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Sesso, speck e polka: la recensione di Bullets of Justice

Siamo stati al Be Afraid Horror Fest, a presentare la nostra Guida da combattimento ai Mostri Grossi e ad assistere al loro programma di film matti. Questo è uno di quelli.

Ritratto di famiglia incestuosa in esterno post-apocalittico

Per dire di questo film incredibile – letteralmente: non ci si può credere – che è Bullets of Justice, bisogna andare a recuperare uno degli archetipi più importanti dell’infanzia, l’Avesani. Ce l’abbiamo avuto tutti in classe, tra elementari e medie, l’Avesani, ovvero un agente del caos sceso sulla Terra al solo scopo di provocare gratuitamente e scatenare lo scompiglio più imprevedibile, quello senza senso, de botto, che lascia nella confusione più totale le persone dotate di raziocinio. Se non ce l’avete presente è perché siete stati voi l’Avesani. Il mio, tutte le volte che veniva a scuola in tuta poi passava la ricreazione a cercare il sasso più grosso del cortile, se lo infilava nella tasca posteriore dei pantaloni e lasciava che la gravità facesse il suo corso: la resistenza dell’elastico della tuta era sempre piuttosto debole, e l’Avesani si trovava puntualmente a correre in giro per la scuola con le braccia alzate e il pistolino di fuori, ridendo come un mentecatto mentre una pattuglia di maestre incredule lo inseguiva tentando di riportarlo all’ordine. Bullets of Justice è l’Avesani dei film di menare. O quello, o c’è stato un problema di comunicazione visto che la sceneggiatura l’hanno scritta un bulgaro – ovvero il regista, il Valeri Milev dello zombesco Code Red, che negli anni non ha perso un fiato del suo birignao videoclipparo (© Bongiorno Miike) – e un kazako, per la precisione il mitico (all’anagrafe Timur Turisbekov) che interpreta anche il protagonista. Giuro, c’ho pensato un sacco. Ho finito il film e mi sono detto: tutta questa insensatezza non può avere senso; o meglio, tutta questa insensatezza dovrebbe averlo un senso? Poi ho fumato ho mangiato i cereali dicendo le preghierine a Gesù, non ho accettato il mistero e me lo sono sparato una seconda volta facendo la moviola di quello che vedevo, cercando al suo interno delle motivazioni umane. Seguono i risultati, ma prima: sigla!

Un maialino è andato dal dottore e ha subito mutazioni genetiche

 

Ci sono una fica e uno stoccafisso che si fa chiamare Rob Justice (Bullets of), un bomber che si guadagna da vivere ammazzando i maiali, che stanno dando la caccia a un porcuomo di nome Yuri. Arriva un porcacciatore di taglie con i razzi sulla schiena di Boba Fett e un nano cecchino in blackface nello zaino. La fica e il kazako vincono abbastanza facile, però non prima del flashback spiegone: è un mondo post-porcapocalittico in cui è successa la Terza guerra maiale e qualcuno ha avuto la bella idea di creare un super soldato incrociando DNA umano e suino; nascono i Muzzle, che comunicando a rutti barra scurregge e cacando in giro per le strade si ribellano ai loro creatori e conquistano il mondo, poi il corrispettivo maiale di Francesco Amadori mette su una serie di allevamenti intensivi di umani per fare tanti wurstel 100% cicciobombacannoniere. Il genere umano barcolla, ma ha ancora spazio di manovra per peggiorare la situa: un virus creato in laboratorio che dovrebbe trasformare i tirannoporchi in speck di quello con l’erbetta che ti si scioglie in bocca, funziona che invece rende tutti gli animali sterili a parte la Madre di tutti i maiali, che non è tua mamma bensì una scrofa gigante che mangia ciccia umana e caca fuori Muzzle. Uff. Per festeggiare (come da protocollo) la macellazione di Yuri, Rob Justice e la fica praticano all’amore come si osserva nei documentari di genere, almeno fin quando il membro di Rob si fa smontare dal ricordo dei perfetti glutei di Raphael, l’adone dalla folta criniera sempre perfettamente accarezzata da una brezza invisibile, che gli ha soffiato il titolo di Mister Universo. Uff. Segue un raid suino in cui la donna nuda viene squartata abbastanza male, di conseguenza Rob se ne torna tutto mesto alla base della resistenza umana per incassare la taglia su Yuri. Arrivato al bunker viene incastrato da Ludmila, una donna che parla male l’inglese e ha una faccia che non c’entra nulla con la voce ma non in maniera ridicola, solo strana: la boss della resistenza e il suo assistente, un robot dalle fattezze di un vecchino buffo e con l’osteoporosi, lo convincono ad aiutarli nella loro causa, scovando e trasformando in salsicce la Madre per dare un’ultima speranza di sopravvivenza al genere umano. Uff. Nel frattempo, in giro c’è anche la sorella di Rob, una signorina piuttosto in forma e combattiva, in possesso di un par di baffi che Tom Selleck non saprebbe se esserne perversamente attratto o solo geloso. La sorella di Rob fa regolarmente all’amore con Rob stesso, ma in questo caso viene solo scelta per una missione suicida da un tizio grosso che parla kazako ed è invincibile e ha la telecinesi e allora perché non la fa lui la missione così smette di essere suicida? Non si sa, ma la donna baffuta riesce a scampare al morbo della morte, unica della sua squadra, e fa ritorno al bar della resistenza per pomiciare, mustacchio contro mustacchio, con Rob, che è suo fratello e con cui più dopo farà il sesso per suggellare il loro amore barbuto prima di caricarsi di armi e spalmarsi la faccia di cacca di maiale per andare ad ammazzare Madre.

Un maialino di nome Benedict Asshole è andato dal chirurgo e ha chiesto una faccia da culo

Questi erano, abbastanza fedelmente e in maniera più concisa rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare (paragonata alla quantità di roba assurda che succede), i primi 29 minuti di Bullets of Justice, gli unici che abbiano un senso logico interno. Poi iniziano robe totalmente a caso che gli sceneggiatori hanno incollato (BoJ nasceva come puntata pilota di una serie tv gonfiata a film dopo una campagna di crowdfunding) con dello sputo bulgaro-kazako: i viaggi nel tempo, le allucinazioni, i sosia di Cristiano Ronaldo e i bambini doppiati da adulti. Di film inspiegabili se ne vedono un sacco eh. Io, personalmente, ho speso i migliori anni della mia fanciullezza, quelli in cui i giovani avventurieri partono alla ricerca del misterioso clitoride, a cercare di capire se Miike, Lynch, Sion Sono, Gilliam, il tizio di Survival Style 5+, Jodorowsky e altri ancora facessero la fila per rifornirsi dallo stesso spacciatore o cosa. Ma qui i livelli di anarchia e di totale menefreghismo nei confronti della coerenza e del senso narrativo sono sull’undici. Guardare Bullets of Justice è esattamente come osservare l’Avesani in azione: uno spettacolo randomico di entropia nato all’unico scopo di celebrare e decerebrare il caos per il sollazzo degli astanti, un esercizio di formalità che subito affascina e ipnotizza ma dopo un po’ comincia a farsi stantio anche perché l’Avesani si è infilato un’altra volta pubblicamente una processionaria su per il culo e tutta la classe è costretta a saltare il resto della ricreazione. Volendo riassumere Bullets of Justice in una scena, sarebbe quella del mattatoio umano in cui Rob ammazza uno dei porci nascondendosi dietro un cadavere, infilandogli gentilmente la canna della pistola nello sfintere anale e sparando in faccia al cotechino attraverso l’uretra del morto. Uno spettacolo d’arte varia notevole che mi ricorda di quando l’Avesani calava braghe e mutande, si metteva a girare vorticosamente su se stesso pisciando copiosamente e urlando: “Guardatemi, sono un innaffiatoio”.

Danny Boy, angelo protettore dei film sultani

Porc Scriptum:
Voi non siete di quelli che guardano un film gagliardo solo perché concentra tutto il marketing che può permettersi sul nome di un grosso dei bolliti, spacciandolo per protagonista assoluto quando al massimo appare in un cammeo gonfiato. Ne sono sicuro. Eppure, per correttezza, è giusto attenersi al galateo e non rinunciare alla pagella del sultano: Danny Trejo c’è, fa un profanatore di tombe con il cappello a cilindro barra filosofo nichilista barra educatore sui generis che viene ammazzato male dagli sbirri che poi insabbiano tutto. Hashtag Danny Trejo Matters. Mi sono permesso di esaurire l’intero arco narrativo del Trejo semplicemente perché è già stato spoilerato da uno dei trailer ufficiali del film.

DVD quote:
«I film a cui ci vuoi bene come all’amico più stupido che hai»
Toshiro Gifuni, i400calci.com

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31 Commenti

  1. Killing Joke

    No vabbè ma è tutto un capolavoro: il film, la recensione e Avesani

  2. Rocco Alano

    Devo ancora leggerlo, ma non potevo esimermi di fare un plauso per i Little Big.
    Questo è la Russia che vogliamo importare, non i troll su facebook!

  3. Brusco

    Se lo trovo lo guardo …
    Ma è un caso che oggi per pranzo abbia una bella scamerita per secondo ?

  4. Musaghei

    E’ da quando vidi il trailer su fb qualche anno fa (e non sapevo ancora se sarebbe diventato realmente un film o se sarebbe rimasto un trailer assurdo) che lo aspetto. Non vedo l’ora di vederlo, perché ADORO queste cose nosense postapocalittiche (e Danny Trejo).

  5. Il film è passato anche al Frightfest e, commettendo uno dei più gravi errori della mia carriera, l’ho pisciato per andare a vedere I Trapped the Devil (e addormentarmi per il 65% della sua durata).
    Mi dicono che la scena alla fine del film è stata la seguente: silenzio stordito, un tizio urla “ma checcazzo ho appena visto”, applausi scroscianti.

    • LeChuck

      Scena che, se filmata, dovrebbe essere usata come trailer del film.
      Nel senso che il trailer è SOLO questa scena qui.
      Sale piene e gente che si pesta fuori dai cinema per poter entrare!

  6. rardZem

    posso usare l’italiano or english

  7. Barone Meshuggah

    Capo confermo le reazioni al FrightFest e chiedo che Avesani venga invitato al prossimo evento del sito come ospite d’onore. Lo voglio troppo conoscere.

    • Toshiro Gifuni

      Dovere di cronaca: l’ultima volta che ho sentito parlare del mio Avesani è stato 15 anni fa, quando è giunta notizia che si era fatto saltare un tot di falangi giocando a fare il fenomeno con un raudo a capodanno. Tipico Avesani

  8. Past

    l’avesani della mia classe, di notte si portò via la cassaforte del preside della mia scuola media, sdradicandola dal muro…ora è in carcere ed uno dei boss più pericolosi della mia zona, con una lista di precedenti che messina denaro levate.

    • Alessandro

      Oddio a quel livello non ci sono arrivato nemmeno io, ma diciamo che io ed un mio amico eravamo se non l’Avesani della mia scuola, almeno i Beavis&Butthead di sicuro…

    • Jesus strikes back

      Quello mio aveva pensato bene durante uno sciopero di fregare la bilancia di precisione del laboratorio di chimica, probabilmente scambiandola poi con della ganja… Comunque fu poi arrestato 6 mesi sopo per aggressione verso una prostituta nigeriana… A scriverlo adesso sembrerebbe la sceneggiatura di un buon b movie!!

  9. Giorgio Clone

    Se mi mettete LITTLE Big mi avete già comprato per sto film. Замечательно!!!
    Consiglio la romantic-version di skibidi, col mostro grosso in love.

  10. Alessandro

    Porca puttana ma che cazzo ho appena letto???
    (Applausi scroscianti)
    Ora il punto è trovarlo.

  11. Gino Rattuso

    Faccio il bastian contrario e dico che non m’attira tantissimo, sembra troppo fatto apposta per diventare un cult, per cui dirò tre cose che non c’entrano un cazzo (ma che piacciono ai giovani):
    – appena ho visto quel link su “la donna nuda” ho capito che c’era sotto la canzone senza neanche aprirlo, poi ho aperto e ho confermato. Non so se è più un bene o un male…
    – giovani avventurieri alla ricerca del clitoride, riferimento voluto al film di South Park o, ancora, sono troppo messo male io? Perché in quanto a film assurdi (ma belli) pure quello ne sapeva parecchio.
    – oh ma quanto è figa la moglie di Sion Sono? Si chiama Megumi Kagurazaka ed è stata anche modella di nudo in passato. Cercatela!

  12. Andate tutti affanculo.

  13. Rocco Alano

    Comunque, io Skibidi la voglio vedere ballata da Mangoni.

  14. Toni Randine

    Io ho avuto due Avesani.
    Uno aveva rapporti sessuali col pavimento (menzione d’onore a lui per aver scoperto di avere il pisello con anni ed anni di anticipo rispetto a noi poracci)
    ma la cosa più divertente che fece fu quella di dimenticarsi di mettere le scarpe durante una evacuazione dell’intera scuola (per un falso allarme).

    Ricordo che le maestre avevano mantenuto un tono pacatissimo durante tutta l’operazione, sul giocoso andante (ad alcune classi avevano promesso uno spettacolo a sorpresa in palestra).
    Vedendo questo senza scarpe,in pieno inverno, la maestra Maria esplose in un contenutissimo “MA COME NON HAI LE SCARPE? QUA STA SCOPPIANDO LA SCUOLA E TU NON METTI LE SCARPE?!” che avrebbe potuto causare un heysel di infanti.

    L’altro era Jonathan dei centri estivi. Su di lui non ho molti racconti. Si credeva un tirannosauro, correva con le ditine messe a tirannosauro e mordeva le persone. Quando quelli di terza media, molestati dalla cosa lo prendevano a coppini lui ruggiva di dolore

  15. Io in prima media ci avevo in classe un energumeno che se lo faceva venire duro nelle brache. Poi se lo massaggiava uluando “UUUUUUHHHH….LA LONGA!” e ti fissava, strabuzzando gli enormi occhi a palla.
    Durante le lezioni di musica, l’anziana prof ci faceva ascoltare la “Moldava” e lui, che era gosso come tre di noi, impugnava un righello di 50 centimetri e si piazzava in mezzo alla classe a scimmiottare un direttore d’orchestra: ogni tanto colpiva fortissimo qualcuno in faccia col righello, così random.

    • Alessandro MUORE dalle risate

      AGHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Oddio non riesco a smettere di ridere… è esattamente il tipo di stronzate che facevamo io e il mio amico… però non eravamo energumeni… ma l’assurdità di questi racconti è ispiratoria…

    • Ti aspettavo, bro. Sono Vandal.

    • Alessandro abbraccia Vandal Savage

      Oddio che bello!!!! Ciao belva, come stai? Mi sei mancatissimo. Comunque quell’aneddoto mi ha UCCISO, il concetto dei ceffoni random col righello è l’apoteosi, quando il maccosa trascende in filosofia Nietzscheano-dionisiaca dove assurdo e ridicolo sono stendardieri delle verità cosmiche non incassettate dentro la normalità. Le cazzate che facevamo da giovani sono forse l’unica cosa bella da ricordare del passato… e sapendo che combattente sei, non credo tu sia cresciuto ad arcobaleni, quindi credo tu mi capisca.
      Poi l’idea dello strabuzzo occhioso mi aveva già portato alle soglie dell’aldilà, la cazzata del direttore d’orchestra è stata come un’onda EMP che ha fritto i circuiti del defibrillatore che stava cercando di riportami in vita, garantendo la morte certa.
      Oddio ma ci credi che sto ridendo pure ora che scrivo?
      In ogni caso, io questo film DEVO vederlo. Prima o poi esisterà il modo di trovarlo!!!

  16. Easter Leeno Banphy

    Soprassediamo sul quadro generale che fa di questa produzione un ottimo argomento di conversazione con gli amici al bar e un pessimo modo di buttare 90 minuti di vita. Non ci chiediamo nemmeno cosa possa convincere attori e produttori, dopo aver letto lo script, rispettivamente a sputtanarsi un pur improbabile carriera e a dilapidare i loro seppur pochi quattrini. In questo momento, a costo di sembrare una campana rotta, l’unica domanda a cui vorrei fosse data risposta è: che me ne faccio di questa recensione se poi non avrò nessuna possibilità di vederlo questo assurdo film?

    • Te lo segni per quando diventa recuperabile, se ti interessa fortissimo ne parli in giro aumentando l’interesse e possibilmente accelerando il processo di recuperabilità, come succede per ogni festival. Noi parlandone abbiamo fatto il nostro.

    • Easter Leeno Banphy

      Non sono sicuro di come si traduca in Noncalcese il concetto di “recuperabilità”, io conosco bene quello di “reperibilità” e BoJ è estraneo a questo insieme. Dubito che il mio hype con tanto di agitare di braccia correndo e sbraitando davanti alla santa sede possa convincere i vertici di Medusa o di Netflix a distribuire questa porcata. Perchè comunque si, malgrado la merda che gli stò buttando addosso mi avete intrippato un bel pò con questa assurdità di film ma di sicuro non andrò fino a Bucarest solo per vederlo.

    • Alessandro risponde a Banphy

      Dagli un attimo e vedrai che lo trovi dove si pescano le trote…

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