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Escape Plan 3: La Sfida di Casanova

PROLOGO: “Mò, adesso, solo perché ho fatto la recensione del secondo, mi tocca pure vedermi il terzo? Dai, Nanni, sei ingiusto!”. Il giovane Casanova Wong Kar-Wai è uno che non ci metti i piedi in testa facile. Un temperamento tutt’altro che morbido, il suo. Quella sera infatti affrontò il suo capo Nanni Cobretti con tutto il coraggio e la forza che aveva a disposizione. Ma d’altra parte ne aveva tutte le ragioni: Casanova aveva fatto di tutto per i400Calci. Era lì dal giorno uno, aveva visto quel sito crescere, diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di cinema dei giusti, poi il Miglior Sito del Mondo ed infine quella inesauribili miniera di soldi facili facili che li aveva fatti diventare tutti miliardari. Un viaggio che aveva vissuto al fianco del suo amico: Nanni Cobretti, il leader, la mente e il cuore di quel sito, colui che aveva reso i sogni di tutti loro realtà. Ma col tempo, la fama, i soldi e il successo gli avevano dato alla testa. Oggi Nanni non era più il patatone di un tempo. Oggi era diventato un freddo e cinico calcolatore, uno che metteva gli interessi economici davanti a tutto e tutti. Lo dimostrava anche il fatto che per tutto il tempo della discussione era rimasto seduto sulla sua megapoltrona girevole di pelle designed by Giugiaro, posta appena dietro una grande scrivania di marmo nero di 27 metri quadri. Mentre Casanova era in piedi davanti a lui, Nanni non si era mai alzato: si era limitato a guardare con sufficienza quello che un tempo era stato il suo amico. Si trovavano nell’ufficio di Nanni, un loft posto in cima alla Cobretti Tower, una torre super futuristica tipo quella di Skyscraper, costruita dallo stesso archistar che aveva curato la casa di vacanze in Liguria di Steven Seagal. “E invece sì, Casanova!” rispose finalmente Nanni: “Ora che hai fatto il secondo, ti tocca  per forza pure il terzo. E ti dirò di più, caro il mio signor polemichetta. Da qui in avanti, ogni seguito di Escape Plan sarà tutto. Solo ed unicamente tuo. L’ho deciso io coi responsabili e analizers dell’engagment dei nostro post sui social. Non possiamo cambiare autore, non ci conviene in termini di riconoscibilità del brand, capisci? Ma che capisci tu… Ormai sono rimasto solo io ad avere una visione chiara del sito, mi sa. Anzi, sai cosa ti dico? Adesso me la paghi!”.  Detto questo Nanni schiacciò un pulsante nascosto sotto il tavolo. Immediatamente si aprì una botola sotto i piedi del povero Casanova. Il giovane e aitante e bellissimo redattore cadde nel vuoto. Il volo venne interrotto da un Unicorno gonfiabile che attuti la caduta altrimenti fatale del Casanova. Il quale, una volta rimesossi in sesto, si rese conto di essere finito nelle segrete della Cobretti Tower, la più dura prigione dell’Universo, quella da cui era impossibile fuggire. C’era il gonfiabile dell’Unicorno, una brandina, una piccola toilette, una scrivania con una macchina da scrivere e un televisore Mivar a cui era collegato un lettore DVD con già inserito Escape Plan 3: The Extractor. Casanova fece appena in tempo a sedersi sulla sua brandina quando da un altoparlante si diffuse la voce di quel crudelone di Nanni Cobretti: “Casanova, mi hai fatto veramente girare i coglioni. Ora ti vedi Escape Plan 3 senza lamentarti e mi scrivi anche una bella recensione. Fino a quando non me l’avrai consegnata non potrai essere liberato…”. La sua terribile risata risuonò nell’aria malsana della prigione. Casanova Wong Kar-Wai era davanti a una delle sfide più impegnative della sua vita. Come andrà a finire? Ascoltiamo della musica

Ciao,  ragazzi. Sono Casanova Wong Kar Wai e oggi, per il sito I 400 CALCI, vi parlerò del film Escape Plan 3: The Extractor. Per non farci mancare nulla e per dare qualche punto di riferimento ai nostri lettori più distratti, ecco la recensione del primo film – firmata dal nostro Capo Nanni Cobretti – e la mia modesta, come chiamarla, opinionicina sul secondo e svogliato capitolo. Ok, ora che avete recuperato i due punti fondamentali, procediamo con questo terzo film. Gli elementi che dovete tenere a mente sono sempre gli stessi: 1) DTV che non ha neanche lontanamente il coraggio di gareggiare con il Cinema (tranne in Russia e, attenzione, in Italia) 2) Produzione mezza cinese 3) Set a poco prezzo in Bulgaria. Ci siete? Ok, poi c’è la questione Stallone e Bautista messi in primo piano, insieme, sulla locandina del film ma come abbiamo già scoperto a nostro spese col titolo precedente, questa è una vera e propria truffa. I due, anche in questo nuovo capitolo della saga passeranno un po’ di tempo al telefono su set differenti, si incontreranno in una massimo due sequenze in cui non faranno nulla di quello che è lecito aspettarsi da loro ma al limite si daranno delle virili pacche sulle spalle o cammineranno come Humphrey Bogart e Claude Rains nel famoso finale di Casablanca, cementando una gran rottura di coglioni di amicizia. La storia è questa: una cinese bella e buona vuole andare in un paese povero degli Stati Uniti a investire i soldoni di papà. Soldi però guadagnati in modo più che losco. Il Signor Zhang infatti è colui che costruisce le prigioni più terribili di sempre, quelle nascoste, non ufficiali, quelle utilizzate dai signori della guerra e da gente Cattiva vera. Infatti, mentre è lì tutta felice che sta per salvare il paesino americano sfigato, viene rapita da dei professionisti della guerra che riescono anche a neutralizzare la sua guardia del corpo cinese fortissima. I cattivi portano la cinese buona in una prigione ma prima di farlo lasciano una chiavetta USB nel taschino della giacca della guardia del corpo cinese fortissima. Su questa chiavetta USB c’è scritto un nome: Ray Breslin. Che se non ve lo ricordate è il nome di Stallone in Escape Plan.

Questo è l’ultimo fotogramma del film. Ditemi se non è una citazione a Casablanca

Stallone si sta per sposare con la sua fidanzata e collega Jaime King ed è un esperto di evasioni felice e realizzato. La sua ditta va benissimo e la sua vita è una pacchia. Ma una sera, una strana sera, arriva un cinese elegantissimo e fortissimo nella sua sala d’aspetto. Com’è, come non è, il cinese elegantissimo e fortissimo mena tutti i buttafuori della Breslin SPA, ma poi si siede al tavolo con Stallone e gli dice che lui è l’ex fidanzato della cinese rapita e che vuole trovarla. In quel preciso momento arriva l’altro cinese, l’attuale guardia del corpo, che dice: “Guarda, non so com’è ma hanno rapito la ricca imprenditrice che avevo giurato di proteggere e mi hanno lasciato una chiavetta con su il tuo nome. Che facciamo la guardiamo insieme?”. Nella chiavetta c’è il cattivo. Con un colpo di scena pazzesco veniamo a scoprire che il cattivo, Devon Sawa (OMG! Anton di Giovani Diavoli!) è il figlio del cattivo del primo capitolo, Vincent D’Onofrio (qui presente solo perché fanno ricedere dei pezzettini del primo film)! Devon, uno che invecchiando ha perso l’aria da ragazzino innocentone e oggi sembra la somma perfetta tra Alexander Skarsgard e Gerard Butler (se chiedete a me la cosa migliore del film), si fa vedere in un video in cui dice che ha rapito la cinese buona e che vuole vendetta. Stallone nota che sul muro dietro il cattivo c’è un dipinto di millemila metri quadri. Per capire dov’è questo posto chiama al telefono Bautista che, da grande esperto di arazzi, dice subito: “Ah, sì, certo, è il dipinto di millemila metri quadri che c’è alla Devil Station in quel paesino lì dell’est Europa!”. Mentre Stallone e i cinesi stanno preparando le valige per andare a salvare la cinese buona, i cattivi rapiscono Jaime King, la fidanzata di Stallone. Ormai è una cosa mega personale.

Bautista, ma quanto mi costi?

A differenza del secondo capitolo, qui non c’è neanche quel pizzico di fantasia nell’immaginare una prigione moderna e tecnologica da cui è impossibile scappare. Viene a mancare lo spunto fondamentale della saga, cioè l’idea che Stallone è un mago delle evasioni, l’Harry Houdini delle prigioni, un essere scaltrissimo capace di trovare il punto debole di ogni carcere, anche il più complesso. No, niente: qui entrano in un magazzino dell’Est Europa dove il cattivo tiene in una cella la cinese buona… e la liberano. La Devil Station non ha nessuna caratteristica memorabile, non ha nessun prigioniero incredibile (c’è proprio una sequenza in cui il cattivo del film dice qualcosa come: “Eh, qui ci sono un po’ tutti i cattivi del mondo…” mentre la macchina da presa inquadra della gente x con la faccia arrabbiata dietro le sbarre…), non c’è nulla se non il solito magazzinone della periferia di Sofia venuto via con poco. Peccato, perché in realtà le prime due scene d’azione del film, quelle con protagonisti Jin Zhang e Harry Shum Jr., promettevano bene. Ciao ragazzi! Ci vediamo al prossimo capitolo.

Che azione scatenatissima!

EPILOGO: Casanova Wong Kar Wai consegnò la sua recensione ai secondini che la portarono diligentemente ai piani superiori. Nanni Cobretti la fece spammare sul suoi sito e social e guadagnò così un fantastiliardo di petroldollari. Quello che Nanni però non sapeva è che Casanova Wong Kar Wai aveva mandato avanti veloce il finale del film perché si era terribilmente annoiato e non aveva intenzione di buttare via il suo tempo guardando ‘sta ciofeca. La cella di Casanova si aprì, lui uscì e se andò fischiettando verso la sua vita. Non si voltò mai più indietro, neanche per vedere la scritta che aveva inciso con una chiave sul banco dove aveva scritto la sua recensione di Escape Plan 3: “Nolite Te Bastardes Carborundorum”.

DVD-quote:

“Calcola che è peggio del secondo. Fai tu.”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

IMDb |Trailer

 

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28 Commenti

  1. Buongiorno Miike sta bene?
    Casanova, non si sente meglio per aver aiutato il vostro stagista perenne (Nstagista)?

    • Un giorno tra molti anni a venire, si parlerà della saga di Escape Plan con la stessa nostalgia con la quale oggi si parla della saga di codice marziale. Sig. Nanni Cobretti la invito a una tirata di orecchie e a una maratona di cinema d’autore al sig. Casanova, dopo avergli dimezzato lo stipendio! 😄

  2. Ace Sventura

    Casanova, ci devi dire qualcosa? Tornerai mai più?

  3. Cerex

    In un intervista recente Stallone si vantava di una bellissima, a suo dire, scena d’azione girata senza controfigura… Niente?

  4. Past

    peggio del secondo…e dire che sly proprio di recente aveva detto che il secondo era il peggior film che avesse mai fatto…

  5. Chaltron Heston

    Ovvero, quando il film fa così pena che devi inventarti una simpatica storia di contorno per portare a casa la recensione.
    Deve essere una merda vera.

  6. Ciak Norris

    Eppure tutti dicono che sia meglio.del.secondo.
    Ma io mi fido solo di voi e di trautman.
    Come sempre.

  7. Carpenberg

    Il prossimo sequel vede Stallone che deve liberare Casanova dalla Cobretti tower.

  8. jax

    Casa non scherziamo eh

  9. Pitch f. H.

    Devon Sawa nella sua migliore interpretazione: https://www.youtube.com/watch?v=gOMhN-hfMtY

  10. Anonimo

    I 400 froci con sempre più commenti, vedo.
    Sarete mica arrivati alla frutta?

  11. Un giorno tra molti anni a venire, si parlerà della saga di Escape Plan con la stessa nostalgia con la quale oggi si parla della saga di codice marziale. Sig. Nanni Cobretti la invito a una tirata di orecchie e a una maratona di cinema d’autore al sig. Casanova, dopo avergli dimezzato lo stipendio! 😄

  12. Simone

    Il primo film, che era quello fatto con i soldoni (c’era pure Sam Neill), si reggeva unicamente sul vedere finalmente assieme Stallone e Schwarzenegger ma per il resto era fatto malissimo. Non oso immaginare come sia questo.

    • Alessandro

      Oddioddio, il primo non mi ha fatto schifo, sapeva intrattenere perché ogni due minuti accadeva qualcosa.
      Il secondo non l’ho visto.
      Il terzo, dalla rece, sembra vuoto. Boh…

  13. Tamerlano

    Appena visto. Sará che avevo aspettative bassissime, ma mi sono divertito un casino. É un film che sarebbe stato sul confine tra serie B e serie A negli anni 80. Effettivamente non c’é uno svolgimento molto coerente né una eccessiva cura per i dettagli, ma chissenefrega.
    Il film scorre come l’acqua, ci sono almeno tre bei combattimenti, anche se un po’ brevi, un ammazzamento Rambo style e Bautista che passeggia noncurante per un carcere prendendo a cannonate le guardie prima di fare a mazzate con uno della sua stazza. Cosa volere di piú?

  14. Landis Buzzanca

    … coraggio Casanova!

    (piccolo typo: “fanno ricedere”)

  15. Il Reverendo

    bella recensione. la prossima volta, se hai tempo, parlaci anche del film!

  16. Nonnino

    Casanoooooovaaaaaa!!! (urlato stile adriaaaanaaaa)

  17. jax

    ho notato adesso la citazione di Handmaid’s Tale. Bravo.

  18. Giorgio Clone

    Niente, volevo solo vedere se stavolta sti maledetti captcha mi facevano postare un commento.
    Per favore fate qualcosa o semplificateli, tante volte avrei voluto partecipare con un commento ma è stato impossibile per sfinimento causa captcha infiniti.

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