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Pochi soldi e palle d’acciaio: The Head Hunter

Ricordate la teoria dell’acquario? La rispolvero nelle parole di Darth Von Trier:

Se stabilisci delle regole quelle sono e rimangono per tutta la durata della faccenda. Un po’ come in un acquario, in cui l’ecosistema è chiuso e perfettamente auto-sufficiente, a prescindere da quanto siano strane le cose che ci stanno dentro, palombari di plastica e casse del tesoro compresi. Un buon acquario, oltre ad essere bello, deve anche avere la sua coerenza interna, altrimenti i pesci muoiono.

Mi è tornata in mente di recente dopo aver letto un interessante articolo su Star Wars: L’ascella di Skywalker in cui si metteva a confronto il film con la trilogia originale e lo si definiva “uno zoo di Star Wars” laddove il film di George Lucas e i suoi sequel erano un “ecosistema”. Ma sto divagando. Sigla!

L’altra sera mi son visto questo The Head Hunter e subito mi è tornata in mente la teoria dell’acquario. Coerenza interna, check, ecosistema chiuso auto-sufficiente, check. Ma c’è dell’altro. Per me The Head Hunter rappresenta in maniera perfetta quello che blateriamo ormai da secoli su questo sito. Non lo fa perché è un capolavoro, eh, o perché sia un film imprescindibile o un’opera d’arte rivoluzionaria. Lo fa semplicemente perché è CINEMA.

Vedete, il cinema è quella cosa per cui una storia la devi raccontare innanzitutto per immagini. Sì, è vero, è bello metterci anche delle parole (quando ben scritte) e, nel caso di un fantasy (quale The Head Hunter è), può essere bello anche avere delle backstory dettagliate che costruiscano una mitologia e facciano del sano world-building. Ma quando le parole diventano un mezzo per dire quello che le immagini non sanno dire, allora vuol dire che Houston abbiamo un problema. Allora il film perde immediatezza e volano paroloni tipo RETORICO, DIDASCALICO e NOLAN.

“A chi hai detto Nolan?”

Di The Head Hunter si può dire tutto tranne che sia quelle robe lì (soprattutto “Nolan”). A 72 minuti di durata, potrebbe essere tranquillamente l’episodio di una serie antologica a tema horror/fantasy. Con poco più di un’ora a disposizione non ti puoi permettere di essere prolisso: o spacchi il culo ai passeri o muori. Jordan Downey, un nome che prima d’ora non avevo mai sentito nominare (mi dice IMDb che ha diretto svariati corti e i film Thankskilling e Thankskilling 3 – su un tacchino omicida – giuro – ma il fatto che nessuno dei due sia stato recensito qui mi dava non poco da pensare), dimostra di essere all’altezza della situazione. Utilizzando una narrazione rapida e sicura, che in pochissime inquadrature porta a casa semplici nessi logici, Downey riesce a fare del world-building basilare, ma sufficiente a evocare un mondo più vasto di quello in scena. Un mondo ovviamente costoso, che Downey non si può permettere assolutamente, e che dunque è costretto a suggerire. È l’arma più preziosa del cinema che deve lavorare intorno agli ostacoli: la “metonimia”, come la definirebbe una persona di cultura superiore alla mia. La parte per il tutto. Non lo puoi mostrare perché dovresti fare un mutuo sulla casa? E allora lascialo intendere.

Il film in sintesi.

Per tornare al discorso iniziale, The Head Hunter non è tanto un acquario, quanto una boccetta dove nuota solitario un pesce rosso – il cacciatore di teste interpretato da Christopher Rygh, praticamente unico attore in scena. Il nostro pesciolino ha la sua bella piantina, il suo forziere e un simpatico castello dove si reca regolarmente quando il suono di un corno lo avverte che c’è un nuovo lavoro per lui. Il pesciolino raccoglie la taglia del giorno, si infila l’armatura e va a fare il suo sporco lavoro (fuori campo). Poi torna a casa, appende la nuova testa collezionata a un palo, getta i sesterzi nel forziere e si cura le ferite. Rinse and repeat.

Ecco, forse questo dettaglio potrebbe respingervi, dato che siete su un sito che si chiama i400Calci e non le400Suggestioni: di mazzate vere ce ne sono molto poche in The Head Hunter. E le poche che ci sono sono riprese di notte e da molto vicino. Downey si affida a un ottimo production design, a un perfetto sound design, alle (teste delle) creature progettate da Troy Smith, in sintesi al METAL, sporca tutto quanto con chili di fango, interiora, sangue e generale disagio medievale e buona lì. Punta sulla tensione horror anziché sull’opulenza fantasy. E in sostanza vince, vince, sì Jordan Downey vince.

“Mi sono letto tutto Berserk e ora sto in fissa!”

Non tutto è perfetto, ci mancherebbe altro. Verso il finale, la mancanza di un budget un po’ più corposo si avverte, e lo scontro tra il cacciatore di teste e il criaturo che gli ha ucciso la figlia (non è uno spoiler, è la premessa) è abbastanza un anti-climax. Ma poi Downey si inventa un colpo di scena finale da cortometraggio (quello che mi ha fatto pensare alle puntate degli antologici), secco, brutale e cattivo, piuttosto prevedibile ma talmente dritto e onesto che ci fa dimenticare le mancanze dei minuti precedenti.

Bravetto ‘sto Jordan Downey. Farà strada.

DVD-quote:

“Metalpoiesi”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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32 Commenti

  1. Landis Buzzanca

    >>> E in sostanza vince, vince, sì Jordan Downey vince.

    …e con lui vince la Jordania intera?

  2. jax

    Mi hai convinto

  3. Bread Beat

    hai messo la giusta curiosità!
    ps: ma quella boccia per il pesce rosso si trova in vendita?

    • Ho cercato tipo “Boccia pesce rosso” o “Goldfish bowl” ed è tra i primi risultati.

    • Past

      da aquariofilo navigato, la boccia d’acqua è una condanna a morte certa per i pesci rossi, ma anche gli acquari non gli permettono di vivere al loro meglio…i pesci rossi crescono in base al luogo dove sono,più è grande più sono grossi, vogliono acqua molto fredda, mangiano sempre e cagano altrettanto, sono pesci ottimi per i laghetti.

      concordo con la recensione, è un buon prodotto, stroncato dai più proprio perchè ci si aspettava sangue e teste che volano per tutta la durata.

  4. Landis mi ha fregato sul tempo

  5. ste

    visto un po’ per caso e mentre pensavo a quanto non fosse facile fare film di genere con pochi soldi mi è venuto in mente che in Italia li abbiamo (hanno) fatti per anni e con ottimi risultati…poi è arrivato il morbo del tinello e niente solo merda (qualche eccezione meritevole tipo un “al di là del guado” di qualche anno fa e poco altro)

    • Alessandro risponde a Ste

      Al di là del guado è quello col villaggio abbandonato e le sorelle fantasmi? Fa CAGARE SOTTO dalla paura, capolavoro, ma che altro potevo aspettarmi da te? Non siamo sempre d’accordo ma sei un cinefilo coi controcoglioni

    • ste

      é quello é quello…ma me.ne mancano tantissimi non son così esperto ..solo che da noi ne escono pochini e devi andare a pescarli col lanternino

    • Bradlice Cooper

      Ma quello era un film pacchissimo: un walking simulator che non aveva niente da dire. A me ha deluso un pacco – al netto di atmosfere PERFETTE, sia chiaro: ne guarderei 100 al mese di film così, ma devi avere almeno mezza storia da raccontarmi.

    • Alessandro risponde a Ste e Bradlice Cooper

      No aspetta Bradlice: l’atmosfera lì è così tosta che praticamente non serve una trama… fa paurissima! E quanto a te, Ste, non è il numero di film che conta: è la voglia di decostruire e capire che fa grande un cinefilo.

  6. Recensione rapida, secca, letale.
    Film venduto al cinemino di radiocarlonia!

  7. El mariachi de Puerto

    Dove lo si trova? Al cinema?

  8. tommaso

    Bel e simpatico filmetto, si’.
    L’idea di fondo avrebbe funzionato meglio forse per un mediometraggo (e per fortuna non la tira comunque per le lunghe suoi 70 minuti), ma e’ abbastnza suggestiva da riscattare uno stile un po’ prevedibile, piu’ horror che fantasy, dalle parti del primo Sam Raimi, solo con molta meno ironia, che se non c’e’ un tot di tristezza non fa medioevo evidentemente.

  9. Per sentire una voce equilibrata sul tema “guerre stellari caccapupù” consiglio l’ottimo articolo di DocManhattan su IGN: Star Wars e i suoi fan, una storia di amore e odio.

  10. Alessandro

    Visto appena fu disponibile. Capolavorone. Condivido totalmente la recensione. Film oscuro, cupo, bellissimo. Davvero, procuratevelo e godetevelo.

  11. Enry

    Ma Thankskilling sarà mica quel capolavoro trash con la tagline “gobble-gobble motherfucker!” ? Con battute epocali tipo “nice tits, bitch!”, ovviamente tutta farina del tacchino assassino, o ancora meglio: -What have you done to my brother? (L’ha ucciso con un ascia)
    -I axidentally killed him! Get it? Axidentally?
    Haha, gobble-gobble motherfucker!
    Insomma, capolavoro. E comunque Nolan il suo world-building lo sapeva fare, quando usava la penna invece dei milioni (diciamo dagli inizi a Inception) :)

  12. GGJJ

    Condivido la richiesta. Dove si trova, torrent a parte?

  13. Past
  14. Bakahero

    Ce ne avete messo di tempo a recensire questa BOMBA (comprato in blu-ray mesi fa)…

  15. jax

    Che dire, un filmone. Coerenza pazzesca in tutti gli aspetti. Crea tutto un mondo con forse dieci righe di sceneggiatura e con due soldi (mi pare di aver letto di un budget di 300.000 dollari) porta a casa un film che sembra molto molto più grande. Altro che bravino questo Downey, bravissimo!

  16. avdf

    L’ho visto tempo fa e citato su un commento di un altro film, non ricordo bene come era venuto fuori…
    ebbene mi ripeto: da mangiarsi le mani. aveva grandissime potenzialità… l’atmosfera top. fotografia top. ambientazioni e scenografie top, protagonista top. Equipaggiamento e dettagli, nonostante il budget, sono curati e dettagliati, riesce ad essere davvero immersivo…
    ma la storia svacca completamente…diventa una roba insensata e forzatissima, ma soprattutto, ben poco interessante.
    che peccato. che occasione mancata..quanto ne vorrei un altro simile, ambientato li, nello stesso mondo.

  17. Samuel paidinfuller

    L’ho trovato pessimo.
    Non è CINEMA, come dice la rece, è solo stile.
    Nessuna sostanza, solo forma.

  18. ratto reietto

    Da un mese l’hanno messo su prime
    A me è piaciuto, con tutti i suoi limiti.
    Lo rivedrei col muto e mettendo i Conan come colonna sonora

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