avevano indovinato in blocco. Da Idiocracy al segmento dark di Ritorno al Futuro 2, da Waterworld a Judge Dredd, di colpo l’effetto simpaticamente surreale si perde e subentra solo disagio e sconforto.
In un clima del genere, riguardarsi L’implacabile per il suo 30esimo anniversario significa trovarsi davanti a un film improvvisamente diverso.

#storiavera

Facciamo un passo indietro.
L’implacabile è un titolo italiano che decide di ignorare la traduzione fedele dell’originale The Running Man per rimarcare le forti differenze con L’uomo in fuga, libro di Stephen King del 1982, firmato con lo pseudonimo “Richard Bachman”, di cui dovrebbe essere adattamento ufficiale.
O meglio: magari il vero motivo era meno nobile, ma ci sta che fosse stato scelto qualcosa di più “schwarzeneggeriano”.
Voglio dire, guardate il poster qua sopra, c’è il faccione di Arnold, e poi c’è la tagline più bella di tutti i tempi: “[..] è un gioco mortale a cui nessuno è mai sopravvissuto. Ma… Schwarzenegger deve ancora giocare”. “Schwarzenegger”! Sbattuto così, a fottersene subito dell’illusione narrativa, come se Arnie interpretasse se stesso! Non è meraviglioso? Ti dà subito la cifra dell’operazione: fottesega della fonte, questo è un film con la grande quercia austriaca.
E infatti la sceneggiatura del leggendario Steven E. de Souza (Commando, Die Hard) utilizza solo lo spunto di base del romanzo, disfa tutto il resto e lo ricuce su misura della sua star.
La produzione non fu delle più semplici: dal ruolo di regista passarono George Pan Cosmatos, Carl Schenkel, Alex Cox e Andrew Davis, quest’ultimo licenziato dopo una settimana di riprese. A concludere le operazioni e metterci la firma fu quindi nientemeno che Paul Michael Glaser, meglio noto come Starsky in persona, consigliato addirittura da Michael Mann che l’aveva visto al lavoro su un pugno di episodi di Miami Vice.
Ma le intenzioni erano chiare: doveva essere un film divertente, al contrario del libro di King che era un thriller piuttosto teso e oppressivo sui pericoli del capitalismo.  E con “divertente” si intende “spensierato”: nonostante le numerose frecciatine, non si trattava di satira destabilizzante alla Robocop.

“Così tanti tormentoni… non so quale scegliere per primo…”

Già una decina di anni fa potevano notarsi le prime coincidenze: The Running Man anticipava non tanto il concetto di reality show – quello si intravedeva nel romanzo originale e anche in film precedenti come Anno 2000: la corsa della morte – ma nella forma, con il tono da scanzonato varietà serale e il coinvolgimento diretto degli spettatori. Un colpo di genio era stato affidare il ruolo di Damon Killian (“Demone Uccisini”?) a Richard Dawson, ex-attore riciclatosi come presentatore della versione USA del Gioco delle Coppie. Quello che all’epoca pareva un pubblico composto da scalmanati caricaturali, pronti a bersi ogni cosa acriticamente per poi indignarsi al volo e sputare inusitate quantità di veleno sui cattivi percepiti di turno, di colpo non registrava nemmeno: era la cosa più normale e quotidiana di questo mondo.
Poi, in un solo istante, spaccando il minuto con le previsioni tempistiche del film, è arrivato tutto il resto.
Sentite come vi suona questa premessa: è il 2017 e, mentre l’economia è collassata, il presentatore di un reality show mantiene la sua fama e la sua stretta sul paese a colpi di fake news, e ha raggiunto talmente tanto potere da poter dare ordini alle forze militari. E per qualche ragione ce l’ha con Schwarzenegger.

“…e l’avete votato voi!”

In particolare, l’intuizione delle fake news per manovrare l’umore del popolo non era stata trattata da molti altri in modo così pesante e preciso, con tanto di manipolazioni di filmati pre-esistenti per creare prove che incastrassero il protagonista e raccontassero agli altri situazioni inventate di sana pianta. Nel finto combattimento tra Arnold / Ben Richards e Jesse Ventura / Captain Freedom vediamo, trent’anni prima, quando ancora gli effetti speciali dei film si facevano a mano coi pupazzoni, la simulazione delle tecniche digitali che si usano oggi per resuscitare Paul Walker in Fast & Furious 7 o Peter Cushing in Rogue One, con tanto di sostituzione facciale. E nonostante l’atmosfera leggera va a segno, come un avvertimento, l’idea coerente di un mondo in cui media e governo hanno rapporti strettissimi, fin troppo simile alla situazione in cui ci ritroviamo oggi. Ah, nel caso non vi si fosse già accesa la lampadina: come Arnold, che nel 2003 divenne Governatore della California, pure Jesse Ventura in seguito si lanciò in politica diventando nel 1999 governatore del Minnesota. Coincidenza? Non credo.

A tutt’oggi la mia fake news preferita

Ma nel libro originale di King cosa c’era di tutto questo?
Quasi niente.
C’è ovviamente il gioco del Running Man, ma nel libro è aperto a chiunque, mentre nel film è limitato a galeotti selezionati da Killian a cui promettere il perdono in caso di vittoria.
Nel libro, Ben Richards è un uomo in disgrazia che partecipa per girare i guadagni a moglie e figlia malate; nel film è un militare incastrato per aver disobbedito a un ordine di sparare su una folla di civili.
Nel libro il concorrente del Running Man può scappare ovunque nel mondo: le telecamere non lo seguono e anzi, lo scopo del gioco è riuscire a nascondersi e non farsi trovare dai Hunters, anonimi assassini governativi che lo cercheranno per trenta giorni utilizzando ogni mezzo possibile; nel film il range geografico è limitato nei paraggi degli studios televisivi e il format è più simile ai reality come li conosciamo oggi, con le telecamere sempre accese a riprendere i protagonisti mentre vengono inseguiti dagli Stalker, pittoreschi cattivi da fumetto ognuno col suo distintivo e appariscente personaggio. Questi ultimi contribuiscono in enorme misura al livello di memorabilità del film: sembra di vedere un misto fra improbabili lottatori di wrestling e scarti di idee dall’Uomo Ragno epoca edizioni Corno. E non a caso era proprio al mondo del wrestling che de Souza si era ispirato per la sua idea di tv show che incollasse le masse allo schermo facendo loro dimenticare per un attimo le condizioni di ingiusta povertà in cui si trovavano.
Per il resto la strada da percorrere era ovvia: ritmo, azione, divertimento, violenza creativa, bestioni stravaganti e una sfilza infinita di battutoni memorabili (incluso l’obbligatorio “I’ll be back”).
Se non vi fate prendere dallo sconforto, è ancora un film della madonna.

All’Eurovision c’è già andata gente ben più strana di così

“Ci sarà un sequel di questo film? Sì, lo state vivendo, il sequel è la realtà.” (Steven E. de Souza)

>> IMDb | Trailer

P.S.: ci tengo a segnalare un cast eccentrico che include per qualche motivo Mick Fleetwood, Dweezil Zappa e Eddie Bunker

P.S. 2: il secondo posto nella classifica delle premonizioni pare essere di Barb Wire, il mitico cinecomic del ’96 con Pamela Anderson. L’anno incriminato è sempre il 2017, al potere c’è sempre la tirannia, ma invece del collasso economico è scattata direttamente la guerra civile. Che bello.

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67 Commenti

  1. avdf

    gran film. gran ricordi. visto e rivisto… c’han fatto pure un videogame

    ot: si ok ma sta cosa di trump sta un po’ stancando.. ok, si può dire tutto il male possibile, ma con la clinton le cose sarebbero state pure peggio (a livello di politica internazionale e guerrafondaia intendo)

    • Lucky Liù

      Sempre bella la dietrologia
      #qualunquismo
      #simalaClinton

    • Grazie per l’intervento, l’argomento “analisi politiche che non riguardano analogie con il film L’implacabile” finisce qui.

    • Jerigonte

      Grazie Nanni, per l’analisi e per spegnere certi commenti.

    • martin scorsoio

      concordo. basta con ste analogie che riducono il problema. il reality è facebook. la tv è internet.

    • Shu-shá

      Grazie Nanni.

    • F.lli Edgar Wright

      Il mio contributo è sul viedo game per amiga 500
      Riuscivo a sconfiggere solo “sottozero”. mai andato oltre il secondo livello.
      Il film l’avrò visto tipo una decina di volte, ma con questa analisi mi rendo conto di quanto sia incapace di arrivare a vedere il significato più profondo di un film…

      Bravi ragazzi!

  2. Alucab

    30 anni fa guardavamo questa roba e ci piaceva.
    Ci piaceva la forma ed il contenuto.
    Ora io non so voi ma il sottoscritto era giudicato con gusti strani.

    Ora ho capito perche’

    Eravamo 30 anni avanti e facevamo vera analisi sociale e culturale di cio che sarebbe divenuto il mondo.

    • Shu-shá

      Ogni volta che ripenso ai commento di mia madre su questi film all’epoca mi viene un sorriso amaro… li definiva “cavolate irreali”…

  3. Zen my Ass

    Visto non so quante volte e sempre rigorosamente in TV… Schwarzenegger are lanciato verso il picco della sua popolarita’ al cinema e si sentiva.
    La scena della motosega mi ha traumatizzato la prima volta e mi ha sempre messo disagio addosso: mi ha sempre fatto effetto l’espressione del tipo che non riesce a tenere testa a Arnold e si ritrova la motsega in mezzo alle gambe… Che brutta fine.
    Buon action anni ’80, grandi idea, realizzazione solida, protagonista azzeccato.

    • Shu-shá

      Questi film c’è come una legge che VANNO visti in TV. Anzi co’ sti schermoni di oggi perdono pure.

  4. Carpenberg

    Porco mondo, non mi ricordo niente di questo film, lo devo assolutamente recuperare. Però dalla rece mi pare ci sia molto spazio per un analisi-parallelismo The running man/Death race.

  5. film incredibile. Ad oggi ancora uno dei miei preferiti in asoluto, dopo Commando

    PS: https://www.youtube.com/watch?v=9VHtuqXZQeo

  6. Claudio

    La cattiveria del pubblico è secondo me l’elemento più profetico e antico al tempo stesso, come gente che lancia pietre e schernisce i poveracci mandati al patibolo in tempi più oscuri del nostro….o almeno più oscuri degli anni ottanta! Attualissimo visto il comportamento degli odiatori da social…

  7. Cpt. impallo

    Fra gli Schwarzenegger “minori”, assolutamente il migliore. E non parliamo della clamorosa colonna sonora di sua maestà Harold Faltermeyer

  8. Imperatrice Pucciosa

    Distopia anni ottanta=piatto ricco mi ci ficco

  9. Dante Statham

    Iradidio di film
    Io sono ancora irritato per non averne preso il blu ray quando è uscito un paio di anni fa, blu ray che è ora fuori catalogo e venduto su ebay ed amazon a prezzi da sciacalli.

  10. AndreaGnarluz

    Minchia Nanni! questa è la tua retrocensione che aspettavo da tempo immemore! Grazie di cuore e di ciascuno degli Stalker caduti sotto le mani di Beniamino Riccardi, io farei studiare a memoria i nomi agli studenti delle scuole elementari di Val Verde! Solo un nome: Prof. Tanaka Sub Zero http://c8.alamy.com/comp/EFB2KP/professor-toru-tanaka-the-running-man-1987-EFB2KP.jpg

  11. Stick

    Faranno mai un remake?

  12. quanto mi manca il cinema di sto tipo…

  13. Leonardo Di Capri

    Gran film. A dispetto delle tribolazioni produttive che ne hanno caratterizzato la produzione si è rivelato un prodotto decisamente riuscito oltre che singolarmente deciso nella strada da intraprendere. E, a quest’ultimo proposito, io vedo in The Running Man molta meno sempliciotteria caciarona e molta più inquietudine rapportata a un possibile futuro semidistopico di quanto abbiamo rilevato quelli che hanno parlato del film. Non a caso il paragone che mi viene in mente oggi è quello con certi film di Verhoeven. Anni ’80. Guardacaso.

  14. Steven Senegal

    rivisto l’anno scorso, tutto vero tutto giusto e il paragone con robocop ci sta abbastanza
    ok questo è un filo più scanzonato, anche per i tizi cartooneschi, ma visto da imberbe madonna se era un thriller acido che metteva ansia.
    singolare anche il tratto comune dei film dell’epoca di infilare format televisivi mezzo surreali, da questo a quello scosciato del baffone in robocop fino a mondo medianico.
    devo dire poi che visto il titolo originale gli è andata proprio bene con arnold: nonostante la mole ha una corsa tutto sommato che ci sta, non esagera, non voglio dire elegante ma almeno misurata ed esprime velocità a suo modo
    tò azzardo di più: la corsa in the running man è la migliore prova attoriale di arnie
    viceversa pensa che fail se ci fosse stato sly con la corsa spastica in rocky 3 e il tanto sbracciare oppure tom cruise che insiste per avere una scena di corsa in ogni suo film e tutto si risolve con la consueta “corsa pinocchia” (cit.) a culo basso e ginocchia alte

    • Shu-shá

      Ma che scherzi? La corsa di Arnie mi spiace solo di essere etero per non apprezzarla appieno.

      [istituire premio “miglior corsa” ai prossimi Sylvester]

  15. Taccagno

    Filmone e complimenti per la recensione.
    Il pubblico mi ha sempre angosciato, con le sue emozioni supine e manipolate facilmente, mi ricorda purtroppo certi beceri da tastiera che insozzano la rete con la bava alla bocca.
    Profetico.

  16. Negli ultimi due anni l’ ho rivisto almeno un paio di volte dato che sky ne ha passato, a mio avviso, una più che buona versione in HD.
    Grazie a IMDB sono andato a spulciare i lavori di Richard Dawson per scoprire che era uno degli Eroi di Hogan!!! Mi ha sempre colpito la sua interpretazione caratterizzata anche dal modo di gesticolare con la mano ed il mignolo, oltre all’ ottimo Sergio Fiorentini che lo ha doppiato da paura (IMHO).
    L’ idea del collare espolivo è stata ripresa almeno in un altro paio di film del genere sport/violento/futurisco o fuga da qualche fortezza ipertecnologica o almeno cosi ricordo.

    • Steve Mc Gillian

      …si il collare
      dev’essere stato ripreso da qualche schifezza alimentare con Cristoforo Lamberto dopo essere ridiventato mortale e dopo aver finito i soldi… sig..

    • Shu-shá

      Massì, c’erano pure in quel film col parkour che dovevano arrivare a dei checkpoin lungo la città oppure boooooom.

    • AndreaGnarluz

      successivamente il collare esplosivo lo si può vedere anche in un film di Rutger Hauer “Sotto Massima Sorveglianza” (uno dei più trascurabili interpretati dal nostro Ruggero, fatto così tanto per avere 2 spicci per dar da mangiare ai suoi chihuahua): https://it.wikipedia.org/wiki/Sotto_massima_sorveglianza

  17. GGJJ

    Gran film anche se a me piacque molto anche il libro, forse proprio perchè cosi diverso. L’articolo mi fa venire in mente il fatto che forse la polarizzazione politica che si riscontra ora in ogni paese occidentale dipende dal fatto che metà della gente vorrebbe vivere nel mondo dell’Implacabile e l’altra metà in quello di Demolition Man.

    Ma scrivo soprattutto per esprimere il desiderio che domani la Pregiata Redazione ricordi in qualche modo il recentemente scomparso Michael Parks.

  18. Axel Folle

    Buon film, divertente e ritmato, con la sua pennellata superficiale di critica sociale comunque ben inserita. Come ha scritto qualcuno sopra, tra i film “minori” con protagonista Arnie è tra i migliori.

  19. Alimentare Watson

    Secondo me con l’analisi azzeccata di Nanni che riaccende interesse sul film, Endemol ci copia l’idea per un programma tv su rete 4, di quelli con Del Debbio come conduttore.

  20. Ryan Gossip

    Ottima e lucidissima analisi boss. Se c’è un film relativamente semplice da “remakare” al giorno d’oggi è questo, con gli haters dietro la tastiera, il reality show portato al ridicolo tipo quelli attuali… ma quanto facilmente lo scazzerebbero? Tanto vale godersi di nuovo questo, con alcune delle migliori one-liner di Schwarzy e il leggendario Professor Toru Tanaka

  21. Loz

    Ma sbaglio o parlando di film simile/remake pochi anni fa hanno fatto un film dimenticabilissimo con il buon Gerard “thisisspartaaaa” Butler con lui carcerato( buono) finito in un reality show o tournament contro il sistema…? Devo averlo rimosso…
    Cmq qui il nostro Governator da il meglio di sé in tutina spandex.. penso suo unicum carieristico…

    • Forse era “Gamer” o qualcosa del genere?
      In ogni caso spero proprio che non faranno mai un remake di questo, il rischio che diventi una broda anonima e scorrelata all’originale è altissimo (devo proprio citare Robocop e Atto di forza?).

      Penso che questo sia il film di Schwarzy con il più alto rapporto battutine/ammazzamenti, ce ne sono così tante e così gustose che non saprei da dove partire…
      “He had to split”
      “He was Subzero… Now just plain zero”
      “Need a light?”
      “Hey Christmas tree!”

    • mki

      gamer quando lo vidi lo apprezzai..
      Non era mica male.. ricordo un sacco di boom-boom e bang-bang :)

    • Shu-shá

      Guarda @Loz, temo proprio che fosse lycra…

    • Axel Folle

      Gamer era un filmetto gustoso, confermo

    • Loz

      …e lycra sia!! ancora meglio! ;-)
      Gamer.. allora ricordavo giusto, mi dava idea di déjà vu quando lo vidi… poi deragliò in modo molto mimmo e basta, morta li.

  22. Samuel paidinfuller

    Ok che era rated R ma qui c’avevamo tentati stupri e castrazioni, robba che se oggi uno sceneggiatore le propone in un Action per una Major, i potenziali finanziatori cinesi per ritorsione fanno lobby sulla repubblica popolare per convincerla a passare sottobanco un’atomica funzionante alla Corea.

    Bel pezzo Nanni, sempre un piacere leggerti

  23. AnnaMagnanima

    Ele uniche tutinw che ho sempre amato. altro che i pigiami…il supereroe è sempre stato lui.
    Nanni queste tue analisi sono sempre eccezionali.
    mi viene voglia di rivederlo e lo farò.

  24. Mr.WWF

    Assange (probabile leader in una eventuale rivolta) si scopa la Anderson (protagonista di barb wire) , sarà un caso? in non credo :-P

  25. mki

    il libro, l’uomo in fuga, è una bomba ed un fottuto capolavoro!
    Ne consiglio a tutti la lettura..

    Come è scritto nella recensione è molto diverso dal film..
    Anarchico, incazzato e pessimista sono i primi aggettivi che mi vengono in mente :)

    L’implacabile è sempre stato un classicone ed uno dei miei preferiti di arnold..
    ma chissà come sarebbe stato un film più fedele..

  26. Jena Pistol

    In effetti l’ultima volta che lo vidi pensai ” Si certo come no,tutto il mondo vede le magagne del cattivo in mondovisione e parte la rivolta,figurati se succede nella realtà ” ,SPOILER Su Serenity SPOILER nel 2004 quel filmone di Serenity fece la stessa cosa ma li furono meno ingenui,l’impero aveva ricevuto una mazzata questo si,ma era rimasto al potere. Fine SPOILER A questo punto è necessaria una nuova visione sia di questo che di Barb Wire,se il buon Nanni usa parole come “il mitico cinecomic del 96 ” la visione diventa obbligatoria. Non mi ricordo niente di Barb Wire tranne due cose,la Anderson non usciva le tette neanche per un secondo e il film non mi piace. Chissa ? Forse mi ricredero.

  27. Dévid Sfinter

    Starsky??! Mai saputo. E si che anche per me rimane uno dei migliori di Arnie, anche se il doppiatore diverso dal solito mi destabilizzó un po’ da piccolo. Quando poi lo scorso anno su sky lo passavano su cinema classics, tra Ford e Hitchcock mi è salito l’orgoglio potente. Concordo, grande colonna sonora.

  28. Shu-shá

    LoL inzialmente mi ero confuso e mi pareva che avessi definito come futuro educatino e ripulito quello di Running Man :D … stavo già per mandare gli infermieri.

  29. Cleaned

    Quando vedo programmi tipo Ninja Warrior, American Gladiator o Ultimate Beastmaster mi torna sempre in mente sto cult.

    Devono solo aggiungere il rischio di morte nella formula e poi ci siamo.

  30. The Giant Mouse of Minsk

    Bisogna dire che il film con Schwarzy, così come il libro di King, pescano a piene mani (per non dire “sono la copia carbone”)di un racconto SF del grande Robert Sheckley, intitolato The prize of peril. Che parlava di un uomo convinto dai soldi ad entrare in uno show televisivo dove viene braccato da una squadra di assassini. Sotto gli occhi del mondo. Ah, e può chiedere anche l’aiuto del pubblico. Grande Bob Sheckley.
    Tutto questo per dire che, se negli ultimi 30 anni Hollywood ha saccheggiato Dick e Lovecraft per fare il 50% dei propri film di valore, l’altro 505 è stato pescato dalla fantascienza degli anni 30-50.

  31. Videostronz

    Grande film, grande schwarzy, grande nanni.

  32. goat

    Grazie.

  33. Marlon Brandon

    Film tra i miei piu’ visti con Arnold. E come dice qualcuno sopra, da vedersi assolutamente su tv! The running man…sto cercando di ricordare se l’ho mai giocato su Amiga…ma ho un vuoto…
    Comunque il vero dubbio e’ se Arnold si sia ritoccato o meno denti e mascella dai tempi in cui vinceva il Mr Olimpia…in questo film e’ davvero figo…da giovane sembrava un po’ prognato

  34. Kurtz Waldheim

    A quelli che si stanno infoiando chiedendo un remake de L’Implacabile vorrei ricordare come e’ finita quando a qualcuno e’ venuto in mente di rigirare Rollerball.

  35. Cristoforo Nolano

    Colpevolmente, non l’avevo mai visto: gran bel filmone, grazie Nanni! Voglio subito una trasmissione del genere su DMax…

  36. Fabrizio Maddalena

    Grande piccolo film. Interessantissima recensione/riflessione/rivisitazione. Bei commenti. Tempestiva regia del Forum. Che dire di più? È un piacere leggervi Ragazzi.
    Grazie

  37. Ridley Scottex

    Gran film, ritmo cazzeggio, battute e seghe elettriche sui genitali

    Su tutti Richard Dawson. Diabolico S.O.B. per dirla alla Blake Edwars. Per me si è divertito tantissimo a recitare quella parte

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